Finanza verde: BlackRock raccoglie 1,6 miliardi di dollari per le rinnovabili

La più grande società di investimento al mondo prevedeva di ricavare 1 miliardo, ma ha sottovalutato l’interesse degli investitori nelle energie rinnovabili. Il fondo GPR II chiude a 1,6 miliardi.http _media.ecoblog.it_1_10c_finanza-verde-blackrock-raccoglie-1-6-miliardi-di-dollari-per-le-rinnovabili

La notizia, riportata da Bloomberg, dimostra che l’interesse degli investitori nei confronti delle energie rinnovabili è ancora molto alto: BlackRock Inc. ha chiuso le vendite del suo ultimo fondo verde, chiamato Green Power Fund II (GPR II), con risultati ben superiori alle attese. Prevedeva di ricavare 1 miliardo di dollari, ne ha attratti 1,6 miliardi. Il fondo è riservato a investitori istituzionali, compagnie di assicurazione e fondi pensione. Tutti soggetti ben abituati a investimenti nelle energie rinnovabili di lunga durata. Soggetti, inoltre, ben avvezzi ad avere a che fare con l’alta finanza e che non si sono affatto fatti spaventare dalla recente politica anti-rinnovabili di Donald Trump che vorrebbe bloccare eolico e fotovoltaico in favore del carbone. Questa enorme mole di denaro verrà investita in progetti di produzione di energia rinnovabile in mezzo mondo: Stati Uniti, America Latina, Europa, Australia, Giappone. L’obbiettivo è quello di minimizzare i rischi per gli acquirenti del fondo, diversificando i mercati.

Nonostante i molti scossoni geopolitici, tra Brexit ed elezioni qui negli Stati Uniti – ha affermato il capo del settore Energie Rinnovabili di BlackRock in Nord America, Asia-Pacifico e America Latina David Giordano – abbiamo visto un enorme interesse nelle energie rinnovabili, considerate un buon investimento infrastrutturale per gli investitori istituzionali“.

Secondo Giordano, inoltre, la politica anti-rinnovabili e pro carbone di Trump non è un pericolo per il fondo GPR II perché la gran parte degli investimenti verdi richiede autorizzazioni a livello dei singoli Stati Federali e molti Governatori non hanno accettato di buon grado i dietro front energetico di Trump: “Dagli Stati Uniti continuerà a provenire una delle maggiori domande di capitale per nuovi progetti di energia rinnovabile, nonostante le dichiarazioni da parte del Governo Federale“.

BlackRock è, al momento, la più grande società di investimento al mondo: dopo aver assorbito, negli anni scorsi, PNC Financial Services, Merrill Lynch Investment Managers e Barclays Global Investors, oggi gestisce un patrimonio superiore a 5.100 miliardi di dollari. Secondo la stessa società circa il 20% del fondo GPR II è stato già impegnato in progetti di sviluppo di impianti di produzione di energia rinnovabile, soprattutto eolico e fotovoltaico, in varie zone del mondo.

Credit foto: BlackRock

Fonte: ecoblog.it

Google e Apple: data center 100% a energie rinnovabili

I due giganti tecnologici hanno scelto l’energia rinnovabile per alimentare i propri data center in Europa: eolico e fotovoltaico fanno girare il cloudhttp _media.ecoblog.it_2_28c_google-apple-datacenter-energie-rinnovabili

L’esplosione delle tecnologie mobile, cloud in primis, ha causato nell’ultimo decennio un fortissimo aumento dei consumi elettrici delle grandi aziende tecnologiche che, da qualche anno, stanno correndo ai ripari rivolgendosi alle energie rinnovabili. Sia Google che Apple, i due protagonisti indiscussi insieme ad Amazon e Facebook della tech economy dei nostri giorni, hanno annunciato ulteriori investimenti nell’energia verde. Soprattutto in Europa dove, a differenza che negli Stati Uniti, le energie rinnovabili sono ormai mature e ben integrate nelle reti elettriche nazionali. E, per la precisione, soprattutto nell’Europa del nord, dove oltre ad una forte produzione di energia eolica ci sono anche le condizioni economiche per installare i data center che gestiscono il grosso del traffico dati nel vecchio continente. Google, ad esempio, ha annunciato di aver stipulato il contratto di PPA (Power Purchase Agreement, un contratto di acquisto dell’energia elettrica rinnovabile prodotta da uno specifico impianto, ad un prezzo stabilito) per la fornitura di elettricità per alimentare il data center di Eemshaven, in Olanda. Verrà alimentato con l’energia prodotta dal Sunport Delfzijl Solar Park, il parco fotovoltaico più grande dei Paesi Bassi gestito da Eneco Group. Si tratta di un impianto fotovoltaico da 27 MW di potenza, montato a terra su una estensione di 30 ettari. Sempre con Eneco, in passato, Google aveva stipulato PPA per l’acquisto dell’energia rinnovabile prodotta dai parchi eolici di Delfzijl, Krammer e Bouwdokken. Apple, invece, ha dichiarato a Reuters di avere intenzione di costruire un nuovo data center in Europa alimentato a rinnovabili: si tratta del data center di Aabenraa, nel sud della Danimarca al confine con la Germania. Sarà operativo dalla seconda metà del 2019, costerà sei miliardi di Corone danesi (circa 806 milioni di euro) e farà girare i servizi di  iTunes Store, App Store, iMessage, Maps e Siri. Reuters non specifica da dove Apple prenderà l’energia elettrica necessaria ad alimentare il data center danese, ma riporta che il gigante di Cupertino ha intenzione di farlo girare al 100% con elettricità verde. E’ assai probabile che parte dell’energia verrà dai numerosi impianti eolici presenti in Danimarca e il restante da impianti finanziati dalla stessa Apple grazie al recente Green Bond da 1 miliardo di dollari.

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Fonte ecoblog.it

Energia: le rinnovabili superano il gas a maggio

Gli ultimi dati del GSE confermano: le rinnovabili sono ormai una parte fondamentale del mix energetico italiano. Cresce il solare fotovoltaico, cala l’eolico.http _media.ecoblog.it_5_5e8_energia-rinnovabili-superano-gas-maggio-2017

Nel mese di maggio 2017 la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile ha subito un calo del 5,8% ma, a leggere i dati del GSE, non è una notizia del tutto negativa. A fronte di un calo dell’energia idroelettrica (-8,9%) e di quella eolica (-34,9%), infatti, rispetto allo stesso periodo 2016 si registra un +11,5% di energia elettrica da fonte solare fotovoltaica. Il leggero calo delle rinnovabili è stato compensato da un +6.5% di energia prodotta da fonti fossili tradizionali, in particolare dal gas naturale (+10,2%). Tuttavia, fa notare il GSE, le fossili si attestano sul livello più basso dal luglio 2016 e la quota di energia da fonti rinnovabili supera quella da gas naturale (42,6% l’energia verde, 40,2% il gas). E questo non succedeva da otto mesi.http _media.ecoblog.it_e_ed2_mix-energetico-italia-aggio-2017

Durante lo scorso mese le energie rinnovabili l’hanno fatta da padrone in Sicilia (51,3% del mix energetico) e nella macroarea centro-nord (67,2%). Minor produzione verde in Sardegna (23,5%), centro-sud (32,6%) e nord (47,1%, comunque buona vista l’elevata presenza di impianti da fonte fossile in questa macroarea).http _media.ecoblog.it_e_e9e_mix-energetico-italia-maggio-2017-macroregioni

Il prezzo medio di acquisto (PUN) dell’energia, negli ultimi dodici mesi, è salito notevolmente: +28,1% nelle ore di picco dei consumi e +21,2% nelle ore non di picco. Il GSE non manca di far notare che tali incrementi siano dovuti in buona parte al calo, registratosi negli ultimi mesi, di produzione di energia da fonte rinnovabile.

Credit Foto: Flickr

Fonte: ecoblog.it

Eolico: in Germania i cittadini investono nelle energie rinnovabili

Il 93% delle ultime aste per gli incentivi ai nuovi parchi eolici in Germania è stato vinto da cooperative di cittadini. Che hanno forti vantaggi a investire i propri soldi nelle rinnovabili.http _media.ecoblog.it_0_09a_eolico-germania-cittadini-investimenti-energie-rinnovabili

Due terzi delle offerte presentate nel primo round di aste pubbliche per l’assegnazione degli incentivi ai parchi eolici on shore in Germania è stato presentato da cooperative e imprese formate da cittadini comuni. Il 93% delle aste è stato vinto da aziende di questo tipo, con un prezzo per kWh minimo pari a 5,25 centesimi di euro e uno massimo di 5,78 centesimi. E’ quanto comunica, non senza orgoglio, il Governo tedesco in una nota ufficiale. In tedesco si chiamano “Bürgerenergiegesellschaften“, in italiano potremmo tradurre con “imprese comunitarie del settore energetico“. Comunque le si voglia chiamare, però, è chiaro che sono la prossima frontiera delle energie rinnovabili in Germania e un successo della politica tedesca pro rinnovabili. Già, perché l’elevata partecipazione dei cittadini alle aste per l’eolico (richieste per 2.137 MW, contro gli 800 MW messi all’asta dal Governo) non è casuale, ma frutto di una precisa politica pubblica che riserva alcune facilitazioni alle imprese comunitarie rispetto alle tradizionali grandi utilities dell’energia o ai fondi di investimento. I cittadini, ad esempio, sono esentati da alcuni requisiti che le aziende normali devono avere per competere alle aste per gli incentivi all’eolico. Non devono ottenere autorizzazioni per il progetto, prima di partecipare all’asta. Hanno 24 mesi in più per terminare la costruzione dell’impianto se vincono e, quando vincono, ottengono automaticamente il prezzo per kWh più alto tra quelli assegnati in quel determinato round di aste. In questo caso tutti i progetti comunitari approvati riceveranno una remunerazione di 5,78 centesimi di euro al kWh prodotto, anche se hanno partecipato all’asta offrendo un prezzo inferiore. A fronte di questi vantaggi, però, le Bürgerenergiegesellschaften hanno l’obbligo di cedere il 10% delle loro azioni ai Comuni in cui verranno costruiti i parchi eolici. Rainer Baake, Segretario di Stato al Ministero per l’Economia e l’Energia del Governo tedesco, ha commentato: “Il fatto che abbiamo visto una competizione così alta, che ha portato i prezzi così in basso, e che c’è stata una così vasta partecipazione dei cittadini, mostra che il cambio di paradigma dai finanziamenti fissi stabiliti dal Governo ai prezzi creati dal mercato sta lavorando bene“.

La crescita delle rinnovabili in Germania è il risultato di un duro e duraturo lavoro di un gran numero di persone, aziende, associazioni. Le imprese energetiche comunitarie, in particolar modo, sono riuscite a far crescere il consenso dei cittadini nei confronti delle rinnovabili. Per questa ragione, spiega la nota del Governo tedesco, il Ministero dell’Economia e dell’Energia ha escogitato una strategia per assicurare che questo tipo di iniziative possano sopravvivere ed essere competitive alle aste per gli incentivi alle rinnovabili in Germania.

Credit foto: Flickr

Fonte: ecoblog.it

Apple: maxi bond per tecnologie verdi ed energie rinnovabili

Il gigante di Cupertino lancia sul mercato finanziario un “Green Bond” da 1 miliardo di dollari. Servirà a finanziare il futuro verde dell’azienda.http _media.ecoblog.it_1_158_apple-maxi-bond-tecnologie-verdi-rinnovabili

Finanziare il futuro senza attingere alle proprie riserve di cassa. E’ quello che ha intenzione di fare Apple Inc., il leader mondiale del mercato degli smartphone, che ha appena lanciato sul mercato un “Green Bond” da 1 miliardo di dollari. Con i soldi raccolti dagli investitori Apple pagherà lo sviluppo e la messa in opera di numerosi progetti aziendali mirati ad abbassare il proprio impatto ambientale. Il green bond, infatti, è uno strumento finanziario previsto dalla normativa americana dedicato alla raccolta di fondi finalizzati a progetti green: dalle energie rinnovabili alla gestione dei rifiuti industriali, passando per l’ottimizzazione della logistica e le nuove tecnologie dei materiali. Il tutto, e qui sta il vantaggio, è esentasse. Nei progetti di Apple c’è il potenziamento delle energie rinnovabili con cui già, in parte, alimenta i propri impianti industriali. Ma anche lo studio sui materiali ecocompatibili e più facilmente riciclabili e, soprattutto, la “Closed Loop Supply Chain“. Cioè la catena di distribuzione a ciclo chiuso, che include anche a gestione e valorizzazione dei processi di ritorno (ad esempio il recupero packaging del prodotto usato o il riciclo degli smartphone non riparabili).

Credit foto: Apple

Fonte: ecoblog.it

 

Incentivi energie rinnovabili: in Germania aste congiunte per fotovoltaico ed eolico

Il sottosegretario all’Energia Rainer Baake parla di un progetto pilota: dal 2018 eolico e fotovoltaico dovranno competere per aggiudicarsi all’asta 400 MW l’anno di potenza.20170504-fuenf-schaufenster-regionen-wird-zukunft-der-energieversorgung1

L’industria delle energie rinnovabili tedesche è in fermento per la notizia che il sottosegretario all’Economia e all’Energia Rainer Baake avrebbe in mente un piano per modificare, seppur gradualmente, l’attuale struttura degli incentivi alle rinnovabili in Germania.

Già oggi i grandi progetti eolici e fotovoltaici, in quello che un tempo era il paese faro delle rinnovabili nel mondo (e che ora non lo è più), devono aggiudicarsi la tariffa incentivante tramite un sistema di aste pubbliche: il Governo tedesco mette a disposizione un tot di potenza annua per ogni fonte rinnovabile, che viene assegnata ai progetti che “si accontentano” di una remunerazione inferiore per MWh prodotto. In pratica aste al ribasso, studiate per trovare la quadra tra sviluppo dell’energia verde e costo dell’energia per il consumatore finale.

Ora, però, Baake ipotizza aste congiunte tra eolico e fotovoltaico. In pratica, a partire dall’anno prossimo e per una quota di soli 400 MW, i progetti solari dovranno competere con quelli eolici all’interno della stessa asta. Il fotovoltaico, quindi, dovrà dimostrare di essere più economico rispetto all’eolico.

Questa ipotesi non piace affatto a BSW-Solar, l’associazione tedesca di categoria dei produttori di energia rinnovabile da fonte solare fotovoltaica. Secondo BSW-Solar, infatti, in una prima fase il fotovoltaico sarebbe nettamente svantaggiato rispetto all’eolico in fatto di costi: “Non sarebbe appropriato mettere solare ed eolico in competizione nel futuro, come chiede l’Unione Europea per la prima asta pilota del 2018. Per una conversione energetica di successo ed economicamente vantaggiosa ci sono due pilastri: l’eolico e il solare“.

Oltre che non economia, sempre secondo BSW-Solar, la scelta sarebbe anche sbagliata dal punto di vista tecnico-scientifico: “Gli scienziati raccomandano un rapporto 1:1 per le installazioni delle due tecnologie. Secondo il consenso dell’Associazione Federale dell’Energia Solare e dell’Associazione Federale dell’Energia Eolica, non è possibile creare le condizioni di una competizione leale all’interno di un’asta congiunta, con una grado di complessità compatibile, per assicurare un mix bilanciato di energie rinnovabili“.

La remunerazione dei più recenti grandi impianti fotovoltaici tedeschi, al momento, è scesa fino a 6,6 centesimi di euro per KWh. Secondo BSW-Solar questo è un segno positivo dell’evoluzione del solare elettrico in Germania. L’associazione chiede che, invece di mettere in competizione fotovoltaico ed eolico, il Governo Federale triplichi le aste dedicate al fotovoltaico. Anche per coprire il futuro fabbisogno energetico delle auto elettriche.

Credit Foto: BMWi

Fonte: ecoblog.it

Energie rinnovabili: i mattoncini Lego prodotti al 100% con eolico e fotovoltaico

La multinazionale danese del giocattolo ha annunciato di aver raggiunto, con tre anni di anticipo, il traguardo del 100% di energia rinnovabile usata per produrre i suoi famosi mattoncini.mattoncini-lego-energie-rinnovabili

Il cammino di Lego verso la sostenibilità passa soprattutto attraverso l’utilizzo di energia rinnovabile per la fabbricazione del suo prodotto noto in tutto il mondo: le costruzioni a mattoncini per bambini e adulti. Questo cammino, pochi giorni fa, è arrivato con largo anticipo al traguardo che l’azienda si era prefissata nel 2012: raggiungere, entro il 2020, il 100% di energia utilizzata da fonte rinnovabile. Lego, va detto, è una azienda energivora: ogni anno, per costruire 75 miliardi di mattoncini Lego, vengono utilizzati 360 GWh di energia elettrica. Con l’entrata in funzione del parco eolico offshore di Burbo Bank, al largo di Liverpool, Lego può ufficialmente dire di consumare esclusivamente energia verde.Lego Group, infatti, tramite la controllata KIRKBI A/S, possiede il 25% di Burbo Bank. Che è un parco eolico da circa 260 MW di potenza, con una produzione annua di energia rinnovabile pari al consumo di circa 230 mila abitazioni. Lego ha investito in questo progetto oltre 430 milioni di euro e quasi il doppio in tutti i progetti eolici offshore in cui ha partecipato. La potenza degli impianti eolici riconducibili a Lego è pari a circa 162 MW, considerando anche il 31,5% del parco eolico offshore tedesco di Borkum Riffgrund 1, di proprietà ancora di KIRKBI. A questa potenza va aggiunta quella derivante dagli impianti solari fotovoltaici montati sui tetti dei capannoni industriali in cui si producono i mattoncini Lego, come i 20.000 pannelli montati sul tetto dello stabilimento di Jiaxing, in Cina. Per festeggiare il traguardo del 100% di energia rinnovabile usata nelle sue attività industriali Lego ha realizzato una pala eolica in mattoncini da record: alta 7,5 metri, per costruirla sono stati utilizzati 146 mila mattoncini Lego.

Fonte: ecoblog.it

Energia: le previsioni al 2030 dell’Unione Petrolifera

Secondo l’associazione italiana dei petrolieri andremo incontro ad una forte crescita delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. Ma i consumi non torneranno ai livelli ante-crisi.energia-previsioni-2030-unione-petrolifera

L’Unione Petrolifera italiana ha da poco rilasciato la sua ultima previsione sul futuro, da qui al 2030, dei consumi e della produzione di energia nel nostro paese. Il documento prende in considerazione sia la produzione e i consumi di energia elettrica, che quelli per usi termici e di autotrazione. Non potendosi basare su una Strategia Energetica Nazionale ben definita, visto che nessun Governo italiano ne ha ancora prodotto una credibile e completa, l’Unione Petrolifera si è basata sui vincoli europei attualmente vigenti anche per l’Italia.  In particolare ha fatto riferimento agli obiettivi EUCO 27, che prevedono il completo rispetto al 2030 degli obiettivi del Pacchetto Clima-Energia: riduzione delle emissioni di CO2 del 40% rispetto al 1990, minima del 27% di energia rinnovabile sul totale della domanda di energia primaria, miglioramento dell’efficienza energetica di almeno il 27%. Con queste premesse, partendo dagli scenari economici al momento più credibili, l’Unione Petrolifera ha ipotizzato quale sarà la ripartizione della produzione di energia al 2030 tra fonti fossili e fonti rinnovabili. Le previsioni economiche, va detto, non sono affatto rosee visto che l’UP prende in considerazione crescite del PIL di poco superiori all’1% annuo per tutto il periodo di riferimento.

Previsioni al 2030 sulla produzione di energia elettrica

Questo mancato sviluppo economico, unito all’aumento dell’efficienza energetica imposto dall’Europa, farà sì che i consumi di energia (in particolar modo energia elettrica) non torneranno mai ai livelli precedenti alla crisi economica: 322 TWh nel 2020, 329 TWh nel 2025 e 331 TWh nel 2030. Neanche i consumi di gas naturale torneranno ai livelli pre crisi, a causa del miglioramento dell’efficienza delle centrali elettriche e dello sviluppo delle fonti rinnovabili: a fronte di un consumo pari a 83 miliardi di metri cubi di gas nel 2010, infatti, chiuderemo il 2017 con 70,8 miliardi di mc consumati per poi passare a 74 miliardi nel 2020, 73 nel 2025 e 68,2 nel 2030. A crescere, almeno se l’Italia rispetterà gli obiettivi EUCO 27, saranno solo le energie rinnovabili.

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In particolare si nota come le biomasse passeranno dagli attuali 18 mila GWh di energia elettrica prodotti annualmente a 35 mila, l’eolico dai 16 mila ai 35 mila e il fotovoltaico da 24 mila a 45 mila GWh.

Previsioni al 2030 sul parco autovetture

Il parco auto circolante in Italia rappresenta una buona fetta dei consumi energetici del paese. L’Unione Petrolifera prevede una crescita del numero di veicoli circolanti, fino a 2018-22 (34,2 milioni di autovetture effettivamente circolanti), per poi ridimensionarsi nel corso del decennio successivo. Lo scenario preso in considerazione, questa volta, prevede il vincolo di 95 grammi di CO2 emessi per chilometro dalle automobili. I veicoli a gasolio cresceranno fino al 2020 fino a 15,3 milioni di unità, per poi scendere dopo il 2025 e tornare a 13 milioni nel 2030. Crescono GPL e metano, grazie soprattutto alla direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo (la cosiddetta Direttiva DAFI), che imporrà lo sviluppo di stazioni di rifornimento di carburanti alternativi a benzina e gasolio. Secondo l’Unione Petrolifera, invece, non sfonderanno le auto elettriche: dai 5 mila veicoli del 2016 a soli 300 mila nel 2030. Una goccia nel mare dei 13 milioni di veicoli effettivamente circolanti a quella data. Meglio andranno le auto ibride, previste in crescita da 106 mila a 3 milioni e buona anche la crescita delle ibride plug in, specialmente a benzina: da duemila a 400 mila. In pratica, secondo l’UP, nel 2030 in Italia circoleranno più auto ibride plug in che auto elettriche pure.

Credit foto: Flickr

Fonte: ecoblog.it

Energie rinnovabili: le 5 soluzioni energetiche contro i cambiamenti climatici

Scopri le 5 fonti delle energie rinnovabili attualmente usate per contrastare i cambiamenti climaticienergie-rinnovabili

Esistono cinque tipi di energie rinnovabili: l’energia solare, l’energia eolica, l’energia idraulica, la biomassa e la geotermica che attualmente costituiscono il mix di fonti usate per contrastare i cambiamenti climatici. Perché abbiamo così bisogno delle energie rinnovabili? Soffermandoci a guardare al nostro consumo sfrenato di energia da tutte le fonti: per la sopravvivenza dell’umanità nel medio termine, l’unica alternativa che abbiamo è quella di ricorrere all’uso massiccio di energie rinnovabili. La loro caratteristica comune è quella di produrre il meno possibile sostanze inquinanti e anche quella di combattere l’effetto serra. L’altro motore che ci spinge a pensare alle fonti rinnovabile è il cambiamento climatico che sembra provenire dalla nostra eccessiva produzione di gas ad effetto serra, principalmente dalla combustione di fonti fossili, il metano proveniente dalla digestione dei bovini e i gas provenienti da una serie di processi industriali. L’altro effetto che avremo andando nella stessa direzione sarà il miglioramento della qualità dell’aria: l’inquinamento adesso oscura il cielo e impedisce parzialmente il passaggio della luce, limitando il raggiungimento dell’energia solare.

Energia solare fotovoltaica o termica

L’energia solare è prodotta dai raggi del sole. C’è una distinzione da fare tra l’energia fotovoltaica e l’energia solare termica. La prima trasforma l’energia dei raggi solari in elettricità; la seconda trasforma questi stessi raggi solari in calore.

L’aria è all’origine dell’energia eolica

Gli antenati delle turbine eoliche sono i mulini a vento. Le turbine eoliche producono energia ed elettricità dal movimento delle masse d’aria. L’ Europa ha prodotto lo scorso anno 65.946 MW (+ 15%), di cui 3.404 in Francia (+ 38%), in base ai risultati del Consiglio Mondiale di energia eolica (Global Wind Energy Council, GWEC. Secondo l’Associazione europea dell’energia eolica (EWEA), l’Italia è il terzo produttore europeo Italia (3.736 MW), la Francia è il quarto più grande produttore europeo con 3.404 MW, con un incremento del 38%. La Francia viene subito dopo la Germania (23.903 MW) e la Spagna (16.754 MW). In totale, i paesi dell’Unione europea hanno prodotto 65 946 MW nel 2008, con un incremento del 15% in un anno.

Energie idroelettriche grazie alle correnti marine

L’energia idroelettrica è ottenuta direttamente dall’acqua, o da dighe, maree e correnti oceaniche, onde o dall’incontro tra acqua dolce e salata. Per rimanere rinnovabile, l’energia termica oceanica, che viene dalla differenza di temperatura tra l’acqua profonda e quella superficiale, deve a sua volta essere sfruttata con cautela, per evitare le interruzioni del flusso naturale dei mari.

La biomassa: energia dalla materia organica

L’energia da biomassa comprende il legno, biocarburanti (derivati ​​da piante come la colza o di barbabietola) o biogas. Questa energia viene prodotta mediante combustione o metabolizzazione di materiale organico. Oggi, la nostra principale fonte di energia sono i prodotti fossili incastonati nella crosta terrestre: essi rappresentano circa 300 a 400 mila anni di biomassa. Continuando le operazioni a questo ritmo, questo stock prezioso sarà andato perso in pochi decenni.

Trarre energia dal terreno, energia geotermica

L’energia geotermica è un’energia rinnovabile dall’estrazione dell’energia contenuta nel terreno. Può essere utilizzata per il riscaldamento, ma anche per la produzione di energia elettrica. Questa è una delle poche energie rinnovabili che non dipendono dalle condizioni atmosferiche. Bisogna far notare che per far sì che l’energia geotermica rimanga sostenibile, il ritmo con cui è estratto questo calore non deve superare la velocità alla quale quest’ultimo viaggia all’interno della Terra.

Quale energia rinnovabile è migliore: quale scegliere?

Oggi non possiamo rispondere a questa domanda perché non abbiamo abbastanza esperienza, e stiamo attualmente utilizzando una piccola percentuale di energie rinnovabili nel nostro consumo quotidiano, quindi la risposta piu’ prudente sarebbe dire che ci servirebbero tutte. L’energia solare per esempio è complementare con quella eolica; il fotovoltaico anche se più costoso, ha un funzionamento semplice ed è disponibile ovunque la maggior parte degli uomini vive anche se per limitatamente alle ore di irraggiamento solare o alla sua disponibilità. Non utilizzare le risorse di biomassa dei nostri rifiuti è ridicolo: anche se dobbiamo in ogni caso trattarli, spesso bruciandoli; sfruttare l’energia termica per migliorare la produzione di elettricità e di calore dovrebbe essere il senso comune per tutti noi. La gente sulle spiagge sono costantemente “disturbati” dal suono del mare: non pensare di sfruttare le onde come una risorsa energetica rinnovabile sarebbe incongruo. Per quanto riguarda l’energia eolica, l’interesse può completare solo il sole durante il giorno. L’Europa è diventata il più grande produttore di celle fotovoltaiche attraverso gli sforzi della Germania, che ha deciso alla fine del secolo scorso, di riscattare l’energia solare elettrica ad un prezzo che ha permesso la stabilità finanziaria dei produttori. Condizioni vantaggiose di rimborso di energia sono stati concessi anche ad altri produttori di energia “pulita” (eolica, biomasse), che ha permesso la nascita di nuove industrie che rappresentano oggi più di 100 mila posti di lavoro. La maggior parte degli altri paesi europei hanno seguito la Germania, in particolare la Spagna, che ha un clima piu’ mite e molto piu’ soleggiato rispetto ai suoi vicini del nord, che consente l’ammortamento più rapido e una maggiore redditività degli impianti. L’energia eolica sta anche procedendo ad alta velocità e già rappresenta una quota significativa della produzione di energia elettrica in Danimarca (> 20%) e Germania (> 10%). È un po’ più difficile da impiantare in aree popolate a causa del suo impatto visivo, ma ha il vantaggio di produrre molto più dell’impianto fotovoltaico.

Fonte:  Futura-sciences, Futura-sciences

Emilia Romagna, energia rinnovabile per 200 enti pubblici

Si è concluso il primo eco-bando regionale realizzato in Italia dall’Emilia Romagna per la fornitura di energia elettrica a circa 200 enti pubblici, che nel 2017 potranno alimentarsi con energia rinnovabile e a prezzi inferiori. Stop al petrolio, la Regione Emilia Romagna preferisce le fonti rinnovabili. Nel 2017 oltre 200 enti pubblici emiliano-romagnoli potranno utilizzare energia elettrica di produzione eolica, solare, idraulica, geotermica e da biomassa. Grazie a un bando della Intercent-ER – centrale di acquisto della Regione Emilia Romagna – gli enti che aderiscono alla Convenzione Quadro da essa stipulata, l’anno prossimo potranno rifornirsi solo ed esclusivamente di energia proveniente da fonti rinnovabili. Si tratterà di scuole, università, comuni, unione di comuni e aziende sanitarie del territorio al 100% green.shutterstock_165069068-752x501

Il bando ha un valore di 32,8 milioni di euro e permetterà agli enti che aderiscono di risparmiare notevolmente rispetto ai costi sostenuti fino ad oggi per una riduzione della spesa pari a circa 6 milioni di euro. Le aziende sanitarie del territorio, tradizionalmente minacciate dalla scure nazionale dei tagli alla spesa, potranno risparmiare ben 3,1 milioni di euro: una cifra importante per un settore chiave come la salute pubblica. Ma quello economico non è l’unico vantaggio, anzi, il beneficio ambientale sarà forse ancora più notevole. È stato infatti calcolato che grazie a questa soluzione, verranno prodotte 284 mila tonnellate di CO2 in meno e il consumo di combustibile verrà diminuito per una quantità pari a 930 mila barili di petrolio. Per tradurlo in numeri più comprensibili alla nostra esperienza quotidiana, sarà come ripulire l’aria da un inquinamento prodotto da 57 mila automobili in dodici mesi. L’iniziativa dell’Emilia Romagna è pioniera a livello nazionale e la Intercent-ER si è aggiudicata una menzione speciale per il miglior bando verde 2016 del Forum Compraverde-Buygreen. La regione è stata quindi la prima in assoluto a promuovere un bando di questo tipo, ma cosa succederebbe se tutte le altre la seguissero a ruota?industires-renewable1

Intanto ognuno di noi può scegliere di usare soltanto energia pulita. In che modo? Cambiando, in modo veloce e a costo zero, il proprio contratto di fornitura. Con questa semplice azione riduciamo quasi a zero le nostre emissioni derivanti dall’uso dell’energia elettrica in casa o in azienda e contribuiamo a modificare il mercato dell’energia elettrica spostando la produzione verso le tecnologie rinnovabili e a basso impatto ambientale.

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2016/11/emilia-romagna-energia-rinnovabile-200-enti-pubblici/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=general