Acqua pubblica, la ‘tariffa truffa’ italiana e le richieste dei cittadini europei

Mentre in 13 paesi dell’Ue (Italia compresa) vengono consegnate quasi due milioni di firme per l’acqua pubblica, nel nostro paese è sempre più chiara l’inadeguatezza della nuova tariffa idrica introdotta dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, che viola apertamente i referendum lasciando intatti i profitti sull’acqua e fa scontenti cittadini e gestori.acqua_pubblica_eu

Continua, pur fra mille ostacoli, il percorso di ripubblicizzazione dell’acqua. In 13 paesi dell’Unione europea (fra cui l’Italia) sono da pochi giorni state consegnate circa un milione e 800mila firme, a conclusione dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) per l’acqua pubblica. Nel frattempo nel nostro paese è sempre più evidente l’inadeguatezza della nuova tariffa idrica introdotta dall’ l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas (AEEG) sul finire del 2012 in piena contraddizione con i referendum.

Partiamo dall’Europa. Sono state da poco presentate le firme raccolte per l’Iniziativa dei Cittadini Europei per l’acqua pubblica con lo straordinario risultato di un milione e ottocentomila firme raccolte in 13 paesi dell’Unione. Le firme italiane, consegnate il 10 settembre al Ministero degli Interni, sono state circa 70mila, ben oltre la quota richiesta al nostro paese. Ma è stato soprattutto il dato complessivo a far ben sperare: oltre 1.800.000 raccolte fra Germania, Austria, Belgio, Finlandia, Grecia, Ungheria, Italia, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Slovenia e Slovacchia. Cosa significa l’ICE? L’Iniziativa dei cittadini europei è una forma di partecipazione diretta alla politica dell’Ue. L’art.11 comma 4 della versione consolidata del Trattato sull’Unione Europea stabilisce infatti che i “Cittadini dell’Unione, in numero di almeno un milione, che abbiano la cittadinanza di un numero significativo di Stati membri, possono prendere l’iniziativa d’invitare la Commissione europea, nell’ambito delle sue attribuzioni, a presentare una proposta appropriata su materie in merito alle quali tali cittadini ritengono necessario un atto giuridico dell’Unione ai fini dell’attuazione dei trattati”. Insomma, non si tratta di uno strumento d’azione diretta ma di una metodo per fare pressione sulle autorità europee. In Italia invece, la tariffa idrica introdotta dal governo Monti sul finire del proprio mandato mostra sempre più apertamente i propri limiti. La tariffa, che viola apertamente il secondo quesito del referendum, quello che prevedeva l’eliminazione dei profitti dalla gestione dell’acqua, incontra sempre maggiori ostacoli sia fra i gestori sia fra i cittadini. Sul Metodo Tariffario Transitorio pendono 35 ricorsi tra cui quello promosso dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e da diversi gestori. Il forum dei movimenti per l’acqua parla di dati impietosi: “se si ragiona su base regionale sono ben 9 su 20 le regioni da cui non è pervenuta all’AEEG nessuna approvazione, ovvero il 45%; mentre se si fa riferimento al numero delle AATO esistenti prima della soppressione avvenuta il 31 dicembre 2012, solo 21 su 91 hanno approvato la nuova tariffa (ossia il 23%).” Il 19 settembre, inoltre, l’AEEG ha comunicato il recepimento della nuova tariffa idrica da parte di due AATO, quello di Marche Sud Ascoli Piceno e quello della Valle del Chiampo. Infine, fa notare ancora il Forum, “l’Authority non si preoccupa neanche di rispondere ai cittadini che chiedono chiarezza in materia di tariffa idrica. Sono passati oltre 100 giorni, ovvero ben 40 in più di quanti previsti dalle procedure della stessa AEEG, dal deposito di un esposto da parte del Comitato Acqua Pubblica di Arezzo. Attendiamo fiduciosi una celere risposta perchè si tratta di un dovere a cui l’Authority non può sottrarsi.”

Fonte: il cambiamento

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