WeCity, l’app che premia gli spostamenti a impatto zero

WeCity è l’applicazione pensata per chi si muove in bicicletta e dà il proprio contributo alla mobilità sostenibile spostandosi a emissioni zero. Disponibile gratuitamente per iPhoneAndroid e Windows Phone, questa app calcola quante emissioni emetteremmo quotidianamente spostandoci con un mezzo motorizzato provato e quanto, invece, risparmiamo con gli spostamenti a piedi, in bici, con auto condivisa e con i mezzi pubblici. Una volta che la app ha calcolato quanta CO2 abbiamo evitato di produrre, ecco che i punti maturati si trasformano in premi “green”: bici elettriche, viaggi, buoni per il car sharing, accessori per la bici. Il funzionamento è semplice: una volta che si sale in sella, si esce di casa a piedi o si sale su di un mezzo pubblico si effettua il check in, quando l’itinerario si conclude si fa il check out. I premi ai quali si può avere accesso cambiano ognuna o due settimane e vengono messi a disposizione dalle aziende che si fanno pubblicità sulla piattaforma (andando a colpire un target interessato a questo tipo di prodotti) e sui social nei quali i vincitori condividono i loro successi. Si può barare? No perché l’applicazione riesce a capire quando un utente sta effettivamente utilizzando un mezzo piuttosto che un altro e se si sta viaggiando su di un’automobile condivisa. A sei mesi dal lancio sono già 10mila gli utenti che hanno scaricato l’applicazione e Roma, Milano, Torino e Bologna sono le città italiane dove è più diffusa.

Fonte:  WeCity

Annunci

Torino, sempre meno spostamenti in auto. I dati dell’Agenzia per la Mobilità Metropolitana

La mobilità motorizzata diminuisce del -20% dal 2010 e cresce l’uso della bicicletta. Ma il mezzo preferito sono i piedi.torino

L’Agenzia per la Mobilità Metropolitana e Regionale (AMM) ha pubblicato l’Indagine sulla Mobilità delle Persone e sulla Qualità dei Trasporti sull’area metropolitana di Torino (IMQ2013), il rapporto presenta un quadro di sintesi della mobilità delle persone nell’area metropolitana torinese e della qualità percepita dai cittadini con riferimento ai mezzi di trasporto (trasporto pubblico, auto, bicicletta) negli ultimi dieci anni. I dati presentati dall’AMM sono tratti da indagini “campionarie telefoniche condotte ogni due/tre anni presso i residenti nell’area di studio su campioni rappresentativi della popolazione maggiore di 10 anni stratificati per classi di sesso e per età. L’edizione 2013 ha avuto come area di studio l’intera Regione Piemonte e il campione è stato di 52.119 individui.”

L’indagine in sintesi.2

La mobilità motorizzata diminuisce più sensibilmente (-20% rispetto al 2010) mentre aumenta la mobilità con uso degli altri mezzi (compresi i piedi). I residenti nell’area metropolitana effettuano mediamente 2,11 spostamenti pro capite nel giorno feriale, 1,40 di questi sono motorizzati. Il sesso influisce sugli spostamenti, infatti i maschi si spostano di più: 2,18 spostamenti/giorno in media contro i 2,04 delle femmine. Anche l’età incide sul numero di spostamenti: la fascia di età più mobile è quella tra 40 e 49 anni sia a Torino (2,63 spostamenti/giorno) che in cintura (2 spostamenti/giorno). Ci si muove di meno oltre i 69 anni anche se a Torino questa fascia d’età è un po’ più mobile (1,49 spostamenti/giorno) e lo è un po’ meno in cintura (1,33 spostamenti/giorno). Considerando tutti i modi nel 2013 il mezzo più usato continua ad essere l’auto con il 48%degli spostamenti ma, per la prima volta nell’ultimo decennio (in effetti dal 2000), la sua quota scende sotto il 50% (era il 53% nel 2010); l’uso del mezzo pubblico si attesta al 18%, in leggero calo rispetto al 19% del 2010. Cresce la quota di spostamenti effettuati solo a piedi che passa dal 24% del 2010 al 29% del 2013 e quella degli spostamenti effettuati con altri mezzi (bici, moto, taxi) che passa dal 3,9% al 4,4%3

A Torino la quota di mercato della bicicletta è raddoppiata in un decennio: infatti si è passati dall’ 1,4% del 2004 al 2,8% del 2013. In cintura l’incremento è stato più contenuto, ma va osservato che la quota di mercato della bicicletta in cintura si è sempre attestata più in alto rispetto al capoluogo. Per quanto riguarda invece la bicicletta del bike sharing, dai risultati dell’indagine IMQ 2013 emerge un volume di spostamenti esiguo rispetto alla mobilità con bici personale: infatti i residenti in Area metropolitana hanno effettuato nella giornata feriale media circa 1700 spostamenti con la bici condivisa.

Perché ci si sposta.

Il primo scopo degli spostamenti è il lavoro, mentre il secondo scopo in ordine di volume di spostamenti è acquisti/commissioni. Seguono l’accompagnamento, lo studio e gli altri scopi che comprendono: sport/svago, cure/visite mediche, visite a parenti/amici, altro. Si può notare come gli spostamenti per lavoro nel 2013 raggiungano il valore assoluto più basso degli ultimi 10 anni.

La qualità percepita.

Per determinare la qualità percepita è stato richiesto, per ogni mezzo, di esprimere un voto di tipo scolastico sul mezzo in generale e su alcuni fattori (aspetti) della qualità. Agli intervistati è stato richiesto di esprimere dapprima un giudizio iniziale sul mezzo di trasporto, successivamente i giudizi sui singoli aspetti della qualità e infine un giudizio finale

mezzi pubblici vedono crescere tendenzialmente il loro giudizio nell’ultimo decennio, ottenendo un valore di 6,8 nel 2013 (in lieve flessione rispetto al 6,9 del 2010). L’auto si attesta sul 7,4 e raggiunge il valore più elevato dopo la flessione del 2006. La bicicletta, oggetto di indagine solo nel 2013, si attesta subito come il mezzo con la votazione più alta. Per quanto riguarda il dettaglio dei singoli mezzi pubblici, la metropolitana riscuote ampio gradimento con un giudizio pari a 8,4, sebbene in calo rispetto agli anni precedenti. Gli autobus extraurbani si attestano a 6,6. I servizi urbani di superficie (bus e tram) si attestano a 6,5. Con l’attivazione del Servizio Ferroviario Metropolitano, la ferrovia recupera posizioni rispetto agli anni passati attestandosi a 6,7.

Per leggere, in dettaglio, l’indagine IMQ 2013 clicca qui. Invece per visionare i dati relativi ai comuni dell’area metropolitana interessati dall’indagine clicca qui.

Fonte: ecodallecitta.it

Bari, acquistate 50 biciclette elettriche per gli spostamenti dei dipendenti comunali

Il settore Traffico rende noto che, grazie ad un finanziamento del ministero dell’Ambiente, il comune di Bari ha acquistato 50 biciclette elettriche – a pedalata assistita per i dipendenti comunali. Il progetto ha un importo complessivo di 120.000 euro, 38.000 dei quali a carico del comune382191

Il ministero dell’Ambiente, promotore dell’iniziativa, ha pubblicato un bando per fornire ai comuni interessati delle biciclette da destinare ai dipendenti comunali. Prototipi particolarmente performanti sviluppati in collaborazione con la Ducati Energia. Il comune di Bari ne ha approfittato: per ottenere il finanziamento ha dimostrato di aver proceduto a dismettere delle vetture dell’autoparco comunale.

Il progetto ha un importo complessivo di 120.000 euro, 38.000 dei quali a carico del comune. Le 50 biciclette saranno distribuite tra diverse sedi degli uffici comunali baresi, come di seguito indicato:
• 10 a Palazzo di Città
• 10 presso la ripartizione Infrastrutture in via G. Petroni
• 10 presso il comando di PM in via Aquilino
• 10 presso la ripartizione Contratti e Appalti in via Garruba
• 10 presso la ripartizione Personale in via Ballestrero

Presso ciascuna delle sedi individuate saranno posizionate delle speciali rastrelliere collegate alla rete elettrica per la ricarica dei mezzi nonché alla rete internet. Le biciclette, infatti sono dotate, oltre che di GPS, di un sistema di rilevazione degli inquinanti atmosferici che sarà utilizzato per effettuare i report periodici sulla qualità dell’aria previsti dal progetto.
I lavori per la sistemazione di tutte le postazioni presso gli uffici comunali inizieranno lunedì prossimo per concludersi entro un mese, mentre per la postazione di Palazzo di Città si dovrà aspettare la fine dei lavori di ristrutturazione attualmente in corso nell’atrio.

 

Fonte: ecodallecitta.it

Superhub, un “concorrente” eco per Google Maps

Frutto del lavoro di venti partner europei questa applicazione indirizza gli utenti verso spostamenti con il minor impatto ambientale possibile. È stata presentata questa mattina, all’ExpoGate di Milano, Superhub una piattaforma digitale open source che ambisce a diventare l’alternativa green di Google Maps. La sua realizzazione è il frutto dell’impegno di 20 partner e 1800 cittadini “pionieri” che negli ultimi tre anni, fra Milano, Barcellona ed Helsinki, hanno testato questa app (per pc e smartphone) in grado di fornire tutte le informazioni necessarie sui mezzi di trasporto, ma soprattutto di indirizzare gli utenti verso l’opzione che comporta il minore impatto ambientale. Superhub è la forma contratta di SUstainable and PERsuasive Human Users moBility in future cities e oltre a essere una guida per la mobilità consente di acquistare on line i titoli di viaggio e inviare feedback in tempo reale. Fra i venti partner del pool di ricerca europeo, sette sono italiani: Legambiente, ATM, Autoguidovie, Create-NET,eXrade, Imaginary e Vodafone. Un vestito su misura, open ed ecologico frutto di un minuzioso lavoro di ricerca e della partecipazione attiva di tantissime persone che conferma il grande interesse per il tema e la richiesta di coinvolgimento, sempre più insistente, da parte dei cittadini nelle fasi di progettazione della mobilità nuova. La forza di Superhub sta nel saper intercettare le diverse esigenze di mobilità proponendo soluzioni di volta in volta differenziate e che tendono ad una maggiore efficienza e sostenibilità degli spostamenti in ambito urbano,

ha spiegato Andrea Poggio, presidente di Legambiente Fondazione Innovazione. A Milano, Helsinki e Barcellona la sperimentazione di Superhub ha incontrato sensibilità e approcci diversi, ma il sistema è comunque riuscito a recepire e interpretare le differenti esigenze. Fra le varie opzioni dell’app di Android, gli utenti hanno apprezzato soprattutto la possibilità di fissare degli ecogoals personalizzati come la riduzione della CO2 emessa, la possibilità di memorizzare le proprie preferenze in termini di strade e mezzi e la reattività della app nel registrare e permettere di evitare lungo il percorso traffico e incidenti. Un altro degli aspetti “smart” di Superhub è la sua predisposizione alla raccolta dei dati sugli spostamenti e sulle richieste dei cittadini che diventeranno riferimenti per i tecnici e amministratori impegnati nella pianificazione degli interventi sul trasporto pubblico. L’Expo 2015 al via fra sei mesi sarà la prima importante occasione nella quale Superhub incontrerà il pubblico italiano e internazionale.158355683-586x337

Fonte:  Legambiente

© Foto Getty Images

Eco-vacanze in condivisione: 5 modi di fare eco-turismo a piccoli prezzi

Di anno in anno, le famiglie italiane si vedono costrette a fare tagli sempre più stringenti alle spese che minacciano di svuotare il loro portafogli. Così, shopping e vacanze sono le prime voci ad essere depennate dalla lista dei ‘desideri’.eco

Eppure, il successo della share economy ci mostra come il concetto di ‘condivisione’ possa essere applicato anche alle voci considerate “di lusso”. Insomma, viaggiare a piccoli prezzi è ancora possibile. Ecco allora 5 alternative per non rinunciare a viaggiare, ad essere amici dell’ambiente, ma senza spendere un patrimonio.

1. Condividere l’ospitalità

L’house sharing è una pratica oramai estremamente diffusa in tutto il mondo, che sta dilagando anche in Italia. Vuoi visitare una città, senza spendere cifre da capogiro? Esistono delle community e dei siti specializzati dove poter cercare ospitalità in casa di altre persone. Alcune chiedono il pagamento di cifre non troppo alte altri semplicemente offrono lo scambio della propria ‘magione’ con un’altra, Avere a disposizione un appartamento per i viaggiatori è un ottimo modo per immergersi totalmente nella realtà del posto, vivendo come un locale. Questi i principali siti di riferimento: homexchange.com , homelink.comscambiocasa.it e l’ultra-famoso airbnb.it Se poi l’idea di trovarsi soli in casa di sconosciuti non ci aggrada, è sempre possibile cercare solo un posto letto in qualche casa dislocata sul globo: couchsurfing.org è una community dove gli swapper possono incontrarsi e offrire o cercare un divano dove dormire (il couch del nome, appunto!) durante il proprio viaggio, contenendo di molto i loro budget. Per chi viaggia con famiglia al seguito, invece, è possibile trovare sistemazioni a costo zero o a prezzo molto basso tramite l’aiuto della community Familylink Travel. Infine, per chi non volesse rinunciare al comfort di una struttura turistica e sentirsi coccolato dalle premure dell’albergo, esistono agriturismi e B&B che, attraverso la riscoperta del vero significato di vacanze nella natura, offrono ospitalità in cambio di piccole prestazioni di lavoro (es. giardinaggio, cura dell’orto, servizi fotografici, piccole riparazioni, ecc.). Ci sono anche B&B eco-sostenibili che possono offrire ospitalità in cambio di traduzioni di parte del sito web o piccole riparazioni; B&B D’Eco (a Milano, offre soggiorno in cambio di lavori di tappezzeria); B&B Il Richiamo del Bosco (scambia alloggio con aiuto nella legnaia e nei lavori di giardinaggio) e tanti altri ancora, che anche solo per una settimana offrono un soggiorno in cambio di aiuto.

2. Condividere la barca

Viaggiare in barca a vela può essere un’esperienza entusiasmante, ma non è sempre facile mettere insieme una compagnia per dividere l’affitto e le spese del viaggio. Portali come sailsquare.it consentono agli utenti di incontrarsi e aggregarsi per formare un equipaggio e salpare verso le mete desiderate, condividendo tutto o parte del viaggio.
3. Condividere gli spostamenti

Siamo dubbiosi sulla rete di trasporto pubblico che troveremo arrivati alla nostra meta? Oppure dobbiamo affrontare uno spostamento che non è coperto in maniera adeguata dai mezzi di trasporto, ma noleggiare un auto costerebbe troppo? Cerchiamo un passaggio su portali come  blablacar, che consentono a driver e passeggeri di mettersi in contatto per offrire o cercare passaggi. Oltre a scegliere la tratta desiderata, sarà possibile avere già informazioni sui costi, scegliere il tipo di viaggio e di compagnia che ci attende (fumatori, non fumatori, con animali, autostrade, strade statali, amanti delle chiacchiere, discreti o silenziosi, ecc.), avere informazioni sulla tipologia di mezzo di trasporto e sul comfort a bordo, oltre che individuare i punti di incontro per salire e scendere.

4. Condividere la convivialità

La scelta di un ristorante in cui mangiare cucina tipica del posto è il momento più rischioso per cadere nelle cosiddette “trappole per turisti”, fatte da ristoranti che affermano di offrire cucina locale, che si rivela spesso scadente e dal conto molto salato. Per non incappare in questi tranelli e assaporare una cucina più autentica, contenendone i costi, oggi è possibile cenare addirittura a casa di gente del posto, condividendo il cibo e le abitudini. Alcune community di riferimento attive soprattutto nel mondo anglosassone sono: newgusto.com,cookening.comeatwith.com

5. Condividere gli itinerari

Il tempo per scoprire una città si rivela sempre insufficiente per conoscerne a pieno i luoghi salienti. Così è possibile affidarsi, a costi contenuti, a guide locali che, pianificando assieme ai viaggiatori e in base al tempo a disposizione, potranno costruire un itinerario esplorativo personalizzato, che consentirà di vedere tutti i luoghi caratteristici, uscendo dagli schemi classici proposti dai percorsi standard. Vayable.com è un sito dove poter pianificare il proprio percorso esplorativo. Restando in tema di “esplorazione”, per chi ama camminare in mezzo alla natura, ma vuole condividere questa esperienza con persone esperte del posto, vengono in aiuto portali come socialtrekking.it, dove è possibile, una volta stabilita la meta, trovare compagni di tragitto e affidarsi ad una guida locale esperta che potrà suggerire, oltre a percorsi interessanti, anche eventuali strutture dove alloggiare a costi ridotti. L’economia della condivisione ha aperto nuove frontiere anche ai viaggi, che non sono più un lusso di pochi, ma un privilegio di tutti coloro che sono in grado di esplorare il mondo con nuovi occhi e con una mente più aperta a condividere con gli altri.

Fonte: tuttogreen.it