Nasce assoRinnovabili, Aper si fonde con Assosolare e risponde al potere degli idrocarburi

APER e Assolare assieme per rispondere all’aggressiva avanzata delle politiche energetiche che si basano sugli idrocarburiassorinnovabili-620x350

Nasce assoRinnovabili Associazione dei produttori, dell’industria e dei servizi per le energie rinnovabili dalla fusione tra APER e Assosolare e si propone di essere la risposta alla prepotente politica italiana basata sugli idrocarburi. Infatti, mai come in questi ultimi 4 anni i produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili, i fornitori di servizi professionali, tecnologie e componenti attivi nella filiera rinnovabile sono stati strapazzati dalle scelte energetiche attuate dalla politica italiana che ha risposto con un Piano energetico nazionale basato sullo sfruttamento degli idrocarburi e sulla pesante penalizzazione delle rinnovabili. E’ questa la prima associazione italiana sia per rappresentatività, sia per numero di associati e potenza installata: 500 iscritti, più di 1.200 impianti per oltre 10.000 MW di potenza elettrica installata rinnovabile tra eolico, idroelettrico e fotovoltaico per circa 25 miliardi di kWh all’anno pari a una riduzione di emissioni di CO2 di oltre 19 milioni di tonnellate annue.

Ha detto Re Rebaduengo:

Siamo certi che questo importante passaggio contribuirà a sostenere meglio le prossime azioni per l’introduzione di una adeguata disciplina sugli sbilanciamenti, per la regolamentazione dei Sistemi Efficienti d’Utenza e, in genere, per promuovere gli interessi di un settore che è ormai diventato un pilastro del Paese.

Giusto per contestualizzare lo scenario in cui si colloca oggi assoRinnovabili ricordo il libello di Chicco testa, presidente Assoelettrica contro le rinnovabili e sopratutto il progetto del ministro Zanonato di tassare gli interessi passivi dei produttori di rinnovabili.

 

Fonte: ecoblog

 

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Rinnovabili, primi dati GSE 2012. Continua il boom del solare

Il Gestore dei Servizi Energetici ha pubblicato una prima stima a livello nazionale, aggiornata al 31 dicembre 2012, della produzione e della potenza degli impianti a fonti rinnovabili nel settore elettrico. Continua la crescita degli impianti a fonti rinnovabili (in particolare il solare). Il commento di Aper

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Secondo le prime stime diffuse dal GSE, il settore delle fonti rinnovabili si è confermato nel 2012 come uno dei comparti in crescita nell’intero contesto economico nazionale. Gli impianti a fonti rinnovabili hanno raggiunto una produzione lorda di 92.460 GWh (nel 2011 erano 82.961 Gwh), mentre la potenza efficiente lorda è arrivata a 47.092 MW (41.399 MW nel 2011), con quasi 5.700 MW in più installati in Italia. La crescita maggiore si è avuto nel settore “solare“: la potenza ha raggiunto 16.350 MW (12.773 MW nel 2011) mentre la produzione lorda proveniente dal solare è stata di 18.800 GWh (nel 2011 erano 10.796 GWh).

I dati definitivi sulle statistiche dell’intero settore elettrico nazionale saranno, come di consueto, diffusi da TERNA e dal GSE il prossimo giugno.

“Cosa aspettarsi nei prossimi anni?” è la domanda che pone APER. “Sarebbe auspicabile – sostiene il presidente Agostino Re Rebaudengo – che i positivi risultati fino ad ora raggiunti non venissero vanificati da politiche inadatte a promuovere un sempre maggiore utilizzo di fonti rinnovabili”. “La nostra speranza è che il Governo che verrà – ha continuato Re Rebaudengo – in conformità ai vincolanti obiettivi europei e alla Strategia Energetica Nazionale (SEN) recentemente approvata, adotti una politica coerente, come suggerita dalle 26 azioni per lo sviluppo delle rinnovabili elettriche in Italia, proposte dalla nostra associazione (aper.it) e sottoscritte dai principali partiti politici prima delle elezioni”. “Sarebbe un grave errore infatti – conclude il Presidente di APER – non beneficiare degli effetti positivi dello sviluppo delle rinnovabili: risparmio nella fattura energetica italiana(non dovendo pagare gas, carbone e petrolio), nuovi posti di lavoro qualificati e, non ultimo, un ambiente migliore e quindi meno malattie dovute alle emissioni inquinanti e ad effetto serra”.

Fonte : eco dalle città

 

Fonti rinnovabili-. nei prossimi 20 anni i benefici superano gli incentivi del 50%


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Spesso si sente ripetere che gli incentivi alle rinnovabili saranno un peso per l’Italia per i prossimi 20 anni: lo ha ripetuto ancora qualche giorno fa Assoelettrica, braccio energetico di Confindustria.

Perchè limitarsi a parlare di costi e non anche di benefici? E’ un approccio riduttivo, se non deliberatemente fuorviante.

Secondo uno studio di AGICI – Finanza di Impresa (non si tratta quindi esattamente di irriducibili ambientalisti), nei prossimi 20 anni i benefici apportati dalle fonti di energia rinnovabile assommeranno a 228 miliardi di € a fronte di una spesa di 152 miliardi, dovuta soprattutto agli incentivi. (1) Si tratta quindi di un vantaggio netto per la Repubblica Italiana pari a 76 miliardi di €, e scusate se è poco.

Vediamo più in dettaglio quali sono i principali benefici delle rinnovabili:

  • la riduzione delle importazioni di combustibili fossili (carbone e gas) faranno risparmiare 70,7 miliardi, di cui 55 di minori spese effettive (2) e 16 di possibili migliori investimenti che si potranno fare con questi 55 miliardi, ad esempio proprio nel campo delle rinnovabli (è ciò che gli addetti ai lavori chiamano il “costo opportunità”);
  • 80,3 miliardi deriveranno dalla nuova occupazione; si parla di qualcosa come 130000 nuovi posti di lavoro, il che è musica per le italiche orecchie.
  • 35 miliardi deriveranno dall’appiattimento della curva di domanda, cioè dalla disponibilità nelle ore diurne di energia gratis dal fotovoltaico, proprio quando l’energia fossile costa normalmente di più;
  • 10 miliardi proverranno dalle minori emissioni di CO2;
  • le esportazioni (22,2 miliardi) supereranno le importazioni (16,5 miliardi);

L’altra buona notizia è che ora la strada è in discesa; tra il 2008 e il 2012 i costi di investimento hanno superato i ricavi, ma d’ora in poi il bilancio sarà sempre positivo.

Non sono troppo abituato a ragionare in termini di €. In termini energetici so che le rinnovabili sono un ottimo investimento, perchè nella loro vita utile restituiscono molta più energia di quanta ne è stata investita negli impianti( 10 volte per il FV, 20 volte per l’eolico) e questo mi basta. Tuttavia fa piacere sapere che anche il bilancio finanziario è positivo, soprattutto per convincere tutti coloro che sono limitati dall’orizzonte economico.

(1) Fonte AGICI – OIR – Osservatorio Industria delle Rinnovabili. I dati riportati nel grafico in alto provengono da questa presentazione. L’analisi non è nuova, ma risale all’aprile 2012. Il coordinatore di OIR mi ha gentilmente confermato che le stime sono ancora valide. E’ bene quindi diffondere queste informazioni,  proprio per sfatare la leggenda per cui le rinnovabili sono un costo e non un’opportunità.

(2) Si ottiene questa cifra assumendo per quest’anno un prezzo del gas naturale pari a 3,5 $/MBtu, ovvero di 2,5 €/GJ e ipotizzando una crescita modesta del costo del gas nei prossimi 20 anni, più o meno intorno al 4%. In caso di aumento più rapido o di shock energetico fossile, questa voce potrebbe pesare molto di più.

Fonte: ecoblog

Costano 200 miliardi di euro le rinnovabili per Assoelettrica e Aper risponde con 300 miliardi di euro di benefici

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Assoelettrica rende noti i costi delle rinnovabili in Italia per i prossimi 20 anni: 200 miliardi di euro. Bazzecole rispetto alla stima fatta da governo tedesco che valuta la transizione delle Germania verso le rinnovabili a 1000 miliardi di euro e anche li siamo in periodo pre-elettorale considerato che le elezioni ci saranno il prossimo settembre.

I due annunci, Assoelettrica e Merkel-Altmaier, però contengono un medesimo minaccioso messaggio: le energie rinnovabili costano care. Monito evidentemente rivolto agli elettori e anche a quei partiti politici, come nel caso dei fortissimi Verdi in Germania che stravincono in tutte le elezioni. In entrambe le stime però manca una voce nel bilancio ovvero i benefici, insomma quanto si guadagna.

Risponde e quantifica Aper che scrive in un comunicato stampa:

Le stime più prudenti (cfr. Althesys) indicano in almeno 30 miliardi di euro il saldo tra benefici e costi delle politiche già varate (altre stime più ottimistiche arrivano fino a 76 miliardi). Vale a dire che a fronte dei 220 miliardi di euro che gli Italiani avranno investito nel periodo 2008-2030, il Paese avrà benefici per quasi 300 miliardi. E, si badi, si tratta di stime che non tengono in considerazione gli impatti sicuramente positivi che lo sviluppo delle rinnovabili ha sul sistema sanitario nazionale e sull’ambiente (meno malattie dovute alle emissioni inquinanti e ad effetto serra). Peraltro i costi, noti da tempo, sono stati “messi in sicurezza”, come la stessa Assoelettrica evidenzia, dai decreti del ministro Passera dello scorso luglio, che ha fissato chiari limiti di spesa massima annuale.

Ma i benefici esattamente quali sono? Eccoli:

  1. l’aumento dell’indipendenza energetica nazionale (meno gas, petrolio e carbone importati);
  2. la diminuzione dei costi che dovranno sostenere gli impianti termoelettrici nell’ambito del sistema europeo ETS sui diritti d’emissione (costi che pesano sulle bollette);
  3. l’incremento del PIL (le energie rinnovabili generano più ricchezza delle fossili per il Paese) fino ad una rilevante crescita occupazionale non solo quantitativa, ma anche qualitativa.

Fonte: ecoblog