Rinnovabili: nel primo quadrimestre 2017 -7% in Italia

Dai dati ANIE Rinnovabili emerge un calo delle installazioni rispetto allo stesso periodo 2016. Crollo del fotovoltaico, balzo in avanti dell’eolico.http _media.ecoblog.it_7_75e_rinnovabili-italia-primo-quadrimestre-2017

Gli investimenti nelle energie rinnovabili in Italia non mostrano più dati entusiasmanti. Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio di ANIE-Rinnovabili, che si basa su dati forniti da Terna, nel primo quadrimestre 2017 la nuova potenza elettrica verde installata sul territorio nazionale è stata inferiore del 7% rispetto allo stesso quadrimestre 2016. Se consideriamo solo il dato di aprile il calo è stato del 20%. Ma non ci sono solo ombre. A fronte di un netto calo del fotovoltaico (-10%), si registra infatti una forte crescita delle nuove installazioni di eolico (+78%). Nel complesso, guardando invece ai MW prodotti dalle varie fonti disponibili nel nostro paese, l’energia rinnovabile si attesta sul 33% del totale nei mesi di bassa produzione fotovoltaica e oltre il 40% quando splende il sole.

Nuove installazioni di fotovoltaico nel primo quadrimestre 2017

Le nuove installazioni di impianti solari elettrici, nei primi quattro mesi di quest’anno, sono state nettamente inferiori a quelle dello stesso periodo 2016. In gran parte si tratta di impianti sotto i 3 kW di potenza: 5198 impianti, per un totale installato pari a 13,2 MW. Seguono per numero gli impianti tra i 4,5 e i 6 kW: 3456 installazioni per 19,1 MW totali. Soltanto 6 impianti tra 500 kW e 1 MW e solo un impianto oltre 1 MW di potenza.http _media.ecoblog.it_8_8db_fotovoltaico-italia-dati-q1-2017

Nuove installazioni di eolico nel primo quadrimestre 2017

Le nuove installazioni di impianti eolici, nel primo quadrimestre 2017, sono cresciute del 78% rispetto a quelle dello stesso periodo 2016. Oltre a tre nuovi impianti di grandi dimensioni, oltre i 5 MW di potenza (per un totale di 56 MW aggiunti alla rete elettrica nazionale), si registrano ben 291 nuovi impianti tra i 20 e i 60 kW di potenza (per un totale di 17 MW allacciati). Il grosso della nuova potenza eolica è stata installata in Basilicata (40 MW) e in Calabria (23 MW).http _media.ecoblog.it_8_84f_eolico-dati-q1-2017

Quanta energia rinnovabile consumiamo

Altro dato interessante fornito dall’Osservatorio ANIE-Rinnovabile, basato sempre su dati Terna, è quello sul contributo fornito dalle fonti verdi al bilancio energetico complessivo del nostro paese. In pratica, quante energia rinnovabile consumiamo in Italia?

Nel primo quadrimestre del 2017 il 33% dell’energia consumata dagli italiani proveniva da fonti rinnovabili.

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Nel solo mese di aprile, quando cioè l’insolazione media primaverile ha cominciato a farsi sentire, il 42% dell’energia consumata è stata rinnovabile. Tra aprile 2016 e aprile 2017 il fotovoltaico ha prodotto il 13% in più, pareggiando il -12% dell’eolico.

Credit foto: Flickr

Fonte: ecoblog.it

Eolico off shore con batteria: primo esperimento di Dong Energy

Le rinnovabili con accumulo non sono solo fotovoltaico con batteria: il gigante danese dell’eolico sta per mettere in funzione una batteria da 2 MW al servizio di un parco eolico in mare.http _media.ecoblog.it_7_7e7_eolico-off-shore-batteria-dong-energy

Dopo essere balzata agli onori della cronaca per aver allacciato alla rete due parchi eolici off shore da record, la società danese Dong Energy si appresta a introdurre la prossima rivoluzione nel campo dello sfruttamento dell’energia del vento: mettere in funzione una piccola batteria da 2 MW di capacità, collegata ad un settore di uno di questi mega parchi eolici.

Si tratta di un settore, da 90 MW di potenza, del sito di Burbo Bank al largo di Liverpool. La batteria, prodotta dal gigante degli accumuli di energia ABB, sarà piazzata tra le pale eoliche e la stazione elettrica che connette il parco eolico con la rete nazionale inglese gestita da National Grid. A differenza degli accumuli per fotovoltaico, che servono a massimizzare la produzione di energia elettrica dal sole, la batteria per eolico ha un’altra funzione: stabilizzare la rete elettrica nazionale, tramite la cosiddetta “frequency response“.

Il problema principale dei grandi parchi eolici, infatti, è quello di immettere in un lasso di tempo troppo veloce una quantità di energia troppo alta. Allo stesso tempo, quando viene a mancare il vento e molte pale eoliche del parco si fermano, sulla rete elettrica viene a mancare di colpo un grosso quantitativo di energia. Questo comporta scompensi nella frequenza (che deve restare intorno ai 50 Herz) della corrente elettrica che gira sulla rete nazionale. La batteria si comporta come un tampone: in caso di eccessiva produzione accumula l’energia, togliendola momentaneamente dalla rete, mentre in caso di calo di produzione l’energia la rilascia per mantenere la frequenza entro i valori di sicurezza della rete.  Questo è un problema che affligge un po’ tutte le rinnovabili intermittenti, come spiega Richard Smith, a capo del settore Capability di National Grid: “Man mano che il mix energetico della Gran Bretagna cambia, sappiamo che assicurare un afflusso di energia stabile e sicuro in futuro richiederà strumenti più flessibili. Non vediamo l’ora di vedere come la soluzione di stoccaggio di Dong Energy connessa con il parco eolico offrirà servizi che ci aiutino a rispondere alle sfide operative quotidiane e a mantenere la frequenza dei 50 Herz sul sistema elettrico della Gran Bretagna“.

Credit foto: Flickr

Fonte: ecoblog.it

Quando l’energia è rinnovabile ma soprattutto… Ènostra!

Un’impresa di comunità senza finalità lucrativa, che vende ai propri soci solo elettricità rinnovabile proveniente da impianti fotovoltaici, eolici e idroelettrici con garanzia d’origine. E’ la “fotografia” di È Nostra, che acquista energia solo da imprese e impianti sostenibili, prediligendo realtà di produzione legate alle comunità locali e favorendo la crescita della quota di energia da fonti rinnovabili nel mix energetico nazionale.Composite image of clean energy house

«Offriamo ai nostri soci servizi di monitoraggio dei consumi per la riduzione degli stessi – spiega Sara Capuzzo di ÈNostra – e creiamo occasioni di partecipazione e coinvolgimento dei singoli e delle reti sociali a favore della transizione energetica dal basso. Siamo un’impresa di comunità, ovvero un’impresa che svolge servizi ed attività che si ripercuotono ben oltre la platea dei propri soci, portando benefici alla comunità nel suo complesso».

E Sara ci spiega bene come si articola questa realtà che sta prendendo sempre più piede.
Diminuire l’impatto dei propri consumi sull’ambiente significa anche scegliere oculatamente le fonti energetiche da utilizzare. In questo E’nostra permette una scelta etica e a basso impatto. Perché?

La provenienza, le caratteristiche dell’energia che la cooperativa ènostra vende ai propri soci e la relazione con chi la produce rappresentano l’essenza stessa di questa impresa innovativa. In sostanza ènostra crea quella circolarità caratteristica del modello democratico dell’energia condivisa, fungendo da “tramite” tra soci-produttori e soci-clienti. Utilizziamo l’espressione “energia buona” perché si tratta di elettricità non solo rinnovabile con Garanzia d’Origine, ma anche sostenibile ed etica, in quanto acquistata da impianti (fotovoltaici, eolici e idroelettrici) sostenibili, gestiti da produttori etici. Per poter “marchiare” virtualmente gli elettroni immessi in rete abbiamo messo a punto una specifica matrice, con l’avallo di un Comitato Tecnico Scientifico, che valorizza da un lato la sostenibilità ambientale degli impianti (non tutta l’energia rinnovabile è anche sostenibile), dall’altro la responsabilità sociale dell’impresa titolare. Oltre a valutare parametri quali legalità, trasparenza, governance, rapporti di rete e di comunità, ènostra si accerta che il produttore non abbia relazioni con il comparto fossile.

Spesso i cittadini pensano che scegliere green sia anche più costoso. E’ sempre e proprio così? Oppure ci sono riflessioni da fare in proposito?

Non è assolutamente detto che acquistando energia rinnovabile si debba spendere di più, a meno che l’impresa di vendita non intenda fare speculazione. Lo si può sperimentare in prima persona: l’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) ha, infatti, messo a disposizione lo strumento Trovaofferte, accessibile all’indirizzo www.autorita.energia.it/it/trovaofferte.htm – che il consumatore può consultare per avere una comparazione, sulla base del proprio profilo di consumo, tra le diverse offerte disponibili sul mercato libero. Per agevolare l’utente il sistema dà come riferimento la bolletta annua del servizio di maggior tutela, e poi a seguire, in ordine crescente di importo, l’elenco della spesa complessiva con i vari fornitori del mercato libero. Nella classifica le offerte esclusivamente green si mescolano alle altre (non c’è possibilità di spuntare “solo energia verde”) e più di qualcuno resta sorpreso nello scoprire che tra le proposte più convenienti alcune sono di energia 100% rinnovabile. Nonostante Ènostra operi da poco nel mercato elettrico e sia un’impresa ancora di piccole dimensioni, anche le nostre tariffe “soloverde” compaiono tra le prime posizioni della classifica. Tutto dipende dalle priorità: nel nostro caso non è il profitto ma il prezzo equo e il valore etico della scelta.

E’nostra può garantire al cittadino bollette più verdi, più leggere e trasparenti?

Certo c’è ancora molta strada da fare, e ci lavoriamo tutti i giorni, ma già oggi rispettiamo gli standard della Bolletta 2.0 stabiliti dall’Autorità a favore di una maggiore leggibilità e trasparenza. Il nuovo layout della fattura è tra l’altro frutto di un lavoro partecipato che ha coinvolto qualche decina di soci. La relazione diretta con i soci è una preziosa opportunità che ci consente di migliorare il servizio complessivo. Costantemente ci arrivano spunti e stimoli che, compatibilmente con vincoli normativi e coerenza complessiva, cerchiamo di recepire e adottare. Per accentuare ulteriormente l’importanza del consumare solo energia pulita, oltre all’indice relativo alle emissioni evitate nel periodo di consumo, rispetto al mix energetico nazionale, abbiamo scelto di introdurre in bolletta anche il calcolo delle polveri sottili evitate grazie alla scelta di non acquistare energia da fonte fossile.

Cosa vi ha indotto a creare la società?

Tutto è nato nel 2012 per iniziativa di Avanzi, società milanese di consulenza sui temi legati alla sostenibilità, che partecipava come partner al progetto UE RESCoop20-20-20, finanziato dal programma Intelligent Energy Europe, volto a favorire l’accettabilità delle rinnovabili e a far nascere nuove cooperative energetiche nei Paesi membri dove ancora questo modello non era pratica diffusa. Così, nel 2014 è stata costituita ènostra con l’obiettivo ambizioso di costruire, con una logica partecipata e dal basso, un fornitore di energia elettrica che potesse basare tutta la sua attività secondo principi cooperativi, etici e sostenibili. La sfida è stata raccolta dai quattro soci fondatori tra cui, oltre ad Avanzi, figurano EnergoClub, associazione trevigiana di promozione delle fonti rinnovabili, Retenergie, cooperativa cuneese di produzione collettiva di energia pulita e Forgreen, azienda veronese di produzione e vendita di energia, quest’ultima uscita dal progetto a fine 2015.

Cosa pensate dei grandi fornitori elettrici che mettono dentro alla loro offerta anche un po’ di rinnovabili così da darsi una riverniciatina di verde? C’è chi pensa che il cambiamento passi anche attraverso queste operazioni di facciata.

I grandi fornitori e le loro politiche energetiche e commerciali rappresentano il modello vecchio e insostenibile a cui ènostra si contrappone. Certo, anche producendo energia rinnovabile per mera opportunità di marketing si evita la combustione di energia fossile, ma quello che serve è una matura e radicale inversione di marcia. La stessa Commissione Europea, con il “Winter package” lanciato nel novembre 2016 chiede all’UE di svolgere un ruolo proattivo alla guida della transizione energetica e di porre al centro il ruolo del consumatore che da utente passivo si trasforma in “prosumer”, ovvero al contempo produttore e consumatore di energia pulita. L’UE si è posta il nuovo obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 almeno del 40% entro il 2030, un traguardo che consentirebbe di incrementare il PIL europeo di 1%, di produrre 900.000 posti di lavoro, di migliorare qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini. Le grandi imprese tradizionali sono ancora oggi ottusamente proiettate a investire negli idrocarburi, quando è ormai evidente che le migliori opportunità – dai punti di vista economico, sociale e ambientale – risiedono nella razionalizzazione dei consumi e nella produzione di energia pulita.

Pensate che attraverso la vostra proposta si possa dare un cambio effettivo alla politica energetica italiana?

Nel 2050, con un quadro normativo di sostegno alle rinnovabili, metà della popolazione europea potrebbe produrre energia elettrica e contribuire al bilanciamento della rete gestendo in maniera flessibile – su base individuale o collettiva – la propria domanda di energia. Lo si legge nello studio The Potential for Energy Citizens in the European Union, condotto dall’istituto di ricerca ambientale CE Delft per conto di Greenpeace, Federazione Europea per le Energie Rinnovabili (EREF), Friends of the Earth Europe e REScoop.eu. Già oggi, i cittadini europei – producendo o fornendo energia in forma individuale o collettiva, grazie a cooperative come ènostra – hanno trasformato il mercato in molti paesi europei, contribuendo a creare un modello innovativo di gestione diretta dell’energia elettrica. Per quanto riguarda l’Italia dallo stesso studio emerge che al 2050 2 italiani su 5 saranno “prosumer”. Nello specifico la compagine dei “cittadini energetici” sarà composta per il 37% da impianti fotovoltaici domestici, il 37% dalle cooperative energetiche, il 25% da piccole imprese e l’1% dagli Enti Locali. È lì che dobbiamo arrivare.

Che legame c’è fra voi e Retenergie?

Sin dalla costituzione di Ènostra è risultato evidente che, unendo le forze con Retenergie – cooperativa che dal 2008 realizza impianti rinnovabili collettivi, e che partecipa all’impresa come socio cofondatore e partner tecnico – l’obiettivo di produrre e consumare l’energia, condiviso dai soci di entrambe le cooperative, era a portata di mano. Incoraggiati dall’entusiasmo dei partner vicini e di molti soci, a ottobre 2016 abbiamo costituito un gruppo di lavoro dedicato al processo di fusione, che ha coinvolto i consigli di amministrazione e i rispettivi consulenti. Il percorso fatto fin qui vede crescere nella squadra la motivazione, perché è ogni giorno più evidente che l’unione delle due organizzazioni saprà valorizzare e amplificare le esperienze, il potenziale, i servizi e i benefici rivolti ai soci. In attesa di giungere al più presto alla costituzione di un soggetto unitario, abbiamo deciso di stringere una partnership forte che unisca da subito i soci che, sommati, saranno oltre 2000. Come primo risultato, d’ora in avanti i soci di Retenergie e di Ènostra potranno accedere direttamente ai servizi specifici di ciascuna cooperativa, pur essendo soci di solo una di esse: i soci di Retenergie potranno acquistare l’energia di ènostra e i soci di ènostra potranno accedere ai servizi tecnici di Retenergie.

Come sta andando la raccolta di adesioni?

Oggi (maggio 2017) contiamo circa 1.050 soci per un totale di 1.150 contratti di fornitura attivi. La crescita è stata graduale perché in molti, sia partner che potenziali interessati, volevano osservare come ci muovevamo sul campo, testare la nostra capacità di gestire l’impresa e verificare che rispettassimo le promesse e gli impegni presi. Abbiamo superato ostacoli, complicazioni informatiche e imprevisti e cercato di migliorare giorno dopo giorno il servizio ai soci. La fase di start up si è ormai conclusa e quando ci guardiamo indietro ci sembra un piccolo miracolo essere operatori del settore e occupare il nostro posto nel mercato elettrico nazionale. E quando guardiamo le sfide che ci aspettano e i traguardi ambiziosi dei prossimi anni ci pervade l’entusiasmo e l’impazienza di mettere in fila tutte le azioni che ci porteranno ad essere la prima grande cooperativa energetica nazionale, basata su principi di democrazia, sostenibilità, equità, trasparenza, solidarietà… Io sono assolutamente onorata di farne parte

Quali sono i vostri passi futuri?

In occasione dell’Assemblea di maggio sono state introdotte alcune novità che consentiranno di far crescere rapidamente l’impresa e la base sociale nel giro di pochi mesi: lancio della nuova figura del socio sovventore; abbassamento della quota di adesione da 150 a 50 euro (con eliminazione del sovrapprezzo); lancio della campagna “Traffico di amici” che prevede la cessione di 2 quote (per un totale di 50 euro, prima erano 5 per un totale appunto di 150 euro) dal socio ènostra a un amico che intenda entrare in cooperativa e attivare la fornitura. Ci aspettiamo che i due interventi sulla quota di adesione –  abbassamento e campagna mirata – l’apertura della fornitura ai soci di Retenergie in vista della fusione, e l’attivazione di nuovi servizi (pacchetto mobilità elettrica, servizi energetici ecc.) ci consentiranno di raddoppiare rapidamente il numero dei soci consumatori, a beneficio di tutta la comunità, in vista della successiva chiusura del cerchio che vedrà l’attivazione della produzione con impianti di proprietà.

Per info: numero verde 800 593266 (lun-ven h 9.30-13, 14-16), mail info@enostra.it, sito web www.enostra.it

Fonte: ilcambiamento.it

 

 

Incentivi energie rinnovabili: in Germania aste congiunte per fotovoltaico ed eolico

Il sottosegretario all’Energia Rainer Baake parla di un progetto pilota: dal 2018 eolico e fotovoltaico dovranno competere per aggiudicarsi all’asta 400 MW l’anno di potenza.20170504-fuenf-schaufenster-regionen-wird-zukunft-der-energieversorgung1

L’industria delle energie rinnovabili tedesche è in fermento per la notizia che il sottosegretario all’Economia e all’Energia Rainer Baake avrebbe in mente un piano per modificare, seppur gradualmente, l’attuale struttura degli incentivi alle rinnovabili in Germania.

Già oggi i grandi progetti eolici e fotovoltaici, in quello che un tempo era il paese faro delle rinnovabili nel mondo (e che ora non lo è più), devono aggiudicarsi la tariffa incentivante tramite un sistema di aste pubbliche: il Governo tedesco mette a disposizione un tot di potenza annua per ogni fonte rinnovabile, che viene assegnata ai progetti che “si accontentano” di una remunerazione inferiore per MWh prodotto. In pratica aste al ribasso, studiate per trovare la quadra tra sviluppo dell’energia verde e costo dell’energia per il consumatore finale.

Ora, però, Baake ipotizza aste congiunte tra eolico e fotovoltaico. In pratica, a partire dall’anno prossimo e per una quota di soli 400 MW, i progetti solari dovranno competere con quelli eolici all’interno della stessa asta. Il fotovoltaico, quindi, dovrà dimostrare di essere più economico rispetto all’eolico.

Questa ipotesi non piace affatto a BSW-Solar, l’associazione tedesca di categoria dei produttori di energia rinnovabile da fonte solare fotovoltaica. Secondo BSW-Solar, infatti, in una prima fase il fotovoltaico sarebbe nettamente svantaggiato rispetto all’eolico in fatto di costi: “Non sarebbe appropriato mettere solare ed eolico in competizione nel futuro, come chiede l’Unione Europea per la prima asta pilota del 2018. Per una conversione energetica di successo ed economicamente vantaggiosa ci sono due pilastri: l’eolico e il solare“.

Oltre che non economia, sempre secondo BSW-Solar, la scelta sarebbe anche sbagliata dal punto di vista tecnico-scientifico: “Gli scienziati raccomandano un rapporto 1:1 per le installazioni delle due tecnologie. Secondo il consenso dell’Associazione Federale dell’Energia Solare e dell’Associazione Federale dell’Energia Eolica, non è possibile creare le condizioni di una competizione leale all’interno di un’asta congiunta, con una grado di complessità compatibile, per assicurare un mix bilanciato di energie rinnovabili“.

La remunerazione dei più recenti grandi impianti fotovoltaici tedeschi, al momento, è scesa fino a 6,6 centesimi di euro per KWh. Secondo BSW-Solar questo è un segno positivo dell’evoluzione del solare elettrico in Germania. L’associazione chiede che, invece di mettere in competizione fotovoltaico ed eolico, il Governo Federale triplichi le aste dedicate al fotovoltaico. Anche per coprire il futuro fabbisogno energetico delle auto elettriche.

Credit Foto: BMWi

Fonte: ecoblog.it

Energie rinnovabili: i mattoncini Lego prodotti al 100% con eolico e fotovoltaico

La multinazionale danese del giocattolo ha annunciato di aver raggiunto, con tre anni di anticipo, il traguardo del 100% di energia rinnovabile usata per produrre i suoi famosi mattoncini.mattoncini-lego-energie-rinnovabili

Il cammino di Lego verso la sostenibilità passa soprattutto attraverso l’utilizzo di energia rinnovabile per la fabbricazione del suo prodotto noto in tutto il mondo: le costruzioni a mattoncini per bambini e adulti. Questo cammino, pochi giorni fa, è arrivato con largo anticipo al traguardo che l’azienda si era prefissata nel 2012: raggiungere, entro il 2020, il 100% di energia utilizzata da fonte rinnovabile. Lego, va detto, è una azienda energivora: ogni anno, per costruire 75 miliardi di mattoncini Lego, vengono utilizzati 360 GWh di energia elettrica. Con l’entrata in funzione del parco eolico offshore di Burbo Bank, al largo di Liverpool, Lego può ufficialmente dire di consumare esclusivamente energia verde.Lego Group, infatti, tramite la controllata KIRKBI A/S, possiede il 25% di Burbo Bank. Che è un parco eolico da circa 260 MW di potenza, con una produzione annua di energia rinnovabile pari al consumo di circa 230 mila abitazioni. Lego ha investito in questo progetto oltre 430 milioni di euro e quasi il doppio in tutti i progetti eolici offshore in cui ha partecipato. La potenza degli impianti eolici riconducibili a Lego è pari a circa 162 MW, considerando anche il 31,5% del parco eolico offshore tedesco di Borkum Riffgrund 1, di proprietà ancora di KIRKBI. A questa potenza va aggiunta quella derivante dagli impianti solari fotovoltaici montati sui tetti dei capannoni industriali in cui si producono i mattoncini Lego, come i 20.000 pannelli montati sul tetto dello stabilimento di Jiaxing, in Cina. Per festeggiare il traguardo del 100% di energia rinnovabile usata nelle sue attività industriali Lego ha realizzato una pala eolica in mattoncini da record: alta 7,5 metri, per costruirla sono stati utilizzati 146 mila mattoncini Lego.

Fonte: ecoblog.it

Il petrolio low cost non sarà letale per solare ed eolico

Secondo Adam Sieminski, direttore dell’Energy Information Administration, l’abbassamento del costo del greggio non sta danneggiando la filiera delle rinnovabili, come molti sostengono. Il petrolio low cost, frutto del mercato nero creato dallo Stato Islamico, sarebbe sul punto di fare piazza pulita delle energie rinnovabili, questo è ciò che sostengono numerosi analisti, ma Adam Sieminski, direttore dell’Energy Information Administration, ha dichiarato durante un incontro svoltosi al Christian Science Monitor che il petrolio non è in diretta concorrenza con le fonti rinnovabili per quanto riguarda la produzione di energia elettrica. Ieri, a Londra, il greggio ha raggiunto il prezzo di 49,04 dollari al barile e una cifra del genere non può non seminare il panico e danneggiare, almeno temporaneamente, un mercato che, per forza di cose, è complementare a quello di risorse fossili e finite. Secondo il capo analista dell’energia del Governo statunitense insomma non c’è da temere perché il Governo Usa sta continuando a sostenere attraverso incentivi fiscali e programmi di energia statali che prevedono una determinata quota di percentuale di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili. Nel 2014 l’energia solare è raddoppiata grazie al calo del prezzo dei pannelli solari e agli incentivi, ma complessivamente (ed escludendo l’energia idroelettrica) la produzione da fonti rinnovabili rappresenta il 6% del totale. La produzione dell’energia elettrica negli usa viene prevalentemente da carbone e gas naturale e secondo Sieminski anche con il greggio al minimo storico non ci saranno conseguenze su solare ed eolico. A essere danneggiate potrebbero essere soprattutto le autovetture elettriche e ibride. Le grandi autovetture stanno tornando a essere popolari fra i consumatori statunitensi, anche se fra le giovani generazioni c’è una certa resistenza a questo tipo di autovetture di grande cilindrata. A sostegno di un minore consumo di benzina ci sono anche le politiche di sostegno alle vetture elettriche e al car pooling, iniziative che in Italia – dove si aumenta l’Iva sul pellet e si tolgono gli incentivi al fotovoltaico – sono fantapolitica.158201369-586x380

Fonte:  The Guardian

© Foto Getty Images

Eolico in Germania: si viaggia verso i 40 GW con nuove turbine piu’ potenti delle vecchie

2014 anno record con 4,75 GW installati per un totale di 38 GW. Le vecchie turbine smantellate vengono sostituite con altre tre volte piu’ potenti. In Germania la potenza eolica installata a superato i 38 GW, per cui il traguardo dei 40 e’ ormai a portata di mano. Secondo un rapporto della Windguard, il 2014 e’ stato un anno record, con 4,75 GW installati (grafico in basso), obiettivo mai raggiunto in precedenza. E’ interessante notare che una parte di questa nuova potenza va a sostituire vecchied turbine dei primi anni ’90 che sono state smantellate (la durata media di vita di una pala e’ di circa 20 anni). A fronte di 364 MW smantellati, ne sono stati installati oltre il triplo, circa 1150 MW. Questo perche’ le nuove turbine hanno una potenza media di 2,7 MW, a fronte dei soli 0,67 delle dismesse. L’industria dell’eolico sta intensificando i suoi sforzi per installare quanto piu’ pale possibili per poter beneficiare degli incentivi che dureranno, pur riducendosi, fino al 2017. La nuova gestione del mercato elettrico delle rinnovabili e’ indiscussione in questi mesi e coinvolge tutti gli operatori del settore. I produttori non sono spaventati dalla fine degli incentivi, ma chiedono politiche definite e certe per poter programmare al meglio gli investimenti.
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Fonte: ecoblog.it

Energia eolica con il vento in poppa: +13% nel 2014 con oltre 40 GW installati

Nel 2014 sono stati installati tra i 42 e i 47 GW di nuova potenza eolica, soprattutto grazie allo sforzo della Cina. Gli USA sono pero’ il paese con la maggiore produzione di energia. Quante turbine eoliche erano in funzione alla fine del 2014? Al momento non esistono ancora statistiche ufficiali, ma la World Wind Energy Association  stima a dicembre 2014 una potenza totale installata di 360 GW, 42 in piu’ dello scorso anno (13%).  La Vestas, una delle principali aziende costruttrici di generatori eolici e’ un po’ piu’ ottimista e stima una crescita di 47 GW, pari a un + 14.8%. Rispetto agli scorsi anni il tasso di crescita e’ leggermente rallentato, ma d’altra parte era impossibile mantenere a lungo il 25-30% annuo del periodo 2005-2010. Rispetto alle previsioni di cinque anni fa del Global Wind Energy Outlook, lo sviluppo reale ha decisamente superato lo scenario minimo, che prevedeva 295 GW a fine 2015, e si trova leggermente al di sotto dello scenario medio, 460 GW alla fine del corrente anno, risultato improbabile a meno di qualche exploit da parte delle nazioni emergenti. La Cina ha superato ormai i 100 GW di potenza, portando l’Asia al primo posto nella classifica, grazie anche al contributo dell’India. L’Europa segue al secondo posto con soli 2 GW di nuova potenza installata e 5 GW in costruzione. Gli Stati Uniti sono tuttavia al primo posto per l’energia prodotta, come e’ stato sottolineato dal presidente Obama nel suo discorso sullo stato dell’Unione, grazie alla maggiore producibilita’ specifica dovuta alla maggiore velocita’ del vento. La strada da compiere per uscire dalla schiavitu’ del petrolio e del gas e’ ancora lunga, ma le potenzialita’ dell’energia del vento sono incredibili: si sta parlando di qualcosa come 600 000 TWh, pari a oltre il quadruplo di tutti i consumi mondiali di energia.Eolico-2015-620x447

Fonte: ecoblog.it

Borkum, primo eolico off shore finanziato dalle municipalizzate

I 400 MW off shore sono di proprietà di Trianel, un consorzio che raccoglie 100 aziende municipalizzate europee.

Un nuovo parco eolico off shore da 400 MW è stato ultimato 45 km a nord di Borkum, la più occidentale delle isole frisone tedesche nel mare del nord (vedi mappa in fondo al post). Ottanta turbine AREVA (1) da 5 MW sono state installate su un’area di 56 km quadrati e godendo della invidiabile producibilità di 3500-4000 ore all’anno, garantirà una produzione di circa 1,4-1,6 TWh ogni anno, equivalenti al consumo di 1,2-1,5 milioni di famiglie (2). Questo parco ha una caratteristica che lo rende unico: è il primo off shore finanziato da un consorzio di aziende municipalizzate.Off-shore-Borkum

Trianel è infatti un consorzio che raccoglie un centinaio di municipalizzate, concentrate soprattutto in Germania, Austria e Svizzera, ad esempio le aziende energetiche di Bochum, Bonn, Aachen, Salzburg. Sono sei milioni i cittadini europei serviti dalle aziende socie di Trianel. Un interessante esperimento sociale di sovranità energetica che parte dall comunità locali. Il parco eolico e pronto, ma verrà collegato alla rete solo nei prossimi mesi, per disguidi con l’ operatore di rete, l’olandese Tennet, che ora dovrà pagare un a penale a Trianle pari al 90% del valore commerciale dell’energia che sarebbe stata prodotta nel periodo di mancato allacciamento.Trianel-wind-farm

(1) Si proprio AREVA, la multinazionale del nucleare, sta iniziando a differenziare il suo business…

(2) Si fa riferimento ai consumi domestici pro capite italiani di 1,1 MWh/anno. In Germania i consumi sono naturalmente un po’ più alti

Fonte: ecoblog.it

Il nuovo nucleare costa dal 50% al 100% in più delle rinnovabili

Un sistema affidabile di energie rinnovabili più gas di backup costerebbe il 20% in meno dell’opzione nucleare, senza tenere conto delle future diminuzioni di costo di turbine e pannelli

Numeri alla mano, non è vero che l’energia nucleare costi meno delle rinnovabili. Secondo una puntuale analisi della società tedesca Agora Energiewende, il nuovo nucleare inglese costerà in media 112 €/MWh, a fronte di 73 €/MWh (-34%) del fotovoltaico in Germania e di 56 €/MWh (-50%) dell’eolico onshore, come si vede dal grafico qui sotto (1). Il costo dei sistemi di CCS (Carbon Capture and Storage) è inoltre superiore a quello del nucleare. Secondo Agoraun sistema affidabile basato su eolico, FV con backup di gas è del 20% più economico di nuove centrali nucleari più gas di backup (2). Il contributo  del gas per le rinnovabili è maggiore, ma comunque piccolo rispetto ai maggiori costi del nucleare. Il confronto di cui sopra è stato fatto con due sistemi equivalenti di potenza media annua di 1 GW (cioè 8750 GWh in anno):

  1. Rinnovabili: FV 1,25 GW di picco (GWp), eolico 1,25 GWp e gas 1,48 GWp; la produzione annua è metà rinnovabili e metà gas; costo 679 M€ 2013
  2. Nucleare: reattore 0,58 GWp e gas 0,9 GWp; anche qui la produzione annua è metà e metà. Costo 857 M€ 2013.

Sul costo delle rinnovabili incide in per il 60% il gas di backup, perché si suppone di dover intervenire per sopperire la domanda istantanea di energia come avviene oggi. I costi potrebbero essere probabilmente ridotti con una maggiore installazione di FV ed una tariffa bioraria che rifletta il minore costo delle ore diurne rispetto a quelle notturne. L’analisi non tiene conto delle possibili riduzioni di costi nel settore delle rinnovabili a causa dei miglioramenti tecnologiche delle economie di scala, nè del possibile aumento di costi del nucleare per via di maggiori requisiti di sicurezza. (3) Tenuto conto della maggiore producibilità oraria dell’eolico inglese rispetto a quello tedesco (2700 h rispetto a 1500) appare ancora più insensata l’opzione britannica per il nucleareCosto-nucleare-e-rinnovabili-in-Europa

(1) Si tratta di un valore medio valutato sull’arco di 35 anni del contratto stipulato per la fornitura di energia delle nuove centrali nucleari inglesi; i 112 € sono indicizzati, quindi equivalgono a 112 € costanti del 2013. Le attuali tariffe per eolico e FV in Germania, non sono invece indicizzate, per cui diminuiranno intermini di € costanti del 2013 (si veda il grafico a pag. 8 del report).

(2) Nel caso delle rinnovabili, il gas subentra nei picchi di domanda o quando la produzione da sole/vento è bassa; nel caso del nucleare, copre i picchi e i periodi di manutenzione del reattore.

(3) La curva di apprendimento, cioè il  prezzo al kW (non al kWh) in funzione della potenza totale installata è in discesa per le rinnovabili e in salita per il nucleare.

Fonte: ecoblog.it