Lotta allo spreco alimentare: presto in mensa a scuola il sacchetto “salva-cibo”

Milano Ristorazione e Comune stanno approntando un sistema per permettere ai bambini di non gettare ma portare a casa alcuni avanzi del pasto. Almeno frutta, yoghurt, pane e dolci, per evitare un eccessivo spreco di cibo. Abbiamo raccolto le opinioni di alcuni insegnanti sull’iniziativa378185

Quella che in inglese si chiama “doggy bag”, anche se in realtà non è per il cane ma per il padrone che ha gradito una porzione abbondante, ossia la prassi di chiedere al ristorante che ci conservi quanto rimasto del nostro pasto per portarlo a casa, presto diventerà una buona pratica anche nei circa 80.000 pasti quotidiani che Milano Ristorazione cucina per le mense di circa 450 istituti scolastici milanesi.  Per ora si tratterà solo di quello che gli alunni possono portare a casa più facilmente di non deperibile e facilmente conservabile: frutta, pane e dolci. E’ comunque un inizio di lotta allo spreco alimentare sin da piccoli, anche nelle mense scolastiche. Restano infatti alti i numeri dello scarto di cibo riguardo gli 80.000 pasti giornalieri di Milano Ristorazione: circa 8 tonnellate di cibo scartato al giorno. “Un anno fa erano 9”, dichiarano a MiRi, e comunque sulle 32 tonnellate complessive di cibo preparato al giorno, le 8 tonn di scarto, quindi il 25%, sono un dato fisiologico. “Ma ci stiamo impegnando a fare sempre meglio, considerando che ci sono anche norme d’igiene che non favoriscono il recupero (es. considerare non più riutilizzabile il pane una volta toccato dai bambini, NdR). Ad esempio, si sta studiando come recuperare e non gettare il cibo che rimane nelle teglie in cucina”.
L’iniziativa è in via di definizione ed è stata annunciata dalla presidente della società Gabriella Iacono, all’ultima seduta congiunta delle commissioni Educazione e Partecipate a palazzo Marino.
L’iniziativa è naturalmente all’insegna della lotta allo spreco di cibo, ma non solo, perché ci sono sempre più famiglie in difficoltà economiche e bambini per i quali il pranzo in mensa é l’unico pasto completo della giornata. Il piano antisprechi è seguito anche dall’assessore all’Educazione Francesco Cappelli: “Stiamo parlando con i dirigenti scolastici per sensibilizzare i bambini a raccogliere ogni giorno quel che resta sul tavolo per evitare che finisca in pattumiera. Pane, frutta, yogurt e budini, per esempio, potranno essere messi in cestini da portare a casa o da donare alle famiglie povere del quartiere”.  L’iniziativa del Comune e di MiRi non dovrebbe quindi limitarsi alla “doggy-bag”, ma anche permettere ad alcune scuole di destinare i propri avanzi alimentari alla cerchia di persone bisognose del quartiere: gli anziani, oppure i senzatetto assistiti nei centri del volontariato. Abbiamo intervistato due insegnanti di due diversi istituti scolastici di Milano, per capire cosa pensano dell’iniziativa: Giuliana Romano, della primaria dell’Istituto Comprensivo Galvani e Chiara Dominioni, della primaria dell’Istituto Comprensivo Ciresola.  In base alla vostra esperienza, che tipo di accoglienza potrà avere, da parte dei bambini e degli insegnanti, questa proposta di Milano Ristorazione? 

G.R. – Nella nostra scuola, per fortuna, c’è già una certa sensibilità sull’argomento e alcuni bambini, su suggerimento delle insegnanti, sono già abituati a consumare nel pomeriggio, cibi come merenda, frutta e qualche dolce avanzati a pranzo. Devo dire però che non sempre, e non tutti i bambini, apprezzano i pasti della mensa e sono ragionevolmente convinta che difficilmente quello che avanzano possa essere portato a casa volentieri, poiché, di norma, avanzano non tanto perché le quantità di cibo siano eccessive, quanto perché non hanno apprezzato quel piatto.
C.D. – Non sono convinta che possa essere un’iniziativa di successo: mi spiego meglio….parlandone con delle colleghe, in molte esprimevano delle perplessità sulle modalità organizzative: i bambini dovrebbero riportare a casa un contenitore con del cibo che rischia di rovesciarsi in cartella … con tuo figlio questo si può fare, ma se il compito è delle insegnanti, va moltiplicato per ogni bambino della classe …. E rischia di diventare, da un punto di vista pratico-organizzativo, un problema, per quanto, di per sé, l’idea sia un’ottima idea.
G.R. – Credo piuttosto che l’idea di ridistribuire il cibo alle associazioni che si occupano dei poveri, ai senza tetto, ai più bisognosi, possa essere un’ottima cosa; sarebbe così MilanoRistorazione ad organizzare (già lo fa con il programma Siticibo NdR), insieme al personale delle mense, la raccolta del cibo avanzato. Questa potrebbe essere un’iniziativa ben vista e accolta favorevolmente dai presidi.
C.D. – Il nostro Istituto è anche associato a “Il pane quotidiano” che raccoglie ogni giorno pane e frutta avanzate. Sarebbe bello se MilanoRistorazione riuscisse a gestire anche il resto del cibo, raccogliendolo e distribuendolo soprattutto tra i senza tetto, ad esempio. Forse questa è una strada più praticabile e, se ben gestita, anche più efficace.

fonte: ecodallecittà

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