I cambiamenti climatici aprono il passaggio a Nord Ovest

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Per chi fa affari lo scioglimento dei ghiacciai è una ghiotta opportunità di business, non solo perché offre l’opportunità di trivellare i giacimenti petroliferi di zone prima inavvicinabili, ma perché potrebbe creare una nuova rotta commerciale.

Stati Uniti, Canada, Russia, Danimarca e Paesi Scandinavi seguono con grande interesse l’evoluzione dello scioglimento dei ghiacciai artici e ora si ragiona anche sul passaggio a Nord Ovest, una via d’acqua naturale situata 3mila chilometri a nord del Circolo polare artico. Il riscaldamento globale sta sciogliendo progressivamente i ghiacciai del Mar Glaciale Artico e molti vedono in questa catastrofe ecologica il bicchiere mezzo pieno: quello di chi fa affari e di chi, sostanzialmente, risparmierebbe 4000 km di rotta rispetto alle attuali vie che passano per il Canale di Panama (o per tutti i canali che si stanno costruendo nella strettoia centroamericana). I primi attraversamenti sono avvenuti nell’estate 2000, ma l’innalzamento delle temperature nell’ultimo quindicennio lascia supporre che la rotta possa essere aperta per un periodo di tempo ancor più lungo, se non in via definitiva. Secondo i calcoli più pessimistici, se gli attuali trend climatici dovessero essere confermati, un quarto del traffico marittimo tra Asia ed Europa potrebbe passare dall’Artico canadese, una vera rivoluzione che ingolosisce gli armatori del commercio navale e spaventa gli ecologisti. Fra poco più di un mese, alla COP21 di Parigi si dovrà parlare anche di questo.

Fonte:  Askanews

 

Sviluppo sostenibile: la top ten del traffico marittimo

Sette dei dieci porti con il maggior traffico commerciale sono in Cina. I dati relativi al trasporto marittimo delle merci decretano, se ancora ce ne fosse bisogno, l’assoluta supremazia degli scali asiatici, di quelli cinesi in modo particolare. Dai mercati asiatici a basso costo del lavoro si arriva a quelli occidentali o, comunque, extra-asiatici pronti ad accogliere i frutti dell’economia globale. I costi ecologici (ben descritti dal video di apertura di Steve Cutts) sono sotto gli occhi di tutti: qualche giorno fa la Nrdc ha lanciato allarme relativamente all’inquinamento provocato dalle navi a Shanghai. Un allarme piuttosto tardivo per una città di 23,5 milioni di abitanti, più cauti dei quali sono costretti a camminare per strada con una mascherina. L’unità di misura del volume di trasporti è il numero di container che hanno due misure standard di 2,44×2,59×6,10 metri e di 2,44×2,59×12,20 metri. A Shanghai, città leader a livello globale, transitano ogni anno 33,6 milioni di container pari al 5% del volume globale di movimentazioni. Con “appena” un milione di container in meno Singapore (32,6 milioni) è seconda. La differenza fra le due città è data dal fatto che a Shanghai vivono 23,6 milioni di persone, mentre a Singapore 5,6 milioni (il che equivale a circa 6 container di merci per ogni abitante…). Sul terzo gradino del “podio” c’è Shenzhen, fino a pochi decenni fa un piccolo borgo di pescatori, oggi terzo porto al mondo, con una popolazione di 10,5 milioni di abitanti. Il quarto posto è di Hong Kong che a oltre quindici anni dall’“handover” continua a essere uno scalo strategico con 22,3 milioni di container movimentati ogni anno. La top ten è tutta quanta asiatica con bene sette città cinesi (Ningbo-Zhoushan, sesta, Qinghdao, settima,Guangzhou, ottava, Tianjin, decima) una coreana (Busan, quinta) e una degli Emirati Arabi Uniti (Dubai). Considerando che ogni anno sono circa 670 i milioni di container movimentati nei porti di tutto il mondo, i sette porti cinesi della top ten rappresentano, da soli, oltre il 20% dello scambio complessivo su scala globale, con Shanghai che – come accennato in precedenza – accatasta sulle navi commerciali un ventesimo delle merci spostate attraverso le vie marittime.

I porti commerciali più trafficati del mondo

  1. Shanghai 33,6 milioni di container
    2. Singapore 32,6 milioni
    3. Shenzhen 23,3 milioni
    4. Hong Kong 22,3 milioni
    5. Busan 17,7 milioni
    6. Ningbo-Zhoushan 17,4 milioni
    7. Qingdao 15,5 milioni
    8. Guangzhou 12,8 milioni
    9. Dubai 13,5 milioni
    10. Tianjin 13 milioniImmagine-620x467

Fonte: Nrdc
Infografica | Nrdc