E se l’energia da vento e sole arrivasse a costare meno di petrolio e carbone?

A preannunciarlo è il rapporto Renewable Power Generation Costs in 2017 dell’International Renewable Energy Association: entro il 2020 con ogni probabilità si potrebbe avere energia elettrica da sole e vento a un costo pari o inferiore a carbone e petrolio.

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Dal 2010 il costo di generazione elettrica dall’eolico onshore è sceso di circa il 23% e quello del solare fotovoltaico del 73%. È quanto emerge dal rapporto Renewable Power Generation Costs in 2017 di Irena (International Renewable Energy Association), secondo cui i costi del solare dovrebbero scendere ulteriormente entro il 2020.
Quindi, se le previsioni saranno rispettate, i progetti eolici e solari più avanzati potrebbero fornire elettricità, nel giro di tre anni, a un prezzo pari o addirittura inferiore (nei due anni successivi) a 3 centesimi di dollaro per kwh. Un costo questo che sarebbe inferiore a quello con cui si produce oggi energia dalle fonti fossili (5-17 centesimi di dollaro per kWh). Dai dati provenienti dai progetti e dalle aste, sempre entro il 2020, tutte le tecnologie per la produzione di energie rinnovabili attualmente commercializzate concorreranno, e persino batteranno sul prezzo, i combustibili fossili, con una produzione compresa tra i 3 e i 10 centesimi di dollaro/kWh. L’energia eolica è già disponibile al prezzo di qualsiasi altra fonte: i costi medi ponderati globali negli ultimi 12 mesi ammontano a 6 centesimi di dollaro (-23% dal 2010) e l’energia eolica è oggi disponibile anche a 4 centesimi per kWh. Per il solare si è invece nell’ordine di 10 cent. Un calo percentuale ancora maggiore l’ha fatto registrare il fotovoltaico diminuito del 73% dal 2010 a un Lcoe (costo di produzione costante dell’energia sull’intera vita operativa dell’impianto) di 10 centesimi di dollaro/kWh, con una previsione di un’ulteriore riduzione entro il 2020.

“Questa nuova dinamica segna un significativo cambiamento nel paradigma energetico”, ha dichiarato Adnan Z. Amin, direttore generale di Irena. “Il declino dei costi grazie alla tecnologia sono senza precedenti e dimostrano il grado con cui le rinnovabili stanno cambiando il sistema energetico globale”.

Ma la riduzione nei costi per la produzione di energia da sole e vento non basta: servono investimenti, ricerca e sviluppo. A sostenerlo sono studiosi ed economisti del settore energetico in tutto il mondo, preoccupati dal rallentamento osservato nell’implementazione di sistemi di produzione energetica verdi. Come riportato da Bloomberg, le compagnie del settore dell’energia solare spendono solo l’uno per cento dei loro introiti nella ricerca, affossando così le possibilità di crescita del mercato. Nel suo libro, “Taming the Sun. Innovations to Harness Solar Energy and Power the Planet”, Varun Sivaram invita i governi a farsi carico della ricerca per dare impulso al mercato.

Fonte: ilcambiamento.it

 

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Apre la strada solare più grande al mondo: è in Cina e genererà 1 mln di kWH

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La Cina ha annunciato in pompa magna di aver inaugurato la strada solare più lunga al mondo.

Ma è davvero così? Non proprio! Di certo però si tratta della strada solare più ‘estesa’, ovvero quella con una superficie totale maggiore in metri quadrati. Scopriamo insieme dove sorge il nuovo tratto stradale, quali caratteristiche ha e quali sono i progetti simili già inaugurati nel mondo.

La strada solare più lunga al mondo?

La nuova strada solare sarà aperta a Jinan, la capitale della provincia dello Shandong, nel nord-est del Paese asiatico. Il traffico veicolare sarà dirottato su un tratto di strada lungo 1 chilometro. Il tratto stradale di Jinan include due corsie, una corsia di emergenza ed è stata progettata in modo tale da generare elettricità e consentire il passaggio dei mezzi di trasporto pubblico.

Questo tratto particolare è costituito da tre strati:

  • Il livello superiore è ricoperto da cemento trasparente
  • Lo strato intermedio è il pannello fotovoltaico vero e proprio
  • Il livello più profondo serve infine a isolare il resto

Complessivamente, l’area interessata dalla nuova strada solare è di 5,875 metri quadrati.

Zhang Hongchao, designer e ingegnere della Tongjy University, ha dichiarato che la nuova tratta riesce a sopportare un carico 10 volte maggiore rispetto all’asfalto normale. Inoltre, la strada solare sarà in grado di generare 1 milione di kWH di elettricità, in un anno.

L’energia generata sarà utilizzata per alimentare l’impianto di illuminazione della strada, un sistema elettrico in grado di sciogliere la neve sulla strada e per rifornire (in futuro) le stazioni di ricarica per i veicoli elettrici.

La pecca? Il costo: per ogni metro quadrato di strada solare occorrono 3mila renminbi (458 dollari). Molto di più rispetto alle strade ‘normali’.

Strada solare: i progetti nelle altre nazioni

La Cina sostiene che quella inaugurata a Jinan sia la prima autostrada fotovoltaica al mondo. Di sicuro è finora il tratto di questo tipo più vasto (non il più lungo) mai realizzato. Il primo progetto di questo tipo è stato infatti inaugurato in Francia, in Normandia, nel villaggio di Tourouvre-au-Perche. Anche qui la strada solare, inaugurata alla fine del 2016, ha una lunghezza di 1 chilometro. La superficie totale è però di circa la metà, con i suoi 2,7 mila metri quadrati. Ancora prima, nel 2014, in Olanda veniva inaugurata una pista ciclabile solare (ne abbiamo parlato qui). La lunghezza era in quel caso di 70 metri. All’inizio del 2017, infine, era stata inaugurata la prima strada solare negli USA. Si tratta di un progetto pilota, con 30 pannelli fotovoltaici installati in un tratto stradale di Sandpoint, in Idaho. La stessa società, Solar Roadways, ha progetti in corso anche in Maryland e in Colorado.

Cina leader nel fotovoltaico

Secondo i dati del BP Statistical Review of World Energy 2017, nel 2016 la Cina ha raggiunto una capacità di 78 GigaWatt di elettricità prodotta grazie al fotovoltaico. Si tratta del primo Paese al mondo. E l’obiettivo è di raggiungere i 105 GW entro il 2020. A seguire, troviamo il Giappone con 42,8 GW e la Germania con 41,3. L’Italia è quinta, dietro gli USA, a 19,3 GigaWatt.

La Cina ha annunciato in pompa magna di aver inaugurato la strada solare più lunga al mondo.

Ma è davvero così? Non proprio! Di certo però si tratta della strada solare più ‘estesa’, ovvero quella con una superficie totale maggiore in metri quadrati. Scopriamo insieme dove sorge il nuovo tratto stradale, quali caratteristiche ha e quali sono i progetti simili già inaugurati nel mondo.

La strada solare più lunga al mondo?

La nuova strada solare sarà aperta a Jinan, la capitale della provincia dello Shandong, nel nord-est del Paese asiatico. Il traffico veicolare sarà dirottato su un tratto di strada lungo 1 chilometro. Il tratto stradale di Jinan include due corsie, una corsia di emergenza ed è stata progettata in modo tale da generare elettricità e consentire il passaggio dei mezzi di trasporto pubblico.

Questo tratto particolare è costituito da tre strati:

  • Il livello superiore è ricoperto da cemento trasparente
  • Lo strato intermedio è il pannello fotovoltaico vero e proprio
  • Il livello più profondo serve infine a isolare il resto

Complessivamente, l’area interessata dalla nuova strada solare è di 5,875 metri quadrati.

Zhang Hongchao, designer e ingegnere della Tongjy University, ha dichiarato che la nuova tratta riesce a sopportare un carico 10 volte maggiore rispetto all’asfalto normale. Inoltre, la strada solare sarà in grado di generare 1 milione di kWH di elettricità, in un anno.

L’energia generata sarà utilizzata per alimentare l’impianto di illuminazione della strada, un sistema elettrico in grado di sciogliere la neve sulla strada e per rifornire (in futuro) le stazioni di ricarica per i veicoli elettrici.

La pecca? Il costo: per ogni metro quadrato di strada solare occorrono 3mila renminbi (458 dollari). Molto di più rispetto alle strade ‘normali’.

Strada solare: i progetti nelle altre nazioni

La Cina sostiene che quella inaugurata a Jinan sia la prima autostrada fotovoltaica al mondo. Di sicuro è finora il tratto di questo tipo più vasto (non il più lungo) mai realizzato. Il primo progetto di questo tipo è stato infatti inaugurato in Francia, in Normandia, nel villaggio di Tourouvre-au-Perche. Anche qui la strada solare, inaugurata alla fine del 2016, ha una lunghezza di 1 chilometro. La superficie totale è però di circa la metà, con i suoi 2,7 mila metri quadrati. Ancora prima, nel 2014, in Olanda veniva inaugurata una pista ciclabile solare (ne abbiamo parlato qui). La lunghezza era in quel caso di 70 metri. All’inizio del 2017, infine, era stata inaugurata la prima strada solare negli USA. Si tratta di un progetto pilota, con 30 pannelli fotovoltaici installati in un tratto stradale di Sandpoint, in Idaho. La stessa società, Solar Roadways, ha progetti in corso anche in Maryland e in Colorado.

Cina leader nel fotovoltaico

Secondo i dati del BP Statistical Review of World Energy 2017, nel 2016 la Cina ha raggiunto una capacità di 78 GigaWatt di elettricità prodotta grazie al fotovoltaico. Si tratta del primo Paese al mondo. E l’obiettivo è di raggiungere i 105 GW entro il 2020. A seguire, troviamo il Giappone con 42,8 GW e la Germania con 41,3. L’Italia è quinta, dietro gli USA, a 19,3 GigaWatt.

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Fonte: ambientebio.it

Le energie rinnovabili forniranno l’85% dell’elettricità nel 2050

Secondo DNV GL nel 2050 l’85% dell’elettricità proverrà da energie rinnovabili: fotovoltaico, eolico e bioenergie alimenteranno il boom di auto elettriche.http _media.ecoblog.it_4_44c_energie-rinnovabili-forniranno-85-dellelettricita-2050

Il futuro del mondo si basa sulle energie rinnovabili che sostituiranno le fonti fossili di energia per l’85% nella produzione di elettricità entro il 2050. E il peso dell’elettricità nel bilancio energetico mondiale crescerà nettamente a causa del boom delle auto elettriche. Ne è convinta la società di consulenza DNV GL che, nel suo primo Energy Transition Outlook (ETO), traccia le linee guida dello sviluppo dell’economia mondiale nei prossimi tre decenni. Il consumo di elettricità schizzerà alle stelle: +140% entro il 2050. Soprattutto perché l’elettricità sostituirà le fonti fossili attualmente usate per il riscaldamento e, specialmente, per il trasporto. DNV, infatti, prevede che già nel 2025 in Europa (nel 2030 in nord America, Pacifico, Cina e India e nel 2035 nel resto del mondo) le auto elettriche rappresenteranno il 50% delle vendite totali di automobili.http _media.ecoblog.it_d_d87_vendita-auto-elettriche-nel-mondo

L’enorme quantità di energia elettrica necessaria a mettere in atto questo cambiamento proverrà in gran parte (per l’85% secondo DNV GL) dalle energie rinnovabili: i pannelli fotovoltaici produrranno circa un terzo dell’elettricità consumata nel mondo nel 2050, seguiti dall’eolico onshore, l’idroelettrico e l’eolico offshore. Questo causerà un aumento esponenziale dell’efficienza energetica dell’economia mondiale: usando gas, petrolio e carbone per produrre elettricità una grandissima parte dell’energia si spreca in calore mentre usando le energie rinnovabili non vi sono sprechi. Anche se un pannello fotovoltaico riesce a convertire solo il 15-20% della radiazione solare in elettricità, infatti, non vi è alcuno spreco di energia. Per raggiungere questi ambiziosi obiettivi, però, secondo DNV si dovrà spingere molto per lo sviluppo dell’eolico offshore, fare molta ricerca per ottimizzare le tecnologie dell’eolico, del fotovoltaico, delle reti elettriche e dell’uso dell’energia, investire in cyber security per proteggere le reti elettriche dagli attacchi hacker. Purtroppo, però, secondo DNV GL l’umanità non riuscirà a raggiungere in tempo gli obiettivi degli accordi di Parigi sul clima: nel 2041 l’aumento della temperatura globale toccherà i 2,5 gradi centigradi.

Credit foto: DNV GL

Fonte: ecoblog.it

Energie rinnovabili in Australia: 70% case alimentato da fotovoltaico, eolico e idroelettrico

Secondo Green Energy Markets le energie rinnovabili in Australia hanno coperto i consumi elettrici di 7 case su 10. Volano gli investimenti nel fotovoltaico.http _media.ecoblog.it_c_c3d_energie-rinnovabili-australia-fotovoltaico-eolico-idroelettrico

Negli ultimi dodici mesi, in media, le energie rinnovabili hanno totalizzato il 17,1% della produzione complessiva di energia elettrica in Australia, quanto basta per alimentare il 70% delle case private. Escludendo, quindi, le attività commerciali e industriali. Sono i dati forniti da Green Energy Markets nel suo ultimo Australian Renewable Energy Index. La fonte rinnovabile più produttiva in Australia, al momento, è l’idroelettrico con quasi 16 GWh prodotti su poco meno di 40 totali. Segue l’eolico con 12,3 GWh e il solare fotovoltaico con 7,2 GWh. Si aggiunga una piccola quota, pari a quasi 2,7 GWh, proveniente dalle bioenergie.
http _media.ecoblog.it_0_07e_energie-rinnovabili-australia-per-fonte

Da notare che la gran parte dell’energia elettrica prodotta dai pannelli fotovoltaici deriva da tetti fotovoltaici e non da grandi impianti di fotovoltaico a terra. Ed è proprio il solare elettrico la tecnologia che più sta avanzando in Australia, con 150.000 nuovi tetti fotovoltaici installati negli scorsi 12 mesi. Il grande fotovoltaico a terra avrà un boom, invece, l’anno prossimo: al momento in Australia si stanno costruendo circa 2,6 GW di nuova potenza fotovoltaica installata a terra, dando lavoro a oltre 8.800 persone. L’Australia è impegnata in una vera e propria transizione energetica, dalle fonti fossili a quelle rinnovabili. Il Governo australiano è impegnato a portare avanti un complesso progetto di decarbonizzazione del sistema energetico e, per farlo, ha intenzione di puntare sulle rinnovabili con batteria. A questo scopo, infatti, sono già iniziati i contatti con Tesla e altre aziende del settore degli accumuli di energia.

Fonte: ecoblog.it

Fotovoltaico, eolico e idroelettrico: 139 paesi potrebbero essere 100% rinnovabili

Secondo uno studio scientifico dei ricercatori della Stanford University, pubblicato sulla rivista di settore dell’energia Joule, oltre mezzo mondo potrebbe essere alimentato solo da energia elettrica rinnovabile prodotta con eolico, fotovoltaico e idroelettrico. 139 paesi a emissioni zero.http _media.ecoblog.it_d_de8_fotovoltaico-eolico-idroelettrico-139-paesi-rinnovabili

Il sogno di ogni ecologista, cioè avere un mondo a emissioni zero di CO2 alimentato solo con le energie rinnovabili, è molto più realizzabile di quanto si possa pensare. Lo dicono gli scienziati dell’Università di Stanford. In uno studio, pubblicato sulla rivista Joule, i ricercatori hanno calcolato che 139 paesi (tra i quali ci sono tutti i paesi più industrializzati, Cina, USA e UE compresi) potrebbero emanciparsi completamente dai combustibili fossili entro il 2050. Cioè in appena 33 anni. Alla base di tutto ci dovrebbe essere una completa elettrificazione dell’economia e della vita quotidiana dei cittadini: auto elettriche per spostarsi, fornelli elettrici a induzione per cucinare, pompe di calore a inverter per riscaldarsi e rinfrescarsi etc etc… Tutta l’energia elettrica necessaria a fare a meno del petrolio, del gas e del carbone potrebbe arrivare (con le tecnologie già esistenti) esclusivamente da fonti di energia rinnovabile: eolico, idroelettrico e solare, sia termico che fotovoltaico. Non per nulla lo scenario proposto dai ricercatori della Stanford è stato ribattezzato “WWS” (Wind, Water, Sun) e contrapposto allo scenario BAU (Business As Usual, cioè niente cambia e restiamo come oggi). Questa rivoluzione energetica causerebbe la perdita di 27,7 milioni di posti di lavoro nel mondo e la conseguente creazione di 52 milioni di posti di lavoro. Dal punto di vista del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici, invece, lo scenario WWS ci farebbe risparmiare un incremento di temperatura pari a 1,5 gradi Celsius. Ovviamente i ricercatori hanno calcolato anche come dovrebbero essere distribuiti, nei vari paesi, gli impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile. Mentre i pannelli fotovoltaici, come anche i pannelli solari termici, possono essere utilizzati più o meno ovunque ci siano delle superfici da coprire (quindi parliamo sia di tetti fotovoltaici che di pensiline e coperture fotovoltaiche di parcheggi e altre aree aperte), altre tecnologie richiedono condizioni climatiche particolari. Il solare termico a concentrazione CSP, ad esempio, ha senso solo in aree molto calde come il Nord Africa, il Centro America o alcune aree meridionali della Cina. Così come mentre l’eolico onshore su terra ferma può essere utilizzato in moltissime aree del pianeta con venti anche di bassa intensità, mentre l’eolico offshore richiede mari con venti a forte intensità.

Credit immagine: Stanford University

Fonte: ecoblog.it

Google e Apple: data center 100% a energie rinnovabili

I due giganti tecnologici hanno scelto l’energia rinnovabile per alimentare i propri data center in Europa: eolico e fotovoltaico fanno girare il cloudhttp _media.ecoblog.it_2_28c_google-apple-datacenter-energie-rinnovabili

L’esplosione delle tecnologie mobile, cloud in primis, ha causato nell’ultimo decennio un fortissimo aumento dei consumi elettrici delle grandi aziende tecnologiche che, da qualche anno, stanno correndo ai ripari rivolgendosi alle energie rinnovabili. Sia Google che Apple, i due protagonisti indiscussi insieme ad Amazon e Facebook della tech economy dei nostri giorni, hanno annunciato ulteriori investimenti nell’energia verde. Soprattutto in Europa dove, a differenza che negli Stati Uniti, le energie rinnovabili sono ormai mature e ben integrate nelle reti elettriche nazionali. E, per la precisione, soprattutto nell’Europa del nord, dove oltre ad una forte produzione di energia eolica ci sono anche le condizioni economiche per installare i data center che gestiscono il grosso del traffico dati nel vecchio continente. Google, ad esempio, ha annunciato di aver stipulato il contratto di PPA (Power Purchase Agreement, un contratto di acquisto dell’energia elettrica rinnovabile prodotta da uno specifico impianto, ad un prezzo stabilito) per la fornitura di elettricità per alimentare il data center di Eemshaven, in Olanda. Verrà alimentato con l’energia prodotta dal Sunport Delfzijl Solar Park, il parco fotovoltaico più grande dei Paesi Bassi gestito da Eneco Group. Si tratta di un impianto fotovoltaico da 27 MW di potenza, montato a terra su una estensione di 30 ettari. Sempre con Eneco, in passato, Google aveva stipulato PPA per l’acquisto dell’energia rinnovabile prodotta dai parchi eolici di Delfzijl, Krammer e Bouwdokken. Apple, invece, ha dichiarato a Reuters di avere intenzione di costruire un nuovo data center in Europa alimentato a rinnovabili: si tratta del data center di Aabenraa, nel sud della Danimarca al confine con la Germania. Sarà operativo dalla seconda metà del 2019, costerà sei miliardi di Corone danesi (circa 806 milioni di euro) e farà girare i servizi di  iTunes Store, App Store, iMessage, Maps e Siri. Reuters non specifica da dove Apple prenderà l’energia elettrica necessaria ad alimentare il data center danese, ma riporta che il gigante di Cupertino ha intenzione di farlo girare al 100% con elettricità verde. E’ assai probabile che parte dell’energia verrà dai numerosi impianti eolici presenti in Danimarca e il restante da impianti finanziati dalla stessa Apple grazie al recente Green Bond da 1 miliardo di dollari.

Credit foto: Flickr

Fonte ecoblog.it

Energia: le rinnovabili superano il gas a maggio

Gli ultimi dati del GSE confermano: le rinnovabili sono ormai una parte fondamentale del mix energetico italiano. Cresce il solare fotovoltaico, cala l’eolico.http _media.ecoblog.it_5_5e8_energia-rinnovabili-superano-gas-maggio-2017

Nel mese di maggio 2017 la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile ha subito un calo del 5,8% ma, a leggere i dati del GSE, non è una notizia del tutto negativa. A fronte di un calo dell’energia idroelettrica (-8,9%) e di quella eolica (-34,9%), infatti, rispetto allo stesso periodo 2016 si registra un +11,5% di energia elettrica da fonte solare fotovoltaica. Il leggero calo delle rinnovabili è stato compensato da un +6.5% di energia prodotta da fonti fossili tradizionali, in particolare dal gas naturale (+10,2%). Tuttavia, fa notare il GSE, le fossili si attestano sul livello più basso dal luglio 2016 e la quota di energia da fonti rinnovabili supera quella da gas naturale (42,6% l’energia verde, 40,2% il gas). E questo non succedeva da otto mesi.http _media.ecoblog.it_e_ed2_mix-energetico-italia-aggio-2017

Durante lo scorso mese le energie rinnovabili l’hanno fatta da padrone in Sicilia (51,3% del mix energetico) e nella macroarea centro-nord (67,2%). Minor produzione verde in Sardegna (23,5%), centro-sud (32,6%) e nord (47,1%, comunque buona vista l’elevata presenza di impianti da fonte fossile in questa macroarea).http _media.ecoblog.it_e_e9e_mix-energetico-italia-maggio-2017-macroregioni

Il prezzo medio di acquisto (PUN) dell’energia, negli ultimi dodici mesi, è salito notevolmente: +28,1% nelle ore di picco dei consumi e +21,2% nelle ore non di picco. Il GSE non manca di far notare che tali incrementi siano dovuti in buona parte al calo, registratosi negli ultimi mesi, di produzione di energia da fonte rinnovabile.

Credit Foto: Flickr

Fonte: ecoblog.it

Incentivi energie rinnovabili: in Germania aste congiunte per fotovoltaico ed eolico

Il sottosegretario all’Energia Rainer Baake parla di un progetto pilota: dal 2018 eolico e fotovoltaico dovranno competere per aggiudicarsi all’asta 400 MW l’anno di potenza.20170504-fuenf-schaufenster-regionen-wird-zukunft-der-energieversorgung1

L’industria delle energie rinnovabili tedesche è in fermento per la notizia che il sottosegretario all’Economia e all’Energia Rainer Baake avrebbe in mente un piano per modificare, seppur gradualmente, l’attuale struttura degli incentivi alle rinnovabili in Germania.

Già oggi i grandi progetti eolici e fotovoltaici, in quello che un tempo era il paese faro delle rinnovabili nel mondo (e che ora non lo è più), devono aggiudicarsi la tariffa incentivante tramite un sistema di aste pubbliche: il Governo tedesco mette a disposizione un tot di potenza annua per ogni fonte rinnovabile, che viene assegnata ai progetti che “si accontentano” di una remunerazione inferiore per MWh prodotto. In pratica aste al ribasso, studiate per trovare la quadra tra sviluppo dell’energia verde e costo dell’energia per il consumatore finale.

Ora, però, Baake ipotizza aste congiunte tra eolico e fotovoltaico. In pratica, a partire dall’anno prossimo e per una quota di soli 400 MW, i progetti solari dovranno competere con quelli eolici all’interno della stessa asta. Il fotovoltaico, quindi, dovrà dimostrare di essere più economico rispetto all’eolico.

Questa ipotesi non piace affatto a BSW-Solar, l’associazione tedesca di categoria dei produttori di energia rinnovabile da fonte solare fotovoltaica. Secondo BSW-Solar, infatti, in una prima fase il fotovoltaico sarebbe nettamente svantaggiato rispetto all’eolico in fatto di costi: “Non sarebbe appropriato mettere solare ed eolico in competizione nel futuro, come chiede l’Unione Europea per la prima asta pilota del 2018. Per una conversione energetica di successo ed economicamente vantaggiosa ci sono due pilastri: l’eolico e il solare“.

Oltre che non economia, sempre secondo BSW-Solar, la scelta sarebbe anche sbagliata dal punto di vista tecnico-scientifico: “Gli scienziati raccomandano un rapporto 1:1 per le installazioni delle due tecnologie. Secondo il consenso dell’Associazione Federale dell’Energia Solare e dell’Associazione Federale dell’Energia Eolica, non è possibile creare le condizioni di una competizione leale all’interno di un’asta congiunta, con una grado di complessità compatibile, per assicurare un mix bilanciato di energie rinnovabili“.

La remunerazione dei più recenti grandi impianti fotovoltaici tedeschi, al momento, è scesa fino a 6,6 centesimi di euro per KWh. Secondo BSW-Solar questo è un segno positivo dell’evoluzione del solare elettrico in Germania. L’associazione chiede che, invece di mettere in competizione fotovoltaico ed eolico, il Governo Federale triplichi le aste dedicate al fotovoltaico. Anche per coprire il futuro fabbisogno energetico delle auto elettriche.

Credit Foto: BMWi

Fonte: ecoblog.it

Energie rinnovabili: i mattoncini Lego prodotti al 100% con eolico e fotovoltaico

La multinazionale danese del giocattolo ha annunciato di aver raggiunto, con tre anni di anticipo, il traguardo del 100% di energia rinnovabile usata per produrre i suoi famosi mattoncini.mattoncini-lego-energie-rinnovabili

Il cammino di Lego verso la sostenibilità passa soprattutto attraverso l’utilizzo di energia rinnovabile per la fabbricazione del suo prodotto noto in tutto il mondo: le costruzioni a mattoncini per bambini e adulti. Questo cammino, pochi giorni fa, è arrivato con largo anticipo al traguardo che l’azienda si era prefissata nel 2012: raggiungere, entro il 2020, il 100% di energia utilizzata da fonte rinnovabile. Lego, va detto, è una azienda energivora: ogni anno, per costruire 75 miliardi di mattoncini Lego, vengono utilizzati 360 GWh di energia elettrica. Con l’entrata in funzione del parco eolico offshore di Burbo Bank, al largo di Liverpool, Lego può ufficialmente dire di consumare esclusivamente energia verde.Lego Group, infatti, tramite la controllata KIRKBI A/S, possiede il 25% di Burbo Bank. Che è un parco eolico da circa 260 MW di potenza, con una produzione annua di energia rinnovabile pari al consumo di circa 230 mila abitazioni. Lego ha investito in questo progetto oltre 430 milioni di euro e quasi il doppio in tutti i progetti eolici offshore in cui ha partecipato. La potenza degli impianti eolici riconducibili a Lego è pari a circa 162 MW, considerando anche il 31,5% del parco eolico offshore tedesco di Borkum Riffgrund 1, di proprietà ancora di KIRKBI. A questa potenza va aggiunta quella derivante dagli impianti solari fotovoltaici montati sui tetti dei capannoni industriali in cui si producono i mattoncini Lego, come i 20.000 pannelli montati sul tetto dello stabilimento di Jiaxing, in Cina. Per festeggiare il traguardo del 100% di energia rinnovabile usata nelle sue attività industriali Lego ha realizzato una pala eolica in mattoncini da record: alta 7,5 metri, per costruirla sono stati utilizzati 146 mila mattoncini Lego.

Fonte: ecoblog.it

SS. Trinità, in zona Sarpi a Milano la Parrocchia a Impatto Zero

 

“Quartieri Ricicloni” a Milano. In via Giusti 25 una parrocchia ad alta sostenibilità ambientale dove Don Mario ha voluto pannelli solari, pompa di calore, luci a led e cemento catalitico. E che raccoglieva 2 tonn l’anno di lattine

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I giornali ne hanno parlato già 5 anni fa, quando don Mario Longo convinse i suoi parrocchiani a fare uno sforzo particolare per dotare la parrocchia SS. Trinità di pannelli solari sul tetto della chiesa e del sagrato (vedi foto di Google Map dall’alto). Dal mese di giugno 2011, infatti, ci sono 360 pannelli fotovoltaici che producono circa 85.000 Kilowattore in un anno, più o meno l’equivalente del consumo di energia elettrica dell’intera parrocchia. “Un investimento – si disse allora – non dettato solamente da motivazioni economiche, ma soprattutto e quasi esclusivamente dall’impegno nel rispetto dell’ambiente e del Creato e nell’intento di dare un segno concreto a tutta la comunità”.
“Siamo molto contenti”, racconta oggi don Mario, “del resto l’ha detto anche il Papa che l’attenzione all’ambiente è l’ottava opera di misericordia della nostra epoca”. La cura della casa comune: il nostro pianeta Terra che grida e che ha bisogno di un radicale cambiamento di rotta, prima che sia troppo tardi.
I pannelli solari non sono l’unica scelta sostenibile riguardo l’ambiente fatta dalla parrocchia SS. Trinità di via Giusti 25. Don Mario ha voluto anche pavimentare l’oratorio con il cemento catalitico, quel materiale all’avanguardia che permette l’abbattimento degli inquinanti dell’aria.

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Poi sono venute le luci a led: “Le abbiamo messe in tutta la Parrocchia, è stato un bell’investimento all’inizio, ma poi abbiamo dimezzato i costi dei consumi e probabilmente ne beneficerà di più il Parroco che arriverà dopo di me. Ma va bene lo stesso …..”.

Anche l’impianto a pompa di calore è una conquista ambientale voluta da Don Mario in Parrocchia: tutti i locali comuni sono stati collegati e che ora si sta ultimando con gli spazi-abitazione. Le pompe di calore, in grado di trasferire l’energia presente in natura all’interno degli ambienti, scaldandoli quando è freddo e raffrescandoli quando è caldo, permettono di limitare fortemente le emissioni di CO2 e coprono mediamente il 75% del fabbisogno energetico.
“Riguardo i rifiuti e la raccolta differenziata c’è poco da dire”, aggiunge Don Mario, “facciamo bene quello che ci chiedono di fare il Comune e l’Amsa”. Anche se fino a qualche tempo fa si faceva la raccolta differenziata autonoma delle lattine di alluminio, che poi si vendevano ad un rottamaio fuori città. “Siamo arrivati a raccogliere 2 tonnellate di lattine l’anno, ma poi i passaggi burocratici per continuare a darle ad un riciclatore autonomo sono diventati eccessivi, ora non lo facciamo più”. Ma in Oratorio si raccolgono ancora i tappi delle bottiglie per un’organizzazione umanitaria.
E’ il contrasto alle emissioni di CO2 è il vero pallino di don Mario. “In ogni angolo dell’oratorio in cui si poteva abbiamo messo spazi verdi e piantato alberi, anche da frutto. Verde che contribuisce a catturare la CO2”.

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Fonte: http://www.ecodallecitta.it/notizie/386520