4.3 Residenziale e Non Residenziale

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4.3.1 Stato ed evoluzione dell’efficienza energetica

O) Residenziale 

Nel 2010, il consumo energetico del settore residenziale è stato di circa 28 Mtep, con un incremento del 8,3% rispetto al 2009 (figura 4.6). La principale fonte energetica utilizzata, il gas naturale, ha registrato un aumento del 9,0%; incrementi si sono registrati anche per la legna (+52%) e per l’energia elettrica (+0,9%). Le altre fonti energetiche hanno subito tutte una riduzione del consumo. I consumi, dopo la contrazione verificatasi nel periodo 2005-2007, sono tornati a salire negli ultimi due anni, favoriti anche dal maggior utilizzo di gas naturale, che nel 2010 copre il 54% del consumo totale.

Figura 4.6: Consumo energetico del settore residenziale periodo 1990-2010 (ktep)

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Fonte: elaborazione ENEA su dati MSE

L’incremento del consumo di gas naturale è imputabile in parte all’andamento climatico, in parte alla dotazione di impianto di condizionamento invernale in unità immobiliari esistenti che ne erano sprovviste, e in parte alla sostituzione di boiler elettrici per la produzione di acqua calda sanitaria con impianti a gas naturale. Da non sottovalutare poi il fattore comportamentale delle famiglie che, formate da soggetti sempre più anziani, richiedono all’impianto di riscaldamento temperature di esercizio maggiori rispetto agli standard previsti dal quadro normativo. Nella composizione delle diverse fonti energetiche utilizzate nel settore residenziale, in termini di energia finale, si può notare:

– la preminenza del gas naturale che, nel 1990, copriva il 44,7% dei consumi energetici di riscaldamento, produzione acqua sanitaria e uso cucina e nel 2010 il 54%;

– l’utilizzo dell’energia elettrica come seconda fonte: nel 1990 copriva il 18% dei consumi energetici e nel 2010 il 22%;

– l’utilizzo di entrambe queste fonti è aumentato considerevolmente tra il 1990 e il 2010 passando dal 62 al 76% dei consumi energetici complessivi;

– l’uso di legname (tra cui il pellet, la legna da ardere, il cippato ecc.) è cresciuto in misura notevole dal 2,6% del 1990 all’11,6% del 2010 superando i consumi da GPL (gas di petrolio liquefatto) pari al 4%, e sostanzialmente stabili nel periodo 1990-2010, e da gasolio 6 %, in forte calo nel periodo considerato;

– le altre fonti, olii combustibili e carbone, sono in fortissimo calo nel panorama energetico residenziale con un’incidenza, rispetto al totale dei consumi al 2010, inferiore allo 0,06% del totale contro l’1,6% del 1990.

Dalla ripartizione dell’utilizzo dell’energia nel settore residenziale emerge che il riscaldamento copre oltre due terzi dei consumi complessivi, risultando nel 2010 pari al 68% del totale, e tale utilizzo appare stabile nel tempo (69% nel 1990). Il consumo per uso cucina è passato dal 7 al 6%, quello per la produzione di acqua calda sanitaria è diminuito dall’11 al 9%, mentre, il consumo di energia elettrica per gli usi “obbligati” è aumentato dal 13 al 17% (figura 4.7).

Figura 4.7: Confronto consumi per uso nel settore residenziale nel periodo 1990-2010

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Fonte: elaborazione ENEA su dati MSE

L’evoluzione del consumo di energia per abitazione mostra per l’Italia una riduzione dell’8,3% nel 2010 rispetto al 2000; questa variazione è inferiore al corrispondente valore della media UE27 (-15,5%) e delle riduzioni ottenute da Germania, Francia e Regno Unito (figura 4.8).

Figura 4.8: Variazione consumo totale, elettrico e del riscaldamento per abitazione (2000-2010)

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Fonte: elaborazione ENEA su dati ODYSSEE

Il consumo elettrico per abitazione, nel periodo considerato, in Italia ha registrato una riduzione di poco superiore al 4%, collegata all’acquisto e all’utilizzo da parte dei consumatori di apparecchi elettrici più efficienti, rispetto all’aumento di circa il 6% della media europea; il consumo termico per abitazione 10 è diminuito, ma in misura notevolmente inferiore a quanto verificatosi per la maggior parte dei Paesi europei. Nella figura 4.9 sono indicate le due componenti dell’indice di efficienza energetica ODEX per “riscaldamento” e “applicazioni elettriche” che congiuntamente concorrono a determinare il risultato finale di efficienza energetica del residenziale.

Figura 4.9: Efficienza energetica nel settore residenziale (1990=100)

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Fonte: elaborazione ENEA su dati MSE (ODYSSEE) 

 10 Quantità di energia consumata da un’abitazione per il solo riscaldamento

Nel 2010, l’indice globale è risultato pari a 71,4 e quindi l’incremento di efficienza complessivo, rispetto al 1990, è stato pari al 28,6%.

Ø Non Residenziale 

I consumi del settore non residenziale, in cui sono compresi gli edifici adibiti ai servizi, al commercio e alla Pubblica Amministrazione, risultano in continua e forte crescita passando da meno di 9,5 Mtep del 1995 a oltre 20 Mtep nel 2010, con un incremento medio annuo pari al 3,4%. Nel settore terziario si evidenzia una differente distribuzione delle fonti energetiche rispetto a quanto visto nel residenziale, in quanto sono utilizzate quasi esclusivamente le due fonti principali: gas (50,4%) ed energia elettrica (45,4%). L’utilizzo di gas ed energia elettrica, inoltre, è aumentato considerevolmente tra il 1990 e il 2007 passando dall’81,9% (45,6% il gas naturale e 36,3% l’energia elettrica) al 95,8% dei consumi energetici complessivi. Le altre fonti energetiche risultano marginali, poiché il GPL rappresenta solo il 2,5% dei consumi del settore, il gasolio l’1,0% e le altre fonti coprono meno dell’1% dei consumi. L’andamento del consumo elettrico totale ha mostrato un modesto calo per il settore del commercio e dell’intermediazione monetaria e finanziaria, mentre per gli altri settori si è registrata una lieve crescita. Il consumo elettrico per addetto ha confermato il trend crescente, anche se di minore intensità rispetto agli anni precedenti (figura 4.10).

Figura 4.10: Consumo elettrico per addetto (1990=100)

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Fonte: elaborazione ENEA su dati MSE

Nel 2010, l’intensità energetica e l’intensità elettrica nel settore dei servizi hanno registrato un incremento rispettivamente del 1,8% e dello 0,5% rispetto all’anno precedente, confermando la crescita regolare verificatasi nel periodo 1990-2010, come mostrato nel grafico di figura 4.11.

Figura 4.11: Consumo finale, intensità energetica ed intensità elettrica del settore servizi (1990=100)

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Fonte: elaborazione ENEA su dati MSE

Recenti studi sviluppati da ENEA e CRESME hanno consentito di stimare i consumi specifici degli edifici del terziario per diverse destinazioni d’uso (figura 4.12).

Figura 4.12: Confronto consumi specifici edifici terziario per diverse destinazioni d’uso

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I risultati di questi studi sono stati quindi utilizzati per sviluppare una metodologia mirata a determinare i risparmi energetici ottenibili considerando interventi con un rapporto costo-beneficio ottimale. I consumi energetici degli edifici ad uso non residenziale possono essere ridotti in modo significativo e i costi relativi agli interventi possono risultare contenuti, in misura non trascurabile, con operazioni di efficientamento da programmare in corrispondenza di interventi necessari per la manutenzione straordinaria dell’edificio. Questo approccio, poi, tenendo conto della possibilità di utilizzare una procedura in cui intervenga una ESCo rende fattibili, dal punto di vista finanziario, gli interventi. Visti gli indirizzi della recente Direttiva 27/2012/CE, che impone agli Stati Membri di promuovere l’efficienza energetica negli edifici pubblici dell’Amministrazione Centrale, e data la difficile congiuntura economica che si sta attraversando, l’utilizzo di questo approccio dovrà essere promosso con opportune misure e provvedimenti che ne semplifichino l’adozione.

FONTE: ENEA

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