Norvegia, un timelapse dalla fine del mondo [VIDEO]

Uno straordinario timelapse ci mostra tutte le bellezze paesaggistiche della Norvegia: fiordi, laghi, montagne, villaggi di pescatori e aurore boreali dall’estremo nord dell’Europa.

La Norvegia è lo stato europeo più settentrionale, il promontorio di Knivskjellodden si trova a una latitudine di 71°11′ ed il punto più a nord del Vecchio Continente, ancor più di Capo Nord. Nei territori a nord del Circolo Polare Artico si possono osservare fenomeni come il sole di mezzanotte in estate e l’aurora boreale in inverno e questo fantastico timelapse, prodotto con definizione in 4K da Rustad Media, ci mostra tutte le bellezze paesaggistiche di questo straordinario Paese che ha una superficie di 323mila kmq, poco più dell’Italia, ed è prevalentemente montuoso. Anche se prevalentemente montagnosa, la Norvegia non ha rilievi che superino i 2500 metri: le montagne più alte, infatti, sono Galdhøpiggen (2 469 m), Glittertind (2 465 m) e Store Skagastølstind (2 403 m). La magnificenza delle montagne, una natura incontaminata, i villaggi dei pescatori, i fiordi imponenti, i panorami lunari del Nord e la magia dell’aurora boreale sono alcune delle immagini più significative di questo timelapse che è il frutto del lavoro del timelapser Morten Rustad. Rustad ha viaggiato per 15mila chilometri e ha scattato decine di migliaia di immagini per un periodo di circa 5 mesi. Il viaggio ha coperto 19 contee della Norvegia dal sud al confine orientale con la Russia. Il video è stato prodotto in alcuni dei più spettacolari luoghi della Norvegia: Lofoten, Senja, Helgelandskysten, Geirangerfjorden, Nærøyfjorden and Preikestolen.immagine-620x345

Foto | Youtube

Fonte: ecoblog.it

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Eurostat: riciclo e compost, Italia sotto la media europea

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E’ stato pubblicato ieri il nuovo rapporto Eurostat sui rifiuti nel Vecchio Continente, relativo ai dati raccolti nell’anno 2011, e l’Italia non ne esce benissimo (ma nemmeno l’Europa, se può consolare): ogni anno un cittadino europeo mediamente produce 503kg di rifiuti, di cui il 37% è finito in discarica, il 23% incenerito, il 25% riciclato e il 15% compostato. Rispetto al 2001 Eurostat sottolinea un certo miglioramento delle percentuali medie europee (che si attestavano su un 56% di rifiuti in discarica, 17% inceneriti, 17% riciclati e solo il 10% compostati), ma entrando nello specifico delle singole situazioni si possono trovare margini di miglioramento esponenziali. Il paese europeo che produce più rifiuti pro-capite è, sorpresa, la Danimarca: 718kg di rifiuti a cittadino prodotti nel 2011, seguita a ruota da Lussemburgo, Cipro ed Irlanda, con valori tra i 600 e i 700kg pro-capite. Sul terzo gradino del podio, nel range 500-600kg pro-capite, si trovano Italia, Germania, Austria, Paesi Bassi, Spagna e Malta; un’ottima compagnia per il Belpaese, che nel 2011 ha prodotto 535kg pro-capite di rifiuti (solo 32kg sopra la media europea), che tuttavia si trova ben al di sotto delle medie continentali relative allo smaltimento. Se i cittadini danesi vedono smaltire in discarica il 3% dei loro rifiuti (quasi 200kg pro-capite in più), gli italiani vedono crescere drammaticamente la percentuale, fino al 49% di rifiuti smaltiti in discarica: non a caso l’Italia ha le discariche più grandi d’Europa (Malagrotta, Bussi, Chiaiano) uno dei sistemi di smaltimento meno efficiente e meno sostenibile dei 27 Paesi Ue. Certamente il 99% dei rifiuti ‘discaricati’ dalla Romania è un dato ben più inquietante, ma non è più tempo per il vicendevole additarsi come esempio peggiore: qui occorre virtuosismo. Dei 535kg pro-capite di rifiuti tricolori prodotti, 505kg vengono trattati ma solo il 34% di questi viene compostato o riciclato: il 17% del totale viene incenerito. Se osserviamo invece come i danesi smaltiscono i loro rifiuti, notiamo che il 53% del totale viene incenerito: la Danimarca è il paese che più spesso ricorre a questo sistema (certamente non esattamente “pulito”  né “sostenibile”), davanti a Svezia (51%) e Belgio (42%). Sul compostaggio dei rifiuti l’Austria primeggia su tutti gli altri: il 34% dei rifiuti prodotti dal paese di lingua tedesca viene correttamente compostato, una percentuale di gran lunga superiore alla media europea e che denota una visione d’insieme del problema smaltimento decisamente più virtuosa che altrove. Al secondo posto per la percentuale di compostaggio ci sono i Paesi Bassi (28%); medaglia di bronzo per Belgio e Lussemburgo (20%). Un dato piuttosto interessante è relativo alle percentuali di smaltimento in discarica: se da un lato c’è quasi un eccesso di virtuosismo (se di eccesso si può parlare), come in Belgio, Germania, Olanda, Svezia che smaltiscono in discarica l’1% dei rifiuti prodotti, dall’altro notiamo come certi sforzi vengano vanificati da percentuali terribili: 99% di rifiuti in discarica in Romania, 94% in Bulgaria, 80% in Grecia, persino la Spagna smaltisce in discarica il 58% dei rifiuti che produce. Uscendo dall’Unione europea il caso svizzero è clamoroso: 0% di rifiuti smaltiti in discarica (689kg pro-capite l’anno), il 50% viene incenerito, il 35% viene riciclato e il 15% compostato.

Fonte: Eurostat