Orti Aperti al Boscoincittà a Milano il 21 maggio

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Anche quest’anno si ripete la tradizionale festa degli Orti Aperti al Boscoincittà, una domenica tra fiori, orti e un concerto del coro CAM Scaldasole La tradizionale festa degli Orti Aperti al Boscoincittà si ripete anche quest’anno con un programma ricchissimo, con un trenino rosso che vi porterà da una zona all’altra del Parco e con la possibilità di usufruire di punti ristoro, oltre che di intrattenimenti e giochi. La giornata si conclude alle 17 al Giardino d’Acqua con la premiazione del Concorso fotografico e con una novità assoluta:

il Concerto del Coro CAM Scaldasole diretto da Ryoko Yagi nel programma “Armonie italiane e giapponesi”

Vi aspettiamo Domenica 21 maggio con tutti gli amici che avrete piacere di coinvolgere, piccoli e grandi.

Fonte: ecodallecitta.it

 

Milano, recuperati nelle mense 100mila chili di frutta e 60mila di pane all’anno

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Con il programma “Siticibo” di Banco Alimentare Onlus e Milano Ristorazione in un anno sono stati salvati nelle mense milanesi 98 tonnellate di frutta e 57 tonnellate di pane. L’80% del cibo recuperato proviene dalle scuole, il resto dalle mense aziendali. A Milano lo spreco di cibo si combatte anche nelle scuole. Con il programma “Siticibo” di Banco Alimentare Onlus e Milano Ristorazione in un anno sono stati recuperati nelle mense milanesi 98 tonnellate di frutta e 57 tonnellate di pane. L’80% del cibo recuperato proviene dalle scuole, il resto dalle mense aziendali. I refettori scolastici coinvolti sono 99 mentre le strutture caritative milanesi aiutate con il programma “Siciticibo” sono 79. (Dati pubblicati su http://www.milanoristorazione.it/notizie-eventi/progetti/progetti-attivi/1070-progetti-di-contenimento-sprechi-alimentari-collaborazione-con-siticibo)

Siticibo è attivo dal 2003 ed è la prima applicazione della Legge n. 155/2003, nota come legge del Buon Samaritano, che ha lo scopo di recuperare il cibo cotto e fresco in eccedenza nella ristorazione organizzata e dunque anche nei refettori scolastici. L’iniziativa è partita da una mamma, oggi volontaria di Banco Alimentare, che preoccupata nel vedere i quantitativi di cibo sprecati nella scuola frequentata dai figli ha contattato il Banco Alimentare proponendo alcune iniziative per recuperare le eccedenze e sensibilizzare alunni e insegnanti. Oltre al recupero e alla distribuzione del cibo Banco Alimentare propone azioni educative. “Entrando nelle scuole ci siamo accorti che i bimbi e gli insegnanti erano desiderosi di sapere perché salviamo gli alimenti. Nasce dunque l’attività sull’educazione al valore del cibo che non va sprecato e neanche sciupato sui tavoli”

Le iniziative contro lo spreco di cibo nelle scuole milanesi sono davvero tante.  

Nel corso degli anni, sono stati distribuiti in più di 80 plessi scolastici di Milano più di 24.700 sacchetti “Salva merenda”. Gli alunni delle scuole che hanno aderito al progetto “Io non spreco” usano il sacchetto per portare a casa frutta, pane, budini UHT e prodotti da forno, da loro stessi non consumati durante il pranzo e la merenda a scuola.387407_2

Invece negli asili dove sono stati distribuiti i kit “Riciclo e coltivo”gli avanzi si trasformano in compost da usare nei giardini delle scuole che hanno aderito all’iniziativa. Da non sottovalutare anche la scelta di consumare la frutta a metà mattina anticipando la distribuzione della frutta prevista a fine pasto. Con il progetto “Frutta a metà mattina” di Milano Ristorazione i bambini infatti apprezzano di più la frutta e si evitano gli sprechi a pranzo dato che spesso non si riesce a finire il pasto. Ma non solo. Lo spreco di cibo si combatte anche là dove viene cucinato. Milano Ristorazione cucina un numero di pasti tenendo conto degli alunni presenti a scuola il giorno prima. A metà mattina ricevono i fax con il numero di presenze per quella data giornata e se le porzioni preparate fossero in più non saranno consegnate ma conservate grazie agli abbattitori rapidi di temperatura e distribuite alle associazioni che operano sul territorio.  Sulle pagine di Eco dalle città abbiamo parlato più volte delle azioni contro lo spreco di cibo grazie anche al progetto “Formichine Salvacibo” finanziato dalla Fondazione Cariplo che ha visto la partecipazione e la premiazione di alcune scuole milanesi impegnate con attività di sensibilizzazione contro gli sprechi alimentari.

Fonte: ecodallecitta.it

 

Cibo buttato nei ristoranti: parte a Milano il progetto Ristorante Solidale

“Ristorante Solidale” nasce per destinare ai bisognosi le eccedenze alimentari provenienti dai ristoranti. Un’iniziativa del Comune di Milano, con Caritas Ambrosiana, i ristoranti affiliati a Just Eat e Pony Zero

E’ partita da Milano mercoledì la prima consegna di “Ristorante Solidale”, l’iniziativa patrocinata dal Comune di Milano, nata grazie alla collaborazione tra Just Eat, Caritas Ambrosiana e Pony Zero, per la consegna a domicilio di pasti caldi alle persone in difficoltà. Hanno presentato l’iniziativa a Palazzo Marino l’assessora alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio Cristina Tajani, con Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana, Daniele Contini, Country Manager di Just eat in Italia e Marco Actis fondatore di Pony Zero.

“Grazie a iniziative come questa, che vedono coinvolti i principali soggetti impegnati nel settore della somministrazione, Milano conferma la sua volontà di proseguire, dopo la positiva esperienza di Expo, nel percorso di incentivazione e promozione della lotta allo spreco alimentare con un occhio sempre attento alle persone in difficoltà”. Così l’assessora alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio Cristina Tajani.

Il progetto “Ristorante Solidale” nasce dalla volontà di fare qualcosa di concreto nell’ambito delle necessità alimentari e di nutrizione per chi è in difficoltà e di mettere in connessione chi cucina con chi ne ha più bisogno, valorizzando il cibo e le eccedenze provenienti dai ristoranti. Sono stati 38 i pasti preparati mercoledì dai primi 10 ristoranti aderenti all’iniziativa e destinati a ciascun ospite delle 3 comunità di accoglienza scelte a Milano: “Pani e Peschi”, una casa per gli adolescenti milanesi che soffrono di disagi psichici – “Casa alloggio Centro Teresa Gabrieli”, casa accoglienza per pazienti affetti da HIV – “La Locomotiva”, comunità a dimensione familiare per minori. Immagine

Siamo ben lieti di accogliere questa iniziativa che ci consente di implementare ulteriormente la filiera per il recupero del cibo a fini di solidarietà, che abbiamo cominciato a realizzare in occasione di Expo Milano 2015, sollecitati dalla riflessione sull’ecologia integrale contenuta nella Laudato si’ di Papa Francesco. Da quell’esperienza era nato, da un’idea di Massimo Bottura e Davide Rampello, il Refettorio Ambrosiano e collegato ad esso una rete di mense, luoghi di accoglienza, empori che ridistribuiscono direttamente a chi ne ha bisogno le eccedenze alimentari prodotte nel territorio della diocesi milanese”, ha dichiarato Luciano Gualzetti, Direttore di Caritas ambrosiana. La tappa di Milano è la prima di un percorso che dovrebbe coinvolgere altre città, come Torino e Roma. Partner del progetto è la catena di consegna pasti a domicilio Just Eat, rappresentata mercoledì da Daniele Contini, Country Manager in Italia, che raggruppa numerosi ristoranti. Da una loro indagine, condotta su un campione di 500 ristoranti affilati a Just eat, è emerso che l’83% dei ristoranti ritiene lo spreco alimentare un tema importante e che il 77% dichiara di poter contribuire attivamente. Dai dati emerge inoltre che il 24% dei ristoranti butta via cibo ogni giorno, il 26% più di una volta alla settimana e il 50% una volta alla settimana; un trend negativo che evidenzia la necessità di sviluppare progetti e azioni concrete a supporto di una nuova cultura a contrasto dello spreco alimentare. Ancora scarsa, secondo il sondaggio di Just Eat, l’introduzione di misure per ridurre il fenomeno; la family bag è stata adottata solo dal 10% dei ristoranti oggetti dell’indagine, nonostante il 53% dei clienti la richieda; l’ottimizzazione della spesa dal 68% e la promozione di donazioni di pasti ai bisognosi dal 20%. In questo scenario l’iniziativa Ristorante Solidale è stata già positivamente accolta dai ristoranti, il 55% avrebbe infatti piacere ad aderire per contribuire a limitare gli sprechi e beneficiare delle agevolazioni previste dalla nuova normativa antispreco. L’87% dichiara di non sapere dell’esistenza di agevolazioni fiscali per chi è attivo nel limitare gli sprechi alimentari, infine il 35% degli intervistati si dichiara disponibile a ricevere maggiori informazioni sull’argomento; segno di una nuova sensibilità alla lotta agli sprechi. Tutte le informazioni sull’iniziativa, le modalità di adesione e le città attive, sono disponibili sul sito www.ristorantesolidale.it.

Fonte: ecodallecitta.it

AUTOSVOLTA, a Milano una proposta Comune-AMAT per incentivare l’addio alle auto inquinanti

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Grazie ai fondi europei, parte a Milano un progetto per incentivare a rottamare le auto inquinanti, offrendo sconti nella mobilità sostenibile. Un cocktail d’incentivi, con il sostegno dell’Associazione Demolitori Auto, che potrebbe davvero spingere alla svolta.

Si chiama AUTOSVOLTA è naturalmente ha un sito e un “app” dedicati.

E’ il progetto che parte a Milano, con lo scopo di ridurre i veicoli privati alimentati con combustibili inquinanti, sostenere la rottamazione delle auto più vecchie e contrastare il problema dell’inquinamento atmosferico, promuovendo una mobilità più pulita e condivisa.

Grazie all’Unione Europea.

AUTOSVOLTA è infatti inserita all’interno del progetto EMPOWER, finanziato dall’UE con i fondi Horizon 2020. L’iniziativa italiana che parte a Milano è condotta da AMAT (Agenzia Mobilità, Ambiente, Territorio) e dal Comune di Milano. Partner sono anche il gruppo Editoriale Domus-Quattroruote e ACI, che hanno permesso il collegamento con i loro data base interattivi, gli operatori Clear Channel (BikeMI) e Share’ngo (car sharing elettrico) e infine l’ANDA – Associazione Nazionale dei Demolitori Auto, che permetterà un accesso più rapido e semplice alle rottamazioni.

Obbiettivo del progetto: spingere i milanesi, in particolare quelli ancora in possesso di auto vecchie ed inquinanti, ad un passaggio “morbido e assistito” ad un più conveniente e parsimonioso utilizzo di mezzi puliti e in condivisione.

Come funziona? Sul sito WWW.AUTOSVOLTA.IT viene messa a disposizione un’applicazione che, attraverso un rapido test, permette di calcolare gratuitamente il valore residuo della propria auto, valutare l’impatto ambientale delle più vecchie e confrontare i costi di acquisto di auto nuove a basso impatto. Una volta fatto il test, ecco gli incentivi e le soluzioni che vengono proposte per “dire addio all’auto vecchia ed inquinante”:

1) ritiro gratuito a domicilio dell’auto da demolire con call center di supporto alla gestione burocratica, grazie all’impegno dell’Associazione Nazionale Demolitori Auto.

2) Car Sharing card del valore di 500 Euro, offerta da Iniziativa Car Sharing (ICS), in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, per la rottamazione (convertibile in circa 2.000 minuti di car sharing elettrico o in abbonamento ai mezzi pubblici).

3) Iscrizione ridotta del 50% a Share’ngo, il primo operatore a Milano di car sharing elettrico, con 100 minuti gratuiti e lo sconto del 20% sulle tariffe per un anno.

4)  Iscrizione ridotta a 29 Euro per un anno a BikeMi a Milano.

Insomma, sono ben quattro le soluzioni che vengono offerte per incentivare alla ….. AUTOSVOLTA.

 

I numeri che fanno riflettere sull’inquinamento a Milano (fonte AMAT)

I principali mezzi che causano inquinamento sono le auto Euro 0, che hanno in media oltre 20 anni, tutte le Diesel Euro 0,1,2,3, che hanno tra i 19 e 24 anni, e le Euro4 fino a 15 anni. In totale, sono quasi 97.000 le auto senza filtro antiparticolato (FAP), tra i soli residenti del Comune di Milano, che producono il 77% della totalità delle emissioni di PM10. 

In particolare, gli autoveicoli alimentati a gasolio e privi di dispositivi antiparticolato, a Milano sono meno del 27%, ma producono quasi il 65% delle emissioni di PM10 allo scarico che sono “sicuramente cancerogeni per gli esseri umani” (Classe 1 IARC – International Agency of Research on Cancer/WHO). E’ quindi importante e possibile l’obbiettivo di dimezzare, nel più breve tempo, le emissioni di PM10 allo scarico, dovuto soprattutto agli autoveicoli a gasolio senza sistemi antiparticolato. 387150_2

Fonte: ecodallecitta.it

A Milano arriva il bike sharing elettrico: BikeMi inaugura il Charging Center

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Doveva arrivare in tempo per ExPo2015 ma non è stato possibile: il progetto, per fortuna, non si è comunque fermato e oggi BikeMi, definito da molti “uno dei sistemi di bike sharing più innovativi a livello mondiale”, si arricchisce con una nuova proposta, il bike sharing elettrico. Da oggi infatti il Comune di Milano affianca alle bici muscolari, che oramai tutti sanno riconoscere in città, quelle a pedalata assistita all’interno di un progetto più ampio che consente di ricaricare le batterie delle e-bike ad emissioni zero: per questo motivo è stato inaugurato il Charging Center BikeMi al centro di Milano, dove gli accumulatori dei cicli elettrici saranno ricaricati a colpi di energia “verde”, prodotta dai pannelli fotovoltaici installati sui tetti del nuovo centro. ATM, l’azienda trasporti locale milanese, ha investito in questo progetto 165.000 euro, acquistando pannelli fotovoltaici in silicio cristallino e installandoli sui 420mq del tetto dello stabile: ciascun pannello garantisce una potenza massima unitaria stimata in 260 Watt, ne sono stati acquistati 90 e sono stati divisi per alimentare tre diversi generatori in grado di erogare da 75 kWp (kilowatt per picco), energia che viene immessa nella rete nazionale, utilizzata come fosse una specie di cloud energetico, e ripresa nel momento della ricarica delle batterie.

Come sottolinea InSella però l’unico neo dell’intero progetto, cui ATM afferma di voler mettere mano, è la necessità per l’azienda di prelevare le e-bike (o le batterie) e portarle al centro con un furgone per il rifornimento per poi riporle nuovamente negli stalli per i prelievi. Come ricordano i colleghi di 02blog in origine il progetto prevedeva 1.000 biciclette elettriche e 70 nuove stazioni di ricarica: di queste, 44 sarebbero dovute essere installate entro maggio 2015 lungo il tragitto che collega il centro di Milano con il sito dell’Esposizione Universale, e successivamente sarebbero state ricollocate in diversi punti della città, anche fuori dalla cerchia dei Bastioni. Il progetto è quindi in continuo divenire, per andare incontro alle esigenze dei sempre più appassionati biker milanesi: nel 2016 BikeMi ha raggiunto il record di abbonamenti annuali con oltre 55.000 (+24% rispetto al 2015) utenti, nonché quello dei “noli” con 4.079.999 prelievi. Numeri che hanno consentito ai milanesi di spostarsi pedalando per quasi 8,2 milioni di km evitando l’immissione nell’aria di oltre 1,6 milioni di kg di CO2 e di cospicue quantità di inquinanti. Ma, vista l’aria di questi giorni, è evidente che c’è ancora molto da fare, sopratutto a livello culturale.

4 Guarda la Galleria “BikeMi inaugura il Charging Center Milano”

Fonte: ecoblog.it

SS. Trinità, in zona Sarpi a Milano la Parrocchia a Impatto Zero

 

“Quartieri Ricicloni” a Milano. In via Giusti 25 una parrocchia ad alta sostenibilità ambientale dove Don Mario ha voluto pannelli solari, pompa di calore, luci a led e cemento catalitico. E che raccoglieva 2 tonn l’anno di lattine

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I giornali ne hanno parlato già 5 anni fa, quando don Mario Longo convinse i suoi parrocchiani a fare uno sforzo particolare per dotare la parrocchia SS. Trinità di pannelli solari sul tetto della chiesa e del sagrato (vedi foto di Google Map dall’alto). Dal mese di giugno 2011, infatti, ci sono 360 pannelli fotovoltaici che producono circa 85.000 Kilowattore in un anno, più o meno l’equivalente del consumo di energia elettrica dell’intera parrocchia. “Un investimento – si disse allora – non dettato solamente da motivazioni economiche, ma soprattutto e quasi esclusivamente dall’impegno nel rispetto dell’ambiente e del Creato e nell’intento di dare un segno concreto a tutta la comunità”.
“Siamo molto contenti”, racconta oggi don Mario, “del resto l’ha detto anche il Papa che l’attenzione all’ambiente è l’ottava opera di misericordia della nostra epoca”. La cura della casa comune: il nostro pianeta Terra che grida e che ha bisogno di un radicale cambiamento di rotta, prima che sia troppo tardi.
I pannelli solari non sono l’unica scelta sostenibile riguardo l’ambiente fatta dalla parrocchia SS. Trinità di via Giusti 25. Don Mario ha voluto anche pavimentare l’oratorio con il cemento catalitico, quel materiale all’avanguardia che permette l’abbattimento degli inquinanti dell’aria.

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Poi sono venute le luci a led: “Le abbiamo messe in tutta la Parrocchia, è stato un bell’investimento all’inizio, ma poi abbiamo dimezzato i costi dei consumi e probabilmente ne beneficerà di più il Parroco che arriverà dopo di me. Ma va bene lo stesso …..”.

Anche l’impianto a pompa di calore è una conquista ambientale voluta da Don Mario in Parrocchia: tutti i locali comuni sono stati collegati e che ora si sta ultimando con gli spazi-abitazione. Le pompe di calore, in grado di trasferire l’energia presente in natura all’interno degli ambienti, scaldandoli quando è freddo e raffrescandoli quando è caldo, permettono di limitare fortemente le emissioni di CO2 e coprono mediamente il 75% del fabbisogno energetico.
“Riguardo i rifiuti e la raccolta differenziata c’è poco da dire”, aggiunge Don Mario, “facciamo bene quello che ci chiedono di fare il Comune e l’Amsa”. Anche se fino a qualche tempo fa si faceva la raccolta differenziata autonoma delle lattine di alluminio, che poi si vendevano ad un rottamaio fuori città. “Siamo arrivati a raccogliere 2 tonnellate di lattine l’anno, ma poi i passaggi burocratici per continuare a darle ad un riciclatore autonomo sono diventati eccessivi, ora non lo facciamo più”. Ma in Oratorio si raccolgono ancora i tappi delle bottiglie per un’organizzazione umanitaria.
E’ il contrasto alle emissioni di CO2 è il vero pallino di don Mario. “In ogni angolo dell’oratorio in cui si poteva abbiamo messo spazi verdi e piantato alberi, anche da frutto. Verde che contribuisce a catturare la CO2”.

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Fonte: http://www.ecodallecitta.it/notizie/386520

Nuove Formichine Salvacibo* contro lo spreco alimentare

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Anche la scuola di Vittorio Bottego, in via San Mamete a Milano, aderisce all’iniziativa promossa da Eco dalle Città e Fondazione Cariplo.

La scuola primaria “Vittorio Bottego” situata in via San Mamete, 11 a Milano aderisce all’iniziativa “Formichine-salvacibo, contro lo spreco alimentare”. Aderiscono tutte le classi dalla prima alla quinta in quanto tutte adottano da anni azioni finalizzate a sensibilizzare gli alunni ad evitare lo spreco di cibo.

1-il martedì e il giovedì, dei volontari dell’associazione “SITICIBO” del “BANCO ALIMENTARE” milanese con sede ora a Muggiò, vengono a ritirare il pane intero non usato e la frutta integra avanzati in mensa dopo il pranzo, per donarli alle mense dei poveri gestite dal “BANCO ALIMENTARE”; pertanto i nostri alunni sono ormai sensibilizzati a non sprecare/rovinare per gioco questo cibo che non vogliono perché sanno che è indispensabile per nutrire altre persone. Gli alunni hanno avuto modo di incontrare i volontari;

2-la classe III C raccoglie sempre  i pezzetti di pane avanzato (non integro) per donarlo ad un canile dove presta servizio volontario il nonno di un alunno;

3-nei giorni di lun. merc. e ven. poiché non passano i volontari di “SITICIBO” il pane e la frutta che non viene consumata viene conservata dal singolo alunno nel proprio sacchetto “salva merenda” fornito da “Milano ristorazione” e portata a casa; molti alunni della classe V B la riportano a scuola il giorno dopo per consumarla durante la merenda di metà mattina delle 10,30;

4-gli alunni delle classi quinte prima di iniziare a consumare la portata del proprio pranzo, se non intendono consumarla tutta, ne ripongono una piccola parte in un piatto pulito da utilizzare come bis da dividere fra i compagni che hanno ancora fame e ne vogliono ancora, questa ormai nelle nostre classi quinte è diventata una buona consuetudine che ci permette di evitare sprechi di cibo accontentando tutti.

*Formichine Salvacibo è un progetto cittadinanza attiva contro lo spreco con il contributo di Fondazione Cariplo.

Fonte: ecodallecitta.it

Area C a Milano, il sindaco Sala chiude a Euro4 e diesel: ticket per gpl e metano

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A Milano il neo-sindaco Beppe Sala starebbe valutando, con la sua giunta, alcune modifiche alle norme che regolano l’Area C, l’esperimento antinquinamento congeniato dalla giunta Pisapia e che effettivamente ha permesso un lieve miglioramento della qualità della vita per chi vive in centro a Milano. La delibera con i ritocchi alla norma comunale di Pisapia dovrebbe approdare in giunta il 4 novembre, così da poter partire per febbraio. Già durante la campagna elettorale Sala, contrariamente al suo omologo di centrodestra Parisi, aveva annunciato l’intenzione di estendere l’Area C o di inasprire le norme relativamente agli ingressi. Oggi quel tempo è arrivato: da febbraio 2017 infatti la Cerchia dei Bastioni di Milano sarà vietata alle auto diesel euro 4 senza Fap (eccetto i residenti) mentre i residenti con l’euro 3 a gasolio, oggi gli unici autorizzati a circolare con questo tipo di mezzi, avranno solo 40 ingressi fino al 15 ottobre, poi dovranno tenere l’auto ferma o pagare come chi entra nell’Area C senza esservi residente. Come ricorda Askanews l’obiettivo del Comune di Milano è quello di ridurre il traffico all’interno della Ztl dell’8%, pari a circa 7.000 auto al giorno, partendo dal presupposto che c’è già stata dal 2012 una riduzione del 30% e che oggi il 97% dei paganti sono occasionali. Da 15 ottobre il divieto per gli euro 4 senza Fap sarà esteso anche ai veicoli commerciali, mentre i veicoli alimentati a Gpl e metano, finora esentati, pagheranno già da febbraio 2017. Ma le brutte notizie sono anche per i veicoli a Gpl e Metano. Le automobili che vanno a gas dovranno pagare il ticket d’ingresso (non si sa se “pieno” o scontato) da febbraio 2017, mentre finora erano esentate.

Continueranno invece ad essere esentate le vetture elettriche e quelle ibride.

La direzione del Comune non è tuttavia condivisa da diversi residenti e molti commercianti: Confcommercio chiede un ripensamento sullo stop all’ingresso in Area C dei veicoli commerciali fra le 8 e le 10, e alle deroghe previste chiede di aggiungere quella per i mezzi che trasportano il fresco, come frutta e ortaggi.

Fonte; ecoblog.it

Biometano per auto dagli scarichi fognari: a Milano sono pronti

Ottenere dai depuratori biometano a km 0, un esempio di vera economia circolare. Valeria Albizzati, FCA: “l’impatto ambientale di un’auto a biometano da acque reflue è persino inferiore a quello di una vettura elettrica”386395_1

340.000. Sono i cittadini serviti dal depuratore milanese di Bresso-Seveso sud – Niguarda, a nord di Milano, l’impianto che tratta gli scarichi fognari di una parte di Milano nord (Niguarda) e dei comuni di Bresso, Cinisello Balsamo, Cormano, Cusano Milanino e Paderno Dugnano. Da uno dei maggiori depuratori gestiti dal Gruppo Cap, la realtà industriale pubblica che gestisce il servizio idrico integrato in provincia di Milano, Monza e Brianza, Pavia, Varese, Como, sta nascendo un innovativo progetto in grado di ottenere biometano dai reflui fognari, che potrebbe produrre 341 tonnellate di questo biogas, sufficienti ad alimentare circa 420 veicoli che percorrono 20.000 km l’anno. In sostanza, vorrebbe dire fare il pieno di carburante con acqua (sporca).386395_2

Il “biometano” deriva dal biogas prodotto dalla digestione anaerobica (in assenza di ossigeno) di biomasse in ambiente controllato (digestore) o in discarica, in seguito alla decomposizione dei rifiuti, o dal gas derivante dalla gassificazione delle biomasse. In questo caso, lo si ottiene dai fanghi risultanti dalla depurazione delle acque nere.
Il promettente progetto d’innovazione del Gruppo CAP è stato illustrato il 29 settembre, durante l’ultima presentazione del Bilancio di Sostenibilità e del Bilancio ambientale dell’utility milanese, presso la sede di Lifegate. Una collaborazione che vede, come partner del settore automobilistico, il gruppo FCA. Una Panda a metano, è stata già alimentata con il carburante prodotto dai reflui fognari trattati nel depuratore di Niguarda-Bresso. Per l’azienda che gestisce acquedotto, fognatura e depurazione nella Città Metropolitana di Milano, si tratta di un ottimo esempio di economia circolare che sta spingendo il gruppo a trasformare i principali dei suoi circa 60 depuratori in bioraffinerie, in grado di produrre ricchezza dalle acque di scarto. Significativi anche i risparmi, con un costo di produzione del biometano di 0,58 €/kg, sensibilmente inferiore ai circa 0,9 €/kg a cui il metano è oggi acquistabile sul mercato. Insomma, sarebbe un immenso potenziale energetico, disponibile, ma attualmente non ancora sfruttato.

La strada della produzione di biometano dal biogas offre una serie di altri vantaggi: lotta al cambiamento climatico, perchè il metano ottenuto dal biogas è in grado di sostituire perfettamente quello di origine fossile e può così contribuire alla riduzione dei gas serra; riduzione della dipendenza dalle importazioni perchè l’Italia, secondo importatore al mondo di gas naturale, ne importa 70 miliardi di metri cubi, e il biometano potrebbe compensare il progressivo esaurimento del metano di estrazione nazionale, che rappresenta circa il 10% del consumo; sviluppo dell’economia locale, perchè la produzione di biogas crea posti di lavoro, nella logistica, nella progettazione e costruzione di impianti.

Alla presentazione del progetto hanno partecipato diversi esponenti che hanno dimostrato l’attenzione verso l’ambiente e il loro impegno nella lotta al riscaldamento globale nei loro ambiti: oltre a Lifegate, il Kyoto Club, la Fondazione Triulza e l’agenzia fotografica Contrasto.

Secondo Valeria Albizzati, sustainable mobility manager del gruppo automobilistico Fca, “viaggiare con un mezzo alimentato a metano porta già a un risparmio economico fino al 60 per cento e a un taglio della CO2 fino al 20 per cento rispetto a un veicolo a benzina. Ma l’impatto ambientale di una vettura alimentata a biometano prodotto dalle acque reflue delle città è persino inferiore rispetto a quello di una vettura elettrica la cui energia deve pur essere prodotta in qualche modo, spesso attraverso fonti non rinnovabili. Ecco perché questo biometano è l’esempio perfetto di economia circolare: non sfrutta le risorse, non usa materie prime e rimette in circolo ciò che viene ‘rifiutato’”.

In Italia ci sono già più di 1.100 distributori a metano e il numero è destinato a crescere soprattutto grazie alla ricerca verso la produzione di biocarburanti. Il biometano per auto da scarichi fognari è un’innovazione che ora è in attesa delle norme necessarie che le consentano di svilupparsi e di raggiungere il consumatore finale. Secondo molti esponenti del settore, “uno dei numerosi casi in cui il legislatore è in ritardo rispetto alla sperimentazione e alla ricerca”.

“Puntare sulla sostenibilità per una grande azienda pubblica come CAP significa prima di tutto innovare, sperimentare e progettare il futuro delle nostre città. Un futuro in cui l’acqua e l’energia saranno sempre più preziose – ha dichiarato Alessandro Russo, Presidente di Gruppo CAP – Trasformare i depuratori in bioraffinerie in cui dall’acqua sporca nascono nuovi prodotti, riaprire i canali e le rogge costruiti nel medioevo per ridurre l’impatto delle bombe d’acqua, mettere in campo le tecnologie più avveniristiche per il controllo dell’acqua potabile e della falda, sono tutte tessere del mosaico di sostenibilità che CAP sta componendo con la grande collaborazione delle istituzioni e degli stakeholder. Questa bellissima giornata in cui tutti insieme presentiamo il frutto di questo lavoro appassionante ci riempie di orgoglio.”

di Stefano D’Adda

fonte : ecodallecitta.it

Good Energy Award 2016. Le aziende e i progetti sostenibili premiati a Milano

Giunto alla 7° edizione, il Good Energy Award premia quattro progetti unici nel loro genere, dalla carta derivata dai fagioli, alla domotica green: vincono Lucaprint Group, Coop Lombardia, Acea Pinerolese Industriale e Almadom.us386242_1

Lucaprint Group per la categoria IndustriaCoop Lombardia per il TerziarioAcea Pinerolese Industriale per la Pubblica Amministrazione e Public Utilities e Almadom.us per la categoria Start-up, sono i vincitori della settima edizione del “Good Energy Award”.

Questo il verdetto della Giuria del Premio ideato da Bernoni Grant Thornton che seleziona quelle aziende che hanno avuto il coraggio di investire in un mercato innovativo, non tradizionale, in modo responsabile verso l’ambiente, l’economia e il territorio. Le premiazioni si sono stamani, lunedì 26 settembre, a Milano. Il Premio è realizzato con il contributo di BOSCH e COIMA Image, entrata di recente nel panel degli sponsor, con il supporto scientifico del Ministero dell’AmbienteANDAF (Associazione Nazionale direttori amministrativi e finanziari), Asseprim (Federazione Nazionale Servizi Professionali per le Imprese), Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di MilanoUniversità degli Studi di Trento,Università degli Studi di MilanoTrentino SviluppoFiper (Federazione Italiana produttori di energia da fonti rinnovabili).

Non è stato semplice individuare i vincitori – ha dichiarato Stefano Salvadeopartner di Bernoni Grant Thornton – tantissimi dei progetti proposti erano eccellenti e ciò non può che farci piacere, perchè significa che sono molte ormai le realtà italiane votate al risparmio energetico e al sostenibile. E’ incredibile come con idee originali, ma spesso molto semplici nella realizzazione, si possa fare tanto, risparmiando energia e creandone di nuova attraverso canali alternativi”.

Un riconoscimento speciale non profit è andato al Comitato Giovani della commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, per il progetto “Unesco nelle scuole all’insegna della sostenibilità”, finalizzato a rendere le nuove generazioni maggiormente consapevoli dell’importanza del nostro patrimonio culturale e naturale.  Vincitrice della categoria Industria è Lucaprint Group (Pianezze San Lorenzo – Vicenza) grazie al progetto Crush Fagiolo. Lucaprint opera nel settore grafico cartotecnico da più di sessant’anni e si colloca tra le prime 10 cartotecniche italiane. Il Gruppo ha progettato e prodotto un innovativo imballo realizzato con un cartoncino Favini chiamato Crush Fagiolo; un cartone ecologico prodotto con gli scarti di lavorazione di legumi non utilizzabili per l’alimentazione umana in parziale sostituzione di cellulosa da albero. Una produzione che ha permesso una riduzione di utilizzo del 15% di cellulosa vergine, un utilizzo del 30% di fibra riciclata da post-consumo, una riduzione del 20 % di gas ad effetto serra, un utilizzo del 100% di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili per le attività produttive svolte in tutta la filiera. Si è invece aggiudicato il premio nella categoria Terziario, Coop Lombardia (Milano) per il progetto“dall’olio all’olio”. L’olio alimentare di frittura o utilizzato per conservare gli alimenti è riciclabile al 100%; dopo un processo di rigenerazione può essere utilizzato per svariati prodotti: cogenerazione di energia elettrica e termica, produzione di biodiesel per trazione, lubrificanti, asfalti e bitumi, collanti, mastici e saponi industriali. Il progetto “dall’olio all’olio” di Coop Lombardia (di cui ECO aveva già scritto) è rivolto ai consumatori, soci e clienti ed è finalizzato a realizzare il recupero e riciclo presso la rete di vendita in contenitori dedicati. Il nome del progetto prende spunto dal fatto che parte dei ricavi derivanti dal riciclo dell’olio, vengono devoluti a ”Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” per recuperare o piantare nuovi uliveti nei terreni confiscati alle mafie. Nella categoria Pubblica Amministrazione e Pubbliche Utilities ha vinto invece Acea Pinerolese Industriale (Pinerolo – Torino) per il progetto del Polo Ecologico Integrato. Acea Pinerolese Industriale SpA è un’azienda multiutility che opera nel settore di gestione del ciclo integrato delle acque, della distribuzione del gas metano, della raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti. La società ha progettato e attualmente gestisce un innovativo impianto di trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU), denominato Polo Ecologico Integrato. Il Polo attualmente riceve 60.000 t/anno di FORSU e 20.000 t/anno di frazione verde, con le quali produce 17 GWh/anno di energia elettrica, oltre 18 GWh/anno di energia termica e 6.000 t/anno di compost di qualità. La multiutility pinerolese ha contribuito alla realizzazione della filiera di produzione del combustibile per alimentare la Fiat Panda Biomethair sviluppata da CRF, Centro Ricerche Fiat.

Tra le “giovani speranze”, ovvero la categoria Start up, vince Almadom.us (Milano) per il progetto Domoki. Lanciata dal venture incubator Digital Magics nel maggio 2015, Almadom.us ha creato un nuovo sistema di home automation chiamato Domoki che, inserendosi all’interno delle scatole elettriche e sostituendo gli interruttori di casa, controlla luci, termostati, prese, tapparelle, valvole e anche altri oggetti connessi a internet. Domoki è in grado non solo di monitorare i consumi energetici di ogni singolo dispositivo ma anche di intervenire attivamente, ad esempio spegnendo le luci nelle stanze vuote, ottimizzando gli orari di accensione degli elettrodomestici e regolando l’intensità delle luci rispetto alla luce ambientale. Inoltre Domoki può fungere anche da termostato smart; grazie all’intelligenza artificiale a bordo può migliorare ulteriormente il risparmio energetico dei proprietari di casa. Stime del Politecnico di Milano hanno quantificato il risparmio nell’ordine del 20%, cioè tra 300 e 700 euro l’anno per un appartamento di 100mq.

La Giuria del Good Energy Award 2016 è stata presieduta da Maurizio Fauri (Professore di Sistemi Elettrici per l’Energia presso l’Università di Trento e Presidente Polo Tecnologico per l’Energia di Trento) e composta da: Fabrizio Adani, (Presidente Gruppo Ricicla – D.I.S.A.A. Università degli Studi di Milano),Enzo Argante (Reteconomy Sky), Alessandro Beda (Vice Presidente Sodalitas), Romolo Biondi (Direttore vendite Cross Selling Robert Bosch), Gabriele Boccasile (U.O. Politiche Agroambientali e Servizi alle Imprese – Regione Lombardia), Gianmarco Bocchiola (Partner Coima Image), Alberto Dossi (Presidente Gruppo Sapio), Federico Gianni (Consigliere Asseprim), Jacopo Giliberto (giornalista de Il Sole 24 Ore),Karin Mahl (Responsabile relazioni esterne Fercam SpA), Andrea Mazzolari (Ricercatore Università di Ferrara – Associato CERN di Ginevra), Giovanni Riva (Componente del comitato tecnico scientifico FIPER) e Rosanna Volpe (CFO Fondo Italiano d’Investimento Sgr).

Fonte: ecodallecitta.it