Unesco, Delta del Po e Appennino Emiliano nuove riserve della Biosfera

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Secondo quanto rende noto la Regione Emilia Romagna in un comunicato stampa il Delta del Po e l’Appennino tosco-emiliano diventano riserva della Biosfera dell’Unesco, un riconoscimento ufficiale che è arrivato oggi da Parigi, dove si è riunito il Comitato internazionale del programma Mab (Man and the biosphere) dell’Unesco. La prima proposta di candidatura presentata dai due enti parco Delta del Po (di Veneto ed Emilia Romagna) e dal parco dell’Appennino tosco emiliano era stata presentata formalmente nel 2013 e sostenuta con forza oltre che dalle regioni interessate, anche dal Ministero dell’Ambiente e e dai Comuni sul territorio. Grazie a questo importante riconoscimento quei territori, nuove riserve della Biosfera Unesco, rientreranno nel Programma MAB con lo scopo di ridurre la perdita di biodiversità attraverso programmi di ricerca e capacity-building e di migliorare il rapporto tra uomo e ambiente. Salgono a dodici i siti italiani inclusi in questo speciale elenco: Valle del Ticino (Lombardia/Piemonte), Monviso (Piemonte), Miramare (Friuli Venezia Giulia), Selva Pisana (Toscana), Arcipelago Toscano (Toscana), San Felice Circeo (Lazio), Collemeluccio-Montedimezzo (Molise), Cilento e Vallo di Diano (Campania), Somma-Vesuvio e Miglio d’Oro (Campania), Parco Nazionale della Sila (Calabria).

Foto | MeteoWeb

Fonte: ecoblog.it

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Val Gardena, una settimana dedicata alla bicicletta dal 20 al 27 giugno 2015

Negli incantevoli scenari delle montagne patrimonio dell’Unesco una settimana dedicata a biciclette da strada e mountain bike. Da sabato 20 a sabato 27 giugno la bicicletta sarà grande protagonista in Val Gardena, la meravigliosa valle ladina, zona riconosciuta come patrimonio Unesco, che si trasformerà in un paradiso per gli appassionati delle due ruote grazie a venti di massa e gare internazionali, sia per coloro che amano pedalare sull’asfalto che per i biker che si cimentano sugli sterrati. I due momenti principali di questa settimana all’insegna delle due ruote saranno domenica 21 giugno, con il Sellaronda Bike Day, e sabato 27 giugno con la UCI Marathon World Championships Südtirol Sellaronda Hero. In mezzo ci saranno cinque giornate di eventi per tutti. Domenica 21 giugno, dalle 8.30 alle 15.30, il Sellaronda Bike Day chiuderà al traffico i quattro Passi dolomitici del Campolongo, Pordoi, Sella e Gardena dando la possibilità a tutti (e gratuitamente) di pedalarvi senza alcun tipo di promiscuità con il traffico motorizzato. Lunedì 22 giugno si svolgeranno una tavola rotonda sul Turismo eco-sostenibile e ilPanoramatour all’Alpe di Siusi, martedì 23 giugno il Sellaronda Gourmet Tour e il Dirndl & Lederhosen Party, mercoledì 24 giugno il Sellaronda E-Bike Tour e un mercato tradizionale, giovedì 25 giugno il Single Trail Tour Hero Bike & Tech Expo e la Charity Hero Fashion Night e venerdì 26 giugno la Hero Kids World Championships e la Cerimonia d’inaugurazione della Gara del giorno dopo. Sabato 27 giugno sarà la grande giornata dedicata alla UCI Marathon World Championships Südtirol Sellaronda Hero, ovvero, la gara di mountain-bike più dura al mondo. I team nazionali in rappresentanza di 50 Paesi partiranno da Selva dalle ore 07.00. Prima partiranno gli atleti (donne e poi uomini) che si contenderanno il titolo di Campione del Mondo di Mountainbike 2015, e poi gli altri atleti che parteciperanno alla Südtirol Sellaronda Hero, giunta alla sesta edizione. Due i tracciati: 84 km per 4.300 metri di dislivello o 62 km per 3.300 metri di dislivello. Le due gare partiranno entrambe da Selva di Val Gardena e si snoderanno lungo i quattro passi intorno al Sella, per poi tornare sempre a Selva.

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Foto | Pressway

Fonte: ecoblog.it

Pantelleria, la vite di Zibibbo è patrimonio Unesco: si fermeranno le trivellazioni in mare?

La vite dello Zibibbo che cresce a Pantelleria è stata dichiarata patrimonio immateriale dall’Unesco: cosa accadrà ora con le trivellazioni previste dal governo Renzi nel mare dell’isola siciliana?

Il sindaco di Pantelleria, Salvatore Gabriele, non sta nella pelle e da Parigi dichiara entusiasta:

Siamo sito Unesco, un omaggio alla nostra identità ai nostri Contadini che con grande sacrifici hanno costruito terrazzamenti, coltivato la vite ad alberello,oggi patrimonio immateriale Unesco da cui si produce il passito naturale. Un grazie particolare vorrei rivolgerlo alla delegazione Italiana, all’Unesco, all’ambasciatore Lomonaco, al prof. Petrillo, al ministro dell’agricoltura Martina, al Ministero dell’agricoltura, alla regione siciliana, all’assessorato all’agricoltura,agli assessori, ai dirigenti generali, all’istituto della vite e del vino che si è occupato della promozione; un ringraziamento voglio farlo personalmente dando pubblica evidenza al Prof. Petrillo straordinario interlocutore e negoziatore. A lui va il nostro ringraziamento più grande. In questi anni ha dato continuità istituzionale affinché si portasse a conclusione questo straordinario risultato. A Graziella Pavia, che ha contribuito con la presentazione degli atti per la costruzione del Dossier. Per l’isola tale riconoscimento rappresenta un grande momento di crescita e di apertura. Da oggi, da Parigi il mondo ci guarderà ancora di più. Dobbiamo sentire tutti il peso della responsabilità per lavorare di più è meglio. L’isola ci appartiene.salvatore-gabriele-unesco-660x495-620x350

Nella foto in alto tutta la squadra al completo, che ha preso parte al successo del riconoscimento della vite a alberello da cui si ricava l’uva per il passito di Pantelleria, famoso in tutto il mondo. Ma questo riconoscimento ora mette seriamente in discussione (e per fortuna!) il piano delle trivellazioni introdotte con lo Sblocca Italia voluto dal governo Renzi: come potranno convivere trivelle seppur off shore e una coltivazione così importante sull’isola di Pantelleria che necessita di ambiente incontaminato? Come si potranno tollerare piattaforme petrolifere con i flussi turistici in aumento per via della notorietà ottenuta dal riconoscimento Unesco?vite-pantelleria-620x350

Fonte:  Agorà
Foto | Agorà

Langhe e Monferrato diventano patrimonio Unesco dell’umanità

Il sì definitivo del comitato dell’Unesco è arrivato oggi: la zona delle Langhe e del Monferrato è diventata patrimonio dell’umanità.langhe-01

Gli affascinanti paesaggi di Langhe-Roero e Monferrato, in Piemonte, sono diventati a tutti gli effetti patrimonio mondiale dell’umanità. Oggi, 22 giugno 2014, dal comitato dell’Unesco, riunito a Doha, nel Qatar per la 38esima sessione annuale del Comitato mondiale Unesco, ha dato il sì definitivo alla candidatura, facendo arrivare il nostro Paese a ben 50 siti riusciti a ottenere questo importante riconoscimento dal 1979 ad oggi. A finire oggi nella World Heritage List dell’Unesco (qui l’elenco completo) sono 29 comuni in sei diverse aree nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo per una superficie complessiva di 10.789 ettari. Lo scorso anno, lo ricordiamo, a diventare patrimoni dell’umanità erano stati l’Etna e le Ville Medicee in Toscana. I motivi di questa decisione sono presto detti. Ecco cosa scrive l’Unesco nel comunicato che annuncia la promozione di quest’area del Piemonte:

I paesaggi culturali vitivinicoli del Piemonte di Langhe-Roero e Monferrato sono una eccezionale testimonianza vivente della tradizione storica della coltivazione della vite, dei processi di vinificazione, di un contesto sociale, rurale e di un tessuto economico basati sulla cultura del vino. […] I vigneti di Langhe-Roero e Monferrato costituiscono un esempio eccezionale di interazione dell’uomo con il suo ambiente naturale: grazie ad una lunga e costante evoluzione delle tecniche e della conoscenza sulla viticoltura si è realizzato il miglior adattamento possibile dei vitigni alle caratteristiche del suolo e del clima, tanto da diventare un punto di riferimento internazionale. I paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato incarnano l’archetipo di paesaggio vitivinicolo europeo per la loro grande qualità estetica.

E’ di massima soddisfazione il commento del presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino:

Il territorio ha saputo costruire e mantenere nel tempo un paesaggio culturale, legato al mondo del vino, eccezionale e unico nel suo valore ed espressione della altissima qualità della produzione vitivinicola della nostra regione. La proclamazione di oggi rappresenta un tassello fondamentale della strategia turistica complessiva dalle amministrazioni che si sono succedute alla guida della Regione Piemonte: ritengo che sia un punto di partenza e non di arrivo, perché è da questo momento in avanti che bisognerà lavorare per sfruttare al meglio, con progetti e idee innovative, il ritorno di questo riconoscimento.

Anche il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha speso qualche parola su questo importante riconoscimento:

I paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato sono un esempio eccezionale di un paesaggio culturale inteso come prodotto della secolare interazione tra uomo e natura, plasmato dalla continuità di una tradizione antica di produzione vinicola di eccellenza mondiale. Questo riconoscimento è motivo di speciale orgoglio per il Mibact, data l’estrema selettività con cui da qualche anno l’Unesco valuta le proposte per nuovi siti.

Importanti anche le parole di Maurizio Martina, attuale ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali:

È un riconoscimento fondamentale per affermare il valore culturale della nostra agricoltura. È la prima volta, infatti, che l’Unesco riconosce un paesaggio vitivinicolo italiano quale bene unico al mondo, patrimonio dell’umanità per la sua eccezionalità rurale e culturale. È un risultato prezioso che rafforza il posizionamento a livello di mondiale di alcune delle produzioni vitivinicole più pregiate e apprezzate del nostro Paese. Al tempo stesso l’Unesco ha riconosciuto l’essenzialità dell’agricoltura e degli agricoltori quali sentinelle nella conservazione del paesaggio.langhe-02

Foto | BORGHY52

Fonte: ecoblog.it

Parco del Delta del Po, un luogo magico poco conosciuto tra Veneto e Romagna

Il Parco regionale del Delta del Po, questo sconosciuto. Eppure rientra in una delle tante ricchezze naturalistiche del nostro Paese. Si estende tra Emilia-Romagna e Veneto, sebbene principalmente nella prima Regione, con 54mila ettari. E’ stato istituito nel 1988, entrando a far parte, il 2 dicembre 1999, nei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.Parco-Po-400x250

 

Il Parco offre altresì un patrimonio culturale tra i più interessanti dell’Emilia Romagna. Basta annoverare l’abbazia di Pomposa, la regione lagunare di Comacchio, la basilica di Sant’Apollinare in Classe. Molto variegata la fauna presente nella zona: 374 specie di vertebrati, di cui 297 specie di uccelli; di queste, 146 sono nidificanti, pari a 35mila individui, mentre 151 sono svernanti, altri 55mila. Tra le specie più rare vanno menzionate il fenicottero maggiore, la spatola, il marangone minore, e altre come il mignattaio, il tarabuso, il fraticello, il falco di palude e il mignattino piombato. Quanto ai mammiferi, nel Parco sono presenti 41 varietà, tra le quali vanno ricordate il cervo nobile, il daino, la volpe, l’istrice, la puzzola e lo scoiattolo. Di tutto rispetto anche la fauna. Tra gli alberi risaltano i salici e i pioppi, fra gli arbusti la biangola, e nei prati spuntano i ciuffi di carice spondicola, la campanella maggiore e il giunco fiorito. Non mancano particolari specie di orchidee. I visitatori, oltre che apprezzare le ricchezze naturalistiche, possono svolgere anche varie attività. Vengono proposte infatti diverse iniziative didattico-ricreative. Molteplici le attività da poter svolgere: da una semplice passeggiata in bicicletta sugli argini dei sei rami del Po a un’escursione in barca o in canoa per i più sportivi. Per i fanatici delle fotografie, sono diversi i punti dove poter scorgere stupendi panorami o immortalare splendide specie animali o faunistiche. Non mancano anche possibilità di birdwatching.

Fonte: tuttogreen.it

Yellowstone, il video del parco nazionale più antico del mondo

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http://vimeo.com/79048279

I geyser sono fra le principali attrazioni del parco statunitense fondato nel 1872 e da 36 anni patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Yellowstone è il più antico parco nazionale del mondo. Si trova negli Stati uniti, nella regione nord-occidentale dello Stato del Wyoming e occupa una superficie di 8.983 km², vale a dire superiore a quella dell’Umbria. Queste sorgenti calde che arrivano sino a 200° C emettendo vapori nell’atmosfera sono 408 e raggiungono in questo parco la più alta densità al mondo. L’acqua che fuoriesce dai geyser crea coni e terrazzi. Il geyser più noto è l’Old Faithful che ha una particolarità: l’estrema regolarità della sua attività eruttiva. Il geyser erutta – con un margine di errore di 10 minuti – 65 minuti dopo le eruzioni di durata minore dei due minuti e mezzo, 92 minuti dopo l’eruzione di durata maggiore di 2 minuti e mezzo. L’altezza media delle eruzioni è di 44 metri. Secondo alcuni geologi sotto il parco si nasconderebbe un supervulcano destinato a eruttare e a coprire di cenere tutto il Nord America. Ma il parco è famoso anche per la straordinaria fauna di cui è popolato. Il bisonte americano che nel 1902 aveva toccato il minimo storico di 50 esemplari è oscillata nell’ultimo decennio fra i 3000 e i 4900 esemplari. Ma nello Yellowstone vivono anche esemplari di lupi grigi, orsi grizzly(circa 600), alci (30mila esemplari), orsi bruni, lontre, puma, wapiti, bighorn e aquile di mare. Una straordinaria riserva naturale di animali che ha contribuito a far dichiarare questo parco patrimonio dell’umanità dell’Unesco nel 1978. Il lavoro in timelapse è stato realizzato da Joel Schat, un filmmaker e fotografo che realizza numerosi lavori in timelapse in giro per il mondo.

Fonte:  Vimeo

Scavi di Pompei, ultimatum dell’UNESCO. Il ministro Trigilia: “adotteremo tutte le misure necessarie”

L’UNESCO lancia un ultimatum all’Italia: occorrono provvedimenti concreti per proteggere e tutelare gli scavi di Pompei, patrimonio dell’umanità dal 1997.

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Il ministro per la Coesione Territoriale Carlo Trigilia: “adotteremo tutte le misure necessarie”

Si è tenuto ieri un incontro fondamentale per il futuro di Pompei tra il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Massimo Bray, e il ministro per la Coesione Territoriale, Carlo Trigilia, a pochi giorni dall’ultimatum lanciato dall’UNESCO. I due ministri, lo rende noto il MiBAC, hanno ricordato che il Grande Progetto Pompei, approvato nel marzo 2012 e finanziato con fondi europei, ha già dato il via a una serie di importanti cambiamenti che ora saranno fortemente accelerati per la realizzazione, entro il 2015, degli obiettivi richiesti dall’Unione europea. In cima alla lista degli interventi ci sono la messa in sicurezza del patrimonio, arrestando le situazioni di degrado denunciate a più riprese, la garanzia di una migliore conservazione per il futuro e l’assicurazione del rispetto assoluto di condizioni di legalità e sicurezza, pur senza ricorrere a interventi straordinari. I due ministri hanno assicurato che velocizzeranno il piano delle opere, rafforzeranno la governance del progetto e adotteranno tutte le misure necessarie per potenziare le capacità gestionali della Soprintendenza e garantire una maggiore fruibilità dell’area archeologica. Tutto questo entro il 2015 grazie proprio a quei 105 milioni di fondi europei messi a disposizione del progetto. L’avanzamento dei lavori sarà monitorato e i cittadini potranno essere informati periodicamente grazie ad aggiornamenti che saranno comunicati in un sito internet realizzato proprio per l’occasione.

Il ministro dei beni culturali Massimo Bray: “ora al lavoro”

Il ministro dei beni culturali e del turismo Massimo Bray è intervenuto oggi pomeriggio in merito al monito lanciato dall’UNESCO sullo stato di degrado in cui versano gli scavi di Pompei:

“Pompei è un simbolo per il nostro Paese, il richiamo dell’Unesco è un allarme che prendo in seria considerazione e stiamo già lavorando per superare gli urgenti problemi del sito. Due dei primi cinque cantieri sono avviati, il terzo partirà in questi giorni e gli altri due sono fermi per un supplemento di controlli sulla trasparenza. Entro il 2015 dovremo aprirne 39, una sfida che abbiamo intenzione di vincere. Insieme al governo sono impegnato su Pompei e per un piano complessivo di rilancio dei Beni culturali.”

Pompei, l’UNESCO: “occorrono misure entro il 2013″

Le preoccupanti condizioni degli scavi archeologici di Pompei sono state spesso protagonisti della cronaca più recente, dal crollo della Schola armaturarum, la scuola dei gladiatori, a causa di gravi cedimenti strutturali nel novembre 2010 al cedimento di due muri della casa del Moralista appena un mese dopo, passando per le infiltrazioni che mettono a rischio altre strutture e per i danni apportati dalla luce ad alcuni mosaici che sarebbero dovuti essere meglio protetti. Pompei è uno dei monumenti nazionali più visitati al mondo che accoglie ogni giorno centinaia e centinaia di turisti e dal 1997 è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, un tesoro nazionale che deve essere preservato a ogni costo.Per questo, visti i recenti problemi registrati, dall’Unesco arriva l’ennesima tirata d’orecchi, un vero e proprio ultimatum al Governo Italiano a prendere provvedimenti e trovare in fretta una soluzione. L’ultimo avvertimento arriva da Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana Unesco:

Una commissione Unesco ha presentato una relazione fatta in loco a Pompei nel gennaio scorso e che non è stata oggetto di discussione in Cambogia. In questa relazione del gennaio 2013 si mettono in evidenza, in maniera molto documentata, le carenze strutturali (infiltrazioni d’acqua, mancanza di canaline di drenaggio) e i danni apportati dalla luce (ad esempio alcuni mosaici andavano preservati dalla luce).

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I problemi non riguardano soltanto le strutture storiche di Pompei, ma sono relativi anche alle infrastrutture turistiche che ruotano intorno ad essere e al personale impiegato, ridotto rispetto alla richiesta:

Sono inoltre segnalate costruzioni improprie non previste dal precedente piano e la mancanza di personale. Inoltre entro il 1 febbraio del 2014, secondo tale relazione, bisogna delineare una nuova zona di rispetto poichè sono state rilevate intorno ai siti di Pompei e Ercolano delle costruzioni ulteriori, costruite spesso dagli stessi operatori dei siti, in modo che si riparino i siti stessi dagli abusivismi e da cose improprie.

L’avvertimento è chiaro: il Governo italiano ha tempo fino al 31 gennaio 2013 per adottare misure idonee per Pompei. L’Unesco, invece, avrà tempo fino al 1 febbraio 2014 per valutare ciò che farà il governo italiano e rinvierà ogni decisione al prossimo Comitato Mondiale 2014.

Tuttavia non si tratta di una relazione che mette Pompei tra i siti in pericolo, tra l’altro è stata fatta in piena collaborazione con il governo italiano e con il Ministero dei Beni Culturali, che pertanto sono perfettamente a conoscenza di questo atto.

L’emergenza è evidente e il Governo, nonostante la crisi e i tagli in tutti i settori, ha il dovere di correre ai ripari e proteggere uno dei siti più visitati del nostro Paese, un’attrattiva per migliaia di turisti ogni anno. Il tempo, però, stringe: il 31 dicembre è soltanto a sei mesi di distanza.

Fonte: ecoblog

Il Monviso è una nuova Riserva della Biosfera, il ministro Orlando: “splendido!”

A Parigi il Monviso è stato riconosciuto come nuova riserva della biosfera nazionale e transfrontaliera nel programma Unesco “Mab – Man and Biosphere”.monviso-0006

Nel corso della 25a Sessione di incontro del Consiglio Internazionale di Ccoordinamento (ICC) del programma MaB dell’Unesco, il Monviso è stato formalmente riconosciuto come nuova riserva della biosfera nazionale e transfrontaliera, ed entra in quel club esclusivissimo di 621 biosfere, di cui 12 transfontraliere, in 117 paesi in tutto il mondo. La candidatura è stata sostenuta dalla Regione Piemonte, con la sottoscrizione del relativo dossier, ed è stata ufficialmente presentata lo scorso settembre 2012; entro novembre 2013 i ministri dell’ambiente di Italia e Francia dovranno sottoscrivere un accordo di cooperazione che permetta la designazione a Riserva Transfrontaliera.

La decisione è una splendida notizia per il Paese perché arriva a dieci anni dall’ultimo riconoscimento italiano ottenuto nel 2003 per Selva Pisana. Lo straordinario patrimonio ambientale e la sua bellezza rappresentano per l’Italia un valore strategico fondamentale per promuovere nel mondo l’irripetibilità del nostro territorio e consentirne quindi lo sviluppo sostenibile. Il riconoscimento dell’Unesco rappresenta un premio al lavoro sinergico che il Ministero dell’Ambiente ha portato avanti con le istituzioni interessate nella convinzione che i nostri preziosi sistemi naturali siano ineguagliabili fattori di sviluppo locale. […] Il ministero dell’Ambiente ha sempre curato e supportato con attenzione le aspettative delle comunità che vogliono valorizzare le loro qualità territoriali e su questa direzione di marcia intensificheremo i nostri sforzi con sempre maggiore intensità. Ci impegneremo ora, come ci ha richiesto la stessa Unesco, ad accelerare l’avvio della riserva transanazionale italo-francese attraverso un’azione congiunta tra il Parco del Monviso e il Parc de Queyras.

Così il ministro Andrea Orlando sulla decisione parigina ; ogni anno vengono proposte nuove aree come modelli globali per le politiche attive di conservazione, ricerca scientifica, educazione ambientale e sviluppo sostenibile, ma è estremamente complesso ottemperare e garantire tutti i requisiti richiesti ufficialmente in tal senso. Il Monviso ce l’ha fatta: una ottima occasione per goderne appieno, magari il primo finesettimana non piovoso, le bellezze di quel territorio.

 

Fonte: ecoblog

 

Matera “Light” e “Slow”: in mongolfiera sui Sassi

Una mobilità più “leggera” e aperta a tutti ma anche un inno alla lentezza e alla ricerca di gusti autoctoni. Tutto questo intende essere la manifestazione “I Sassi finalmente volano”, per visitare Matera in mongolfieramatera3-586x437

Una mobilità più “leggera” e aperta a tutti ma anche un inno alla lentezza e alla ricerca di gusti antichi e fortemente legati al territorio. Tutto questo, e molto altro, intende essere la manifestazione “I Sassi finalmente volano” in cui una trentina di mongolfiere si libreranno in volo su Matera, l’epica città dei Sassi raccontata da Pasolini e da Mel Gibson per dare il via a una mobilità turistica alternativa e aperta a tutti, anche ai portatori di disabilità. L’iniziativa attualmente in corso si concluderà il prossimo 5 maggio e promette di accompagnarsi a un vero e proprio salto nella memoria contadina ancestrale con percorsi eno-gastronomici “slow food” a sostegno dei prodotti agricoli autoctoni. Si tratta, in sintesi, di un modo per promuovere il meraviglioso capoluogo di provincia lucano “come il più light e slow dei siti dichiarati patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO”. Perché i palloni aerostatici, forse meglio di qualunque altro mezzo di trasporto, possono coniugare nuove mobilità turistiche, all’insegna del basso impatto ambientale e insieme della fascinazione mostrando uno dei luoghi più belli del mondo da una prospettiva inusuale che consente di osservare anche la troppo spesso dimenticata area limitrofa ai Sassi. Dal “gran Canyon” sulle sponde della città antica alle Chiese rupestri, luoghi simbolo della civiltà monastica orientale, fino ai paesaggi variegati e sconnessi del circondario, insieme al volo sferzante dei falchi grillai.

Fonte: sassi live

Puglia: «29.000 utenti coinvolti dal programma di educazione ambientale In.F.E.A 2011-2012»

Sotto l’egida dell’Unesco, nel 2014 termina il decennio DESS dedicato all’educazione alla sostenibilità. La regione Puglia perciò ha indetto tre nuovi bandi, anche sulla scorta dei dati della precedente campagna In.F.E.A di educazione: 29.000 studenti e cittadini coinvolti da associazioni e istituti scolastici con un costo procapite inferiore a una pizza. L’analisi per province

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Quanto costa l’ignoranza ambientale radicata nei nostri comportamenti quotidiani? Difficile a dirsi. Come pure, ad esempio, non è semplice definire il numero di quei cittadini «ecologicamente attivi» che effettuano il compostaggio domestico da giardino e da balcone contribuendo a dimezzare quotidianamente la produzione dei loro rifiuti. In Puglia sulla scorta dei dati della precedente campagna di educazione ambientale (programma di educazione ambientale In.F.E.A 2011-2012), è possibile stimare l’aumento della consapevolezza ambientale dei problemi relativi allo sviluppo sostenibile grazie al documento pubblicato nel novembre scorso dalla Regione «Programma di Informazione, Formazione ed Educazione alla Sostenibilità della Regione puglia 2013-2015» per fronteggiare «l’analfabetismo ambientale». La Regione Puglia è obbligata per legge a farsi carico della necessità, ormai oggi ineludibile, di formare ed educare al rispetto e alla consapevolezza ambientale. Allo scopo di rendere «ecologicamente attivi» i principali attori sociali (enti locali, scuole e associazioni) che più spesso si fanno promotori di iniziative di educazione ambientale, l’assessorato all’Ecologia di via delle Magnolie ha recentemente pubblicato tre bandi di gara, due dei quali ancora aperti, e che ricadono nell’ambito del programma IN.F.E.A. ( informazione, formazione ed educazione alla sostenibilità) della Regione Puglia 2013 – 2015. Un impegno che si delinea all’interno di una cornice mondiale. Nel dicembre 2002, infatti, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite aveva proclamato il DESS, il Decennio delle Nazioni Unite dell’Educazione per lo Sviluppo Sostenibile (DESS) per il periodo 2005 – 2014 e chiesto all’UNESCO di individuare i soggetti istituzionali a cui affidare il compito di operare nel campo dell’educazione alla sostenibilità. Per raggiungere gli obiettivi DESS, il 14 maggio 2009, fu sottoscritto il «Protocollo d’intesa per lo sviluppo delle attività per il Decennio ONU dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile» tra la Commissione Nazionale Italiana Unesco e la Regione Puglia. Fu individuato il «Centro Regionale di Educazione Ambientale(CREA)» dell’Assessorato all’Ecologia della Regione Puglia, quale nucleo di riferimento per le attività del Decennio UNESCO dell’educazione allo sviluppo sostenibile. Non a caso, si può affermare, visto che il CREA è parte integrante del sistema «In.F.E.A. regionale (Informazione, Formazione, di Educazione Ambientale)» e svolge funzioni di informazione e facilitazione al coordinamento per i programmi ambientali.
Gli esiti del Programma In.F.E.A.2011-2012. I numeri

I Sistemi regionali In.F.E.A. riconosciuti come interlocutori per l’attuazione del decennio sui rispettivi Territori, nel triennio 2009-2011, hanno prodotto (attraverso il Programma In.F.E.A.2011-2012il finanziamento di vari progetti per un totale di 500mila euro, trecento dei quali impiegati per i progetti (tutt’ora alcuni in corso) della rete CEA, Centri di Educazione Ambientale ubicati sul territorio regionale, e il finanziamento di 41 proposte progettuali da parte di istituti scolastici per un importo complessivo di circa 200mila euro. L’analisi dell’utenza (studenti e cittadini) dei vari progetti realizzati effettuata dalla regione Puglia in un apposito studio ha stimato il grado di coinvolgimento raggiunto in ciascuna provincia. Bari primeggia vedendo coinvolti circa 13.000 cittadini e 6.000 studenti. Seconda è la provincia BAT con 2.200 studenti, segue Taranto con oltre 2000 studenti, poi Foggia con 350 utenti e 1.600 studenti, Brindisi con 1.000 utenti e 1800 studenti, e infine Lecce con 70 utenti e 1.000 studenti. Per la realizzazione delle iniziative è stato necessario: «un costo medio per utente di 6,70 euro circa su 29mila utenti totali». Dunque con il costo di un panino e una birra la regione ha messo in atto delle politiche di educazione alla sostenibilità, da ritenersi senz’altro a fecondità ripetuta.

Programma di informazione, formazione ed educazione alla sostenibilità della Regione Puglia 2013-2015 [0,77 MB]

Programma di informazione, formazione ed educazione alla sostenibilità della Regione Puglia 2013-2015

Fonte: eco dalle città