Solare, nei prossimi anni la crescita sarà senza picchi

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Le prospettive del solare a livello globale sono piuttosto contraddittorie, almeno secondo le ultime stime recentemente diffuse. L’ultima in ordine di tempo è della società di analisi Global Data, che evidenzia come le installazioni annuali di nuovi impianti siano cresciute a ritmi record in pochi anni, passando da 1,4 GW nel 2006 a 29 GW nel 2011. Nel 2012, per effetto della crisi economica e dei tagli agli incentivi nel mercato europeo (Italia compresa) lo sviluppo è stato molto limitato, tanto che la nuova capacità installata nel mondo non ha superato 30,2 GW. Decisamente peggio dovrebbe andare nel 2013, tanto che i nuovi impianti sono previsti in evidente calo a 25,4 GW a causa della marcia indietro di Germania (dove è atteso un dimezzamento del mercato) Spagna e Italia. La novità che emerge dal rapporto Global Data è che questo livello dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile nel periodo compreso tra il 2014 e il 2020; l’atteso spostamento del baricentro del mercato verso le aree emergenti del pianeta (Asia-Pacifico, America Latina, Medio Oriente e Africa) non basterà dunque a raggiungere nuovi record di installazione. Nonostante questo limitato sviluppo, l’ascesa dei Paesi emergenti dovrebbe essere di conforto per la filiera industriale, almeno secondo quanto segnala un altro studio, questa volta elaborato da Ihs. Come noto, l’industria mondiale del settore è stata rivoluzionata dalla repentina discesa dei prezzi dei moduli, scesi dai 3,8 dollari per watt nel 2006 a una media di 0,91 dollari nel 2012. In questi anni la Cina, grazie alle sue produzioni a basso costo e – secondo le accuse – anche a pratiche commerciali scorrette, è diventata il Paese leader nella fabbricazione di pannelli, controllando il 66% del mercato mondiale. Un successo pagato però a caro prezzo, come testimoniano le difficoltà di Suntech, ex numero uno del settore. Gli investimenti dell’industria globale di wafer, celle solari e moduli fotovoltaici sono nettamente calati: -72% nel 2012 e -36%, secondo le stime, nel 2013. Nel 2014, però, gli investimenti dovrebbero rivedere il segno più, con un aumento del 30% su base annua, fino a toccare un volume d’affari di tre miliardi di dollari, principalmente per effetto dell’aumento della domanda nei Paesi del Sud America, Africa e Medio Oriente. “L’eccesso di capacità produttiva fotovoltaica – ha dichiarato Jon Campos, analista solare di Ihs – è principalmente concentrato negli Stati Uniti, Unione europea e Cina. Vista l’espansione in nuove aree, i produttori fotovoltaici intendono costruire i loro prodotti in queste regioni con l’apertura di altre fabbriche“.

Fonte: Energia24club.it