Taxi condiviso per raggiungere l’aeroporto: con Wetaxi sconto del 50% verso Torino Caselle

Da oggi con Wetaxi, la prima app che permette di prenotare e condividere il taxi in tempo reale, per i cittadini di Torino sarà più semplice ed economico spostarsi da e per l’Aeroporto Internazionale di Caselle: prenotando il taxi tramite l’applicazione nelle fasce orarie comprese tra le 6 e le 10 e tra le 16 e le 20 sarà sempre garantito uno sconto sulle corse pari al 50%.  Raggiungere l’aeroporto in taxi sarà più facile, economico e veloce grazie a Wetaxi, la prima app che permette di prenotare e condividere il taxi in tempo reale. Da oggi tutti gli utenti Wetaxi potranno prenotare un viaggio da e per l’aeroporto Sandro Pertini di Torino-Caselle con uno sconto garantito pari al 50% nelle fasce orarie comprese tra le 6 e le 10 e tra le 16 e le 20.

Per condividere un taxi da e verso l’aeroporto, basterà aprire l’app Wetaxi, selezionare “condividi il taxi”, inserire l’indirizzo di partenza o destinazione e scegliere la fascia oraria di interesse. Sarà l’applicazione stessa a trovare gli altri passeggeri con cui dividere la corsa e comunicherà all’utente, almeno mezz’ora prima, l’esatto orario di partenza. Il prezzo verrà comunicato in anticipo e con uno sconto fisso del 50%, sia che si riesca a viaggiare in compagnia sia che si viaggi da soli. Il servizio di Wetaxi, startup del Politecnico di Torino, ha preso il via nel capoluogo piemontese grazie alla collaborazione con Taxi Torino, che unisce le storiche cooperative torinesi Radio Taxi 5730 e Pronto Taxi 5737.

“Con Wetaxi vogliamo trasformare il servizio di trasporto urbano, garantendo trasparenza e semplicità”, spiega Massimiliano Curto, CEO della startup torinese.

Wetaxi consente infatti di prenotare gratuitamente il taxi con pochi click sullo smartphone specificando giorno e ora, di avere il calcolo della tariffa in anticipo inserendo punto di partenza e di destinazione, di controllare gli spostamenti del taxi in tempo reale e di pagare tramite app oppure direttamente a bordo. In più, l’applicazione permette di condividere la corsa e risparmiare ulteriormente, non soltanto in termini economici ma anche ambientali, abbattendo le emissioni nocive di CO2 in atmosfera.unnamed wetaxi

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Chi è Wetaxi

Wetaxi è l’applicazione nata per trasformare il servizio di trasporto urbano garantito dai taxi. L’app consente di prenotare gratuitamente un taxi tramite smartphone e di condividere la corsa con altri clienti, assicurando il calcolo della tariffa in anticipo e permettendo di controllare gli spostamenti del taxi in tempo reale. Il pagamento può avvenire tramite app oppure a bordo. La startup è nata all’interno di I3P Incubatore del Politecnico di Torino; il team è costituito da giovani ricercatori e professori dell’ateneo torinese.

Maggiori informazioni su www.wetaxi.org

Fonte:  agenziapressplay.it

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Progetto Solez, Torino cerca soluzioni intelligenti per la mobilità sostenibile

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Tra le soluzioni proposte nell’ambito delle azioni pilota, ci saranno servizi avanzati per il parcheggio intelligente, servizi a valore aggiunto per aumentare l’attrattiva delle zone Ztl, strumenti Ict per la pianificazione del trasporto pubblico con l’incremento di bus elettrici. A Torino entra nel vivo il progetto Solez (Smart sOlutions supporting Low Emission Zones and other low-carbon mobility policies in EU cities) che vede una rete di città impegnate nelle politiche di mobilità sostenibile, in particolare attraverso la realizzazione di misure a supporto delle strategie per la limitazione del traffico nei centri storici. Solez, che coinvolge 10 partner di 7 nazioni diverse con un budget di oltre 2 milioni di euro, riunisce città ed enti europei che lavorano su soluzioni di mobilità sostenibile e che intendono condividere, attraverso lo scambio di “buone pratiche”, informazioni ed esperienze per migliorare le capacità di pianificazione degli amministratori pubblici e sviluppare servizi e prodotti ICT di supporto alle zone a traffico limitato.
L’obiettivo finale di Solez prevede l’elaborazione di otto strategie o piani d’azione per la mobilità sostenibile, lo sviluppo e l’implementazione di strumenti e servizi innovativi che si adatteranno alle diverse necessità delle città, nel rispetto delle esigenze degli amministratori locali, dei residenti, dei turisti, degli operatori privati e commerciali.
Rientra appieno in questo progetto il percorso che l’Amministrazione ha avviato e che proseguirà con i vari portatori di interesse (residenti, operatori economici, operatori del trasporto, associazioni di categoria) per giungere alla definizione di un documento nel quale saranno indicate le nuove policy della futura zona a traffico limitata cittadina – spiega l’assessora alla Viabilità Maria Lapietra -. Solez – prosegue l’assessora – permetterà di condividere questi risultati con le altre città partner per offrire e raccogliere spunti di miglioramento reciproci”.
Tra le soluzioni proposte nell’ambito delle azioni pilota, ci saranno servizi avanzati per il parcheggio intelligente (con uso di tecnologie dell’informazione e della comunicazione, Ict), servizi a valore aggiunto per aumentare l’attrattiva delle zone Ztl riducendo gli effetti negativi per le restrizioni del traffico, strumenti Ict per la pianificazione del trasporto pubblico, grazie all’incremento di bus elettrici nelle città.  Al progetto prendono parte con Torino, la capofila Vicenza e le città di Danzica (Polonia), Dubrovnik (Croazia), Graz (Austria), Zilina (Slovacchia), la facoltà di Mechanical Engineering and Naval Architecture dell’università di Zagabria, il Centro di Ricerca sui Trasporti CDV della Repubblica Ceca, il Pannon Business Network Association Hungary e KORDIS, partner tecnico che si occupa del sistema di trasporto pubblico integrato della Moravia meridionale.

 

Fonte: Comune di Torino

Ebike a Torino: To Bike installerà 20 postazioni di ricarica per le bici a noleggio

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Lo scorso 2 luglio, in occasione del Bike Pride di Torino, To Bike ha annunciato venti nuove stazioni di ricarica per bici elettriche che saranno pronte entro la fine dell’estate: To Bike, il servizio di bici ed ebike a noleggio nel Comune di Torino, ha in verità in serbo ben tre novità per i 27.500 abbonati torinesi. La prima è proprio l’installazione delle nuove venti postazioni di ricarica, che faranno salire a 185 il totale delle postazioni presenti nel capoluogo piemontese e che si aggiungono alle dieci già installate dal Comune in città:

“La tabella di marcia prevede che entrino in funzione entro la fine dell’estate, in modo che a settembre, alla riapertura degli uffici e delle scuole, le postazioni siano pronte per l’uso”

ha dichiarato il direttore commerciale del ToBike, Gianluca Pin. La seconda novità sarà la messa in strada di nuove biciclette anti-vandalo, un nuovo modello più robusto e provvisto di catena, cestino e parafanghi interamente protetti. Una novità, ricorda Repubblica Torino, già annunciata dall’amministrazione ma ancora in attesa di vedere la luce e che pare sarà messa a bando entro il prossimo settembre. La terza novità di To Bike consiste in un rincaro dei costi del servizio, aumento che sarà finalizzato ad un miglioramento ed ampliamento del servizio di bike-sharing: la società che gestisce il To Bike sta infatti discutendo con il Comune sabaudo di innalzare la quota di iscrizione annuale, attualmente ferma a 25 euro, ad una cifra sui 30-35 euro, più in linea con il resto del panorama nazionale (a Milano, per esempio, il costo dell’abbonamento è di 36 euro).

“Nulla ancora è stato deciso ma crediamo che i nostri utenti, con i loro 8-10mila prelievi al giorno che fanno del bike sharing torinese il più utilizzato in Italia, possano essere disponibile a pagare qualcosa in più, a fronte di un sensibile miglioramento del servizio”

ha dichiarato Pin a Repubblica. La rete sarà estesa a Mirafiori, verso sud, a borgo San Paolo e Cenisia, verso ovest, e Barriera di Milano, verso nord. La mappa delle nuove stazioni: piazza Zara, corso Traiano e piazza Caio Mario, corso Tazzoli, via Filadelfia-Stadio comunale e piazza Santa Rita; e poi, via Moretta, piazza Sabotino, corso Tassoni, piazza Robilant e piazza Rivoli; nella zona nord, via Cigna, corso Umbria, via Orvieto, piazza Baldissera, piazza Crispi, corso Novara angolo corso Palermo, piazza Bottesini; e infine, in precollina, corso Belgio, piazza Pasini e corso Chieri.

Fonte: ecoblog.it

Torino, accordo con Eni per sperimentazione Diesel+ sui mezzi pubblici

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Il nuovo carburante che contiene il 15% di componente rinnovabile e permette di ridurre in modo sensibile le emissioni inquinanti fino al 40%. Inoltre verrà incoraggiata la raccolta degli oli esausti domestici da trasformare in biocarburante

Eni e La Città di Torino insieme a GTT – Gruppo Torinese Trasporti e Amiat, società del Gruppo Iren, hanno firmato oggi un accordo per avviare un progetto di sperimentazione su larga scala basato sull’utilizzo da parte degli autobus torinesi di Eni Diesel+, il nuovo carburante che contiene il 15% di componente rinnovabile (chiamata Green Diesel, ndr) e che, grazie all’intesa siglata, verrà fornito all’azienda torinese di trasporto pubblico allo stesso costo del gasolio finora utilizzato dai mezzi in servizio sulla rete urbana. Eni si è infatti aggiudicata la gara per la fornitura dei combustibili agli autobus di Torino.

In base ai dati forniti dalla stessa Eni, “nell’ambito dei test su vetture Euro 4, Euro 5 ed Euro 6 condotti presso il Centro Ricerca Eni di San Donato Milanese e validati dall’Istituto Motori CNR di Napoli è stata rilevata una significativa riduzione delle emissioni gassose inquinanti (monossido di carbonio CO e di idrocarburi incombusti HC) fino al 40% grazie alla presenza della componente rinnovabile Green Diesel. Inoltre grazie ad un ciclo produttivo più sostenibile, Eni Diesel + presenta un valore di “Carbon Intensity” inferiore rispetto ad un gasolio commerciale e contribuisce a ridurre le emissioni di CO in media del 5%.

A partire oggi e fino al 31 ottobre gli autobus della flotta cittadina di GTT, complessivamente 650 mezzi riforniti attualmente con gasolio tradizionale, utilizzeranno il nuovo combustibile che, sulla base delle ricerche effettuate, permette di ridurre in modo sensibile le emissioni inquinanti – in particolare idrocarburi incombusti, ossido di carbonio e particolato -, di mantenere pulito il motore e di consentire una efficienza di combustione sempre ottimale, determinando, di conseguenza, una riduzione degli interventi di manutenzione dei motori, nonché di ottenere una riduzione dei consumi fino al 4%, in conseguenza dell’elevato potere calorifico. GTT testerà sul campo il nuovo carburante segnalando a Eni ogni eventuale variazione di funzionamento o comportamento che dovesse riscontrare sui propri mezzi nel corso del periodo di sperimentazione. Un autobus della sua flotta sarà poi impiegato nei laboratori Eni a San Donato Milanese per svolgere, in collaborazione e con la supervisione dell’Istituto Motori del CNR di Napoli, altri test sperimentali, finalizzati a validare l’impatto positivo dell’utilizzo di Eni Diesel+ in termini di riduzione di emissioni inquinanti e di efficienza di combustioni. La Città di Torino – che lo scorso marzo ha aderito alla Dichiarazione di Siviglia, documento con il quale oltre 60 amministrazioni locali europee si sono impegnate a incoraggiare politiche di “economia circolare” all’interno delle città – promuoverà infine la raccolta degli oli spenti di frittura delle utenze domestiche. Amiat contribuirà, in accordo con la Città di Torino, alla promozione fra i cittadini della raccolta degli oli vegetali usati, anche attraverso il posizionamento di eventuali nuovi punti di raccolta sul territorio. Dopo un trattamento di purificazione da effettuare presso aziende specializzate l’olio esausto recuperato potrà essere trasformato in biocarburante presso la Raffineria Eni di Venezia e quindi utilizzato per alimentare i mezzi pubblici del territorio del Comune e contribuire così alla riduzione delle emissioni inquinanti, consentendo altresì di mettere in atto un esempio concreto di valorizzazione di scarti di consumi.

Fonte: ecodallecitta.it

10.000 persone al Bike Pride: “Torino è pronta per una mobilità nuova”

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Una pedalata colorata di mezzi a pedali per le vie della città per chiedere all’amministrazione le “living street”, sperimentazioni di spazi condivisi

L’VIII edizione del “Bike Pride” si è conclusa con oltre 10.000 partecipanti, dimostrazione che è una manifestazione che funziona. Il serpentone di bici si è snodato per circa 3 km di lunghezza su un percorso di 13 km e una parata che è durata più di due ore, con musica su differenti mezzi a pedali, da tricicli, cargobike, monocicli, pattini. Ogni forma e colore per una parata su grandi viali e su tratti insoliti in cui pedalare come il sottopasso di piazza della Repubblica e il sottopasso di corso Principe Oddone, per un pomeriggio liberi dalle auto. “Il “Bike Pride” è una festa che piace – ha dichiarato Fabio Zanchetta, presidente di Bike Pride Fiab Torino – che accomuna tutti e va a smontare quel conflitto tra categorie e utenti della strada, che spesso si tende a enfatizzare. Non crea nessuna tensione, nessun rifiuto e lascia un messaggio positivo per la città. Soprattutto in un momento difficile per le manifestazioni di piazza“.

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Il Bike Pride è un’occasione anche per ricordare all’Amministrazione e alla cittadinanza che sono tante le persone che utilizzano la bicicletta quotidianamente come mezzo di trasporto e che chiedono interventi immediati ed efficaci verso una città a misura di persona. La proposta politica di quest’anno, accolta dagli assessori, va in questa direzione e chiede che a settembre durante la Settimana europea della mobilità sostenibile vengano sperimentate delle “living street“, ossia quartieri con spazi condivisi tra tutti gli utilizzatori dello spazio pubblico, pedoni, ciclisti, mezzi pubblici, ma anche le auto che viaggiano a velocità ridotta (30 km/h). Torino è pronta per una mobilità nuova. È arrivato quindi il momento che l’Amministrazione attivi il cambiamento.

I 10 luoghi comuni sulla bicicletta

L’evento è stato organizzato da Bike Pride Fiab Torino, con il Patrocinio del Comune di Torino. Sostenuto da Norauto, Triciclo, Bike ID, Bicyclope e Sunrisebikeride (pedalata non competitiva all’alba lungo un percorso facile in città, che si terrà per la prima volta a Torino il 10 settembre 2017. Iscrizioni aperte)

Fonte: ecodallecitta.it

 

Studenti propongono il vuoto a rendere per la movida a Torino

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La proposta di Studenti Indipendenti: “Tutti i commercianti devono ai clienti l’importo di 0,50 cent, per ogni bottiglia di vetro o plastica riconsegnata vuota, per una maggiore responsabilizzazione di tutti e tutte al rispetto dell’ambiente circostante”

“Tutti i commercianti devono ai clienti l’importo di 0,50 cent, per ogni bottiglia di vetro o plastica riconsegnata vuota, per una maggiore responsabilizzazione di tutti e tutte al rispetto dell’ambiente circostante”. La proposta arriva dagli Studenti Indipendenti di Torino che lunedì 26 giugno si sono ritrovati davanti a Palazzo Civico per presentare la loro proposta di “contro-ordinanza” per i quartieri della movida torinese. Il giorno precedente gli studenti si sono recati a San Salvario per diffondere la proposta.

Abbiamo chiesto a Francesca Durando, Studenti Indipendenti Torino, com’è nata l’idea di 50 centesimi per ogni contenitore riconsegnato dopo la consumazione: “La proposta ci è venuta dall’esempio tedesco del vuoto a rendere e pensiamo possa essere una soluzione alle problematiche che sono state poste per l’ordinanza riguardanti i rifiuti abbandonati per strade, soprattutto le bottiglie. Il vuoto a rendere, visto che in Germania ha funzionato, potrebbe essere una buona idea da applicare anche nel nostro caso: in questo modo si andrebbe a responsabilizzare le persone che vanno in piazza a consumare”.

 

Fonte: ecodallecitta.it

Torino: realtà del terzo settore unite per acquistare energia da fonti rinnovabili

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Presentato a Torino “EneRgia”, gruppo di acquisto solidale del terzo settore per l’acquisto di energia elettrica da fonti rinnovabili certificate con garanzia d’origine. Un gruppo di acquisto solidale del terzo settore per l’acquisto di energia elettrica da fonti rinnovabili certificate con garanzia d’origine. Tutto questo è “EneRgia”, progetto innovativo che coinvolte una ventina di realtà del territorio torinese, tra cui Case del quartiere, centri di protagonismo giovanile, circoli ARCI e associazioni varie.

Come nasce Energia. Rinnovabile, Innovabile? Un anno fa due associazioni (TYC – Officine Corsare e Agenzia per lo sviluppo locale di San Salvario onlus) hanno cominciato a lavorare per la costituzione di un grande gruppo italiano del terzo settore per l’acquisto solidale di energia elettrica da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di attivare forniture 100% energia elettrica rinnovabile da fonti certificate con Garanzia d’Origine (GO), ridurre i costi economici delle utenze elettrich, indurre progressivamente una riduzione dei consumi elettrici e produrre risorse a supporto di progetti sociali.

Il percorso di progettazione è stato lungo e articolato. Sono state prima coinvolte le venti realtà del territorio della città metropolitana di Torino. Su ciascuna di queste strutture è stato condotto uno studio sui contratti e consumi elettrici. Sono poi state contattate numerose compagnie fornitrici di energia elettrica rinnovabile, con alcune delle quali è stata aperto una confronto e valutazione. Dopo l’analisi, i promotori del progetto, sono arrivati alla scelta di Dolomiti Energia come soggetto con cui stipulare la convenzione collettiva e i contratti di energia elettrica.

Alla fine di questo percorso i venti protagonisti, hanno deciso di investire sulle fonti rinnovabili attraverso la creazione di un gruppo d’acquisto solidale di energia. Le associazioni coinvolte sono le prime a Torino ad organizzarsi in questa direzione. Tutti i soggetti coinvolti hanno firmato un contratto collettivo con la compagnia elettrica Dolomiti Energia che fornirà loro esclusivamente energia prodotta da fonti rinnovabili e certificate.

“Le economie prodotte – sottolineano infine i promotori – saranno reinveste con azioni sociali promosse dalle associazioni. Con una mano si risparmia e con l’altra si reinveste su progetti di sviluppo e inclusione locale. Il progetto ha coinvolto finora una ventina di strutture di promozione sociale e culturale, ma è permanentemente aperto all’adesione anche di altre realtà del no-profit dell’area metropolitana torinese: centri sociali e aggregativi, strutture socio-assistenziali, teatri, circoli”.

Fonte: ecodallecitta.it

A Venaria Reale (Torino) ci sono 13 nuovi ecoristoranti

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Presentati i ristoratori che hanno aderito alla rete nazionale dei ristoratori eco-sostenibili promossa da Cidiu Servizi e Comune.

Presentati a Venaria Reale i ristoratori che sono entrati a far parte della rete Ecoristoranti. Promosso dalla Città di Venaria Reale e da Cidiu Servizi, il progetto di promozione del network nazionale di ristoratori ecosostenibili ha visto l’adesione di 13 locali venariesi che hanno deciso di valorizzare la loro attività con un impegno concreto nei confronti dell’ambiente e una maggiore attenzione agli sprechi alimentari. Alla presentazione, che si è svolta presso la sala del Consiglio comunale di Venaria Reale, erano presenti l’assessore all’Ambiente della Città di Venaria Reale, Marco Allasia e l’Amministratore unico di Cidiu Servizi, Riccardo Civera, che hanno consegnato gli attestati ai ristoratori intervenuti. Presente, inoltre, Enrico Di Nola della Cooperativa ERICA, società di comunicazione che gestisce la rete a livello nazionale. Di seguito l’elenco completo dei ristoratori:

La Locanda, via Andrea Mensa 31/B
Leoni’s, via Andrea Mensa 8/E
Trattoria Nuova Cernaia, piazza Annunziata 12/C
Il Quadrovale, piazza Annunziata 2
Caffè Nazionale/Osteria al Cantun, piazza Annunziata 6
Il Bergamotto, piazza Annunziata 7
BenvenutO, corso Garibaldi 155
Convivium, via Boglione 1/5
Passami il sale, via Andrea Mensa 37/B
Osteria Tripoli, via Canale 14
Trattoria San Marchese, via Lanzo 287
Sapori Reali, via San Marchese 38
Cascina Oslera, corso Fratelli Kennedy – Robassomero

L’accordo stipulato dai ristoratori per aderire alla rete Ecoristoranti prevede il loro impegno nella promozione dell’asporto delle pietanze non consumate dal cliente, l’utilizzo di tovaglioli in stoffa, dell’acqua in brocca, la preferenza per prodotti con meno imballaggi, la differenziazione dei propri rifiuti e il compostaggio. In cambio il ristoratore potrà esporre la vetrofania che conferma l’adesione alla rete, sarà presente sui canali social (Facebook e Instagram) della rete, potrà risparmiare su forniture, tempo e spazio. All’adesione i ristoratori hanno ricevuto un kit composto dalla vetrofania, l’attestato di adesione, un banner-espositore da collocare nei pressi della cassa e una Doggy Bag, contenitore che può essere utilizzato per il trasporto di cibi non consumati, ma ancora edibili.

Il network degli Ecoristoranti vede la luce nel 2012, in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei rifiuti, grazie ad un progetto proposto dalla Cooperativa ERICA in collaborazione con il Covar 14. Ad oggi più di 120 i ristoratori presenti in una rete che è in continua espansione. «Siamo felici che ben 13 dei ristoratori del nostro comune abbiano deciso di aderire ad un progetto innovativo per combattere gli sprechi alimentari e la riduzione dei rifiuti – spiega l’assessore all’Ambiente della Città di Venaria Reale, Marco Allasia-. Si tratta di un’iniziativa che ci sta molto a cuore e che si inserisce nel percorso che questa amministrazione sta facendo per rendere Venaria più sostenibile. Siamo convinti infatti che, per una cittadina come la nostra che vuole essere sempre di più un polo di attrazione turistica, sia necessario ridurre l’impatto ambientale dell’usa e getta a partire dallo spreco di cibo e dalla riduzione dei rifiuti. Ringrazio i ristoratori che hanno aderito e spero che la rete possa sul territorio comunale possa ampliarsi, comprendendo anche quei ristoranti che al momento non sono ancora entrati a far parte della rete».

«Con l’adesione dei ristoratori di Venaria Reale continua l’ampliamento della rete degli Ecoristoranti nel territorio gestito da Cidiu Servizi-sottolinea Riccardo CiveraAmministratore Unico di Cidiu Servizi SpA-. Crediamo in questo progetto da anni e vogliamo continuare a lavorare in tal senso per sensibilizzare il maggior numero di ristoratori possibile sull’importanza di un lavoro svolto nel rispetto dell’ambiente».  Per ulteriori informazioni e per scoprire come aderire alla rete Ecoristoranti: www.ecoristoranti.it | www.cidiuservizi.to.it oppure sulle pagine “Ecoristoranti” su Facebook e Instagram.

Fonte: ecodallecitta.it

 

Smog, a Torino e Milano con le nuove misure i diesel Euro 3 ed Euro 4 potrebbero fermarsi più di un mese

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L’accordo appena approvato dalle regioni del nord prevede dopo 4 giorni consecutivi di sforamento delle polveri sottili il blocco dei veicoli diesel Euro 3 ed Euro 4. In base a ciò lo scorso inverno a Milano si sarebbero fermati per 34 giorni, a Torino per 40. A proposito dell’accordo tra le regioni del nord italia sulle misure antismog, firmato a Bologna il 9 giugno, ci siamo  posti due domande. Si tratta di un insieme di proposte e di intenzioni o di una nuova regola cogente che comporterà automaticamente il blocco provvisorio dei veicoli diesel Euro 3 ed Euro 4? E poi, quanto possono incidere i provvedimenti d’emergenza che entrano in vigore solo dopo ripetuti giorni di sforamento del limite di polveri sottili nell’aria?

Per quanto riguarda la prima domanda le voci  che abbiamo raccolto negli  ambienti tecnici che hanno seguito la nascita e la gestazione dell’accordo ci dicono che si tratta di un patto piuttosto serio. Il governo e le Regioni hanno infatti bisogno di dimostrare alla Commissione Europea che stanno facendo davvero qualcosa per evitare le  procedure di infrazione. Sembra quindi difficile che le Regioni possano poi trincerarsi dietro disguidi tecnico-burocratici per non mettere in pratica l’accordo. Resta però la necessità che ogni Regione trasformi il documento del 9 giugno in legge regionale. Difficilmente a quel punto i Comuni di Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte potranno sottrarsi dal mettere in pratica i provvedimenti e probabilmente non vorranno proprio sottrarsi, visto che di fronte agli automobilisti arrabbiati per  blocchi del traffico potranno sempre dire che la responsabilità è della Regione. In ogni caso Eco dalle Città seguirà da vicino l’iter del provvedimento. Stiamo anche raccogliendo dati per capire – sulla base della regola del blocco emergenziale che prevede dopo 4 giorni consecutivi di superamento di 50 microgrammi di polveri sottili il fermo per 10 ore non solo degli Euro 3 ma anche degli Euro 4 – quale impatto i nuovi provvedimenti possano avere. Le prime stime vengono dalla  agenzia per la mobilità di Milano: secondo i dati della qualità dell’aria relativi all’inverno scorso, tra ottobre 2016 e marzo 2017, le nuove misure avrebbero determinato nel capoluogo lombardo uno stop dei diesel Euro 3 ed Euro 4 di 34 giorni, 9 in più di quelli in cui sono stati effettivamente fermati la scorsa stagione. Non sono pochi. Essere costretti per più di un mese a lasciare la macchina ferma potrebbe essere un incentivo per alcuni ad acquistare un’auto più recente e meno inquinante. Secondo i nostri calcoli, sempre in base ai dati 2016/2017, a Torino i giorni di blocco sarebbero stati 40.

Fonte: ecodallecitta.it

 

Economia circolare, UrbanWins a Torino lancia le agorà fisiche

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La prima Face-to-Face Agorà di UrbanWins torinese si svolgerà il 29 giugno 2017 presso Open Incet (via Cigna 96/17) per discutere di rifiuti, riuso e sharing economy. UrbanWins, la rete di città europee creata nell’ambito del programma Horizon 2020, lancia le agorà fisiche in otto città pilota europee – Cremona, Torino e due città dell’area metropolitana di Roma capitale, Albano Laziale e Pomezia (Italia), Bucharest (Romania), Leiria (Portogallo), Manresa e Sabadell (Spagna). Lo scopo è di conoscere, condividere e discutere con il maggior numero di cittadini idee sul tema dei rifiuti, delle risorse e dell’innovazione. La Città di Torino, insieme alle altre città della rete, vuole individuare nuove modalità per estendere la raccolta differenziata, aumentare il riuso e riutilizzo di beni a fine vita, stimolare nuovi modelli economici basati sull’economia circolare e la sharing economy. Per fare questo, invita i cittadini al partecipare alle Agorà fisiche, gruppi di lavoro a tema finalizzati all’ideazione e progettazione di proposte concrete e applicabili.

Info e iscrizioni

La prima Face-to-Face Agorà di UrbanWins torinese si svolgerà il 29 giugno 2017 presso Open Incet, via Cigna 96/17, Per iscriversi occorre accedere al sito Urbanwins e seguire le istruzioni. Inoltre sarà possibile comunque seguire i lavori e il progetto on-line accedendo alla piattaforma e registrarsi.

La partecipazione è gratuita, ma è necessaria la registrazione. Per ulteriori informazioni, contattare:

E-mail: urbanwins@comune.torino.it / info@openincet.it

Numero di telefono: Open Incet: +39 011 19482728

Fonte: ecodallecitta.it