Energia dalle acque reflue: fino al 25% del fabbisogno totale

Presentati a Milano i primi risultati di una ricerca sul recupero di energia termica dalle acque di scarico. Tramite un opportuno trattamento, si potrebbe recuperare fino al 25-30% del fabbisogno energetico totale degli edifici376327

Con le acque reflue provenienti dai nostri rubinetti, sanitari ed elettrodomestici, vengono inutilmente dispersi negli scarichi fognari o in pozzi a perdere circa 25-30 kWh/anno di energia primaria. Tramite un adeguato trattamento di queste acque sarebbe invece possibile il recupero di circa il 20-25% del fabbisogno energetico complessivo annuo degli edifici. È quanto emerso nell’ambito di un convegno organizzato a Chem-Med, The Mediterranean Chemical Event, in programma a fieramilanocity. Il convegno è stata un’occasione per presentare i risultati della ricerca a conclusione del Progetto Warm Flow, nato due anni fa grazie a NewTec, che ha visto il coinvolgimento di diverse società quali Somac, Artenergy Publishing, Energia+ e il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi Perugia. Al progetto, che può contare sul contributo del Ministero dell’ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, sono stati destinati circa 300.000 euro al fine di sviluppare nell’arco di due anni un sistema sperimentale innovativo di recupero dell’energia termica contenuta nelle acque reflue di scarico degli edifici caratterizzati da elevato indice di affollamento.

 

Fonte: ecodallecittà

Acque reflue urbane, la raccolta migliora in Europa, ma con troppe differenze da un Paese all’altro

Il 91% del carico inquinante proveniente dalle grandi città dell’UE beneficia di un trattamento più rigoroso, con un notevole miglioramento rispetto al 77% del 2008. Eppure, solo 11 delle 27 capitali sono dotate di un adeguato sistema di raccolta e di trattamento, nonostante l’obbligo risalga a vent’anni fa375908

Migliora, secondo i dati diffusi dall’Unione europea, ilsistema del trattamento delle acque reflue delle città europee, anche se rimangono differenze significative fra i diversi paesi. Nel periodo 2009/2010, il tasso di raccolta risulta molto elevato, con 15 Stati membri che raccolgono il 100% del loro carico inquinante totale. Tutti hanno mantenuto o migliorato i risultati già ottenuti, sebbene il tasso di conformità sia tuttora inferiore al 30% in Bulgaria, Cipro, Estonia, Lettonia e Slovenia. I tassi di conformità per il trattamento secondario sono in media pari all’82%, con un aumento di 4 punti rispetto alla relazione precedente. I tassi di conformità per il trattamento più rigoroso destinato a contrastare l’eutrofizzazione o ridurre l’inquinamento batteriologico che potrebbero avere ripercussioni sulla salute umana, sono, complessivamente, pari al 77%. L’Austria, la Germania, la Grecia e la Finlandia registrano una percentuale di conformità del 100%. La maggior parte (91%) del carico inquinante proveniente dalle grandi città dell’Unione europea beneficia di un trattamento più rigoroso, e ciò costituisce un notevole miglioramento rispetto alla situazione descritta nella relazione precedente (77%). Ma in un allegato della relazione, in cui si confronta la situazione delle 27 capitali europee, si lancia un monito: solo 11 delle 27 città sono dotate di un adeguato sistema di raccolta e di trattamento, nonostante il fatto che le norme siano state fissate piu’ di 20 anni fa (nel 1991).
Nel periodo 2007/2013, l’Ue ha contribuito a migliorare la situazione con fondi per 14,3 miliardi. Il migliore trattamento delle acque reflue e la minor quantità di scarichi di acque reflue non trattate nell’ambiente hanno consentito di migliorare la qualità delle acque di balneazione: se all’inizio degli anni’ 90, solo il 60% circa dei siti di balneazione vantava acque di qualità eccellente, oggi la quota e’ aumentata al 78%. Janez Potočnik, Commissario per l’Ambiente, ha dichiarato: “Il trattamento delle acque reflue è un test fondamentale per la società: Eliminiamo i rifiuti che produciamo o stiamo rovinando l’ambiente da cui dipendiamo? Sono soddisfatto di vedere che le tendenze vanno nella direzione giusta e sono lieto di constatare che l’azione della Commissione, che associa misure di sostegno finanziario a, se necessario, azioni legali, sta dando i suoi frutti a vantaggio dei cittadini europei”.
Leggi la relazione della Rappresentanza Italiana a Bruxelles

Fonte: eco dalle città

Rifiuti: vietato smaltirli in discarica senza trattamento preventivo

Una Circolare del ministero dell’Ambiente chiarisce, sulla base delle indicazioni dell’Europa, quali sono i trattamenti necessari per il conferimento dei rifiuti in discarica. Il cosiddetto “tal quale”, anche se tritovagliato, non potrà essere conferito in discarica. Il testo della Circolare375892

In un una Circolare (vedi allegato) indirizzata a tutte le Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano, in linea con le indicazioni interpretative della Commissione europea, il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ha chiarito quali sono le attività di trattamento alle quali devono essere sottoposti i rifiuti urbani per poter essere ammessi e smaltiti in discarica, superando di fatto la circolare emanata “pro tempore” dal Ministero dell’Ambiente il 30 giugno 2009. La circolare del 2009 definiva “trattamento” ai fini dello smaltimento dei rifiuti in discarica anche la tritovagliatura e stabiliva che a predeterminate condizioni la “raccolta differenziata spinta” poteva far venir meno l’obbligo di trattamento ai fini del conferimento in discarica precisando come queste indicazioni avrebbero avuto natura “transitoria” senza stabilire però in modo espresso un chiaro termine finale. Lo scorso 13 giugno la Commissione europea ha però rilevato la necessità di un trattamento adeguato anche sui rifiuti residuali provenienti da raccolta differenziata stabilendo come la tritovagliatura non soddisfi di per sé l’obbligo di trattamento dei rifiuti previsto dalle normative europee. Per quanto concerne le indicazioni della circolare 2009 sulla natura equipollente della “raccolta differenziata spinta” al trattamento, la Commissione ha inoltre evidenziato come la sola raccolta differenziata spinta non sia di per sé idonea a escludere la necessità di sottoporre a preventivo trattamento i rifiuti indifferenziati residuali se, oltre alla prova di aver conseguito gli obiettivi progressivi di riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili da collocare in discarica, non viene data anche la dimostrazione che il trattamento non contribuisce a prevenire o a ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull’ambiente e i rischi per la salute. Per evitare il rischio di esporre l’Italia a nuove procedure europee di infrazione il ministro Orlando ha quindi deciso di intervenire chiarendo così ogni possibile ambiguità in materia. Mai più, dunque, il “tal quale” in discarica, per quanto triturato o tritovagliato. «Un trattamento che consiste nella mera compressione e/o triturazione di rifiuti indifferenziati da destinare a discarica, e che non includa un’adeguata selezione delle diverse frazioni dei rifiuti e una qualche forma di stabilizzazione della frazione organica dei rifiuti stessi – si legge nella Circolare – non è tale da evitare o ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull’ambiente e i rischi sulla salute umana». Nella Circolare emanata si invitano quindi le Regioni e le Province autonome ad osservare con urgenza le nuove disposizioni adottando ogni ulteriori iniziativa necessaria in termini di attuazione della pianificazione con particolare riferimento alla gestione dei rifiuti urbani, al fine di rispettare gli obiettivi stabiliti dalle norme comunitarie. Entro il 2015, si legge ancora nella disposizione del ministro, deve essere inoltre garantita almeno la raccolta differenziata per la carta, metalli, plastica e vetro, e ove possibile per il legno, al fine di conseguire gli obiettivi comunitari entro il 2020. “Con questa circolare – ha commentato il ministro Orlando – viene definitivamente chiarito quali sono i trattamenti necessari per il conferimento dei rifiuti in discarica dove non potrà arrivare mai più il cosiddetto ‘tal quale’, anche se sottoposto a tritovagliatura. E’ questo un passaggio importante anche e soprattutto ai fini del raggiungimento degli obiettivi comunitari e del conseguente superamento delle procedure di infrazione che gravano sul nostro Paese in ambito europeo. Credo sia molto importante che, con l’indispensabile supporto delle Regioni e degli enti locali, su questa tematica possa immediatamente partire con forza una nuova consapevolezza ambientale. Con tutte le sue delicate implicazioni, la chiusura virtuosa del ciclo dello smaltimento dei rifiuti rappresenta un obiettivo imprescindibile per il futuro del nostro Paese”

Scarica il testo della Circolare [0,11 MB]

Circolare U.prot.GAB -2009-0014963 – Ministero dell’Ambiente

Fonte: eco dalle città