Ambiente, salute e sicurezza: con l’ISDS la sovranità degli stati nelle mani delle multinazionali

Con il TTIP arriva il braccio legale dell’ISDS ovvero l’Investor-state dispute settlement, strumento del Diritto pubblico internazionale, che potrebbe causare parecchie grane anche all’Italia. Con il TTIP, l’accordo bilaterale Transatlantic Trade and Investment Partnership tra Usa e Ue(per ora tenuto in gran segreto) viene incluso anche lo strumento del ISDS o Investor-state dispute settlement, Strumento del diritto pubblico internazionale che consente agli investitori di tutelare attraverso un apposito tribunale ad hoc, i loro interessi nei paesi ospitanti. L’ISDS nasce dapprima come utile strumento per raggiungere accordi tra Stati, ma poi viene preso come mezzo di risoluzione delle controversie tra Stato e azienda con l’inconveniente che a gestire le questioni non sono i tribunali pubblici ma tribunali terzi, creati apposta per questo obiettivo. Il che si è trasformato in un sistema per esercitare pressione diretta sulle politiche dei governi in materia di ambiente, salute e sicurezza dei cittadini.SPAIN-EU-US-TRADE-TTIP-DEMO

Insomma, è un potete strumento legale, attualmente molto squilibrato (a favore di chi investe) messo in campo molto spesso per piegare i governi verso decisioni che non intralcino gli investimenti delle aziende che portano il denaro. Il che però porta a conseguenze che minano le regole stesse della democrazia (le decisioni politiche sono imposte dalle lobby e non richieste dai cittadini). Gli accordi con clausola ISDS sono già adottati in Europa e al momento ne sono stati firmati 1400 con un meccanismo attualmente sfuggito di mano.

Uno dei tanti esempi ce lo fornisce EuNews:

Un esempio clamoroso è quello della Philip Morris, che nel 2011 fece causa allo stato australiano, “colpevole” di aver lanciato una delle più innovative politiche contro il fumo. La nuova legge obbligava i produttori di sigarette a vendere esclusivamente confezioni generiche, ossia pacchetti di sigarette standardizzati senza il loro branding: niente marchio di produzione, logo né colori, solo una piccola scritta col nome della marca in un tetro colore marroncino in fondo al pacchetto, sotto alle spaventose foto di tumori alle quali siamo ormai abituati. Philip Morris Asia intentò una causa contro lo stato dell’Australia sostenendo che i requisiti imposti alle confezioni generiche costituivano un’espropriazione dei loro diritti di proprietà intellettuale. Ma non è tutto. Dato che all’epoca non c’era nessun accordo d’investimento tra gli Stati Uniti e l’Australia, gli investitori americani acquisirono il 100% delle quote di Philip Morris Asia tramite la propria società controllata a Hong Kong, per poter sfruttare la protezione legale nell’accordo d’investimento invece già esistente tra Australia e Hong Kong. L’acquisizione fu portata a termine dieci mesi dopo l’annuncio da parte del governo australiano di introdurre le confezioni generiche di sigarette.

Jean Claude Juncker presidente della Commissione europea vorrebbe abolire l’ISDS anche se poi accetta che si discuta in Europa del TTIP. A volere l’abolizione dell’ISDS anche la Germania che lo ha inventato circa 50 anni fa in occasione di un contratto con il Pakistan. Ma dopo aver deciso per la chiusura delle centrali nucleari nel 2011 si è ritrovata con la richiesta da parte diVattenfall società elettrica svedese di una compensazione di 4,7 miliardi di euro per aver cambiato gli accordi sul nucleare. Intanto la questione la segue Frans Timmermans primo vice presidente della Commissione europea, olandese e designato proprio da Juncker per seguire la delicata questione ISDS. L’Olanda è uno dei 14 Stati membri europei ha aver espresso il proprio dissenso contro il sistema negoziale ISDS. Infine, getta acqua sul fuoco il Financial Times che ricorda come, sebbene vi possano essere molte cose da migliorare nell’ISDS, questo resta comunque uno strumento valido e che potrebbe aiutare a portare la Cina all’interno del TTIP, il che per gli Usa rappresenterebbe un vero colpo da maestro. E d’altronde come si suol dire: se non puoi vincere il tuo nemico alleati con lui.

Fonte:  EuNewsFT

© Foto Getty Images

 

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WTO a Bali: al via la campagna tweet bombing in difesa della sovranità alimentare

Parte su twitter oggi dalle dalle 13 alle 15 il bombing per chiedere al governo italiano di accettare la proposta dell’India sulla sovranità alimentarewto1-620x350

E’ in corso in queste ore a Bali il tavolo negoziale della WTO sull’agricoltura. Il cibo che ogni giorno è sulle nostre tavole è oggetto di complessi accordi internazionali che vedono di volta in volta i governi più forti accaparrarsi derrate alimentari usate poi come commodities. In queste ore la posizione del G33 e dell’India va verso il sostegno ai piccoli produttori. Spiega Trade Game blog che ha lanciato l’iniziativa del tweet bombing in Italia:

Nello specifico, la richiesta di India e G33 va nella direzione di un ripensamento dell’Accordo agricolo, che mira a mettere nelle mani del mercato la produzione di cibo, per ridare possibilità ai Governi di sostenere le produzioni locali e di dare risposte ai tanti, produttori come consumatori, colpiti dalla crisi.

Ma l’Italia si oppone a questa proposta in chiave protezionistica: teme vi possa essere un invasione di riso dall’India a prezzi molto bassi. Proprio stamane CGIL e Fairwatch, con l’osservatorio italiano TRADE GAME hanno incontrato Carlo Calenda Viceministro del Ministero dello Sviluppo Economico per chiedere che il pacchetto Bali sia approvato tenendo conto delle istanze dei G33 e dell’India e per sostenere questa posizione si è pensato al tweet bombing da inviare dalle 13 alle 15 ora italiana con il testo:

A #Bali #WTO Italia sostenga la proposta #G33 per sovranità alimentare http://goo.gl/L9wWCg @amedeoteti @WTODGAZEVEDO #tradegame #EndWTO

Fonte:ecoblog.it