Germania, trasporto pubblico gratis contro lo smog: ‘Soluzione poco percorribile, difficile fare a meno della tariffa’

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Alfredo Drufuca, amministratore delegato di Polinomia, una delle più importanti società di ingegneria dei trasporti in Italia, dice : “La tariffa è sia dal punto di vista economico che tecnico un elemento fondamentale per governare domanda e offerta ma non solo”. Dai documenti che la Germania ha inviato a Bruxelles per dimostrare alla Commissione Europea di aver adottato misure anti smog efficaci, è emerso che il governo tedesco vorrebbe tentare una sperimentazione di “mezzi pubblici gratis” entro la fine dell’anno in cinque città: Essen, Bonn, Mannheim, Herrenberg e Reutlingen. L’esecutivo pensa in questo modo di ridurre il numero delle auto private. Una misura che qui in Italia è stata salutata da alcuni come un’azione seria e concreta, diversamente dalle promesse inevase e contraddittorie di casa nostra. Ma davvero lo è? Lo abbiamo chiesto ad Alfredo Drufuca, amministratore delegato di Polinomia, una delle più importanti società di ingegneria dei trasporti in Italia.

Cosa ne pensi della sperimentazione annunciata dal governo tedesco? Trovi che sia una misura opportuna ed eventualmente percorribile anche in Italia?

No. E per vari motivi. Il primo è che la tariffa del trasporto pubblico rappresenta una misura molto importante della merce che stai vendendo. Una cosa che non costa è una cosa usata male. Guarda ad esempio che cosa è successo al bike sharing a Milano nel periodo in cui era completamente gratuito. È stato male utilizzato e massacrato. La seconda ragione è di tipo più tecnico, ovvero la tariffa rappresenta comunque un filtro rispetto ad usi eccessivi e non gestiti del servizio stesso. È un potente strumento per regolare l’accesso al servizio e in assenza di questo strumento farei fatica ad adattare meglio la domanda all’offerta. La tariffa quindi come sistema di governo fondamentale della domanda e della domanda rispetto all’offerta. Il terzo motivo è che la tariffa in determinati assetti produttivi è uno degli elementi che serve a far funzionare in modo corretto i produttori. In un sistema in cui rappresenta uno degli elementi che devono portare ricavi all’azienda, la tariffa è una voce importante dei ricavi dell’impresa e dà dei correttissimi segnali alla stessa su come ci si comporta nel mercato, di come si mantiene l’utenza, ecc. diventa un elemento imprescindibile in un sistema del genere. Ma anche caso di net cost la tariffa rimane in ogni caso un segnale importante non tanto dell’impresa ma del concessionario, cioè del comune o di chi per esso, dell’andamento del servizio che si sta erogando.
Da ultimissimo il recupero tariffario rappresenta una parte tutt’altro che trascurabile della sostenibilità economico finanziaria dell’erogazione del trasporto pubblico, almeno a Milano è così. Quindi facciamo bene i conti prima di dire che anche qui si possa fare.

In Germania si parla di una sperimentazione che comunque coinvolgerebbe più di un milione di cittadini, non sembra una boutade.

Il termine sperimentazione usato dai tedeschi è comunque un termine serio. Se ci sono arrivati significa che vogliono capire effettivamente che cosa può succedere. Il fatto che sia realizzato in città medio piccole invece che in grandi città però pone una differenza piuttosto seria. Tradotto da noi: qui abbiamo dei servizi di trasporto pubblico, cioè servizi che riescano a presentare un’offerta di trasporto vagamente appetibile, solo nelle grandi realtà urbane. Sotto i centomila abitanti ti accorgi che stiamo parlando di poco nulla, di certo non stiamo parlando di un servizio di trasporto pubblico in senso proprio. C’è qualche autobus che gira, che è un’altra cosa. In questi casi sì che è venuto in mente più volte di dire ‘questi soldi buttati in questo modo, visto che c sono comunue dei costi importanti, potrebbero essere spesi in altro modo’, ma sarebbe un ripensamento a 360 gradi e comunque non sarebbe neppure sensato dare gratis un servizio che non c’è. Tornando alla Germania nelle ore successive alla notizia della sperimentazione è emerso che si tratta di un’ipotesi per ora priva di piani attuativi concreti. “Sta alle città stesse decidere se vogliono fare questo test”, ha dichiarato il ministro tedesco all’Ambiente, Stephan Gabriel Haufe, aggiungendo: “Le città devono venire da noi con la proposta del trasporto pubblico locale gratuito, poi vedremo se sarà fattibile”.

Fonte: ecodallecitta.it

 

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Aumentare l’efficienza energetica, ridurre i costi e abbattere gli sprechi energetici. Torino vara il progetto ‘Energy management e sistema gestione energia Iso 50001’

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A regime si avrà un miglioramento dell’efficienza energetica del 30% e una riduzione della spesa a circa 50 milioni di Euro.

Aumentare l’efficienza energetica, ridurre i costi e abbattere gli sprechi energetici nel Comune di Torino in maniera strategica: sono gli obiettivi che si pone il Consiglio Comunale approvati lunedì 12 febbraio all’unanimità (21 voti su 21 consiglieri presenti) una mozione che impegna l’Amministrazione a introdurre il progetto speciale “Energy Management e Sistema Gestione Energia ISO 50001”.

Secondo il documento votato dalla Sala Rossa, un miglioramento dell’efficienza energetica del 30% – ottenibile con la sola implementazione del Sistema Gestione Energia – per il Comune di Torino – che ha una spesa energetica annuale di 70 milioni di Euro – potrebbe comportare una riduzione delle spese correnti annuali pari a 21 milioni di Euro. La mozione impegna anche l’Amministrazione a modificare tutte le procedure di acquisto di prodotti e servizi da fornitori interni ed esterni, in modo che – una volta che la Città di Torino abbia acquisito la certificazione UNI CEI EN ISO 50001 – tali acquisti vengano effettuati solo da fornitori certificati da parte terza secondo la UNI CEI EN ISO 50001.
Si chiede anche l’avvio di interlocuzioni con altri Enti (Città Metropolitana, Regione Piemonte, Governo, ANCI, ENEA, GSE e altri) per istituire un tavolo tecnico permanente per concordare politiche regionali e nazionali in relazione a possibili incentivi e bandi per l’efficientamento energetico.

 

Fonte: Comune di Torino

 

Orto in Condotta di Slow Food: l’esempio della Scuola primaria Nino Costa a Torino

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Orto in Condotta è un progetto di educazione alimentare e ambientale di Slow Food dedicato alle scuole. Coinvolge genitori, produttori locali, insegnanti e nonni, uniti nell’obiettivo di condurre e accompagnare i bambini alla scoperta della vita e del piacere del cibo. L’esempio della Scuola primaria “Nino Costa – I.c. San Mauro Torinese” di Torino. Il progetto Orto in Condotta di Slow Flood prende avvio in Italia nel 2004 e nel corso degli anni è diventato lo strumento principale dell’Organizzazione per le attività di educazione ambientale e alimentare nelle scuole. Ispirato al primo school garden di Berkeley, California, coinvolge genitori, nonni, insegnanti, bambini e produttori locali in numerosi percorsi volti a creare una comunità dell’apprendimento, per la trasmissione alle giovani generazioni dei saperi legati alla cultura del cibo e alla salvaguardia dell’ambiente.orto-in-condotta-slow-food-torino-1518510315

La rete italiana delle scuole aderenti al programma è ormai vastissima, con oltre cinquecento orti realizzati in tutta Italia. Una delle scuole aderenti al programma è la Scuola primaria “Nino Costa – I.c. San Mauro Torinese” di Torino, che ha aderito al progetto Orto in Condotta con una particolare iniziativa: la scuola, con l’obiettivo di rafforzare la coscienza co-produttiva dei bambini, ha infatti aderito ad alcune feste locali e tra i banchetti dei produttori locali c’erano anche i prodotti dell’orto realizzato dagli alunni a scuola: i prodotti sono andati letteralmente a ruba, per la gioia dei piccoli produttori.  All’interno dell’Istituto gli insegnanti hanno deciso di lavorare sodo per fare in modo che i bambini conoscano attivamente il mondo del cibo, degli orti e della natura, grazie anche alla preziosa collaborazione dei nonni dei bambini che collaborano affinchè essi possano rastrellare, seminare, innaffiare e alla fine raccogliere i prodotti.
Le piantagioni sono in parte coltivate all’aperto (le numerose erbe aromatiche, i piselli, i fagiolini, rucola, insalata, ravanelli) e in parte in serra. I piccoli studenti hanno inoltre costruito dei semenzai, organizzato dei laboratori del gusto con i prodotti dell’orto e si sono presi cura di una piantina ciascuno, seguendone la crescita.
Uno degli obiettivi che si pone la scuola è quello di coltivare e recuperare alberi da frutto dimenticati come il giuggiolo, l’azzeruolo e il sorbo, così come alcuni fiori.orto-in-condotta-slow-food-torino-1518510340

Per quanto riguarda la regione Piemonte, sono attualmente settantatrè gli istituti che hanno deciso di collaborare al programma Orto in Condotta, e le varie attività delle scuole si pongono tutte l’obiettivo comune di condurre e accompagnare i piccoli studenti alla scoperta della vita, del piacere del cibo, del rispetto della natura e di chi la coltiva.

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Autore: Slow Food Italia

Fonte: http://piemonte.checambia.org/articolo/orto-in-condotta-slow-food-torino/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

Polemiche e critiche sullo studio che assolve il mais ogm

Sta già rimbalzando per ogni dove, come ci si attendeva, lo studio pubblicato da quattro ricercatori pisani che hanno analizzati i dati esistenti sulle coltivazioni ogm concludendo che il transgenico non fa male né alla salute nè all’ambiente. Ma naturalmente non mancano le critiche. Vi proponiamo l’articolo pubblicato in proposito dal portale web del mensile Terra Nuova.9759-10537

Fonte: Terra Nuova

Una revisione dei dati esistenti ha portato quattro ricercatori pisani a concludere che il mais ogm non comporta rischi per la salute umana e l’ambiente. Ma il professor Salvatore Ceccarelli replica: «Conclusione frutto di un esame parziale del problema. Gli ogm fanno malissimo alla biodiversità e all’ambiente e ci sono ormai solide evidenze su questo».

È destinato a sollevare critiche e polemiche lo studio pubblicato su “Scientific reports” da quattro ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che hanno considerato i dati esistenti sulle coltivazioni ogm. L’analisi ha concluso che per il mais transgenico le rese sarebbero superiori ai raccolti convenzionali e che il suo utilizzo non comporterebbe rischi per la salute umana e l’ambiente. A replicare prontamente è il professor Salvatore Ceccarelli, già docente di genetica e miglioramento genetico all’università di Perugia e oggi consulente per diversi progetti di miglioramento genetico nel mondo. «Premetto che ad oggi esiste una mole significativa di evidenze che attestano i rischi che gli ogm recano all’ambiente e la letteratura sta producendo ricerche anche in merito agli effetti sulla salute – spiega Ceccarelli – ma voglio soffermarmi soprattutto sul fatto che non si possono avere pretese di affermazioni conclusive o definitive quando si considera solo una parte di un problema estremamente complesso».

«Come si fa spesso e come fanno spesso, bisogna dirlo, dalla parte opposta anche taluni ambientalisti, si considera sempre l’aspetto che più colpisce emotivamente l’opinione pubblica, che più ha efficacia sull’immaginario collettivo, cioè quello della nutrizione e della salute. Ma non si può dimenticare che, come ormai è stato dimostrato e sperimentato ovunque nel mondo si coltivino ogm, queste colture contaminano ciò che sta intorno e agiscono in maniera molto negativa sugli equilibri ambientali. Pensiamo, per esempio, alle erbe infestanti e agli insetti: chi produce e coltiva ogm lo fa per contrastare sia le une che gli altri. Ma, come vuole una ineluttabile legge biologica, gli organismi viventi si “organizzano” per nascere e crescere e se ciò viene loro impedito, in qualsivoglia modo, non faranno altro che modificarsi per resistere ai nuovi contesti così generati. Per gli ogm significa che si hanno, e questo accade già ed è già chiarissimo, erbe infestanti e insetti che si sono evoluti e modificati in modo da resistere alle nuove colture e a erbicidi e pesticidi impiegati di conseguenza. Quindi è un circolo vizioso, è un business che risponde perfettamente alla logica dell’obsolescenza programmata e che ci rende schiavi del bisogno di nuovi ogm per combattere sempre nuovi infestanti e parassiti. Nel totale spregio della biodiversità naturale che così viene irrimediabilmente compromessa. Per non parlare della schiavitù che si genera negli agricoltori, completamente succubi delle multinazionali che producono sementi ogm e relativi erbicidi e pesticidi. È così che vogliamo trasformare l’agricoltura? Ci sono molte alternative e soluzioni differenti che non hanno questi altissimi costi da pagare. Peraltro, con il diffondersi oggi delle tecniche di gene editing, tornare a promuovere i vecchi ogm suona quasi come anacronistico».

Tornando al tema della salute, il professor Ceccarelli aggiunge: «Riflettiamo anche sugli studi che oggi si stanno conducendo e pubblicando sul microbioma umano la cui preziosa importanza per il nostro sistema immunitario si fonda sulla ricchezza nutrizionale e la diversità di ciò che mangiamo. Come facciamo a mangiare diversità se si coltiva uniformità? È bene quindi fare molta attenzione prima di trarre conclusioni sulla base di analisi effettuate senza considerare attentamente tutti gli aspetti di problemi estremamente complessi».

Si legga anche lo studio comparso su Lancet nel 2015 che afferma come non ci sia consenso scientifico sulla sicurezza degli ogm

Un’altra lettura utile: “Ogm, vent’anni di fallimenti”

Sulla base dell’analisi di Infogm , nel 2017 la superficie europea coltivata con piante transgeniche è diminuita rispetto al 2016, passando da 136.338 ettari e a 130.571 ettari.

Interviene anche Greenpeace sottolineando come le colture OGM, «considerate una panacea per la produzione di cibo, costituiscano in realtà un freno per l’innovazione ecologica in agricoltura. Sottopongono l’agricoltura al controllo e ai brevetti di poche aziende agrochimiche e a rischi imprevedibili, a danno della biodiversità e del nostro made in Italy».

«La maggioranza delle colture OGM ha come caratteristica principale la resistenza agli erbicidi o a determinati parassiti, ma la vera sfida per l’agricoltura del futuro è la capacità di adattarsi a un clima che cambia, svincolandosi dall’uso di sostanze pericolose” dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia. «Mentre mancano colture OGM “resilienti” ai cambiamenti climatici, esistono tecniche di selezione molto più all’avanguardia ed efficaci come la Mas (Marker Assisted Selection – Selezione Assistita da Marcatori), che sfrutta la conoscenza del Dna per identificare le caratteristiche migliori delle diverse varietà, per effettuare gli incroci più convenienti, senza le problematiche degli OGM. La Mas sta già avendo brillanti risultati come varietà di frumento resistenti alla siccità e varietà di riso resistenti alle inondazioni, già coltivate dagli agricoltori» prosegue Ferrario.

«Bisogna investire fondi (pubblici e privati) per una ricerca che serva a sviluppare pratiche e soluzioni sostenibili e l’agroecologia sta già dimostrando il suo potenziale, come riconosciuto anche dai 400 scienziati di fama mondiale, membri dell’International Assessment of Agricultural Knowledge, Science and Technology for Development (IAASTD), finanziata dall’ONU. La protezione delle colture deve avvenire con un approccio a più livelli: aumentando l’eterogeneità e la diversità dei paesaggi agricoli, tutelando gli habitat degli impollinatori e favorendo i naturali meccanismi di lotta biologica agli infestanti».

Tratto: ilcambiamento.it

 

La svolta verde di Transports Publics 2018, il Salone europeo della mobilità

Transports Publics, il Salone europeo della mobilità, si svolgerà dal 12 al 14 giugno prossimi a Parigi389057_1

Appuntamento da non perdere nel 2018 per l’insieme della filiera, Transports Publics, il Salone europeo della mobilità, si svolgerà dal 12 al 14 giugno prossimi a Parigi. « Move Green! » sarà lo slogan di questa edizione, che darà ampio spazio alla sfida più importante della transizione ecologica. Nuove energie, strumenti per gestire le sostanze inquinanti, veicoli a basse emissioni, mobilità attiva. Tutti gli attori della mobilità sostenibile saranno presenti all’appuntamento per presentare i loro progetti ecologici e tecnologici. 250 espositori presenteranno in anteprima le loro più recenti innovazioni : veicoli a energia pulita – elettricità, biometano… -, ma anche batterie intelligenti, dispositivi per il recupero dell’energia, moduli fotovoltaici, sensori di corrente, soluzioni per la gestione della flotta veicoli… Sarà realizzato un percorso specifico per valorizzare le varie innovazioni « Move Green ! » presentate sul Salone.

“Desidero che ogni attore della mobilità sostenibile, dal grande gruppo alla start-up, possa confrontarsi con le novità e dimostrare la propria creatività”  ha dichiarato Frédéric Baverez, presidente GIE Objectif transport public.

Transports Publics, il Salone europeo della mobilità, offre l’opportunità di scoprire la declinazione industriale e tecnica degli impegni istituzionali in Francia e all’estero per la transizione ecologica, in seguito alla COP21, la COP23 e il One Planet Summit. A fianco alle istituzioni e alle aziende impegnate in una mobilità sostenibile e innovativa, l’edizione 2018 del Salone scommette sull’intelligenza verde.

Fonte: ecodallecitta.it

A Cittadellarte nasce “crossbook”, la biblioteca dedicata all’alimentazione

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All’interno del ristorante/caffetteria Crossquare sta nascendo la nuova libreria improntata sul tema del nutrimento: “Portateci libri – invita Armona Pistoletto, responsabile del progetto promosso da Let Eat Bi – tutti possiamo contribuire a rendere Crossbook utile e stimolante. Daremo spazio ai volumi, in qualsiasi lingua, legati al mondo dell’alimentazione che abbiano anche un significato di sostenibilità, ecologia, solidarietà e coltivazione naturale”.

A Cittadellarte è in cantiere una culla letteraria all’insegna dell’alimentazione. La nuova casa della neo-nata biblioteca, chiamata “Crossbook“, sarà la caffetteria/ristorante Crossquare, che ospiterà la libreria dedicata al macro-mondo del cibo. Si tratta di un progetto di Let Eat Bi, mirato a condividere, anche attraverso la carta, i valori e gli obiettivi che l’associazione promuove e sviluppa con i propri partner. Un’agorà moderna dove, sorseggiando un caffè, sarà possibile portare e prendere in prestito libri, magari dialogando con altri fruitori del servizio in merito ai contenuti dell’ultima lettura. Una libreria, per ora, ancora semi-vuota, ma che mira a diventare rete e fonte di conoscenza del settore agro-alimentare. Uno degli obbiettivi del progetto è rendere la biblioteca accessibile a tutti: saranno quindi reperibili libri per bambini e saranno disponibili non solo volumi in italiano, ma anche in inglese, spagnolo o altre lingue. Nessun limite, basta che il nutrimento sia il filo conduttore degli scritti. In tutti i volumi donati – non è necessario che siano nuovi – sarà impresso un bollino raffigurante il logo di Let Eat Bi, identificando così il volume come appartenente alla collezione di Crossbook. Come donare un proprio volume? È possibile recarsi a Cittadellarte e lasciare il libro alla cassa del ristorante/caffetteria (tutti i giorni dalle 9.30 all’una di notte e il lunedì dalle 9.30 alle 18.30), in alternativa si possono spedire i testi all’indirizzo “Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, via Serralunga 27 – 13900 Biella”, specificando come destinatario Crossquare.crossbook-cittadellarte-biblioteca-alimentazione-1518429631

“Cari cittadini vicini e lontani di Cittadellarte – scrive in una lettera Armona Pistoletto, presidente di Let Eat Bi, a riguardo della nuova biblioteca -, cari Ambasciatori e Ambasciatrici, cari amici e amiche, care e cari simpatizzanti, visitatori e frequentatori del Coworking di Cittadellarte, di Crossquare, del corso di musica Suzuki, cari e care tutti,
da questa settimana abbiamo a disposizione una libreria nella Caffetteria di Cittadellarte Crossquare.
La libreria sarà in progress, tutti possiamo contribuire a renderla una libreria interessante, utile, stimolante e appassionante. Abbiamo deciso di chiedere a tutti voi un libro così da poter creare insieme la libreria consultabile da Crossquare. Il tema dei libri – continua argomentando Armona Pistoletto – è l’alimentazione, quindi libri di ricette, viaggi che coinvolgono il cibo, cibo dal mondo, produzione sul cibo, arte e cibo, consigli su come mangiare sano… In qualunque lingua ma che si tratti di libri che diano qualcosa di più di ricette o ‘mangiare’, ma che abbiano anche un significato di sostenibilità, ecologia, solidarietà, coltivazione naturale e che siano dedicati a tematiche importanti sull’alimentazione. Il primo libro che abbiamo inserito è Alle radici dell’Agricultura di Gigi Manenti e Cristina Sala (socio Partner Let Eat Bi dal 2014). Speriamo di ricevere molti libri per ingrandire sempre più la collezione: grazie mille per la vostra partecipazione!”

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Didascalia: Armona Pistoletto

Autore: Journal

Fonte: http://piemonte.checambia.org/articolo/crossbook-cittadellarte-biblioteca-alimentazione/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

 

“La scienza è democratica quanto tutela la salute di tutti i cittadini”

Chi fa oggi la voce più grossa in tema di salute sostiene che ci siano in Italia “congiure di somari”, o “forze oscurantiste” o ancora che stia dilagando una qualche sorta di “spirito di superstizione”. Invece ci sono sane voci critiche e argomentate sull’eccessiva medicalizzazione, le leggi autoritarie e paternalistiche in tema di salute, sui conflitti di interesse. Di questo si parlerà sabato 10 marzo a Firenze nel convegno “La scienza è democratica quando tutela la salute di TUTTI i cittadini”. Aperte le iscrizioni .9748-10525

Chi fa oggi la voce più grossa in tema di salute sostiene di volta in volta che ci siano in Italia “congiure di somari”, o “forze oscurantiste” o ancora che stia dilagando una qualche sorta di “spirito di superstizione”. Assai spesso queste accuse infondate sono rivolte a chi ha, mantiene e documenta posizioni critiche e argomentate su molti aspetti dell’attuale gestione della salute, individuale e collettiva. Le associazioni AsSIS (Associazione Studi e Informazioni sulla Salute) e Amcp (Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona), in collaborazione con Terra Nuova Edizioni, si mobilitano su queste tematiche e organizzano per

sabato 10 marzo a Firenze

il convegno dal titolo

“La scienza è democratica quando tutela la salute di TUTTI i cittadini”

che si terrà al

Cine-hall Odeon, piazza Strozzi, dalle 14.15 alle 19

QUI PER ISCRIVERSI

«La data non è casuale: il diritto all’istruzione soccombe davanti a una legge che ha sancito l’obbligo vaccinale per l’ammissione dei bambini alle scuole materne e d’infanzia, e dunque anche la loro esclusione – spiegano gli organizzatori – La salute si tutela con la prevenzione primaria, ben prima che con i trattamenti farmacologici e con la medicalizzazione di qualsiasi aspetto della vita fisica e psichica. Il fatto che un’affermazione tanto banale possa suonare, agli orecchi di alcuni, addirittura sovversiva rivela in modo chiarissimo che c’è un sistema sanitario che non vigila sui conflitti di interesse ma che fa affidamento esclusivamente sul consumo di farmaci, sulla moltiplicazione delle prestazioni, sul numero di interventi chirurgici, sul numero di mutuati e su quello delle vaccinazioni effettuate dietro incentivo e per obbligo di legge. È bene non lasciarsi distrarre dagli slogan, dagli allarmismi, dall’arroganza sdoganata, dalla pretesa di soffocare dialogo e confronto: fino a che ci sarà un’estesa infiltrazione di interessi impropri nei luoghi dove si prendono le decisioni in materia di salute, si avranno distorsioni negli orientamenti della ricerca medica, mutilazioni nella divulgazione delle conoscenze scientifiche e profondi dubbi sull’efficacia delle politiche sanitarie e sulla correttezza delle pratiche professionali».

Il convegno di Firenze sarà un momento di condivisione e confronto importantissimo.

Ecco il programma:

Ore 13.30 –  Registrazione dei partecipanti e ingresso

Ore 14.15 – Saluti degli organizzatori: i presidenti di AsSIS e Amcp e il direttore di Terra Nuova

Ore 14.40 – Apertura del convegno con l’intervento del professor Ivan Cavicchi, docente di Sociologia delle organizzazioni sanitarie e Filosofia della medicina alla facoltà di Medicina dell’Università di Tor Vergata a Roma: La democrazia nella scienza e la scienza in democrazia

Ore 15.05 – Intervento della Dottoressa Verena Schmid, fondatrice della Scuola Elementale di Arte Ostetrica di Firenze e docente di salutofisiologia in ostetrica all’università di Salisburgo: Gravidanza e parto non sono patologie da curare

Ore 15.30 – Intervento del dottor Adriano Cattaneo, epidemiologo e consulente di Ibfan Italia: Nutrizione e farmaci: dove si nascondono i conflitti di interesse

Ore 15,55- Intervallo, coffee break

Ore 16,20 – Intervento del Dottor Alberto Donzelli, membro del Consiglio direttivo e del Comitato scientifico della Fondazione Allineare Sanità e Salute: Determinanti maggiori di malattie e mortalità confermati dalle prove scientifiche. Esempi di efficacia comparativa di celebri terapie farmacologiche

Ore 16.45 – Intervento della Dottoressa Fiorella Belpoggi, direttore Area Ricerca dell’Istituto Ramazzini e del Centro di ricerca sul cancro “Cesare Maltoni”: Ignorare i dati scientifici scomodi danneggia ambiente e salute

Ore 17,10– Intervento del Dottor Eugenio Serravalle, medico pediatra, presidente di AsSIS: Vaccinazioni: dalla persuasione all’estensione dell’obbligo, la fine del consenso informato

Ore 17.35 – Dibattito, domande del pubblico

Ore 18.30 – Conclusioni

QUI PER ISCRIVERSI

La quota, come contributo per le spese organizzative, è di 10 euro a persona

Fonte: ilcambiamento.it

Senza decreti, le rinnovabili sono a rischio

«Dopo un anno e mezzo di ritardi, un altro slittamento post elezioni metterebbe a rischio l’industria delle rinnovabili in Italia vanificando gli sforzi fatti finora»: è la denuncia di FREE, il coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica. Che intanto ha elaborato tre position papers sulla strategia da seguire nella prossima legislatura per realizzare gli obiettivi della Strategia Energetica Nazionale per le rinnovabili elettriche, le rinnovabili termiche e la mobilità sostenibile. Presentazione ufficiale il 19 febbraio.9757-10535

«Nonostante le ripetute rassicurazioni ricevute dalle istituzioni, ad oggi la Strategia Energetica Nazionale (SEN) varata dal governo lo scorso novembre risulta inattuabile, nella parte che riguarda le fonti rinnovabili di energia, per mancanza di provvedimenti normativi che diano indicazioni concrete per il raggiungimento degli obiettivi individuati»: è la denuncia del Coordinamento FREE che intanto presenterà, il 19 febbraio, alle forze politiche tre position papers sulle rinnovabili termiche, le rinnovabili elettriche e la mobilità sostenibile.

«In particolare, il ministro Calenda non ha ancora emanato i Decreti Ministeriali attuativi necessari per lo sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia per gli anni 2017-2020 che dovevano essere pubblicati da oltre un anno e mezzo, ponendo così a serio rischio anche gli obiettivi per il 2020 – prosegue il Coordinamento FREE – Se il Ministro non riuscirà a pubblicare tali provvedimenti prima delle elezioni, come invece promesso, facendoli slittare ulteriormente, metterà a serio rischio un’industria solida ma ancora molto giovane e che necessita quindi di strutturarsi grazie a politiche di medio lungo periodo basate su provvedimenti che diano la certezza necessaria per pianificare investimenti futuri. Si rischia di vanificare gran parte degli sforzi fatti negli ultimi anni, proprio ora che il costo delle rinnovabili è sceso significativamente. Ogni ulteriore ritardo sarebbe un regalo elettorale a chi ha interesse ad affossare la Green Economy nel nostro Paese per interessi personali non più in linea con i tempi».

Presentazione il 19 febbraio a Roma

Il Coordinamento FREE ha elaborato tre position papers sulla strategia da seguire nella prossima legislatura per realizzare gli obiettivi della Strategia Energetica Nazionale, rispettivamente per le rinnovabili elettriche, le rinnovabili termiche e la mobilità sostenibile. Per discuterne, all’incontro sono stati invitati i rappresentanti delle principali forze politiche che si presenteranno alle elezioni. L’appuntamento è dalle 9.30 alle 13 all’Hotel Nazionale in piazza Montecitorio a Roma.

Presiede Francesco Ferrante (FREE)

9:30 – 10:15 Illustrazione Position papers
FER Elettriche: Andrea Zaghi (FREE)

FER Termiche: Livio de Santoli (FREE)

Mobilità sostenibile: Simone Togni (FREE)

QUI per scaricare il position paper sulle rinnovabili termiche

QUI per scaricare il position paper sulle rinnovabili elettriche

QUI per scaricare il position paper sulla mobilità sostenibile

Il coordinamento FREE

Il Coordinamento FREE (Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica) è un’Associazione che raccoglie attualmente, in qualità di Soci, 23 Associazioni in toto o in parte attive in tali settori, oltre ad un ampio ventaglio di Enti e Associazioni che hanno chiesto di aderire come Aderenti (senza ruoli decisionali) ed è pertanto la più grande Associazione del settore presente in Italia. Il Coordinamento FREE ha lo scopo di promuovere lo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica nel quadro di un modello sociale ed economico ambientalmente sostenibile, della decarbonizzazione dell’economia e del taglio delle emissioni climalteranti, avviando un’azione più coesa delle Associazioni e degli Enti che ne fanno parte anche nei confronti di tutte le Istituzioni.

Fonte: ilcambiamento.it

Regione Lazio, firmato protocollo contro gli sprechi alimentari

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Trovata l’intesa tra Regione, Federalimentari, Federdistribuzione, Fondazione Banco Alimentare Onlus e Unione Nazionale Consumatori per la realizzazione di attività che possano ottimizzare l’avvio alla donazione delle eccedenze alimentari con conseguente riduzione della quantità di rifiuti prodotti. La Giunta Zingaretti ha approvato lo schema di Protocollo d’intesa tra la Regione Lazio e Federalimentari, Federdistribuzione, Fondazione Banco Alimentare Onlus e Unione Nazionale Consumatori finalizzato alla realizzazione di attività che possano ottimizzare l’avvio alla donazione delle eccedenze alimentari con conseguente riduzione della quantità di rifiuti prodotti. La collaborazione tra i soggetti firmatari è finalizzata a promuovere forme di sostegno a persone indigenti, attraverso il recupero e la donazione delle eccedenze alimentari ad enti assistenziali e caritativi; promuovere la riduzione dei rifiuti prodotti e, di conseguenza, i relativi costi economici, sociali e ambientali di smaltimento; proporre dei meccanismi premiali (tra cui la riduzione della tariffa comunale sui rifiuti) a favore degli operatori economici che donano le proprie eccedenze anziché destinarle a rifiuto; diffondere la cultura dell’importanza di ridurre lo spreco alimentare.
“Questa iniziativa- commenta il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – si inserisce in un filone importante e concreto di attività che testimoniano il nostro impegno a favore delle persone che vivono situazioni difficili e non solo, poiché l’accordo aiuta a proteggere l’ambiente, troppo spesso vessato dai nostri comportamenti sbagliati. La diseguaglianza sociale aumenta in modo veloce e preoccupante e assistiamo a una interruzione della capacità inclusiva, per problemi globali e a causa di errori commessi dalle classi dirigenti, che ci costringe a una riflessione profonda e a un cambio di passo. Dobbiamo ripensare il modello distributivo della ricchezza e un nuovo sistema di welfare capaci di generare un consumo più consapevole e, contemporaneamente, un meccanismo virtuoso di sostegno e di inclusione”.
“Il protocollo- aggiunge l’assessore all’Ambiente, Mauro Buschini- chiama ognuno di noi alle proprie responsabilità nei confronti dei cittadini e della tutela del territorio. Si tratta di una grande innovazione per combattere gli sprechi alimentari e ridurre la produzione di rifiuti. La Regione Lazio intende coinvolgere tutti i Comuni del Lazio, principalmente i capoluoghi di provincia, in progetti di informazione finalizzati alla donazione alimentare in accordo con
le imprese e gli Enti no profit presenti sul territorio e sensibilizzare le Amministrazioni comunali sulle misure fiscali premiali previste dalla normativa”.

Fonte: ecodallecitta.it

Raee, in Europa cresce la raccolta ma anche la produzione. L’ultimo rapporto Erp

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Dalla sua fondazione nel 2002, la piattaforma europea di riciclaggio (ERP) ha raccolto e riciclato oltre tre milioni di tonnellate di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche in tutta Europa. Questo è equivalente alla quantità di RAEE generati in tutta l’Unione europea entro un anno. ERP, la piattaforma europea di riciclaggio ha pubblicato il rapporto sui Raee europei. Dalla sua fondazione nel 2002 ERP ha raccolto e riciclato oltre tre milioni di tonnellate di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche in tutta Europa. Questo è equivalente alla quantità di RAEE generati in tutta l’Unione europea in un anno. Il riciclaggio di 3 milioni di tonnellate di rifiuti elettrici può far risparmiare fino a 32 milioni di tonnellate di emissioni di CO2, oltre a salvare risorse preziose e proteggere l’ambiente e la salute collettiva. In Italia nel 2015 sono state raccolte e trattate da Erp oltre 26mila tonnellate di apparecchiature elettriche ed elettroniche a fine vita (+7% rispetto al 2014).  La quantità di RAEE è in costante aumento, non solo in Europa, ma in tutto il mondo. Entro il 2021, secondo il Global E-Waste Monitor rilasciato di recente, saranno circa 52 milioni di tonnellate all’anno. Le sostanze pericolose emesse durante la discarica possono contaminare il suolo e le falde acquifere e causare danni enormi all’ambiente e all’uomo. Al fine di ridurre il danno ambientale causato dai RAEE e conservare le risorse naturali, è essenziale aumentare il tasso di riciclaggio di questi dispositivi e promuovere la trasformazione in un’economia veramente circolare. In questo contesto, ERP accoglie con favore l’accordo recentemente concluso, tra il Consiglio dell’Unione europea, il Parlamento europeo e la Commissione europea sull’economia circolare. La strategia sulla plastica, che è stata pubblicata dalla Commissione europea il 16 gennaio 2018, è un altro passo importante, secondo ERP. Entrambe le iniziative comprendono misure necessarie per rafforzare l’economia circolare e per aumentare ulteriormente la raccolta e il riciclaggio dei principali flussi di rifiuti come i RAEE, i rifiuti di imballaggio e le batterie usate.

“La piattaforma europea per il riciclaggio accoglie con favore l’intenzione dell’Unione europea di rafforzare il principio della responsabilità estesa del produttore e di stimolare la concorrenza nel mercato dei rifiuti”, afferma Sabine Balaz, Managing Director di ERP Austria. “Con il riciclaggio di tre milioni di tonnellate di RAEE, ERP dimostra che la responsabilità estesa del produttore in un ambiente competitivo porta grandi benefici all’ambiente, mantenendo al tempo stesso un costo ragionevole per i produttori. Promuove anche l’innovazione, che a sua volta porta a una migliore qualità, riciclaggio dei rifiuti non pericolosi e risorse di economia circolare di migliore qualità “.

Per quanto riguarda il pacchetto sull’economia circolare, l’ERP raccomanda in particolare una chiara definizione dei ruoli e delle responsabilità di tutti gli attori coinvolti. Piacevole è anche l’estensione della responsabilità estesa del produttore alle società di vendita per corrispondenza che vendono le loro merci da uno stato membro all’altro. Questa misura aiuta a contrastare il problema dei free riders e crea condizioni di parità tra i produttori. Tuttavia, ERP lamenta che il compromesso manca di una chiara definizione delle responsabilità organizzative dei produttori. Ciò potrebbe ostacolare la concorrenza, poiché i produttori di alcuni Stati membri potrebbero essere potenzialmente legati a una specifica organizzazione di responsabilità del produttore invece di essere liberi di scegliere tra diversi sistemi concorrenti. Per quanto riguarda la strategia sulle materie plastiche, ERP accoglie con favore la proposta di revisione della direttiva sui rifiuti di imballaggio e di imballaggio, che mira a un’ulteriore armonizzazione dei requisiti. Ciò al fine di garantire che tutti gli imballaggi in plastica possano essere riciclati a costi contenuti e che venga rafforzato il principio della responsabilità estesa del produttore.

Fonte: ecodallecitta.it