‘Perché nella nozione di decoro non c’è mai spazio per i libri’, Aldo Grasso difende Vivi Libron

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Sulle pagine del Corriere di Torino (edizione torinese del Corriere della Sera on line) il celebre critico e giornalista critica le decisione di sfrattare la piccola libreria di cartone nel cuore di Porta Palazzo.

Quei libri non sono decorosi, bisogna farli sparire. Qualche giorno fa l’amministratore del complesso immobiliare nato nell’ex Arsenale Militare di Borgo Dora a Torino ha scritto all’associazione Vivi Balon chiedendo di «liberare immediatamente l’area di pertinenza condominiale» dove è stata sistemata «una catasta di libri, molto probabilmente per un progetto di libero scambio del quale non eravamo al corrente» chiamato «Viva Libron». I motivi sarebbero il mancato rispetto del «decoro previsto dal regolamento di condominio» ma soprattutto il pericolo dato dal «materiale altamente infiammabile». Risultato: la piccola libreria di cartone nel cuore di Porta Palazzo è stata sfrattata. A prendere le difese di questa bella iniziativa che vede protagonisti Eco dalle Città e Vivi Balon anche Aldo Grasso. Ecco che cosa ha scritto sull’edizione torinese del Corriere della Sera:

L’amministratore di condominio che ha sfrattato la piccola libreria di cartone nel cuore di Porta Palazzo sarebbe stato un personaggio perfetto per le straordinarie meditazioni cretinologiche di Fruttero & Lucentini. Per carità, c’è sempre un regolamento cui appellarsi, un pezzo di carta che manca, un decoro condominiale da rispettare, ma la cosa più imbarazzante è che nella nozione di decoro non c’è mai posto per i libri. A Torino, come in altre città. Come se quei parallelepipedi di carta stampata fossero degli ingombri, suppellettili accatastate in attesa della nettezza urbana. Chi non ama leggere pensa che i libri non abbiano nulla di suggestivo, di gratificante, di desiderabile e che il «libero scambio» sia qualcosa di disdicevole.

E invece scambiarsi libri è un modo per condividere idee ed emozioni con altri, specie in un momento economicamente non facile. Cosa c’è di più bello che rilasciare libri nell’ambiente naturale, compreso quello urbano, affinché possano essere ritrovati e quindi letti da altri? Diceva Umberto Eco: «I libri si rispettano usandoli, non lasciandoli stare». E questo è il concetto che sta alla base del bookcrossing , un fenomeno dalle radici antiche che da qualche anno ha trovato un’espressione concreta anche da noi. La condivisione è un valore da tutelare, non da sfrattare. Rovistare fra libri usati è come sfogliare un vocabolario: cerchi una parola e intanto ne trovi altre, forse più interessanti, più espressive di quella che cercavi. Un buon consiglio è quello suggerito già nel 1947 da Wodehouse: «Secondo me il solo modo di trovare qualcosa da leggere, oggi, è di andare in una pubblica biblioteca, girare tra scaffali, e tirar giù quel tipo di libri di cui nessuno ha mai sentito parlare». E se la pubblica biblioteca, seppur minuscola, si trova in un cortile condominiale è ancora meglio. Le sorprese sono a portata di mano perché un libro non va mai considerato come uno scarto, un oggetto superfluo, un raccoglitore di polvere.

Fonte: ecodallecitta.it

 

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A Torino autobus scontati e bike e car sharing agevolato per le aziende

Il progetto “Smart Mobility” prevede uno sconto sugli abbonamenti ai mezzi pubblici e facilitazioni per il car sharing. E’ dedicato alle aziende.http _media.ecoblog.it_a_abd_a-torino-autobus-scontati-e-bike-e-car-sharing-agevolato-per-le-aziende

La città di Torino fa un passo avanti verso un sistema di mobilità integrata, alternativo all’auto di proprietà: è stato infatti presentato il progetto “Smart Mobility“, che prevede una serie di agevolazioni per le aziende e i loro dipendenti che fanno uso di autobus pubblici, bike sharing e car sharing. Le aziende che aderiscono a Smart Mobility, in pratica, possono godere di uno sconto sul prezzo degli abbonamenti agli autobus urbani GTT o degli altri mezzi pubblici torinesi sottoscritti per i propri dipendenti. I dipendenti, invece, possono avere sconti e agevolazioni (come il pagamento rateale in busta paga) sull’uso del car sharing e del bike sharing. Smart Mobility è dedicato alle aziende sia pubbliche che private e, al momento, partecipano 50 aziende con oltre 9.500 abbonamenti agevolati. Tra le aziende che aderiscono, da citare nomi del calibro di Ikea, Rai, Allianz, Camera di Commercio di Torino e Università degli Studi di Torino.
E’ una richiesta che viene dai cittadini e risponde alla domanda di poter disporre di servizio di mobilità facile, integrato e conveniente: caratteristiche indispensabili – spiega l’assessore alla Viabilità e ai Trasporti, Maria Lapietra – per un’offerta di trasporto in città adeguata soprattutto alle esigenze di chi deve muoversi per studio e per lavoro. Permettere, a chi deve spostarsi, di organizzare il proprio viaggio unendo un tratto in treno, in metropolitana o in bus ad altri fatti a bordo di un auto del car sharing o pedalando in bicicletta, porta benefici a tutta la collettività“.

L’iniziativa Smart Mobility è stata ideata e realizzata in sinergia da GTT (Gruppo Trasporti Torinese, Che a Torino gestisce gli autobus urbani, i collegamenti con l’aeroporto e il sistema ferroviario metropolitano), To Bike e Car2Go.

Fonte: ecoblog.it

Torino BikeTOwork 2017: andare al lavoro in bicicletta diventa una gara

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Fino al 31 dicembre una sfida a colpi di pedale tra enti e aziende

Mettere in sella il maggior numero possibile di dipendenti e di studenti in una divertente sfida tra luoghi di lavoro e tra poli universitari: è questo l’obiettivo della campagna Torino BikeTOwork 2017, partita lunedì 6 novembre. Fino al 31 dicembre, grazie alla piattaforma messa a disposizione dal progetto, tutte le organizzazioni pubbliche e private possono iscriversi alla competizione, e  invitare i loro dipendenti a registrarsi e a scaricare l’app “Seta Tracking” .

Il concorso, avviato nel 2016 con la partecipazione di Fiab, è finanziato quest’anno nell’ambito del progetto Seta – programma Horizon2020 – di cui è partner la Città di Torino, ed è sostenuto da Regione Piemonte, Città metropolitana di Torino, Università di Torino, Politecnico di Torino, 5T srl e Fondazione Torino Wireless. Seta è un progetto di ricerca che mira a creare una tecnologia e una metodologia per una mobilità intelligente e sostenibile nelle aree metropolitane, basata su dati raccolti in tempo reale su larga scala. L’obiettivo è quello di fornire servizi ottimali ai cittadini e alle imprese per supportare una mobilità sicura, efficace e sostenibile. Il progetto può vantare una ricca partnership con protagonisti tre istituti di ricerca, un’azienda, cinque piccole e medie imprese e tre città pilota (Torino, Birmingham, Santander).

Per le amministrazioni, è l’occasione per una migliore comprensione dei bisogni dei cittadini e per studiare le abitudini di mobilità, sperimentare azioni migliorative e ri-pianificare la mobilità a partire da dati aggiornati e reali. Trattandosi di un progetto di ricerca, la cooperazione dei cittadini e il monitoraggio in tempo reale degli spostamenti saranno fondamentali per arrivare, attraverso passaggi successivi, alla definizione stabile di strumenti utili per le pubbliche amministrazioni, e per la partecipazione dei cittadini stessi alla costruzione di servizi di mobilità. L’app registrerà, attraverso lo smartphone, i minuti totalizzati per spostamento per mezzo, le calorie “bruciate” e tutti i tracciati compiuti da ogni singolo partecipante, che abbiano una durata di almenocinque minuti continuativi, in qualunque giorno della settimana, in qualunque luogo. Ci si potrà iscrivere anche a sfida iniziata, fino al 30 dicembre. Enti e aziende saranno divisi in sei categorie a seconda del numero di dipendenti, e vinceranno le prime classificate in ogni categoria, sulla base della partecipazione innescata (la maggior percentuale di dipendenti pedalatori coinvolti, studenti nel caso dei poli universitari) e del numero di minuti totalizzati negli spostamenti in bicicletta casa-lavoro o casa-scuola.

“La Città metropolitana è entusiasta di partecipare nuovamente a BikeTOwork” commenta la consigliera delegata all’ambiente di Palazzo Cisterna Elisa Pirro. “È un’iniziativa che sosteniamo incondizionatamente perché ha solo aspetti positivi: promuove i comportamenti sostenibili, il benessere e la salute, favorisce la socialità e aiuta a ridurre i problemi di parcheggio e di congestione stradale”.

Fonte: ecodallecitta.it

Smog record a Torino mentre continuano gli incendi dei boschi delle Alpi

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Toccati 200 microgrammi nella giornata di giovedì mentre non è neppure attivo il blocco dei diesel. Nella notte di giovedì 26 ottobre a Torino i livelli di polveri sottili sono schizzati alle stelle. Secondo i dati validati dall’Arpa Piemonte ieri sono stati raggiunti i 199 µg/m³ di PM10. Mentre i dati rilevati da sistemapiemonte.it e pubblicati dal vice presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta Federico Vozza sul suo profilo Facebook raccontano di un progressivo ed esponenziale aumento del PM10 durante tutta la giornata di ieri. Infatti se alle ore 17 i valori, se pur altissimi, si attestavano sui 173 µg/m³ alle ore 22 hanno toccato la vertiginosa cifra di 388 µg/m³.Senza nome

Sempre nella serata di ieri lo stesso Comune di Torino, in una nota, aveva detto “è presumibile un ulteriore peggioramento delle condizioni di inquinamento atmosferico nel caso gli incendi dovessero proseguire con l’intensità attuale” ma, dati alla mano, le speranze dell’amministrazione sono state del tutto disattese dai fatti.Senza nome1

Intanto da Palazzo di Città, per ora, non è stato ancora preso nessun provvedimento e nessuna indicazione viene fornita ai cittadini su come ci si deve comportare in casi eccezionali come questi.

Fonte: ecodallecitta.it

Taxi condiviso per raggiungere l’aeroporto: con Wetaxi sconto del 50% verso Torino Caselle

Da oggi con Wetaxi, la prima app che permette di prenotare e condividere il taxi in tempo reale, per i cittadini di Torino sarà più semplice ed economico spostarsi da e per l’Aeroporto Internazionale di Caselle: prenotando il taxi tramite l’applicazione nelle fasce orarie comprese tra le 6 e le 10 e tra le 16 e le 20 sarà sempre garantito uno sconto sulle corse pari al 50%.  Raggiungere l’aeroporto in taxi sarà più facile, economico e veloce grazie a Wetaxi, la prima app che permette di prenotare e condividere il taxi in tempo reale. Da oggi tutti gli utenti Wetaxi potranno prenotare un viaggio da e per l’aeroporto Sandro Pertini di Torino-Caselle con uno sconto garantito pari al 50% nelle fasce orarie comprese tra le 6 e le 10 e tra le 16 e le 20.

Per condividere un taxi da e verso l’aeroporto, basterà aprire l’app Wetaxi, selezionare “condividi il taxi”, inserire l’indirizzo di partenza o destinazione e scegliere la fascia oraria di interesse. Sarà l’applicazione stessa a trovare gli altri passeggeri con cui dividere la corsa e comunicherà all’utente, almeno mezz’ora prima, l’esatto orario di partenza. Il prezzo verrà comunicato in anticipo e con uno sconto fisso del 50%, sia che si riesca a viaggiare in compagnia sia che si viaggi da soli. Il servizio di Wetaxi, startup del Politecnico di Torino, ha preso il via nel capoluogo piemontese grazie alla collaborazione con Taxi Torino, che unisce le storiche cooperative torinesi Radio Taxi 5730 e Pronto Taxi 5737.

“Con Wetaxi vogliamo trasformare il servizio di trasporto urbano, garantendo trasparenza e semplicità”, spiega Massimiliano Curto, CEO della startup torinese.

Wetaxi consente infatti di prenotare gratuitamente il taxi con pochi click sullo smartphone specificando giorno e ora, di avere il calcolo della tariffa in anticipo inserendo punto di partenza e di destinazione, di controllare gli spostamenti del taxi in tempo reale e di pagare tramite app oppure direttamente a bordo. In più, l’applicazione permette di condividere la corsa e risparmiare ulteriormente, non soltanto in termini economici ma anche ambientali, abbattendo le emissioni nocive di CO2 in atmosfera.unnamed wetaxi

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Chi è Wetaxi

Wetaxi è l’applicazione nata per trasformare il servizio di trasporto urbano garantito dai taxi. L’app consente di prenotare gratuitamente un taxi tramite smartphone e di condividere la corsa con altri clienti, assicurando il calcolo della tariffa in anticipo e permettendo di controllare gli spostamenti del taxi in tempo reale. Il pagamento può avvenire tramite app oppure a bordo. La startup è nata all’interno di I3P Incubatore del Politecnico di Torino; il team è costituito da giovani ricercatori e professori dell’ateneo torinese.

Maggiori informazioni su www.wetaxi.org

Fonte:  agenziapressplay.it

Progetto Solez, Torino cerca soluzioni intelligenti per la mobilità sostenibile

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Tra le soluzioni proposte nell’ambito delle azioni pilota, ci saranno servizi avanzati per il parcheggio intelligente, servizi a valore aggiunto per aumentare l’attrattiva delle zone Ztl, strumenti Ict per la pianificazione del trasporto pubblico con l’incremento di bus elettrici. A Torino entra nel vivo il progetto Solez (Smart sOlutions supporting Low Emission Zones and other low-carbon mobility policies in EU cities) che vede una rete di città impegnate nelle politiche di mobilità sostenibile, in particolare attraverso la realizzazione di misure a supporto delle strategie per la limitazione del traffico nei centri storici. Solez, che coinvolge 10 partner di 7 nazioni diverse con un budget di oltre 2 milioni di euro, riunisce città ed enti europei che lavorano su soluzioni di mobilità sostenibile e che intendono condividere, attraverso lo scambio di “buone pratiche”, informazioni ed esperienze per migliorare le capacità di pianificazione degli amministratori pubblici e sviluppare servizi e prodotti ICT di supporto alle zone a traffico limitato.
L’obiettivo finale di Solez prevede l’elaborazione di otto strategie o piani d’azione per la mobilità sostenibile, lo sviluppo e l’implementazione di strumenti e servizi innovativi che si adatteranno alle diverse necessità delle città, nel rispetto delle esigenze degli amministratori locali, dei residenti, dei turisti, degli operatori privati e commerciali.
Rientra appieno in questo progetto il percorso che l’Amministrazione ha avviato e che proseguirà con i vari portatori di interesse (residenti, operatori economici, operatori del trasporto, associazioni di categoria) per giungere alla definizione di un documento nel quale saranno indicate le nuove policy della futura zona a traffico limitata cittadina – spiega l’assessora alla Viabilità Maria Lapietra -. Solez – prosegue l’assessora – permetterà di condividere questi risultati con le altre città partner per offrire e raccogliere spunti di miglioramento reciproci”.
Tra le soluzioni proposte nell’ambito delle azioni pilota, ci saranno servizi avanzati per il parcheggio intelligente (con uso di tecnologie dell’informazione e della comunicazione, Ict), servizi a valore aggiunto per aumentare l’attrattiva delle zone Ztl riducendo gli effetti negativi per le restrizioni del traffico, strumenti Ict per la pianificazione del trasporto pubblico, grazie all’incremento di bus elettrici nelle città.  Al progetto prendono parte con Torino, la capofila Vicenza e le città di Danzica (Polonia), Dubrovnik (Croazia), Graz (Austria), Zilina (Slovacchia), la facoltà di Mechanical Engineering and Naval Architecture dell’università di Zagabria, il Centro di Ricerca sui Trasporti CDV della Repubblica Ceca, il Pannon Business Network Association Hungary e KORDIS, partner tecnico che si occupa del sistema di trasporto pubblico integrato della Moravia meridionale.

 

Fonte: Comune di Torino

Ebike a Torino: To Bike installerà 20 postazioni di ricarica per le bici a noleggio

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Lo scorso 2 luglio, in occasione del Bike Pride di Torino, To Bike ha annunciato venti nuove stazioni di ricarica per bici elettriche che saranno pronte entro la fine dell’estate: To Bike, il servizio di bici ed ebike a noleggio nel Comune di Torino, ha in verità in serbo ben tre novità per i 27.500 abbonati torinesi. La prima è proprio l’installazione delle nuove venti postazioni di ricarica, che faranno salire a 185 il totale delle postazioni presenti nel capoluogo piemontese e che si aggiungono alle dieci già installate dal Comune in città:

“La tabella di marcia prevede che entrino in funzione entro la fine dell’estate, in modo che a settembre, alla riapertura degli uffici e delle scuole, le postazioni siano pronte per l’uso”

ha dichiarato il direttore commerciale del ToBike, Gianluca Pin. La seconda novità sarà la messa in strada di nuove biciclette anti-vandalo, un nuovo modello più robusto e provvisto di catena, cestino e parafanghi interamente protetti. Una novità, ricorda Repubblica Torino, già annunciata dall’amministrazione ma ancora in attesa di vedere la luce e che pare sarà messa a bando entro il prossimo settembre. La terza novità di To Bike consiste in un rincaro dei costi del servizio, aumento che sarà finalizzato ad un miglioramento ed ampliamento del servizio di bike-sharing: la società che gestisce il To Bike sta infatti discutendo con il Comune sabaudo di innalzare la quota di iscrizione annuale, attualmente ferma a 25 euro, ad una cifra sui 30-35 euro, più in linea con il resto del panorama nazionale (a Milano, per esempio, il costo dell’abbonamento è di 36 euro).

“Nulla ancora è stato deciso ma crediamo che i nostri utenti, con i loro 8-10mila prelievi al giorno che fanno del bike sharing torinese il più utilizzato in Italia, possano essere disponibile a pagare qualcosa in più, a fronte di un sensibile miglioramento del servizio”

ha dichiarato Pin a Repubblica. La rete sarà estesa a Mirafiori, verso sud, a borgo San Paolo e Cenisia, verso ovest, e Barriera di Milano, verso nord. La mappa delle nuove stazioni: piazza Zara, corso Traiano e piazza Caio Mario, corso Tazzoli, via Filadelfia-Stadio comunale e piazza Santa Rita; e poi, via Moretta, piazza Sabotino, corso Tassoni, piazza Robilant e piazza Rivoli; nella zona nord, via Cigna, corso Umbria, via Orvieto, piazza Baldissera, piazza Crispi, corso Novara angolo corso Palermo, piazza Bottesini; e infine, in precollina, corso Belgio, piazza Pasini e corso Chieri.

Fonte: ecoblog.it

Torino, accordo con Eni per sperimentazione Diesel+ sui mezzi pubblici

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Il nuovo carburante che contiene il 15% di componente rinnovabile e permette di ridurre in modo sensibile le emissioni inquinanti fino al 40%. Inoltre verrà incoraggiata la raccolta degli oli esausti domestici da trasformare in biocarburante

Eni e La Città di Torino insieme a GTT – Gruppo Torinese Trasporti e Amiat, società del Gruppo Iren, hanno firmato oggi un accordo per avviare un progetto di sperimentazione su larga scala basato sull’utilizzo da parte degli autobus torinesi di Eni Diesel+, il nuovo carburante che contiene il 15% di componente rinnovabile (chiamata Green Diesel, ndr) e che, grazie all’intesa siglata, verrà fornito all’azienda torinese di trasporto pubblico allo stesso costo del gasolio finora utilizzato dai mezzi in servizio sulla rete urbana. Eni si è infatti aggiudicata la gara per la fornitura dei combustibili agli autobus di Torino.

In base ai dati forniti dalla stessa Eni, “nell’ambito dei test su vetture Euro 4, Euro 5 ed Euro 6 condotti presso il Centro Ricerca Eni di San Donato Milanese e validati dall’Istituto Motori CNR di Napoli è stata rilevata una significativa riduzione delle emissioni gassose inquinanti (monossido di carbonio CO e di idrocarburi incombusti HC) fino al 40% grazie alla presenza della componente rinnovabile Green Diesel. Inoltre grazie ad un ciclo produttivo più sostenibile, Eni Diesel + presenta un valore di “Carbon Intensity” inferiore rispetto ad un gasolio commerciale e contribuisce a ridurre le emissioni di CO in media del 5%.

A partire oggi e fino al 31 ottobre gli autobus della flotta cittadina di GTT, complessivamente 650 mezzi riforniti attualmente con gasolio tradizionale, utilizzeranno il nuovo combustibile che, sulla base delle ricerche effettuate, permette di ridurre in modo sensibile le emissioni inquinanti – in particolare idrocarburi incombusti, ossido di carbonio e particolato -, di mantenere pulito il motore e di consentire una efficienza di combustione sempre ottimale, determinando, di conseguenza, una riduzione degli interventi di manutenzione dei motori, nonché di ottenere una riduzione dei consumi fino al 4%, in conseguenza dell’elevato potere calorifico. GTT testerà sul campo il nuovo carburante segnalando a Eni ogni eventuale variazione di funzionamento o comportamento che dovesse riscontrare sui propri mezzi nel corso del periodo di sperimentazione. Un autobus della sua flotta sarà poi impiegato nei laboratori Eni a San Donato Milanese per svolgere, in collaborazione e con la supervisione dell’Istituto Motori del CNR di Napoli, altri test sperimentali, finalizzati a validare l’impatto positivo dell’utilizzo di Eni Diesel+ in termini di riduzione di emissioni inquinanti e di efficienza di combustioni. La Città di Torino – che lo scorso marzo ha aderito alla Dichiarazione di Siviglia, documento con il quale oltre 60 amministrazioni locali europee si sono impegnate a incoraggiare politiche di “economia circolare” all’interno delle città – promuoverà infine la raccolta degli oli spenti di frittura delle utenze domestiche. Amiat contribuirà, in accordo con la Città di Torino, alla promozione fra i cittadini della raccolta degli oli vegetali usati, anche attraverso il posizionamento di eventuali nuovi punti di raccolta sul territorio. Dopo un trattamento di purificazione da effettuare presso aziende specializzate l’olio esausto recuperato potrà essere trasformato in biocarburante presso la Raffineria Eni di Venezia e quindi utilizzato per alimentare i mezzi pubblici del territorio del Comune e contribuire così alla riduzione delle emissioni inquinanti, consentendo altresì di mettere in atto un esempio concreto di valorizzazione di scarti di consumi.

Fonte: ecodallecitta.it

10.000 persone al Bike Pride: “Torino è pronta per una mobilità nuova”

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Una pedalata colorata di mezzi a pedali per le vie della città per chiedere all’amministrazione le “living street”, sperimentazioni di spazi condivisi

L’VIII edizione del “Bike Pride” si è conclusa con oltre 10.000 partecipanti, dimostrazione che è una manifestazione che funziona. Il serpentone di bici si è snodato per circa 3 km di lunghezza su un percorso di 13 km e una parata che è durata più di due ore, con musica su differenti mezzi a pedali, da tricicli, cargobike, monocicli, pattini. Ogni forma e colore per una parata su grandi viali e su tratti insoliti in cui pedalare come il sottopasso di piazza della Repubblica e il sottopasso di corso Principe Oddone, per un pomeriggio liberi dalle auto. “Il “Bike Pride” è una festa che piace – ha dichiarato Fabio Zanchetta, presidente di Bike Pride Fiab Torino – che accomuna tutti e va a smontare quel conflitto tra categorie e utenti della strada, che spesso si tende a enfatizzare. Non crea nessuna tensione, nessun rifiuto e lascia un messaggio positivo per la città. Soprattutto in un momento difficile per le manifestazioni di piazza“.

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Il Bike Pride è un’occasione anche per ricordare all’Amministrazione e alla cittadinanza che sono tante le persone che utilizzano la bicicletta quotidianamente come mezzo di trasporto e che chiedono interventi immediati ed efficaci verso una città a misura di persona. La proposta politica di quest’anno, accolta dagli assessori, va in questa direzione e chiede che a settembre durante la Settimana europea della mobilità sostenibile vengano sperimentate delle “living street“, ossia quartieri con spazi condivisi tra tutti gli utilizzatori dello spazio pubblico, pedoni, ciclisti, mezzi pubblici, ma anche le auto che viaggiano a velocità ridotta (30 km/h). Torino è pronta per una mobilità nuova. È arrivato quindi il momento che l’Amministrazione attivi il cambiamento.

I 10 luoghi comuni sulla bicicletta

L’evento è stato organizzato da Bike Pride Fiab Torino, con il Patrocinio del Comune di Torino. Sostenuto da Norauto, Triciclo, Bike ID, Bicyclope e Sunrisebikeride (pedalata non competitiva all’alba lungo un percorso facile in città, che si terrà per la prima volta a Torino il 10 settembre 2017. Iscrizioni aperte)

Fonte: ecodallecitta.it

 

Studenti propongono il vuoto a rendere per la movida a Torino

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La proposta di Studenti Indipendenti: “Tutti i commercianti devono ai clienti l’importo di 0,50 cent, per ogni bottiglia di vetro o plastica riconsegnata vuota, per una maggiore responsabilizzazione di tutti e tutte al rispetto dell’ambiente circostante”

“Tutti i commercianti devono ai clienti l’importo di 0,50 cent, per ogni bottiglia di vetro o plastica riconsegnata vuota, per una maggiore responsabilizzazione di tutti e tutte al rispetto dell’ambiente circostante”. La proposta arriva dagli Studenti Indipendenti di Torino che lunedì 26 giugno si sono ritrovati davanti a Palazzo Civico per presentare la loro proposta di “contro-ordinanza” per i quartieri della movida torinese. Il giorno precedente gli studenti si sono recati a San Salvario per diffondere la proposta.

Abbiamo chiesto a Francesca Durando, Studenti Indipendenti Torino, com’è nata l’idea di 50 centesimi per ogni contenitore riconsegnato dopo la consumazione: “La proposta ci è venuta dall’esempio tedesco del vuoto a rendere e pensiamo possa essere una soluzione alle problematiche che sono state poste per l’ordinanza riguardanti i rifiuti abbandonati per strade, soprattutto le bottiglie. Il vuoto a rendere, visto che in Germania ha funzionato, potrebbe essere una buona idea da applicare anche nel nostro caso: in questo modo si andrebbe a responsabilizzare le persone che vanno in piazza a consumare”.

 

Fonte: ecodallecitta.it