Perdonare per crescere

La tecnica di Tipping permette di migliorare la propria vita22

Ci sono libri che cambiano la vita di chi li legge: Il perdono assoluto di Colin C. Tipping è uno di questi. Con il suo messaggio chiaro e il metodo alla portata di tutti il manuale ha contribuito a migliorare la vita di migliaia di persone in tutto il mondo. Il tema affrontato da Tipping è appunto quello del perdono che però è qualcosa di completamente diverso da quello che viene chiamato perdono in senso tradizionale. Il perdono assoluto proposto nel libro è un processo che permette di trasformare la sofferenza che viviamo oggigiorno, complice una società sempre più pregna di violenza, come testimonia anche la tv, in qualcosa di assolutamente diverso, che ci permetta di svincolarci dall’archetipo di vittime che incarniamo inconsciamente. Lo strumento che ci permette di attuare questo cambiamento profondo e radicale è appunto il perdono inteso come “assoluto”. Si tratta di un processo benefico, che regala padronanza e migliore controllo della propria vita, più energia e salute e relazioni più sincere. E come spiega Tipping è un processo del quale non possiamo fare a meno: «Siamo entrati nel nuovo millennio e nella nostra evoluzione spirituale ci accingiamo a compiere un grande balzo in avanti. È quindi essenziale che adottiamo uno stile di vita basato sul vero perdono, sull’amore incondizionato e sulla pace, anziché sulla paura, sul controllo e l’abuso di potere. È ciò che intendo con l’aggettivo assoluto: qualcosa che ci porti a un cambiamento radicale, e ci permetta di compiere la trasformazione che ci aspetta».23

Attraverso questo processo, abbiamo la possibilità di crescere spiritualmente: il perdono assoluto è infatti un sentiero spirituale che conferisce uno straordinario potenziale di trasformazione della coscienza

Perdonare è uno stile di vita

Rispetto al perdono tradizionale, il perdono assoluto è molto più semplice, accessibile e immediato: non richiede la lunga applicazione e l’eroismo del primo tipo di perdono. Per poterlo mettere in atto bisogna tornare alle situazioni in cui ci siamo sentiti vittime e trasformare quell’energia negativa in un’energia positiva e costruttiva. Attraverso questo processo, abbiamo la possibilità di crescere spiritualmente: il perdono assoluto è infatti un sentiero spirituale che conferisce uno straordinario potenziale di trasformazione della coscienza. Tipping parte dal punto di vista secondo il quale qualunque problema ci capiti non va visto come una disgrazia di cui sentirci vittime, ma piuttosto come un dono e un’opportunità per far evolvere la nostra anima e avvicinarci così al nostro essere divino. Nulla di quello che ci succede è casuale. Siamo noi stessi ad attirarlo, per offrirci una grande possibilità di crescita interiore. Ma come si fa a trasformare l’energia di situazioni che molto spesso creano stallo o shock nella nostra vita? Attraverso l’amore, che deve continuare a fluire anche quando viviamo situazioni avverse. Piano piano chi sperimenta il perdono assoluto ne fa un’abitudine, trasformando questa semplice tecnica in uno stile di vita, che regala ogni giorno felicità, armonia e pace. Proprio Tipping si era accorto, nel suo lavoro di ipnoterapeuta clinico che molti dei suoi pazienti erano afflitti da malattie provocate dalla mancanza di perdono. Per questo insieme a sua moglie ha messo a punto la tecnica descritta nel libro edito da Essere Felici, che permette di evolversi su più livelli dell’esistenza. Tipping è consapevole di esporre tematiche che possono risultare difficili da accettare, ma esorta comunque il lettore a tentare la strada del perdono assoluto: «Il perdono assoluto è una sfida, un invito a trasformare radicalmente la nostra percezione del mondo e la nostra interpretazione di  quanto ci succede nella vita, di modo che possiamo smettere di fare le vittime. Il mio unico scopo è quello di aiutarvi in questo cambiamento. Mi rendo perfettamente conto che per qualcuno le idee proposte in queste pagine potranno risultare quasi inaccettabili, soprattutto per chi ha subìto grandi violenze e si sente ancora pieno di dolore. Vorrei che, qualunque sia la vostra condizione personale, provaste a leggerlo con mente aperta, disposti a verificare se il suo contenuto vi aiuta a sentirvi meglio». La lunga esperienza decennale di corsi durante i quali è stata usata la tecnica del perdono assoluto e le persone che testimoniano di avere cambiato radicalmente la loro vita in meglio dopo il perdono, sono il miglior biglietto da visita per Tipping, che è fiducioso di fare parte di un progetto più alto e divino: «L’incredibile risposta dei lettori mi fa sentire ancor di più un piccolo strumento nelle mani di qualcosa di grande; non c’è voluto molto prima che mi rendessi conto di essere usato dallo Spirito per far circolare questo messaggio, di modo che potessimo tutti quanti guarire, innalzare la nostra vibrazione e tornare alla nostra vera dimora. Sono grato di aver potuto rendere un tale servizio».

Fonte: redazione viviconsapevole


Uno stile di vita a sprechi zero. Intervista a Bea Johnson

Alcuni giorni fa abbiamo raccontato la storia di Bea Johnson, esperta in modi di vita a “spreco zero” nonché eco-blogger ed autrice del libro “Zero Waste Home”. L’abbiamo contattarla per avere una sua diretta testimonianza, da mettere a fattore comune, come racconto concreto, caso di successo che può creare chissà un invidiabile precedente sociale.beajohnson

La tua storia comincia a fare il giro del mondo, puoi raccontarcela?

Nel 2006, abbiamo deciso di trasferirci da una casa grande in un quartiere periferico. Ciò ci costringeva a spostarci in auto continuamente per qualsiasi cosa, andare al centro, al cinema, in biblioteca, al ristorante, al teatro, ecc. Nell’attesa di trovare una casa ideale per le nostre esigenze, abbiamo preso in affitto un piccolo appartamento per un anno. Così abbiamo fatto un trasloco con poca roba, con il minimo indispensabile ed abbiamo messo in magazzino tutto il resto. Da quel momento ci siamo resi conto che che vivere con meno ci permetteva di vivere di più. D’improvviso avevamo più tempo disponibile da passare in famiglia, più tempo per passeggiare, andare in spiaggia, fare dei pic-nic, ecc. L’anno successivo abbiamo infine comprato una casa due volte più piccola rispetto a quella precedente e ci siamo così sbarazzati dell’80% di beni materiali. Contestualmente continuavamo ad informarci sui problemi dell’ambiente. Abbiamo letto tanto e visto dei documentari su questa tematica. Ciò che di volta in volta scoprivamo ci rendeva triste anche pensando al futuro dei nostri figli. Tutto ciò ci ha motivato a cambiare la nostra maniera di vivere

Bea, hai una famiglia, come sei riuscita a convincerla nel lanciarsi verso questo grande cambiamento?

Mio marito Scott, se ne è convinto non appena ha constatato i grandi risparmi monetari che si determinano da questo stile di vita. Per quanto riguarda i miei figli, da tempo lavoravo sulla riduzione della nostra immondizia e su quella degli imballaggi. E comunque i bambini hanno dei bisogni semplici e se questi vengono soddisfatti sono già contenti; con una buona colazione al mattino e con una buona merendina che li attende nel pomeriggio al rientro da scuola, sono già felici. Ad oggi, i miei bambini hanno vissuto la grande parte della propria vita con lo stile di vita a spreco zero e tale maniera di vivere fa ormai completamente parte del nostro quotidiano. E’ semplice ed è automatico. Se non ne parlassi per via della mia professione o per i media che incontriamo in casa, non ci penseremmo neppure. D’altro canto, i miei amici e il resto della mia famiglia rispettano il nostro modo di vita così come noi rispettiamo il loro. Non cerco di convincerli così come non cerco di convincere nessuno ad adottare lo stile di vita spreco zero. Ciascuno deve vivere come desidera. Detto questo, ci tengo molto a condividerne gli aspetti positivi che ne vengono fuori e a rompere gli a priori che vi sono spesso associati.

Puoi raccontarci qualche aneddoto di vita quotidiana di questi ultimi anni?

Abbiamo testato delle cose estreme prima di riuscire a trovare un equilibrio in termini di alternative per vivere spreco zero durevole. Per esempio, ho capito che lavarsi i capelli con il bicarbonato e sciacquarli con l’aceto di sidro non era una cosa che gradivo molto; dopo sei mesi i miei capelli sono divenuti stopposi e peraltro, mio marito mi ha confessato che non poteva più sopportare il mio odore di aceto a letto. Così ho optato per il sapone di Aleppo sciolto in pezzi

A fine anno producete l’equivalente di un litro di immondizia, cosa c’è dentro e soprattutto cosa ne rimane fuori?

Ciò che si trova in quel litro è ciò che non siamo riusciti ad eliminare applicando le cinque regole che citerò successivamente. Ciò che non entra mai quindi sono i prodotti che possiamo rifiutare, ridurre o riutilizzare. A titolo di esempio, ecco alcuni dei prodotti che fanno parte in genere delle dispense di una qualsiasi casa e che noi invece non compriamo più, sia perché non ne sentiamo la necessita sia perché li abbiamo sostituiti con degli altri riutilizzabili: i rotoli da cucina, la carta in alluminio, le spugne, i sacchi della spazzatura, i sacchi per congelare, i fazzolettini, gli spazzolini, gli stuzzicadenti, le lacche, o altri fissatori, gli smalti per unghia, i dissolventi, i piatti e le posate, i bicchieri gettabili, i prodotti d’igiene femminile, i rasoi gettabili, gli shampoo ed i saponi per le mani, gli spray di ogni sorta, la carta de regalo, le riviste, i giornali, lo scotch, ecc. Questi prodotti, le cui alternative sono proposte nel mio libro, non ci mancano affatto, anzi. Preferiamo utilizzare soluzioni frutto delle nostre idee e inoltre apprezziamo non poco i risparmi finanziari che da esse vengono generati.

In breve, come vi organizzate per fare la spesa, gli acquisti di prodotti cosmetici o elettronici?

Ci serviamo del kit Spreco Zero. Delle sporte, ma anche dei sacchi in tessuto e dei barattoli in vetro. Produco io stessa i prodotti cosmetici con ingredienti che compro sfusi nei reparti alimenti invece relativamente ai prodotti elettronici, così come per tanto altro materiale, li compriamo usati.

Lo stile di vita “spreco zero” comporta anche di risparmiare un bel po’ di denaro. Puoi darci delle cifre in merito al risparmio generato annualmente?

Come già detto, mio marito Scott non era inizialmente convinto da questo stile di vita. L’ho incoraggiato a confrontare gli estratti conto bancari risultanti dal nostro precedente modo di vivere con quello attuale. Si è reso conto che risparmiamo il 40%. Ciò è legato al fatto che consumiamo meno di prima, che sostituiamo il gettabile con il riuso, che compriamo usato quando vi è la necessita di sostituire qualcosa e che compriamo il cibo sfuso. Sapete che per ogni prodotto imballato che si compra il 15% del suo prezzo è determinato dal costo dell’imballaggio? Ciò significa che eliminando gli imballaggi si risparmia immediatamente il 15%. Il denaro risparmiato ci ha permesso per esempio di costruire dei pannelli solari sul nostro tetto

C’è qualcosa che rimpiangi della vita précédente?

Si. Rimpiango semplicemente di non avere cominciato più presto con questo stile di vita

Sei l’autrice del libro “Zero Waste Home”, recentemente uscito anche in versione francese sotto il titolo « Zero Dechet », cosa ti senti di dire alla gente che dubita di questa scelta o che trova impossibile realizzarla nel concreto? Che consigli ti sentiresti di dare per provare a farla approcciare alla cultura «spreco zéro»?

Non sono qui per dire a qualcuno come vivere la propria vita. Tutto quello che posso offrire è raccontare la mia esperienza. Il Zero Waste lifestyle si è rivelato per noi tutto il contrario di quello avevamo immaginato: non costa più caro, non prende più tempo ed anzi la semplicità fa guadagnare tempo. Ci sembra bello e sano vivere in questa maniera. Occorre applicare 5 regole in questo ordine d’importanza:

1- Rifiutare il superfluo

2- Ridurre il necessario

3- Riutilizzare sostituendo ogni prodotto gettabile con uno equivalente riutilizzabile e comprando usato

4- Riciclare ciò che non è possibile rifiutare, ridurre o riutilizzare

5- Fare dei compost con tutto il resto

Noi abbiamo cominciato per la causa ambientale ma oggi tutto va ben al di là. Agiamo per il nostro bene, per quello della nostra famiglia e non solo per quello dell’ambiente

Zero waste è la strada per fare la differenza nella società civilizzata attuale?

Lo Zero Waste ha migliorato la mia vita, è evidente per me che anche un’intera società potrebbe trarne beneficio.

Fonte: il cambiamento

La frutta è un elisir: fa vivere tre anni in più

Una ricerca del Karolinska Institutet di Stoccolma, pubblicata sull’ American Journal of Clinical Nutrition, prova il rapporto di causalità fra consumo di frutta e verdura e longevità1407427431-586x369

La frutta allunga la vita. Dal Karolinska Institutet di Stoccolma alle pagine dell’American Journal of Clinical Nutrition, uno studio conferma quello che antichi proverbi già immaginavano, ma da un generico medico che si “leva di torno”, i ricercatori arrivano addirittura a fornire una cifra ben precisa: quella dei tre anni di vita in più garantita da una dieta ricca di frutta. Lo studio dell’Università svedese è stato curato da un team di ricercatori, guidato da Andrea  Bellavia dell’Istituto di Medicina Ambientale (IMM), che, per ben tredici anni, ha monitorato un campione di 71.706 volontari (38.221 uomini e 33.485 donne).

L’associazione tra consumo di frutta e verdura e mortalità è stato raramente analizzato da grandi studi. I risultati dei pochi studi disponibili sono incoerenti. L’obiettivo è stato quello di esaminare la relazione tra la dose di frutta e verdura consumata e la mortalità, sia in termini di tempo che di frequenza, in un ampio campione di uomini e donne svedesi

hanno spiegato i ricercatori nell’abstract dello studio. Nella fascia di età compresa fra i 45 e gli 83 anni, i più longevi sono risultati coloro che consumavano ingenti quantità di frutta e verdura. Anche fra chi non ne consumava proprio e chi ne consumava quantitativi minimi la differenza è risultata essere di un anno e mezzo. Fra i consumatori “forti”, quelli da 5 porzioni al giorno, e quelli a digiuno il tasso di mortalità era superiore del 53% nei secondi e la differenza nell’aspettativa di vita di 36 mesi. Per chi aveva consumato 3 porzioni al giorno il gap è stato di 32 mesi in più rispetto a chi se ne fosse privato. Lo studio ipotizza che nei momenti di maggiore stress, l’organismo richieda un quantitativo maggiore di frutta. Attualmente non ci sono dati in merito, così come lo studio non è stato in grado di chiarire se sia un salvavita più potente la frutta biologica o quella trattata, quella maturata sulla pianta o no.

Fònte:  American Journal of Clinical Nutrition

 

Cinque anni di vita in meno nella Cina del nord per inquinamento da Carbone

Per la prima volta uno studio collega il maggiore inquinamento del nord della Cina con una riduzione dell’ aspettativa di vita di ben cinque anniInquinamento-aria-Cina-586x389

Uno studio congiunto dell’università di Pechino, del MIT e di altri istituti, mostra per la prima volta una chiara evidenza dell’impatto dell’inquinamento da carbone sull’aspettativa di vita: oltre cinque anni di vita in meno per maggiore mortalità da malattie respiratorie nella Cina del nord. Per motivi climatici, i 500 milioni di cinesi che vivono a nord del fiume Huai hanno  in media un’esigenza di riscaldamento più che doppia rispetto agli abitanti del sud; da vari decenni, il governo fornisce loro gratuitamente il carbone per il riscaldamento. Questo “regalo avvelenato” ha prodotto livello di inquinamento sensibilmente più alti: 550microgrammi al metro cubo di particolato totale (quindi non solo PM10) al nord rispetto ai 350 del sud. Il livello di produzione industriale è analogo, per cui la differenza sta nell’inquinamento domestico da riscaldamento. Di conseguenza, la mortalità per malattie respiratorie è più alta del 38% e conduce ad un’ aspettativa di vita ridotta di ben 5 anni e mezzo. “Tutti sanno che non è piacevole vivere in un ambiente inquinato”, ha commentato uno degli autori dell’articolo, “ma essere in grado di dire con una certa precisione qual è il costo in salute e la perdita di aspettativa di vita fornisce un elemento in più nella ricerca di politiche che equilibrino la crescita economica con la qualità dell’ambiente.” Essendo l’autore un economista, non poteva certo spingersi molto più in là con le dichiarazioni, ma è come se avesse detto: ora non ci sono più scuse, perché sappiamo per certo che l’inquinamento uccide,

fonte: ecoblog