Milano, ultimo “bollettino RD” (raccolta differenziata) di AMSA: milanesi al 41,2% nei primi quattro mesi del 2013

Ossia +6 % rispetto al primo quadrimestre 2012. Crescono umido, carta, plastica e metalli. Nell’area sud ovest – dove è a regime anche l’umido – percentuale al 47%. L’azienda milanese dei servizi ambientali ricorda che a Milano la gestione rifiuti è a “discarica zero”: tutto l’indifferenziato non recuperato trasformato in energia dal termovalorizzazione Silla 2 e in calore col teleriscaldamento374929 (1)

AMSA ha comunicato che nel primo quadrimestre del 2013 la raccolta differenziata a Milano è salita al 41,2%, oltre 6 punti percentuali in più rispetto allo stesso periodo del 2012, quando era al 35%. Decisive per questo risultato sono state le novità introdotte nel 2012 nel sistema milanese di gestione dei rifiuti: l’introduzione definitiva del sacco trasparente per l’ indifferenziato, che ha spinto i cittadini ad un maggior rispetto delle regole di differenziazione e il varo della raccolta dell’umido nella zona sud-ovest di Milano. Nello specifico, rispetto al primo quadrimestre 2012, sono aumentati i rifiuti organici raccolti (8.400 tonnellate in più), ma anche imballaggi in plastica e metallo (2.200 tonnellate in più, ossia il 20%) e la carta (+4,8% rispetto al primo quadrimestre 2012). La carta rappresenta un decimo dei rifiuti raccolti a Milano. Riguardo l’umido, nella zona sud ovest di Milano, dove la raccolta è partita lo scorso 26 novembre, la quota totale di rifiuti raccolti in maniera differenziata ha raggiunto il 47% (dal 24 giugno l’umido sarà esteso a parte di Milano sud-est, con l’intera zona 4 e parte delle zone 1, 3 e 5). Soddisfatta Paola Petrone, nuovo direttore generale di AMSA, che ringrazia la “straordinaria risposta della cittadinanza alle innovazioni introdotte nel corso dell’anno dall’azienda nel sistema di raccolta dei rifiuti, su richiesta del Comune di Milano”.L’assessore Pierfrancesco Maran ha dichiarato che, anche in vista di Expo 2015, assessorato e AMSA sono impegnati in una serie di incontri per raccontare successi e novità della gestione rifiuti nei Consigli di Zona. AMSA ricorda infine che il sistema di gestione dei rifiuti milanese è a “discarica zero”, ossia nessun rifiuto primario viene conferito in discarica. Tutto l’indifferenziato non riciclabile, raccolto nel sacco trasparente, viene trasportato presso il termovalorizzazione Silla 2 per il recupero energetico. Silla 2 produce energia elettrica e termica per il teleriscaldamento di Milano e di alcuni Comuni limitrofi: a pieno regime, la centrale produce calore sufficiente a riscaldare oltre 20.000 famiglie, producendo acqua calda che viene convogliata in pressione, attraverso tubature sotterranee, alle abitazioni del quartiere Gallaratese, al nuovo polo della Fiera di Rho-Pero e ad alcune utenze di Comuni limitrofi, allacciati al teleriscaldamento. L’energia elettrica prodotta dall’impianto può far fronte invece al consumo energetico annuo di oltre 130.000 famiglie.

Fonte: eco dalle città

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Torino e Barcellona, dalla crisi escono prima le smart cities. Intervista a Piero Fassino

Abbiamo incontrato Il Sindaco Fassino a Barcellona, dove era in visita per stringere i legami tra due città che stanno già lavorando insieme per ottenere finanziamenti europei da investire nell’efficientamento energetico e sulla mobilità sostenibile: si può scommettere sull’ambiente per uscire dalla crisi, sia economica che politica?

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“Due città che non stanno mai ferme sono destinate ad incontrarsi”: il Sindaco Piero Fassino ha raccontato l’evoluzione di Torino alla Llotja de Mar di Barcellona, davanti a una sala di giornalisti, aziende e impresari del turismo, incuriositi e sorpresi da questa città in cui, oltre ai gianduiotti, si inventa anche l’mp3 e l’acqua per gli astronauti, anche se nessuno lo sa. “E’ vero, siamo l’unica città in cui al posto di azienda si dice fabbrica: ma alla vocazione industriale si è aggiunto tanto altro, e Torino si trasforma ogni giorno di più. Proprio la scorsa settimana la Città si è aggiudicata180 milioni di euro con il bando Smart City per progetti che vanno dall’applicazione delle tecnologie digitali, al risparmio energetico, alla mobilità, alla sicurezza dei cittadini, e alla qualità della vita urbana”. E accanto alla cultura, alla musica, all’arte e alla gastronomia, è proprio sull’innovazione e sulla sostenibilità che Torino vuole puntare. Assieme a Barcellona, perché il lavoro da fare è enorme, e dalla collaborazione le due città hanno tutto da guadagnare.

Torino e Barcellona lavorano insieme: cosa c’è in cantiere?

Moltissimo. Stiamo cercando di acquisire importanti finanziamenti da progetti europei in campo ambientale e tecnologico, e per lavorare assieme abbiamo creato un’equipe di tecnici in condivisione, che mette a confronto i progetti delle due città e cerca di armonizzarli in modo da poter realizzare esperienze di progetti pilota comuni ad entrambe. I progetti sono finalizzati a ridurre il consumo energetico degli edifici, ad accrescere la qualità ambientale riducendo il tasso di CO2 e l’inquinamento… e ovviamente il teleriscaldamento: Torino è già oggi la città europea più teleriscaldata, ma puntiamo ad estendere la rete. E poi c’è la mobilità urbana, che va riorganizzata favorendo tutte le forme di spostamento a basso impatto ambientale, come il bike sharing e il car sharing – anche sul modello di Barcellona, da cui c’è da imparare. Puntiamo all’estensione della metropolitana, al rinnovamento della flotta dei bus con l’acquisto di mezzi elettrici e a basso impatto… E ancora: progetti di riqualificazione degli edifici, sia in funzione del risparmio energetico che della sicurezza.

Ma tutto questo come si combina con un bilancio comunale in rosso? Da una parte c’è una città che punta tutto sull’innovazione, ottenendo finanziamenti importanti. E dall’altra una città piena di debiti, annoverata nella lista dei comuni a rischio fallimento…

In realtà non c’è contraddizione: noi siamo un comune fortemente indebitato, è vero, ma non per lo sfondamento della spesa corrente. Ci siamo indebitati perché negli anni scorsi abbiamo investito moltissimo: nella metropolitana, nel passante ferroviario, nei Giochi Olimpici, nel teleriscaldamento, nel termovalorizzatore… è chiaro che tutto questo si traduce in un conto in rosso, ma che in realtà ha portato un incremento del patrimonio della città e un elevamento dei servizi che mettiamo a disposizione. E ora ovviamente siamo impegnati per rientrare nei conti e ripagarlo.

A proposito di conti in rosso, si parla sempre di più della possibilità di Transition Town, di decrescita felice e – su un altro fronte – di Green economy: si può scommettere sull’ambiente e sull’ecosostenibile per uscire dalla crisi? 
Io distinguerei: credo fermamente che dobbiamo puntare sulla green economy, sulle energie rinnovabili, e sui progetti delle smart cities. Ma tutto questo non va rappresentato come decrescita, ma al contrario come un alto livello, anche se basata su un modello di sviluppo diverso da come l’abbiamo inteso in passato. Non credo invece alle forme di decrescita che abbassano il livello di ricchezza della società e anche il reddito delle famiglie.

Una petizione on line su Change.org chiede a PD, SEL e Movimento Cinque Stelle di unirsi e dare il via, insieme, ad una legislatura sotto il segno dell’ecologia. E’ un’idea ingenua pensare che possa essere l’Ambiente il punto di incontro per uscire da questo caos politico? 

Non è ingenua, ma bisogna dirlo al Movimento 5 stelle che continua a dichiarare di non essere disponibile a convergere su nulla. Io mi auguro che cambino idea, anche perché i terreni comuni su cui costruire ci sono. L’ambiente è proprio uno di questi.

Fonte: eco dalle città