Il solare del futuro si ispira agli antichi egizi

Per realizzare le celle solari del futuro ci si può ispirare alla piramide di Cheope in Egitto, che ha molto da insegnarci: lo sostengono i ricercatori russi della Itmo University di San Pietroburgo e del Laser Zentrum di Hannover in Germania.9897-10686

Le celle solari del futuro potranno ispirarsi alla Piramide di Cheope, a Giza, che è stata studiata con i metodi della fisica attuale. Dalle ricerche è emerso che riesce a concentrare l’energia elettromagnetica, e precisamente le onde radio, sia nelle camere interne sia nella base. Si potrebbero così progettare nanoparticelle ispirate alla struttura di questo edificio che siano in grado di riprodurre un effetto analogo nel campo dell’ottica, da utilizzare per ottenere celle solari più efficienti. Lo indica la ricerca pubblicata sul Journal of Applied Physics e condotta dai fisici della Itmo University a San Pietroburgo e del tedesco Laser Zentrum di Hannover. Per Tullio Scopigno, fisico dell’Università Sapienza di Roma, l’applicazione prospettata dai ricercatori è interessante “ma questo studio va preso con cautela, in quanto basato su modelli matematici non ancora supportati da evidenze sperimentali”. I ricercatori hanno condotto lo studio perché interessati alla struttura della della tomba del faraone Cheope dal punto di vista fisico. In particolare hanno voluto vedere come le onde radio si distribuiscono nella sua complessa struttura. Per farlo hanno ipotizzato che non ci siano cavità sconosciute e che il materiale calcareo da costruzione sia uniformemente distribuito. Sulla base di queste ipotesi è stata messa a punto una simulazione matematica e si è visto che la Grande Piramide può concentrare le onde radio nelle sue camere interne e sotto la base, un po’ come una parabola.

Questo avviene, rileva Scopigno, perché “la lunghezza d’onda delle onde radio, compresa 200 e 600 metri, è in un certo rapporto rispetto alle dimensioni della piramide”. Ciò significa che per avere lo stesso effetto con altri tipi di radiazioni che hanno lunghezze d’onda diverse, come la luce, sono necessarie strutture di dimensioni diverse, precisamente occorrono dispositivi in miniatura. Ecco perché i ricercatori prevedono di progettare nanoparticelle, ossia delle dimensioni di qualche milionesimo di millimetro, e a forma di piramide,  in grado di riprodurre effetti simili nel campo ottico, da usare nelle celle solari.

Fonte: ilcambiamento.it

 

Annunci

Francia, inaugurato il primo chilometro di autostrada solare

strada-solare-630423978

Lo scorso 22 dicembre in Francia è stato inaugurato il primo tratto di autostrada a energia solare, un chilometro di provinciale all’interno del Comune di Tourouvre-au-Perche, in Normandia, progettato in pannelli solari fotovoltaici sui quali transiteranno i veicoli.  A realizzare il progetto e l’opera sono stati l’impresa Colas (del gruppo Bouygues) e l’Istituto nazionale per l’energia solare francese, che hanno messo in piedi una partnership con l’università della Savoia: la strada è composta da 2.800 metri quadrati di pannelli fotovoltaici al suolo, sotto forma di “piastrelle” e rivestite con una speciale resina che consente loro di sopportare anche il peso dei Tir più grandi, garantendo al contempo la stessa aderenza dell’asfalto. L’energia elettrica prodotta dai pannelli sarà immessa nella rete elettrica locale: il chilometro di strada fotovoltaica permetterà di erogare illuminazione pubblica per una cittadina di circa 5.000 abitanti. Il costo non è per nulla contenuto, 5 milioni di euro finanziati dal governo parigino per appena un chilometro di strada, e i benefici sarà possibile calcolarli sul medio e lungo periodo solo tra qualche tempo. Resta tuttavia un’esperimento molto interessante: il test in Normandia durerà un paio d’anni durante i quali i tecnici francesi stimano che il tratto verrà percorso da circa duemila veicoli al giorno e che l’energia prodotta in un anno supererà i 280 megawattora. L’energia prodotta potrà anche essere utilizzata per le colonnine di ricarica delle auto elettriche, un mercato sempre più in espansione anche in Francia. Se tutto andrà bene e se i risultati del test saranno soddisfacenti il governo francese ha già annunciato la visione futura: Ségolène Royal, ministro dell’ecologia e dell’energia, ha infatti dichiarato nel febbraio scorso che l’intenzione è quella di implementare oltre 1.000 km di strade con pannelli solari fotovoltaici entro i prossimi cinque anni. Forse saranno di più ma certamente il futuro è già qui.

Fonte: ecoblog.it

Il petrolio low cost non sarà letale per solare ed eolico

Secondo Adam Sieminski, direttore dell’Energy Information Administration, l’abbassamento del costo del greggio non sta danneggiando la filiera delle rinnovabili, come molti sostengono. Il petrolio low cost, frutto del mercato nero creato dallo Stato Islamico, sarebbe sul punto di fare piazza pulita delle energie rinnovabili, questo è ciò che sostengono numerosi analisti, ma Adam Sieminski, direttore dell’Energy Information Administration, ha dichiarato durante un incontro svoltosi al Christian Science Monitor che il petrolio non è in diretta concorrenza con le fonti rinnovabili per quanto riguarda la produzione di energia elettrica. Ieri, a Londra, il greggio ha raggiunto il prezzo di 49,04 dollari al barile e una cifra del genere non può non seminare il panico e danneggiare, almeno temporaneamente, un mercato che, per forza di cose, è complementare a quello di risorse fossili e finite. Secondo il capo analista dell’energia del Governo statunitense insomma non c’è da temere perché il Governo Usa sta continuando a sostenere attraverso incentivi fiscali e programmi di energia statali che prevedono una determinata quota di percentuale di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili. Nel 2014 l’energia solare è raddoppiata grazie al calo del prezzo dei pannelli solari e agli incentivi, ma complessivamente (ed escludendo l’energia idroelettrica) la produzione da fonti rinnovabili rappresenta il 6% del totale. La produzione dell’energia elettrica negli usa viene prevalentemente da carbone e gas naturale e secondo Sieminski anche con il greggio al minimo storico non ci saranno conseguenze su solare ed eolico. A essere danneggiate potrebbero essere soprattutto le autovetture elettriche e ibride. Le grandi autovetture stanno tornando a essere popolari fra i consumatori statunitensi, anche se fra le giovani generazioni c’è una certa resistenza a questo tipo di autovetture di grande cilindrata. A sostegno di un minore consumo di benzina ci sono anche le politiche di sostegno alle vetture elettriche e al car pooling, iniziative che in Italia – dove si aumenta l’Iva sul pellet e si tolgono gli incentivi al fotovoltaico – sono fantapolitica.158201369-586x380

Fonte:  The Guardian

© Foto Getty Images

Solare, agli italiani piace sempre di più e l’80 per cento chiede più incentivi

E’ stato presentato il XII Rapporto “Gli italiani e il solare” in cui emerge che per l’80 per cento dei cittadini lo gradisce. Per il terzo anno consecutivo il Rapporto Gli italiani e il solare, giunto alla sua dodicesima edizione e realizzato dall’Osservatorio sul Solare della Fondazione UniVerde con la collaborazione di IPR Marketing, conferma il trend positivo degli ultimi tre anni che non è mai sceso sotto l’80 per cento, del gradimento per questa forma di energia rinnovabile. Anzi, per il 92 per cento degli italiani è proprio l’energia solare a essere amica dell’ambiente tanto che il 70 per cento degli intervistati ha preso seriamente in considerazione la possibilità di usufruirne. Grande apertura anche verso le altre fonti di energia rinnovabile che convincono il 51 per cento degli italiani per quanto riguarda l’eolico,il 38 per cento per l’idroelettrico (+6% rispetto alle rilevazioni del maggio scorso); il 19 per cento apprezza il geotermico mentre interessa al 17 per cento le biomasse. Una preferenza, dunque, che va nella strada opposta appena dettata dal governo con lo Sblocca Italia e che si fonda sulle trivellazioni nei mari della penisola.

Spiega così le percentuali Alfonso Pecoraro Scanio presidente di UniVerde:

Più dell’80% dei cittadini chiede incentivi per le rinnovabili. Se non è possibile predisporre un sistema di incentivazione economica sarebbe almeno opportuno semplificarne la burocrazia. Nonostante il Governo abbia addirittura previsto tasse sull’autoconsumo, l’Italia è tuttavia ancora il secondo produttore al mondo di energia dal sole. Dobbiamo però intervenire con lungimiranza se vogliamo rilanciare un settore economico che a partire dal 2007 ha dato lavoro a decine di migliaia di persone. È necessario diffondere le smart grids perché le rinnovabili hanno stabilizzato le reti, ridotto le dispersioni e permesso al nostro Paese di risparmiare sulla bolletta energetica. Oggi 550 mila italiani tra famiglie, enti e istituzioni beneficiano e producono energia dal sole.italiani-e-solare-620x350

Secondo il sondaggio a contrarsi maggiormente è il favore verso il nucleare sceso al 4 per cento e restano basse anche le preferenze per carbone, al 2 per cento, petrolio al 3 per cento e metano al 10 per cento. Veniamo poi a un nuovo dato che risulta particolarmente interessante e emerso a seguito del focus proposto quest’anno: Accumulo di energia e riciclo dei componenti di sistema. In pratica appena l’8 per cento degli intervistati conosce le smart grid, ovvero le reti intelligenti sostenute proprio nell’Unione Europea e con cui ogni cittadino potrà produrre o ricevere energia. Alessandro Fiocco A.d. Terna Plus e Terna Storage ha commentato:

Terna ha già fatto e continua a fare la sua parte per ammodernare e realizzare la rete elettrica in favore del pieno sfruttamento delle energie rinnovabili. La società in questi anni si è fortemente impegnata investendo già 1,3 miliardi di euro in opere concrete e previsto ulteriori 2,5 mld di euro fino al 2016 per far sì che la rete si evolva in sincronia con il nuovo sistema. Sta inoltre sperimentando sistemi di accumulo di energia localizzati nel sud Italia, dove le Fer stanno diventando la principale fonte di copertura del fabbisogno.

Infine, un dato interessante riguarda la consapevolezza del riciclo dei pannelli solari giunti a fine ciclo di vita, che risulta essere un passaggio importante per il 65 per cento dei cittadini ma che va anche sostenuto con incentivi statali. E infatti alla presentazione era presente il Cobat, Consorzio per la raccolta e riciclo di pile e accumulatori che metterà a disposizione il suo know-how fatto di 25 anni di esperienza per collaborare a nuovi sistemi di stoccaggio dell’energia prodotta.

Foto | Fondazione UniVerde@facebook

Fonte: ecoblog.it

CLIMATIZZAZIONE DOMESTICA: SEMPRE PIU’ RINNOVABILI E MENO GAS

Le rinnovabili guadagnano terreno nel riscaldamento domestico, a scapito del gas che registra una decisa contrazione dei consumi anche per la diffusione di apparecchi più efficienti. Le prospettive per il futuro sono buone in particolare per le pompe di calore , ancora relativamente poco diffuse. Ma se l’Italia è già molto vicina a raggiungere i suoi obiettivi in materia di efficienza energetica e rinnovabili termiche non è tanto per lo switching da fossili a rinnovabili nel riscaldamento, quanto grazie alla revisione delle statistiche, che fino ad ora hanno drasticamente sottostimato il contributo del riscaldamento a biomassa. Sono questi alcuni degli highlights emersi dal convegno tenuto il 5 giugno a Roma alla sede del GSE, nel quale Ref-e ha illustrato la seconda edizione della sua indagine sulla climatizzazione nel settore domestico. Un lavoro molto interessante e prezioso anche perché – come hanno riconosciuto anche i rappresentati di GSE ed ENEA presenti all’incontro – c’è ancora una grande carenza di dati su questa parte importante del mondo dell’energia: l’indagine di Ref-e, condotta con interviste su un campione di installatori riguardo alla loro attività (nel 2012 per questa seconda edizione) è praticamente il primo lavoro a fornire un quadro dettagliato.
Il mercato che è emerso dalla presentazione del report ha risentito pesantemente della crisi: circa 2,5 milioni di apparecchi installati nel 2012 contro i 3,2 milioni di quattro anni prima. In questo contesto rinnovabili termiche e tecnologie più efficienti come le caldaie a condensazione vanno meglio rispetto alle tecnologie convenzionali, specie nei nuovi edifici, che pesano per circa il 10% del mercato (vedi grafico sotto, si ingrandisce cliccando; da notare che le pompe di calore aria-aria sono per il 60% apparecchi per il solo raffrescamento).

pompa2

Gli impianti a gas, come si vede, continuano ad avere la fetta più grande della torta del nuovo installato, ma sono in calo rispetto all’edizione precedente del report, riferita a dati 2011 (tengono solo nel segmento degli impianti centralizzati). Andando a vedere anche le sostituzioni (grafico sotto) il panorama risulta ancora più favorevole alle fonti rinnovabili: la loro diffusione si conferma significativa, mentre per gli impianti a gas convenzionali (e ancor più per gasolio e GPL) il saldo tra apparecchi installati e sostituiti è fortemente negativo, a vantaggio della tecnologia a condensazione e, sempre più, di pompe di calore , biomasse e solare termico . pompa

Le tecnologie a rinnovabili svolgono prevalentemente un ruolo di parziale copertura dei consumi, anche se per biomasse e pompe di calore , specie nelle aree dal clima più mite, questi impianti forniscono spesso il 100% della copertura del fabbisogno termico. A livello nazionale circa il 30% delle PdC installate nel 2012 e circa il 25% degli impianti a biomasse non sono affiancati da altre tecnologie. La presenza della rete gas, che come sappiamo lascia scoperte vaste aree della penisola, come influenza le scelte sul riscaldamento? In assenza di reti, rileva l’indagine, a crescere è soprattutto la quota di gasolio e gpl, mentre quella delle rinnovabili non è più alta rispetto alle aree servite dalla rete gas: biomasse, PdC e solare , dunque, competono nello stesso segmento di mercato della fonte principale.Immagine

A differenza di quanto osservato per l’autonomo, le tecnologie che usano il gas naturale non perdono mercato nel segmento degli edifici con riscaldamento centralizzato, dove la penetrazione delle caldaie a condensazione è ancora più forte che nel segmento autonomo; è abbastanza significativo il processo di sostituzione tra apparecchi a gas naturale e apparecchi a gasolio.  Come si aspettano che vadano le cose nel prossimo futuro gli installatori intervistati da Ref-e? Le attese sono decisamente negative per gli impianti a gasolio, GPL e caldaie a gas tradizionali. Le tecnologie più promettenti secondo gli intervistati sono le pompe di calore , ma le indicazioni mostrano una crescita rilevante anche per le caldaie a condensazione a gas e per le altre tecnologie che impiegano rinnovabili.

 

Fonte: qualenergia.it

La mini-casa solare nei boschi della British Columbia

Pensata per tutti coloro che vogliono ‘evadere’ dalla frenetica quotidianità metropolitana per ritrovare il contatto con la natura e il piacere di un’esistenza semplice e rigenerante, gli architetti dello studio Olson Kundig hanno realizzato l’idea abitativa perfetta per questo genere di esigenza: una mini-casa solare in stile orientale immersa nei boschi della British Columbia.cabina-400x250

Più che di una vera e propria abitazione, si tratta di una cabina semplice, discreta e accogliente, perfetta per trascorrere qualche giorno nella quiete della foresta. Lo stile minimalista ed essenziale con cui è stato realizzato il progetto è abbinato alle tecniche costruttive più all’avanguardia del green building moderno. La camera da letto è realizzata con pannelli in legno altamente isolanti, mentre l’involucro esterno è fatto di calcestruzzo e acciaio, materiali che assicurano la perfetta tenuta della struttura in caso di tempeste o incendi. L’aspetto moderno e al contempo ‘rustico’ della cabina si inserisce in maniera armonica e discreta nell’ambiente circostante, ovvero i boschi della costa antistante le isole di San Juan. All’interno c’è lo spazio sufficiente ad accogliere un letto matrimoniale, una stufa, un piccolo angolo cottura e i servizi igienici mentre la doccia è ubicata al’esterno della cabina, sotto uno dei porticati. L’illuminazione è affidata in gran parte alla luce naturale che filtra dalle grandi vetrate esterne presenti su ogni lato della casa. Il sole è anche la principale fonte energetica per il riscaldamento dell’acqua e dell’ambiente abitabile. Non vi sembra un meraviglioso sogno ad occhi aperti?

Ma ora godiamoci anche una fotogallery di questo piccolo rifugio:gulf-islands-cabin-olson-kundig-architects-3

gulf-islands-cabin-olson-kundig-architects-6

gulf-islands-cabin-olson-kundig-architects-5

gulf-islands-cabin-olson-kundig-architects-4

gulf-islands-cabin-olson-kundig-architects-7

gulf-islands-cabin-olson-kundig-architects-1

fonte: tuttogreen.it

Spagna: nel 2013 l’eolico prima fonte di energia elettrica con storico sorpasso sul nucleare

L’energia dal vento ha coperto il 21,1% del fabbisogno nel 2013, mentre le rinnovabili nel loro complesso sono arrivate al 42,4%Copertura-domanda-elettrica-in-Spagna-2013

Grande exploit dell’energia eolica in Spagna: nel 2013 ha coperto il 21,1 % della domanda superando al fotofinish il nucleare che si è fermato al 21%. (1) Il sorpasso è dovuto ad una crescita del 12% dell’energia dal vento rispetto al 2012, mentre il nucleare è calato dell’8,3%. Buona è stata anche la performance dell’idroelettrico con il 14,4% , dopo un 2012 decisamente a secco. Nella voce “solare“, il FV è sostanzialmente fermo dopo le grandi crescite degli scorsi anni, ma si registra invece un vivace aumento del solare termodinamico (+32%). E’ interessante notare che le fonti rinnovabili hanno fornito il41,2% anche nella giornata di massima domanda (40 GW il 27 febbraio 2013): la sostanziale mancanza del contributo solare è stata compensata dalla maggiore quantità di idroelettrico. La società spagnola, anche a causa della crisi, h apraticato una significativa decrescita della domanda dai 260 TWh del 2010 ai 246 dello scorso anno. Significative però sono state le esportazioni verso il Marocco (ben 5,3 TWh) e il Portogallo (2,3 TWh).

(1) La produzione nucleare lorda (56,4 TWh) è stata leggermente superiore a quella eolica (54 TWh), ma l’eolico soffre di minori perdite di esercizio. Inoltre l’energia eolica viene usata tutta per soddisfare la domanda, mentre nei momenti di bassa domanda è possibile che una parte dell’energia nucleare non venga usata direttamente, ma sia dirottata verso i pompaggi o l’esportazione. La fonte dei dati è lo  Spanish Electric System Preliminary Report 2013, uscito a tempo di record.

Fonte: ecoblog

Cancellato in Texas progetto da 40 Mt per terminal del carbone

E’ il quarto progetto di terminal del carbone che viene cancellato negli USA con grande soddisfazione degli ambientalisti. Le energie rinnovabili e le prime politiche per la mitigazione del global warming stanno iniziando a rendere questo sporco combustibile un ricordo del passato

Terminal-carbone

Tempi duri per il carbone: il progetto di un mega terminal da 40 milioni di tonnellate all’anno presso il porto di Corpus Christi, Texas è stato cancellato. La motivazione: crollo della domanda:

«Al momento il mercato di esportazione del carbone si è considerevolmente contratto. Il mercato interno [USA] ha visto la chiusura di vecchie centrali o la loro trasformazione in centrali a gas. L’energia eolica e solare spinte dagli incentivi hanno creato un’ulteriore pressione sul carbone. L’entusiasmo per i terminali di esportazione tra i produttori di carbone è quindi diminuito.»

L’australiana Ambre Energy sognava di costruire il terminal per esportare il carbone USA in Europa e in Asia, ma ha dovuto ricredersi, preferendo pagare la penale per la cancellazione del contratto piuttosto che imbarcarsi in un progetto dal futuro disastroso. Questo è il quarto progetto di terminal che viene cancellato negli USA. Sembra quindi essersi invertito il trend crescente di esportazione del carbone USA.  «Il fallimento di Ambre è un enorme sollievo per i residenti di Cropus Christi ed è un choaro segno che l’abbandono del carbone sta accelerando, ha dichiarato Hal Suter del Sierra Club «I texani non vogliono il carbone, gli altri stati del golfo non vogliono il carbone e non lo vogliono nemmeno i mercati internazionali».

Quando scoppierà, la bolla del carbonio mieterà le prime vittime proprio nell’industria del carbone, la più inquinante sia a livello locale (un singolo trasporto ferroviario di carbone rilascia nell’ambiente oltre 25 tonnellate di polveri) che globale, per le maggiori emissioni specifiche di CO2.

Fonte: ecoblog

Energie rinnovabili in crescita negli Stati Uniti

Nel primo semestre 2013 le fonti rinnovabili hanno coperto il 14% del fabbisogno energetico complessivoInInghilterraleolicocostatroppo

Continua a crescere il “peso” delle fonti rinnovabili nella produzione energetica degli Stati Uniti. Sebbene le fonti fossili siano ancora nettamente preponderanti, la quota percentuale soddisfatta dalle energie pulite cresce e a dirlo è l’ultimo rapporto dell’Eia (Energy Information Administration), l’Agenzia americana per l’energia che ha spiegato come nel primo semestre 2013 le fonti rinnovabili abbiano superato il 14% dell’intera generazione elettrica statunitense. Una dato che rappresenta una crescita rispetto al 13,5% dello stesso semestre dell’anno precedente. A trainare la crescita sono le fonti alternative diverse dall’idroelettrico come eolico, solare, biomasse e geotermia: le nuove energie alternative rappresentano il 6,7% della produzione netta, mentre l’idroelettrico pesa per il 7,5%; domina incontrastato l’eolico (4,6% del totale), mentre le biomasse sono all’1,4%, la geotermia allo 0,4% e il solare allo 0,19%. Fra le fonti fossili resta prioritario il carbone che copre il 39% della produzione totale, seguito dal gas che è sceso al 26,4% (nel 2012 era al 40%) e dal nucleare, fermo al 19,5%. Il boom dell’eolico – con installazioni per un totale di 13 GW – è stato generato dal timore che venissero cancellati gli sgravi fiscali che sono poi stati prorogati dalla Casa Bianca. I forti investimenti nel settore hanno permesso agli States di superare la Cina, diventando il primo Paese al mondo per investimenti nell’economia verde.

Fonte: Eia

Farmaci, venti consigli per l’estate

detail-pills1

 

L’estate è arrivata, e per l’occasione l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha diramato una serie di semplici regole da osservare per conservare, trasportare e assumere in tutta sicurezza i farmaci durante la stagione calda. Eccoli riassunti nel “ventalogo” diffuso dall’Agenzia (mentre per gli approfondimenti è possibile consultare il dossier su Farmaci & Estate sul sito dell’Aifa).

1. Qualora l’aspetto del medicinale che si utilizza abitualmente appaia diverso dal solito o presenti dei difetti (presenza di particelle solide in sospensione o sul fondo, cambio di colore o odore, modifica di consistenza), consulta il medico o il farmacista prima di assumerlo. Tieni presente che non sempre l’aspetto, l’odore o il colore del medicinale rivelano se si è verificata un’alterazione. Pertanto non assumerlo se hai dubbi sull’integrità del prodotto. Segnala al medico qualsiasi malessere, anche lieve, in concomitanza con una terapia farmacologica, perché non tutti i farmaci possono avere effetti facilmente correlabili al caldo.

2. Nel caso di un farmaco presente in diverse forme farmaceutiche e in assenza di specifiche controindicazioni (ad esempio la difficoltà di deglutizione), sono preferibili le formulazioni solide rispetto a quelle liquide che, contenendo acqua, sono in genere maggiormente sensibili alle alte temperature (termolabili).

3. Per essere certo di conservare il medicinale nel modo corretto, leggi attentamente le modalità di conservazione indicate nelle informazioni del prodotto. Qualora queste non siano specificate, conserva il medicinale in luogo fresco e asciutto a una temperatura inferiore ai 25°.

4. Nel caso non sia possibile conservarlo in frigo e, in caso di viaggi o soggiorni fuori casa, trasportalo in un contenitore termico. Agenti atmosferici come eccessiva luce e/o sbalzi di temperatura possono infatti deteriorare i medicinali. Evita sempre, comunque, di esporli a fonti di calore e a irradiazione solare diretta.

5. Se esponi i medicinali per un tempo esiguo (una o due giornate) a temperature superiori a 25° non ne pregiudichi la qualità, ma, per un tempo più lungo, ne riduci considerevolmente la data di scadenza. Se invece la temperatura di conservazione è specificatamente indicata, non rispettarla potrebbe addirittura renderli dannosi per la salute.

6. Evita l’uso di contenitori (portapillole) non esplicitamente destinati al trasporto di farmaci, in quanto potrebbero facilmente surriscaldarsi o rilasciare sostanze nocive ed alterare così le caratteristiche del medicinale. Estrai dal contenitore originale (flacone, blister, etc) solo la dose destinata alla somministrazione quotidiana

7. Se acquisti farmaci, non tenerli per ore in auto al caldo e portali a casa appena puoi. Se hai bisogno di conservare i medicinali di emergenza in auto, chiedi al tuo farmacista di consigliarti un contenitore sicuro che ti consentirà di mantenere il farmaco alla corretta temperatura. Anche farmaci comuni possono produrre effetti potenzialmente dannosi se esposti a temperature troppo elevate.

8. Se soffri di una patologia cronica come il diabete o di una malattia cardiaca, un’alterazione di una dose di un farmaco fondamentale, come l’insulina o la nitroglicerina, può essere rischiosa. Ricorda che i farmaci a base di insulina vanno conservati in frigorifero. In caso di lunghi viaggi o se hai necessità di tenerli in auto per emergenza, conservali in un contenitore sicuro che li mantenga alla giusta temperatura. Presta particolare attenzione anche con gli antiepilettici e gli anticoagulanti. Piccole modificazioni in farmaci come questi possono fare una grande differenza per la tua salute. Alcune alterazioni che potrebbero verificarsi in antibiotici e/o aspirina potrebbero causare danni ai reni o allo stomaco. Ma non è tutto: una crema a base di idrocortisone, ad esempio, per effetto del calore potrebbe separarsi nei suoi componenti e perdere di efficacia.

9. Se utilizzi farmaci in forma pressurizzata (spray), evitane l’esposizione al sole o a temperature elevate e utilizza contenitori termici per il trasporto.

10. Qualsiasi tipo di striscia per test diagnostici, come ad esempio quelle utilizzate per verificare i livelli di zucchero nel sangue, la gravidanza o l’ovulazione, è estremamente sensibile all’umidità, che potrebbe causarne l’alterazione e dare una lettura non corretta. Evita di conservarle in luoghi umidi o eccessivamente caldi.

11. I farmaci per la tiroide, i contraccettivi e altri medicinali che contengono ormoni sono particolarmente sensibili alle variazioni termiche. Questi sono a volte a base di proteine, che per effetto del calore cambiano proprietà. Anche in questo caso conservali in ambienti freschi e a temperatura costante.

12. Sebbene sia difficile immaginare temperature di congelamento in piena estate, tieni presente che anche il freddo eccessivo può causare alterazioni dei farmaci. L’insulina, ad esempio così come i farmaci in sospensione, possono perdere la loro efficacia se congelati. Non conservali a temperature inferiori ai 2° C.

13. Non inserire farmaci diversi in una sola confezione e non mescolarli in uno stesso contenitore per risparmiare spazio in valigia: potresti avere poi delle difficoltà a riconoscere la data di scadenza, la tipologia del medicinale e il dosaggio.

14. Se devi affrontare un lungo viaggio in auto, trasporta i farmaci nell’abitacolo condizionato e/o in un contenitore termico. Evita invece il bagagliaio che potrebbe surriscaldarsi eccessivamente.

15. Durante il viaggio in aereo, colloca i farmaci nel bagaglio a mano. In caso di flaconi liquidi di medicinali già aperti, mantienili in posizione verticale. Se sei in terapia con farmaci salvavita porta in cabina tali medicinali con le relative ricette di prescrizione, poiché potrebbe essere necessario esibirle nelle fasi di controllo.

16. Se devi necessariamente spedire dei medicinali scegli sempre le compresse o comunque forme solide.

17. Alcuni farmaci possono causare reazioni da fotosensibilizzazione (reazioni fototossiche o fotoallergiche che solitamente sono costituite da manifestazioni cutanee come dermatiti, eczemi, ecc.) a seguito dell’esposizione al sole. Controlla attentamente le istruzioni in caso di assunzione di: antibiotici (tetracicline, chinolonici), sulfamidici, contraccettivi orali (pillola), antinfiammatori non steroidei (Fans), prometazina(antistaminico).

18. Evita l’esposizione al sole dopo l’applicazione di gel/cerotti a base di ketoprofene (fino a due settimane dopo il trattamento) o creme a base di prometazina, queste ultime spesso utilizzate per le punture di insetti o allergie cutanee; in caso lava accuratamente la zona interessata, in modo da evitare la comparsa di macchie o, peggio, vere e proprie ustioni. Per tutti gli altri medicinali in forma di gel/crema verificane la compatibilità con l’esposizione al sole.

19. Il caldo può provocare l’abbassamento della pressione anche in soggetti ipertesi, pertanto la terapia dell’ipertensione arteriosa(ACE inibitori in associazione o meno con diuretici, sartani, calcio antagonisti, diuretici, beta bloccanti, bloccanti dei recettori alfa adrenergici) e di altre malattie cardiovascolari potrebbe richiedere un riadattamento da parte del medico/specialista nel periodo estivo. Tieni presente che le terapie in corso non vanno mai sospese autonomamente; una sospensione anche temporanea della terapia senza il controllo del medico può aggravare severamente uno stato patologico. È opportuno, inoltre, effettuare un controllo più assiduo della pressione arteriosa.

20. Intorno agli occhi, nel periodo estivo, non utilizzare prodotti che con il calore potrebbero entrare a contatto con la superficie oculare (creme o pomate non idonee all’uso oftalmico).

Fonte:  Aifa