Greenpeace blitz a La Spezia con la Rainbow Warrior contro le centrali a carbone

Greenpeace compie una delle sue azioni spettacolari a La Spezia presso la centrale E.Montale di Enel per evidenziare quanto questi impianti per la produzione di energia siano vecchi e inquinanti. Greenpeace in azione a La Spezia lascia a bocca aperta per la spettacolarità del suo intervento: un gruppo di attivisti scala una gru nel Porto utilizzata per il movimento carbone destinato alla centrale elettrica Eugenio Montale dell’Enel. L’azione rientra nell’ambito del tour Non è un Paese per fossili compiuto attraverso la nave Rainbow Warrior.via-dal-carbone-620x350

La Rainbow warrior sarà a Genova proprio domani 27 giugno dove presenta il tour nato per promuovere le energie rinnovabili con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini e istituzioni. All’incontro di domani che si terrà nella sala conferenze della Rainbow Warrior dovrebbero partecipare i sindaci di Genova, La Spezia e Savon e l’assessore regionale alla Salute Claudio Montaldo. La necessità di intervenire in Liguria è impellente poiché la Regione ospita tre centrali a carbone.concorso-620x350

Per sensibilizzare i cittadini il comitato Spezia Via dal Carbone ha lanciato lo scorso mese di maggio il concorso La centrale Enel della Spezia: come la vediamo e come la vorremmo noi bambini vinto da Alessandro il cui disegno che vedete in alto è entrato nello striscione di Greenpeace come testimonianza dei più giovani a voler respirare aria pulita. Greenpeace fa pressing poiché il 1° luglio l’Italia inizia il semestre di presidenza nell’Ue e ribadisce l’associazione ambientalista che:

le fonti fossili non sono né sicure né convenienti come vogliono farci credere: si pensi che la sola centrale a carbone di La Spezia, secondo uno studio che abbiamo commissionato all’Università di Stoccarda, causa oltre 70 morti premature l’anno.

Purtroppo la politica energetica del giovane-vecchio Matteo Renzi va in direzione opposta: siamo alla promozione delle trivellazioni off shore e dell’apertura allo shale gas. Per manifestare la propria volontà affinché il governo italiano cambi direzione nelle politiche energetiche Greenpeace sta promuovendo anche una petizione on line con cui aderire alla Dichiarazione di Indipendenza dalle energie sporche e pericolose. Il tour peraltro consente anche di visitare la nave nei seguenti porti: Genova sabato 28/06, dalle 11 alle 20; domenica 29/06, dalle 10 alle 18; Palermo sabato 05/07, dalle 14 alle 20; domenica 06/07, dalle 10 alle 20; Capodistria venerdì 25/07, dalle 15 alle 19; sabato 26/07, dalle 10 alle 18;Brindisi sabato 02/08, dalle 11 alle 20; domenica 03/08, dalle 10 alle 18.

Fonte:  Speziapolis
Foto | ViadalCarbone @ Facebook

Annunci

Discarica Pitelli a La Spezia sotto sequestro: si indaga per conoscere i veleni interrati

La Discarica Pitelli a La Spezia è stata posta sotto sequestro e il fascicolo riaperto dal pm Luca Monteverde dopo le indagini della Forestale

E’ stato disposto nei giorni scorsi il sequestro da parte della Forestale di un’ampia area a ridosso della collina dei veleni, o discarica Pitelli a La Spezia alle spalle dell’arsenale Militare. Siamo solo alle più recenti battute di una storia iniziata nel 1979 senza troppi clamori e neanche autorizzazioni e che solo oggi si manifesta in tutto il suo tragico dolore, fatto di inquinamento ambientale e morti per inquinamento. Indaga Luca Monteverde PM della Procura di La Spezia che ha riaperto il fascicolo grazie alle indagini degli uomini della Forestale, come scriveToxicLeaks:

Indagini che si sono consolidate attraverso i riscontri tecnici: l’analisi dei dati dei magnetometri e la ricerca dei metalli infilati nel terreno. Giovedì 12 giugno il Corpo forestale dello Stato di La Spezia ha affondato il primo colpo, scavando con le ruspe a meno di duecento metri dall’antico sito della discarica – oggi in fase di messa in sicurezza – tra l’area della zona chiamata “Campetto” e l’ingresso su via Pitelli.sequestro-620x350

C’è un filo criminale, e neanche tanto sottile, che unisce la discarica Pitelli, la cui storia affonda le radici negli anni ’80, alle dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone che raccontava ai magistrati degli interramenti con rifiuti pericolosi anche a La Spezia in quella che gentilmente è definita come la collina dei veleni, ma che era sempre stata la collina dei Poeti. Su Spezia Polis, Daniela Patrucco ricostruisce la storia della collina dei veleni e di quell’inchiesta aperta nel 1997 dalla Procura di Asti, perché a La Spezia tutti tacevano:

Non sono in grado di valutare quanta e quale sia la responsabilità dei mezzi di informazione rispetto al velo di silenzio che si è potuto stendere su questi e altri fatti negli anni precedenti ai primi del 2000. Ho tuttavia piena contezza e idee piuttosto precise sul sistema dell’informazione locale negli ultimi dieci anni e sugli esiti nefasti che un diverso atteggiamento avrebbe (forse) potuto contribuire a limitare indagando e raccontando i fatti. Invece tante veline e poche domande. Mai scomode. Persino la reticenza nel girare al potere le domande dei soliti noti: ambientalisti e comitati. Per tutti, il caso delle 5 Terre – puntualmente raccontato solo a partire dalla pubblicazione delle intercettazioni – e quello della centrale Enel, in stand by in attesa dell’auspicabile intervento della Procura della Spezia. Di inquinamento, qualsivoglia, a Spezia si continua a non parlare in qualche modo legittimando la retorica istituzionale della città che rinasce. Da dove? Non c’è rinascita senza conoscenza e consapevolezza.

Oggi siamo al question time da parte di un consigliere del gruppo Per la nostra città chiede conto all’amministrazione cittadina della situazione in cui versa attualmente la collina dei veleni. La risposta potrebbe giungere il prossimo 23 giugno. Anche il Movimento 5 Stelle chiede conto, sempre all’amministrazione cittadina, Giunta e Sindaco, nel merito degli scavi che si stanno realizzando proprio sulla collina e a cui sembra abbia preso parte anche personale dell’ARPAL:

Il M5S chiede quindi informazioni sullo stato d’avanzamento dei lavori, di conoscere in che modo si è venuti a sapere della presenza di quel sito inquinato e se sia prevista una campagna informativa, vista la gravità della situazione. Inoltre, dal momento che le terre di cavo sono tutte lasciate all’aria aperta, chiede se sia previsto un piano di tutela dei residenti in merito alle esalazioni odorose e se sia previsto uno studio delle contaminazioni delle acque di falda con pubblicazione dei dati acquisiti.

Ma tranquilli tutti: i reati sono prescritti e ora non resta che scavare per capire quanto veleno c’è nella terra e quanto si dovrà lavorare per bonificare. A pagare i cittadini.

Fonte:  Inchiostro scomodoIl Secolo XIXSpezia polis

Foto | Courtesy Spezia Polis

Piove carbone su La Spezia

A La Spezia piove carbone ma con la fuliggine arrivano anche gli imbarazzanti silenzi si chi dovrebbe fornire spiegazioni ai cittadiniimmagine3

Chi ha memoria ricorda il 1963, era l’anno in cui una sottile polvere nera iniziò a piovere dal cielo su La Spezia. E quelle stesse goccioline nere si sono ripresentate lo scorso 27 settembre. I cittadini allarmati hanno contattato le autorità competenti e il comitato SpeziaViaDalCarbone segnalando che:

a Melara Limone c’è una gran puzza con pioggia di polvere nera che si deposita sulle auto.

Le tracce di carbone sono apparse più evidenti il giorno dopo proprio sulle autovetture così come polvere di carbone è stata trovata sui vetri degli abbaini.

Come ricorda Speziapolis:

Già l’anno dopo, il 28 Giugno 1963 la popolazione di Melara, Limone, Pianazze, Termo San Venerio ricorre al Sindaco per denunciare il danno procurato alle piante, ai fiori, agli ortaggi, ai frutteti e alle colture in genere, dai residui di combustione. “La stessa biancheria ed in genere tutto ciò che viene esposto all’aperto, non viene risparmiato dalla nefasta azione dell’acido i cui pulviscoli sono visibilissimi in ogni parte in cui si posano.

Insomma dopo 50 anni la storia di ripete e i cittadini spiegano che non è la prima volta che accade questa singolare pioggia di carbone ma il punto è che questa sembra essere la prima volta in cui si sono notati proprio pezzettini di carbone e non più solo polvere. E’ intervenuto il Corpo Forestale dello Stato che ha effettuato rilievi e raccolto campioni e testimonianze dopo aver scattato foto e filmato la fuliggine.

Scrive il Comitato SpeziaViadalcarbone nel suo comunicato stampa:

Alla Spezia il tempo si è fermato: condannati per sempre dall’Amministrazione Federici a convivere con una caffettiera sbullonata e vetusta. E forse condannati ad ammalarci e morire per l’ignavia di chi continua a non voler vedere né provvedere. Il Comitato SpeziaViaDalCarbone, orgoglioso di essere diventato un riferimento per i cittadini che ringrazia per la fiducia, si chiede quale sia nella nostra città il ruolo degli amministratori e degli enti di controllo. Ringraziamo il Corpo Forestale dello Stato per la solerzia e il pronto intervento e auspichiamo al più presto l’azione della Procura della Spezia. Dopo le sistematiche dispersioni di polvere di carbone al pontile di scarico, al nastro e dai carbonili. Dopo il recente incendio e il pezzo di nastro volato in seguito al passaggio della tromba d’aria. Dopo la nuvola di cenere e le fumate nere del Natale 2011, a cui ci siamo in seguito abituati, ora siamo alla pioggia di fuliggine dalla ciminiera. La nostra caffettiera sbullonata ha nostalgia del passato, di quando si leggeva di “strane goccioline microscopiche che si posano in ogni dove: acido solforico, ma si esclude che si tratti di fatto pericoloso”. Erano gli anni ’60, la centrale appena costruita.immagine1

Fonte: ecoblog