Rifiuti e multe condominiali: due tribunali, due decisioni diverse. La parola agli esperti

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Due condomini, uno a Milano l’altro a Torino, impugnano l’ordinanza comunale che sanziona l’errata separazione delle frazioni destinate alla raccolta differenziata e il Tribunale decide: a Milano dovranno pagare la sanzione mentre a Torino si annulla l’ingiunzione di pagamento.

di Tiziana Giacalone

Due condomini, uno a Milano l’altro a Torino, impugnano l’ordinanza comunale che sanziona l’errata separazione delle frazioni destinate alla raccolta differenziata e il Tribunale decide: a Milano dovranno pagare la sanzione mentre a Torino si annulla l’ordinanza di ingiunzione di pagamento. Ne abbiamo parlato con due esperti.

Come mai due sentenze diverse per due casi analoghi? 

Per l’avv. Umberto Fantigrossi, amministrativista, componente la Commissione Ambiente dell’Ordine degli Avvocati di Milano, bisogna chiedersi come è stato svolto il servizio di raccolta negli edifici condominiali. “Consideriamo che i singoli condomini conferiscono i rifiuti al Condominio, il quale, a sua volta, li conferisce unitariamente al Gestore comunale. Nel caso in cui non si rispettassero le regole del conferimento, la sanzione mi pare debba essere correttamente applicata al Condominio che è il soggetto (unitario) che utilizza il servizio. Pertanto nel caso specifico non si tratta di una sanzione comminata  “per fatto del terzo”  in applicazione del principio di solidarietà, di cui all’art. 6 della legge 689/81, ma di una sanzione applicata alla condotta posta in essere direttamente dal Condominio (che è del resto nella maggioranza dei casi proprietario dei cassonetti).”

Infatti per il Tribunale di Milano la sanzione sarebbe stata “irrogata al Condominio non tanto in qualità di trasgressore persona fisica quanto piuttosto, essendo rimasto ignoto il trasgressore persona fisica, quale responsabile solidale ex art. 6, legge 689/1981”. Mentre il Tribunale di Torino esclude l’esistenza di una posizione di garanzia.

Il Condominio ha personalità giuridica autonoma?

A mio avviso – dice Fantigrossi – neppure rileva  la questione della mancanza di autonoma personalità giuridica del Condominio, in quanto per essere destinatario di un’obbligazione verso l’amministrazione è sufficiente la sua natura di  “ente di gestione che opera in rappresentanza e nell’interesse comune dei partecipanti“.”

Ed è proprio il principio di personalità e soggettività delle sanzioni amministrative, di cui all’art. 3 della L. n. 689/1981 (Modifiche al sistema penale) che secondo il Tribunale di Torino non sarebbe stato rispettato dal regolamento comunale di Rivoli che all’art. 51 prevede una sanzione amministrativa – da 50 a 300 euro – da applicare in caso di errata separazione delle frazioni da avviare alla raccolta differenziata. L’ultimo comma dell’articolo 51 dispone che nel caso in cui sia impossibile accertare la responsabilità dei singoli, la sanzione debba essere elevata nei confronti del responsabile condominiale, come rappresentante dell’intero Condominio.

Marco Dal Toso, dell’avvocatura comunale di Milano, ritiene che “l’orientamento dei giudici torinesi potrebbe essere superato e contestato facendo riferimento  all’interesse pubblico perseguito dalla Pubblica Amministrazione  attraverso l’approvazione della norma  regolamentare sulla gestione dei rifiuti. Tra l’altro la norma del regolamento comunale non è stata annullata dal Giudice amministrativo. Ad ogni modo occorre valutare sempre il caso concreto e nell’ipotesi in cui non sia rintracciabile l’autore della violazione la P.A deve accertare se la raccolta differenziata sia stata eseguita correttamente (contenitori dei rifiuti siti nei pressi del Condominio con  abbandono illecito di rifiuti da persone fisiche non identificabili, per esempio).”

Quali potrebbero essere le possibili ricadute sulla gestione della raccolta differenziata all’interno dei condomini?

“Da un lato c’è un Tribunale, quello di Milano, che considera il Condominio “ente privo di personalità giuridica ” e in quanto tale “obbligato in solido con l’autore della violazione “. Dall’altro c’è la sentenza torinese che esclude una posizione di garanzia in capo al Condominio che ” è mero ente di gestione sfornito di personalità distinta da quella dei suoi componenti”. E del resto sia la giurisprudenza sia la dottrina sono ancora divise sulla natura giuridica del Condominio. A questo punto l‘Avvocatura di Rivoli potrebbe proporre appello per una questione che oggettivamente crea un precedente pericoloso per tutte le Amministrazioni comunali del paese.”

Fonte: ecodallecitta.it

 

 

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Nuova Zelanda: tribunale condanna negazionisti del clima a pagare 50000 euro di spese processuali

I negazionisti avevano citato a giudizio l’ente pubblico per la ricerca delle acque e dell’atmosfera, sostenendo che aveva truccato i dati delle temperature. Il tribunale ha trovato la cosa del tutto infondata e li ha condannati a pagare le spese processualiTemperature-Nuova-Zelanda

Strani davvero i tempi in cui qualcuno vorrebbe fare avvenire le discussioni scientifiche  in tribunale. In Nuova Zelanda ( Aotearoa in lingua Maori) la lobby negazionista Climate Science Education Trust aveva citato in giudizio il National Institute for Water and Wtmospheric research (NIWA), sostenendo che la serie storica delle temperature nelle due isole australi non fosse corretta e influenzasse in modo inappropriato la politica. Il giudice ha respinto la richiesta, ritenendo il tribunale non competente nelle questioni scientifiche e ritenendo che il Trust “abbia avviato una crociata contro l’ente governativo di ricerca agendo in modo irragionevole“. Per questo il Trust di negazionisti è stato condannato a pagare 80000 $ neozelandesi (circa 50000 €) per le spese processuali. Si spera che questo sia un buon precedente non solo per l’Oceania, ma per tutto il pianeta. Come si può vedere dal grafico in alto, le temperature in Nuova Zelanda, misurate in 7 località principali sono cresciute di quasi un grado nei cento anni tra il 1910 e il 2010. Dei 35 anni con temperature sopra alla media 1971-2000, ben 19 sono stati dopo il 1980. Trend simili, se non più elevati, si riscontrano prendendo in considerazione altre 11 stazioni meteo, oppure misurazioni effettuate dalle navi. Secondo il NIWA, i cambiamenti climatici potrebbero portare in Nuova Zelanda inondazioni alternate a siccità, venti più forti oltre all’innalzamento dei mari. Wellington, Auckland, Cristchurch e le principali città neozelandesi sono tutte collocate lungo le coste delle due isole o in loro prossimità.

Fonte: ecoglog