I GHIACCI ANTARTICI CRESCONO AL RITMO DI 200 MILA KMQ AL GIORNO

Questo e’ quanto ci risulta dalle ultime rilevazioni satellitari. In soli cinque giorni la banchisa antartica ha messo a segno 1 milione di kmq. Il ritmo di crescita dei ghiacci e’ doppio rispetto alle medie di espansione del periodo.

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La superficie totale dei ghiacci marini antartici attuale e’ di circa 6100000 kmq e cioè quasi 16500000 in più rispetto alla media trentennale,che e’ di 4460000. Il surplus pertanto e’ superiore al 30%. Si tratta di un ulteriore record assoluto sempre riferito al periodo.

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E mentre ieri a Berlino si e’ conclusa l’ennesima commedia dell’IPCC con i soliti scenari apocalittici provocati dal surriscaldamento del pianeta ( per fortuna non ne hanno mai azzeccata una),nessuno si preoccupa di informare la collettività di cosa realmente stia accadendo in quella parte cosi remota,ma cosi fondamentale per le sorti climatiche dell’intero globo. Tutti noi sappiamo che piu’ superficie del nostro pianeta e’ ghiacciata o innevata e più i raggi solari vengono riflessi nel vuoto dello spazio invece di essere assorbiti dagli oceani, e ciò provoca ulteriore raffreddamento con conseguente ulteriore crescita delle aree ghiacciate. Ma non solo : intorno all’antartico con moto orario,circola la corrente marina più grande (per volume d’acqua) di tutto il pianete e cioè la CORRENTE CIRCUMPOLARE ANTARTICA.

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La corrente circumpolare antartica e’ l’unica che ruota intorno all’intero pianeta ed e’ il motore di tutte le correnti marine dell’intero globo. Se dovesse rallentare l’ACC,ne risentirebbero tutte le correnti marine planetarie.
Al di fuori degli ambienti scientifici circola la voce che tale corrente sia più lenta del passato. Ovviamente si tratta di rumors e non ce la sentiamo di pronunciarci in merito. Il dato di fatto però e’ che la banchisa antartica sta crescendo enormemente e rapidissimamente come mai e’ successo dal 1980 ad oggi e qualcuno prima o poi dovrà pur pronunciarsi in merito.

GIORGIO

Fonte: ATTIVITA SOLARE.COM

Australia, il surriscaldamento dei mari causa della moria dei delfini

 

I ricercatori hanno stabilito un rapporto di causalità fra il surriscaldamento delle acque marine e la moria e di delfini e pesci

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Gli esperti lanciano l’allarme: lo spiaggiamento di molti delfini avvenuto quest’anno, potrebbe essere un anticipo di quello che sarà il futuro impatto dei cambiamenti climatici. I delfini spiaggiati e i pesci morti rintracciati con preoccupante frequenza nei primi mesi del 2013 potrebbero diventare una caratteristica ricorrente sulle spiagge del Sud Australia, specialmente se continuerà il trend in costante crescita delle temperature che, nelle prime settimane dell’anno, hanno fatto registrare livelli record. Vic Neverauskas, direttore della sezione virus acquatici del Biosecurity South Australia, ha affermato come fosse logico supporre un rischio più elevato di eventi simili visto che i mari stavano seguendo una tendenza al riscaldamento dovuta ai cambiamenti climatici. L’eccessivo calore ha prolungato in maniera anomala la vita delle alghe: le temperature di ben 5 gradi superiori alla media, unite al fenomeno dell’upwelling (la direzione del vento contraria alla rotazione terrestre): così è scattata la trappola per i piccoli pesci che ha provocato un effetto domino su tutto l’ecosistema marino. Per quanto riguarda i delfini, i mammiferi sarebbero stati vittima di un virus moltiplicatosi in virtù dell’immuno-soppressione dovuta all’eccesivo calore.

Anche se questi tipi di eventi sono rari e sfortunati, capire la loro causa attraverso ricerche e indagini è il modo migliore per prevenire questi problemi,

ha dichiarato il ministro dell’Alimentazione e della Pesca del South Australia,Grace Portolesi. Nel Vecchio Continente freddo e maltempo non danno tregua, ma non ci si deve illudere: i cambiamenti climatici ci sono e questo è solo un esempio dei devastanti effetti che possono avere.

Fonte: The Guardian