Finlandia: estate e inverno in timelapse

Riku Karjalainen e Niko Juntunen hanno realizzato e postato sui social network due incredibili video in timelapse nei quali vengono mostrate le straordinarie ricchezze paesaggistiche della Finlandia, paese scandinavo che pur avendo una superficie maggiore di quella italiana è abitato da appena 5,8 milioni di persone (18 abitanti per kmq). Nel suo viaggio lungo 8500 chilometri Riku Karjalainen ha raccolto le immagini dei luoghi più incontaminati della Finalndia: foreste e pianure non antropizzate caratterizzano questo eccezionale video, nel quale si può ammirare lo spettacolo dell’aurora boreale. Anche nel video di Niko Juntunen vengono mostrati gli stessi paesaggi, ma nella stagione invernale. Foreste innevate, notti artiche e aurore boreali che lasciano incantati. Due lavori con definizione 4K che arricchiscono quella nuova ed esaltante frontiera del documentario naturalistico che è il timelapse.

Fonte:  Niko Juntunen | Riku Karjalainen

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Lo spettro rosso nel timelapse dell’ISS [VIDEO]

Uno straordinario timelapse dell’ISS Expedition 42 ha “catturato” uno spettro rosso, un fenomeno elettrico atmosferico rarissimo e ancora poco studiato

Dopo il timelapse che vi avevamo presentato alcuni giorni fa, con l’attraversamento notturno dell’Italia e l’intera penisola illuminata dalle luci artificiali, la nuova sequenza di immagini catturate dall’ISS Expedition 42, la missione nella quale è impegnata la nostra Samantha Cristoforetti, ci mostra le spettacolari immagini di alcuni fenomeni temporaleschi nel Western Australia. La sequenza mostra numerosi lampi, ma, al trentesimo secondo del video, viene bloccata su di un possibile spettro rosso, un fenomeno elettrico atmosferico poco conosciuto e poco studiato. Lo spettro rosso consiste in scariche elettriche che vanno dall’alto verso il basso, al contrario dei fulmini che vanno, invece, dal basso verso l’alto. Questo fenomeno atmosferico è raramente visibile a occhio nudo poiché si verifica negli strati alti dell’atmosfera terrestre, fino a 80 km di quota, quindi al di sopra di quei fenomeni temporaleschi che vengono mostrati nel video dell’ISS Expedition 42. La durata degli spettri rossi è di dieci millesimi di secondo e la loro manifestazione è strettamente connessa a fulmini con elevate intensità di corrente elettrica. Gli scienziati hanno installato telecamere su montagne ad alta quota per riuscire a captare immagini degli spettri rossi, ma riuscire a catturare immagini come quella ripresa dall’ISS è una sfida estremamente complessa. Intorno agli spettri rossi sono molte le questioni irrisolte: resta per esempio da chiarire se possano o non influenzare lo strato di ozono e il clima oppure se nascano da interazioni fra attività della troposfera e della ionosfera.Immagine-620x339

Foto | Youtube

Fonte. ecoblog.it

L’Italia vista dallo spazio: il timelapse dell’Iss

Le fotografie in timelapse dell’Italia vista dall’Iss, la Stazione Spaziale Internazionale con a bordo Samantha Cristoforetti

La serie di fotografie scattate dall’ISS, la Stazione Spaziale Internazionale con a bordo la nostra Samantha Cristoforetti, ci hanno mostrato l’Italia vista dallo spazio in un passaggio compiuto la notte del 9 febbraio 2015, poco più di una settimana fa. Si tratta di un documento di grande impatto visivo, montato in sequenza con la tecnica del timelapse che vi proponiamo spesso su Ecoblog. Le macchie luminose identificano i grandi agglomerati urbani e così, se in apertura del video si notano due grandi macchie corrispondenti a Londra e a Parigi e all’Île de France, a metà del video inizia a notarsi la Penisola italiana e l’addensamento luminoso della Pianura Padana. La densità dell’urbanizzazione del nord Italia è bene visibile intorno a Milano e a Torino, ma anche nelle città allineate lungo la via Emilia. Mentre l’ISS procede verso sud est, si vedono scorrere Firenze, Roma e Napoli, per finire con Puglia e Calabria fino a scorgere le coste nordafricane.51096158-586x385

Fonte: Nasa

© Foto Getty Images

Le Alpi meridionali della Nuova Zelanda in timelapse [VIDEO]

Nel timelapse di Martin Heck i panorami più belli delle Alpi neozelandesi.

Sono le “altre” Alpi e godendosi lo spettacolo dello straordinario timelapse di Martin Heck risulta davvero difficile distinguerle da quelle europee. Sono i paesaggi resi noti in tutto il mondo dalle trilogie del Signore degli Anelli e dello Hobbit di Peter Jackson. Gran parte di questa catena montuosa è protetta da parchi nazionali e custodisce circa 360 ghiacciai, il più grande dei quali, il Tasman Glacier è lungo 29 chilometri.Fu lo stesso James Cook a battezzare Alpi Meridionali queste montagne quando il 23 marzo 1770 si trovò al cospetto di queste montagne che gli ricordavano le Alpi del Vecchio Continente. Sviluppatesi fra 25 e 30 milioni di anni fa, come risultato dello scontro fra la placca Indo-Australiana e la placca Pacifica, le Alpi continuano a essere spinte verso l’alto da questa pressione tettonica che causa frequenti terremoti, ma l’innalzamento viene annullato da un’erosione che procede con una velocità approssimativamente simile. Il punto più alto del paese è il Monte Cook (Aoranigi ovverosia “che trapassa le nubi” in lingua maori) con i suoi 3754 metri che rappresenta anche la seconda vetta dell’Oceania dopo ilPuncak Jaya (4884 metri) della Papua Guinea.This photo taken on September 26, 2011 s

© Foto Getty Images

Fonte: ecoblog.it

Norvegia, un timelapse dalla fine del mondo [VIDEO]

Uno straordinario timelapse ci mostra tutte le bellezze paesaggistiche della Norvegia: fiordi, laghi, montagne, villaggi di pescatori e aurore boreali dall’estremo nord dell’Europa.

La Norvegia è lo stato europeo più settentrionale, il promontorio di Knivskjellodden si trova a una latitudine di 71°11′ ed il punto più a nord del Vecchio Continente, ancor più di Capo Nord. Nei territori a nord del Circolo Polare Artico si possono osservare fenomeni come il sole di mezzanotte in estate e l’aurora boreale in inverno e questo fantastico timelapse, prodotto con definizione in 4K da Rustad Media, ci mostra tutte le bellezze paesaggistiche di questo straordinario Paese che ha una superficie di 323mila kmq, poco più dell’Italia, ed è prevalentemente montuoso. Anche se prevalentemente montagnosa, la Norvegia non ha rilievi che superino i 2500 metri: le montagne più alte, infatti, sono Galdhøpiggen (2 469 m), Glittertind (2 465 m) e Store Skagastølstind (2 403 m). La magnificenza delle montagne, una natura incontaminata, i villaggi dei pescatori, i fiordi imponenti, i panorami lunari del Nord e la magia dell’aurora boreale sono alcune delle immagini più significative di questo timelapse che è il frutto del lavoro del timelapser Morten Rustad. Rustad ha viaggiato per 15mila chilometri e ha scattato decine di migliaia di immagini per un periodo di circa 5 mesi. Il viaggio ha coperto 19 contee della Norvegia dal sud al confine orientale con la Russia. Il video è stato prodotto in alcuni dei più spettacolari luoghi della Norvegia: Lofoten, Senja, Helgelandskysten, Geirangerfjorden, Nærøyfjorden and Preikestolen.immagine-620x345

Foto | Youtube

Fonte: ecoblog.it

Inquinamento: un anno di emissioni di CO2 nel timelapse della Nasa

Il video si riferisce al 2006 ed evidenza il divario abissale fra le emissioni nell’emisfero boreale e quello australe.

Il video in timelapse della Nasa sulle emissioni di CO2 nel mondo sintetizza in 190 secondi la concentrazione di anidride carbonica dal 1° gennaio al 31 dicembre 2006: le turbolenze blu si riferiscono a una bassa concentrazione (- 375ppm), quelle gialle (376-382 ppm) (383-385 ppm) e rosso scuro (più di 395 ppm) a concentrazioni più elevate. Il video rende visibile l’elemento (invisibile e inodore) che è la principale cartina di tornasole dell’inquinamento atmosferico e la principale causa dei cambiamenti climatici. L’elemento più evidente è la differenza abissale fra gli emisferi boreale e australe: i maggiori responsabili delle emissioni del mondo sono Stati Uniti, Europa e Cina, mentre Australia, Nuova Zelanda, Sud America e la parte meridionale del continente africano restano costantemente su tonalità azzurrine. Un ruolo determinante nella riduzione della concentrazione di CO2 viene svolto dalle foreste e dalle aree verdi che nella stagione calda, da maggio a novembre, catturano la CO2 per la fotosintesi. Nel video si nota come siano proprio i mesi invernali e la prima metà della primavera quelli in cui l’emisfero boreale deve far fronte alle maggiori ondate (rappresentate dai turbinii rossi) di emissioni di anidride carbonica. Dal 2006 le emissioni hanno subito un’ulteriore aumento, ma il video della Nasa è un efficace rappresentazione della situazione della nostra atmosfera e di come le emissioni di CO2 siano un indicatore delle storture del progresso.co2-586x439

Fonte:  Nasa

© Foto Getty Images

Nuova Zelanda in timelapse: le meraviglie del Paese dei kiwi

In un magnifico timelapse di Bevan Percival, le straordinarie immagini dei panorami neozelandesi

Cieli stellati e placidi laghi, deserti e praterie, verdi colline e montagne innevate, torrenti di acqua cristallina e spiagge. Bevan Percival, uno dei maestri mondiali del timelapse ha ritratto le bellezze naturali e paesaggistiche della Nuova Zelanda in un emozionante timelapse di quattro minuti. Un filmato da assaporare fino in fondo che ci mostra le meraviglie di un territorio che si trova esattamente agli antipodi rispetto al nostro Vecchio Continente. Poco più piccola dell’Italia (267mila kmq contro i nostri 301mila), la Nuova Zelanda conta appena 4 milioni e mezzo di abitanti con una densità d 16 abitanti per chilometro quadrato. La natura regna sovrana e per proteggere il paese dalla fragilità del suo ecosistema i controlli doganali sono estremamente restrittivi. Nel corso degli anni sono state istituite zone a tutela di animali e vegetazione nelle quali non è possibile toccare nulla. Molto alto è anche il numero dei Parchi nazionali, istituiti a partire dal 1887. Circa il 30% del territorio neozelandese è protetto. La Nuova Zelanda possiede parchi forestali, riserve marine e parchi storici di conservazione che sono in grado di dare una visione a 360° delle attrazioni culturali e naturali del Paese. Si tratta di un Paese unico al mondo per quanto riguarda il rispetto e la coscienza ecologica. Forse la causa è proprio il disastro ecologico perpetrato dagli opossum introdotti dai coloni australiani che hanno causato l’estinzione di ben 1300 specie di uccelli. Lo stesso kiwi, animale simbolo del Paese, è a rischio e i neozelandesi sono costantemente “al lavoro” per cercare di ridurre gli oltre 70 milioni di esemplari di questo animale prima che comprometta ulteriormente gli equilibri ambientali della Nuova Zelanda.Leipzig Zoo

Fonte: ecoblog

Aurora boreale: uno straordinario video in timelapse

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http://vimeo.com/21294655

L’aurora è uno dei fenomeni naturali più spettacolari ai quali si possa assistere, un fenomeno ottico che si caratterizza per un flusso di bande luminose di colore rosso, verde e azzurro, quello dei cosiddetti archi aurorali. Le immagini che vi proponiamo nel video tratto da Vimeo sono state realizzate dal fotografo e filmmaker Mr Tso che ha filmato – a -25° C – queste sequenze a Kirkenes e nel Pas National Park, due località norvegesi poste a circa 400 chilometri a nord rispetto al Circolo Polare Artico e non lontane dal confine con la Russia. Nel timelapse del filmmaker norvegese si possono ammirare le spettacolari evoluzioni dell’aurora boreale che, nell’emisfero sud, prende il nome di australe. Il fenomeno si verifica quando particelle cariche (protoni ed elettroni) di origine solare (vento solare) interagiscono con la ionosfera terrestre (in un’atmosfera fra 100 e 500 km). L’aurora nasce, di fatto, a 149 milioni di km dalla Terra, vale a dire sul Sole: successivamente a un’attività espulsiva di massa coronale, le particelle rilasciate nello spazio viaggiano formando un vento solare. Una volta raggiunta l’atmosfera esse eccitano gli atomi che diseccitandosi emettono luce di varie lunghezze d’onda. Il fenomeno è visibile solamente in due fasce ristrette (gli ovali aurorali) che sono centrati sui poli magnetici della Terra e situati fra 60° e 70° gradi di latitudine nord e sud. Anche la geometria del campo magnetico terrestre, infatti, influisce sulle aurore: quelle visibili a occhio nudo sono quelle prodotte dagli elettroni, mentre per poter osservare quelle generate dai protoni occorrono particolari strumenti.

Fonte:  Vimeo

Timelapse: un’altra magia di Google per riflettere sullo sviluppo sostenibile

Google Earth diventa diacronico e permette agli utenti di valutare i cambiamenti in atto sulla Terra timelapse-586x319

Fra le tante “invenzioni” di Google ce n’è una che più di ogni altra sembra essere fatta apposta per riflettere sullo sviluppo e sui cambiamenti macroscopici cui l’uomo sottopone con la propria opera la Terra. Timelapse è una sorta di Google Earth spalmato su un asse diacronico di trent’anni. Dal 1984 al 2013 viene mostrata l’evoluzione dei territori, un’immagine che comprime sei lustri in pochi secondi e che pone qualsiasi utente in una posizione semi-divina. Le città “pulsano” con una progressione inarrestabile e una crescita irreversibile. Timelapse propone alcune immagini campione che con un’ottima definizione mostrano lo sviluppo delle città e, purtroppo, anche la contrazione di bacini idrici e foreste. Prendiamo come esempio l’esplosione di Las Vegas di cui assistiamo a una vera e propria esplosione che riduce, a occidente, il bacino della Las Vegas Bay. L’esempio più drammatico è quello del Lago d’Aral: circa il 90% del bacino scompare a causa dell’evaporazione non sostituita dagli emissari eccessivamente sfruttati dai consorzi agricoli. Un’altra immagine di grande impatto è quella della deforestazione dell’Amazzonia: in questo Timelapse vediamo scomparire centinaia di chilometri quadrati di foresta amazzonica a un ritmo vertiginoso. L’idea di far scorrere trent’anni in tre secondi è emblematica della limitatezza di una generazione in un’ottica geo e non antropocentrica. In milioni di anni di natura sovrana (con i tempi di timelapse un nostro giorno vale 864mila anni…) la faccia della Terra non è mai cambiata così velocemente come accade ora. Con l’uomo che costruisce penisole ed isole artificiali come accade a Dubai oppure con i ghiacci che regrediscono costringendo i geografi a ridisegnare le mappe come in Alaska, nella zona del ghiacciaio Columbia.

Fone: Timelapse