WWF: “grandi navi a Venezia come tir nel vostro giardino”

“È ridicolo chiedere una svolta sostenibile del turismo veneziano e poi consentire il più brutale metodo di visita”. È quanto afferma il WWF in merito al passaggio delle grandi navi a Venezia.navi_laguna_venezia

Fareste mai passare i tir nel vostro giardino? Di questo si tratta infatti, far passare mezzi estremamente pesanti in un ambito delicato e contenuto che ci appartiene esattamente come un nostro giardino. Venezia è patrimonio dell’umanità, quindi anche nostro. Visitare questa meraviglia è possibile a chiunque, i monumenti e la laguna sono accessibili, aperti, fruibili, ma almeno si faccia il favore di scendere la scaletta di una nave e di vederla perdendosi nelle calli o attraversando i canali e non già invece dall’oblo di un transatlantico o dalla terrazza di questo. È ridicolo continuare a parlare da un lato di moto ondoso che distrugge la città di Venezia e poi autorizzare il transito di navi che con un minimo movimento inevitabilmente spostano enormi quantità di acqua che crea degli squilibri nel sistema lagunare. È ridicolo chiedere una svolta sostenibile del turismo veneziano e poi consentire il più brutale metodo di visita che altera il contesto storico architettonico, pone a rischio l’ambiente e la sicurezza dei transiti locali, afferma una tipologia di visita usa e getta basata su “ci sono stato” anziché “ho conosciuto e visto”. Il WWF da oltre 20 anni si batte per una messa in sicurezza dell’intera laguna veneta. Questo da un lato ha visto progressivi passi avanti nel campo dei traffici pericolosi legati all’attività industriale, soprattutto per l’obbligatorietà dei doppi scafi e per il rafforzamento dei protocolli di sicurezza sui transiti, da un altro, nonostante le dichiarazioni e gli intenti, non ha ancora dato nessun risultato soddisfacente rispetto al turismo crocieristico e alla nautica da diporto che risulta invasiva, sproporzionata rispetto ai luoghi, potenzialmente pericolosa e comunque segno di un malcostume.

Fonte: il cambiamento

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Cambiamenti climatici: “un pianeta sempre più a rischio”

Una realtà sempre più allarmante, con scenari che prevedono temperature globali in pericoloso aumento e conseguenze già gravi sulle persone e sui sistemi naturali del nostro meraviglioso pianeta. Il WWF presenta così il quadro che verrà delineato dal nuovo rapporto dell’IPCC, il comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici, riunito da ieri a Stoccolma.cambiamenti__climatici3_

Una realtà sempre più allarmante, con scenari che prevedono temperature globali in pericoloso aumento e conseguenze già gravi sulle persone e sui sistemi naturali del nostro meraviglioso pianeta. Il WWF presenta così il quadro che verrà delineato dal nuovo rapporto dell’IPCC, il comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici, riunito da ieri a Stoccolma per discutere il testo finale del Summary for Policy Makers del primo volume del loro nuovo rapporto, dedicato proprio allo stato di conoscenze sin qui acquisite dalle scienze del clima, che alla fine della settimana renderà noti il primo assesment complessivo sullo stato dei sistemi climatici planetari e sul ruolo e le responsabilità dell’attività umana su di essi. Un autorevole quadro scientifico sullo stato di salute del sistema climatico da cui dipende la nostra stessa sopravvivenza, realizzato da più di 800 autorevoli scienziati da ogni parte del mondo. “Il nuovo rapporto dell’IPCC offrirà maggiore chiarezza sulla scienza del clima e maggiori certezze sulle cause dei cambiamenti climatici, evidenziando una realtà drammatica:  ovvero che il pianeta si sta riscaldando a un ritmo allarmante e che questi cambiamenti di temperatura stanno già avendo serie conseguenze sia sulle persone che sulla natura – ha detto Gianfranco Bologna, Direttore Scientifico del WWF Italia – Il nostro ambiente naturale sta lanciando un appello di sofferenza e lo stiamo ignorando a nostro rischio e pericolo. Ma se i governi agiscono ora, in modo completo e immediato, avranno la possibilità di cambiare il pericoloso percorso che abbiamo intrapreso”. Il settore energetico è il maggior colpevole nel causare un cambiamento climatico fuori controllo, ma contiene anche la soluzione a questa sfida. Secondo il WWF il rapporto dell’IPCC darà ulteriore conferma che i combustibili fossili stanno provocando un pericoloso cambiamento climatico, mentre l’estrazione dei fossili è una causa sempre più determinante della perdita diretta di biodiversità. Allo stesso tempo, l’energia rinnovabile fornisce una soluzione diretta, provata e sempre più conveniente anche dal punto di vista economico, con impatti diretti di gran lunga minori.” “Se dobbiamo seguire le indicazioni della scienza, dobbiamo smettere di investire nei combustibili fossili e aumentare gli investimenti in energia rinnovabile sostenibile – dichiara Mariagrazia Midulla, responsabile Clima e Energia del WWF Italia – Il WWF sta chiedendo a investitori e istituti finanziari in tutto il mondo di porre fine ai loro investimenti al carbone e aumentare quelli in energia rinnovabile e già decine di migliaia di cittadini hanno firmato la petizione della campagna globale “Ci tieni al tuo futuro? Riprenditi L’energia!” (Seize yuor power) per rafforzare l’appello”. “Ottenere un futuro in cui le nostre economie sono alimentate da energie rinnovabili e seguono principi di risparmio ed efficienza non è solo possibile ma è l’unica alternativa che abbiamo se vogliamo lasciare ai nostri figli un mondo davvero sostenibile”, conclude Mariagrazia Midulla del WWF Italia.

Fonte: il cambiamento

Consumi elettrici: dal WWF la guida agli elettrodomestici più efficienti

Tutti gli elettrodomestici ci semplificano la vita, solo alcuni però ci fanno risparmiare energia e soldi. Anche scegliere un elettrodomestico efficiente aiuta a ‘riprendersi l’energia’ e per questo il WWF consiglia il sito TopTen per scegliere apparecchi meno energivori, conoscere le novità e seguire gli eco-consigli.elettrodomestici12

Tutti gli elettrodomestici ci semplificano la vita. Solo alcuni ci fanno anche risparmiare energia e soldi. Per aiutare i consumatori a orientarsi tra le migliaia di articoli presenti sul mercato e tra vecchie e nuove etichette energetiche e scegliere i prodotti più efficienti, il WWF dà le “istruzioni per l’uso” sul sito Topten. Consultata nel mondo da 3 milioni e mezzo di persone, la guida assume ancora più rilevanza in un Paese come l’Italia  in cui si continua a pagare la bolletta energetica il 18% in più dell’Europa. “Ci tieni al futuro? Riprenditi l’energia!”, recita lo slogan della campagna globale WWF, e riprendersi l’energia vuol dire prima di tutto saper scegliere. Top Ten è una guida-online gratuita per l’acquisto “efficiente” promossa dal WWF sui migliori apparecchi elettrici esistenti in commercio rivolta ai cittadini e realizzato grazie al programma Intelligent Energy for Europe della Commissione Europea. Con un semplice click gli utenti possono individuare i 10 “migliori” in ben 11 categorie e 50 sottocategorie di prodotto: dai frigoriferi alle stampanti per ufficio, dalle lampadine alle lavastoviglie che a parità di qualità e prestazioni consumano meno energia, hanno un minore impatto sull’ambiente e pesano meno sulle nostre bollette. Naturalmente acquistare un elettrodomestico efficiente è un buon punto di partenza, ma non è sufficiente se non si fa attenzione ai piccoli gesti quotidiani. Per non cadere nella trappola della “coscienza energetica pulita”, fare attenzione solo all’etichetta non basta. Da alcuni studi, infatti, emerge che chi possiede un elettrodomestico di classe A+++, tenderà ad utilizzarlo di più in quanto la sua coscienza “ecologica” si sente a posto e tende anche ad accumulare elettrodomestici efficienti spesso superflui. Migliorare i propri comportamenti nell’uso quotidiano consentirebbe di riguadagnare dal 10 al 30% di consumo energetico.risparmio__energetico3

Dall’estate 2009 ad oggi, nel settore dell’illuminazione, la tecnologia LED sta prendendo il sopravvento e Topten elenca 31 modelli di lampadine e 21 modelli di faretti LED, con lampadine della durata media di circa 27000 ore. Il consumo elettrico medio dei televisori selezionati da Topten si è più che dimezzato (passando da 94.87 W a 41,87 W), quello dei monitor è diminuito di un quarto (da 20.75 W a 13,4). Ed il risparmio di energia e CO2 comporta vantaggi anche in bolletta. Un frigo piccolo in classe A+++ consuma 132 kWh/anno, uno in classe A 365, con un risparmio in bolletta di 630 euro in 15 anni. Un congelatore medio-grande in classe A++ consuma 181 kWh/anno, uno in classe A 440, con risparmio in bolletta di 700 euro in 15 anni. Mentre una lavatrice da 5 Kg in classe A+++ consuma 128 kWh/anno e 7990 l/anno d’acqua, una in classe A 250 kWh/anno e 12760 l/anno, con risparmio di 269 euro in 15 anni. Top Ten è una guida online continuamente aggiornata che permette di combattere sia gli sprechi in bolletta che i cambiamenti climatici riducendo le emissioni “casalinghe” di gas serra derivanti dal consumo di prodotti energivori. In questa guida vengono indicate, per ciascuna categoria di prodotto, le funzioni principali, il costo, la marca, ma soprattutto la classe di efficienza energetica, i consumi di energia, quanto ci costeranno in bolletta nell’intero ciclo di vita del prodotto, e altri parametri ambientali come il consumo di acqua o la rumorosità.

Bonus elettrico

Si decidono proprio in questi giorni gli eco bonus per lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie in classe A+ o migliore e anche in questo caso Topten si rivela utilissimo: in attesa della conferma della nuova regolamentazione, Topten elenca elettrodomestici che rispondono alle caratteristiche previste dal decreto. Scegliendo un apparecchio Topten si potrà allegerire oltre che la bolletta, anche la dichiarazione dei redditi. “Certo, vorremmo che i criteri adottati dalla direttiva europea Ecodisign e le classi più efficienti diventassero la nuova normalità – ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia – e il sospetto che dietro la definizione di ‘eco’ spesso si nascondano regalie a pioggia o sostegni a settori in crisi è forte. Leggeremo attentamente il decreto così come uscirà dai lavori parlamentari, comunque invitiamo i consumatori a diventare parte attiva, escludendo comunque dagli acquisti le ‘patacche’ inefficienti che pagano poi, e salato, in consumi elettrici, bonus o non bonus”.

Riprenditi l’energia

In questi mesi il WWF sta promuovendo la Campagna globale “Ci tieni al futuro? Riprenditi l’energia! (Seize Your Power) rivolta ai cittadini per chiedere alle istituzioni finanziarie e ai governi del mondo di agire immediatamente investendo nell’energia rinnovabile e nell’efficienza energetica. Sul sito è stata appena lanciata anche la petizione globale per chiedere di finanziare il futuro delle rinnovabili e non il passato delle energie fossili.

Fonte: il cambiamento

Occhio allo Spreco
€ 8.9

Biodiversità, un appello per salvare i siti italiani

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Molti dei siti naturalistici italiani inclusi nella Rete Natura 2000, che comprende le aree di maggior pregio per la biodiversità tutelate dall’Europa, sono a rischio. La denuncia arriva da un dossier presentato dalla LIPU-BirdLife Italia e dal WWF Italia, che hanno reso nota la situazione di grave degrado (cementificazione, pratiche agricole scorrette, incendi dolosi, pulizia indiscriminata di fiumi e torrenti), che caratterizza il nostro Paese e che compromette la tutela delle aree naturalistiche. Le due associazioni hanno quindi chiesto alla Commissione Europea l’apertura di una procedura d’infrazione per ottenere il pieno rispetto della Direttiva Habitat e una corretta applicazione della Valutazione di Incidenza (una procedura che valuta l’impatto potenzialmente dannoso di un progetto su un sito, finalizzata ad evitare interventi che ne pregiudicano l’integrità). La Direttiva Habitat, che insieme alla direttiva europea Uccelli stabilisce la Rete Natura, suddivide il territorio dell’Unione Europea in diverse regioni biogeografiche in base alle caratteristiche climatiche, storico-evolutive e topografiche per proteggere gli habitat e le specie di importanza comunitaria. All’interno della Rete Natura si distinguono le ZPS, Zone di Protezione Speciale, dedicate alla conservazione dell’avifauna e le ZSC, Zone Speciali di Conservazione, utili per la protezione di habitat e di specie diverse dagli uccelli (istituite dalla Commissione sulla base di una lista di SIC, Siti di Importanza Comunitaria). L’indagine, corredata da testimonianze fotografiche, condotta dalla Lipu e dal Wwf, mostra però come in Italia i siti della Rete Natura siano a rischio, con interventi che hanno compromesso la biodiversità delle zone. Recentemente, per esempio, sono stati individuati e denunciati tre gravi episodi di riversamento di idrocarburi e conseguente inquinamento del mare della Piana di Gela, in Sicilia, a causa di società controllate dall’Eni (Enimed e Raffineria Gela) in due episodi, mentre nel terzo caso lo sversamento è attribuito ad ignoti, che stanno minacciando i siti inclusi nella Rete Natura 2000. “La vicinanza di siti di rete Natura 2000 con aree di particolare sviluppo industriale” dichiara Fulvio Mamone Capria di LIPU-BirdLife Italia, “comporterebbe da parte dell’autorità un costante monitoraggio dei rischi cui vanno incontro queste aree. L’appello della LIPU è che si faccia prevenzione anziché intervenire quando ormai è troppo tardi. Il risanamento di tali aree, oltre che un dovere delle Stato, rappresenta la vera soluzione per l’occupazione, l’innovazione e la valorizzazione. L’Italia ha di fronte una grande sfida, il risanamento ambientale di queste aree, un passaggio fondamentale per dimostrare in Europa che l’Italia è un paese credibile”. “L’auspicio è che la Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea contribuisca a far prevalere la tutela dell’ambiente e della biodiversità nei casi in cui questi vengano minacciati da interessi speculativi, per un’opera di effettiva e maggiore tutela della risorsa ambiente. Chiediamo alle Regioni italiane di applicare rigorosamente ciò che stabilisce, a tutela della biodiversità, il regolamento attuativo per il nostro Paese della Direttiva Habitat (Dpr 357/97) e al Ministero dell’Ambiente indirizzi severi per la corretta applicazione della Valutazione di Incidenza” concludono infine in una nota congiunta WWF e LIPU.

Riferimenti: LIPU-BirdLife Italia e WWF Italia

Fonte: galileonet.it

Riutilizziamo l’Italia: dal WWF una proposta di legge per riqualificare il Belpaese

Con la campagna Riutilizziamo l’Italia vogliamo dare vita ad un risveglio culturale ed economico-sociale che punti sulla riqualificazione dell’ambiente urbano, la rigenerazione del paesaggio e della biodiversità e liberi il Bel Paese dalla morsa dell’asfalto e del cemento che lo sta soffocando”

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Lo dice il WWF che lancia la sua ricetta contro l’aggressione del territorio, per la riqualificazione del bel Paese: una Proposta di legge nazionale sul consumo del suolo – proprio quando alla Camera dei Deputati vengono presentati da molti gruppi parlamentari testi normativi innovativi; uno Strumentario di interventi immediati, consentiti dalle leggi vigenti, per frenare e invertire la tendenza che nei prossimi 20 anni, ai ritmi attuali, rischia di coprire di grigio altri 680.000 ettari (un territorio più esteso della Basilicata); e dei Laboratori territoriali che coinvolgeranno i cittadini in tutta Italia nella riqualificazione di specifiche aree degradate come modello e primo passo di un riuso possibile.  Tutto questo dopo che tra gli anni 50 e il 2000 abbiamo assistito ad una urbanizzazione del nostro territorio che ha fagocitato 2 milioni e 250 mila ettari(un’area grande come Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia insieme), come risulta dalla indagine originale (realizzata raffrontando cartografia storica) coordinata dal professor Bernardino Romano dall’Università dell’Aquila a cui il WWF dà il suo contributo.
LA PROPOSTA DI LEGGE:
In occasione del convegno di Roma “Riutilizziamo l’Italia – Idee e proposte per contenere il consumo del suolo e riqualificare il Belpaese”, il WWF ha messo a disposizione dei gruppi parlamentari e del governo, e presenta ai cittadini, una Proposta di legge organica che consenta di dare chiari segnali per una consapevole inversione di tendenza rispetto all’attuale “rapina di territorio”. L’Italia è ancora oggi un Paese a rischio, visto che ancora c’è chi irresponsabilmente propone di guardare con condiscendenza a condoni e sanatorie dell’abusivismo edilizio che dal 1948 ad oggi ha ferito il territorio con 4,5 milioni di abusi edilizi (75mila l’anno, 207 al giorno), favoriti dai 3 condoni che si sono succeduti negli ultimi 16 anni (nel 1985, nel 1994 e nel 2003). La Proposta di legge, elaborata dall’Ufficio legislativo del WWF e sottoposta oggi al Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando presente al Convegno, vuole indicare un terreno più avanzato che tenga conto della sensibilità diffusa, anche in settori rilevanti delle stesse forze economiche, verso il recupero e la riqualificazione del patrimonio esistente. 
Nella proposta di legge del WWF: 
1. si sancisce il principio di garantire la funzione ecologica del suolo e si consente l’urbanizzazione di nuovo suolo nel caso in cui non esistano alternative quali la sostituzione o la riorganizzazione degli insediamenti; 2. si definiscono i principi di utilizzo programmato e di utilizzo contenuto del suolo attraverso interventi di riqualificazione e riutilizzazione del patrimonio esistente (in primis quello pubblico); 
3. si istituisce un Registro nazionale del suolo, in cui confluiscano anche i dati locali sul consumo del suolo, e un Bilancio dell’uso del suolo redatto dagli Enti locali; 
4. si propongono tre diversi strumenti di fiscalità urbanistica per incentivare la rigenerazione urbana e disincentivare il consumo del suolo attraverso: a) l’introduzione di un nuovo contributo che renda più gravoso il consumo di nuovo suolo, b) la rimodulazione del contributo di costruzione esistente, prevedendo una riduzione o una esenzione nel caso si proceda ad interventi di riqualificazione, riutilizzazione e ricostruzione urbanistica; c) l’incentivo al riuso attraverso gravami fiscali selettivi per chi possiede immobili che non siano utilizzati o siano rimasti incompiuti per 5 anni.

“E’ inconcepibile che, come conferma la ricerca coordinata dall’Università dell’Aquila, l’urbanizzazione pro capite dagli anni ’50 al 2000 sia quasi triplicata (dai 120 mq/ab del 1950 ai 380 mq/ab dopo il 2000). Il WWF con l’iniziativa ‘Riutilizziamo l’Italia’ ha colto ancora una volta, come tante altre in passato, lo spirito del tempo”, sottolinea il Presidente onorario del WWF Italia, Fulco Pratesi, in apertura della seconda giornata del Convegno. “Dobbiamo arginare l’ulteriore frammentazione e distruzione della continuità ecologica del territorio, minacciata dalla dispersione urbana e da scelte infrastrutturali e produttive spesso dissennate e, quindi, porre un freno al consumo di suolo, risorsa anch’essa non rinnovabile. Chiediamo al Parlamento, dove sono state presentate diverse proposte di legge sul consumo del suolo, e al Governo di raccordarsi su questo tema in modo che il nostro Paese si doti finalmente al più presto di una normativa innovativa e avanzata per riqualificare le nostre città e il nostro territorio”.

Se vuoi firmare l’appello, puoi farlo QUI

Scarica il Report Riutilizziamo l’Italia 2013

Fonte: ecodallecittà

 

CO2, WWF: «Concentrazione record, vicini alla soglia di 400 parti per milione»

Secondo i dati del laboratorio hawaiiano Mauna Loa Observatory, la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera ha toccato la quota record di 400 ppm (parti per milione). Il mondo, secondo il WWF, rischia sul serio di diventare molto più caldo di come lo conosciamo374787

I livelli di CO2 atmosferica stanno raggiungendo, per la prima volta, la concentrazione record di 400 ppm (parti per milione). A rilevarlo, come riporta il Wwf, sono gli scienziati del Mauna Loa Observatory nelle Hawaii. E ora “l’imperativo di ridurre e puntare ad azzerare le emissioni non è mai stato più forte”, dichiara Mariagrazia Midulla, responsabile Clima e Energia Wwf Italia. “La comunità scientifica – spiega la Midulla – ci dice che l’eccesso di Co2 che abbiamo in atmosfera porterà a un mondo più caldo. L’ultima volta che nell’atmosfera della Terra c’è stata tanta CO2 quanto oggi, il mondo era di 3-4 gradi Celsius più caldo e il livello dei mari più caldi era da 5 a 40 metri più alto di quello attuale”. Secondo gli scienziati, sono gli esseri umani i responsabili per l’aumento dei livelli di Co2 nell’atmosfera, con una gran fetta dell’inquinamento climatico globale proveniente dal settore energetico, in particolare i combustibili fossili. Se i livelli di Co2 continuassero ad aumentare, fa sapere il Wwf, ci si potrebbe aspettare di vedere temperature record diventare la nuova media estiva; siccità record diventare la norma e tempeste record e inondazioni diventare eventi frequenti. “A livello globale, le comunità e i governi già faticano a rispondere alla siccità, ai cattivi raccolti e agli eventi meteorologici estremi, anche nei paesi ricchi come gli Stati Uniti – prosegue Midulla – Se i livelli di CO2 continueranno ad aumentare sarà sempre più arduo e improbabile adattarsi ai cambiamenti climatici. Con una rapida svolta globale verso le energie rinnovabili e pulite, supportata da forti misure per l’efficienza energetica, saremo in grado di ridurre drasticamente le emissioni di CO2 e infine stabilizzare e ridurne la concentrazione”. Per l’Italia è urgente fare la propria parte, anche nell’interesse nazionale: ”Chi si muoverà in fretta e attuerà la svolta energetica con tempestività, ridisegnando l’economia su basi rigenerative e di massima efficienza, spenderà meno e sarà leader nel prossimo futuro. Il nuovo governo deve ascoltare gli scienziati e gli economisti più illuminati, sottraendosi alle influenze di vecchie lobby che stanno condannando se stesse e il Paese al ruolo di dinosauri dell’energia, invece di puntare al futuro”, conclude Midulla.

Fonte: eco dalle città

 

 

Vademecum per la Giornata della Terra 2013, per il cosmopolita-verde dell’Earth Day

Nella Giornata della Terra, Earth Day 2013, vogliamo sottoporvi un piccolo vademecum per il cittadino-green del mondo: qualche consiglio su come rendere la nostra esistenza più “sostenibile”.7426104814_1236e87d53_b-586x586

La Giornata della Terra, Earth Day 2013, l’abbiamo detto in ogni salsa, è un’occasione utile per ricordare a noi stessi e a tutto il mondo quanto la tutela dell’ambiente sia fondamentale anche per lo sviluppo della razza umana, oltre che per la tutela del Pianeta che abitiamo (che resta solo uno, senza possibilità di cambiarlo). Potremmo allora cominciare dai quattro elementi, perchè non basta un giorno all’anno per rendere la Terra un luogo migliore in cui vivere: il rischio di giornate come Earth Day è che restino lettera morta, un unicum senza continuità nè collegamento con la realtà che viviamo. Non è la Giornata della Terra a rendere il Pianeta un luogo migliore, ma siamo noi, nella nostra quotidianità, nel nostro stile di vita e nel modo in cui interpretiamo il nostro rapporto con la natura e con gli altri: perchè è l’uomo ad essere di proprietà della natura, non viceversa.

Quattro gli elementi: terra, aria, acqua e fuoco.

La terra, o meglio la Terra, è il bene su cui poggiamo i nostri piedi: è il nostro costante punto di contatto con il Pianeta, in ogni momento pronto a sostenere i nostri passi, il nostro peso, come quello di tutti gli esseri viventi: aiutare la Terra a non morire aiuta noi a non morire, aiuta le nostre radici (i nostri piedi) a restare continuamente a contatto con la realtà. Gli accorgimenti che possiamo avere per sostenere la Terra al pari di quanto questa non sostenga noialtri sono essenziali: abituarsi a riciclare il più possibile (dal vetro alla plastica alla carta, i materiali andrebbero separati sempre). Il riciclo è l’elemento primario per una tutela quotidiana delle terre: la raccolta differenziata del vetro, ad esempio, se correttamente fatta potrebbe portare un risparmio annuo di 400.000 tonnellate di petrolio solo in Italia, così come l’abitudine al riciclo della plastica (30kg l’anno la produzione pro-capite) potrebbe far risparmiare 10.000 tonnellate di materiali fossili (petrolio e carbone) ogni 100.000 abitanti. Il corretto smaltimento dei rifiuti è la principale accortezza che tutti noi possiamo esercitare nel quotidiano, restituendo un pezzetto di gratitudine alla Terra che ci sostiene: smaltire correttamente le batterie, i farmaci, i pneumatici sono buone e semplici pratiche che però tutelano dall’inquinamento da percolato e da diossine.

Aria. L’aria è ciò che ci permette di restare vivi ogni secondo che scorre: inquinare l’aria significa suicidarsi, perpetrare logiche industriali altamente inquinanti dell’aria come Ilva è l’equivalente di una roulette russa: prima o poi la pistola spara. In tal senso sono molte le accortezze che possiamo praticare, prime su tutte accortezze energetiche. La prima cosa da fare è cancellare il concetto di “stand-by”: televisore, decoder, computer, dvd, digital devices vari, ormai le nostre case sono piene di oggetti elettronici che manteniamo in stand-by per pura e semplice comodità. In questo modo non solo durano meno loro, ma consumano (anche se poco) in modo costante: se 100 persone della stessa azienda spegnessero il computer in pausa pranzo, l’azienda risparmierebbe 15kWh: 8kg di Co2 in meno emessi in atmosfera. Poco, come poche sono 100 persone, ma un pensiero vale farcelo. Il concetto è sempre lo stesso: se tutti facessimo così, tutti vivremmo meglio. Se lo fa solo qualcuno, costui vive da frustrato e gli altri da ignoranti (in ogni caso, tutti vivono male). I moderni computer, televisori ed elettrodomestici vari possiamo impostarli come più ci piace: impostarne lo spegnimento dopo 2-5 minuti di inattività è una buona norma, come buona norma (ora che arriverà il caldo) è centellinare l’uso del condizionatore (una notte di condizionatore equivale a 60 ore di televisione, a livello di consumi energetici). Ma anche a livello alimentare possiamo aiutarci a respirare meglio, ad esempio adottando una dieta più ricca di frutta e verdura e meno di carne (importante elemento nutritivo, ma responsabile, con gli allevamenti, del 18% del totale delle emissioni di gas serra). E se proprio la vostra massima aspirazione è morire soffocati, pensate al vostro portafogli il giorno della bolletta quando lasciate acceso il computer per ore senza nemmeno guardarlo.

Acqua. Di acqua abbiamo parlato in migliaia di occasioni diverse:“bene comune”“linfa vitale”, l’acqua è tra gli elementi quello più importante di tutti: dove c’è acqua c’è vita. E’ proprio per questo che, per capire se su Marte sia possibile o meno la vita, gli scienziati cercano l’acqua sul pianeta rosso; l’acqua è l’elemento più bistrattato di tutti: inquinata, sprecata, usata come merce di scambio e commercializzata, l’acqua come “bene comune” è un concetto talmente astratto da risultare spesse volte scevro di significati. Ciò che nel nostro piccolo quotidiano possiamo fare (non c’è bisogno necessariamente di non cambiarsi le mutande per quattro giorni) per rispettare e preservare questo essenziale elemento è semplice, immediato, facile; evitare, ad esempio, di far scorrere i rubinetti, insaponarsi chiudendo l’erogazione idrica (anche quando si lavano i denti): 4 minuti d’acqua aperta corrispondono a circa 30-40 litri. Ne servono in realtà sempre molti di meno. Anche qui qualche accortezza alimentare può evitare notevoli sprechi idrici: riciclare l’olio usato nelle fritture ad esempio è un’ottima cosa: 1kg di olio usato disperso nell’ambiente inquina circa 1.000m³ di acqua, mentre 100kg di olio usato corrispondono a 68kg di olio nuovo.

Il Fuoco, invece, siamo noi. Siamo noi come è fuoco il nostro cane, il nostro gatto o l’elefante che in questo momento si sta abbeverando nel fiume indiano: tutti gli esseri viventi sono fuoco, sono vita che arde, che va tutelata per tutelare il pianeta, il suo patrimonio di vita e diversità. Anche le piante sono fuoco, sono vita: in questo senso riciclare la carta permette di mantenere vivo quel fuoco di vita che serve poi per tutti gli altri elementi, per mantenere un circolo che una volta interrotto sarebbe impossibile far ripartire: produrre una tonnellata di carta necessita di 15 alberi, 440.000 litri d’acqua e 8.000 kWh di energia elettrica, cifre che si abbattono fino a quasi scomparire nella produzione di carta riciclata. Il fuoco va protetto perchè se si spegne noi ci spegniamo con lui, con la nostra “ragione”, le nostre automobili e il nostro benessere assoluto. Qualche tempo fa anche il WWF aveva pubblicato 10 buoni consigli per un vivere più sostenibile: è proprio il caso di riproporli:

1. Utilizzare l’auto il meno possibile e preferire i mezzi pubblici o la bicicletta o spostarsi a piedi.

2. Ridurre l’utilizzo di elettrodomestici (acquistare quelli di classe A) e utilizzarli a pieno carico, tenere il frigo a 5°C o più e il riscaldamento a non più di 21°C, abbassare o spegnere (quando non serve) il riscaldamento, usare la luce solo se necessaria e sostituire le vecchie lampadine con quelle a fluorescenza, spegnere gli standby.

3. Acquistare cibo locale che non abbia percorso molti km per arrivare alla nostra tavola e usare sacchi in tela per fare la spesa e cucinare con pentole a pressione o con coperchio.

4. Non sprecare l’acqua potabile (ridurre il consumo e applicare i vaporizzatori), non utilizzare l’acqua in bottiglia e le stoviglie in plastica.

5. Ridurre i rifiuti e attuare la raccolta differenziata.

6. Piantare alberi e piante se si possiede un pezzo di terreno, usare carta riciclata, acquistare mobili di legno certificato FSC e limitare l’arrivo di posta pubblicitaria.

7. Ridurre o abolire il consumo di carne e pesce e mangiare più frutta e verdura locali.

8.Installare, se possibile, pannelli solari e fotovoltaici o piccoli generatori eolici a casa propria, installare doppie finestre o rivestirle con materiali isolanti.

9. Convincere i propri amici, parenti, vicini, studenti e conoscenti per mezzo di dialoghi, e-mail, chat, lettere, etc. a fare lo stesso.

10. Convincere i propri amministratori comunali a piantare alberi in città ridurre il traffico urbano, ad utilizzare negli uffici pubblici carta riciclata e mobili FSC, ad incentivare i cittadini all’utilizzo di pannelli solari.

Se Earth Day, se questa Giornata della Terra ha un senso, domani mattina cominceremo ad applicare, in qualche modo, commettendo errori ma sforzandoci di contribuire, le poche regole elencate qui sopra: altrimenti, il prossimo anno, sarà l’occasione per chiedersi se veramente abbiamo tutta questa voglia di suicidarci.

Fonte: ecoblog

 

Ora della Terra 2013, torna la luce. Le foto e i video da tutto il mondo

7000 città in oltre 150 Paesi, 24 ore di buio per i più bei luoghi simbolo al mondo, dal Ponte sul Bosforo alle strade di Tunisi. Prima volta di Cremlino e Piazza Rossa. I messaggi di Ban ki moon, Nelson Mandela, gli astronauti, i frati di Assisi, Francesco Totti. Migliaia di iniziative nel mondo, in Italia diretta da Piazza di Spagna

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L’Ora della Terra del WWF ha concluso il suo straordinario giro del mondo a luci spente e sul pianeta è tornata una nuova luce, alimentata dall’energia – rigorosamente sostenibile! – di centinaia di milioni di persone che in oltre 7000 città e oltre 150 Paesi si sono unite per inviare un messaggio chiaro: siamo determinati a creare un futuro sostenibile per il nostro pianeta. Un nuovo successo della più grande mobilitazione globale contro il cambiamento climatico mai organizzata, che in 24 ore ha unito un numero indecifrabile di persone dallo spazio agli angoli più remoti del mondo e ha spento simbolicamente le icone mondiali più note e amate di sempre. Nel frattempo grazie anche al tam tam su web e social network, si è scatenata in tutti i continenti una pioggia di impegni concreti “oltre l’ora” – dalla tutela di foreste e specie simbolo a cambiamenti di stili di vita e sistemi produttivi – per rimettere al centro il valore della natura e un utilizzo ragionevole delle risorse, dando al mondo un futuro più sostenibile, un’economia più prospera e sicura, e un maggior benessere per tutte le specie viventi, compreso l’uomo. Iniziato sabato mattina dalle isole Samoa, il domino di spegnimenti si è concluso domenica alle 8.30 alle isole Cook, passando per monumenti come l’Opera House di Sidney, la Tokyo Tower, i grattacieli più alti del mondo, lo stadio di Pechino (Bird’s nest), Marina Bay Sands a Singapore, la chiesa della Natività a Betlemme, il Ponte sul Bosforo, per la prima volta il Cremlino e la piazza Rossa a Mosca, le mura di Dubrovnik, l’Acropoli di Atene, la Tour EiffelBuckingham Palace e il Big Ben, la Sirenetta di Copenaghen, la porta di Brandeburgo, l’Empire State BuildingTimes Square e le Cascate del Niagara, la sede delle Nazioni Unite a New York. A dare il loro messaggio personaggi come Ban ki-moon, Nelson Mandela, Yoko Ono, il calciatore Lionel Messi, l’attrice Jessica Alba gli astronauti canadese Chris Hadfield e russo Roman Romanenko che l’Ora della Terra l’hanno vista e twittata dallo spazio dando il senso della preziosità e della fragilità del nostro pianeta, mentre tante celebrities in tutto il mondo hanno coinvolto i loro fan nelle migliaia di eventi speciali, concerti alimentati a pedali, serate danzanti a energia cinetica, maratone a luci spente, flashmob, cene a lume di candela e adunate di ragazzi delle scuole. L’Ora della Terra in Italia
In Italia tantissime le iniziative organizzate nei circa 300 Comuni che hanno aderito, spegnendo monumenti simbolo come la scalinata di Trinità dei Monti a Roma, che ha ospitato l’evento centrale, la Cupola di San Pietro e il teatro alla Scala e il Castello Sforzesco a Milano, la Torre di Pisa, palazzo Sacrati Strozzi, Ponte Vecchio, Duomo e la statua del David a Firenze, l’Arena di Verona, la mole Antonelliana, Piazza del Plebiscito a Napoli, Piazza Maggiore a Bologna, le mura di Lucca, la Fontana Maggiore di Perugia, la Torre dell’Elefante di Cagliari, la statua di Garibaldi a Trapani, i ponti di Calatrava a Reggio Emilia, l’Acquario di Genova e tanti altri. I testimonial
Negli anni è nata una vera e propria squadra di testimonial (guarda il video) che si sono appassionati all’Ora della Terra e anche quest’anno chiedono ai loro fan di partecipare attraverso un tam tam che si rincorre su web e social media: a partire dal neo-vincitore del Festival di Sanremo Marco Mengoni, all’intramontabile campione Francesco Totti, passando per Massimiliano RosolinoElisaNiccolò Fabi, il biker Vittorio BrumottiFrancesco FacchinettiBeppe BraidaPaola Saluzzi, Antonello Dose e Marco Prestala Nazionale italiana di Rugbyi Tetes de Bois. A loro si aggiunge quest’anno lo chef Alessandro Borghese e la squadra di Radio Rai2 Ottovolante, che ha animato la serata di Roma con Dario BallantiniSavino Zaba,Dario CassiniCorrado Nuzzo e Maria Di BiaseMarco BazzoniAndrea Perroni,Antonio Giuliani e Fabrizio Gaetani, con la partecipazione straordinaria di Simona Molinari. Mentre hanno lanciato la propria sfida per il pianeta anche il neo-commissario Rex l’attore Ettore Bassi, il geologo CNR Mario Tozzi, e il giornalista a due ruote di Radio Bici Maurizio Guagnetti che in questi mesi sta portando in tutta Italia l’appello del WWF “No al consumo di suolo, sì al riuso dell’Italia”.

Fonte: eco dalle citta’

Sottraiamo e inquiniamo il 54% dell’acqua dolce per agroalimentare e tessile

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Di tutta l’acqua presente sul Pianeta poco meno dell’1% è potabile e solo il 2,5% è acqua dolce (fiumi, laghi, ghiacciai ecc.).Ne sottraiamo il 54% agli ecosistemi e dunque all’intero Pianeta per industria e agricoltura. Oggi è la giornata internazionale dell’acqua, ricorrenza voluta dall’ONU per ricordare quanto questa risorsa sia fondamentale per la vita sul Pianeta. Noi viviamo di acqua e gli ecosistemi che vivono di acqua dolce sono il 7% delle 1,8 milioni di specie conosciute, tra cui un quarto dei 60.000 vertebrati noti e si estinguono mediamente 5 volte in più rispetto alle specie terrestri. Infatti l’uomo si prende il 54% di tutta l’acqua dolce accessibile per usarne il 20% nell’industria e il restante in agricoltura. Secondo il rapporto WWF Living Planet Report 2012 la capacità di autorigenerarsi dell’acqua è diminuita del 37% e del 70% nelle zone tropicali. Ma nonostante la consistente diminuzione l’industria continua a prelevarne il 20%. L’unesco ha stimato che l’acqua che sarà usata per l’industria passerà dai 752 km3 l’anno del 1995 ai 1.170 km3 nel 2025 rappresentando così il 24% del prelievo totale di acqua dolce. E non restituirà solo merci ma anche acqua inquinata. Infatti nelle acque sono accumulate ogni anno dalle 300 alle 500 tonnellate tra metalli pesanti, solventi, fanghi tossici e di altri rifiuti. Le industrie che inquinano maggiormente sono quelle della trasformazione alimentare responsabile del 40% dell’inquinamento organico.  Ma anche l’industria tessile inquina e tanto. E’ Greenpeace international a portare avanti con la campagna Detox per avere industrie meno inquinanti e come ha spiegato l’attivista cinese Tianjie Ma a capo di Greenpeace East Asia’s Toxic Campaign: Lo scorso mese il governo cinese ha riconosciuto per la prima volta l’esistenza di” villaggi del cancro, legati all’inquinamento da sostanze chimiche pericolose e ha segnalato volontà di affrontare l’inquinamento delle acque in maniera aperta e trasparente. acqua in modo aperto e trasparente. D’altronde resta clamoroso il caso degli oltre 13 mila maiali trovati morti nel fiume Huangpu a Shanghai probabilmente per aver ingerito l’acqua inquinata. Per ora alla richiesta di disinquinare l’industria tessile, che ha le sue mille fabbrichette proprio in Cina e India, hanno risposto all’appello alcune tra le grandi multinazionali come Zara, H&M, Levi’s, Victoria’ Secret annunciando l’impegno di eliminare tutte le sostanze chimiche pericolose dalle loro catene di approvvigionamento e prodotti. In tutto il mondo un’ondata di modaioli, designer e attivisti si è unita insieme per chiedere vestiti la cui storia faccia sentire orgogliosi.

Fonte:  Comunicato stampa WWF, Comunicato stampa Greenpeace international

 

Strategia energetica nazionale, Coordinamento FREE: «Napolitano fermi il decreto»

Il Coordinamento che riunisce le associazioni delle rinnovabili e dell’efficienza boccia il provvedimento firmato in extremis da Clini e Passera, giudicandolo una violazione della corrette procedure democratiche. Al presidente Napolitano FREE chiede di fermare l’approvazione del decreto

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Il Coordinamento delle associazioni attive nelle fonti rinnovabili e nell’efficienza energetica(Coordinamento FREE) ha lanciato un appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano perché blocchi il decreto interministeriale sulla Strategia energetica nazionale (Sen), appena firmato dai ministri Clini e Passera.
Secondo le associazioni, infatti, l’approvazione della Sen non può prescindere dal dibattito parlamentare, né dall’approvazione del Cipe. Il provvedimento, scrive pertanto il Coordinamento FREE, rappresenta «un atto ingiustificato non solo per i suoi contenuti, ma anche per la forma, venendo da ministri tecnici di un governo in carica solo per il disbrigo degli affari correnti, senza il previsto preventivo passaggio parlamentare, senza l’approvazione da parte del Cipe, addirittura privo di una formale approvazione da parte del Consiglio dei ministri».
Di qui la richiesta al presidente Napolitano, a cui le associazioni delle rinnovabili e dell’efficienza energetica chiedono di intervenire per «porre rimedio a questa incresciosa situazione». Il Coordinamento, in particolare, fa appello «alla sensibilità istituzionale del presidente della Repubblica», chiedendogli di non restare indifferente dinanzi a quella che le associazioni ritengono una «manifestazione di dispregio del corretto funzionamento delle procedure democratiche».
Nei giorni scorsi il decreto firmato dai ministri uscenti Clini e Passera (che modifica una precedente bozza della Sen, ndr) era già stato bocciato da Greenpeace, Legambiente e Wwf, che non avevano esitato a definirlo un «colpo di mano da parte di un governo dimissionario». A scontentare gli ambientalisti, in particolare, la convinzione che la Strategia energetica nazionale tuteli principalmente le fonti fossili.

Fonte: eco dalle città