Fusione nucleare da implosione, per la prima volta c’è un guadagno di energia

L’ energia prodotta dalla fusione per la prima volta ha superato quella depositata nella miscela di Deuterio e Trizio; naturalmente l’energia complessiva impiegata per attivare il processo è ancora molto più elevata, per cui questo è solo il primo passo importante di una strada ancora lunga.

Per la prima volta i ricercatori del laboratori Livermore hanno raggiunto una pietra miliare nel campo della fusione nucleare,generando una quantità di energia maggiore di quella depositata nella piccola sfera di deuterio e trizio.

Il risultato, descritto in un articolo su Nature, è stato ottenuto con la tecnica del confinamento inerziale: (1) 192 raggi laser vengono sparati dentro un alloggiamento cavo detto Hohlraum che contiene al centro la sfera di combustibile di 2,2 mm di diametro (vedi la figura 1 qui sotto). L’energia dei laser riflessa dalle pareti colpisce la sfera in modo uniforme da tutte le direzioni generando una pressione di 100 Mbar (cento milioni di volte la pressione atmosferica) in modo da raggiungere temperature superiori a 3 milioni di gradi (2).NIF-Figura-1

Le deformazioni della sfera sono mostrate nella figura 2, mentre la figura 3 confronta l’energia depositata nel combustibile (linee orizzontali nere) con l’energia prodotta dalla compressione (barra azzurra) e dalla fusione (barra rosa). Come si è detto, per la prima volta è stato misurato un guadagno energetico: questo non significa che il sistema possa allo stato attuale produrre energia, perchè l’energia depositata (10-12 kJ) è ancora una piccola frazione dell’energia impiegata per i laser (1800-1900 kJ). Perchè il sistema possa funzionare, occorrerà migliorare l’efficienza nell’assorbimento di energia da parte del combustibile. Questo è un primo passo, ma probabilmente occorrerà ancora vari decenni per ottenere qualcosa di significativo.NIF-Figura-2-620x402

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(1) Si parla di confinamento inerziale perchè la rapidità della reazione (miliardesimi di secondo) non dà tempo ai nuclei di muoversi nonostante le elevate temperature; il sistema sfrutta quindi la proprietà inerziale della materia per ottenere il confinamento in luogo dei forti campi magnetici usati nel confinamento tradizionale.

(2) Nel grafico in basso a destra della figura 1 è riportato il profilo di temperatura in funzione dle tempo misurato in miliardesimi di secondo. La temperatura è espressa in elettronvolt (eV). 1 eV equivale ad una temperatura di 11600 °C, cioè una particella a quella temperatura a un’agitazione termica pari a 1 eV.

 

Fonte: ecoblog

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Fukushima: fra i 20mila e i 40mila miliardi di becquerel di trizio nel Pacifico

La Tepco quantifica lo sversamento di trizio radioattivo nell’Oceano Pacifico dopo l’incidente dell’11 marzo 2011: Fukushima è anche un disastro per l’ecosistema marino tepco

La Tepco, la società di gestione della centrale nucleare di Fukushima, ha reso nota una stima secondo la quale, in seguito alla grave crisi legata all’incidente dell’11 marzo 2011, sarebbero finiti nell’Oceano Pacifico fra i 20mila e i 40mila miliardi di becquerel di trizio radioattivo. La Tepco ha comunicato all’Agenzia Nipponica sulla  sicurezza i seguenti dati, dopo i recenti casi di perdita di acqua tossica e l’ammissione di quantitativi massicci di liquido contaminato in mare. Secondo l’utility il rilascio di radioattività è stato intorno ai livelli consentiti dalle normative sulla sicurezza (22mila miliardi di becquerel annui) ma è avvenuto in modo incontrollato. Il riversamento – in mancanza di dati certi – dovrebbe essere incominciato nel maggio 2011, due mesi dopo il sisma e lo tsunami che hanno causato il disastro, proprio nel momento in cui la compagnia iniziava a realizzare le barriere protettive che avrebbero dovuto arginare le perdite di acqua radioattiva nell’oceano. Negli scorsi giorni una sorta di lago di acqua radioattiva accumulatosi in una cavità situata al di sotto del secondo reattore nucleare. Il lago sotterraneo conterrebbe circa 5 mila tonnellate di acqua radioattiva con una densità di trizio pari a 8,7 milioni di becquerel per litro, ovverosia una quantità 145 volte superiore alla norma. Il più semplice e diffuso degli elementi è anche il vettore più inarrestabile e difficile da arginare. In Giappone, insomma, non è possibile abbassare la guardia.

Fonte: Ansa

 

Salto di Quirra, dopo l’uranio impoverito è allarme per torio e trizio

È in corso di svolgimento al Tribunale di Lanusei il processo sui veleni di Salto di Quirra, il poligono interforze nel quale , per decenni, sono state testate indiscriminatamente armi estremamente nocive per l’ambiente circostante75946437-586x385

 

Un super perito è stato incaricato di effettuare un’inchiesta per verificare se vi sia, nei terreni e nelle falde acquifere della zona di Salto di Quirra, presenza di uranio impoverito, torio e cadmio. Falco Accame, presidente della Anavafaf, l’associazione familiari delle vittime militari, sostiene che oltre ai suddetti metalli

dovrebbe essere anche considerato il trizio, largamente utilizzato nella strumentazione dei missili. Infatti, certamente, per quanto riguarda il torio usato nella strumentazione dei missili Milan, non esiste il problema della ricerca della sua pericolosità, da accertarsi mediante carotaggio nel terreno. Infatti la pericolosità del missile esiste indipendentemente da quello che potranno dirci le analisi eseguite sul terreno.

Accame aggiunge, poi, con amara ironia che

se il campionamento verrà effettuato sulla base di quanto a suo tempo venne stabilito per Salto di Quirra (3 secchielli di terra per 13 mila ettari di territorio e 50 mila di mare) i risultati, insomma, ancor prima di iniziare, preannunciano qualche incertezza.

La pericolosità del torio utilizzato nei missili Milan è nota sin dal 2000, tanto che i progettisti francesi del missile – di cui in Italia furono prodotte 30mila unità – decisero di ritirarli dall’impiego. Cosa che l’Italia ha fatto in ritardo, continuando ad avvelenare l’ambiente.

Un problema che non riguarda soltanto Salto di Quirra,

ma molti altri poligoni in Italia (a partire, per la stessa Sardegna, da quello di Teulada), nonché l’impiego in operazioni all’estero.

Fonte: Unione Sarda

 

Fukushima, rilevati elementi radioattivi: stronzio 90 e trizio oltre il limite legale

Le rilevazioni nell’acqua alla base dei reattori della centrale colpita dallo tsunami dell’11 marzo 2011.JAPAN-DISASTER-ACCIDENT-NUCLEAR

La Tokyo Electric Power (Tepco), la più grande compagnia elettrica del Giappone, ha rilevato alti livelli di stronzio 90 e trizio nelle acque alla base dei reattori della centrale di Fukushima che è stava investita dallo tsunami dell’11 marzo 2011. Secondo i risultati delle analisi della Tepco lo stronzio 90 supera di 30 volte il limite consentito e la presenza di trizio è di otto volte maggiore del limite legale. L’acqua contaminata, tuttavia, sarebbe rimasta nella centrale e non avrebbe raggiunto il Pacifico e la compagnia è pronta a prendere immediati provvedimenti per evitare infiltrazioni nel mare. Lo scorso aprile la Russia aveva manifestato la sua preoccupazione per le perdite di acqua radioattiva della centrale dandone notizia attraverso il capo del servizio federale russo per il controllo sanitario, Ghennadi Onishenko, che aveva fatto notare quanto la situazione fosse per loro inquietante e lamentandosi del fatto che i giapponesi si rifiutavano di far accedere alla centrale specialisti stranieri. Fino ad aprile infatti c’erano state tre perdite, la prima di 120 tonnellate di acqua contaminata riversata nel suolo il 5 aprile scorso. L’acqua era fuoriuscita da uno dei sette serbatoi di stoccaggio sotterranei che si trovano nell’impianto. Poi c’era stata un’altra perdita due giorni dopo, ma la Tepco aveva minimizzato sulle conseguenze che poteva avere sull’ambiente. Un’altra perdita ancora era stata rilevata dall’autorità giapponese per il nucleare, sempre nel deposito sotterraneo della centrale. Già a febbraio erano stati rilevati elementi radioattivi nell’acqua e negli organismi marini che si trovavano fino a 600 km dalla costa, ma gli esperti avevano assicurato che i livelli di radioattività non erano rilevanti.

Fonte:ecoblog