Rinnovabili, primi dati GSE 2012. Continua il boom del solare

Il Gestore dei Servizi Energetici ha pubblicato una prima stima a livello nazionale, aggiornata al 31 dicembre 2012, della produzione e della potenza degli impianti a fonti rinnovabili nel settore elettrico. Continua la crescita degli impianti a fonti rinnovabili (in particolare il solare). Il commento di Aper

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Secondo le prime stime diffuse dal GSE, il settore delle fonti rinnovabili si è confermato nel 2012 come uno dei comparti in crescita nell’intero contesto economico nazionale. Gli impianti a fonti rinnovabili hanno raggiunto una produzione lorda di 92.460 GWh (nel 2011 erano 82.961 Gwh), mentre la potenza efficiente lorda è arrivata a 47.092 MW (41.399 MW nel 2011), con quasi 5.700 MW in più installati in Italia. La crescita maggiore si è avuto nel settore “solare“: la potenza ha raggiunto 16.350 MW (12.773 MW nel 2011) mentre la produzione lorda proveniente dal solare è stata di 18.800 GWh (nel 2011 erano 10.796 GWh).

I dati definitivi sulle statistiche dell’intero settore elettrico nazionale saranno, come di consueto, diffusi da TERNA e dal GSE il prossimo giugno.

“Cosa aspettarsi nei prossimi anni?” è la domanda che pone APER. “Sarebbe auspicabile – sostiene il presidente Agostino Re Rebaudengo – che i positivi risultati fino ad ora raggiunti non venissero vanificati da politiche inadatte a promuovere un sempre maggiore utilizzo di fonti rinnovabili”. “La nostra speranza è che il Governo che verrà – ha continuato Re Rebaudengo – in conformità ai vincolanti obiettivi europei e alla Strategia Energetica Nazionale (SEN) recentemente approvata, adotti una politica coerente, come suggerita dalle 26 azioni per lo sviluppo delle rinnovabili elettriche in Italia, proposte dalla nostra associazione (aper.it) e sottoscritte dai principali partiti politici prima delle elezioni”. “Sarebbe un grave errore infatti – conclude il Presidente di APER – non beneficiare degli effetti positivi dello sviluppo delle rinnovabili: risparmio nella fattura energetica italiana(non dovendo pagare gas, carbone e petrolio), nuovi posti di lavoro qualificati e, non ultimo, un ambiente migliore e quindi meno malattie dovute alle emissioni inquinanti e ad effetto serra”.

Fonte : eco dalle città

 

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