Moria di delfini nel tirreno: salgono a 57 i ritrovamenti nel 2013

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E’ salito ancora il tragico bilancio di morte di delfini nel mar Tirreno: dopo i ritrovamenti di domenica scorsa le stenelle morte ritrovate lungo le coste italiane sono diventate 57, quando la media nello stesso periodo per il 2012 era di 4. Il Ministero dell’Ambiente, che ha attivato un censimento degli esemplari di stenella striata (Stenella coeruleoalba) ritrovati spiaggiati, addebita la colpa ad una causa non ancora individuata che sta facendo strage nel Tirreno. Gli ultimi ritrovamenti si sono verificati tutti lungo le coste del Lazio.

In un comunicato il Ministero dell’Ambiente spiega:

Domenica mattina la Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Anzio è intervenuta, in seguito alla segnalazione di un cittadino, per soccorrere un delfino in fin di vita, mentre l’Istituto zooprofilattico del Lazio e della Toscana ha recuperato altri esemplari morti a Focene (2 carcasse), Passoscuro, Sperlonga,Torvajanica e Marina di Alberese. […] Oltre ai 16 trovati sulle coste di Sicilia, Calabria, Campania e Sardegna, ad oggi sono 41 gli esemplari arrivati nei laboratori dell’Izs Lazio e Toscana, 23 nella sede centrale di Roma e 18 in Toscana.

Sembrerebbe dunque una vera e propria emergenza, almeno sui numeri, questa moria di delfini costante nelle acque tirreniche: il ritrovamento di Nettuno, quello sopra riportato dal ministero, è purtroppo avvenuto quando il delfino era già morto; le perizie del servizio veterinario dell’Asl Roma hanno dimostrato che l’esemplare morto era un adulto di circa 2 metri e riportava evidenti ferite. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle regioni Lazio e Toscana (IZS) ha studiato tutti gli esemplari di stenella striata ritrovati in queste due regioni: ricerche sinora effettuate non si registrano isolamenti di agenti infettivi in grado di motivare le mortalità. Ad oggi infatti non è ancora stata chiarita la causa di questa moria. Inizialmente il ministero aveva ipotizzato l’ipotesi del batterio photobacterium damselae che può causare sindrome emolitica e lesioni ulcerative, come causa infettiva più probabile dei decessi dei mammiferi: ad oggi lo stesso ministero è tornato sulle sue ipotesi, certificando l’anomalia come “misteriosa”. Il Direttore Generale dell’IZS Dott. Remo Rosati, ha confermato al Tg2 che sono in corso esami anatomo-patologici, istologici, virologici e tossicologici, necessari a definire con certezza la causa di questa moria anomala di cetacei nelle coste tirreniche ma, ad oggi, la causa resta appunto ignota; Rosati non ha escluso tuttavia che questa moria di delfini possa essere correlata in qualche modo a fenomeni legati all’inquinamento o a eventi vulcanici sottomarini.

Fonte: Ministero dell’Ambiente