Trasporti pubblici, l’abbonamento si potrà scaricare dalle tasse?

Secondo quanto dichiarato dal Ministro Lupi al Sindaco di Firenze Dario Nardella, nella bozza del nuovo ddl Trasporti sarebbe compresa la possibilità di dedurre dalle tasse il costo degli abbonamenti per il trasporto pubblico” Una leva per la mobilità sostenibile che dovrebbe incoraggiare i cittadini a cambiare abitudini381131

E’ presto per dire se la proposta avrà conseguenze rapide, ma una buona notizia è nell’aria: il Governo sarebbe al lavoro su un nuovo disegno di legge Trasporti che prevede la possibilità di scaricare dalle tasse l’abbonamento ai mezzi pubblici.
“I comuni hanno chiesto e ottenuto dal Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi la defiscalizzazione degli abbonamenti per il trasporto pubblico. Una misura molto importante: il costo degli abbonamenti si potrà dedurre”.
Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella riferendosi alla conferenza unificata del 13 novembre scorso al ministero per gli affari regionali. “Il ministro per le infrastrutture Maurizio Lupi – ha spiegato Nardella – ha presentato la bozza del nuovo ddl sul TPL: dopo anni di normative confuse il governo Renzi riordina tutto il settore e ieri il ministro ne ha illustrato principi fondamentali”.

 

Fonte: ecodallecitta.it

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La bicicletta elettrica conviene!

Oggi muoversi con un mezzo proprio ha costi piuttosto elevati se comparati con quelli dei mezzi pubblici. La libertà di muoversi però “non ha prezzo”. Quindi tanti preferiscono pagare piuttosto che dipendere dagli orari dei trasporti pubblici, che in alcuni casi smettono il servizio la sera prima del termine degli spettacoli teatrali o del cinema e in alcune città sono di un livello troppo basso per farci affidamento. Come risparmiare, dunque, sui costi della mobilità?bicicletta_elettrica

In molti casi, per spostamenti da soli o con un figlio si può utilizzare la bicicletta. Per andare a fare una commissione, accompagnare i figli a scuola, andare all’ufficio postale o al proprio posto di lavoro la bicicletta rappresenta un’ottima alternativa. Un mezzo sempre attuale, un “ever-green”! Soprattutto “green” poiché è un mezzo che non inquina, economico, snello, facile da parcheggiare e che non richiede una montagna di energia per essere prodotto e una manutenzione pressochè inesistente e quindi economica. Avete mai sostituito il copertone di una bicicletta? Se ne scegliete uno di qualità arriverete a spendere al massimo 20 euro! Un “cambio gomme” di una bici non vi costa più di 50 euro, manodopera inclusa. Invece il cambio di gomme di un’auto quanto costa? Lasciamo perdere! In molte città del nord Italia (Pianura Padana in testa), vuoi per le distanze ridotte (città al di sotto dei 100.000 abitanti) vuoi per la natura pianeggiante dei luoghi, sono tanti quelli che utilizzano la bicicletta per gli spostamenti quotidiani. Per le altre città? Quelle in collina o con distanze maggiori? Una buona soluzione è rappresentata dalla bici elettrica. Qual’è la differenza? Una bici elettrica è dotata di un motore a 24 o 36 Volts, alimentato da batterie, che aiuta il ciclista a superare le pendenze più impegnative o gli fornisce l’energia per percorrere molti chilometri senza fatica e senza sudare. Per coloro che lavorano in ufficio, a contatto col pubblico, sarebbe poco carino presentarsi sudati sul posto di lavoro. Le biciclette cosiddette a pedalata assistita sono la soluzione ideale per chi vuole smettere del tutto o anche solo in parte di utilizzare l’automobile. Nelle grandi città (come Roma, Milano, Torino) la velocità media di spostamento con l’automobile è scesa sotto i 20 km/h. Questo vuol dire che spostarsi in bicicletta diventa più veloce che andare in macchina. Una bici elettrica arriva fino a 25 km/h (limite oltre il quale, per legge, il motore smette di funzionare), per cui usando una bici elettrica si arriva prima che in macchina. Potremo parcheggiare esattamente davanti alla nostra meta e il risparmio di tempo tra viaggio e parcheggio è assicurato. Andare in bicicletta fà bene alla salute, riduce le emissioni di gas climalteranti, riduce il numero di auto in circolazione e, se possediamo un’auto questa ci durerà più a lungo riducendo i costi totali legati all’acquisto e alla manutenzione della stessa.

Quanto costa avere un’auto?

Il costo di una automobile di media cilindrata (fonte Federconsumatori) corrisponde a circa 7.000 euro all’anno, comprensivi di costo di acquisto (“spalmato” su 10 anni), assicurazione, manutenzione, bollo, carburante e varie. Se la media nazionale di percorrenza è di circa 12.000 km all’anno vuol dire che utilizzare l’automobile propria ci costa circa 0,58 euro al chilometro. Ma è sempre necessario muoversi in auto? Se dobbiamo andare a pagare un bollettino alla posta possiamo muoverci con la bici elettrica e in poco tempo avremo fatto quello che con l’auto ci costa di più e ci richiede più tempo e, spesso anche più stress.

Quanto costa una bicicletta elettrica?

Una buona bici elettrica, tipo la Frisbee della Ditta TC Mobility di Bolzano (1), costa attorno ai 1.200 euro. La bici, dotata delle più moderne tecnologie in campo di motore e batterie al litio, è in grado di soddisfare le esigenze di chi si muove in città, o fuori città su percorsi giornalieri che non superano i i 50 chilometri (che non sono pochi!). Se consideriamo la durata della bicicletta in 10 anni (ma sicuramente dura di più) e ci percorriamo circa 20.000 chilometri, il costo sarà di circa 0,06 euro al chilometro. La manutenzione e i costi per la ricarica delle batterie sono quasi nulli. Un “pieno” delle batterie costa circa 0,2 euro. Con una ricarica si percorrono circa 50 chilometri, quindi i 20.000 chilometri totali ci costeranno circa 80 Euro! Utilizzare la bicicletta al posto dell’auto ci farà risparmiare circa 0,50 euro a chilometro. Vale a dire che se utilizziamo la bici invece della macchina in 10 anni avremo risparmiato circa 10.000 euro, e non mi sembra poco!

Buona pedalata (assistita) a tutti!!

1) La TC Mobility è una ditta italiana che produce le sue biciclette in Italia, studia e sviluppa software di controllo e tecnologie per il continuo miglioramento di questo intramontabile mezzo di trasporto.

Fonte: ilcambiamento.it

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Roma, al mare in maniera sostenibile con i trasporti pubblici

Il 1° maggio apre la stagione balneare a Ostia (Roma). Per l’occasione, riprendono le Linee Mare per lasciare l’automobile a casa e godersi la spiaggia378955

Dal 1 maggio al 30 settembre sarà stagione balneare anche a Roma, secondo quanto comunicato dal sindaco Ignazio Marino con ordinanza numero 65. La nuova stagione dispone, fra l’altro, l’obbligo per i titolari degli stabilimenti balneari di consentire il libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia antistante l’area. A tal proposito, l’inizio di maggio segnerà anche il ritorno del servizio di trasporto che collega con le spiagge libere lungo la via Litoranea. Con le “Linee Mare” 07 e 062 e le corse prolungate a Torvaianica della 070 Express, prendere la tintarella in modo eco-sostenibile sarà possibile. I tre collegamenti, uniti alla ferrovia regionale Roma-Lido (sulla quale la domenica saranno previsti anche treni aggiuntivi), costituiscono infatti una valida alternativa all’automobile, soprattutto dal punto di vista economico. Fino al 30 maggio la 062 effettuerà corse ogni 23 minuti nei feriali e nei festivi. Dal 31 maggio al 21 settembre corse ogni 23 minuti nei feriali e ogni 13 nei festivi e il sabato. Per la 07 ritmi accelerati dal 14 giugno al 31 agosto con corse ogni 10 minuti nei feriali e ogni 5 il sabato e i festivi. Per la 070 dal 14 giugno corse ogni 10 minuti.

Fonte: ecodallecitta.it

Piemonte: il TAR sospende i tagli al trasporto pubblico decisi dalla giunta Cota

E’ stata accolta la richiesta dell’ATAP, società che gestisce il tpl a Biella e Vercelli, per la sospensione della delibera con cui la Regione Piemonte aveva deciso di tagliare del 16% i trasferimenti per i trasporti pubblici su gomma e ferrovia per il triennio 2013-2015

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Con un’ordinanza il TAR del Piemonte ha accolto l’istanza cautelare presentata dall’ATAP, la società che gestisce il trasporto pubblico nei territori di Biella e Vercelli, sospendendo la delibera di Giunta della Regione Piemonte del 6 maggio 2013 con cui venivano tagliati drasticamente i trasferimenti per il trasporto pubblico locale. L’atto impugnato prevedeva per il triennio 2013-2015 una riduzione del 16,21% degli importi messi a disposizione per i trasporti pubblici su gomma e ferrovia a favore di Province e Comuni piemontesi. Con il provvedimento cautelare il TAR intima quindi alla Regione Piemonte “di riesaminare gli atti di programmazione dei servizi alla luce dei vizi evidenziati nel ricorso introduttivo e palesati nella motivazione dell’ordinanza”, come spiega una nota dello Studio Massimo Malena & Associati che ha assistito la società di tpl del biellese. L’ATAP ha deciso di fare ricorso al TAR in quanto la delibera della Giunta Cota penalizzava particolarmente la città di Biella, con un taglio di risorse del 35% (pari a 425.064 euro, passando da 1.139.194 a 714.130 euro), e l’intera provincia, con un taglio del 34% per il 2013 (per complessivi 1.589.652 euro, da 4.646.197 a 3.066.245). Nel triennio 2013-2015, secondo il piano messo a punto dalla Giunta Cota, la Provincia di Biella avrebbe dovuto rinunciare complessivamente al 37,5% delle risorse (da 4.646.982 a 2.811.838 euro) contro una media del 16,35% prevista per le restanti province piemontesi. Nello stesso triennio la città di Biella avrebbe perso addirittura il 66% delle risorse a fronte di una media del 32,25 per cento delle altre città capoluogo di provincia.

Fonte: ecodallecittà

Piemonte, trasporto pubblico: da dicembre biglietti più cari del 13%. Esonerata Torino

Approvati dalla giunta regionale gli aumenti tariffari al trasporto pubblico: i biglietti di corsa semplice rincarano in media del 19%. Più contenuto l’incremento degli abbonamenti: più 8.9% per il settimanale, 8,7 per il mensile e 9% per l’annuale. Le nuove tariffe scatteranno il 15 dicembre. A Torino i ticket restano invariati376873

La giunta guidata da Roberto Cota ha approvato questa mattina l’aumento delle tariffe che scatterà entro 30 giorni, con ogni probabilità il 15 dicembre con l’orario invernale. Si tratta di un aumento medio del 13 per cento declinato a seconda del tipo di ticket utilizzato. L’aumento medio dei biglietti di corsa semplice sarà del 19%. Più contenuto, invece, l’incremento degli abbonamenti: più 8.9% per il settimanale; 8,7 per il mensile e 9% per l’annuale. A Torino non aumenterà il prezzo del biglietto urbano che resterà di 1,5 euro sia per i servizi offerti da Gtt che quelli garantiti da Trenitalia. Resta invariato anche il prezzo del biglietto Formula per le prime due zone e anche il costo dei primi due scaglioni 1-5 chilometri e 6/10 chilometri. Il mensile Formula avrà invece un incremento del 9,7% mentre il settimanale del 9,6%. La giunta ha anche approvato la proposta dell’assessore ai Trasporti Barbara Bonino di introdurre, probabilmente dalla primavera del 2014, uno sconto sulle tariffe per le categorie meno abbienti.

Fonte: eco dalle città

Città senza trasporti pubblici e con smog in aumento, l’analisi di Ecosistema Urbano 2013

E’ un analisi davvero preoccupate quella emersa da Ecosistema Urbano 2013 a cura di Legambiente che denuncia la presenza di troppe auto private, di trasporto pubblico inesistente e di smog fuori controllotraffico-Milano-620x350

In moltissime città siamo già all’emergenza smog con il traffico impazzito di vetture private e trasporto pubblico inesistente. Il quadro impietoso lo fa Legambiente che ha presentato a Bologna Ecosistema urbano 2013 per la XX edizione del rapporto con Ambiente Itali e Sole 24 Ore relativo alle eco-performance dei capoluoghi di provincia italiani. A ottenere appena la sufficienza sono Venezia, Trento e Belluno che portano a casa un punteggio pari a 60/100.

Rileva Legambiente:

Da Milano, ancora e sempre preda dell’emergenza smog, a Roma dove crescono il parco auto privato e il tasso di motorizzazione, a Palermo, dove si continua a depurare meno dei 2/5 dei reflui fognari, Ecosistema Urbano evidenzia l’esasperante incapacità con cui molte città affrontano sul proprio territorio alcune questioni chiave dal punto di vista ambientale. Eppure esperienze positive in alcune città non mancano e dimostrano la praticabilità di alcune soluzioni capaci di offrire un servizio migliore al cittadino e alla collettività.

Siamo praticamente in piena crisi delle città il che però potrebbe anche rappresentare l’occasione per rivedere questi punti di debolezza e ripensarli. Infatti nello studio Legambiente suggerisce:

Bisogna pensare un modo nuovo di usare le risorse e l’energia, di organizzare la mobilità, con spazi pubblici più sicuri, più salutari e meno alienanti, immaginando la città come luogo dove si realizzano le condizioni per favorire le relazioni sociali, il senso del vicinato, del quartiere, della comunità.

Veniamo alla classifica delle città peggiori che sono siciliane: Catania, per le grandi città, Siracusa per le città medie e Caltanissetta per le città piccole.

Fonte:  Comunicato Stampa

 

Trasporti in Italia, pessimo il giudizio degli italiani e peggio ancora il confronto con l’Europa

Escono quasi contemporaneamente un sondaggio SWG sul giudizio che gli Italiani danno al TPL e uno studio della Fondazione Caracciolo sul confronto tra i trasporti in Italia e nel resto d’Europa: in entrambi i casi, il risultato è decisamente poco incoraggiante375849

L’istituto Swg ha effettuato un sondaggio, tra il primo e il 5 Luglio, su un campione di 1400 italiani sparsi nella penisola per chiedere la loro opinione sul trasporto pubblico locale. Le domande poste da Swg sono due: che giudizio hanno in generale i rispondenti dei trasporti pubblici della città in cui risiedonocosa pensano della qualità dei trasporti pubblici e se questa è migliorata o peggiorata nel corso degli anni. Il giudizio degli intervistati, senza troppo stupore, pende sulla scarsa qualità. Il 47% percepisce una bassa qualità del trasporto pubblico (solo il 16% ha una percezione di buona qualità), con quote che divegono particolarmente rilevanti nel sud dove il 60% dei rispondenti percepisce il servizio pubblico come inefficiente. Mediamente, solo il 10% del campione ritiene che la qualità del trasporto pubblico è migliorata negli ultimi anni. Del resto, che l’Italia non goda di buona reputazione in termini di trasporto pubblico è un fatto abbastanza noto. Numerosi studi, sia pubblici che privati, confermano che l’Italia è in ritardo rispetto a molti paesi europei, non solo in termini di domanda e offerta, ma anche di efficienza e costi di produzione.

Lo studio della Fondazione Caracciolo

Un recente studio della Fondazione Caracciolo analizza nei dettagli lo stato del trasporto pubblico italiano. Il confronto tra l’Italia e gli altri paesi europei è impietoso, con differenze rilevanti che si riscontrano in particolar modo sul trasporto a rotaia. A livello nazionale la dotazione di treni-km per abitante è di 5,1 contro i 26,7 della Svizzera, i 15,7 della Germania, i 15 della Svezia, i 10,2 dell’Ungheria. Peggio di noi l’Estonia, la Bulgheria, la Lituania, la Romani, la Spagna e la Turchia.L ‘Italia ha una dotazione strutturale ferroviaria assolutamente insufficiente se paragonata ai maggiori paesi europeiagna e la Turchia. L’Italia ha una dotazione strutturale ferroviaria assolutamente insufficiente se paragonata ai maggiori paesi europeiagna e la Turchia. Le differenze si fanno ancora più marcate se si confronta la dotazione strutturale di linee metropolitane, regionali e suburbane dell’Italia con quelle dei maggiori paesi europei. L’Italia ha 161mila km di linea metropolitana contro i 606,7 della Germania, i 569 della Spagna, i 349,2 della Francia e i 503,9 dell’Inghilterra. Per quanto concerne la linea ferroviaria regionale e suburbana è la Germania con i suoi 2033,7mila km a guidare la classifica. Seguono Inghilterra (1634,4), Spagna (1392,1) e Francia (684). Ultima l’Italia con i suoi 591,7mila km.

 

Fonte: eco dalle città

 

BICIROMA: Roma merita più attenzione, verniciare un marciapiede non è fare una ciclabile.

Quali sono, in tema di mobilità, le aspettative dei cittadini e di chi porta avanti campagne ed attività di sensibilizzazione per una vita più eco-sostenibile? Abbiamo sentito l’opinione di Fausto Bonafaccia, Presidente di BICIROMA, movimento autonomo e indipendente che nasce spontaneamente dalla volontà di chi va in bicicletta per rendere Roma una città a misura di ciclista.374978

1) Dopo aver sentito le opinioni di Magnalonga, chiediamo a Fausto Bonafaccia, Presidente di BICIROMA, cosa di aspetta dal futuro Sindaco di Roma sul piano della mobilità.
Auguriamo per la città e per i cittadini un piano della mobilità che dia notevoli benefici rispetto alla situazione attuale ormai insostenibile, visto che inquinamento e congestione sono a livelli altissimi. Spostarsi a Roma quasi in ogni orario sta diventando impossibile e spesso pericoloso, con ogni mezzo.
2)Quali sono gli interventi che l’amministrazione potrebbe fare per migliorare la mobilità sostenibile a Roma?
Realizzare il piano quadro della ciclabilità, incentivare i veicoli ecologici, a cominciare dai mezzi pubblici comunali e dai taxi, creare nuove infrastrutture per migliorare la mobilità. Serve il rilancio del bike sharing e l’integrazione tra i sistemi di trasporto puntando adun’intermodalità completamente sostenibile.
3)Oltre che le infrastrutture, come si può cambiare la mentalità delle persone che ancora non vedono di buon occhio i ciclisti in giro per la città?
Fortunatamente le cose stanno cambiando rapidamente, il numero di ciclisti aumenta di giorno in giorno e le nuove bici a pedalata assistita secondo noi porteranno molte persone ad utilizzare questo mezzo. Servirebbe però garantire a tutti gli utenti delle due ruote la sicurezza. Il fatto che ci sia un po’ d’astio tra ciclisti e automobilisti-pedoni è dovuto proprio al fatto che i primi non hanno gli spazi adeguati per utilizzare il loro mezzo di trasporto e si ritrovano erroneamente a condividere il marciapiede o la strada.
4)Con una mobilità incentrata sulla bicicletta e i trasporti pubblici, quali vantaggi avrebbero la comunità e i singoli utenti?
I vantaggi sono diretti per gli utenti delle due ruote ed indiretti per tutti i cittadini: si diminuirebbe la congestione del traffico e l’inquinamento, ma in primis dovremo ottenere e pretendere la qualità dei servizi, sia di piste ciclabili ben mantenute sia di mezzi pubblici che non siano dei carri bestiame.
5)Come devono attrezzarsi, a livello tecnico, coloro che intendono affrontare Roma in bicicletta?
Sicuramente caschetto e gilet alta visibilità sono fortemente consigliati, soprattutto nel traffico romano che non può certo considerarsi tranquillo.

6)Negli ultimi anni è aumentato il numero di biciclette in giro per la città. Avete visto dei miglioramenti dal punto di vista delle istituzioni nell’attenzione a questo tema?
Oggi il tema fa parte della campagna politica di tutti i candidati sindaco, probabilmente per il semplice fatto che “va di moda”, ma c’e’ bisogno che chiunque vinca trasformi davvero in realtà le buone intenzioni e promesse elettorali; è ovvio che per fare questo servono soldi e strutture adeguate e inoltre Roma merita azioni serie che rispettino il binomio di sicurezza e qualità. Verniciare un marciapiede e dire di aver fatto una ciclabile non è più accettabile nella capitale.

Fonte: eco dalle città