Nuovo conto termico operativo dal 31 maggio 2016. Ecco cosa cambia

Un meccanismo rinnovato rispetto a quello introdotto dal decreto del 2012. Oltre ad un ampliamento delle modalità di accesso e dei soggetti ammessi, sono stati introdotti nuovi interventi di efficienza energeticafv

Il Conto Termico 2.0, in vigore dal 31 maggio 2016, potenzia e semplifica il meccanismo di sostegno già introdotto dal decreto 28/12/2012, che incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. I beneficiari sono Pubbliche Amministrazioni, imprese e privati che potranno accedere a fondi per 900 milioni di euro annui, di cui 200 destinati alla PAResponsabile della gestione del meccanismo e dell’erogazione degli incentivi è il Gestore dei Servizi Energetici. Il nuovo Conto Termico è un meccanismo, nel suo complesso, rinnovato rispetto a quello introdotto dal decreto del 2012. Oltre ad un ampliamento delle modalità di accesso e dei soggetti ammessi (sono ricomprese oggi anche le società in house e le cooperative di abitanti), sono stati introdotti nuovi interventi di efficienza energetica. Le variazioni più significative riguardano anche la dimensione degli impianti ammissibili, che è stata aumentata, mentre è stata snellita la procedura di accesso diretto per gli apparecchi a catalogo. Altre novità riguardano gli incentivi stessi: sono infatti previsti sia  l’innalzamento del limite per la loro erogazione in un’unica rata (dai precedenti 600 agli attuali 5.000 euro), sia la riduzione dei tempi di pagamento che, nel nuovo meccanismo, passano da 6 a 2 mesi. Con il Conto Termico 2.0 è possibile riqualificare i propri edifici per migliorarne le prestazioni energetiche, riducendo i costi dei consumi e recuperando in tempi brevi parte della spesa sostenuta. Inoltre, il CT 2.0 consente alle PA di esercitare il loro ruolo esemplare previsto dalle direttive sull’efficienza energetica e contribuisce a costruire un “Paese più efficiente”.

Il CT 2.0 prevede incentivi più alti

-fino al 65% della spesa sostenuta per gli “Edifici a energia quasi zero” (nZEB);

-fino al 40% per gli interventi di isolamento di muri e coperture, per la sostituzione di chiusure finestrate, per l’installazione di schermature solari, l’illuminazione di interni, le tecnologie di building automation, le caldaie a condensazione;
-fino al 50% per gli interventi di isolamento termico nelle zone climatiche E/F e fino al 55% nel caso di isolamento termico e sostituzione delle chiusure finestrate, se abbinati ad altro impianto (caldaia a condensazione, pompe di calore, solare termico, ecc.);

-anche fino al 65% per pompe di calore, caldaie e apparecchi a biomassa, sistemi ibridi a pompe di calore e impianti solari termici;

-il 100% delle spese per la Diagnosi Energetica e per l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) per le PA (e le ESCO che operano per loro conto) e il 50% per i soggetti privati, con le cooperative di abitanti e le cooperative sociali. 

I requisiti

I soggetti che possono richiedere gli incentivi del CT 2.0 sono:

– Pubbliche Amministrazioni, inclusi gli ex Istituti Autonomi Case Popolari, le cooperative di abitanti iscritte all’Albo nazionale delle società cooperative edilizie di abitazione e dei loro consorzi costituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico, nonché le società a patrimonio interamente pubblico e le società cooperative sociali iscritte nei rispettivi albi regionali;
– Soggetti privati
.

L’accesso ai meccanismi di incentivazione può essere richiesto direttamente dai soggetti ammessi o per il tramite di una ESCO: per le Pubbliche Amministrazioni attraverso la sottoscrizione di un contratto di prestazione energetica, per i soggetti privati anche mediante un contratto di servizio energia previsti dal d.lgs. 115/2008. Dal 19 luglio 2016 (a 24 mesi dall’entrata in vigore del d.lgs.102/2014), potranno presentare richiesta di incentivazione al GSE solamente le ESCO in possesso della certificazione, in corso di validità, secondo la norma UNI CEI 11352.

Gli incentivi

Gli incentivi sono regolati da contratti di diritto privato tra il GSE e il Soggetto Responsabile. Gli incentivi sono corrisposti dal GSE nella forma di rate annuali costanti della durata compresa tra 2 e 5 anni, a seconda della tipologia di intervento e della sua dimensione, oppure in un’unica soluzione, nel caso in cui l’ammontare dell’incentivo non superi i 5.000 euro. Le PA e le ESCO che operano per loro conto che optano per l’accesso diretto possono richiedere l’erogazione dell’incentivo in un’unica soluzione, anche nel caso in cui l’importo del beneficio complessivamente riconosciuto superi i 5.000 euro. Le PA e le ESCO che operano per loro conto che optano, invece, per l’accesso tramite prenotazione possono beneficiare di un pagamento in acconto ad avvio lavori e un saldo alla loro conclusione. Per ciascuna tipologia di intervento sono definite le spese ammissibili, ai fini del calcolo del contributo, nonché i massimali di costo e il valore dell’incentivo. Gli incentivi del CT 2.0 non sono cumulabili con altri incentivi statali, fatti salvi i fondi di rotazione, i fondi di garanzia e i contributi in conto interesse. Alle PA (escluse le cooperative di abitanti e le cooperative sociali) è consentito il cumulo degli incentivi con incentivi in conto capitale, anche statali, nei limiti di un finanziamento complessivo massimo del 100% delle spese ammissibili.

Gli interventi incentivabili

1) Interventi di incremento dell’efficienza energetica in edifici esistenti (RISERVATI ALLE PA)

Efficientamento dell’involucro:

-coibentazione pareti e coperture;

-sostituzione serramenti;

-installazione schermature solari;

-trasformazione degli edifici esistenti in “nZEB”;

-illuminazione d’interni;

-tecnologie di building automation.

Sostituzione di impianti esistenti per la climatizzazione invernale con impianti a più alta efficienza come le caldaie a condensazione.

2) Interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza

Sostituzione di impianti esistenti con generatori alimentati a fonti rinnovabili:

– pompe di calore, per climatizzazione anche combinata per acqua calda sanitaria;

-caldaie, stufe e termocamini a biomassa;

-sistemi ibridi a pompe di calore.1

Installazione di impianti solari termici anche abbinati a tecnologia solar cooling per la produzione di freddo.

Gli interventi devono essere realizzati utilizzando esclusivamente apparecchi e componenti di nuova costruzione e devono essere correttamente dimensionati in funzione dei reali fabbisogni di energia termica.

I meccanismi di accesso

L’accesso agli incentivi può avvenire attraverso 2 modalità:

1) ACCESSO DIRETTO: per gli interventi realizzati dalle PA e dai soggetti privati, la richiesta deve essere presentata entro 60 giorni dalla fine dei lavori. E’ previsto un iter semplificato per gli interventi riguardanti l’installazione di uno degli apparecchi di piccola taglia (per generatori fino a 35 kW e per sistemi solari fino a 50 mq) contenuti nel Catalogo degli apparecchi domestici, reso pubblico e aggiornato periodicamente dal GSE.

2) PRENOTAZIONE: per gli interventi ancora da realizzare da parte delle PA e delle ESCO che operano per loro conto, erogazione di un primo acconto all’avvio e il saldo alla conclusione dei lavori.2

Per la prenotazione dell’incentivo, le PA, ad eccezione delle cooperative di abitanti e delle cooperative sociali, possono presentare la scheda-domanda a preventivo, qualora si verifichi una delle seguenti condizioni in presenza di:

– una Diagnosi Energetica e un atto amministrativo attestante l’impegno alla realizzazione di almeno un intervento tra quelli indicati nella Diagnosi Energetica;

– un contratto di prestazione energetica stipulato tra la PA e una ESCO;

– un provvedimento o un atto amministrativo attestante l’avvenuta assegnazione dei lavori con il verbale di consegna dei lavori. La richiesta di prenotazione deve essere accettata dal GSE. In tal caso, quest’ultimo procede a impegnare, a favore del richiedente, la somma corrispondente all’incentivo spettante.

Portaltermico

La richiesta operativa degli incentivi in accesso diretto deve avvenire tramite l’apposito applicativo informatico Portaltermico, tramite il quale i soggetti, entro 60 giorni dalla data di conclusione dell’intervento, compilano e inviano la documentazione necessaria per l’ammissione all’incentivo

 

 

Fonte: GSE

Foto di Elettrosistemi Srl

 

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Biometano carburante per veicoli, il Gse lavora alle documentazioni finali

Per il biometano si preannuncia la conclusione dell’iter del riconoscimento di carburante destinato ai veicoli. Biometano: sembra sia sulla buona strada l’iter di riconoscimento per la produzione del biogas agricolo. L’argomento sta a cuore a Coldiretti, che lo sostiene da tempo e a Legambiente che pure fa il tifo. L’annuncio è stato fatto ieri nel corso di Ecomondo. E proprio un mese fa il Cib, Consorzio Italiano Biogas e il Gse il Gestore per i servizi energetici hanno sottoscritto un protocollo di intesa che durerà fino al 2016 per definire e mettere a punto le regole sulla produzione del biometano. In Italia la produzione di biogas è particolarmente elevata, siamo in questo i primi in Europa e contiamo, per fare un solo eclatante esempio, nella sola provincia di Cremona 144 impianti.Secondo Legambiente con la produzione di biogas potremmo arrivare a soddisfare il 10% del fabbisogno nazionale. Ma come si arriva al biometano? Alla base di tutto il processo c’è la fermentazione controllata della biomassa negli impianti digestori. Dalla fermentazione indotta dai batteri si ricava biogas che purificato dalla componente di CO2 presente si ottiene biometano CH4 che per qualità è paragonabile al gas naturale. Il biometano può essere così trasportato e immesso nella rete di distribuzione del gas o sfruttato in loco. Restano poi da smaltire i residui (perché ce ne sono) considerati rifiuti speciali. Bene, ci dobbiamo intendere su però cosa finisce nei biodigestori, ossia cosa si intende a questo punto per biomassa. Nel documento Il biometano fatto bene redatto da Cib, Consorzio italiano biogas e gassificazione, ossia da Agroenergia-Confagricoltura, Aiel, Cia-Confederazione italiana agricoltori, Assogasmetano, Ngv System Italia, Cogena, Crpa, Itabia e Kyoto Club si definiscono appunto le fonti da cui produrre biogas e poi biometano. E si punta a non entrare in competizione con le colture alimentari e i foraggi. Perché non ha senso produrre mais da investire nel biodigestore e andarlo così a sottrarre all’alimentazione umana e agli allevamenti di animali (intensivi sia chiaro).FRANCE-ENVIRONMENT-ENERGY-BIOMETHANE

Quindi si introduce nel documento il ruolo delle biomasse di integrazione, ossia quesgli scarti che non portano reddito e che anzi costituiscono un costo per le imprese agricole e parliamo di effluenti zootecnici, colture di secondo raccolto, sottoprodotti agricoli e agroindustriali. In tal senso si muovono anche gli incentivi, come spiega Sofia Mannelli presidente di Chimica Verde Bionet:

Intanto però abbiamo ottenuto il decreto, che prevede una durata ventennale degli incentivi e tre sistemi incentivanti. Il primo riguarda l’immissione in rete, il secondo l’autotrazione, il terzo la cogenerazione ad alto rendimento. Per il primo poi, è previsto un ulteriore bonus del 50% qualora la produzione di biometano venga assicurata da soli sottoprodotti e/o rifiuti.

Qui ovviamente il discorso inizia a farsi molto interessante considerate le implicazioni economiche e dunque c’è anche chi contrasta duramente questi impianti perché si sostiene non siano sicuri. Proprio qualche giorno fa a Mantova sono stati versati cinquemila metri cubici di liquami nel fiume Mincio provenienti da un impianto di biogas collegato a un allevamento di suini.

© Foto Getty Images

Fonte: ecoblog.it

Conto Termico, pubblicata la graduatoria dei Registri 2014 | Documento

Il Gestore dei Servizi Energetici ha pubblicato la graduatoria dei Registri 2014 del Conto Termico (D.M. 28 dicembre 2012)379948

Il Gestore dei Servizi Energetici ha pubblicato la graduatoria dei Registri 2014 del Conto Termico(D.M. 28 dicembre 2012), formata sulla base delle dichiarazioni rese dai Soggetti Responsabili ai sensi del DPR 445/00, relative agli interventi di cui all’art. 4, comma 2 lettere a) e b), di potenza termica nominale complessiva, con riferimento al singolo edificio, unità immobiliare, fabbricato rurale o serra, maggiore di 500 kW e inferiore o uguale a 1000 kW, realizzati dai Soggetti Privati (Tabella A, vedi allegato). Non sono state presentate richieste di iscrizione ai Registri da parte di Amministrazioni pubbliche. La spesa annua relativa agli interventi ammessi in graduatoria è pari a 669.104,20 euro per gli interventi realizzati da Soggetti Privati. Gli importi indicati nella Tabella A sono i valori massimi degli incentivi associati agli interventi iscritti a Registro. Resta facoltà del GSE effettuare verifiche dalle quali potrebbe derivare la decadenza dall’iscrizione al Registro del Conto Termico nel caso in cui dovesse emergere la mancanza, all’atto dell’iscrizione, o il venir meno, in un momento successivo, dei requisiti necessari. «Si precisa, dunque, che l’ammissione in graduatoria non garantisce l’accesso agli incentivi che rimane subordinato alla verifica del rispetto di tutti i requisiti previsti dal quadro normativo e regolamentare di riferimento, inclusi quelli relativi ai criteri di priorità previsti dal Decreto, nonché alla verifica dell’assenza delle condizioni ostative di cui all’art. 23 del D.lgs. 28/2011 scrive il Gestore sul proprio sito – Anche in considerazione del carattere concorsuale della procedura, si precisa che le caratteristiche generali dell’intervento, dichiarate nell’ambito della richiesta di iscrizione al Registro, devono essere rispettate in fase di realizzazione, pena la decadenza dall’iscrizione al Registro e/o la mancata ammissione agli incentivi».
Si ricorda che le richieste di incentivazione devono essere inviate esclusivamente servendosi del Portaltermico tramite le funzionalità dedicate agli interventi iscritti al Registro. Il Soggetto Responsabile dell’impianto, inoltre, deve presentare la richiesta di accesso agli incentivi entro 60 giorni dalla conclusione dell’intervento o, per gli interventi già conclusi, entro 60 giorni dalla data odierna, data di pubblicazione della graduatoria, pena la non ammissibilità agli incentivi.
Il termine di dodici mesi entro il quale gli interventi devono essere realizzati decorre a partire dal 28 luglio 2014. Al riguardo, il GSE ricorda che il mancato rispetto di tale termine comporta l’applicazione di una decurtazione del coefficiente di valorizzazione di riferimento, previsto all’Allegato II del Decreto, del 5% per ogni mese di ritardo rispetto al predetto termine, nel limite massimo di 6 mesi di ritardo. I termini sono da considerarsi al netto dei ritardi imputabili a eventi calamitosi che risultino attestati dall’Autorità competente. Decorso il termine massimo di 6 mesi, il Soggetto Responsabile decade dal diritto all’accesso agli incentivi previsti dal Conto Termico e il GSE provvederà ad escludere l’impianto dalla relativa graduatoria.

Scarica la graduatoria dei Registri 2014 del Conto Termico

Fonte: ecodallecittà.it

Incentivi alle rinnovabili, ecco quanto ci costano

Il GSE ha aggiornato al 31 dicembre 2013 il Contatore del “costo indicativo cumulato annuo degli incentivi” per le rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico378096

Nel 2013, gli incentivi per le rinnovabili elettriche (fotovoltaico a parte) sono costati all’Italia circa 4,56 miliardi di euro.
Lo comunica il GSE (gestore dei Servizi Energetici), informando di aver aggiornato al 31 dicembre 2013 il Contatore del “costo indicativo cumulato annuo degli incentivi” riconosciuti agli impianti alimentati da fonti rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico.  Contribuiscono a tale valore, oltre agli impianti incentivati con il provvedimento CIP 6, con i certificati verdi o con le tariffe onnicomprensive ai sensi del D.M. 18/12/2008, anche gli impianti ammessi ai registri in posizione utile o vincitori delle procedure d’asta ai sensi del D.M. 6/7/2012 e gli impianti i cui Soggetti Responsabili hanno presentato richiesta di ammissione agli incentivi del D.M. 6/7/2012 a seguito dell’entrata in esercizio.
Le modalità di calcolo utilizzate per le valutazioni degli oneri indicati nel Contatore sono illustrate nel documento informativo “Il Contatore degli oneri delle fonti rinnovabili”.

Fonte: ecodallecittà

Conto Termico, il GSE pubblica le nuove regole applicative

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Il Gestore dei servizi energetici (GSE) ha aggiornato, nella sezione dedicata al Conto Termico del proprio portale web, le “Regole Applicative del D.M. 28 dicembre 2012”afferenti all’incentivazione della produzione di energia termica da fonti rinnovabili e degli interventi di piccole dimensioni. L’aggiornamento ha riguardato principalmente il contratto tra Soggetto Responsabile dell’intervento e GSE, in conformità al contratto tipo di cui alla deliberazione dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas del 25 Luglio 2013 338/2013/R/efr; la documentazione contabile attestante i costi sostenuti ai fini dell’ammissione agli incentivi; il contratto di rendimento energetico (energy performance contract – EPC) che l’Amministrazione pubblica, che intenda avvalersi di una ESCO, deve sottoscrivere; il contratto di prestazione/servizio energetico (rendimento energetico o di servizio energia, anche Plus) che il soggetto privato, che intenda avvalersi di una ESCO, deve sottoscrivere. L’aggiornamento effettuato ha riguardato principalmente:

  • il contratto tra Soggetto Responsabile dell’intervento e GSE, in conformità al contratto tipo di cui alla deliberazione dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas 25 luglio 2013 338/2013/R/efr;
  • la documentazione contabile attestante i costi sostenuti ai fini dell’ammissione agli incentivi;
  • il contratto di rendimento energetico (energy performance contract – EPC) che l’Amministrazione pubblica, che intenda avvalersi di una ESCO, deve sottoscrivere;
  • il contratto di prestazione/servizio energetico (rendimento energetico o di servizio energia, anche Plus) che il soggetto privato, che intenda avvalersi di una ESCO, deve sottoscrivere;
  • l’integrazione di alcuni allegati:

Allegato 3 “Fac-simile richiesta concessione degli incentivi (accesso diretto)”
Allegato 10 “Fac-simile contratto”
Allegato 11 “Modello autorizzazione del proprietario (accesso diretto)
Allegato 12 “Sintesi della documentazione per la richiesta dell’incentivo (accesso diretto)”
Allegato 13 “Modello dichiarazione di rispondenza del contratto ai requisiti del contratto di servizio energia o di servizio energia Plus/contratto di rendimento energetico (EPC) e delle spese sostenute (accesso diretto/a preventivo)”
Allegato 14 “Modello di dichiarazione delle spese sostenute in presenza di una convenzione servizio energia con Consip o con centrale di acquisti regionale (accesso a preventivo)”
Allegato 15 “Modello di asseverazione dell’intervento”

Fonte: Zeroemission.tv

 Regole applicative del D.M. del 28-12-2012. Aggiornamento al 04-12-2013 (4 MB)

 

GSE: nel 2012 produzione elettrica da fonti rinnovabili al 27%

GSE comunica i dati statistici definitivi per l’anno 2012 relativi agli impianti a fonti rinnovabili nel settore elettrico. In Italia, nel 2012 la produzione elettrica da fonti rinnovabili ha raggiunto il 27% del consumo interno lordo nazionale.375792

In Italia nel 2012 la produzione elettrica da fonti rinnovabili ha raggiunto il 27,1% del consumo interno lordo. Lo rende noto il Gestore dei servizi energetici (GSE) comunicando i dati statistici definitivi per l’anno 2012 relativi agli impianti a fonti rinnovabili nel settore elettrico. Il totale di energia prodotta da fonti rinnovabili nel 2012 è di 92.222 GWh (Gigawattora). La potenza installata di 47.345 MW (Megawatt). La prima fonte è l’idroelettrico; seguono solare, eolico, bioenergie e geotermico. L’idroelettrico – si legge dai dati diffusi dal Gse – raggiunge nel 2012 una produzione di 41.875 GWh. Il solare arriva a sfiorare i 19 GWh, attestandosi a 18.862 GWh. L’energia eolica tocca i 13.407 GWh, quella delle bioenergie i 12.487 GWh e la geotermica a 5.592 GWh. Per quanto riguarda la potenza installata, l’idroelettrico arriva a 18.232 MW, il solare a 16.420 MW, l’eolico a 8.119 MW, le bioenergie a 3.802 MW, la geotermica a 772 MW. Il peso del solare sull’energia elettrica totale prodotta da fonti rinnovabili è del 20,4, mentre la potenza rispetto al totale delle rinnovabili è del 34,6%.


Tabella GSE con dati statistici

Fonte: eco dalle città

Fotovoltaico, i dati del Gse: impianti in crescita del 45% nel 2012, Italia seconda al mondo dopo la Germania

Secondo il Rapporto Statistico annuale del Gestore dei servizi energetici, il numero di impianti fotovoltaici in esercizio in Italia erano 478.331 , per una potenza complessiva di 16.420 Megawatt374837

Il Gestore dei servizi energetici (Gse) ha pubblicato il Rapporto Statistico sul solare fotovoltaico 2012 (vedi allegato): alla fine del 2012, gli impianti fotovoltaici in esercizio in Italia erano 478.331, per una potenza complessiva di 16.420 Megawatt. Il Rapporto, che fornisce informazioni dettagliate su potenza e numerosità degli impianti fotovoltaici in Italia a livello nazionale, regionale e provinciale, evidenzia come il numero delle installazioni sia cresciuto del 45% rispetto al 2011, mentre la potenza complessiva abbia fatto registrare un +29% in un anno. Il trend, in realtà, risulta in leggero calo rispetto agli anni precedenti, dato che tra il 2008 e il 2011 il numero degli impianti installati in Italia era più che raddoppiato da un anno all’altro. Per quanto riguarda la distribuzione regionale, Lombardia e il Veneto detengono il primato per il numero delle installazioni, rispettivamente con 68.434 e 64.941 impianti. Spetta alla Puglia, invece, il record della potenza fotovoltaica installata, con 2.449 MegaWatt presenti sul territorio regionale. Leggendo il Rapporto del Gse, inoltre, si scopre che nel 97% dei comuni italiani è in esercizio almeno un impianto fotovoltaico (il solare era presente nell’11% delle città nel 2006).

Fonte: eco dalle città

 

Fonti rinnovabili termiche, arrivano gli incentivi. Regione: «Il GSE sceglie la Puglia per il nuovo Conto»

Incentivi per l’isolamento termico e non solo. Il finanziamento, non cumulabile con altri bonus fiscali, coprirà il 40% dell’investimento ed sarà spalmato tra i 2 e i 5 anni. Il bando relativo alla prima procedura sarà pubblicato tra oggi e domani. Le domande dovranno essere presentate nei successivi 60 giorni 374711

Il GSE, il Gestore dei Servizi Energetici ha scelto la Puglia per presentare in tutto il Sud il nuovo Conto Termico, un meccanismo incentivante introdotto dal decreto del 28 dicembre 2012 che stanzia fondi sia alle amministrazioni pubbliche che ai soggetti privati per attuare interventi di incremento dell’efficienza energetica e interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Ne dà notizia l’assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone che ha partecipato all’incontro: «L’azienda del ministero dell’Economia e delle Finanze che incentiva lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile in Italia, per la presentazione del Conto Termico – ha spiegato Capone – è stata scelta la Puglia per tutto il Sud, in virtù delle politiche regionali a sostegno delle rinnovabili. Noi abbiamo grande interesse per i nuovi interventi normativi, ai quali abbiamo contribuito, perché consentano di diversificare la politica energetica finora troppo concentrata su grandi impianti eolici e fotovoltaici, a causa di incentivi troppo alti».
“Se è giusto incentivare il perseguimento degli obiettivi di «burden sharing» – ha continuato l’assessore – attingendo alle tariffe elettriche nazionali, è anche sacrosanto che gli incentivi vengano distribuiti su diversi settori produttivi, come l’edilizia, l’impiantistica per la climatizzazione degli edifici e i servizi energetici degli enti locali».
Il Conto Termico incentiva la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e i piccoli interventi di efficienza energetica con uno stanziamento di 900 milioni di euro annui, 700 per privati e imprese e 200 per le amministrazioni pubbliche. L’incentivo, che non è cumulabile con altri bonus fiscali, copre il 40% dell’investimento ed è spalmato in un periodo compreso tra i 2 e i 5 anni. I tetti massimi sono differenziati in base al tipo di intervento, alla potenza dell’impianto e alla zona climatica in cui il lavoro è realizzato. L’accesso all’incentivo è consentito per interventi di incremento dell’efficienza energetica e interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e sistemi ad alta efficienza. Le amministrazioni pubbliche possono richiedere l’incentivo per entrambe le categorie, mentre i soggetti privati (persone fisiche, condomini o imprese) possono accedere agli incentivi solo per gli interventi relativi alle fonti rinnovabili termiche. Tra gli interventi incentivabili in entrambe le categorie (efficienza energetica e fonti rinnovabili termiche), sono inclusi l’isolamento termico di superfici; la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale che utilizzano generatori di calore a condensazione; la sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore; la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di pompe di calore elettriche o a gas che utilizzano energia aerotermica, geotermica o idrotermica o che abbiano un generatore di calore alimentato da biomassa; l’installazione di collettori solari termici. L’incentivo è erogato direttamente dal GSE, che predisporrà un applicativo internet dedicato, attraverso il quale i soggetti interessati potranno compilare la richiesta. Il bando relativo alla prima procedura sarà pubblicato tra il 29 e il 30 aprile. Le domande dovranno essere presentate nei successivi 60 giorni.

Fonte: eco dalle città

 

INCENTIVI IMPIANTI A POMPA DI CALORE E BIOMASSA

Dalle ore 9,00 del 3 giugno 2013 alle ore 21,00 del 1° agosto 2013 sarà possibile presentare le richieste di iscrizione ai Registri del Conto Termico riservati agli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con impianti a pompa di calore e agli interventi di sostituzione degli impianti di serre e fabbricati rurali con impianti alimentati da biomassa, realizzati dalle Pubbliche Amministrazioni e dai privati. Lo fa sapere con un comunicato il Gestore dei Servizi Energetici (GSE).download

I suddetti interventi sono quelli di cui all’art. 4, comma 2 lettere a) e b) del DM 28 dicembre 2012, cioè:
a) sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica;

b) sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti e dei fabbricati rurali esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentato da biomassa;

Le richieste – spiega il GSE nella nota – dovranno essere trasmesse esclusivamente per via telematica, mediante l’applicazione informatica Portaltermico disponibile sul portale del GSE all’indirizzo https://applicazioni.gse.it .

A seguito delle domande di iscrizione ai Registri, il GSE formerà le graduatorie sulla base dei dati dichiarati dai Soggetti Responsabili nella consapevolezza delle sanzioni penali e amministrative previste dalla normativa vigente. Ricordiamo che il Conto Termico incentiva la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e i piccoli interventi di efficienza energetica con uno stanziamento di 900 milioni di euro annui, 700 per privati e imprese e 200 per le amministrazioni pubbliche. L’incentivo, che non è cumulabile con altri bonus fiscali, copre il 40% dell’investimento ed è spalmato in un periodo compreso tra i 2 e i 5 anni. I tetti massimi sono differenziati in base al tipo di intervento, alla potenza dell’impianto e alla zona climatica in cui il lavoro è realizzato.

Fonte: Edilportale.com

 

12.4 Analisi di regressione per il costo dell’investimento nelle tecnologie specifiche

L’analisi di regressione è stata effettuata sul costo degli investimenti per tecnologie specifiche, utilizzando le stesse quattro variabili indipendenti. I risultati per ciascuna tecnologia e per le quattro variabili sono mostrati nella tabella 12.3.

Tabella 12.3 Risultati dell’analisi di regressione per il costo dell’investimento nelle tecnologie specifiche

12.3

I risultati per l’investimento complessivo per famiglia generalmente si riflettono nei risultati per le singole tecnologie: con tre t-test significativi per i “gradi giorno” e con due t-test significativi e due quasi significativi per “spesa familiare non alimentare e non energetica”.

Per interventi su solare termico, come era prevedibile, i “gradi giorno” non sono risultati significativi. Solamente la variabile “spesa familiare non alimentare e non energetica” ha un coefficiente quasi significativo.

Gli investimenti in solare termico offrono comunque un aspetto particolare. A causa della maggiore insolazione nel Sud Italia85, avremmo dovuto trovare più applicazioni nel sud che nel nord, ma questo non è riscontrabile nei dati osservati. Come indicato nella figura 11.4, ci sono quattro eccezioni nel Nord: Valle D’Aosta, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia presentano un valore di investimento per famiglia nel solare termico più alto rispetto al Sud. Nel Sud, sei regioni presentano un valore di investimento medio per famiglia inferiore a quello registrato nel centro Italia, con la Sardegna unica eccezione.

Questo risultato mette in luce l’importanza dei fattori locali, non considerati nell’analisi in quanto di difficile quantificazione a livello regionale, quali la differente attenzione posta verso l’organizzazione di campagne locali di promozione e la differente presenza di installatori qualificati o di società di servizi energetici.

 

85 Si passa da circa 1.250-1.850 kWh/m2 di insolazione media

 

Figura 12.4: Costo medio di investimento nel solare termico, anni 2008-2010 (Euro/famiglia)

12.4

12.5 Conclusioni

Le principali indicazioni che è possibile trarre dalla combinazione dei risultati ottenuti risultano:

– Gli investimenti effettuati nel triennio sono fortemente correlati alla capacità di spesa delle singole famiglie. Sarebbe opportuno approfondire il tema di come effettuare interventi di efficienza energetica nelle famiglie con una bassa capacità di spesa.

– I gradi giorno influenzano in misura positiva il comportamento di investimento delle famiglie; questa relazione trova conferma nel minor investimento riscontrato nel sud Italia.

– Quest’ultimo punto non trova però conferma negli investimenti osservati per il solare termico, che avrebbero dovuto seguire un andamento collegato alla maggiore insolazione. Le motivazioni alla base di questa “anomalia” sono probabilmente legate ad una insufficiente disponibilità sul territorio di tecnologie, installatori e personale qualificato, nonché di campagne di informazione e promozione locali.

– Per capire meglio questi fenomeni locali, andrebbe rafforzata la raccolta sistematica di informazioni e dati dei programmi regionali di promozione dell’efficienza energetica, in collaborazione con i diversi stakeholder nazionali e locali (Regioni e Enti Locali, ENEA, distributori di energia, associazioni industriali/imprenditoriali, agenzie energetiche locali, ..).

– Inoltre, sarebbe opportuno accelerare le attività di qualificazione degli operatori nel campo dell’efficienza energetica, in particolare nel Sud e nelle aree rurali.

– Le decisioni di investimento non sono risultate strettamente ricollegabili a un’analisi di tipo economico tesa a valutare il rientro dell’investimento attraverso i risparmi ottenibili. Le stime del modello non hanno infatti evidenziato una correlazione significativa né con il ‘payback’ energetico né con la spesa famigliare energetica. Per poter raffinare l’analisi sarebbe opportuno raccogliere oltre al costo totale dell’intervento anche il costo per capacità energetica installata, che permette anche un’analisi dei prezzi.

 

Fonte: ENEA