Terra dei Fuochi, scoperta discarica interrata: è la più grande d’Europa

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Nell’area ex Pozzi di Calvi Risorta (Caserta) gli uomini del Corpo Forestale dello Stato hanno rinvenuto quella che potrebbe essere la discarica abusiva interrata più grande d’Europa: secondo il comandante del Corpo forestale Sergio Costasi tratta di un sito che ha un’estensione (quella certa sino a questo momento) di circa 25 ettari e un volume di 2 milioni di metri cubi di rifiuti. Le indagini sono partite circa un anno fa, quando alcuni giornalisti pubblicarono notizie e reportage su un presunto sito abusivo di smaltimento rifiuti pericolosi: sono quattro le aree nelle quali le indagine del Corpo forestale dello Stato, con l’ausilio dei mezzi del Genio militare e coordinati dalla procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, si stanno concentrando e dove sono stati trovati interrati dei fusti di solvente. Anche questa mattina, scrivono le agenzie stampa, sarebbero stati rinvenuti fusti deteriorati e contenitori contenenti solventi, vernici e tracce di idrocarburi, plastica lavorata dalle industrie, buste con Pvc mentre il terreno presenta diverse colorazioni, in particolare rosse, azzurre e grigio. I rifiuti sono presenti a livello della superficie e arrivano ad una profondità di 8-9 metri.

“Il materiale è in fase di campionamento solo all’esito delle analisi si potrà valutare l’effettiva natura dei rifiuti e quindi la loro eventuale potenzialità dannosa”

si legge in una nota diffusa dalla procura.

Foto | Il Velino

Fonte: ecoblog.it

Disastro ambientale: sequestrata una conceria di Rapino

I responsabili dello stabilimento indagati per disastro ambientale e adulterazione delle acquepellami

Rapino, in Abruzzo, il Corpo Forestale dello Stato ha posto sotto sequestro lo stabilimento di una società specializzata nel trattamento di pellami che si trova attualmente in stato di liquidazione. L’iniziativa rende esecutivo un provvedimento emanato dal Gip di Chieti su richiesta della Procura. La conceria avrebbe causato un grave inquinamento della falda acquifera, sversando nell’ambiente circostante allo stabilimento sostanze chimiche altamente inquinanti e cancerogene, le quali sarebbero finite nel sottosuolo e nella rete fognaria senza avere subito alcun tipo di depurazione. L’indagine del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Comando  Provinciale di Chieti, coordinata dal sostituto procuratore Andrea Dell’Orso, è stata avviata in seguito alle denunce di alcuni residenti della zona preoccupati dall’evidente inquinamento dei pozzi. L’analisi delle acque dei pozzi ha rivelato l’avvelenamento della falda acquifera con sostanze cancerogene e pericolose per la salute pubblica come solventi e prodotti chimici che vengono abitualmente utilizzati nella lavorazione dei pellami. Il malcontento dei residenti non è scaturito soltanto dall’inquinamento delle falde acquifere: emissioni maleodoranti provenivano anche dagli scarichi delle abitazioni collegati a quelle della ditta. La richiesta di sequestro non è che l’atto culminante di una vicenda che si protrae da diversi anni e per la quale il Sindaco di Rapino si era visto costretto a vietare, con ordinanza, l’utilizzo dell’acqua attinta dai pozzi su tutto il territorio comunale.  Secondo le perquisizioni effettuate sul posto dal Corpo Forestale l’attività della conceria potrebbe essere proseguita anche successivamente alla messa in liquidazione della società. I reati dei quali i responsabili della conceria saranno chiamati a rispondere sono quello di adulterazione di acque disastro ambientale.

Fonte:  Prima da noi