Basilicata, Ford Coppola: “Il governo paghi i lucani per il petrolio”

Il regista americano scettico sulle estrazioni petrolifere picca il governo: “Il governo lasci i soldi ai lucani”.

US film director Francis Ford Coppola sits inside Palazzo Margherita before the wedding of his daughter Sofia with French rock singer Thomas Mars on August 27, 2011 in Bernalda. The wedding will take place in Palazzo Margherita, the 19th-century villa that Coppola's legendary filmmaker father Francis Ford Coppola restructured in the town, La Stampa daily reported without citing a source. Sophia Coppola was previously married to director Spike Jonze, whom she divorced in 2003, four years after their wedding. She and Mars, the lead singer in the French rock band Phoenix, have two children and live in Paris. AFP PHOTO / ANDREA BALDO (Photo credit should read ANDREA BALDO/AFP/Getty Images)

US film director Francis Ford Coppola waves to onlookers as he arrives at Palazzo Margherita before the wedding of his daughter Sofia with French rock singer Thomas Mars on August 27, 2011 in Bernalda. The wedding will take place in Palazzo Margherita, the 19th-century villa that Coppola's legendary filmmaker father Francis Ford Coppola restructured in the town, La Stampa daily reported without citing a source. Sophia Coppola was previously married to director Spike Jonze, whom she divorced in 2003, four years after their wedding. She and Mars, the lead singer in the French rock band Phoenix, have two children and live in Paris. AFP PHOTO / ANDREA BALDO (Photo credit should read ANDREA BALDO/AFP/Getty Images)

Il regista americano scettico sulle estrazioni petrolifere picca il governo: “Il governo lasci i soldi ai lucani”. Francis Ford Coppola, regista statunitense di capolavori come “Il Padrino” e“Apocalypse now” avente origini italiane (anzi meridionali ama precisare lo stesso regista), è in questi giorni in visita in Italia, una terra che ama riscoprire dai primi anni ’60. Nel corso del suo intervento alla rassegna milanese Expo in Città, un incontro promosso dalla Regione Basilicata, il grande regista ha regalato ai tantissimi presenti ricordi, aneddoti ed attestati di puro amore per la terra materana, così come riflessioni e ipotesi di sviluppo. Nel suo lungo intervento il regista non ha mancato, con grande onestà intellettuale, di riconoscere alcuni aspetti critici legati al territorio lucano (ed al carattere reticente della popolazione):

“Mi intristisce l’abuso del Sud: quando ho saputo che c’era stata una grande scoperta di petrolio in Basilicata ho pensato fosse una cosa buona per investire in educazione, sanità, occupazione. Ho scoperto però che dei guadagni del petrolio alla Basilicata resta poco: il governo deve lasciare quei soldi ai lucani perché investano in educazione e occupazione”

La famiglia Coppola, originaria di Bernalda (provincia di Matera), cittadina dove la figlia del regista, Sofia, si è sposata in un ritorno alle origini (dal sapore molto italo-americano), possiede in Basilicata terreni e proprietà importanti: da parte del grande regista infatti, oramai da anni, il territorio lucano ha grande pubblicità e visibilità ma non solo. Coppola in Basilicata investe molti denari, nell’ottica di riscoperta, tutela ed attrazione del territorio lucano al quale si sente fortemente di appartenere.  Il segretario di Radicali Lucani Maurizio Bolognetti, da sempre una voce autorevole fuori e sopra il coro delle polemiche petrolifere, ha colto con favore le parole del regista, aggiungendovi una puntualizzazione doverosa per le lunghe battaglie fatte sul campo nel corso degli anni:

“Caro Francis, c’è solo una cosa da chiedere al governo, che la smetta con la sua politica di saccheggio, tesa a fare della Basilicata l’hub petrolifero d’Italia. Petrolio in Lucania fa rima con inquinamento di tutte le matrici ambientali e questo è un problema che non possiamo risolvere con la concessione di qualche altra elemosina. Il governo ha già pagato il suo piatto di lenticchie e abbiamo “pagato” anche noi”

Una sorta di “oil for food” italiano, spiega Bolognetti, che tuttavia di ricchezza non ne ha portata granchè (checchè ne possa scrivere Federico Pirro sul Foglio): basta dare un’occhiata ai dati sull’emigrazione giovanile.

Fonte: ecoblog.it

Amianto, il Ministero dell’Ambiente stanzia 135 milioni di euro per le bonifiche

La cifra coprirà le bonifiche fino al 2017 dando la precedenza ai siti contaminati di Casale Monferrato, Bagnoli, Bari, Balangero, Biancavilla, Broni ed Emarese. È di 135 milioni di euro in tre anni l’entità dei fondi destinati alle Regioni interessate dallebonifiche dell’amianto. Attuando quanto previsto dalla legge di stabilità dello scorso 23 dicembre, il Ministero dell’ambiente ha deliberato un finanziamento che coprirà le bonifiche fino alla fine del 2017. Prioritari saranno i siti di Casale Monferrato e Napoli Bagnoli, poi toccherà alla Fibronit di Bari, a Balangero, in Piemonte, al sito di Biancavilla, in Sicilia, a Broni, nel Pavese, e a Emarese, vicino ad Aosta. Dopo i clamori suscitati dalla sentenza di Cassazione del processo Eternit, il premier Matteo Renzi aveva incontrato i famigliari e promesso di attivarsi per sbloccare i fondi per le opere di rimozione e bonifica dell’asbesto. Dei 135 milioni di euro, 75 verranno utilizzati per i siti di Casale e Bagnoli (25 all’anno) e 60 per le altre aree contaminate (con una media annua di 20 milioni di euro di interventi). La maggior parte delle risorse è destinata al Piemonte regione che oltre a Casale Monferrato deve gestire anche la “buca” dantesca della miniera di asbesto di Balangero. I fondi – secondo quanto dichiarato dall’assessore piemontese all’Ambiente, Alberto Valmaggia, verranno impiegati al di fuori del patto di stabilità. A Casale Monferrato i manufatti inseriti in procedure fallimentari movimenteranno un fabbisogno di 11 milioni di euro e il comune ha messo a punto un pacchetto di incentivi e convenzioni con banche e imprese finalizzate a incentivare le bonifiche. Per Bagnoli accanto ai 20 milioni del recente stanziamento ci saranno anche i 48 milioni a disposizione del custode giudiziario.154674418-586x389

Fonte: Sole 24 Ore

© Foto Getty Images

Sacchetti, i proventi delle multe alle Tesorerie Provinciali

Sanzioni per chi distribuisce o vende sacchetti di plastica usa e getta: salvo ulteriori precisazioni, i proventi delle multe applicate ai trasgressori del bando andranno alla Tesoreria Provinciale dello Stato, e l’autorità competente a valutare eventuali ricorsi è la Camera di Commercio380180

Sacchetti sanzioni, non saranno i Comuni ad incassare i proventi delle multe ai trasgressori del bando, ma le Tesorerie Provinciali dello Stato, le cui funzioni sono svolte dalla Banca d’Italia. Come ricordato, il testo della legge non prevede destinazioni d’uso specifiche per le somme incassate, che non sono quindi vincolate a nessun intervento di sostenibilità ambientale, come invece accade per gli introiti delle multe per divieto di sosta.
Vigili Urbani sono tenuti ad effettuare controlli d’ordinanza per accertare il rispetto della legge e le eventuali segnalazioni seguiranno l’iter tradizionale:ricevimento/verifica/controllo/accertamento infrazioni. Nel caso in cui i trasgressori multati decidessero di presentare ricorso, gli scritti difensivi verranno valutati dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura.

Fonte: ecodallecitta.it

La gentilezza gratuita non ha età

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La gentilezza non ha età: non è mai troppo tardi per fare un gesto disinteressato, come ha dimostrato una coppia non più giovanissima, residente a Grandville, cittadina del Michigan (USA). Un sabato pomeriggio, Riley e Hermi Combs (nella foto sotto) sono usciti di casa e si sono piazzati al centro di un incrocio molto trafficato della loro città ed hanno cominciato a fermare gli automobilisti di passaggio non per chiedere loro soldi, ma – al contrario – per regalarli. La simpatica coppia ha stazionato al semaforo tra Byron Center Avenue e la 44th Street ed ha elargito 100 banconote da 1 dollaro l’una a 100 automobilisti, dapprima sbalorditi e poi divertiti.Combs3-150x150

E i due coniugi hanno fatto tutto questo tenendo in mano un cartello con la scritta: “NO, NON sono un senzatetto e NON ho fame.Posso darti 1 dollaro?“. La nipote della coppia ha dichiarato alla stampa che i nonni avevano maturato l’idea del semaforo già da qualche settimana e che la nonna si è divertita da matti a metterla in pratica. Mentre Ami, la figlia di Riley e Hermi, ha spiegato che questa non era affatto la prima volta che i suoi genitori distribuivano regali o denaro a perfetti sconosciuti. “Hanno comprato anche biglietti dell’autobus che valevano un mese e li hanno distribuiti in modo del tutto causale”, ha detto Ami. “Sono molto attivi nella nostra comunità. Sono persone davvero fantastiche”.

Fonte: buonenotizie.it

Dopo 17 anni fa la cosa giusta e rimedia ai suoi errori

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per rimediare ai propri errori e lo dimostra la storia di un uomo tormentato dal senso di colpa per aver derubato la sua scuola quando aveva solo 12 anni: e così, dopo 17 anni, ha deciso di inviare alla scuola una lettera di scuse e una busta piena di soldi. E’ successo in California, a Nevada City, dove James Berardi – preside della Grizzly Hill Elementary School – si è visto recapitare una lettera scritta a mano, firmata e accompagnata da 300 dollari. Nella lettera, il mittente spiegava che 17 anni fa, quando frequentava la scuola ed aveva solo 12 anni, aveva rubato dei soldi che dovevano essere destinati ad una gita scolastica o alla festa di fine anno. “Ho fatto irruzione a scuola”, ha scritto l’autore della lettera, di cui non è stato reso noto il nome, “poco prima della fine dell’anno scolastico. Ho rubato il denaro di alcune classi (che lo avevano messo da parte per una gita o per la festa di fine anno) e, dall’ufficio del preside, ho rubato alcuni oggetti che erano stati confiscati. Ho rotto qualche serratura e i telai di alcune finestre. Non so esattamente quant’è costato riparare i danni, né quanti soldi avevo rubato. Secondo i miei calcoli, dovrebbero essere 300 dollari. Ho allegato alla lettera questa cifra per rimediare a ciò che ho fatto, per cercare di risarcire i danni e riparare ai miei errori”. La bella missiva, infine, si chiudeva con questa frase: “Se, a scuola, lavora ancora qualcuno che si ricorda di questo episodio e ritiene che 300 dollari non siano sufficienti a coprire i danni, non esitate a contattarmi”. Il preside Berardi ha subito contattato l’ex allievo per ringraziarlo del bellissimo gesto e per comunicargli che i soldi inviati erano più che sufficienti. Ed ha commentato, visibilmente commosso: “Mi auguro che questo gesto gli abbia dato la serenità che stava cercando. Forse l’ha fatto per liberarsi da un grosso peso o dal senso di colpa”. Secondo gli insegnanti della Grizzly Hill School la lettera vale molto più del denaro che conteneva, perché ha dato agli studenti un’importante lezione di vita. “Questa persona ha fatto una cosa sbagliata”, ha sottolineato Willow De Franco, “E forse si è sentita così male e così in colpa per aver fatto scelte sbagliate, che alla fine ha deciso di rimediare al suo errore”.

Fonte: buonenotizie.it

Torna l’ora solare: ma quanto abbiamo risparmiato spostando gli orologi?

Nella notte tra sabato 26 e domenica 27 ottobre gli orologi dovranno essere spostati un’ora indietro in virtù del consueto ritorno autunnale all’ora solare. Ma quanto abbiamo risparmiato, in termini di energia e soldi, nei mesi in cui è stata in vigore l’ora solare?376744

Nella notte tra sabato 26 e domenica 27 ottobre gli orologi dovranno essere spostati un’ora indietro. Come di consueto, infatti, è tempo di dire addio all’ora legale, che durante la primavera e l’estate ci ha permesso di godere maggiormente della luce diurna, risparmiando energia elettrica e gas. Il risparmio energetico, infatti, è la ragione per cui già nel lontano 1784 Benjamin Franklin propose (allora senza successo) di mandare avanti le lancette nei mesi d’estate. Nella bella stagione, infatti, il sole sorge molto presto, e senza il ricorso all’orario estivo, tanta “generosità luminosa” andrebbe sprecata. L’ora legale, invece, permette di ritardare apparentemente l’alba, permettendo di godere di un’ora di luce in più nelle ore serali. Con buona pace dei più mattinieri.

Ma a quanto ammonta il beneficio, in termini di elettricità risparmiata e soldi “salvati”? Secondo le stime di Terna, nel 2013 l’ora legale ha permesso un risparmio complessivo dei consumi di energia elettrica pari a 543,8 milioni di kilowattora. In termini di spesa, considerando che un kilowattora costa in media al cliente finale circa 16,6 centesimi di euro al netto delle imposte, l’Italia ha evitato di spendere complessivamente circa 102 milioni di euro. Una cifra che cresce in modo significativo sul lungo periodo: tra il 2004 e il 2012, il risparmio complessivo per l’Italia è stato di quasi 6 miliardi di kilowattora, pari a circa 900 milioni di euro. In Italia l’ora legale è stata introdotta per la prima volta nel 1916, per poi essere archiviata nel 1920. Il “doppio orario” tornò in vigore soltanto tra il 1940 e il 1948, pur se in maniera discontinua a causa della Seconda guerra mondiale. Una legge del 1965, infine, l’ha reintrodotta definitivamente a partire dall’anno successivo, in linea con gli altri Paesi dell’Unione Europea. Inizialmente, l’ora legale durava quattro mesi, dalla fine di maggio alla fine di settembre, ma prima nel 1981 e poi nel 1996 la sua durata è stata allungata, così come nel resto d’Europa, fino ai 7 mesi attuali (dall’ultima domenica di marzo all’ultima di ottobre).

Fonte: eco dalle città

Energia e trasporti: come risparmiare 50 miliardi di dollari in 40 anni…

I trasporti sono la causa del 20% del consumo globale di energia e il 40% di questa fetta è dovuta al solo traffico cittadino: nell’ultimo rapporto dell’International Energy Agency, l’analisi di trenta città particolarmente efficienti da cui prendere esempio: nessuna è italiana.375640

Oltre a diminuire le emissioni di CO2 e aumentare la qualità della vita e la salute, un miglior sistema di trasporti urbani può far risparmiare al mondo 50mila miliardi di dollari da qui al 2050. Lo afferma un rapporto dell’International Energy Agency, che cita tra gli esempi virtuosi 30 città del mondo di cui però nessuna italiana. (L’elenco delle città a fondo pagina). “Con la popolazione delle città che crescerà del 70% entro il 2050 e il consumo di energia dovuto ai soli trasporti metropolitani che raddoppierà entro quella data – avverte Maria van der Hoeven, direttore dell’Iea, nella prefazione al rapporto – c’è bisogno di soluzioni intelligenti, sicure e ad alta capacità, anche per mitigare i numerosi effetti negativi su clima, salute ed economia”. I trasporti sono la causa del 20% del consumo globale di energia, avverte il documento, e il 40% di questa fetta è dovuta al solo traffico cittadino. Secondo il rapporto bisogna agire secondo le tre direttive: evitare, spostare e migliorare. Servono cioè politiche per diminuire la necessità di spostamenti nelle città, per spostare il maggior numero di viaggiatori possibile sui mezzi pubblici e migliorare l’efficienza dei veicoli. “Rimodernando il proprio sistema di trasporto sui rotaia – affermano ad esempio gli esperti dell’Iea – la città di Belgrado ha triplicato il numero di passeggeri dei mezzi pubblici, mentre New York ha tagliato 11 minuti nel tempo medio passato nel traffico dai cittadini introducendo gli autobus express”.

L’elenco delle città case-studies

Buenos Aires, Argentina
Belgrado, Serbia
Delhi, India
Eindhoven, Olanda
Guangzhou, Cina
Hong Kong, China
Istambul, Turchia
Kayseri, Turchia
Lagos, Nigeria
Lisbona, Portogallo
Manila, Filippine
Mexico City, Messico
Mosca, Russia
Montevideo, Uruguay
Nashville, USA
New South Wales, Australia
New York City, USA
Parigi, Francia
Rio de Janeiro, Brasile
Shanghai, Cina
San Francisco, USA
Seul, Korea
Singapore, Singapore
Stoccolma, Svezia
Santa Monica, USA
Terrassa, Spagna
Varsavia, Polonia
Vienna, Austria

Fonte: eco dalle città

Consumi elettrici: dal WWF la guida agli elettrodomestici più efficienti

Tutti gli elettrodomestici ci semplificano la vita, solo alcuni però ci fanno risparmiare energia e soldi. Anche scegliere un elettrodomestico efficiente aiuta a ‘riprendersi l’energia’ e per questo il WWF consiglia il sito TopTen per scegliere apparecchi meno energivori, conoscere le novità e seguire gli eco-consigli.elettrodomestici12

Tutti gli elettrodomestici ci semplificano la vita. Solo alcuni ci fanno anche risparmiare energia e soldi. Per aiutare i consumatori a orientarsi tra le migliaia di articoli presenti sul mercato e tra vecchie e nuove etichette energetiche e scegliere i prodotti più efficienti, il WWF dà le “istruzioni per l’uso” sul sito Topten. Consultata nel mondo da 3 milioni e mezzo di persone, la guida assume ancora più rilevanza in un Paese come l’Italia  in cui si continua a pagare la bolletta energetica il 18% in più dell’Europa. “Ci tieni al futuro? Riprenditi l’energia!”, recita lo slogan della campagna globale WWF, e riprendersi l’energia vuol dire prima di tutto saper scegliere. Top Ten è una guida-online gratuita per l’acquisto “efficiente” promossa dal WWF sui migliori apparecchi elettrici esistenti in commercio rivolta ai cittadini e realizzato grazie al programma Intelligent Energy for Europe della Commissione Europea. Con un semplice click gli utenti possono individuare i 10 “migliori” in ben 11 categorie e 50 sottocategorie di prodotto: dai frigoriferi alle stampanti per ufficio, dalle lampadine alle lavastoviglie che a parità di qualità e prestazioni consumano meno energia, hanno un minore impatto sull’ambiente e pesano meno sulle nostre bollette. Naturalmente acquistare un elettrodomestico efficiente è un buon punto di partenza, ma non è sufficiente se non si fa attenzione ai piccoli gesti quotidiani. Per non cadere nella trappola della “coscienza energetica pulita”, fare attenzione solo all’etichetta non basta. Da alcuni studi, infatti, emerge che chi possiede un elettrodomestico di classe A+++, tenderà ad utilizzarlo di più in quanto la sua coscienza “ecologica” si sente a posto e tende anche ad accumulare elettrodomestici efficienti spesso superflui. Migliorare i propri comportamenti nell’uso quotidiano consentirebbe di riguadagnare dal 10 al 30% di consumo energetico.risparmio__energetico3

Dall’estate 2009 ad oggi, nel settore dell’illuminazione, la tecnologia LED sta prendendo il sopravvento e Topten elenca 31 modelli di lampadine e 21 modelli di faretti LED, con lampadine della durata media di circa 27000 ore. Il consumo elettrico medio dei televisori selezionati da Topten si è più che dimezzato (passando da 94.87 W a 41,87 W), quello dei monitor è diminuito di un quarto (da 20.75 W a 13,4). Ed il risparmio di energia e CO2 comporta vantaggi anche in bolletta. Un frigo piccolo in classe A+++ consuma 132 kWh/anno, uno in classe A 365, con un risparmio in bolletta di 630 euro in 15 anni. Un congelatore medio-grande in classe A++ consuma 181 kWh/anno, uno in classe A 440, con risparmio in bolletta di 700 euro in 15 anni. Mentre una lavatrice da 5 Kg in classe A+++ consuma 128 kWh/anno e 7990 l/anno d’acqua, una in classe A 250 kWh/anno e 12760 l/anno, con risparmio di 269 euro in 15 anni. Top Ten è una guida online continuamente aggiornata che permette di combattere sia gli sprechi in bolletta che i cambiamenti climatici riducendo le emissioni “casalinghe” di gas serra derivanti dal consumo di prodotti energivori. In questa guida vengono indicate, per ciascuna categoria di prodotto, le funzioni principali, il costo, la marca, ma soprattutto la classe di efficienza energetica, i consumi di energia, quanto ci costeranno in bolletta nell’intero ciclo di vita del prodotto, e altri parametri ambientali come il consumo di acqua o la rumorosità.

Bonus elettrico

Si decidono proprio in questi giorni gli eco bonus per lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie in classe A+ o migliore e anche in questo caso Topten si rivela utilissimo: in attesa della conferma della nuova regolamentazione, Topten elenca elettrodomestici che rispondono alle caratteristiche previste dal decreto. Scegliendo un apparecchio Topten si potrà allegerire oltre che la bolletta, anche la dichiarazione dei redditi. “Certo, vorremmo che i criteri adottati dalla direttiva europea Ecodisign e le classi più efficienti diventassero la nuova normalità – ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia – e il sospetto che dietro la definizione di ‘eco’ spesso si nascondano regalie a pioggia o sostegni a settori in crisi è forte. Leggeremo attentamente il decreto così come uscirà dai lavori parlamentari, comunque invitiamo i consumatori a diventare parte attiva, escludendo comunque dagli acquisti le ‘patacche’ inefficienti che pagano poi, e salato, in consumi elettrici, bonus o non bonus”.

Riprenditi l’energia

In questi mesi il WWF sta promuovendo la Campagna globale “Ci tieni al futuro? Riprenditi l’energia! (Seize Your Power) rivolta ai cittadini per chiedere alle istituzioni finanziarie e ai governi del mondo di agire immediatamente investendo nell’energia rinnovabile e nell’efficienza energetica. Sul sito è stata appena lanciata anche la petizione globale per chiedere di finanziare il futuro delle rinnovabili e non il passato delle energie fossili.

Fonte: il cambiamento

Occhio allo Spreco
€ 8.9

Soldi in cambio di rifiuti, a Orbassano il centro che unisce riciclo e filiera corta

In un comune dell’hinterland torinese, un centro di riciclaggio accredita denaro da spendere nei negozi locali a chi differenzia i propri rifiutiRealacci-promette-Commissione-dinchiesta-sui-rifiuti-586x330

Da due anni allo Spazio Ecologico di Orbassano, in provincia di Torino si acquistano rifiuti. Proprio così: soldi in cambio di immondizia. Il progetto di moral dissuasion nasce da un’intuizione di Antonio Fischetto, titolare di Ri-Ambientando: incentivare il riciclo e valorizzare gli esercizi commerciali locali. Il pagamento, infatti, è contingentato a una spesa da effettuare nei negozi convenzionati di Orbassano e dintorni. Carta, alluminio, cartone, plastica e ferro non finiscono più nei centri di stoccaggio della zona, ma da problema si trasformano in risorsa. Il guadagno? Una famiglia particolarmente attiva può risparmiare sino a 180-200 euro l’anno. Il Comune di Orbassano ha collaborato fornendo i locali di raccolta carta, mentre nel progetto sono coinvolti alcuni imprenditori e, in misura maggioritaria, il Conai, Consorzio Nazionale Imballaggi. Il funzionamento della Ecologiccard che consente gli acquisti è semplice: ogni chilogrammo di rifiuti differenziati vale un tot di centesimi: 15 per l’allumini, 11 per la plastica, 3 per il ferro e il cartone, 1 per la carta. Dopo la pesatura il credito viene caricato sulla card che si può utilizzare in 70 negozi di alimentari e abbigliamento di Orbassano. Nel centro ecologico (aperto martedì dalle 12 alle 18, giovedì dalle 9 alle 13 e sabato sempre dalle 9 alle 13) possono recarsi soltanto i residenti di Orbassano. L’ideatore e gestore del centro, Antonio Fischetto, resta disponibile per eventuali proposte di aperture di Spazi Ecologici in franchising. Per avere informazioni è possibile scrivere a info@ri-ambientando.com, consultare il sito Ri-Ambientando oppure contattare il numero verde 800.146629.

Fonte: Ri-Ambientando

 

ZTL Torino, 24 milioni di euro l’anno dalle multe. La stessa cifra che portano in cassa i ticket di Area C

Dopo la notizia delle quattro telecamere fuori uso nella Ztl di Torino, e dei mancati introiti – sulla cui entità non c’è ancora certezza – una riflessione sugli incassi: la Ztl di Torino fa guadagnare 24 milioni di euro all’anno in multe: i ticket di Area C a Milano 25 milioni. (A cui si sommano i 50 milioni di multe)…374611

 

Che 5T, la società che gestisce il monitoraggio del traffico a Torino, non navigasse in buone acque non è una novità: che per questa ragione 4 telecamere della ztl fuori uso abbiano causato una perdita di 14 milioni di euro, come suggerito da alcune testate e riportato da altre, lascia basiti: ma è proprio così? Facciamo un passo indietro: nel 2011 il Comune di Torino aveva accertato sanzioni per 87,39 milioni di euro complessivi (ingressi illeciti in ZTL, sosta vietata, eccesso di velocità, etc…); nel 2012 la cifra è scesa a73,15 milioni. Tutta colpa delle quattro telecamere guaste (4 su 37)? Difficile, anche perché il calo delle multe è stato registrato anche per autovelox e sosta. Secondo l’ufficio stampa del Comune la perdita dovuta alle telecamere guaste ammonterebbe al massimo a qualche decina di migliaia di euro. Tra la stima dell’ufficio stampa e i 14 milioni dell’accusa, i numeri sembrerebbero suggerire una terza via. E’ vero che i varchi non sono tutti uguali, ma facendo “il conto del pollo”, 4 varchi non funzionanti su 37 significa perdere circa l’11% degli incassi, quindi almeno 2,6 milioni di euro). Qualunque sia l’entità della cifra – e fatto salvo che in tempi di conti in rosso qualunque cifra persa è importante – proviamo a riflettere sul totale degli incassi delle multe che porta in cassa la Ztl: 23.384.000 euro nel 2012. Praticamente la stessa cifra che i ticket di Area C hanno fatto guadagnare al Comune di Milano (25 milioni di euro nello stesso anno). Le multe di una ztl possono far guadagnare tanto come una congestion charge? Evidentemente sì, e anche di più: ai 25 milioni di euro degli ingressi regolari in Area C infatti bisogna sommarne altri 50 milioni, guadagnati grazie alle multe comminate agli evasori. Insomma, in entrambi i casi si guadagna con le multe.
Fonte. Eco dalle città