Ue, nuove norme su etichetta energetica degli elettrodomestici e apparecchi in stand-by

Con le regole in vigore dal primo gennaio 2015 i cittadini potranno risparmiare e allo stesso tempo inquinare meno, dato che si stima una riduzione di 15 milioni di tonnellate di CO2 nell’atmosfera. Le regole aiuteranno anche la competitività delle aziende europee381556

Dal 1° gennaio 2015 un nuovo regolamento europeo sull’efficienza energetica aiuterà i cittadini del vecchio continente ad inquinare meno risparmiando sulla bolletta. In Italia la notizia non ha avuto molto risalto, nonostante si tratti di tre norme che interessano un’ampia gamma di elettrodomestici di uso quotidiano. La prima di queste introduce l’obbligatorietà di mostrare l’etichetta energetica completa dei prodotti anche nelle vendite on line. Fino ad oggi l’unico vincolo per le vendite via internet era quello di indicare la classe di appartenenza del prodotto (ad esempio classe A), ma non quello di indicare anche tutte le altre classi della scala, rendendo difficile il confronto. La seconda riguarda i forni a gas e le cappe: anche questi dovranno avere l’etichetta energetica, mentre fino ad ora solo i forni elettrici ce l’avevano. La terza stabilisce l’obbligo per tutti i costruttori di apparecchi connessi in rete di predisporre uno stand by automatico. Quindi tutti i prodotti come modem, server, ruter, televisori dovranno avere la possibilità di esser messi in stand by e di farlo autonomamente quando il prodotto non è in uso attivo. Questa norma si estende anche ai costruttori di macchine per il caffè con filtro, per intenderci quelle macchine che fanno “il caffè all’americana”.
I benefici introdotti da queste tre norme sono prima di tutto ambientali. La Commissione Europea ha stimato un risparmio per l’ambiente di 15 milioni di tonnellate di CO2. Secondo quanto riporta Qualenergia.it, il consumo elettrico degli apparecchi elettrici connessi alla rete in Europa quando non sono in uso è di circa 90 TWh all’anno, pari al consumo elettrico annuo di 24 milioni di famiglie europee. Considerando tutte le misure esistenti di efficienza sugli stand-by, si stima che il consumo elettrico annuale europeo verrà ridotto di 75 TWh senza influire sulle performance dei prodotti. Questo significa una diminuzione pari a 28 milioni di tonnellate di CO2, l’equivalente delle emissioni di 1,5 milioni di famiglie. Il risparmio sarà anche per i portafogli dei cittadini europei. La stima è di una riduzione media annuale di circa 45 euro a utenza, che fino al 2020, per chi sceglierà prodotti particolarmente efficienti, potrà generare un risparmio complessivo di 465 euro per ogni famiglia. Dal 26 settembre del 2015, la direttiva EcoDesign, questo il nome del nuovo regolamento, entrerà a pieno regime definendo i nuovi criteri sull’efficienza energetica, sulle emissioni e sulla rumorosità degli apparecchi elettrici e a gas, azioni introdotte anche per la difesa e la competitività delle aziende europee.

Fonte: ecodallecitta.it

Lo stand-by dei dispostivi elettronici costa 80 miliardi di dollari l’anno

Quasi due terzi dell’energia utilizzata nel 2013 è stata sprecata a causa dell’inefficienza energetica dei dispositivi elettronici

Ottanta miliardi di dollari l’anno è questa la spesa energetica globale per tenere i dispositivi elettronici in standby. La non semplice quantificazione di quanto si spende su scala globale per mantenere accesi i dispositivi elettronici anche quando non li utilizziamo è stata calcolata dall’International Energy Agency che ha presentato di recente il rapporto More Data, Less Energy: Making Network Standby More Efficient in Billions of Connected Devices. In questo interessante studio è spiegato che nel mondo ci sono 14 miliardi di dispositivi elettronici (in media due persona) che sprecano 80 miliardi di euro a causa di una tecnologia inefficiente che non è ancora riuscita a far fronte al problema dell’efficienza energetica. Secondo l’IEA nel 2020 lo spreco aumenterà del 50% portando a 120 miliardi di dollari l’anno l’energia elettrica utilizzata per nulla. Dai cellulari alle stampanti, dai modem alle consolle di gioco, il rapporto illustra alcune semplici misure che potrebbero essere implementate per migliorare l’efficienza energetica, con un massimo risparmio di energia e denaro. L’economia si sposta sempre di più verso il digitale diventando sempre più energivora. Pensiamo, per esempio al numerosi dispositivi e apparecchi che in passato non erano interessati dalla connettività di rete come lavatrici, frigoriferi, luci e termostati. La soluzione? Adottare le migliori tecnologie disponibili in modo da consumare meno e da non far lavorare inutilmente le centrali che producono energia che finisce per essere sprecata. Si pensa che gli strumenti in standby non consumino energia, ma non è così: in realtà la maggior parte dei dispositivi di rete abilitati consumano la stessa energia di quando sono attivi per svolgere i loro compiti principali. Nel 2013 i dispositivi di rete hanno consumato 616 terawattora su scala globale: quasi due terzi ovverosia 400TWh (la somma dell’energia consumata nel Regno Unito e in Norvegia) sono stati sprecati a causa di tecnologie inefficienti.elettrodomestici-586x390

Fonte:  IEA

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