Regione Marche, approvata la legge sulla tariffazione puntuale

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“La Regione Marche è la prima in Italia che legifera in merito alla tariffa puntuale. Il cittadino avrà la sicurezza di pagare in proporzione alla quantità di rifiuto indifferenziato prodotta, vedendo premiati i propri sforzi per aumentare la differenziata” commenta l’assessore all’Ambiente Angelo Sciapichetti

L’Assemblea legislativa delle Marche ha approvato oggi, martedì 27 marzo, la legge sulla tariffazione puntuale dei rifiuti. Il provvedimento (legge regionale 173/17 “Norme in materia della tariffazione puntuale dei rifiuti nella Regione Marche”) è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Regionale.

“La Regione Marche è la prima in Italia che legifera in merito alla tariffa puntuale. Il cittadino avrà la sicurezza di pagare in proporzione alla quantità di rifiuto indifferenziato prodotta, vedendo premiati i propri sforzi per aumentare la raccolta differenziata”. Così l’assessore all’Ambiente Angelo Sciapichetti, che aggiunge: “Con la tariffa il cittadino è responsabilizzato e vengono promossi comportamenti virtuosi: più si differenzia meno si paga, meno rifiuti non riciclabili si producono a tutto vantaggio dell’ambiente e allontanando il pericolo di veder realizzato un inceneritore sul territorio marchigiano. L’approvazione della legge è un risultato importante che valorizza il ruolo delle ATA e delle associazioni ambientaliste voluta dalla maggioranza e votata all’unanimità”.

Grande soddisfazione nelle parole del Consigliere regionale Sandro Bisonni, Vice Presidente della Commissione Ambiente e primo firmatario della legge: “Un passo importante nel percorso di uniformità della tassa su tutto il territorio regionale, di riduzione dei rifiuti e della tassa a carico del cittadino, di salvaguardia dell’ambiente. Sono felice che questa legge sia stata approvata, perché rappresenta il raggiungimento di un traguardo importante nella gestione dei rifiuti nelle Marche e pone la Regione stessa all’avanguardia nazionale essendo la prima in Italia ad aver agito così specificatamente su questo tema”.

“Con queste norme – prosegue Bisonni – non si è potuto obbligare i Comuni ad applicare la tariffa puntuale, in quanto vietato dalla norma nazionale, ma per quanto di sua competenza, la Regione introduce e semplifica tutte le condizioni preliminari all’applicazione della stessa. Nello specifico si realizzeranno infrastrutture informatiche per l’implementazione del dialogo dei dati tra Comuni e Regione, verrà istituito un tavolo tecnico che, oltre alla funzione di monitoraggio e controllo, dovrà individuare gli indirizzi per porre i Comuni nelle migliori condizioni possibili e spingerli all’applicazione della tariffa puntuale. Sarà realizzata anche una campagna di comunicazione diretta ad informare e sensibilizzare gli utenti riguardo ai potenziali benefici della tariffa puntuale ed ai risultati raggiunti nei territori in cui essa viene applicata.”

“Con la tariffa puntuale – conclude Bisonni – il cittadino è responsabilizzato: sa che diminuendo la quantità di rifiuti diminuirà la spesa, con la tassa attuale invece, può sentirsi legittimato a produrre quanti rifiuti vuole senza differenziarli. Questa legge, oltre a fornire gli strumenti per rendere omogenea la tariffa puntuale in tutto il territorio regionale, accelererà il passaggio alla tariffazione puntuale nel convincimento che questa modalità possa condurre ad una riduzione significativa dei rifiuti conferiti annualmente in discarica, allontanando così anche il pericolo di veder realizzato un inceneritore sul territorio regionale. I marchigiani da oggi, non solo saranno incentivati a separare meglio i loro rifiuti, ma finalmente riceveranno il giusto riconoscimento con una consistente riduzione della tassa in proporzione alla quantità dei materiali differenziati.”

Fonte: ecodallecitta.it

Rifiuti, tariffa puntuale nelle aree urbane: ecco dove e come si applica

Pagare le tasse proporzionalmente ai rifiuti prodotti è una realtà a Trento e Treviso e sta per diventarlo anche a Parma. In Europa, tra le grandi città che adottano la tariffazione puntuale ci sono Monaco, Berlino e Zurigo, negli Stati Uniti Kansas City. Diverse le modalità di calcolo delle tariffe381548

di Giuseppe Iasparra

Nel 2013 Trento, nel 2014 Treviso, nel 2015 Parma. La tariffazione puntuale in Italia prova a diffondersi anche nei centri urbani più grandi. Tuttavia, c’è chi ritiene che nelle grandi aree metropolitane è complicato introdurre un sistema che permetta di far pagare ai cittadini una somma proporzionale ai rifiuti prodotti. «Con l’esperienza di Trento – sottolinea Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente – si rompe il muro del “non si può fare la tariffazione puntuale nelle grandi aree urbane”. La città veneta dimostra che una volta messa in campo la raccolta domiciliare spinta è possibile fare anche il sistema di tariffazione puntale famiglia per famiglia».

Treviso
A Treviso la nuova tariffazione puntuale è partita lo scorso luglio. Nella città veneta si misurano gli svuotamenti di tutte le utenze della città, comprese le zone ad alta densità abitativa (condomini e centro storico). In che modo? «Attraverso il proprio contatore dei rifiuti: il bidoncino del rifiuto residuo» spiega Paolo Contò, direttore del Consorzio Priula e del Consorzio TV3. «Ognuno deve avere il proprio servizio individuale. Per far ciò – sottolinea Contò – occorre dotare gli utenti di contenitori di dimensioni variabili a seconda delle situazioni abitative». A Treviso, infatti, contenitori, frequenze e modalità di raccolta vengono adattate per rispettare le caratteristiche urbanistiche e architettoniche. Nel caso delle situazioni complesse sono state individuate «soluzioni specifiche per i condomini che hanno problemi di spazio e per i luoghi di interesse storico culturale in modo da rispettare il decoro urbano». Si tratta di un modello di raccolta porta a porta individualizzato che, nei casi complessi, prevede l’uso di contenitori impilabili a volumetria ridotta (30 litri). «Laddove questo non bastasse – aggiunge Contò – ci sono servizi aggiuntivi implementati attraverso un mezzo mobile di raccolta, l’Ecobus: una sorta di autobus con fermate nei punti più densamente popolati, dove gli utenti possono conferire i rifiuti». Ma come avviene la misurazione e il calcolo della tariffa? Su ogni contenitore del rifiuto secco è installato un transponder. Il codice univoco contenuto nel transponder viene letto tramite un dispositivo dove vengono registrati anche la data e l’ora dello svuotamento. Per quanto riguarda il costo della tariffa, invece, «il 60% è calcolato su una quota fissa in base al numero di componenti del nucleo familiare. Il 40% del costo – aggiunge il direttore del Consorzio – è invece indicizzato sul servizio, vale a dire sugli svuotamenti».

Parma
Il 2015 dovrebbe essere l’anno di Parma. Come annunciato nei mesi scorsi, anche nella città ducale partirà l’applicazione della tariffazione puntuale. Il nuovo sistema, presentato dalla Giunta comunale, è già in fase sperimentale. Dallo scorso novembre, il modello è stato avviato a partire dal centro storico, dove sono già stati consegnati ai cittadini i sacchetti dell’indifferenziato dotati di microchip. Questi ultimi, serviranno per la misurazione del numero dei conferimenti che avverrà tramite la lettura del supporto digitale collocato sui sacchetti. Dopo il centro storico, si passerà progressivamente alle altre zone cittadine con la misurazione, in questo caso, dei contenitori grigi dotati di microchip. Tutto il sistema dovrebbe essere a regime nella seconda metà del 2015. “I nostri modelli – ha sottolineato l’assessore comunale all’Ambiente, Gabriele Folli – sono stati approvati anche dall’Agenzia regionale e probabilmente verranno presto adottati anche in altre città capoluogo quali Piacenza e Reggio Emilia”.

Monaco, Berlino e Zurigo: diversi criteri di misura

Ma all’estero? La tariffazione sul rifiuto residuo è molto diffusa nei paesi mitteleuropei (Germania, Austria, Svizzera), incluse le grandi aree urbane. È il caso di Monaco e Berlino, in Germania, dove le tariffe per la raccolta del rifiuto residuo variano a seconda del volume dei contenitori e delle frequenze della raccolta (settimanale oppure bisettimanale). Il calcolo della tariffa avviene, inoltre, per la raccolta dell’organico a seconda della volumetria e della frequenza di passaggio. Volumetria e frequenza, tuttavia, non sono l’unico criterio di misura possibile. Esiste anche la modalità del “sacco prepagato”. È il caso di Zurigo(395.000 abitanti, cantone svizzero tedesco) dove non ci sono cassonetti stradali ma dove ogni condominio o utente deve esporre in strada, in base al giorno stabilito, i rifiuti indifferenziati nello speciale “Züri-Sack”: un sacchetto che si acquista al supermercato, il cui prezzo varia a seconda della sua grandezza.

Uno sguardo a Kansas City

A chiudere questa carrellata, l’esempio di Kansas City (467.000 abitanti), città statunitense che ha adottato un sistema di tariffazione puntuale a metà tra la misura delle frequenze e il sacco prepagato. Gli abitanti di Kansas City (come illustrato in una presentazione di ESPER, Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti), possono buttare via fino a due sacchi di spazzatura a settimana che sono inclusi nella tassa comunale. Chi avesse bisogno di un sacchetto aggiuntivo, a Kansas City, può acquistarlo al prezzo di un dollaro presso i rivenditori locali.

Fonte: ecodallecitta.it