Torino, inquinamento e trasporto pubblico le principali preoccupazioni dei cittadini

Pubblicati i risultati del sondaggio sul Piano Strategico della Città Metropolitana. I Torinesi sempre più sensibili ai temi della sostenibilità ambientale e dell’area metropolitana385019_1

Dal 13 gennaio fino alla fine di febbraio è stato messo a disposizione sul sito della Città metropolitana di Torino un questionario rivolto a sindaci, amministratori, associazioni e cittadini. L’obiettivo è stato quello di capire quanto sono diffuse le conoscenze del nuovo ente, che da un anno ha sostituito la Provincia di Torino, e di coinvolgere tutti i cittadini nell’attuazione del Piano strategico, lo strumento che indirizzerà la pianificazione e programmazione del territorio in modo il più possibile partecipato con i suoi 315 Comuni.385019_2

Hanno risposto al questionario complessivamente 709 soggetti, in prevalenza cittadini della Città metropolitana (86.3%). La maggior parte di chi ha affrontato il questionario conosce l’evoluzione della Città metropolitana (87.6%) e la sua organizzazione territoriale (81.5%). Il profilo di chi ha risposto individua che si tratta di un italiano (99%) nella quasi assoluta maggioranza dei casi, maschio (65.8%), fra i 50 e 60 anni, con titolo di studio medio alto (il 51.1% è laureato, il 38.4% ha un diploma) e residente nel comune di Torino (44.5%) o nell’aree metropolitane adiacenti. I temi strategici più rilevanti che dovrà affrontare il Piano strategico sono quelli legati alla sostenibilità ambientale (mobilità, risparmio energetico, utilizzo risorse naturali, raccolta differenziata…) indicati come prioritari dal 46.9%; al trasporto pubblico (43.3%), all’occupazione e sviluppo economico (38.5); alle infrastrutture e trasporti (33%) e infine alla prevenzione e protezione dal rischio idrogeologico (24.1). Coerentemente con queste indicazioni, inquinamento dell’aria (45.1%), traffico e ridotta efficienza del trasporto pubblico (43.5%), disoccupazione e mercato del lavoro statico (37.1%); sono rilevati come principali criticità di cui soffre il territorio, a cui si aggiungono burocrazia e scarsa efficienza della Pa (30.4%) e abbandono dei territori montani e periferici (25.5%). Quest’ultimo tema, ovviamente è particolarmente sentito al di fuori dell’area metropolitana che contorna il capoluogo; analizzando i dati per Zone omogenee, si nota che in Pinerolese, Valli Susa e Sangone, Ciriacese e Valli di Lanzo, Canavese occidentale è il problema più sentito e si colloca al primo posto nelle scelte dei rispondenti. Fra i punti di forza della Città metropolitana emergono, con forza, offerta culturale e turistica (64.3%), aree verdi e parchi (49%), offerta formativa (43.6%); qualità dei territori rurali, collinari e montani (27.3%) e infine qualità delle relazioni con il resto dl’Europa (21.1%).385019_3

Si delineano bene anche i valori che meglio caratterizzano l’identità del territorio della Città metropolitana di Torino: anche qui è in testa l’offerta culturale e turistica (65.4%); seguita dalla formazione universitaria di qualità (54%), dalla prossimità con il resto d’Europa (41.8%) a cui si aggiungono usanze locali e tradizioni (30.6) e accoglienza e solidarietà (25.1). Anche in questo caso i dati che riguardano le usanze locali e tradizioni diventano fondamentali nelle Valli di Susa e Sangone, in cui si colloca al primo posto, ma anche nel Pinerolese, Canavese occidentale, Chivassese e Chierese-Carmagnolese, dove si posiziona al terzo posto. Per quanto riguarda, invece, i suggerimenti forniti, si nota una difficoltà dei cittadini di collocare correttamente le funzioni tra i vari Enti: sicuramente le storiche “duplicazioni” delle competenze tra enti diversi e i recenti cambiamenti a livello istituzionale non hanno contribuito alla chiarezza di suddivisione delle competenze. Un altro aspetto interessante, anche se meno rilevante da un punto di vista quantitativo, riguarda le indicazioni che fanno riferimento in maniera più “tecnica” agli aspetti istituzionali, con temi che vanno dalla mancata elezione diretta del sindaco ai problemi inerenti la scarsa rappresentatività di alcuni territori nell’ambito dei nuovi organi della Città metropolitana di Torino: probabilmente si tratta di cittadini che hanno un rapporto, per motivi personali o professionali, più stretto con la Città metropolitana e che meglio si inseriscono nel dibattito politico. La maggior parte delle indicazioni si concentra su tematiche legate al trasporto pubblico locale, all’ambiente e alla viabilità (con indicazioni che spaziano dalla manutenzione della rete stradale alla creazione/gestione delle piste ciclabili). In particolare i temi legati alla mobilità (non solo trasporto pubblico locale, ma anche altri aspetti non di competenza della Città metropolitana) sono senza dubbio quelli segnalati con maggiore frequenza.

Fonte: ecodallecitta.it

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Torino, Legambiente detta le priorità a Fassino: “Rigenerazione urbana, Mobilità Nuova e rilancio della RD”

Legambiente coglie l’occasione dell’elezione di Fassino alla presidenza Anci per fare appello al sindaco affinché “non si svenda il patrimonio pubblico”, si copra l’intera città con la raccolta dei rifiuti porta a porta e “non si aspetti l’autunno per prendere provvedimenti antismog”. “Dalle città dipendono molte delle soluzioni a crisi economica e cambiamenti climatici”375666

A seguito dell’elezione del sindaco di Torino Piero Fassino alla presidenza dell’AnciLegambiente ha inviato al primo cittadino una lettera d’auguri“considerando di fondamentale importanza il ruolo che hanno oggi le città nell’economia del Paese e per la qualità della vita dei cittadini, ancor di più in un momento storico come quello che stiamo vivendo, attraversato da una pesante crisi economica e costretti a fare i conti con i galoppanti cambiamenti climatici“. Per Legambiente infatti dalle politiche che adotteranno i centri urbani “dipendono molte delle soluzioni ai problemi che affliggono quotidianamente gli italiani e le chiediamo di prestare particolare attenzione a partire proprio dalla città che lei amministra, Torino”. Le cariche apicali dell’associazione ambientalista a livello nazionale e regionale,Vittorio Cogliati Dezza e Fabio Dovana, chiedono a Fassino “di prestare molta attenzione alle scelte urbanistiche messe in atto e previste in città; facciamo nostro l’appello lanciato qualche giorno fa dal Presidente uscente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Torino, l’architetto Bedrone, affinché per ripianare i debiti accumulati dall’amministrazione non si svenda il patrimonio pubblico. Piuttosto occorre investire in una complessiva rigenerazione urbana che preveda costruzioni energeticamente efficienti ed ecoquartieri, per rispondere alle reali esigenze abitative dei cittadini: le scelte urbanistiche devono tenere conto della vivibilità della città”. “Non condividiamo l’idea che per ripianare i debiti si possano svendere dei servizi essenziali di una metropoli europea -scrive Legambiente con diretto riferimento alle operazioni che stanno interessando Amiat, Gtt e Iren-, servizi da sempre orgoglio di ogni sindaco: l’igiene urbana, la mobilità, l’energia ed i servizi idrici. Ricordiamo a questo proposito la delibera di iniziativa popolare che la città ha assunto il 4 marzo 2013 per la trasformazione della nostra SMAT in una municipalizzata a diritto pubblico. Il percorso avviato per questa delibera è un esempio di democrazia partecipata, di cui andare orgogliosi in un momento di crisi generale della partecipazione dei cittadini alla vita politica”. “Una città -ricorda ancora l’associazione del cigno verde- che soffre di gravi patologie ambientali, come la Mal’Aria che ogni anno pone Torino in testa alla classifica delle città più inquinate d’Europa, sforando costantemente e di molto i limiti imposti per legge sulle polveri sottili. Per curare questa malattia non ci si può affidare ad un semplice palliativo ma è necessario un piano antismog coraggioso e radicale, in grado di far tornare la qualità dell’aria respirabile anche per i cittadini torinesi (d’altronde ce lo impone anche la legge). Sarebbe auspicabile che fin da ora la Giunta Comunale mettesse a punto tali provvedimenti, per non trovarci in autunno inoltrato, come ogni anno, ad assistere al triste battibecco di Assessori e Consiglieri su quale manovra mettere in atto per contrastare quella che viene ancora definita un’emergenza, mentre – ahinoi – si tratta di routine. Ciò che ci sentiamo di consigliare sono misure che vadano a incidere non solo sulla qualità dell’aria, ma anche sulla qualità della vita e sulla sicurezza dei cittadini. Proposte che trova riassunte nel Manifesto per la Mobilità Nuova che già dovrebbe conoscere e che racchiude in sé l’attenzione per la mobilità sostenibile e la realizzazione di aree urbane pedonali, zone 30 e a traffico limitato”. “Un tassello importante -prosegue la lettera- va poi ritagliato per il trasporto pubblico, che ha visto negli ultimi mesi pesanti tagli economici tradotti a livello locale in tagli di corse di autobus, in netta controtendenza con quanto auspichiamo per una città smart come ci auguriamo diventi Torino. L’augurio che facciamo a Torino è anche quello di mettersi al passo con il resto del Piemonte per quanto riguarda la percentuale di raccolta differenziata, ferma al 42% per via della mancata estensione del porta a porta nei quartieri del centro città. La copertura dell’intero territorio comunale con la raccolta domiciliare è un passo fondamentale che auspichiamo venga fatto al più presto; senza dimenticare le politiche da mettere in campo per la riduzione alla fonte dei rifiuti”. La missiva si chiude con una dichiarazione di disponibilità a collaborare: “Torino ci piace, onorevole Sindaco, la amiamo e vogliamo che diventi sempre più bella e vivibile per i cittadini e i turisti. Ma Torino non è solo bei monumenti, musei, iniziative culturali, è anche periferie, con tanti problemi di integrazione e di degrado non tutti risolti. Per raggiungere i risultati che ci auguriamo per la città siamo pronti a collaborare mettendo in campo idee e iniziative come siamo abituati a fare. Le chiediamo inoltre di essere coinvolti nel Piano Strategico dell’Area Metropolitana di Torino, considerando l’assenza delle associazioni ambientaliste in questo percorso una mancanza da riparare al più presto”.

 

Fonte: eco dalle città