Oxford, dal 2020 in centro solo veicoli elettrici. Ed entro il 2035 in tutta la città

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Il piano delle celebre cittadina universitaria inglese prevede l’introduzione del divieto totale di circolazione di mezzi a benzina o diesel (senza distinzioni fra vetture private, taxi o bus) in una zona centrale limitata a sei strade entro il 2020 e nell’intero territorio cittadino entro il 2035. Solo veicoli elettrici, tutti gli altri fermi. Oxford punta a diventare la prima città britannica capace di raggiungere l’obiettivo delle ‘zero emissioni’. Lo riporta la stampa del Regno Unito, dando notizia dell’approvazione di un piano da parte delle istituzioni municipali del celebre centro universitario inglese in cui risiedono circa 150 mila persone. Il piano della città prevede l’introduzione del divieto totale di circolazione di mezzi a benzina o diesel (senza distinzioni fra vetture private, taxi o bus) in una zona centrale limitata a sei strade entro il 2020 e nell’intero territorio cittadino entro il 2035. Il municipio è già riuscito a ottenere un primo finanziamento da 500.000 sterline dal governo nazionale per realizzare decine di punti di ricarica per taxi elettrici e altri 800.000 per automobili private elettriche. Prevede inoltre da subito l’introduzione di tariffe di parcheggio scontate per chi guida vetture a elettricità. Il consigliere John Tanner ha dichiarato: “L’inquinamento atmosferico tossico nel centro della città danneggia la salute dei residenti. È necessario cambiare urgentemente passo; la zona a emissioni zero è quello che ci permette di farlo. Ognuno deve dare il proprio contributo, dal governo nazionale alle autorità locali, alle imprese e ai residenti, per porre fine a questa emergenza sanitaria pubblica”.

L’assessore della contea di Oxfordshire, Yvonne Constance ha aggiunto: “Sentiremo tutti coloro che usano il centro città, imprese, compagnie di autobus e taxi, residenti locali … ma abbiamo impostato il lavoro e siamo ambiziosi.”

 

Fonte: ecodallecitta.it

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Askoll on tour 2017: i veicoli elettrici in prova

Askoll on tour 2017, i veicoli elettrici della casa vicentina Askoll in prova in tutta Italia. Ecco info e date.askoll-on-tour-2017

Prende il via il 17 marzo da Palermo l’Askoll on tour 2017, evento itinerante organizzato dall’azienda vicentina specializzata nella produzione e nella distribuzione di veicoli elettrici. Durante il tour che toccherà 22 città in tutta Italia, i cittadini avranno la possibilità di provare le biciclette a pedalata assistita, eB1 ed eB2, e gli scooter elettrici dell’azienda, eS1 ed eS2. A breve è atteso il lancio sul mercato dello scooter eS3 che si è recentemente aggiudicato il premio come miglior veicolo elettrico durante la manifestazione Motodays. Pronta anche un’auto elettrica low cost che potrebbe essere prodotta da un partner cinese. Le biciclette a pedalata assistita e gli scooter elettrici Askoll hanno un’autonomia di percorrenza di circa 100 km alla velocità di 25 km/h per le prime e di 45 km/h per i secondi. Durante ciascuna tappa Askoll creerà un indice di sostenibilità della cittadinanza: tutti potranno partecipare a un quiz che interpellerà su come vivere in modo sostenibile la propria città. Askoll è un’azienda leader nella produzione di motori elettrici per elettrodomestici, acquari e laghetti. Dal 2015 ha lanciato sul mercato una gamma di veicoli elettrici per contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone e rendere conveniente la mobilità quotidiana.

Queste le tappe dell’Askoll on tour 2017:

Catania (18 marzo), Bari (23 marzo), Salerno (25 marzo), Napoli (31 marzo), Ischia (1 aprile), Caserta (2 aprile), Roma (6 aprile), Reggio Emilia (20 aprile), Bologna (22 aprile), Cecina (27 aprile), Firenze (28 aprile), Rimini (29 aprile), Brescia (4 maggio), Cremona, (5 maggio), Vicenza (6 maggio), Verona (11 maggio), Mantova (12 maggio), Milano (13 maggio), Bergamo (14 maggio), Genova (19 maggio), Cuneo (20 maggio).

F0onte: ecoblog.it

Siemens lancia la ricarica elettrica gratuita per i propri collaboratori

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A partire dal 2017 i collaboratori Siemens potranno ricaricare gratuitamente i propri veicoli elettrici e ibridi presso 100 sedi della società dislocate in Germania: lo ha annunciato la stessa azienda, che ha chiarito come il progetto abbia un cuore tutto italiano in quanto la piattaforma software intelligente (E-Car Operation Center), che gestisce l’infrastruttura di ricarica, è stata sviluppata nel centro di competenza mondiale di Siemens a Milano. L’obiettivo dichiarato di Siemens è ridurre ulteriormente l’impatto ambientale, ragion per cui i punti di ricarica forniranno energia elettrica generata unicamente da fonti rinnovabili, utilizzando le alte tecnologie e i software d’avanguardia sviluppati internamente dai propri ingegneri: in particolare l’infrastruttura di ricarica sarà legata all’integrazione di contatore elettrico, sistema di fatturazione e identificazione dell’utente, per un servizio personalizzato e il più efficiente possibile. Per accedere ai servizi di ricarica presso le stazioni basterà il solo badge aziendale di Siemens. Tuttavia, solo i veicoli registrati a nome dei collaboratori Siemens (o ai membri della loro famiglia) potranno essere ricaricati. Il prossimo step è rendere questo progetto globale, per i propri dipendenti, in modo che anche nei viaggi possano facilmente, e gratuitamente, ricaricare le proprie batterie e ripartire a tutta birra.

Fonte: ecoblog.it

Swatch ci riprova: produrrà batterie per auto elettriche

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La Balenos Clean Power, una società che si occupa di energie rinnovabili e posseduta per il 51% da Swatch – la famosa marca di orologi svizzera – ha annunciato di aver intrapreso un progetto di sviluppo di batterie per veicoli elettrici che utilizzano un elemento naturale di vanadio doppiato: l’obiettivo dichiarato è creare una valida alternativa alle normali batterie agli ioni di litio con un prodotto più leggero ma capace di immagazzinare più energia in minor tempo. Già alla fine degli anni Ottanta Swatch aveva provato a lanciarsi su un mercato “non suo” con l’intuizione della Smart, poi acquistata da Daimler ma ancora oggi un must per chi vive in città – e non solo. Oggi il marchio svizzero ci riprova: secondo quanto riporta Twenty Two Ten, nel progetto è stato coinvolto anche l’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia, che coopera con la Belenos nello sviluppo delle batterie che utilizzano un elemento naturale di vanadio doppiato. L’obiettivo è molto ambizioso, competere con giganti come Tesla o Panasonic e ricavare 10-15 miliardi di dollari dalla vendita di batterie entro il 2020, ma i presupposti sembrano molto interessanti e l’intuizione geniale: il vanadio è più facilmente reperibile in natura ed è un materiale più economico rispetto al litio. Secondo Nick Hayek, CEO di Swatch, le batterie potrebbero pesare un terzo di quelle attuali ma avrebbero una capacità maggiore e tempi di ricarica più brevi. Il progetto è ancora nelle fasi iniziali ma Swatch sembra determinata e pronta per una corsa che sarà sicuramente interessante seguire. Secondo le indiscrezioni citate dalla Reuters l’azienda potrebbe testare le batterie su eBike e moto elettriche, prima del mercato auto.

Fonte: ecoblog.it

La Tesla Model 3 e la rivoluzione EV in India, Norvegia e Olanda.

La potenza asiatica sta per introdurre un nuovo incentivo per le auto elettriche e afferma di poter arrivare al 100% elettrico al 2030. Norvegia e Olanda discutono di liberarsi di auto a benzina e gasolio entro il 2025. Intanto per il nuovo modello “low-cost” di Tesla è boom di prenotazioni. Buone notizie per il mercato dei veicoli elettrici

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Negli ultimi giorni sui quotidiani si sono susseguite una serie di notizie che fanno pensare a una prossima accelerazione della rivoluzione che lentamente sta partendo nel mondo della mobilità, quella che vedrà affermarsi i veicoli elettrici.

L’incentivo indiano

La settimana scorsa, il Ministro dei Trasporti dell’India Nitin Gadkari ha affermato che il Paese è nelle condizioni per raggiungere il 100% di veicoli elettrici entro il 2030.

Il governo indiano, ha annunciato, sta lavorando su uno schema di incentivi innovativo: i veicoli elettrici verrebbero venduti senza la richiesta di un anticipo e dalla somma che i proprietari dovrebbero pagare sarebbero sottratti i risparmi sull’acquisto dei prodotti petroliferi.

Norvegia e Olanda

L’India non è il primo Paese a muoversi nella direzione del 100% elettrico. Poco dopo che la Norvegia aveva iniziato a valutare la possibilità di introdurre norme per imporre la vendita unicamente di auto elettriche a partire dal 2025, la Camera Bassa del Parlamento olandese ha approvato una mozione il mese scorso per vietare la vendita di nuove vetture a benzina e diesel a partire dallo stesso anno.

Tesla Model 3

Il forte interesse per il settore delle auto elettrico è dimostrato anche dal successo ottenuto dal nuovo Model 3 di Tesla, che ha ricevuto 276.000 ordini in soli tre giorni da tutto le parti del mondo. La Model 3 è l’auto che inizierà a percorrere le strade dalla fine del 2017 e che viene proposta a un costo più basso rispetto ai precedenti modelli di Tesla: 35.000 dollari. Gli analisti hanno calcolato che i 276.000 ordini e i rispettivi mille euro di caparra avrebbero assicurato all’azienda statunitense qualcosa come 280 milioni di dollari di capitali a costo zero. Se tutti questi ordini, che sono comunque rimborsabili, si trasformassero in vendite effettive, la società avrebbe un utile di quasi un miliardo di dollari.

 

Fonte: qualenergia.it

Bologna, trasporto merci elettrico: esperimento al mercato delle Erbe

Il Centro Agro Alimentare di Bologna passa ai veicoli elettrici per trasportare le merci. Non solo: l’energia che li fa muovere proviene dall’impianto fotovoltaico costruito sul tetto dell’edificio: è il primo esperimento del progetto City Logistics, e comincerà a settembre 2014379986

A partire da settembre 2014 il trasporto delle merci dal Caab al Mercato delle Erbe, in centro a Bologna, sarà elettrico. Pur trattandosi ancora di un esperimento, è comunque una delle prime applicazioni pratiche del progetto City Logistic del Centro Agroalimentare per lo spostamento su mezzi elettrici nell’area metropolitana. In servizio saranno quattro veicoli elettrici, che utilizzeranno l’energia pulita prodotta dal megaimpianto fotovoltaico costruito sul tetto del Caab, tra i più grandi d’Europa con 43.750 pannelli solari e una superficie di circa 100.000 metri quadri.  “In fondo è un’idea semplice: abbiamo un surplus di energia e cerchiamo di usarlo in modo sostenibile”, ha sottolineato il presidente del Caab Andrea Segrè che punta alle potenzialità dell’impianto (che ha una produzione energetica di 11.350.000 kWh all’anno) anche in vista della costruzione di Fico, il parco tematico dedicato all’alimentare. I quattro furgoni elettrici glass van andranno a sostituire altrettanti veicoli a gasolio, ma l’obiettivo è più ambizioso: “Puntiamo anche a un uso più razionale del trasporto merci, facendo massa critica tra i commercianti per risparmiare su viaggi e energia”, ha spiegato l’assessore alla mobilità Andrea Colombo.  Ma i furgoni del CAAB non sono l’unica novità elettrica di Bologna. Sempre a settembre partirà un ulteriore progetto dedicato alle bici elettriche: prototipi di nuova concezione saranno disponibili grazie a veri e propri ‘distributori’ di batterie, per realizzare il concetto dello ‘swap&go‘: ovvero la modalità di scambio veloce delle batterie che consente una maggiore autonomia d’uso dei mezzi e un utilizzo per immaganizzare l’energia quando viene prodotta. Entrambi i progetti nascono da una collaborazione pubblico-privata nata grazie al Piano Strategico Metropolitano: oltre al Caab e al Comune, son coinvolte Unendo Energia, Technovo, Ferst, il dipartimento di Chimica dell’Università, Proteco, Mecaprom e Logital, insieme al coinvolgimento della locale Comunità solare che punta a implementare le nuove tecnologie nelle infrastrutture cittadine.

Fonte: ecodallecittà.it

Mobilità elettrica: Tesla Motors si appresta ad “aggredire” il settore

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Tesla Motors, una delle più grandi aziende automobilistiche mondiali, si prepara a diventare dominatrice indiscussa del mercato della mobilità elettrica. L’azienda di Palo Alto, produttrice di auto elettriche, punta dritto a conquistare il mercato orientale. Già nei giorni scorsi il fondatore dell’azienda,Elon Musk, a sorpresa di tutti, decideva di compiere un passo rivoluzionario nel campo della mobilità, rendendo disponibili i brevetti delle proprie auto. Un Open Source che, a detta del creatore dell’azienda, consentirà di abbassare i costi industriali. Secondo Musk, infatti, i brevetti sono solo un ostacolo alla crescita: consentire a tutti di copiare le tecnologie della Tesla senza paura di incorrere in sanzioni per aver infranto i brevetti, può essere uno slancio per combattere i cambiamenti climatici. Ora il marchio californiano si prepara a compiere un altro grande passo: “aggredire” il mercato cinese. La Tesla ha infatti già aperto una prima stazione di Supercharger a Pechino. È la terza sul territorio, dopo le altre due aperte a Shanghai. Considerato che Pechino ha una sensibilità green mediamente inferiore rispetto ai Paesi Occidentali, il passo compiuto dall’azienda potrebbe non essere affatto avventato. Di sicuro, potrebbe aiutare ad abbassare i livelli di inquinamento di una città che è ai massimi storici.

Musk sembra intenzionato a “battere il ferro finché è caldo” e ha già annunciato che tutto è pronto per iniziare a costruire altri 40 punti di ricarica. In poco tempo, da tre, le stazioni Supercharger della Cina potranno passare a 15, diventando il secondo Paese per concentrazione di punti, preceduto solo dagli Stati Uniti. Secondo Musk, questi presupposti potrebbero rilanciare la vendita di veicoli elettrici in Oriente. Se la Cina dovesse avvicinarsi al numero di auto vendute negli Usa già nel 2015, si creerebbero tutte le condizioni per creare uno stabilimento di veicoli nel Paese, abbattendo i costi di produzione e la tassa di importazione dei mezzi che è impostata al 25%. Come fa notare Il Fatto Quotidiano, infatti, negli Stati Uniti una model S costa 71mila dollari, in Cina 118 mila.  E abbattere i costi sembra essere proprio il perno su cui Musk intende fare leva per rilanciare il settore e la sua azienda. L’apertura dei brevetti ne è un esplicito segnale. Stesso discorso varrebbe per i punti di rifornimento. L’obiettivo di Musk in questo senso sarebbe condividere con gli altri la tecnologia delle stazioni di ricarica, in modo da far utilizzare a tutti la tecnologia Tesla, diventando leader indiscusso anche dei rifornimenti. Per adesso, sembra che ci sia un problema: nelle Supercharger, la maggior parte delle auto in circolazione (eccetto le auto Tesla ovviamente) non è in grado di sopportare l’elevato livello di energia erogato. Per quanto riguarda l’Italia, sembra che per l’inverno 2014-2015 sia in progetto un punto Supercharger per l’area Centro-Nord.

(Foto: multivu.com)

Fonte: ambientebio.it

Incentivi auto ecologiche 2014. Per i privati, poco più di 5.000 contributi (da 4.000 euro l’uno)

Ripartono dal 6 maggio gli incentivi per le auto ecologiche. Il Ministero dello Sviluppo economico ha approvato il decreto per le risorse, oltre 30 milioni di euro (22 per i privati). Favorito l`acquisto di veicoli elettrici, ibridi, a metano, biometano, Gpl, biocombustibili, idrogeno con emissioni di CO2 allo scarico non superiori, rispettivamente a 120, 95 e 50 g/km378964

Dal 6 maggio sarà possibile richiedere gli incentivi per le auto ecologiche. Lo rende noto Federica Guidi, alla guida del Ministro dello Sviluppo economico, che ha firmato il decreto per le risorse, che ammontano a poco più di 30 milioni di euro. I contributi puntano a favorire l`acquisto di veicoli ad alimentazione alternativa (elettrici, ibridi, a metano, biometano, Gpl, biocombustibili, idrogeno) con emissioni di anidride carbonica allo scarico, non superiori, rispettivamente a 120, 95 e 50 g/km. Incentivata la diffusione di auto a basse emissioni – In questo modo è incentivata la diffusione di veicoli a basse emissioni di sostanze “climalteranti”, come la CO2, e di altre sostanze inquinanti. Sono ammesse agli incentivi le automobili, i veicoli commerciali leggeri, i ciclomotori e motocicli a due e tre ruote, quadricicli. Per il 2014, i fondi a disposizione ammontano a 31,3 milioni di euro a cui si aggiungono le risorse non utilizzate nel 2013, per un totale di 63,4 milioni di euroAttenzione però: per le vetture più richieste, e cioè quelle nella fascia di emissioni di CO2 51-95 g/km, saranno disponibili 22,19 milioni di euro, che corrispondono a poco più di 5.500 contributi da 4.000 euroEcco come sono ripartite le risorse – Il 15% è destinato all`acquisto, da parte di tutte le categorie di acquirenti (e senza necessità di rottamazione), di veicoli con emissioni di CO2 non superiori a 50 g/km35% per l`acquisto, da parte di tutte le categorie di acquirenti (e senza necessità di rottamazione), di veicoli con emissioni diCO2 non superiori a 95 g/km50% per l`acquisto di veicoli destinati all`uso di terzi o utilizzati nell`esercizio di imprese, arti e professioni, e destinati ad essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell`attività propria dell`impresa, (dietro obbligatoria rottamazione di un corrispondente veicolo obsoleto), con emissioni di CO2 non superiori a 120 g/km. Fino a 5000 euro – Per i veicoli acquistati nel 2014 il contributo è pari, per tutti i veicoli ammissibili, al 20% del costo complessivo del veicolo così come risultante dal contratto di acquisto (e prima delle imposte), con un tetto massimo di 5.000 euro per i veicoli con emissioni di CO2 non superiori a 50 g/km; 4.000 euro per i veicoli con emissioni di CO2 non superiori a 95 g/km; 2.000 euro per i veicoli con emissioni di CO2 non superiori a 120 g/km. Chi può richiedere gli incentivi?

Possono accedere all’incentivo i veicoli pubblici o privati a basse emissioni complessive, cioè quelli che utilizzano in modalità esclusiva o doppia, combustibili alternativi (idrogeno, biocombustibili, metano, biometano, GPL, energia elettrica). A condizioni che abbiano emissioni complessive di anidride carbonica non superiori a 120 g/km. In particolare, i veicoli con emissioni non superiori a 95 g/km possono essere acquistati da tutte le categorie di acquirenti, quindi anche i privati cittadini. Maglie un po’ più larghe, invece, per le imprese, che possono contare sul 50% di fondi in esclusiva. In questo caso, infatti, la soglia di emissioni sale a 120 g/km ma i veicoli devono essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’esercizio di imprese, arti e professioni oppure devono essere destinati all’uso di terzi, cioè:

– locazione senza conducente

– servizio di noleggio con conducente e servizio di piazza (taxi) per trasporto di persone

– servizio di linea per trasporto di persone

– servizio di trasporto di cose per conto terzi

– servizio di linea per trasporto di cose

– servizio di piazza per trasporto di cose per conto terzi.

Leggi anche: L’elenco dei veicoli che possono beneficiare degli incentivi

Fonte: ecodallecitta

Leonardo DiCaprio con Venturi Automobiles in squadra per la Formula E zero emissioni

Con sede a Monaco, la nuova squadra di Venturi Gran Premio di Formula E, è stata co-fondata da Leonardo DiCaprio e Gildo Pallanca Pastor, presidente di Venturi Automobiles, produttore pioniere di veicoli elettrici a fianco di Bert Hedaya e Francesco Costaleonardo-dicaprio-620x350

Venturi Automobiles ha annunciato una joint venture con il pluripremiato attore e attivista ambientalista Leonardo DiCaprio per iscrivere la squadra Venturi Gran Premio di Formula E Team con sede a Monaco nel nuovo FIA Formula E Championship il primo campionato al mondo di auto da Formula elettriche che partirà dal settembre 2014.

Formula E è il nuovo campionato FIA con vetture monoposto elettriche che registrano velocità superiori ai 225 chilometri all’ora. Gareggeranno 10 squadre che si sfideranno nel cuore di 10 delle più importanti città del mondo tra cui Pechino, Los Angeles e Londra. Leonardo DiCaprio ha sposato con entusiasmo questo progetto e l’attore che attraverso la sua fondazione si impegna in attività a tutela degli ecosistemi e dell’ambiente ha detto:

Il futuro del nostro pianeta dipende dalla nostra capacità di utilizzare veicoli a energia pulita e a basso consumo. Venturi Grand Prix ha mostrato enorme lungimiranza nella decisione di creare una squadra corse ecologica e sono felice di far parte di questo sforzo.

Venturi Grand Prix attende ora l’approvazione della FIA e sarà la decima e ultima quadra a entrare nel nuovo campionato a zero emissioni. Le altre squadre sono: Drayson Racing Formula E Team (UK), China Racing Formula E (China); Andretti Autosport Formula E Team (Usa); Dragon Racing Formula E Team (Usa); e.dams Formula E Team (France); Super Aguri Formula E Team (Japan); Audi Sport ABT Formula E Team (Germany); Mahindra Racing Formula E Team (India); Virgin Racing Formula E Team (UK). Venturi Automobiles realizza veicoli elettrici ad alte prestazioni, veicoli urbani e utilitarie e detiene il record mondiale di velocità terrestre per un veicolo elettrico con 495kph (307 miglia all’ora). Il team nella seconda stagione prevede di presentarsi anche come costruttore portando la propria vettura Formula E con un propulsore basato su quello utilizzato nella Venturi VBB -3 – presentato all’inizio di quest’anno a Wendover da sua Altezza Reale Principe Alberto II di Monaco. Questo nuovo campionato di Formula E certamente desta molta curiosità e interesse per lo scenario della gara a cui si assisterà ovvero privato completamente del rombo dei motori. Le auto elettriche sono velocissime e molto silenziose e il pit stop dovrà prevedere per forza di cose, oltre al cambio delle gomme, anche al cambio delle batterie e qui capiremo che tempi ci sono. Infine, sebbene un operazione del genere pur sponsorizzata da una superstar ambientalista come Leonardo DiCaprio, lascia aperte alcune perplessità, come appunto l’approvvigionamento di elettricità per la ricarica delle batterie delle vetture elettriche di Formula E (che vale naturalmente anche per le autovetture elettriche in genere). Se l’energia utilizzata, infatti, dovesse arrivare da una centrale elettrica a carbone, allora non avremo fatto altro che spostare il problema delle emissioni di CO2 da una parte all’altra del Pianeta. Abbiamo poi ancora un problema che riguarda gli standard di ricarica per cui non tutti i connettori sono uguali e variano da vettura a vettura per cui ogni costruttore in accordo con un gestore elettrico li ha progettati diversamente. Una nota positiva potrebbe essere dovuta alla presenza di grandi case automobilistiche che, un po’ come è avvenuto per la Formula 1, entrando direttamente nei campionati mondiali attraverso cui girano marketing e sponsor, siano incentivate a produrre ricerca e dunque a trovare le migliori soluzioni tecniche. Di fatto le auto elettriche possono essere considerate vetture di transizione a causa delle batterie i cui componenti come litio e terre rare le cui risorse sul Pianeta sono limitate sia per la durata delle batterie che ancora oggi offrono una autonomia di percorrenza che oscilla a piena ricarica tra i 70 Km e i 120 Km. Resta aperta, anzi apertissima, la prospettiva delle auto a idrogeno, ma qui occorrono molti investimenti e troppi accordi planetari che forse attualmente non sono sul punto di maturare.

Fonte: ecoblog

Usa, è boom per i veicoli elettrici: il 2013 è da record

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Secondo un nuovo rapporto della Union of Concerned Scientists (Ucs), entro la fine di agosto negli Usa sono stati venduti 59.000 veicoli elettrici, più che durante tutto il 2012. Il vicedirettore dell’Ucs per la ricerca sui veicoli puliti, Don Anair (nella foto a sinistra), sottolinea che “Questa è una buona notizia per un settore della tecnologia che è destinato a svolgere un ruolo importante nella futura riduzione del consumo di petrolio degli Stati Uniti“. Negli ultimi 3 anni, gli americani hanno acquistato più di 140.000 veicoli elettrici (EV), che hanno fatto risparmiare 40 milioni di litri di carburante all’anno. Nel 2012 le vendite di EV in California sono più che raddoppiate. Sebbene città costiere del West e dell’East continuino ad essere gli hotspots delle vendite di auto elettriche (5 aree metropolitane rappresentano poco più della metà del mercato Usa) gli Ev vanno forte anche in città come Denver, St. Louis e Dallas. Insomma, negli Usa la strada per le auto elettriche è diventata molto più ampia e scorrevole e lo sarà ancora di più con l’accordo firmato da 8 Stati, che da soli rappresentano un quarto del mercato dei nuovi veicoli, per mettere3,3 milioni di veicoli a emissioni zero sulle strade americane entro il 2025. Il protocollo d’intesa sottoscritto dai governatori di California, Connecticut, Maryland, Massachusetts, New York, Oregon, Rhode Island e Vermont aumenterà il coordinamento tra gli Stati, svilupperà azioni specifiche statali per sostenere un mercato di successo e in crescita che rappresenta “La soluzione chiave per affrontare i cambiamenti climatici e il taglio previsto della metà dell’utilizzo di petrolio della nostra nazione nei prossimi 20 anni – spiega Anair – L’accordo sosterrà le politiche per i veicoli a emissioni zero in quegli Stati attraverso una serie di azioni“. Alcuni dei punti salienti dell’accordo li riassume un comunicato stampa del Rhode Island: armonizzare i codici di costruzione per rendere più facile la costruzione di nuove stazioni di ricarica dei veicoli elettrici;  dare l’esempio includendo veicoli a emissioni zero nelle nostre flotte pubbliche; valutare e stabilire, se è il caso,incentivi finanziari ed altro per promuovere i veicoli ad emissioni zero; prendere in considerazione se istituire tariffe elettriche preferenziali per i sistemi di ricarica a casa; sviluppare standard comuni per i segnali stradali e per le reti di ricarica. Entro i prossimi 6 mesi gli 8 Stati elaboreranno un piano d’azione che includerà molte di queste ed altre strategie. Anair è convinto che “Ridurre gli ostacoli ai proprietari di un veicolo elettrico, attraverso iniziative come quelle sopra descritte,  aiuterà a mantenere il mercato dei veicoli elettrici in crescita. La California ha guidato la carica, per così dire, quando si è trattato di coordinare gli sforzi per sostenere il lancio dei veicoli alimentati ad elettricità ed idrogeno attraverso il coordinamento tra le agenzie, gli incentivi al consumo e le infrastrutture di supporto, di infrastrutture, compreso l’evoluzione del suo piano d’azione l’anno scorso. Insieme agli incentivi ai proprietari dei veicoli, come ad esempio l’accesso all’HOV (high-occupancy vehicle) e sconti sull’acquisto, questi sforzi hanno portato la California in testa nell’adozione dei veicoli elettrici, con questo Stato che rappresenta attualmente circa il 29% delle vendite. L’impegno da parte di altri 7 membri di adottare misure simili è una grande notizia per ampliare l’accesso dei consumatori ai veicoli elettrici e per  la riduzione delle barriere alla partecipazione in tutto il Paese”.

Fonte: Greenreport.it