Black out: l’Australia chiede aiuto alla mega batteria di Tesla

L’Australian Energy Market Operator benedice il progetto di Elon Musk: costruire in South Australia una mega batteria a ioni di litio per accumulare l’energia rinnovabile prodotta dall’eolico. Servirà a evitare i black outhttp _media.ecoblog.it_8_833_black-out-australia-chiede-aiuto-alla-mega-batteria-di-tesla

A inizio luglio il CEO di Tesla, Elon Musk, ha presentato il suo ultimo visionario progetto: costruire nello stato del South Australia una enorme batteria a ioni di litio, della capacità di 129 MWh, in grado di accumulare gli eccessi di produzione di energia rinnovabile del parco eolico di Jamestown. Secondo Musk una batteria del genere avrebbe potuto evitare l’enorme black out avvenuto nel settembre scorso a causa di una forte tempesta che ha danneggiato la rete elettrica australiana. Il progetto di Tesla prevede la collaborazione tecnica dei francesi di Neoen, che già gestiscono il parco eolico da 315 MW di potenza. Secondo Musk, se non ci sono impedimenti, la mega batteria potrebbe essere allacciata alla rete in appena 100 giorni. Secondo quanto riporta il Guardian il progetto della mega batteria in South Australia avrebbe ricevuto la benedizione di Audrey Zibelman, da pochi mesi a capo di AEMO, l’Australian Energy Market Operator equivalente al nostro Gestore dei Mercati Energetici negli stati del meridionali ed orientali dell’Australia.

Secondo la Zibelman non è solo importante che la batteria sia costruita, ma è anche fondamentale che siano rispettati i tempi. Secondo Zibelman, infatti, la mega batteria a ioni di litio di Tesla è “parte molto importante del nostro piano estivo“.

Alla Zibelman, però, fa da contr’altare Nino Ficca Managing Director di AusNet, l’operatore della rete elettrica dello Stato di Victoria, che precisa come il progetto di Musk sia soluzione “sub-ottimale”: “La batteria in South Australia è una meravigliosa mossa verso ciò che possiamo fare, ma non è una panacea per tutti i problemi“.

Credit foto: Tesla

Fonte: ecoblog.it

Google e Apple: data center 100% a energie rinnovabili

I due giganti tecnologici hanno scelto l’energia rinnovabile per alimentare i propri data center in Europa: eolico e fotovoltaico fanno girare il cloudhttp _media.ecoblog.it_2_28c_google-apple-datacenter-energie-rinnovabili

L’esplosione delle tecnologie mobile, cloud in primis, ha causato nell’ultimo decennio un fortissimo aumento dei consumi elettrici delle grandi aziende tecnologiche che, da qualche anno, stanno correndo ai ripari rivolgendosi alle energie rinnovabili. Sia Google che Apple, i due protagonisti indiscussi insieme ad Amazon e Facebook della tech economy dei nostri giorni, hanno annunciato ulteriori investimenti nell’energia verde. Soprattutto in Europa dove, a differenza che negli Stati Uniti, le energie rinnovabili sono ormai mature e ben integrate nelle reti elettriche nazionali. E, per la precisione, soprattutto nell’Europa del nord, dove oltre ad una forte produzione di energia eolica ci sono anche le condizioni economiche per installare i data center che gestiscono il grosso del traffico dati nel vecchio continente. Google, ad esempio, ha annunciato di aver stipulato il contratto di PPA (Power Purchase Agreement, un contratto di acquisto dell’energia elettrica rinnovabile prodotta da uno specifico impianto, ad un prezzo stabilito) per la fornitura di elettricità per alimentare il data center di Eemshaven, in Olanda. Verrà alimentato con l’energia prodotta dal Sunport Delfzijl Solar Park, il parco fotovoltaico più grande dei Paesi Bassi gestito da Eneco Group. Si tratta di un impianto fotovoltaico da 27 MW di potenza, montato a terra su una estensione di 30 ettari. Sempre con Eneco, in passato, Google aveva stipulato PPA per l’acquisto dell’energia rinnovabile prodotta dai parchi eolici di Delfzijl, Krammer e Bouwdokken. Apple, invece, ha dichiarato a Reuters di avere intenzione di costruire un nuovo data center in Europa alimentato a rinnovabili: si tratta del data center di Aabenraa, nel sud della Danimarca al confine con la Germania. Sarà operativo dalla seconda metà del 2019, costerà sei miliardi di Corone danesi (circa 806 milioni di euro) e farà girare i servizi di  iTunes Store, App Store, iMessage, Maps e Siri. Reuters non specifica da dove Apple prenderà l’energia elettrica necessaria ad alimentare il data center danese, ma riporta che il gigante di Cupertino ha intenzione di farlo girare al 100% con elettricità verde. E’ assai probabile che parte dell’energia verrà dai numerosi impianti eolici presenti in Danimarca e il restante da impianti finanziati dalla stessa Apple grazie al recente Green Bond da 1 miliardo di dollari.

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Fonte ecoblog.it

Energia: le rinnovabili superano il gas a maggio

Gli ultimi dati del GSE confermano: le rinnovabili sono ormai una parte fondamentale del mix energetico italiano. Cresce il solare fotovoltaico, cala l’eolico.http _media.ecoblog.it_5_5e8_energia-rinnovabili-superano-gas-maggio-2017

Nel mese di maggio 2017 la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile ha subito un calo del 5,8% ma, a leggere i dati del GSE, non è una notizia del tutto negativa. A fronte di un calo dell’energia idroelettrica (-8,9%) e di quella eolica (-34,9%), infatti, rispetto allo stesso periodo 2016 si registra un +11,5% di energia elettrica da fonte solare fotovoltaica. Il leggero calo delle rinnovabili è stato compensato da un +6.5% di energia prodotta da fonti fossili tradizionali, in particolare dal gas naturale (+10,2%). Tuttavia, fa notare il GSE, le fossili si attestano sul livello più basso dal luglio 2016 e la quota di energia da fonti rinnovabili supera quella da gas naturale (42,6% l’energia verde, 40,2% il gas). E questo non succedeva da otto mesi.http _media.ecoblog.it_e_ed2_mix-energetico-italia-aggio-2017

Durante lo scorso mese le energie rinnovabili l’hanno fatta da padrone in Sicilia (51,3% del mix energetico) e nella macroarea centro-nord (67,2%). Minor produzione verde in Sardegna (23,5%), centro-sud (32,6%) e nord (47,1%, comunque buona vista l’elevata presenza di impianti da fonte fossile in questa macroarea).http _media.ecoblog.it_e_e9e_mix-energetico-italia-maggio-2017-macroregioni

Il prezzo medio di acquisto (PUN) dell’energia, negli ultimi dodici mesi, è salito notevolmente: +28,1% nelle ore di picco dei consumi e +21,2% nelle ore non di picco. Il GSE non manca di far notare che tali incrementi siano dovuti in buona parte al calo, registratosi negli ultimi mesi, di produzione di energia da fonte rinnovabile.

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Fonte: ecoblog.it

Eolico: in Germania i cittadini investono nelle energie rinnovabili

Il 93% delle ultime aste per gli incentivi ai nuovi parchi eolici in Germania è stato vinto da cooperative di cittadini. Che hanno forti vantaggi a investire i propri soldi nelle rinnovabili.http _media.ecoblog.it_0_09a_eolico-germania-cittadini-investimenti-energie-rinnovabili

Due terzi delle offerte presentate nel primo round di aste pubbliche per l’assegnazione degli incentivi ai parchi eolici on shore in Germania è stato presentato da cooperative e imprese formate da cittadini comuni. Il 93% delle aste è stato vinto da aziende di questo tipo, con un prezzo per kWh minimo pari a 5,25 centesimi di euro e uno massimo di 5,78 centesimi. E’ quanto comunica, non senza orgoglio, il Governo tedesco in una nota ufficiale. In tedesco si chiamano “Bürgerenergiegesellschaften“, in italiano potremmo tradurre con “imprese comunitarie del settore energetico“. Comunque le si voglia chiamare, però, è chiaro che sono la prossima frontiera delle energie rinnovabili in Germania e un successo della politica tedesca pro rinnovabili. Già, perché l’elevata partecipazione dei cittadini alle aste per l’eolico (richieste per 2.137 MW, contro gli 800 MW messi all’asta dal Governo) non è casuale, ma frutto di una precisa politica pubblica che riserva alcune facilitazioni alle imprese comunitarie rispetto alle tradizionali grandi utilities dell’energia o ai fondi di investimento. I cittadini, ad esempio, sono esentati da alcuni requisiti che le aziende normali devono avere per competere alle aste per gli incentivi all’eolico. Non devono ottenere autorizzazioni per il progetto, prima di partecipare all’asta. Hanno 24 mesi in più per terminare la costruzione dell’impianto se vincono e, quando vincono, ottengono automaticamente il prezzo per kWh più alto tra quelli assegnati in quel determinato round di aste. In questo caso tutti i progetti comunitari approvati riceveranno una remunerazione di 5,78 centesimi di euro al kWh prodotto, anche se hanno partecipato all’asta offrendo un prezzo inferiore. A fronte di questi vantaggi, però, le Bürgerenergiegesellschaften hanno l’obbligo di cedere il 10% delle loro azioni ai Comuni in cui verranno costruiti i parchi eolici. Rainer Baake, Segretario di Stato al Ministero per l’Economia e l’Energia del Governo tedesco, ha commentato: “Il fatto che abbiamo visto una competizione così alta, che ha portato i prezzi così in basso, e che c’è stata una così vasta partecipazione dei cittadini, mostra che il cambio di paradigma dai finanziamenti fissi stabiliti dal Governo ai prezzi creati dal mercato sta lavorando bene“.

La crescita delle rinnovabili in Germania è il risultato di un duro e duraturo lavoro di un gran numero di persone, aziende, associazioni. Le imprese energetiche comunitarie, in particolar modo, sono riuscite a far crescere il consenso dei cittadini nei confronti delle rinnovabili. Per questa ragione, spiega la nota del Governo tedesco, il Ministero dell’Economia e dell’Energia ha escogitato una strategia per assicurare che questo tipo di iniziative possano sopravvivere ed essere competitive alle aste per gli incentivi alle rinnovabili in Germania.

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Fonte: ecoblog.it

Rinnovabili: nel primo quadrimestre 2017 -7% in Italia

Dai dati ANIE Rinnovabili emerge un calo delle installazioni rispetto allo stesso periodo 2016. Crollo del fotovoltaico, balzo in avanti dell’eolico.http _media.ecoblog.it_7_75e_rinnovabili-italia-primo-quadrimestre-2017

Gli investimenti nelle energie rinnovabili in Italia non mostrano più dati entusiasmanti. Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio di ANIE-Rinnovabili, che si basa su dati forniti da Terna, nel primo quadrimestre 2017 la nuova potenza elettrica verde installata sul territorio nazionale è stata inferiore del 7% rispetto allo stesso quadrimestre 2016. Se consideriamo solo il dato di aprile il calo è stato del 20%. Ma non ci sono solo ombre. A fronte di un netto calo del fotovoltaico (-10%), si registra infatti una forte crescita delle nuove installazioni di eolico (+78%). Nel complesso, guardando invece ai MW prodotti dalle varie fonti disponibili nel nostro paese, l’energia rinnovabile si attesta sul 33% del totale nei mesi di bassa produzione fotovoltaica e oltre il 40% quando splende il sole.

Nuove installazioni di fotovoltaico nel primo quadrimestre 2017

Le nuove installazioni di impianti solari elettrici, nei primi quattro mesi di quest’anno, sono state nettamente inferiori a quelle dello stesso periodo 2016. In gran parte si tratta di impianti sotto i 3 kW di potenza: 5198 impianti, per un totale installato pari a 13,2 MW. Seguono per numero gli impianti tra i 4,5 e i 6 kW: 3456 installazioni per 19,1 MW totali. Soltanto 6 impianti tra 500 kW e 1 MW e solo un impianto oltre 1 MW di potenza.http _media.ecoblog.it_8_8db_fotovoltaico-italia-dati-q1-2017

Nuove installazioni di eolico nel primo quadrimestre 2017

Le nuove installazioni di impianti eolici, nel primo quadrimestre 2017, sono cresciute del 78% rispetto a quelle dello stesso periodo 2016. Oltre a tre nuovi impianti di grandi dimensioni, oltre i 5 MW di potenza (per un totale di 56 MW aggiunti alla rete elettrica nazionale), si registrano ben 291 nuovi impianti tra i 20 e i 60 kW di potenza (per un totale di 17 MW allacciati). Il grosso della nuova potenza eolica è stata installata in Basilicata (40 MW) e in Calabria (23 MW).http _media.ecoblog.it_8_84f_eolico-dati-q1-2017

Quanta energia rinnovabile consumiamo

Altro dato interessante fornito dall’Osservatorio ANIE-Rinnovabile, basato sempre su dati Terna, è quello sul contributo fornito dalle fonti verdi al bilancio energetico complessivo del nostro paese. In pratica, quante energia rinnovabile consumiamo in Italia?

Nel primo quadrimestre del 2017 il 33% dell’energia consumata dagli italiani proveniva da fonti rinnovabili.

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Nel solo mese di aprile, quando cioè l’insolazione media primaverile ha cominciato a farsi sentire, il 42% dell’energia consumata è stata rinnovabile. Tra aprile 2016 e aprile 2017 il fotovoltaico ha prodotto il 13% in più, pareggiando il -12% dell’eolico.

Credit foto: Flickr

Fonte: ecoblog.it

Eolico off shore con batteria: primo esperimento di Dong Energy

Le rinnovabili con accumulo non sono solo fotovoltaico con batteria: il gigante danese dell’eolico sta per mettere in funzione una batteria da 2 MW al servizio di un parco eolico in mare.http _media.ecoblog.it_7_7e7_eolico-off-shore-batteria-dong-energy

Dopo essere balzata agli onori della cronaca per aver allacciato alla rete due parchi eolici off shore da record, la società danese Dong Energy si appresta a introdurre la prossima rivoluzione nel campo dello sfruttamento dell’energia del vento: mettere in funzione una piccola batteria da 2 MW di capacità, collegata ad un settore di uno di questi mega parchi eolici.

Si tratta di un settore, da 90 MW di potenza, del sito di Burbo Bank al largo di Liverpool. La batteria, prodotta dal gigante degli accumuli di energia ABB, sarà piazzata tra le pale eoliche e la stazione elettrica che connette il parco eolico con la rete nazionale inglese gestita da National Grid. A differenza degli accumuli per fotovoltaico, che servono a massimizzare la produzione di energia elettrica dal sole, la batteria per eolico ha un’altra funzione: stabilizzare la rete elettrica nazionale, tramite la cosiddetta “frequency response“.

Il problema principale dei grandi parchi eolici, infatti, è quello di immettere in un lasso di tempo troppo veloce una quantità di energia troppo alta. Allo stesso tempo, quando viene a mancare il vento e molte pale eoliche del parco si fermano, sulla rete elettrica viene a mancare di colpo un grosso quantitativo di energia. Questo comporta scompensi nella frequenza (che deve restare intorno ai 50 Herz) della corrente elettrica che gira sulla rete nazionale. La batteria si comporta come un tampone: in caso di eccessiva produzione accumula l’energia, togliendola momentaneamente dalla rete, mentre in caso di calo di produzione l’energia la rilascia per mantenere la frequenza entro i valori di sicurezza della rete.  Questo è un problema che affligge un po’ tutte le rinnovabili intermittenti, come spiega Richard Smith, a capo del settore Capability di National Grid: “Man mano che il mix energetico della Gran Bretagna cambia, sappiamo che assicurare un afflusso di energia stabile e sicuro in futuro richiederà strumenti più flessibili. Non vediamo l’ora di vedere come la soluzione di stoccaggio di Dong Energy connessa con il parco eolico offrirà servizi che ci aiutino a rispondere alle sfide operative quotidiane e a mantenere la frequenza dei 50 Herz sul sistema elettrico della Gran Bretagna“.

Credit foto: Flickr

Fonte: ecoblog.it

Quando l’energia è rinnovabile ma soprattutto… Ènostra!

Un’impresa di comunità senza finalità lucrativa, che vende ai propri soci solo elettricità rinnovabile proveniente da impianti fotovoltaici, eolici e idroelettrici con garanzia d’origine. E’ la “fotografia” di È Nostra, che acquista energia solo da imprese e impianti sostenibili, prediligendo realtà di produzione legate alle comunità locali e favorendo la crescita della quota di energia da fonti rinnovabili nel mix energetico nazionale.Composite image of clean energy house

«Offriamo ai nostri soci servizi di monitoraggio dei consumi per la riduzione degli stessi – spiega Sara Capuzzo di ÈNostra – e creiamo occasioni di partecipazione e coinvolgimento dei singoli e delle reti sociali a favore della transizione energetica dal basso. Siamo un’impresa di comunità, ovvero un’impresa che svolge servizi ed attività che si ripercuotono ben oltre la platea dei propri soci, portando benefici alla comunità nel suo complesso».

E Sara ci spiega bene come si articola questa realtà che sta prendendo sempre più piede.
Diminuire l’impatto dei propri consumi sull’ambiente significa anche scegliere oculatamente le fonti energetiche da utilizzare. In questo E’nostra permette una scelta etica e a basso impatto. Perché?

La provenienza, le caratteristiche dell’energia che la cooperativa ènostra vende ai propri soci e la relazione con chi la produce rappresentano l’essenza stessa di questa impresa innovativa. In sostanza ènostra crea quella circolarità caratteristica del modello democratico dell’energia condivisa, fungendo da “tramite” tra soci-produttori e soci-clienti. Utilizziamo l’espressione “energia buona” perché si tratta di elettricità non solo rinnovabile con Garanzia d’Origine, ma anche sostenibile ed etica, in quanto acquistata da impianti (fotovoltaici, eolici e idroelettrici) sostenibili, gestiti da produttori etici. Per poter “marchiare” virtualmente gli elettroni immessi in rete abbiamo messo a punto una specifica matrice, con l’avallo di un Comitato Tecnico Scientifico, che valorizza da un lato la sostenibilità ambientale degli impianti (non tutta l’energia rinnovabile è anche sostenibile), dall’altro la responsabilità sociale dell’impresa titolare. Oltre a valutare parametri quali legalità, trasparenza, governance, rapporti di rete e di comunità, ènostra si accerta che il produttore non abbia relazioni con il comparto fossile.

Spesso i cittadini pensano che scegliere green sia anche più costoso. E’ sempre e proprio così? Oppure ci sono riflessioni da fare in proposito?

Non è assolutamente detto che acquistando energia rinnovabile si debba spendere di più, a meno che l’impresa di vendita non intenda fare speculazione. Lo si può sperimentare in prima persona: l’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) ha, infatti, messo a disposizione lo strumento Trovaofferte, accessibile all’indirizzo www.autorita.energia.it/it/trovaofferte.htm – che il consumatore può consultare per avere una comparazione, sulla base del proprio profilo di consumo, tra le diverse offerte disponibili sul mercato libero. Per agevolare l’utente il sistema dà come riferimento la bolletta annua del servizio di maggior tutela, e poi a seguire, in ordine crescente di importo, l’elenco della spesa complessiva con i vari fornitori del mercato libero. Nella classifica le offerte esclusivamente green si mescolano alle altre (non c’è possibilità di spuntare “solo energia verde”) e più di qualcuno resta sorpreso nello scoprire che tra le proposte più convenienti alcune sono di energia 100% rinnovabile. Nonostante Ènostra operi da poco nel mercato elettrico e sia un’impresa ancora di piccole dimensioni, anche le nostre tariffe “soloverde” compaiono tra le prime posizioni della classifica. Tutto dipende dalle priorità: nel nostro caso non è il profitto ma il prezzo equo e il valore etico della scelta.

E’nostra può garantire al cittadino bollette più verdi, più leggere e trasparenti?

Certo c’è ancora molta strada da fare, e ci lavoriamo tutti i giorni, ma già oggi rispettiamo gli standard della Bolletta 2.0 stabiliti dall’Autorità a favore di una maggiore leggibilità e trasparenza. Il nuovo layout della fattura è tra l’altro frutto di un lavoro partecipato che ha coinvolto qualche decina di soci. La relazione diretta con i soci è una preziosa opportunità che ci consente di migliorare il servizio complessivo. Costantemente ci arrivano spunti e stimoli che, compatibilmente con vincoli normativi e coerenza complessiva, cerchiamo di recepire e adottare. Per accentuare ulteriormente l’importanza del consumare solo energia pulita, oltre all’indice relativo alle emissioni evitate nel periodo di consumo, rispetto al mix energetico nazionale, abbiamo scelto di introdurre in bolletta anche il calcolo delle polveri sottili evitate grazie alla scelta di non acquistare energia da fonte fossile.

Cosa vi ha indotto a creare la società?

Tutto è nato nel 2012 per iniziativa di Avanzi, società milanese di consulenza sui temi legati alla sostenibilità, che partecipava come partner al progetto UE RESCoop20-20-20, finanziato dal programma Intelligent Energy Europe, volto a favorire l’accettabilità delle rinnovabili e a far nascere nuove cooperative energetiche nei Paesi membri dove ancora questo modello non era pratica diffusa. Così, nel 2014 è stata costituita ènostra con l’obiettivo ambizioso di costruire, con una logica partecipata e dal basso, un fornitore di energia elettrica che potesse basare tutta la sua attività secondo principi cooperativi, etici e sostenibili. La sfida è stata raccolta dai quattro soci fondatori tra cui, oltre ad Avanzi, figurano EnergoClub, associazione trevigiana di promozione delle fonti rinnovabili, Retenergie, cooperativa cuneese di produzione collettiva di energia pulita e Forgreen, azienda veronese di produzione e vendita di energia, quest’ultima uscita dal progetto a fine 2015.

Cosa pensate dei grandi fornitori elettrici che mettono dentro alla loro offerta anche un po’ di rinnovabili così da darsi una riverniciatina di verde? C’è chi pensa che il cambiamento passi anche attraverso queste operazioni di facciata.

I grandi fornitori e le loro politiche energetiche e commerciali rappresentano il modello vecchio e insostenibile a cui ènostra si contrappone. Certo, anche producendo energia rinnovabile per mera opportunità di marketing si evita la combustione di energia fossile, ma quello che serve è una matura e radicale inversione di marcia. La stessa Commissione Europea, con il “Winter package” lanciato nel novembre 2016 chiede all’UE di svolgere un ruolo proattivo alla guida della transizione energetica e di porre al centro il ruolo del consumatore che da utente passivo si trasforma in “prosumer”, ovvero al contempo produttore e consumatore di energia pulita. L’UE si è posta il nuovo obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 almeno del 40% entro il 2030, un traguardo che consentirebbe di incrementare il PIL europeo di 1%, di produrre 900.000 posti di lavoro, di migliorare qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini. Le grandi imprese tradizionali sono ancora oggi ottusamente proiettate a investire negli idrocarburi, quando è ormai evidente che le migliori opportunità – dai punti di vista economico, sociale e ambientale – risiedono nella razionalizzazione dei consumi e nella produzione di energia pulita.

Pensate che attraverso la vostra proposta si possa dare un cambio effettivo alla politica energetica italiana?

Nel 2050, con un quadro normativo di sostegno alle rinnovabili, metà della popolazione europea potrebbe produrre energia elettrica e contribuire al bilanciamento della rete gestendo in maniera flessibile – su base individuale o collettiva – la propria domanda di energia. Lo si legge nello studio The Potential for Energy Citizens in the European Union, condotto dall’istituto di ricerca ambientale CE Delft per conto di Greenpeace, Federazione Europea per le Energie Rinnovabili (EREF), Friends of the Earth Europe e REScoop.eu. Già oggi, i cittadini europei – producendo o fornendo energia in forma individuale o collettiva, grazie a cooperative come ènostra – hanno trasformato il mercato in molti paesi europei, contribuendo a creare un modello innovativo di gestione diretta dell’energia elettrica. Per quanto riguarda l’Italia dallo stesso studio emerge che al 2050 2 italiani su 5 saranno “prosumer”. Nello specifico la compagine dei “cittadini energetici” sarà composta per il 37% da impianti fotovoltaici domestici, il 37% dalle cooperative energetiche, il 25% da piccole imprese e l’1% dagli Enti Locali. È lì che dobbiamo arrivare.

Che legame c’è fra voi e Retenergie?

Sin dalla costituzione di Ènostra è risultato evidente che, unendo le forze con Retenergie – cooperativa che dal 2008 realizza impianti rinnovabili collettivi, e che partecipa all’impresa come socio cofondatore e partner tecnico – l’obiettivo di produrre e consumare l’energia, condiviso dai soci di entrambe le cooperative, era a portata di mano. Incoraggiati dall’entusiasmo dei partner vicini e di molti soci, a ottobre 2016 abbiamo costituito un gruppo di lavoro dedicato al processo di fusione, che ha coinvolto i consigli di amministrazione e i rispettivi consulenti. Il percorso fatto fin qui vede crescere nella squadra la motivazione, perché è ogni giorno più evidente che l’unione delle due organizzazioni saprà valorizzare e amplificare le esperienze, il potenziale, i servizi e i benefici rivolti ai soci. In attesa di giungere al più presto alla costituzione di un soggetto unitario, abbiamo deciso di stringere una partnership forte che unisca da subito i soci che, sommati, saranno oltre 2000. Come primo risultato, d’ora in avanti i soci di Retenergie e di Ènostra potranno accedere direttamente ai servizi specifici di ciascuna cooperativa, pur essendo soci di solo una di esse: i soci di Retenergie potranno acquistare l’energia di ènostra e i soci di ènostra potranno accedere ai servizi tecnici di Retenergie.

Come sta andando la raccolta di adesioni?

Oggi (maggio 2017) contiamo circa 1.050 soci per un totale di 1.150 contratti di fornitura attivi. La crescita è stata graduale perché in molti, sia partner che potenziali interessati, volevano osservare come ci muovevamo sul campo, testare la nostra capacità di gestire l’impresa e verificare che rispettassimo le promesse e gli impegni presi. Abbiamo superato ostacoli, complicazioni informatiche e imprevisti e cercato di migliorare giorno dopo giorno il servizio ai soci. La fase di start up si è ormai conclusa e quando ci guardiamo indietro ci sembra un piccolo miracolo essere operatori del settore e occupare il nostro posto nel mercato elettrico nazionale. E quando guardiamo le sfide che ci aspettano e i traguardi ambiziosi dei prossimi anni ci pervade l’entusiasmo e l’impazienza di mettere in fila tutte le azioni che ci porteranno ad essere la prima grande cooperativa energetica nazionale, basata su principi di democrazia, sostenibilità, equità, trasparenza, solidarietà… Io sono assolutamente onorata di farne parte

Quali sono i vostri passi futuri?

In occasione dell’Assemblea di maggio sono state introdotte alcune novità che consentiranno di far crescere rapidamente l’impresa e la base sociale nel giro di pochi mesi: lancio della nuova figura del socio sovventore; abbassamento della quota di adesione da 150 a 50 euro (con eliminazione del sovrapprezzo); lancio della campagna “Traffico di amici” che prevede la cessione di 2 quote (per un totale di 50 euro, prima erano 5 per un totale appunto di 150 euro) dal socio ènostra a un amico che intenda entrare in cooperativa e attivare la fornitura. Ci aspettiamo che i due interventi sulla quota di adesione –  abbassamento e campagna mirata – l’apertura della fornitura ai soci di Retenergie in vista della fusione, e l’attivazione di nuovi servizi (pacchetto mobilità elettrica, servizi energetici ecc.) ci consentiranno di raddoppiare rapidamente il numero dei soci consumatori, a beneficio di tutta la comunità, in vista della successiva chiusura del cerchio che vedrà l’attivazione della produzione con impianti di proprietà.

Per info: numero verde 800 593266 (lun-ven h 9.30-13, 14-16), mail info@enostra.it, sito web www.enostra.it

Fonte: ilcambiamento.it

 

 

Incentivi energie rinnovabili: in Germania aste congiunte per fotovoltaico ed eolico

Il sottosegretario all’Energia Rainer Baake parla di un progetto pilota: dal 2018 eolico e fotovoltaico dovranno competere per aggiudicarsi all’asta 400 MW l’anno di potenza.20170504-fuenf-schaufenster-regionen-wird-zukunft-der-energieversorgung1

L’industria delle energie rinnovabili tedesche è in fermento per la notizia che il sottosegretario all’Economia e all’Energia Rainer Baake avrebbe in mente un piano per modificare, seppur gradualmente, l’attuale struttura degli incentivi alle rinnovabili in Germania.

Già oggi i grandi progetti eolici e fotovoltaici, in quello che un tempo era il paese faro delle rinnovabili nel mondo (e che ora non lo è più), devono aggiudicarsi la tariffa incentivante tramite un sistema di aste pubbliche: il Governo tedesco mette a disposizione un tot di potenza annua per ogni fonte rinnovabile, che viene assegnata ai progetti che “si accontentano” di una remunerazione inferiore per MWh prodotto. In pratica aste al ribasso, studiate per trovare la quadra tra sviluppo dell’energia verde e costo dell’energia per il consumatore finale.

Ora, però, Baake ipotizza aste congiunte tra eolico e fotovoltaico. In pratica, a partire dall’anno prossimo e per una quota di soli 400 MW, i progetti solari dovranno competere con quelli eolici all’interno della stessa asta. Il fotovoltaico, quindi, dovrà dimostrare di essere più economico rispetto all’eolico.

Questa ipotesi non piace affatto a BSW-Solar, l’associazione tedesca di categoria dei produttori di energia rinnovabile da fonte solare fotovoltaica. Secondo BSW-Solar, infatti, in una prima fase il fotovoltaico sarebbe nettamente svantaggiato rispetto all’eolico in fatto di costi: “Non sarebbe appropriato mettere solare ed eolico in competizione nel futuro, come chiede l’Unione Europea per la prima asta pilota del 2018. Per una conversione energetica di successo ed economicamente vantaggiosa ci sono due pilastri: l’eolico e il solare“.

Oltre che non economia, sempre secondo BSW-Solar, la scelta sarebbe anche sbagliata dal punto di vista tecnico-scientifico: “Gli scienziati raccomandano un rapporto 1:1 per le installazioni delle due tecnologie. Secondo il consenso dell’Associazione Federale dell’Energia Solare e dell’Associazione Federale dell’Energia Eolica, non è possibile creare le condizioni di una competizione leale all’interno di un’asta congiunta, con una grado di complessità compatibile, per assicurare un mix bilanciato di energie rinnovabili“.

La remunerazione dei più recenti grandi impianti fotovoltaici tedeschi, al momento, è scesa fino a 6,6 centesimi di euro per KWh. Secondo BSW-Solar questo è un segno positivo dell’evoluzione del solare elettrico in Germania. L’associazione chiede che, invece di mettere in competizione fotovoltaico ed eolico, il Governo Federale triplichi le aste dedicate al fotovoltaico. Anche per coprire il futuro fabbisogno energetico delle auto elettriche.

Credit Foto: BMWi

Fonte: ecoblog.it

Energie rinnovabili: i mattoncini Lego prodotti al 100% con eolico e fotovoltaico

La multinazionale danese del giocattolo ha annunciato di aver raggiunto, con tre anni di anticipo, il traguardo del 100% di energia rinnovabile usata per produrre i suoi famosi mattoncini.mattoncini-lego-energie-rinnovabili

Il cammino di Lego verso la sostenibilità passa soprattutto attraverso l’utilizzo di energia rinnovabile per la fabbricazione del suo prodotto noto in tutto il mondo: le costruzioni a mattoncini per bambini e adulti. Questo cammino, pochi giorni fa, è arrivato con largo anticipo al traguardo che l’azienda si era prefissata nel 2012: raggiungere, entro il 2020, il 100% di energia utilizzata da fonte rinnovabile. Lego, va detto, è una azienda energivora: ogni anno, per costruire 75 miliardi di mattoncini Lego, vengono utilizzati 360 GWh di energia elettrica. Con l’entrata in funzione del parco eolico offshore di Burbo Bank, al largo di Liverpool, Lego può ufficialmente dire di consumare esclusivamente energia verde.Lego Group, infatti, tramite la controllata KIRKBI A/S, possiede il 25% di Burbo Bank. Che è un parco eolico da circa 260 MW di potenza, con una produzione annua di energia rinnovabile pari al consumo di circa 230 mila abitazioni. Lego ha investito in questo progetto oltre 430 milioni di euro e quasi il doppio in tutti i progetti eolici offshore in cui ha partecipato. La potenza degli impianti eolici riconducibili a Lego è pari a circa 162 MW, considerando anche il 31,5% del parco eolico offshore tedesco di Borkum Riffgrund 1, di proprietà ancora di KIRKBI. A questa potenza va aggiunta quella derivante dagli impianti solari fotovoltaici montati sui tetti dei capannoni industriali in cui si producono i mattoncini Lego, come i 20.000 pannelli montati sul tetto dello stabilimento di Jiaxing, in Cina. Per festeggiare il traguardo del 100% di energia rinnovabile usata nelle sue attività industriali Lego ha realizzato una pala eolica in mattoncini da record: alta 7,5 metri, per costruirla sono stati utilizzati 146 mila mattoncini Lego.

Fonte: ecoblog.it

Il petrolio low cost non sarà letale per solare ed eolico

Secondo Adam Sieminski, direttore dell’Energy Information Administration, l’abbassamento del costo del greggio non sta danneggiando la filiera delle rinnovabili, come molti sostengono. Il petrolio low cost, frutto del mercato nero creato dallo Stato Islamico, sarebbe sul punto di fare piazza pulita delle energie rinnovabili, questo è ciò che sostengono numerosi analisti, ma Adam Sieminski, direttore dell’Energy Information Administration, ha dichiarato durante un incontro svoltosi al Christian Science Monitor che il petrolio non è in diretta concorrenza con le fonti rinnovabili per quanto riguarda la produzione di energia elettrica. Ieri, a Londra, il greggio ha raggiunto il prezzo di 49,04 dollari al barile e una cifra del genere non può non seminare il panico e danneggiare, almeno temporaneamente, un mercato che, per forza di cose, è complementare a quello di risorse fossili e finite. Secondo il capo analista dell’energia del Governo statunitense insomma non c’è da temere perché il Governo Usa sta continuando a sostenere attraverso incentivi fiscali e programmi di energia statali che prevedono una determinata quota di percentuale di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili. Nel 2014 l’energia solare è raddoppiata grazie al calo del prezzo dei pannelli solari e agli incentivi, ma complessivamente (ed escludendo l’energia idroelettrica) la produzione da fonti rinnovabili rappresenta il 6% del totale. La produzione dell’energia elettrica negli usa viene prevalentemente da carbone e gas naturale e secondo Sieminski anche con il greggio al minimo storico non ci saranno conseguenze su solare ed eolico. A essere danneggiate potrebbero essere soprattutto le autovetture elettriche e ibride. Le grandi autovetture stanno tornando a essere popolari fra i consumatori statunitensi, anche se fra le giovani generazioni c’è una certa resistenza a questo tipo di autovetture di grande cilindrata. A sostegno di un minore consumo di benzina ci sono anche le politiche di sostegno alle vetture elettriche e al car pooling, iniziative che in Italia – dove si aumenta l’Iva sul pellet e si tolgono gli incentivi al fotovoltaico – sono fantapolitica.158201369-586x380

Fonte:  The Guardian

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