Milano, arrivano le ‘Isole itineranti del gusto’ tutte eco-friendly

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Dalle centrifughe di frutta e verdura alla scoperta dei sapori autentici della tradizione italiana, tutto su mezzi poco inquinanti. Tajani: “Una nuova opportunità commerciale e occupazionale per i giovani coniugata all’utilizzo di mezzi sempre più ecologici e innovativi”

I sapori e i gusti dello street food si trovano nelle vie del centro. Sono stati presentati oggi in via Beltrami dall’Assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio, Cristina Tajani, alcuni esempi di mezzi a basso impatto ambientale che consentiranno a milanesi e turisti di scoprire le più autentiche e gustose ricette dello street food italiano e internazionale.

Grazie a questa iniziativa abbiamo portato una nuova concezione del cibo di strada al centro del commercio itinerante, perché il cibo è sempre cultura e valorizzazione del territorio“. Così l’assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio Cristina Tajani, che prosegue: “Oggi lo street food rappresenta una modalità di consumo ampiamente diffusa nelle capitali europee e mondiali. Come Amministrazione – conclude l’assessore – abbiamo non solo favorito la scoperta dei gusti e dei sapori della nostra e di altre tradizioni gastronomiche, ma soprattutto sostenuto la nascita di nuove opportunità commerciali e occupazionali per i giovani coniugate all’utilizzo di mezzi sempre più ecologici e innovativi“.

I 50 operatori (11 hanno partecipato alla fase di sperimentazione iniziale e 39 sono nuovi) propongono, oltre a prodotti DOP, IGP, STG e PAT, anche sapori cosmopoliti. Tra i riconfermati troviamo, ad esempio,“Mozzarella e Dintorni” che propone bruschette e quanto è tipico nel territorio salentino.“Pop Dog” reinterpreta il classico hot dog statunitense nelle varianti messicana, giapponese ecc. “Sapori in movimento” suggerisce gnocco e tigelle accompagnate dai più conosciuti e apprezzati salumi emiliani. Tra le novità presenti in via Beltrami per la presentazione “PicoBrew”, un pub itinerante ideale per chi ama le birre artigianali realizzate con materie prime del territorio milanese.“Pestofino” che ripropone sapori e profumi del Tigullio, dalla pasta fresca alle salse per condire, da quella al basilico a quella alle noci. Infine i gelati della “Gelateria Gorini”, che porterà in centro città i più tipici gusti preparati con ingredienti DOP e IGP come i pistacchi di Bronte, i limoni di Sorrento, lo zafferano de L’Aquila o le amarene brusche di Modena, oltre a “Street Juice” che propone centrifughe, frullati ed estratti derivati da frutta e verdura biologici e a chilometro zero. I mezzi utilizzati (tricicli o quadricicli) hanno tutti un’estetica compatibile con il contesto urbano e una dimensione massima in esercizio di 3,60 mt di lunghezza per 1,70 di larghezza, oltre a essere eco-friendly a trazione a pedali o assistita e a motore elettrico.I singoli mezzi possono sostare per un tempo massimo di due ore e rispettare una distanza minima di 250 metri dalla presenza di un operatore similare. Nei giorni concomitanti lo svolgimento di mercati settimanali scoperti o fiere,’attività di street food può essere svolta solo a una distanza minima di 500 metri dagli stessi. Per garantire la civile convivenza con la cittadinanza gli operatori che necessitano di utilizzare olio bollente o griglie sono dotati di apposite cappe per l’abbattimento degli odori. I cinquanta operatori sono soggetti al pagamento di un canone Cosap.

Fonte: ecodallecitta.it

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T-riciclo: il veicolo fotovoltaico per i rifiuti

T-Riciclo, debutta il nuovo veicolo fotovoltaico che utlizzerà l’AMSA per pulire le strade di Milano e non solo. Ecco i dettagli.http _media.ecoblog.it_f_f45_t-riciclo

Si chiama T-riciclo ed è il nuovo veicolo fotovoltaico scelto da Amsa a Milano. Il mezzo ecologico dell’Azienda Milanese Servizi Ambientali è stato presentato in occasione della Class Digital Experience Week 2. L’innovativo veicolo a pedalata assistita, realizzato dall’azienda Ecologia Soluzione Ambiente (ESA), è alimentato con energia rinnovabile grazie al pannello fotovoltaico installato sul tetto e alla batteria per l’accumulo dell’energia. Presenta una struttura in acciaio inox, cerchi da 17″ pollici e un sistema frenante a disco su ogni mozzo. Tre le modalità di marcia: Economy, Normal e Turbo. Il pannello fotovoltaico di T-riciclo è in grado di generare 350 W di potenza. Lungo meno di tre metri, largo 120 cm e alto 195 cm, ha una capacità totale di 1,95 m3. Grazie ai due vani da 120 litri l’uno, il T-Riciclo sarà utilizzato anche per lo svuotamento straordinario dei cestini. Gli operatori alla guida del mezzo ecologico potranno raccogliere segnalazioni di eventuali problemi e diventare un punto di riferimento per i cittadini. Progettato per migliorare l’efficienza del servizio di pulizia delle strade, si può muovere tranquillamente nelle zone a traffico limitato, nelle aree pedonali o nelle zone sottoposte a modifiche alla viabilità. Il veicolo ha anche una funzione informativa dato che viene personalizzato in base alle campagne di sensibilizzazione promosse da Amsa, ad esempio sull’uso corretto dei cestini stradali, per contrastare la dispersione dei mozziconi di sigaretta nell’ambiente e l’abbandono di rifiuti in strada. Da due mesi, inoltre, gli oltre 100 responsabili del servizio sul territorio hanno in dotazione dei tablet collegati alla sala operativa centrale con i quali monitorare i mezzi in diretta dando la possibilità di intervenire in caso di necessità.http _media.ecoblog.it_b_bfe_t-riciclo-milano

I 12 T-Riciclo presenti in città dal 28 giugno 2017 coprono sia i quartieri periferici che le aree centrali di Milano, garantendo un costante presidio di Amsa nei vari municipi di zona: dal centro storico al Parco delle Cave passando per via Sammartini e la Stazione Centrale e via Ripamonti senza dimenticare i quartieri Bicocca, Città Studi, Dergano, Gallaratese, Giambellino, Greco, Lodi-Corvetto e Quarto Cagnino. T-Riciclo è in servizio dal lunedì al sabato dalle 9 alle 16. Durante la notte i mezzi sono ospitati all’interno di alcune sedi dei municipi e negli spazi dell’Università Bicocca e del Politecnico di Milano, con l’obiettivo di ridurre i tempi di percorrenza per raggiungere il quartiere di competenza. T-riciclo consente la raccolta rifiuti ma nelle tre differenti versioni può essere adibito ad attività come la consegna di pacchi e posta fino allo street food e al piccolo artigianato.

Fonte: ecoblog.it

A Milano inizia la raccolta sperimentale di piccoli elettrodomestici non più funzionanti, presso due punti vendita COOP

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Un progetto per raccogliere e gestire correttamente piccoli elettrodomestici non funzionanti che spesso rimangono nei cassetti oppure finiscono nella raccolta indifferenziata. in due punti vendita milanesi sarà possibile conferire in appositi contenitori i piccoli elettrodomestici non più funzionanti, contribuendo così al recupero di materiali critici come oro, argento, cobalto, grafite e platino. Smartphone, cellulari, tablet, fotocamere: questi sono solo alcuni dei piccoli elettrodomestici che, una volta giunti a fine vita, vengono spesso dimenticati nei cassetti di casa oppure finiscono nella raccolta indifferenziata. Contengono invece numerosi materiali “critici” (cioè di difficile reperimento in natura) che sono essenziali da recuperare e vanno pertanto gestiti in modo corretto.  Ecodom, Amsa e Coop Lombardia hanno inaugurato a Milano una raccolta sperimentale proprio dei piccoli apparecchi elettrici ed elettronici non più in uso. L’iniziativa fa parte del progetto europeo “CRM (Critical Raw Material) CLOSED LOOP RECOVERY”, finalizzato a incrementare il tasso di recupero delle materie prime critiche dai Rifiuti delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) promosso da WRAP con il contributo LIFE della Comunità Europea e la partnership di Ecodom, il principale Consorzio operante in Italia nella gestione dei RAEE. Utilizzando appositi cassonetti progettati ad hoc per facilitare questo tipo di raccolta, i cittadini milanesi potranno disfarsi dei loro piccoli elettrodomestici quali cellulari e smartphone, videogiochi, tablet, videocamere, decoder, rasoi, asciuga-capelli nel corso delle quotidiane visite al supermercato.

I contenitori del progetto CRM CLOSED LOOP RECOVERY saranno posizionati fino a dicembre 2017 presso due punti vendita COOP in via Palmanova e presso il centro La Torre di via Gozzoli.
Questa iniziativa si affianca alla raccolta “itinerante” effettuata da settembre 2016 in diversi punti della città: ultimo appuntamento domenica 25 giugno 2017 dalle ore 8 alle 13.30 in via Pagano – zona mercato domenicale. Tutti i RAEE raccolti verranno trasferiti presso appositi impianti di trattamento, dove saranno effettuate ricerche per ottimizzare il recupero dei materiali critici. “Questo progetto è nato per sperimentare nuove modalità di conferimento dei piccoli RAEE da parte dei cittadini milanesi – dichiara Giorgio Arienti, Direttore Generale di Ecodom – e verificare così la possibilità di incrementare del 5% il recupero di oro, argento, cobalto, grafite e platino da questi rifiuti.
La collaborazione di partner come COOP Lombardia e AMSA dimostra la crescente attenzione riservata nel nostro Paese al tema della Circular Economy: il recupero di questi materiali, presenti in natura solo in alcuni Paesi, è considerato prioritario per mantenere e migliorare la qualità della vita di tutti noi”. “La gestione della raccolta differenziata dei rifiuti a Milano è diventata un modello di riferimento per molte importanti municipalità europee e mondiali. Amsa ha recentemente presentato all’Amministrazione Comunale un articolato piano strategico per migliorare ulteriormente la percentuale di raccolta differenziata, che a Milano ha raggiunto il 54% – dichiara Mauro De Cillis, Direttore Operativo di AMSA – Nel 2016 Amsa ha raccolto e avviato a recupero 3.405 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici, registrando un aumento del 14% rispetto all’anno precedente. Il progetto CRM Recovery ci permette di estendere la rete di raccolta, con punti aggiuntivi alle riciclerie e al Centro Ambientale Mobile, e quindi di intercettare maggiori quantitativi di rifiuti” “Coop Lombardia – dichiara Alfredo De Bellis, Vice Presidente Coop Lombardia – non è nuova a lanciare sfide su progetti di carattere ambientale che vedono coinvolti i propri soci e clienti. Il più recente, ‘Dall’olio all’olio’, nato in collaborazione con Amsa, sta portando importanti risultati grazie al recupero degli oli alimentari. Ora vogliamo raggiungere un nuovo obiettivo: avviare una campagna di informazione e sensibilizzazione verso i nostri clienti per il recupero dei metalli preziosi contenuti nei rifiuti elettronici (cellulari, carica batterie ecc). Partiamo con questa attività in due punti vendita di Milano, via Palmanova e Ipercoop Bonola, i quali saranno attrezzati con degli appositi contenitori per il conferimento di questi apparecchi. Siamo certi che anche questo nuovo progetto verrà accolto con grande entusiasmo dai nostri soci che sono molto attenti a queste tematiche”.
Per ulteriori informazioni: http://www.ecodom-consorzio.it/it/iniziativa/crm-recovery Ufficio stampa Ecodom c/o EXTRA – Comunicazione & Marketing Daniela Pierpaoli 06 98966361 – 3466096602 d.pierpaoli@extracomunicazione.it
Ecodom – Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici – è il sistema collettivo nazionale che gestisce, senza fini di lucro, il trasporto e il trattamento degli elettrodomestici a fine vita (RAEE, Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Costituito nel 2004 su base volontaria dai principali produttori di grandi elettrodomestici, cappe e scalda-acqua operanti nel mercato italiano, Ecodom ha l’obiettivo fondamentale di evitare la dispersione di sostanze inquinanti nell’ambiente e massimizzare il recupero dei materiali da reinserire nel ciclo produttivo, nel rispetto della normativa in materia di trattamento dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (D. Lgs. 49/2014). Ecodom gestisce i RAEE provenienti dai nuclei domestici dei Raggruppamenti R1 (frigoriferi e condizionatori), R2 (lavatrici, lavastoviglie, cappe, forni, scalda-acqua), R3 (TV e monitor), R4 (piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, informatica, apparecchi di illuminazione) e R5 (sorgenti luminose).

Ufficio Stampa Amsa tel. 02.27298015 ufficio.stampa@amsa.it www.amsa.it

AMSA, società del gruppo A2A, si occupa di servizi ambientali e serve cittadini e imprese di Milano, Bresso, Buccinasco, Cesate, Cormano, Corsico, Novate Milanese, Pero, Pioltello, Segrate, San Donato Milanese, Settimo Milanese e Trezzano sul Naviglio con soluzioni studiate in base alle esigenze delle diverse utenze. Amsa tiene oggi pulita un’area di 300 Kmq, lavorando per oltre 2,4 milioni di persone: 1.300.000 abitanti e 800.000 city users nella città di Milano e circa 300.000 residenti nei Comuni della Provincia serviti dall’azienda. AMSA può contare su oltre 3000 dipendenti ed è proprietaria di un impianto per il trattamento dei rifiuti voluminosi e un impianto per la valorizzazione delle terre di spazzamento. AMSA dispone, inoltre, di undici riciclerie.

L’Azienda ha una flotta di circa 1.300 automezzi, il 30% dei quali alimentati a metano e il 40% con motorizzazione a norma Euro 4 ed Euro 5.

Ufficio Stampa Coop Lombardia 02.895931 relazionimedia@lombardia.coop.it Coop Lombardia è un’impresa cooperativa che opera nel campo della grande distribuzione. È presente nella regione con 57 punti vendita e oltre 4.500 dipendenti. Alla cooperativa aderiscono oltre 1.050.000 di soci i quali sono gli unici proprietari e principali fruitori dell’attività d’impresa. La cooperazione nasce nella comunità e dai bisogni delle persone: da qui deriva la propria missione e identità per questo l’attività di Coop non ha fini di speculazione privata ed è ordinata dai princìpi costituzionali della mutualità, ovvero dello scambio reciproco tra socio e cooperativa. Scopo sociale della Cooperativa è la tutela degli interessi economici, la salute, la sicurezza delle persone e la salvaguardia dell’ambiente.

Fonte: ecodallecitta.it

Smog, a Torino e Milano con le nuove misure i diesel Euro 3 ed Euro 4 potrebbero fermarsi più di un mese

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L’accordo appena approvato dalle regioni del nord prevede dopo 4 giorni consecutivi di sforamento delle polveri sottili il blocco dei veicoli diesel Euro 3 ed Euro 4. In base a ciò lo scorso inverno a Milano si sarebbero fermati per 34 giorni, a Torino per 40. A proposito dell’accordo tra le regioni del nord italia sulle misure antismog, firmato a Bologna il 9 giugno, ci siamo  posti due domande. Si tratta di un insieme di proposte e di intenzioni o di una nuova regola cogente che comporterà automaticamente il blocco provvisorio dei veicoli diesel Euro 3 ed Euro 4? E poi, quanto possono incidere i provvedimenti d’emergenza che entrano in vigore solo dopo ripetuti giorni di sforamento del limite di polveri sottili nell’aria?

Per quanto riguarda la prima domanda le voci  che abbiamo raccolto negli  ambienti tecnici che hanno seguito la nascita e la gestazione dell’accordo ci dicono che si tratta di un patto piuttosto serio. Il governo e le Regioni hanno infatti bisogno di dimostrare alla Commissione Europea che stanno facendo davvero qualcosa per evitare le  procedure di infrazione. Sembra quindi difficile che le Regioni possano poi trincerarsi dietro disguidi tecnico-burocratici per non mettere in pratica l’accordo. Resta però la necessità che ogni Regione trasformi il documento del 9 giugno in legge regionale. Difficilmente a quel punto i Comuni di Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte potranno sottrarsi dal mettere in pratica i provvedimenti e probabilmente non vorranno proprio sottrarsi, visto che di fronte agli automobilisti arrabbiati per  blocchi del traffico potranno sempre dire che la responsabilità è della Regione. In ogni caso Eco dalle Città seguirà da vicino l’iter del provvedimento. Stiamo anche raccogliendo dati per capire – sulla base della regola del blocco emergenziale che prevede dopo 4 giorni consecutivi di superamento di 50 microgrammi di polveri sottili il fermo per 10 ore non solo degli Euro 3 ma anche degli Euro 4 – quale impatto i nuovi provvedimenti possano avere. Le prime stime vengono dalla  agenzia per la mobilità di Milano: secondo i dati della qualità dell’aria relativi all’inverno scorso, tra ottobre 2016 e marzo 2017, le nuove misure avrebbero determinato nel capoluogo lombardo uno stop dei diesel Euro 3 ed Euro 4 di 34 giorni, 9 in più di quelli in cui sono stati effettivamente fermati la scorsa stagione. Non sono pochi. Essere costretti per più di un mese a lasciare la macchina ferma potrebbe essere un incentivo per alcuni ad acquistare un’auto più recente e meno inquinante. Secondo i nostri calcoli, sempre in base ai dati 2016/2017, a Torino i giorni di blocco sarebbero stati 40.

Fonte: ecodallecitta.it

 

Orti Aperti al Boscoincittà a Milano il 21 maggio

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Anche quest’anno si ripete la tradizionale festa degli Orti Aperti al Boscoincittà, una domenica tra fiori, orti e un concerto del coro CAM Scaldasole La tradizionale festa degli Orti Aperti al Boscoincittà si ripete anche quest’anno con un programma ricchissimo, con un trenino rosso che vi porterà da una zona all’altra del Parco e con la possibilità di usufruire di punti ristoro, oltre che di intrattenimenti e giochi. La giornata si conclude alle 17 al Giardino d’Acqua con la premiazione del Concorso fotografico e con una novità assoluta:

il Concerto del Coro CAM Scaldasole diretto da Ryoko Yagi nel programma “Armonie italiane e giapponesi”

Vi aspettiamo Domenica 21 maggio con tutti gli amici che avrete piacere di coinvolgere, piccoli e grandi.

Fonte: ecodallecitta.it

 

Milano, recuperati nelle mense 100mila chili di frutta e 60mila di pane all’anno

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Con il programma “Siticibo” di Banco Alimentare Onlus e Milano Ristorazione in un anno sono stati salvati nelle mense milanesi 98 tonnellate di frutta e 57 tonnellate di pane. L’80% del cibo recuperato proviene dalle scuole, il resto dalle mense aziendali. A Milano lo spreco di cibo si combatte anche nelle scuole. Con il programma “Siticibo” di Banco Alimentare Onlus e Milano Ristorazione in un anno sono stati recuperati nelle mense milanesi 98 tonnellate di frutta e 57 tonnellate di pane. L’80% del cibo recuperato proviene dalle scuole, il resto dalle mense aziendali. I refettori scolastici coinvolti sono 99 mentre le strutture caritative milanesi aiutate con il programma “Siciticibo” sono 79. (Dati pubblicati su http://www.milanoristorazione.it/notizie-eventi/progetti/progetti-attivi/1070-progetti-di-contenimento-sprechi-alimentari-collaborazione-con-siticibo)

Siticibo è attivo dal 2003 ed è la prima applicazione della Legge n. 155/2003, nota come legge del Buon Samaritano, che ha lo scopo di recuperare il cibo cotto e fresco in eccedenza nella ristorazione organizzata e dunque anche nei refettori scolastici. L’iniziativa è partita da una mamma, oggi volontaria di Banco Alimentare, che preoccupata nel vedere i quantitativi di cibo sprecati nella scuola frequentata dai figli ha contattato il Banco Alimentare proponendo alcune iniziative per recuperare le eccedenze e sensibilizzare alunni e insegnanti. Oltre al recupero e alla distribuzione del cibo Banco Alimentare propone azioni educative. “Entrando nelle scuole ci siamo accorti che i bimbi e gli insegnanti erano desiderosi di sapere perché salviamo gli alimenti. Nasce dunque l’attività sull’educazione al valore del cibo che non va sprecato e neanche sciupato sui tavoli”

Le iniziative contro lo spreco di cibo nelle scuole milanesi sono davvero tante.  

Nel corso degli anni, sono stati distribuiti in più di 80 plessi scolastici di Milano più di 24.700 sacchetti “Salva merenda”. Gli alunni delle scuole che hanno aderito al progetto “Io non spreco” usano il sacchetto per portare a casa frutta, pane, budini UHT e prodotti da forno, da loro stessi non consumati durante il pranzo e la merenda a scuola.387407_2

Invece negli asili dove sono stati distribuiti i kit “Riciclo e coltivo”gli avanzi si trasformano in compost da usare nei giardini delle scuole che hanno aderito all’iniziativa. Da non sottovalutare anche la scelta di consumare la frutta a metà mattina anticipando la distribuzione della frutta prevista a fine pasto. Con il progetto “Frutta a metà mattina” di Milano Ristorazione i bambini infatti apprezzano di più la frutta e si evitano gli sprechi a pranzo dato che spesso non si riesce a finire il pasto. Ma non solo. Lo spreco di cibo si combatte anche là dove viene cucinato. Milano Ristorazione cucina un numero di pasti tenendo conto degli alunni presenti a scuola il giorno prima. A metà mattina ricevono i fax con il numero di presenze per quella data giornata e se le porzioni preparate fossero in più non saranno consegnate ma conservate grazie agli abbattitori rapidi di temperatura e distribuite alle associazioni che operano sul territorio.  Sulle pagine di Eco dalle città abbiamo parlato più volte delle azioni contro lo spreco di cibo grazie anche al progetto “Formichine Salvacibo” finanziato dalla Fondazione Cariplo che ha visto la partecipazione e la premiazione di alcune scuole milanesi impegnate con attività di sensibilizzazione contro gli sprechi alimentari.

Fonte: ecodallecitta.it

 

Cibo buttato nei ristoranti: parte a Milano il progetto Ristorante Solidale

“Ristorante Solidale” nasce per destinare ai bisognosi le eccedenze alimentari provenienti dai ristoranti. Un’iniziativa del Comune di Milano, con Caritas Ambrosiana, i ristoranti affiliati a Just Eat e Pony Zero

E’ partita da Milano mercoledì la prima consegna di “Ristorante Solidale”, l’iniziativa patrocinata dal Comune di Milano, nata grazie alla collaborazione tra Just Eat, Caritas Ambrosiana e Pony Zero, per la consegna a domicilio di pasti caldi alle persone in difficoltà. Hanno presentato l’iniziativa a Palazzo Marino l’assessora alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio Cristina Tajani, con Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana, Daniele Contini, Country Manager di Just eat in Italia e Marco Actis fondatore di Pony Zero.

“Grazie a iniziative come questa, che vedono coinvolti i principali soggetti impegnati nel settore della somministrazione, Milano conferma la sua volontà di proseguire, dopo la positiva esperienza di Expo, nel percorso di incentivazione e promozione della lotta allo spreco alimentare con un occhio sempre attento alle persone in difficoltà”. Così l’assessora alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio Cristina Tajani.

Il progetto “Ristorante Solidale” nasce dalla volontà di fare qualcosa di concreto nell’ambito delle necessità alimentari e di nutrizione per chi è in difficoltà e di mettere in connessione chi cucina con chi ne ha più bisogno, valorizzando il cibo e le eccedenze provenienti dai ristoranti. Sono stati 38 i pasti preparati mercoledì dai primi 10 ristoranti aderenti all’iniziativa e destinati a ciascun ospite delle 3 comunità di accoglienza scelte a Milano: “Pani e Peschi”, una casa per gli adolescenti milanesi che soffrono di disagi psichici – “Casa alloggio Centro Teresa Gabrieli”, casa accoglienza per pazienti affetti da HIV – “La Locomotiva”, comunità a dimensione familiare per minori. Immagine

Siamo ben lieti di accogliere questa iniziativa che ci consente di implementare ulteriormente la filiera per il recupero del cibo a fini di solidarietà, che abbiamo cominciato a realizzare in occasione di Expo Milano 2015, sollecitati dalla riflessione sull’ecologia integrale contenuta nella Laudato si’ di Papa Francesco. Da quell’esperienza era nato, da un’idea di Massimo Bottura e Davide Rampello, il Refettorio Ambrosiano e collegato ad esso una rete di mense, luoghi di accoglienza, empori che ridistribuiscono direttamente a chi ne ha bisogno le eccedenze alimentari prodotte nel territorio della diocesi milanese”, ha dichiarato Luciano Gualzetti, Direttore di Caritas ambrosiana. La tappa di Milano è la prima di un percorso che dovrebbe coinvolgere altre città, come Torino e Roma. Partner del progetto è la catena di consegna pasti a domicilio Just Eat, rappresentata mercoledì da Daniele Contini, Country Manager in Italia, che raggruppa numerosi ristoranti. Da una loro indagine, condotta su un campione di 500 ristoranti affilati a Just eat, è emerso che l’83% dei ristoranti ritiene lo spreco alimentare un tema importante e che il 77% dichiara di poter contribuire attivamente. Dai dati emerge inoltre che il 24% dei ristoranti butta via cibo ogni giorno, il 26% più di una volta alla settimana e il 50% una volta alla settimana; un trend negativo che evidenzia la necessità di sviluppare progetti e azioni concrete a supporto di una nuova cultura a contrasto dello spreco alimentare. Ancora scarsa, secondo il sondaggio di Just Eat, l’introduzione di misure per ridurre il fenomeno; la family bag è stata adottata solo dal 10% dei ristoranti oggetti dell’indagine, nonostante il 53% dei clienti la richieda; l’ottimizzazione della spesa dal 68% e la promozione di donazioni di pasti ai bisognosi dal 20%. In questo scenario l’iniziativa Ristorante Solidale è stata già positivamente accolta dai ristoranti, il 55% avrebbe infatti piacere ad aderire per contribuire a limitare gli sprechi e beneficiare delle agevolazioni previste dalla nuova normativa antispreco. L’87% dichiara di non sapere dell’esistenza di agevolazioni fiscali per chi è attivo nel limitare gli sprechi alimentari, infine il 35% degli intervistati si dichiara disponibile a ricevere maggiori informazioni sull’argomento; segno di una nuova sensibilità alla lotta agli sprechi. Tutte le informazioni sull’iniziativa, le modalità di adesione e le città attive, sono disponibili sul sito www.ristorantesolidale.it.

Fonte: ecodallecitta.it

AUTOSVOLTA, a Milano una proposta Comune-AMAT per incentivare l’addio alle auto inquinanti

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Grazie ai fondi europei, parte a Milano un progetto per incentivare a rottamare le auto inquinanti, offrendo sconti nella mobilità sostenibile. Un cocktail d’incentivi, con il sostegno dell’Associazione Demolitori Auto, che potrebbe davvero spingere alla svolta.

Si chiama AUTOSVOLTA è naturalmente ha un sito e un “app” dedicati.

E’ il progetto che parte a Milano, con lo scopo di ridurre i veicoli privati alimentati con combustibili inquinanti, sostenere la rottamazione delle auto più vecchie e contrastare il problema dell’inquinamento atmosferico, promuovendo una mobilità più pulita e condivisa.

Grazie all’Unione Europea.

AUTOSVOLTA è infatti inserita all’interno del progetto EMPOWER, finanziato dall’UE con i fondi Horizon 2020. L’iniziativa italiana che parte a Milano è condotta da AMAT (Agenzia Mobilità, Ambiente, Territorio) e dal Comune di Milano. Partner sono anche il gruppo Editoriale Domus-Quattroruote e ACI, che hanno permesso il collegamento con i loro data base interattivi, gli operatori Clear Channel (BikeMI) e Share’ngo (car sharing elettrico) e infine l’ANDA – Associazione Nazionale dei Demolitori Auto, che permetterà un accesso più rapido e semplice alle rottamazioni.

Obbiettivo del progetto: spingere i milanesi, in particolare quelli ancora in possesso di auto vecchie ed inquinanti, ad un passaggio “morbido e assistito” ad un più conveniente e parsimonioso utilizzo di mezzi puliti e in condivisione.

Come funziona? Sul sito WWW.AUTOSVOLTA.IT viene messa a disposizione un’applicazione che, attraverso un rapido test, permette di calcolare gratuitamente il valore residuo della propria auto, valutare l’impatto ambientale delle più vecchie e confrontare i costi di acquisto di auto nuove a basso impatto. Una volta fatto il test, ecco gli incentivi e le soluzioni che vengono proposte per “dire addio all’auto vecchia ed inquinante”:

1) ritiro gratuito a domicilio dell’auto da demolire con call center di supporto alla gestione burocratica, grazie all’impegno dell’Associazione Nazionale Demolitori Auto.

2) Car Sharing card del valore di 500 Euro, offerta da Iniziativa Car Sharing (ICS), in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, per la rottamazione (convertibile in circa 2.000 minuti di car sharing elettrico o in abbonamento ai mezzi pubblici).

3) Iscrizione ridotta del 50% a Share’ngo, il primo operatore a Milano di car sharing elettrico, con 100 minuti gratuiti e lo sconto del 20% sulle tariffe per un anno.

4)  Iscrizione ridotta a 29 Euro per un anno a BikeMi a Milano.

Insomma, sono ben quattro le soluzioni che vengono offerte per incentivare alla ….. AUTOSVOLTA.

 

I numeri che fanno riflettere sull’inquinamento a Milano (fonte AMAT)

I principali mezzi che causano inquinamento sono le auto Euro 0, che hanno in media oltre 20 anni, tutte le Diesel Euro 0,1,2,3, che hanno tra i 19 e 24 anni, e le Euro4 fino a 15 anni. In totale, sono quasi 97.000 le auto senza filtro antiparticolato (FAP), tra i soli residenti del Comune di Milano, che producono il 77% della totalità delle emissioni di PM10. 

In particolare, gli autoveicoli alimentati a gasolio e privi di dispositivi antiparticolato, a Milano sono meno del 27%, ma producono quasi il 65% delle emissioni di PM10 allo scarico che sono “sicuramente cancerogeni per gli esseri umani” (Classe 1 IARC – International Agency of Research on Cancer/WHO). E’ quindi importante e possibile l’obbiettivo di dimezzare, nel più breve tempo, le emissioni di PM10 allo scarico, dovuto soprattutto agli autoveicoli a gasolio senza sistemi antiparticolato. 387150_2

Fonte: ecodallecitta.it

A Milano arriva il bike sharing elettrico: BikeMi inaugura il Charging Center

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Doveva arrivare in tempo per ExPo2015 ma non è stato possibile: il progetto, per fortuna, non si è comunque fermato e oggi BikeMi, definito da molti “uno dei sistemi di bike sharing più innovativi a livello mondiale”, si arricchisce con una nuova proposta, il bike sharing elettrico. Da oggi infatti il Comune di Milano affianca alle bici muscolari, che oramai tutti sanno riconoscere in città, quelle a pedalata assistita all’interno di un progetto più ampio che consente di ricaricare le batterie delle e-bike ad emissioni zero: per questo motivo è stato inaugurato il Charging Center BikeMi al centro di Milano, dove gli accumulatori dei cicli elettrici saranno ricaricati a colpi di energia “verde”, prodotta dai pannelli fotovoltaici installati sui tetti del nuovo centro. ATM, l’azienda trasporti locale milanese, ha investito in questo progetto 165.000 euro, acquistando pannelli fotovoltaici in silicio cristallino e installandoli sui 420mq del tetto dello stabile: ciascun pannello garantisce una potenza massima unitaria stimata in 260 Watt, ne sono stati acquistati 90 e sono stati divisi per alimentare tre diversi generatori in grado di erogare da 75 kWp (kilowatt per picco), energia che viene immessa nella rete nazionale, utilizzata come fosse una specie di cloud energetico, e ripresa nel momento della ricarica delle batterie.

Come sottolinea InSella però l’unico neo dell’intero progetto, cui ATM afferma di voler mettere mano, è la necessità per l’azienda di prelevare le e-bike (o le batterie) e portarle al centro con un furgone per il rifornimento per poi riporle nuovamente negli stalli per i prelievi. Come ricordano i colleghi di 02blog in origine il progetto prevedeva 1.000 biciclette elettriche e 70 nuove stazioni di ricarica: di queste, 44 sarebbero dovute essere installate entro maggio 2015 lungo il tragitto che collega il centro di Milano con il sito dell’Esposizione Universale, e successivamente sarebbero state ricollocate in diversi punti della città, anche fuori dalla cerchia dei Bastioni. Il progetto è quindi in continuo divenire, per andare incontro alle esigenze dei sempre più appassionati biker milanesi: nel 2016 BikeMi ha raggiunto il record di abbonamenti annuali con oltre 55.000 (+24% rispetto al 2015) utenti, nonché quello dei “noli” con 4.079.999 prelievi. Numeri che hanno consentito ai milanesi di spostarsi pedalando per quasi 8,2 milioni di km evitando l’immissione nell’aria di oltre 1,6 milioni di kg di CO2 e di cospicue quantità di inquinanti. Ma, vista l’aria di questi giorni, è evidente che c’è ancora molto da fare, sopratutto a livello culturale.

4 Guarda la Galleria “BikeMi inaugura il Charging Center Milano”

Fonte: ecoblog.it

SS. Trinità, in zona Sarpi a Milano la Parrocchia a Impatto Zero

 

“Quartieri Ricicloni” a Milano. In via Giusti 25 una parrocchia ad alta sostenibilità ambientale dove Don Mario ha voluto pannelli solari, pompa di calore, luci a led e cemento catalitico. E che raccoglieva 2 tonn l’anno di lattine

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I giornali ne hanno parlato già 5 anni fa, quando don Mario Longo convinse i suoi parrocchiani a fare uno sforzo particolare per dotare la parrocchia SS. Trinità di pannelli solari sul tetto della chiesa e del sagrato (vedi foto di Google Map dall’alto). Dal mese di giugno 2011, infatti, ci sono 360 pannelli fotovoltaici che producono circa 85.000 Kilowattore in un anno, più o meno l’equivalente del consumo di energia elettrica dell’intera parrocchia. “Un investimento – si disse allora – non dettato solamente da motivazioni economiche, ma soprattutto e quasi esclusivamente dall’impegno nel rispetto dell’ambiente e del Creato e nell’intento di dare un segno concreto a tutta la comunità”.
“Siamo molto contenti”, racconta oggi don Mario, “del resto l’ha detto anche il Papa che l’attenzione all’ambiente è l’ottava opera di misericordia della nostra epoca”. La cura della casa comune: il nostro pianeta Terra che grida e che ha bisogno di un radicale cambiamento di rotta, prima che sia troppo tardi.
I pannelli solari non sono l’unica scelta sostenibile riguardo l’ambiente fatta dalla parrocchia SS. Trinità di via Giusti 25. Don Mario ha voluto anche pavimentare l’oratorio con il cemento catalitico, quel materiale all’avanguardia che permette l’abbattimento degli inquinanti dell’aria.

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Poi sono venute le luci a led: “Le abbiamo messe in tutta la Parrocchia, è stato un bell’investimento all’inizio, ma poi abbiamo dimezzato i costi dei consumi e probabilmente ne beneficerà di più il Parroco che arriverà dopo di me. Ma va bene lo stesso …..”.

Anche l’impianto a pompa di calore è una conquista ambientale voluta da Don Mario in Parrocchia: tutti i locali comuni sono stati collegati e che ora si sta ultimando con gli spazi-abitazione. Le pompe di calore, in grado di trasferire l’energia presente in natura all’interno degli ambienti, scaldandoli quando è freddo e raffrescandoli quando è caldo, permettono di limitare fortemente le emissioni di CO2 e coprono mediamente il 75% del fabbisogno energetico.
“Riguardo i rifiuti e la raccolta differenziata c’è poco da dire”, aggiunge Don Mario, “facciamo bene quello che ci chiedono di fare il Comune e l’Amsa”. Anche se fino a qualche tempo fa si faceva la raccolta differenziata autonoma delle lattine di alluminio, che poi si vendevano ad un rottamaio fuori città. “Siamo arrivati a raccogliere 2 tonnellate di lattine l’anno, ma poi i passaggi burocratici per continuare a darle ad un riciclatore autonomo sono diventati eccessivi, ora non lo facciamo più”. Ma in Oratorio si raccolgono ancora i tappi delle bottiglie per un’organizzazione umanitaria.
E’ il contrasto alle emissioni di CO2 è il vero pallino di don Mario. “In ogni angolo dell’oratorio in cui si poteva abbiamo messo spazi verdi e piantato alberi, anche da frutto. Verde che contribuisce a catturare la CO2”.

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Fonte: http://www.ecodallecitta.it/notizie/386520