Il Filo di Paglia: quando coltivare è un atto politico.

In un mondo sfiancato da un’agricoltura intensiva e orientata al profitto, c’è chi sceglie di non stare al gioco e recuperare antiche pratiche votate alla sostenibilità umana e naturale. È il caso di Giancarlo e Lucia, che cinque anni fa hanno cambiato la loro vita dedicandosi anima e corpo a un progetto fondato su permacultura e autoproduzione: Il Filo di Paglia. Coltivare la terra può essere un atto politico? Sì, se l’intento non è solo quello di crescere verdure gustose e naturali, ma è riconducibile anche alla ferma volontà di affermare valori oggi non solo dimenticati, ma addirittura minacciati da un mondo sempre più a misura di multinazionale: autoproduzione, riduzione di scala, baratto, naturalità, lentezza.

E proprio un istinto ribelle sta alla base della scelta di vita e di lavoro di Giancarlo e Lucia, fondatori de Il Filo di Paglia, che ha portato una ventata di “antica innovazione” in terra siciliana. «Abbiamo voluto cambiare la nostra vita, rimetterci in gioco, e siamo ripartiti da zero», racconta Giancarlo, permacultore che negli anni ha coltivato – letteralmente – una vera e propria passione per questo sistema di progettazione. Gli fa eco Lucia ricordando quando, nel 2016, dopo essere rimasti affascinati da un corso per la realizzazione di un orto sinergico, hanno preso il coraggio a due mani e deciso di abbandonare il loro lavoro per iniziare una nuova avventura: «Abbiamo visto un’alternativa a quella che era la nostra vita in quel periodo e quest’alternativa ci è piaciuta perché sviluppava le nostre passioni».

Siamo a Comiso, in provincia di Ragusa. Il Filo di Paglia è stata una tra le tappe più belle (e calde) del viaggio in camper nella Sicilia Che Cambia. Un’occasione speciale per conoscere meglio non solo una famiglia accogliente, ma anche la piccola rete nata dall’iniziativa di Giancarlo e Lucia, articolata in una struttura ricettiva e in un orto in cui sperimentano varie tecniche di progettazione permaculturale destinato alle esigenze familiari e alla distribuzione ai GAS locali.

Ma come sono articolate le attività del Filo di Paglia? Grazie all’orto sinergico, implementato con i principi della permacultura, viene autoprodotto il cibo necessario al sostentamento della famiglia, mentre ciò che avanza viene distribuito a due Gruppi di Acquisto Solidali della zona. Lucia si dedica alla produzione del pane con lievito madre e alla cura dello splendido giardino, che fornisce generosamente frutta e ortaggi, oltre a una deliziosa vista sulla rigogliosa prosperità della Natura siciliana. Meno incoraggiante è ciò che restituisce un rapido sguardo al circondario: foreste di serre e teloni di plastica che testimoniano un approccio all’agricoltura orientato più alla quantità che alla qualità e decisamente poco rispettoso dei ritmi naturali. Ciononostante, la visione di Giancarlo e Lucia ha permesso loro di coltivare un orto naturale ad alta produttività in uno spazio limitato, meno di mezzo ettaro. Una relazione sinergica con la natura che salta subito all’occhio: c’è un hotel dedicato agli insetti che impollinano i fiori del loro terreno, c’è una food forest che garantisce equilibrio all’ecosistema, ci sono i bancali per l’orto. Non manca neanche una parte dedicata alla germinazione delle sementi.

Coerentemente con la loro visione ispirata alla sovranità alimentare, la coltivazione dei semi è un aspetto curato con particolare attenzione. «È un modo per ribellarci alle multinazionali che controllano la quasi totalità del mercato dei semi», rivendica Giancarlo. Nel loro giardino circa il 70% delle piantine proviene da semi autoprodotti e l’obiettivo è quello di incentivarne lo scambio. Riguardo la lentezza del processo Lucia osserva che «è stata una palestra di umiltà nei confronti della natura, ma non solo: grazie all’orto sinergico abbiamo imparato a vivere la nostra vita».

Il progetto del Filo di Paglia prevede anche un b&b, dei percorsi didattici per le scuole e degli eventi aperti ad appassionati e curiosi. L’apertura e l’inclusività hanno spalancato le porte della casa a viaggiatori provenienti da tutte le parti del mondo, con cui Giancarlo e Lucia condividono spazi e saperi. Fonte: https://www.italiachecambia.org/2021/03/filo-di-paglia-nuova-vita-ribelli-autoproduzione-io-faccio-cosi-322/?utm_source=newsletter&utm_medium=email

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