Torino contro i gas serra: meno emetti e più guadagni | Intervista ai ricercatori del Progetto Laika

Che ruolo hanno gli enti locali nel contrasto al riscaldamento globale? Si può monetizzare la riduzione dei gas serra? E come si riducono le emissioni in una città come Torino? Di questo si occupa il Progetto Laika, e di questo parliamo con l’architetto Lorenzo Savio, assegnista di ricerca presso il Politecnico di Torino

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Partiamo dalla base dati. Come è stato possibile misurare le emissioni di CO2 sul territorio comunale? Si tratta di modelli ed elaborazioni di scenari probabili o di misurazioni concrete?

La determinazione delle emissioni annue di CO2 relative al territorio comunale ha diversi livelli approfondimento, in quanto prende in considerazione settori di attività per i quali sono disponibili dati ed informazioni molto eterogenee. Si può dire che per quanto riguarda l’edilizia municipale (il patrimonio gestito direttamente dal comune), l’illuminazione pubblica e i trasporti pubblici, essendo disponibili dati certi sui consumi di energetici annui, è stata fatta una vera e propria misura delle emissioni di CO2Molto diversi sono i dati disponibili per l’edilizia e i trasporti privati, settori per i quali possiamo parlare di stime dei consumi energetici e delle emissioni, costruite su dati disponibili da fonti come il censimento ISTAT e le statistiche sulla mobilità urbana. La modellazione dei dati sulle emissioni di CO2 dovute alle attività urbane è un supporto indispensabile alla pianificazione di azioni strategiche sotto il profilo ambientale, l’attività svolta fino ad ora è solo una prima fase che deve essere implementata con un’attività continua di monitoraggio.
Che risultati ha dato, concretamente, la simulazione del mercato volontario delle emissioni? Nella presentazione del progetto leggiamo che è emerso “un potenziale interesse da parte di trader e privati per i crediti locali, che presentano tuttavia valori di scambio mediamente superiori alle quotazioni attuali dei crediti volontari sui mercati internazionali”. Ci può dire qualcosa di più?

Il progetto di ricerca ha permesso di sperimentare le potenzialità che le azioni strategiche per la riduzione della CO2 coordinate dalle città hanno nella generazione di crediti di emissione, monetizzabili nei mercati volontari. La monetizzazione dei crediti permette alle città di sostenere le stesse azioni strategiche o di implementarne la qualità sotto il profilo energetico e ambientale. Nella simulazione prevista dal progetto la città di Torino ha proposto, per il mercato virtuale di crediti, quelli generati dalla riqualificazione energetica di edifici scolastici, riscontrando un discreto successo da parte dei trader e privati, che generalmente comprano sulla base dell’affidabilità dei progetti proposti. Dalla simulazione è emerso che la valorizzazione economica dei crediti di emissione generati dalle azioni strategiche della Città potrebbe effettivamente sostenere una parte di costi di progettazione e management delle azioni o, in alternativa, generare le risorse utili a sostenere le attività fondamentali d’implementazione continua, monitoraggio e simulazione dei piani urbani per l’energia sostenibile.

Quali sono i settori che hanno mostrato maggiori potenzialità di riduzione delle emissioni di CO2? E’ possibile fare una stima percentuale dei tagli emissivi da qui al 2020 almeno per il traffico e per l’edilizia?
Per tutti i settori ci sono ampi margini di riduzione delle emissioni di CO2 anche se l’edilizia e i trasporti privati costituiscono la vera “massa critica”. L’obiettivo di diminuzione delle emissioni di CO2 che Torino si è posta per il 2020 (facendo riferimento al 2005) è del -29%. Le azioni previste per il settore dell’edilizia residenziale privata sono responsabili, da sole di una diminuzione pari al -16%. Il settore dei trasporti va considerato complessivamente (trasporti privati e pubblici) e contribuisce con una diminuzione del -5% delle emissioni totali.

L’efficientamento energetico degli edifici è un cavallo di battaglia del Comune di Torino, che vanta ottimi risultati soprattutto per il teleriscaldamento. Si prevedono nuovi interventi su progetti di edilizia pubblica? E’ possibile immaginare degli incentivi per la riduzione della CO2 che interessino anche i privati cittadini? 
La rete di teleriscaldamento è certamente strategica, ma non sufficiente: è un’infrastruttura fondamentale per garantire un’offerta energetica efficiente, tuttavia è indispensabile agire dal lato della domanda, riducendo in primo luogo il fabbisogno energetico degli edifici. L’edilizia pubblica è oggetto di una costante attività di manutenzione che comporta necessariamente il miglioramento delle prestazioni energetiche – adeguando il sistema edificio/impianto agli standard di legge.

Gli incentivi per i privati cittadini sono uno strumento utile, già sperimentato -ad esempio- nelle ristrutturazioni e nuove costruzioni edilizie, attraverso i requisiti incentivanti previsti dall’Allegato Energetico Ambientale al Regolamento edilizio della Città di Torino.

Fonte: ecodallecittà

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