Quartieri Ricicloni di Milano, partecipare è facile! L’esperienza di Laura al mercato Niguarda

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L’attivista Laura Massaroli racconta la sua collaborazione al progetto di Eco dalle Città: “Spreco, recupero, condivisione, comunità, sono i valori proposti anche agli stessi ambulanti: perché buttare il cibo invenduto?”

Ogni giovedì il progetto Quartieri Ricloni di Milano prevede il recupero del cibo invenduto in alcuni mercati della città e la sua ridistribuzione gratuita. Qui di seguito la prima esperienza di Laura Massaroli, attivista impegnata nel sociale, che ha seguito i ragazzi del progetto giovedì 19 ottobre in zona Niguarda, al mercato in via Val Maira. Ecco che cosa ci ha raccontato:

Partecipare al progetto Quartieri Ricicloni di Milano è semplice. Ci si ritrova alla stazione della metro lilla ‘Ca’Granda’ e si inizia. Rappresentanti del progetto insieme ad alcuni volontari cominciano ad aggirarsi fra le bancarelle ortofrutticole, quando ormai l’orario del mercato volge al termine, e con un ampio sorriso chiedono: “Buongiorno per caso avete del cibo invenduto? Lo regaliamo poi chi non può comprare!”

Spreco. Recupero. Condivisione. Comunità. Questi sono solo alcuni dei valori che Recup cerca di perseguire sensibilizzando anche gli stessi ambulanti: perché buttare il cibo invenduto? Perché sprecare? Perché non aiutare chi quel cibo non può comprarlo? Perché non fare esperienza della solidarietà?

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E allora, perdendosi fra le bancarelle, fra i colori e i profumi della frutta e della verdura, i ragazzi scoprono chi sono quegli ambulanti disposti a collaborare, superata la diffidenza iniziale. Gli stranieri che hanno dovuto viaggiare tanto per arrivare qui in Italia o quelli che si apostrofano, con una sarcastica risata ’sti terroni a Milano, eh!: insomma coloro che la fame l’hanno vissuta. È Fahart che ci dona con gioia cassette di zucchine, melanzane, insalata. Lui che è in Italia da 13 anni “Io qui sto bene, non vedi?” mi dice sorridendo. Lui che ha perso più di 25.000 euro per avere i documenti necessari ad arrivare in Italia dall’Egitto. Lui che i compagni di mercato, vedendo regalare tutto quel cibo, soprannominano “Cuore grande”.

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Oggi i ragazzi hanno fatto un bel bottino: hanno raccolto 180 kg di cibo. Lo dispongono poi in una piccola piazza avendo cura che venga ben presentato, che sia accattivante. Cominciano a fermare quei passanti che aspettano guardinghi la fine del mercato per frugare nella spazzatura e trovare qualcosa da mangiare. “È tutto gratis, signora, prenda quello che vuole!” “Davvero?” esplode in un’espressione esterrefatta Rosy, una parrucchiera per signora che aveva un suo negozio in Paolo Sarpi :”non mi è rimasto niente, mi vergogno” dice con le lacrime agli occhi. O ancora Giovanni un vecchio arzillo che da Scilla si è trasferito a Milano più di 60 anni fa: “E’ tutto così ordinato, non capivo cosa stesse facendo qui, infatti!”. Letizia, 18 anni, ha il papà napoletano e la mamma delle Mauritius “ Ma che bello!” esclama “ così la roba non si spreca!”

E questo giovedì è stato proprio speciale: Lucia, un’anziana signora sulla settantina, non solo si ferma, ma aiuta, dispone meglio gli alimenti, ferma i passanti: diventa anche lei parte del progetto. “Mi piace a me, fare queste cose, sono a casa in pensione!” Allora si, Lucia tornerà anche questo giovedì, darà anche lei una mano. Come altri si sente parte di una comunità, non vuole soltanto essere aiutata, ma aiutare. Bacia ed abbraccia tutti prima di tornare a casa con il suo cibo. Cosa fate venite anche voi, giovedì prossimo?  

Fonte: ecodallecitta.it

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Bike sharing a Milano, le bici finiscono nel Naviglio e i canottieri le recuperano

E’ boom di biciclette condivise abbandonate nei luoghi più improbabili. A Milano le gettano persino nei Navigli.http _media.ecoblog.it_f_f79_bike-sharing-a-milano-le-bici-finiscono-nel-naviglio-e-i-residenti-criticano-i-vandali

La triste fine delle biciclette condivise del bike sharing free floating di Milano. Questa foto, pubblicata su Facebook da un utente e ripresa da molti gruppi e pagine milanesi, mostra chiaramente a che livelli può arrivare l’inciviltà: una decina di bici gettate in un Naviglio. La gran parte di esse sono bici arancioni, quelle di MoBike sharing, ma se ne vede anche una gialla di Ofo Bike sharing. In un’altra foto si vede una bici gialla sul fondale.  Sono entrambi due servizi di bike sharing free floating. I clienti, cioè, non sono obbligati a lasciare la bici nelle rastrelliere al termine della corsa ma possono posarle in qualunque luogo, purché rispettino le normali regole della civiltà e le bici non siano d’ostacolo al traffico o al passaggio dei pedoni. Purtroppo, però, sono in molti a comportarsi come vandali. Ed è proprio “vandali” il commento più diffuso sui social network ogni volta che vengono pubblicate foto di questo tipo. Spulciando tra i commenti, però, si intravede anche un bagliore di speranza: se è vero che Milano (ma anche altre città dove è stato attivato il bike sharing free floating) è piena di vandali, per fortuna nella stessa Milano ci sono anche persone per bene.

Persone come gli istruttori dei Canottieri S.Cristoforo che, a bordo delle loro imbarcazioni, percorrono i Navigli e vanno a pesca di bici condivise. I canottieri hanno chiesto a Mobike di collaborare maggiormente, ma non hanno ottenuto nessuna risposta e, per questo, hanno realizzato il video di denuncia. Pubblicato su Facebook da Simone Lunghi, il video porta con sé parole non certo tenere nei confronti del servizio di bike sharing. E’ utile e corretto riportarle interamente:

Carissima Mobike Italia ieri abbiamo recuperato altre due bici che erano state gettate nel naviglio. Noi ci proviamo, a salvare il Naviglio dai vandali. Ma non siamo arrabbiati solo con loro. Siamo arrabbiati anche con voi! Abbiamo provato, le altre volte, a contattarvi per 20 giorni senza mai ottenere risposte e speriamo,a questo punto, che qualcuno informi le autorità che vi hanno dato la licenza (visto che sulle vostre bici c’è il logo del nostro amato comune). Anche queste bici sono con il GPS rotto e per questo inutilizzabili dalla vostra app. Troviamo scandaloso che il vostro servizio clienti non ci abbia MAI contattato per venire a recuperare quelle bici. Il vostro silenzio, che sfiora il menefreghismo, lancia una luce sinistra sulla bontà della vostra mission aziendale. Oltre ai messaggi che vi abbiamo inviato, abbiamo avuto mezza pagina sul corriere della sera, un servizio su TG3 Lombardia nel quale denunciavo, tra l’altro, che presso i due ponti pedonali c’erano un numero assolutamente non congruo di vostre bici. Una settimana dopo e due di quelle bici sono state gettate in acqua. Da parte vostra nessuna risposta. Per questo ho deciso di “passare alle maniere forti” e denunciare così pubblicamente la vostra inadeguatezza.

Attendiamo un vostro riscontro.

2 Guarda la Galleria “Bike sharing a Milano, le bici finiscono nel Naviglio e i residenti criticano i vandali”

Fonte: ecoblog.it

MiMoto, da sabato 14 ottobre a Milano il primo servizio di scooter sharing 100% elettrico

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Nasce nel capoluogo lombardo il primo e unico servizio di scooter sharing elettrico ed ecosostenibile della città realizzato da una start up che ha partecipato al bando del Comune di Milano. Tutti i veicoli sono elettrici e quindi ecosostenibili al 100%, easy-to-use grazie alla leggerezza del mezzo. Nasce a Milano MiMoto, il primo e unico servizio di scooter sharing elettrico ed ecosostenibile della città realizzato da una start up che ha partecipato al bando del Comune di Milano. Da sabato 14 ottobre milanesi, pendolari e turisti potranno districarsi rapidamente nel traffico grazie agli eScooter scelti da MiMoto, omologati per due e con due caschi posizionati nel bauletto. Tutti  i veicoli sono elettrici e quindi ecosostenibili al 100%, easy-to-use grazie alla leggerezza del mezzo, facile da guidare e progettato per la mobilità urbana. Economico con tariffe alla portata di tutti ed efficiente perché abbatte i tempi di viaggio, MiMoto non è vincolato alle stazioni di ricarica. Si tratta di un servizio free floating e senza chiavi: localizzi l’eScooter più vicino tramite App, disponibile per iOS e Android, lo prenoti, parti e una volta terminata la corsa lo lasci dove vuoi all’interno dell’area operativa. Questa comprende tutto il centro di Milano: le principali zone di interesse (Navigli, Città Studi, Lambrate, Morivione, Calvariate, De Angeli, San Siro e Bovisa Politecnico) e i principali distretti universitari tra cui Cattolica, Bocconi, Bovisa, Città Studi/Politecnico e IULM.  Un progetto smart, user oriented e giovane, come giovani (under 35) sono i tre fondatori di MiMoto, Alessandro, Gianluca e Vittorio che hanno lavorato senza sosta fino ad oggi con metodo, ambizione e minuziosità al fine di offrire, all’esigente pubblico milanese, il miglior servizio possibile. I tre founders hanno cercato e trovato imprenditori e professionisti in grado di apportare al progetto un valore aggiunto, non solo dal punto di vista finanziario, ma in termini di expertise e know how, conseguendo un club deal di imprenditori di successo del settore.

Fonte: ecodallecitta.it

Milano, arrivano le ‘Isole itineranti del gusto’ tutte eco-friendly

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Dalle centrifughe di frutta e verdura alla scoperta dei sapori autentici della tradizione italiana, tutto su mezzi poco inquinanti. Tajani: “Una nuova opportunità commerciale e occupazionale per i giovani coniugata all’utilizzo di mezzi sempre più ecologici e innovativi”

I sapori e i gusti dello street food si trovano nelle vie del centro. Sono stati presentati oggi in via Beltrami dall’Assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio, Cristina Tajani, alcuni esempi di mezzi a basso impatto ambientale che consentiranno a milanesi e turisti di scoprire le più autentiche e gustose ricette dello street food italiano e internazionale.

Grazie a questa iniziativa abbiamo portato una nuova concezione del cibo di strada al centro del commercio itinerante, perché il cibo è sempre cultura e valorizzazione del territorio“. Così l’assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio Cristina Tajani, che prosegue: “Oggi lo street food rappresenta una modalità di consumo ampiamente diffusa nelle capitali europee e mondiali. Come Amministrazione – conclude l’assessore – abbiamo non solo favorito la scoperta dei gusti e dei sapori della nostra e di altre tradizioni gastronomiche, ma soprattutto sostenuto la nascita di nuove opportunità commerciali e occupazionali per i giovani coniugate all’utilizzo di mezzi sempre più ecologici e innovativi“.

I 50 operatori (11 hanno partecipato alla fase di sperimentazione iniziale e 39 sono nuovi) propongono, oltre a prodotti DOP, IGP, STG e PAT, anche sapori cosmopoliti. Tra i riconfermati troviamo, ad esempio,“Mozzarella e Dintorni” che propone bruschette e quanto è tipico nel territorio salentino.“Pop Dog” reinterpreta il classico hot dog statunitense nelle varianti messicana, giapponese ecc. “Sapori in movimento” suggerisce gnocco e tigelle accompagnate dai più conosciuti e apprezzati salumi emiliani. Tra le novità presenti in via Beltrami per la presentazione “PicoBrew”, un pub itinerante ideale per chi ama le birre artigianali realizzate con materie prime del territorio milanese.“Pestofino” che ripropone sapori e profumi del Tigullio, dalla pasta fresca alle salse per condire, da quella al basilico a quella alle noci. Infine i gelati della “Gelateria Gorini”, che porterà in centro città i più tipici gusti preparati con ingredienti DOP e IGP come i pistacchi di Bronte, i limoni di Sorrento, lo zafferano de L’Aquila o le amarene brusche di Modena, oltre a “Street Juice” che propone centrifughe, frullati ed estratti derivati da frutta e verdura biologici e a chilometro zero. I mezzi utilizzati (tricicli o quadricicli) hanno tutti un’estetica compatibile con il contesto urbano e una dimensione massima in esercizio di 3,60 mt di lunghezza per 1,70 di larghezza, oltre a essere eco-friendly a trazione a pedali o assistita e a motore elettrico.I singoli mezzi possono sostare per un tempo massimo di due ore e rispettare una distanza minima di 250 metri dalla presenza di un operatore similare. Nei giorni concomitanti lo svolgimento di mercati settimanali scoperti o fiere,’attività di street food può essere svolta solo a una distanza minima di 500 metri dagli stessi. Per garantire la civile convivenza con la cittadinanza gli operatori che necessitano di utilizzare olio bollente o griglie sono dotati di apposite cappe per l’abbattimento degli odori. I cinquanta operatori sono soggetti al pagamento di un canone Cosap.

Fonte: ecodallecitta.it

T-riciclo: il veicolo fotovoltaico per i rifiuti

T-Riciclo, debutta il nuovo veicolo fotovoltaico che utlizzerà l’AMSA per pulire le strade di Milano e non solo. Ecco i dettagli.http _media.ecoblog.it_f_f45_t-riciclo

Si chiama T-riciclo ed è il nuovo veicolo fotovoltaico scelto da Amsa a Milano. Il mezzo ecologico dell’Azienda Milanese Servizi Ambientali è stato presentato in occasione della Class Digital Experience Week 2. L’innovativo veicolo a pedalata assistita, realizzato dall’azienda Ecologia Soluzione Ambiente (ESA), è alimentato con energia rinnovabile grazie al pannello fotovoltaico installato sul tetto e alla batteria per l’accumulo dell’energia. Presenta una struttura in acciaio inox, cerchi da 17″ pollici e un sistema frenante a disco su ogni mozzo. Tre le modalità di marcia: Economy, Normal e Turbo. Il pannello fotovoltaico di T-riciclo è in grado di generare 350 W di potenza. Lungo meno di tre metri, largo 120 cm e alto 195 cm, ha una capacità totale di 1,95 m3. Grazie ai due vani da 120 litri l’uno, il T-Riciclo sarà utilizzato anche per lo svuotamento straordinario dei cestini. Gli operatori alla guida del mezzo ecologico potranno raccogliere segnalazioni di eventuali problemi e diventare un punto di riferimento per i cittadini. Progettato per migliorare l’efficienza del servizio di pulizia delle strade, si può muovere tranquillamente nelle zone a traffico limitato, nelle aree pedonali o nelle zone sottoposte a modifiche alla viabilità. Il veicolo ha anche una funzione informativa dato che viene personalizzato in base alle campagne di sensibilizzazione promosse da Amsa, ad esempio sull’uso corretto dei cestini stradali, per contrastare la dispersione dei mozziconi di sigaretta nell’ambiente e l’abbandono di rifiuti in strada. Da due mesi, inoltre, gli oltre 100 responsabili del servizio sul territorio hanno in dotazione dei tablet collegati alla sala operativa centrale con i quali monitorare i mezzi in diretta dando la possibilità di intervenire in caso di necessità.http _media.ecoblog.it_b_bfe_t-riciclo-milano

I 12 T-Riciclo presenti in città dal 28 giugno 2017 coprono sia i quartieri periferici che le aree centrali di Milano, garantendo un costante presidio di Amsa nei vari municipi di zona: dal centro storico al Parco delle Cave passando per via Sammartini e la Stazione Centrale e via Ripamonti senza dimenticare i quartieri Bicocca, Città Studi, Dergano, Gallaratese, Giambellino, Greco, Lodi-Corvetto e Quarto Cagnino. T-Riciclo è in servizio dal lunedì al sabato dalle 9 alle 16. Durante la notte i mezzi sono ospitati all’interno di alcune sedi dei municipi e negli spazi dell’Università Bicocca e del Politecnico di Milano, con l’obiettivo di ridurre i tempi di percorrenza per raggiungere il quartiere di competenza. T-riciclo consente la raccolta rifiuti ma nelle tre differenti versioni può essere adibito ad attività come la consegna di pacchi e posta fino allo street food e al piccolo artigianato.

Fonte: ecoblog.it

A Milano inizia la raccolta sperimentale di piccoli elettrodomestici non più funzionanti, presso due punti vendita COOP

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Un progetto per raccogliere e gestire correttamente piccoli elettrodomestici non funzionanti che spesso rimangono nei cassetti oppure finiscono nella raccolta indifferenziata. in due punti vendita milanesi sarà possibile conferire in appositi contenitori i piccoli elettrodomestici non più funzionanti, contribuendo così al recupero di materiali critici come oro, argento, cobalto, grafite e platino. Smartphone, cellulari, tablet, fotocamere: questi sono solo alcuni dei piccoli elettrodomestici che, una volta giunti a fine vita, vengono spesso dimenticati nei cassetti di casa oppure finiscono nella raccolta indifferenziata. Contengono invece numerosi materiali “critici” (cioè di difficile reperimento in natura) che sono essenziali da recuperare e vanno pertanto gestiti in modo corretto.  Ecodom, Amsa e Coop Lombardia hanno inaugurato a Milano una raccolta sperimentale proprio dei piccoli apparecchi elettrici ed elettronici non più in uso. L’iniziativa fa parte del progetto europeo “CRM (Critical Raw Material) CLOSED LOOP RECOVERY”, finalizzato a incrementare il tasso di recupero delle materie prime critiche dai Rifiuti delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) promosso da WRAP con il contributo LIFE della Comunità Europea e la partnership di Ecodom, il principale Consorzio operante in Italia nella gestione dei RAEE. Utilizzando appositi cassonetti progettati ad hoc per facilitare questo tipo di raccolta, i cittadini milanesi potranno disfarsi dei loro piccoli elettrodomestici quali cellulari e smartphone, videogiochi, tablet, videocamere, decoder, rasoi, asciuga-capelli nel corso delle quotidiane visite al supermercato.

I contenitori del progetto CRM CLOSED LOOP RECOVERY saranno posizionati fino a dicembre 2017 presso due punti vendita COOP in via Palmanova e presso il centro La Torre di via Gozzoli.
Questa iniziativa si affianca alla raccolta “itinerante” effettuata da settembre 2016 in diversi punti della città: ultimo appuntamento domenica 25 giugno 2017 dalle ore 8 alle 13.30 in via Pagano – zona mercato domenicale. Tutti i RAEE raccolti verranno trasferiti presso appositi impianti di trattamento, dove saranno effettuate ricerche per ottimizzare il recupero dei materiali critici. “Questo progetto è nato per sperimentare nuove modalità di conferimento dei piccoli RAEE da parte dei cittadini milanesi – dichiara Giorgio Arienti, Direttore Generale di Ecodom – e verificare così la possibilità di incrementare del 5% il recupero di oro, argento, cobalto, grafite e platino da questi rifiuti.
La collaborazione di partner come COOP Lombardia e AMSA dimostra la crescente attenzione riservata nel nostro Paese al tema della Circular Economy: il recupero di questi materiali, presenti in natura solo in alcuni Paesi, è considerato prioritario per mantenere e migliorare la qualità della vita di tutti noi”. “La gestione della raccolta differenziata dei rifiuti a Milano è diventata un modello di riferimento per molte importanti municipalità europee e mondiali. Amsa ha recentemente presentato all’Amministrazione Comunale un articolato piano strategico per migliorare ulteriormente la percentuale di raccolta differenziata, che a Milano ha raggiunto il 54% – dichiara Mauro De Cillis, Direttore Operativo di AMSA – Nel 2016 Amsa ha raccolto e avviato a recupero 3.405 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici, registrando un aumento del 14% rispetto all’anno precedente. Il progetto CRM Recovery ci permette di estendere la rete di raccolta, con punti aggiuntivi alle riciclerie e al Centro Ambientale Mobile, e quindi di intercettare maggiori quantitativi di rifiuti” “Coop Lombardia – dichiara Alfredo De Bellis, Vice Presidente Coop Lombardia – non è nuova a lanciare sfide su progetti di carattere ambientale che vedono coinvolti i propri soci e clienti. Il più recente, ‘Dall’olio all’olio’, nato in collaborazione con Amsa, sta portando importanti risultati grazie al recupero degli oli alimentari. Ora vogliamo raggiungere un nuovo obiettivo: avviare una campagna di informazione e sensibilizzazione verso i nostri clienti per il recupero dei metalli preziosi contenuti nei rifiuti elettronici (cellulari, carica batterie ecc). Partiamo con questa attività in due punti vendita di Milano, via Palmanova e Ipercoop Bonola, i quali saranno attrezzati con degli appositi contenitori per il conferimento di questi apparecchi. Siamo certi che anche questo nuovo progetto verrà accolto con grande entusiasmo dai nostri soci che sono molto attenti a queste tematiche”.
Per ulteriori informazioni: http://www.ecodom-consorzio.it/it/iniziativa/crm-recovery Ufficio stampa Ecodom c/o EXTRA – Comunicazione & Marketing Daniela Pierpaoli 06 98966361 – 3466096602 d.pierpaoli@extracomunicazione.it
Ecodom – Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici – è il sistema collettivo nazionale che gestisce, senza fini di lucro, il trasporto e il trattamento degli elettrodomestici a fine vita (RAEE, Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Costituito nel 2004 su base volontaria dai principali produttori di grandi elettrodomestici, cappe e scalda-acqua operanti nel mercato italiano, Ecodom ha l’obiettivo fondamentale di evitare la dispersione di sostanze inquinanti nell’ambiente e massimizzare il recupero dei materiali da reinserire nel ciclo produttivo, nel rispetto della normativa in materia di trattamento dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (D. Lgs. 49/2014). Ecodom gestisce i RAEE provenienti dai nuclei domestici dei Raggruppamenti R1 (frigoriferi e condizionatori), R2 (lavatrici, lavastoviglie, cappe, forni, scalda-acqua), R3 (TV e monitor), R4 (piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, informatica, apparecchi di illuminazione) e R5 (sorgenti luminose).

Ufficio Stampa Amsa tel. 02.27298015 ufficio.stampa@amsa.it www.amsa.it

AMSA, società del gruppo A2A, si occupa di servizi ambientali e serve cittadini e imprese di Milano, Bresso, Buccinasco, Cesate, Cormano, Corsico, Novate Milanese, Pero, Pioltello, Segrate, San Donato Milanese, Settimo Milanese e Trezzano sul Naviglio con soluzioni studiate in base alle esigenze delle diverse utenze. Amsa tiene oggi pulita un’area di 300 Kmq, lavorando per oltre 2,4 milioni di persone: 1.300.000 abitanti e 800.000 city users nella città di Milano e circa 300.000 residenti nei Comuni della Provincia serviti dall’azienda. AMSA può contare su oltre 3000 dipendenti ed è proprietaria di un impianto per il trattamento dei rifiuti voluminosi e un impianto per la valorizzazione delle terre di spazzamento. AMSA dispone, inoltre, di undici riciclerie.

L’Azienda ha una flotta di circa 1.300 automezzi, il 30% dei quali alimentati a metano e il 40% con motorizzazione a norma Euro 4 ed Euro 5.

Ufficio Stampa Coop Lombardia 02.895931 relazionimedia@lombardia.coop.it Coop Lombardia è un’impresa cooperativa che opera nel campo della grande distribuzione. È presente nella regione con 57 punti vendita e oltre 4.500 dipendenti. Alla cooperativa aderiscono oltre 1.050.000 di soci i quali sono gli unici proprietari e principali fruitori dell’attività d’impresa. La cooperazione nasce nella comunità e dai bisogni delle persone: da qui deriva la propria missione e identità per questo l’attività di Coop non ha fini di speculazione privata ed è ordinata dai princìpi costituzionali della mutualità, ovvero dello scambio reciproco tra socio e cooperativa. Scopo sociale della Cooperativa è la tutela degli interessi economici, la salute, la sicurezza delle persone e la salvaguardia dell’ambiente.

Fonte: ecodallecitta.it

Smog, a Torino e Milano con le nuove misure i diesel Euro 3 ed Euro 4 potrebbero fermarsi più di un mese

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L’accordo appena approvato dalle regioni del nord prevede dopo 4 giorni consecutivi di sforamento delle polveri sottili il blocco dei veicoli diesel Euro 3 ed Euro 4. In base a ciò lo scorso inverno a Milano si sarebbero fermati per 34 giorni, a Torino per 40. A proposito dell’accordo tra le regioni del nord italia sulle misure antismog, firmato a Bologna il 9 giugno, ci siamo  posti due domande. Si tratta di un insieme di proposte e di intenzioni o di una nuova regola cogente che comporterà automaticamente il blocco provvisorio dei veicoli diesel Euro 3 ed Euro 4? E poi, quanto possono incidere i provvedimenti d’emergenza che entrano in vigore solo dopo ripetuti giorni di sforamento del limite di polveri sottili nell’aria?

Per quanto riguarda la prima domanda le voci  che abbiamo raccolto negli  ambienti tecnici che hanno seguito la nascita e la gestazione dell’accordo ci dicono che si tratta di un patto piuttosto serio. Il governo e le Regioni hanno infatti bisogno di dimostrare alla Commissione Europea che stanno facendo davvero qualcosa per evitare le  procedure di infrazione. Sembra quindi difficile che le Regioni possano poi trincerarsi dietro disguidi tecnico-burocratici per non mettere in pratica l’accordo. Resta però la necessità che ogni Regione trasformi il documento del 9 giugno in legge regionale. Difficilmente a quel punto i Comuni di Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte potranno sottrarsi dal mettere in pratica i provvedimenti e probabilmente non vorranno proprio sottrarsi, visto che di fronte agli automobilisti arrabbiati per  blocchi del traffico potranno sempre dire che la responsabilità è della Regione. In ogni caso Eco dalle Città seguirà da vicino l’iter del provvedimento. Stiamo anche raccogliendo dati per capire – sulla base della regola del blocco emergenziale che prevede dopo 4 giorni consecutivi di superamento di 50 microgrammi di polveri sottili il fermo per 10 ore non solo degli Euro 3 ma anche degli Euro 4 – quale impatto i nuovi provvedimenti possano avere. Le prime stime vengono dalla  agenzia per la mobilità di Milano: secondo i dati della qualità dell’aria relativi all’inverno scorso, tra ottobre 2016 e marzo 2017, le nuove misure avrebbero determinato nel capoluogo lombardo uno stop dei diesel Euro 3 ed Euro 4 di 34 giorni, 9 in più di quelli in cui sono stati effettivamente fermati la scorsa stagione. Non sono pochi. Essere costretti per più di un mese a lasciare la macchina ferma potrebbe essere un incentivo per alcuni ad acquistare un’auto più recente e meno inquinante. Secondo i nostri calcoli, sempre in base ai dati 2016/2017, a Torino i giorni di blocco sarebbero stati 40.

Fonte: ecodallecitta.it

 

Orti Aperti al Boscoincittà a Milano il 21 maggio

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Anche quest’anno si ripete la tradizionale festa degli Orti Aperti al Boscoincittà, una domenica tra fiori, orti e un concerto del coro CAM Scaldasole La tradizionale festa degli Orti Aperti al Boscoincittà si ripete anche quest’anno con un programma ricchissimo, con un trenino rosso che vi porterà da una zona all’altra del Parco e con la possibilità di usufruire di punti ristoro, oltre che di intrattenimenti e giochi. La giornata si conclude alle 17 al Giardino d’Acqua con la premiazione del Concorso fotografico e con una novità assoluta:

il Concerto del Coro CAM Scaldasole diretto da Ryoko Yagi nel programma “Armonie italiane e giapponesi”

Vi aspettiamo Domenica 21 maggio con tutti gli amici che avrete piacere di coinvolgere, piccoli e grandi.

Fonte: ecodallecitta.it

 

Milano, recuperati nelle mense 100mila chili di frutta e 60mila di pane all’anno

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Con il programma “Siticibo” di Banco Alimentare Onlus e Milano Ristorazione in un anno sono stati salvati nelle mense milanesi 98 tonnellate di frutta e 57 tonnellate di pane. L’80% del cibo recuperato proviene dalle scuole, il resto dalle mense aziendali. A Milano lo spreco di cibo si combatte anche nelle scuole. Con il programma “Siticibo” di Banco Alimentare Onlus e Milano Ristorazione in un anno sono stati recuperati nelle mense milanesi 98 tonnellate di frutta e 57 tonnellate di pane. L’80% del cibo recuperato proviene dalle scuole, il resto dalle mense aziendali. I refettori scolastici coinvolti sono 99 mentre le strutture caritative milanesi aiutate con il programma “Siciticibo” sono 79. (Dati pubblicati su http://www.milanoristorazione.it/notizie-eventi/progetti/progetti-attivi/1070-progetti-di-contenimento-sprechi-alimentari-collaborazione-con-siticibo)

Siticibo è attivo dal 2003 ed è la prima applicazione della Legge n. 155/2003, nota come legge del Buon Samaritano, che ha lo scopo di recuperare il cibo cotto e fresco in eccedenza nella ristorazione organizzata e dunque anche nei refettori scolastici. L’iniziativa è partita da una mamma, oggi volontaria di Banco Alimentare, che preoccupata nel vedere i quantitativi di cibo sprecati nella scuola frequentata dai figli ha contattato il Banco Alimentare proponendo alcune iniziative per recuperare le eccedenze e sensibilizzare alunni e insegnanti. Oltre al recupero e alla distribuzione del cibo Banco Alimentare propone azioni educative. “Entrando nelle scuole ci siamo accorti che i bimbi e gli insegnanti erano desiderosi di sapere perché salviamo gli alimenti. Nasce dunque l’attività sull’educazione al valore del cibo che non va sprecato e neanche sciupato sui tavoli”

Le iniziative contro lo spreco di cibo nelle scuole milanesi sono davvero tante.  

Nel corso degli anni, sono stati distribuiti in più di 80 plessi scolastici di Milano più di 24.700 sacchetti “Salva merenda”. Gli alunni delle scuole che hanno aderito al progetto “Io non spreco” usano il sacchetto per portare a casa frutta, pane, budini UHT e prodotti da forno, da loro stessi non consumati durante il pranzo e la merenda a scuola.387407_2

Invece negli asili dove sono stati distribuiti i kit “Riciclo e coltivo”gli avanzi si trasformano in compost da usare nei giardini delle scuole che hanno aderito all’iniziativa. Da non sottovalutare anche la scelta di consumare la frutta a metà mattina anticipando la distribuzione della frutta prevista a fine pasto. Con il progetto “Frutta a metà mattina” di Milano Ristorazione i bambini infatti apprezzano di più la frutta e si evitano gli sprechi a pranzo dato che spesso non si riesce a finire il pasto. Ma non solo. Lo spreco di cibo si combatte anche là dove viene cucinato. Milano Ristorazione cucina un numero di pasti tenendo conto degli alunni presenti a scuola il giorno prima. A metà mattina ricevono i fax con il numero di presenze per quella data giornata e se le porzioni preparate fossero in più non saranno consegnate ma conservate grazie agli abbattitori rapidi di temperatura e distribuite alle associazioni che operano sul territorio.  Sulle pagine di Eco dalle città abbiamo parlato più volte delle azioni contro lo spreco di cibo grazie anche al progetto “Formichine Salvacibo” finanziato dalla Fondazione Cariplo che ha visto la partecipazione e la premiazione di alcune scuole milanesi impegnate con attività di sensibilizzazione contro gli sprechi alimentari.

Fonte: ecodallecitta.it

 

Cibo buttato nei ristoranti: parte a Milano il progetto Ristorante Solidale

“Ristorante Solidale” nasce per destinare ai bisognosi le eccedenze alimentari provenienti dai ristoranti. Un’iniziativa del Comune di Milano, con Caritas Ambrosiana, i ristoranti affiliati a Just Eat e Pony Zero

E’ partita da Milano mercoledì la prima consegna di “Ristorante Solidale”, l’iniziativa patrocinata dal Comune di Milano, nata grazie alla collaborazione tra Just Eat, Caritas Ambrosiana e Pony Zero, per la consegna a domicilio di pasti caldi alle persone in difficoltà. Hanno presentato l’iniziativa a Palazzo Marino l’assessora alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio Cristina Tajani, con Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana, Daniele Contini, Country Manager di Just eat in Italia e Marco Actis fondatore di Pony Zero.

“Grazie a iniziative come questa, che vedono coinvolti i principali soggetti impegnati nel settore della somministrazione, Milano conferma la sua volontà di proseguire, dopo la positiva esperienza di Expo, nel percorso di incentivazione e promozione della lotta allo spreco alimentare con un occhio sempre attento alle persone in difficoltà”. Così l’assessora alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio Cristina Tajani.

Il progetto “Ristorante Solidale” nasce dalla volontà di fare qualcosa di concreto nell’ambito delle necessità alimentari e di nutrizione per chi è in difficoltà e di mettere in connessione chi cucina con chi ne ha più bisogno, valorizzando il cibo e le eccedenze provenienti dai ristoranti. Sono stati 38 i pasti preparati mercoledì dai primi 10 ristoranti aderenti all’iniziativa e destinati a ciascun ospite delle 3 comunità di accoglienza scelte a Milano: “Pani e Peschi”, una casa per gli adolescenti milanesi che soffrono di disagi psichici – “Casa alloggio Centro Teresa Gabrieli”, casa accoglienza per pazienti affetti da HIV – “La Locomotiva”, comunità a dimensione familiare per minori. Immagine

Siamo ben lieti di accogliere questa iniziativa che ci consente di implementare ulteriormente la filiera per il recupero del cibo a fini di solidarietà, che abbiamo cominciato a realizzare in occasione di Expo Milano 2015, sollecitati dalla riflessione sull’ecologia integrale contenuta nella Laudato si’ di Papa Francesco. Da quell’esperienza era nato, da un’idea di Massimo Bottura e Davide Rampello, il Refettorio Ambrosiano e collegato ad esso una rete di mense, luoghi di accoglienza, empori che ridistribuiscono direttamente a chi ne ha bisogno le eccedenze alimentari prodotte nel territorio della diocesi milanese”, ha dichiarato Luciano Gualzetti, Direttore di Caritas ambrosiana. La tappa di Milano è la prima di un percorso che dovrebbe coinvolgere altre città, come Torino e Roma. Partner del progetto è la catena di consegna pasti a domicilio Just Eat, rappresentata mercoledì da Daniele Contini, Country Manager in Italia, che raggruppa numerosi ristoranti. Da una loro indagine, condotta su un campione di 500 ristoranti affilati a Just eat, è emerso che l’83% dei ristoranti ritiene lo spreco alimentare un tema importante e che il 77% dichiara di poter contribuire attivamente. Dai dati emerge inoltre che il 24% dei ristoranti butta via cibo ogni giorno, il 26% più di una volta alla settimana e il 50% una volta alla settimana; un trend negativo che evidenzia la necessità di sviluppare progetti e azioni concrete a supporto di una nuova cultura a contrasto dello spreco alimentare. Ancora scarsa, secondo il sondaggio di Just Eat, l’introduzione di misure per ridurre il fenomeno; la family bag è stata adottata solo dal 10% dei ristoranti oggetti dell’indagine, nonostante il 53% dei clienti la richieda; l’ottimizzazione della spesa dal 68% e la promozione di donazioni di pasti ai bisognosi dal 20%. In questo scenario l’iniziativa Ristorante Solidale è stata già positivamente accolta dai ristoranti, il 55% avrebbe infatti piacere ad aderire per contribuire a limitare gli sprechi e beneficiare delle agevolazioni previste dalla nuova normativa antispreco. L’87% dichiara di non sapere dell’esistenza di agevolazioni fiscali per chi è attivo nel limitare gli sprechi alimentari, infine il 35% degli intervistati si dichiara disponibile a ricevere maggiori informazioni sull’argomento; segno di una nuova sensibilità alla lotta agli sprechi. Tutte le informazioni sull’iniziativa, le modalità di adesione e le città attive, sono disponibili sul sito www.ristorantesolidale.it.

Fonte: ecodallecitta.it