Come cucinare con il Sole

 

– Detersivi ecologici

abbiamo mostrato come l’inquinamento delle acque prodotto da ognuno di noi e’ tutt’altro che irrilevante. Come visto, esistono però delle soluzioni facilmente percorribili e che possono dare un contributo non trascurabile alla salute dell’ambiente. Tra queste, sicuramente la produzione domestica di detersivi, di qualità e a basso costo, e’ senza dubbio la migliore. Sempre rimanendo in questo filone ambientale-ecosostenibile, vorrei raccontarvi anche un’altra notizia che ha attirato la mia curiosità. Come sappiamo bene, la vita sulla Terra e’ possibile grazie al Sole che, mediante i suoi raggi, crea un ambiente favorevole. Se ci pensiamo bene, la potenza termica trasmessa dalla nostra stella e che giunge fino a terra, viene sfruttata già in molti modi, primo tra tutti i panelli solari, di cui abbiamo parlato qui:

– Pannelli, pannelli e pannelli

Ora però, perché non utilizzare questa grande fonte di calore anche, ad esempio, per cucinare? In fondo, quando cuociamo i nostri cibi, molte volte, non facciamo altro che tenerli ad alta temperatura per un certo lasso di tempo. In realtà, quello che vi ho mostrato non e’ solo un pensiero, ma una realtà già consolidata per molte persone. Come e’ possibile cuocere con il Sole?

La potenza termica che arriva dalla nostra stella e’ abbastanza elevata e composta non solo dalla radiazione visibile ma con uno spettro ampio. Ora però, per poter cuocere i cibi e’ necessario andare ad una temperatura abbastanza alta e il sole da solo non basta. Se cosi’ non fosse, nessuno di noi potrebbe mai esporsi ai raggi solari perché verrebbe “cotto”. Qual e’ la soluzione? Così come avviene con i pannelli a concentrazione, di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente, e’ sufficiente convogliare i raggi solari in un punto per integrare una potenza maggiore. Questo e’ esattamente quello che fanno i “forni solari”. Questi dispositivi altro non sono che una parabola di materiale riflettente, spesso costituita da fogli di alluminio, che spingono i raggi in un’area molto ristretta in cui viene posizionato il cibo da cuocere.

Ecco la foto di uno di questi forni:forno_solare_autocostruito_ad_alta_efficienza

In alternativa a queste forme, potete realizzare con estrema facilità un Kyoto Box, realizzata partendo semplicemente da una scatola di cartone o di legno. In questo caso, il cibo viene posizionato all’interno della scatola in cui i raggi solari vengono concentrati sempre mediante materiale riflettente:

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                                                                     Forni solari del tipo Kyoto Box. Fonte: architetturasostenibile

Mentre nel primo caso, il cibo viene cotto direttamente dall’aumento di temperatura, nelle Kyoto Box, come vedete dall’immagine, il cibo e’ chiuso all’interno della scatola e viene cotto sfruttando l’effetto serra generato dai raggi solari. Scelto un modello o l’altro, come vedete questi forni possono essere facilmente realizzabili da chiunque. Il mio consiglio e’ di utilizzare strutture, ad esempio, in legno, foderate da fogli di alluminio per alimenti. Per controllare il potere focheggiante del forno, basta vedere quanto e’ esteso il raggio luminoso sul fondo del forno. Ovviamente, più e’ stretto il raggio, maggiore sarà la temperatura raggiunta dal forno perché maggiore e’ la concentrazione solare. Più che di temperatura e’ interessante parlare di cosa si puo’ cuocere con questi forni e quanto tempo ci vuole. In linea di principio sono poche le cose che non e’ possibile cuocere con questi forni. Nel caso favorevole di una giornata soleggiata, i tempi di cottura con questi sistemi sono paragonabili a quelli di un forno tradizionale. Proprio pensando al confronto, questi sistemi solari possono raggiungere senza problemi temperature anche di 220 gradi, ideali per cuocere praticamente tutto. Sulla rete, come non potrebbe essere cosi’, anche per la cottura solare e’ nata una vera e propria comunità di appassionati. Proprio perché si parla di cucina, sono già stati designati i cosiddetti chef solari, esperti di questa tipologia di cottura. Oltre ai tempi e ai consigli per preparare il cibo meglio compatibile con questa cottura, sulla rete trovate anche molte informazioni per costruire il vostro forno solare con una spesa irrisoria e con un’efficienza molto interessante. Lasciatemi concludere con una riflessione. Prima abbiamo parlato di detersivi fatti in casa, ora di cuocere il cibo sfruttando il Sole. Forse la crisi economica sta facendo rinascere uno spirito di iniziativa che, per troppo tempo, era rimasto sopito. Visti i vantaggi che ne derivano, sia economici che sociali, dal momento che le persone scambiano idee e ricette, forse non tutti i mali vengono per nuocere. Intanto l’ambiente ringrazia!

Di Matteo Martini

Fonte: http://psicosi2012.wordpress.com/2013/06/01/come-cucinare-con-il-sole/

Tratto: http://pianetablunews.wordpress.com/

USA, STATO DI NEW YORK: PRESTO SPAZIO SOLO AD ENERGIE VERDI

LO RIVELA UNO STUDIO DI DUE ATENEI AMERICANI

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Svolta in arrivo per lo Stato di New York: presto potrebbe essere interamente alimentato da energie rinnovabili. Lo rivela uno studio appena pubblicato dalle università di Stanford e Cornell, secondo cui si prevede che entro il 2030 il fabbisogno interno potrebbe essere soddisfatto da vento, sole e acqua. La ricerca suggerisce anche le riforme che il governo dovrà fare nei prossimi 17 anni per poter centrare questo obiettivo. Serviranno grandi investimenti in centrali eoliche soprattutto nell’area di Long Island e ancona pannelli solari sui tetti di ogni casa nella zona settentrionale dello Stato. “È fattibile”, ha detto il co-autore Robert Howarth, professore alla Cornell University di Ecologia e biologia ambientale. Per poi aggiungere: “Sembra che sia un sogno, ma a volte le persone sono troppo pessimistiche rispetto a quello che si può fare nel futuro”. Certo è che negli ultimi nove anni lo Stato di New York ha fatto grandi passi in avanti sull’energia verde grazie anche alla tassa di un dollaro a bolletta che ha fatto entrare nella casse del governo somme cospicue da reinvestire in fonti rinnovabili. L’obiettivo da centrare nel 2015 consiste nel riuscire a usare energia pulita per il 30% del fabbisogno. Grandi investimenti, ancora, sono stati fatti soprattutto in campo eolico: dal 2004 a oggi la produzione di energia attraverso il vento è passata da 48 megawatt a più di 1.600 all’anno. Ecco perché la ricerca sostiene che nel 2030 la maggior parte delle rinnovabili usate per il sostentamento di tutto il territorio saranno prodotte dall’eolico, grazie a 12.700 pale poste fuori dai confini dello Stato.

Fonte:animali e ambiente nel cuore

 

Con le piante dracaena e campanula portiamo la primavera in casa

Voglia di una Primavera che tarda a arrivare? iniziamo a portare in casa piante allegre e ricche di colori e per scacciare il grigiore dell’inverno e accogliere le giornate piene di sole che arriveranno.

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La Primavera tarda a arrivare ma per avere una casa accogliente e scaccia grigiore dell’inverno ecco che possiamo ricorrere alle piante come le colorate campanule o la dracaena. Entrambe sono facili da crescere e non necessitano di particolari cure. La dracacena deve il suo nome al fatto che da una delle specie la Dracaena Draco si estrae un colorante rosso sangue usato per ottenere la tonalità rosso drago e dracacena vuol dire proprio femmina di drago. La campanula, invece, a i fiori che ricordano delle campanelle e cresce con molta facilità. La campanula per crescere folta e rigogliosa va sistemata in un bel vaso. Il terriccio va sempre mantenuto umido e il fertilizzante va somministrato 2 volte al mese. In casa non va esposta al sole diretto ma necessita di una posizione luminosa e quando le temperature saranno più gradevoli allora potrà essere portata all’esterno, su balcone o terrazzo al sole o anche a mezz’ombra. Se ben accontentata la campanula regala fioriture continue e senza interruzioni. La campanula regala con i suoi fiori colorati allegria e aiuta a scacciare pensieri cupi e impulsi negativi dell’inverno. La dracaena anche favorisce il buon umore e necessita di molta luce che servirà a tenerla in buona salute e a conferire colorazione ai disegni fogliari. La dracaena avrà così foglie tutto l’anno cambiando varietà di colore e forma delle foglie.

Dracaena e campanula piante scaccia inverno

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Fonte: Le Piante donano gioia

 

Rosso di sera

“La natura, insomma, non è l’àncora che tiene ferma una barca ma il mare stesso: tentare di chiuderla nelle tranquille baie di rigorosi sistemi scientifici o morali è impossibile”.

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Anche se siamo abituati al ripetersi dei fenomeni naturali, al punto di averli tradotti nel linguaggio statico dei proverbi, non possiamo evitare di ammettere che il loro puntuale verificarsi non è certo. Le scoperte della fisica contemporanea hanno messo in crisi il nostro concetto di ‘natura’, e di ‘natura delle cose’. Per quanto ai nostri occhi non sembri, l’intelligenza dei fatti ci mostra complessità e casualità più interessanti e inquietanti della sicurezza che come esseri finiti cerchiamo di garantirci. La natura, insomma, non è l’àncora che tiene ferma una barca ma il mare stesso: tentare di chiuderla nelle tranquille baie di rigorosi sistemi scientifici o morali è impossibile. Non lo hanno capito alcuni politici e uomini di fede che fanno appello a una presunta ‘naturalità’ per negare a quel che vive di prendere strade nuove e con diritto. Dicono, questi difensori della specie, che non è ‘naturale’ il matrimonio tra omosessuali, e che una questione del genere non va risolta con le leggi dello Stato; che anzi questo Stato non possa lasciare alle persone la responsabilità della scelta migliore per se stesse, perché farlo significherebbe violare i criteri della natura, e l’abuso diventerebbe un abominio. Le leggi di uno Stato laico, però, dovrebbero consentire ai cittadini di sviluppare il movimento dei corpi e dello spirito non in base a una rigida concezione della civiltà opposta alla natura (per cui norme, vincoli e restrizioni servano a impedire lo sbranamento reciproco e l’arbitrio del potere) ma piuttosto riconoscendo che la natura degli uomini coincide con la loro fluida, sorprendente, terribile, gioiosa evoluzione, che ne è essenza e destino. E pure che le parole con cui la esprimono non sono definitive, per quanto tentino con sforzo e perizia di definire la realtà. Le parole sono piuttosto un territorio da inventare, allargare, abitare con i propri bisogni e bisogno di significato. Ciascun essere umano combatte per esse e insieme ad esse giorno dopo giorno; non lascia che un termine importante come ‘naturale’ passi nella conversazione senza che la sua pertinenza venga contestata e giocata contro chi chiede di veder riconosciuto nel proprio l’unico corretto vocabolario; oppone al tono assertivo e confortevole con cui si esprimono anche i proverbi l’ipotesi lieve e disarmante che una mattina -nonostante succeda al tramonto del sole infuocato- nevicherà.

Fonte:il cambiamento