Senza decreti, le rinnovabili sono a rischio

«Dopo un anno e mezzo di ritardi, un altro slittamento post elezioni metterebbe a rischio l’industria delle rinnovabili in Italia vanificando gli sforzi fatti finora»: è la denuncia di FREE, il coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica. Che intanto ha elaborato tre position papers sulla strategia da seguire nella prossima legislatura per realizzare gli obiettivi della Strategia Energetica Nazionale per le rinnovabili elettriche, le rinnovabili termiche e la mobilità sostenibile. Presentazione ufficiale il 19 febbraio.9757-10535

«Nonostante le ripetute rassicurazioni ricevute dalle istituzioni, ad oggi la Strategia Energetica Nazionale (SEN) varata dal governo lo scorso novembre risulta inattuabile, nella parte che riguarda le fonti rinnovabili di energia, per mancanza di provvedimenti normativi che diano indicazioni concrete per il raggiungimento degli obiettivi individuati»: è la denuncia del Coordinamento FREE che intanto presenterà, il 19 febbraio, alle forze politiche tre position papers sulle rinnovabili termiche, le rinnovabili elettriche e la mobilità sostenibile.

«In particolare, il ministro Calenda non ha ancora emanato i Decreti Ministeriali attuativi necessari per lo sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia per gli anni 2017-2020 che dovevano essere pubblicati da oltre un anno e mezzo, ponendo così a serio rischio anche gli obiettivi per il 2020 – prosegue il Coordinamento FREE – Se il Ministro non riuscirà a pubblicare tali provvedimenti prima delle elezioni, come invece promesso, facendoli slittare ulteriormente, metterà a serio rischio un’industria solida ma ancora molto giovane e che necessita quindi di strutturarsi grazie a politiche di medio lungo periodo basate su provvedimenti che diano la certezza necessaria per pianificare investimenti futuri. Si rischia di vanificare gran parte degli sforzi fatti negli ultimi anni, proprio ora che il costo delle rinnovabili è sceso significativamente. Ogni ulteriore ritardo sarebbe un regalo elettorale a chi ha interesse ad affossare la Green Economy nel nostro Paese per interessi personali non più in linea con i tempi».

Presentazione il 19 febbraio a Roma

Il Coordinamento FREE ha elaborato tre position papers sulla strategia da seguire nella prossima legislatura per realizzare gli obiettivi della Strategia Energetica Nazionale, rispettivamente per le rinnovabili elettriche, le rinnovabili termiche e la mobilità sostenibile. Per discuterne, all’incontro sono stati invitati i rappresentanti delle principali forze politiche che si presenteranno alle elezioni. L’appuntamento è dalle 9.30 alle 13 all’Hotel Nazionale in piazza Montecitorio a Roma.

Presiede Francesco Ferrante (FREE)

9:30 – 10:15 Illustrazione Position papers
FER Elettriche: Andrea Zaghi (FREE)

FER Termiche: Livio de Santoli (FREE)

Mobilità sostenibile: Simone Togni (FREE)

QUI per scaricare il position paper sulle rinnovabili termiche

QUI per scaricare il position paper sulle rinnovabili elettriche

QUI per scaricare il position paper sulla mobilità sostenibile

Il coordinamento FREE

Il Coordinamento FREE (Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica) è un’Associazione che raccoglie attualmente, in qualità di Soci, 23 Associazioni in toto o in parte attive in tali settori, oltre ad un ampio ventaglio di Enti e Associazioni che hanno chiesto di aderire come Aderenti (senza ruoli decisionali) ed è pertanto la più grande Associazione del settore presente in Italia. Il Coordinamento FREE ha lo scopo di promuovere lo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica nel quadro di un modello sociale ed economico ambientalmente sostenibile, della decarbonizzazione dell’economia e del taglio delle emissioni climalteranti, avviando un’azione più coesa delle Associazioni e degli Enti che ne fanno parte anche nei confronti di tutte le Istituzioni.

Fonte: ilcambiamento.it

Solare, nei prossimi anni la crescita sarà senza picchi

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Le prospettive del solare a livello globale sono piuttosto contraddittorie, almeno secondo le ultime stime recentemente diffuse. L’ultima in ordine di tempo è della società di analisi Global Data, che evidenzia come le installazioni annuali di nuovi impianti siano cresciute a ritmi record in pochi anni, passando da 1,4 GW nel 2006 a 29 GW nel 2011. Nel 2012, per effetto della crisi economica e dei tagli agli incentivi nel mercato europeo (Italia compresa) lo sviluppo è stato molto limitato, tanto che la nuova capacità installata nel mondo non ha superato 30,2 GW. Decisamente peggio dovrebbe andare nel 2013, tanto che i nuovi impianti sono previsti in evidente calo a 25,4 GW a causa della marcia indietro di Germania (dove è atteso un dimezzamento del mercato) Spagna e Italia. La novità che emerge dal rapporto Global Data è che questo livello dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile nel periodo compreso tra il 2014 e il 2020; l’atteso spostamento del baricentro del mercato verso le aree emergenti del pianeta (Asia-Pacifico, America Latina, Medio Oriente e Africa) non basterà dunque a raggiungere nuovi record di installazione. Nonostante questo limitato sviluppo, l’ascesa dei Paesi emergenti dovrebbe essere di conforto per la filiera industriale, almeno secondo quanto segnala un altro studio, questa volta elaborato da Ihs. Come noto, l’industria mondiale del settore è stata rivoluzionata dalla repentina discesa dei prezzi dei moduli, scesi dai 3,8 dollari per watt nel 2006 a una media di 0,91 dollari nel 2012. In questi anni la Cina, grazie alle sue produzioni a basso costo e – secondo le accuse – anche a pratiche commerciali scorrette, è diventata il Paese leader nella fabbricazione di pannelli, controllando il 66% del mercato mondiale. Un successo pagato però a caro prezzo, come testimoniano le difficoltà di Suntech, ex numero uno del settore. Gli investimenti dell’industria globale di wafer, celle solari e moduli fotovoltaici sono nettamente calati: -72% nel 2012 e -36%, secondo le stime, nel 2013. Nel 2014, però, gli investimenti dovrebbero rivedere il segno più, con un aumento del 30% su base annua, fino a toccare un volume d’affari di tre miliardi di dollari, principalmente per effetto dell’aumento della domanda nei Paesi del Sud America, Africa e Medio Oriente. “L’eccesso di capacità produttiva fotovoltaica – ha dichiarato Jon Campos, analista solare di Ihs – è principalmente concentrato negli Stati Uniti, Unione europea e Cina. Vista l’espansione in nuove aree, i produttori fotovoltaici intendono costruire i loro prodotti in queste regioni con l’apertura di altre fabbriche“.

Fonte: Energia24club.it