8.1.4. Analisi della strategia/performance aziendale

Alla domanda su quali fossero le principali destinazioni degli investimenti effettuati nella media degli ultimi tre anni, le imprese del campione hanno messo in evidenza soprattutto lo sforzo verso l’innovazione, sia di processo che di prodotto.

Fig. 8.14: Destinazione degli investimenti per le imprese del campione

8.1.4

Le aspettative sui prossimi tre anni sono prevalentemente quelle di riuscire almeno a mantenere il livello di investimenti effettuati nel triennio precedente: solo il19% delle imprese del campione si ripromettono di aumentarli.

Fig. 8.15: Aspettative degli investimenti nel prossimo triennio per le imprese del campione

8.15

La risposta delle imprese del campione alla domanda sugli elementi che maggiormente determinano la competizione settoriale evidenzia che solo 49 imprese su 99 annettono importanza alle economie di scala, mentre si pronunciano in modo più favorevole con riferimento alla differenziazione del prodotto.

Fig. 8.16: Determinanti della competizione settoriale per le imprese del campione

8.16

Questo avviene nell’ambito di imprese che, nella loro veste di acquirenti, alla domanda su quali confini geografici siano caratterizzati i rapporti con le imprese fornitrici di beni e servizi all’impresa rispondono mostrando una presenza non trascurabile anche sullo scenario europeo (51 imprese) e su quello internazionale (43 imprese). Rimane preponderante il numero di imprese del campione che hanno rapporti con fornitori soprattutto a livello nazionale 62 imprese, di cui 47 imprese sono orientate a relazioni a monte dalle filiera con altre imprese che operano nello stesso ambito regionale o locale.

Fig. 8.17: Geografia dei rapporti con i fornitori da parte delle imprese del campione

8.17

Infine, è importante segnalare che più della metà delle 99 imprese del campione ritengono utili, per il settore dei prodotti e dei servizi rivolti all’efficienza energetica, i principali strumenti delle politiche pubbliche, europee e nazionali. In particolare, pur con un sostanziale allineamento, sono ben posizionate le politiche indirette perché rivolte verso i consumatori finali: campagne di sensibilizzazione e detrazione fiscale del 55%.

Fig. 8.18: Giudizio sull’utilità delle politiche pubbliche da parte delle imprese del campione

8.18

fonte:ENEA

8.1.3. Analisi della struttura delle imprese del campione

Il questionario affronta diversi aspetti della struttura aziendale e si rinvia alla presentazione completa dei risultati dell’indagine ENEA-Confindustria per una valutazione organica e completa. In questa sede preme evidenziare solo alcuni aspetti che sembrano meritevoli di attenzione preliminare.

Fig. 8.7: Ripartizione numerica delle imprese del campione per classi di addetti sul totale delle attività aziendali

8.7

Fig. 8.8: Ripartizione numerica delle imprese del campione per classi di addetti sulle attività aziendali dedicate a prodotti e servizi per l’efficienza energetica

8.8

Un primo elemento di riflessione scaturisce dall’analisi dei dati riferito agli occupati delle 78 imprese che ne hanno fornito la risposta richiesta, su 99 imprese che hanno compilato il questionario. Gli occupati sono riferiti distintamente al totale delle attività aziendali e a quelle attività di produzione e servizio per l’efficienza energetica. Innanzitutto, si evidenzia (figure 7 e 8 sopra riportate) come le 78 imprese siano distribuite nelle quattro classi dimensionali prese in considerazione: fino a 20 addetti, da 20 a 50 addetti, da 50 a 200 addetti e, infine, oltre 2000 addetti. Nelle attività relative all’offerta di prodotti e servizi per l’efficienza energetica le imprese che si presentano con numero di addetti dedicati inferiore a 20 sono il 66,7% del totale, pari a 52 imprese, contro il 25,6% che caratterizza le stesse imprese se esse fanno riferimento al totale dei loro addetti.  Con riferimento al numero assoluto di addetti, le imprese del campione dispongono di 33.547 occupati ma solo 10.746 occupati vengono dichiarati come specializzati nell’offerta di prodotti e servizi per l’efficienza energetica: il 32%. Anche considerando una quota di addetti ai servizi generali delle imprese, il quadro sintetico che ne deriva è quello di un campione che si modella come tendenzialmente non specialistico.

Fig. 8.9: Numero (migliaia) di occupati delle imprese del campione

8.9

I clienti nazionali delle imprese che hanno risposto al questionario sono prevalentemente il settore dell’industria e quello civile, come si evidenzia nella figura che segue.

Fig. 8.10: Numero di imprese del campione interessate i settori clienti nazionali

8.10

Nell’ambito dell’industria, i comparti clienti nazionali sono così distribuiti, secondo il numero delle imprese del campione che intrattengono relazioni commerciali.

Fig. 8.11: Numero di imprese del campione interessate ai comparti industriali nazionali

 8.11

Le attività di servizio verso i clienti sono presenti nell’offerta messa a disposizione dalle imprese del campione. La più praticata è la progettazione (58 imprese), seguita dall’installazione e collaudo (44 imprese), la manutenzione (41 imprese) ed i servizi energetici (40 imprese).

Fig. 8.12: Numero di imprese del campione per attività di servizio verso i clienti

8.12

Risulta interessante anche verificare quanto sia importante l’impegno delle imprese del campione nel compiere queste attività di servizio a favore dei clienti. La domanda posta nel questionario ha registrato il grado di importanza delle singole attività per ogni impresa cha si è collocata su una scala da 1 (impegno trascurabile) a 5 (impegno elevato). Prendendo in considerazione la percentuale di imprese del campione che hanno risposto assegnando un valore di 4 o di 5, sul totale delle imprese che hanno risposto positivamente rispetto all’impegno nelle diverse attività di servizio, emerge:

– Diagnosi energetica: 43,6%

– Progettazione: 62%

– Valutazione offerte: 50%

– Servizi finanziari: 11,5%

– Installazione e collaudo: 54,5%

– Manutenzione: 46,4%

– Servizi energetici: 45%.

 

È presente anche un diffuso orientamento alle esportazioni dei prodotti e dei servizi per l’efficienza energetica e sono numerose le imprese del campione che intrattengono relazioni commerciali con varie aree del mondo.

Fig. 8.13: Numero di imprese del campione per aree di esportazione dei prodotti e dei servizi per l’efficienza energetica

8.13

Fonte:ENEA

 

8.1.2. Le caratteristiche del campione di imprese che operano all’interno della filiera per l’efficienza energetica

 

Il campione su cui si basano le riflessioni che vengono proposte è costituito da 99 imprese i cui responsabili hanno compilato, direttamente on line, il questionario ENEA-Confindustria.

Fig. 8.3: La forma societaria delle imprese del campione

8.3

Le imprese costituenti il campione oggetto di studio che si dichiarano organizzate attraverso le forme di società di capitale sono l’87,9% del totale. La circoscrizione geografica italiana che ha maggiormente risposto all’invito di compilare il questionario è quella di Nord-Ovest: il contributo è stato soprattutto proveniente da imprese con sede nella regione Lombardia (34) e nella regione Piemonte (13). Una sola impresa è con sede nella regione Liguria. Significativa è stata anche la presenza delle imprese della circoscrizione Nord-Est. Hanno risposto soprattutto imprese del Veneto (12) e dell’Emilia Romagna (11). Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige sono state rappresentate rispettivamente da tre e due imprese. Meno numerosa la pattuglia di imprese dell’Italia centrale: solo 12 rispondenti, con prevalenza delle imprese della regione Lazio (6). Solo 7 imprese della circoscrizione meridionale, di cui 3 dall’Abruzzo e 3 dalla Puglia, hanno contribuito alla formazione di questo primo campione che vede una presenza ancora inferiore di imprese provenienti dall’Italia insulare, in numero di quattro.

Fig. 8.4: Collocazione geografica delle imprese del campione

8.4

Tab. 8.1: Orientamenti prevalenti nell’attività economica delle imprese del campione

(Numero di imprese che si dichiarano impegnate in modo esclusivo o principale)

8.1

Le imprese che hanno compilato il questionario hanno collocato la propria attività economica all’interno delle categorie descritte nella tabella 1. Prendendo a riferimento l’impegno esclusivo e quello principale, emerge chiaramente la predominanza delle attività di produzione (58 imprese), di installazione (21 imprese) e di vendita all’ingrosso (15 imprese). Non trascurabile appare anche l’attività esclusiva e/o principale che alcune imprese svolgono nel campo della manutenzione (7 imprese), dei servizi di consulenza (7 imprese) e dei servizi energetici ESCo (6 imprese). Si riscontra la presenza di solo 2 imprese che si dedicano in modo esclusivo ad attività di importazione di prodotti per l’efficienza energetica. La figura 5, che segue, mostra la distribuzione delle imprese del campione nelle 12 aree tecnologiche evidenziate nel questionario: le più frequenti sono le tecnologie per la produzione e l’utilizzo di energia termica ed i servizi di efficienza energetica.

Fig. 8.5: Aree tecnologiche delle imprese del campione

8.5

Nell’Area tecnologie per la produzione e l’utilizzo di energia termica le 27 imprese sono presenti nei seguenti gruppi di prodotti secondo le seguenti percentuali:

– caldaie ad alto rendimento: 48,1%;

– pompe di calore: 63%

– solare termico: 51,9%;

– apparecchi domestici a biomasse: 14,8%.

 

Fig. 8.6: Gruppi di servizi energetici offerti dalle imprese del campione

8.6

Le 24 imprese che hanno dichiarato di svolgere attività nell’area dei servizi di efficienza energetica, come mostra la figura 6 sopra riportata, sono proiettate in vari gruppi di attività, principalmente nell’ambito dell’impiantistica.

Fonte:ENEA

8.L’industria e i servizi per l’efficienza e il risparmio energetico

index

 

8.1 L’indagine ENEA-Confindustria sulla filiera per l’efficienza energetica

8.1.1. Introduzione

ENEA e Confindustria, nel quadro di una collaborazione formalizzata con protocollo d’intesa nel luglio 2010, hanno congiuntamente avviato un’attività finalizzata all’analisi dei comparti industriali che offrono prodotti e servizi per l’efficienza energetica. Tale iniziativa si basa, tra l’altro, anche su alcuni importanti riferimenti normativi ed attuativi:

i. l’art. 5, lett. d) del D.lgs n. 115/2008 (attuazione della Direttiva 2006/32/CE relativa all’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici) e l’art. 40, comma 7, del D.lgs n. 28/2011 (Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili) che, in particolare, attribuisce all’ENEA il compito di elaborare per il MiSE un rapporto concernente lo stato e le prospettive delle tecnologie rilevanti in materia di efficienza energetica, con riguardo particolare a disponibilità, costi commerciali, sistemi innovativi non ancora commerciali e potenziale nazionale residuo di fonti rinnovabili e di efficienza energetica;

ii. il comma 3 dell’articolo 13 del Decreto MiSE 28 dicembre2012, noto come Decreto Conto termico, relativo all’incentivazione della produzione di energia termica da fonti rinnovabili ed interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni, ha precisato che entro la fine del 2013 e successivamente ogni due anni l’ENEA sottopone all’approvazione del Ministero dello sviluppo economico uno specifico programma biennale di monitoraggio concernente lo stato e le prospettive delle tecnologie, in attuazione del citato art. 40, comma 7, del decreto legislativo n. 28 del 2011.

 

Al fine di dare progressiva attuazione all’indirizzo del legislatore e del MiSE, l’Unità Tecnica Efficienza Energetica dell’ENEA ha elaborato un questionario, rivolto alle imprese del Sistema Confindustria, volto appunto a compiere un’analisi del settore industriale dedicato all’offerta di prodotti (sistemi, componenti e tecnologie) per l’efficienza ed il risparmio energetico. L’elaborazione e l’analisi dei dati sono effettuate da ENEA ed i primi risultati vengono inclusi nel presente Rapporto Annuale per l’Efficienza Energetica 2011. Tale iniziativa è stata giudicata da Confindustria utile per ottenere ulteriori informazioni sulla struttura e la specializzazione imprenditoriale italiana, così da poter meglio indirizzare le scelte di politica industriale per l’efficienza energetica, in una dimensione competitiva che punti allo sviluppo economico sostenibile. Sul sito http://www.confindustria.it , nella sezione Energia ed Ambiente, in particolare nella pagina dedicata a INFO ENERGIA, è dunque stato apposto un banner che introduceva gli associati Confindustria, sensibilizzati dalle diverse organizzazioni verticali ed orizzontali del Sistema confederale, alla compilazione del questionario sull’efficienza energetica38.

 

Fig. 8.1: Banner dedicato alla collaborazione tra ENEA e Confindustria

8.1

38 ENEA-UTEE rivolge un particolare ringraziamento al prof. Massimo Beccarello, vice Direttore delle Politiche per lo Sviluppo. Energia e Ambiente di Confindustria, per il contributo di conoscenza ed esperienza messo a disposizione del gruppo di lavoro ENEA, anche attraverso la cortese ed efficiente struttura organizzativa di Confindustria che lavora sui temi dell’energia.

 

Fig. 8.2: Banner del questionario ENEA-Confindustria sull’efficienza energetica

8.2

In queste brevi note si presentano alcune sintetiche considerazioni fondate su un primo campione di 99 imprese, che hanno compilato il questionario sull’industria che offre prodotti e servizi per l’efficienza energetica, rinviando ad un successivo appuntamento (previsto sempre nel corso del 2013) per rendere disponibile agli operatori ed ai decisori politici un rapporto organico sulla rilevazione che è stata svolta.

Fonte: ENEA

 

7.3 Efficienza economica

contoenergia

La tabella 7.1 fornisce la sintesi dei risultati dell’attività di valutazione dell’indicatore “efficienza economica” per ciascuno degli strumenti di incentivazione analizzati sia in rapporto all’investimento totale, sia al contributo dello Stato.

Tabella 7.1 – Efficienza economica degli strumenti di incentivazione

7.1

Le misure esaminate promuovono interventi in settori economici diversi; risulta, pertanto, difficile dare una valutazione comparativa che tenga anche conto delle differenti dinamiche di mercato. Si può, comunque, osservare che il meccanismo dei titoli di efficienza energetica, oltre a fornire il contributo maggiore in termini quantitativi di energia risparmiata, risulta anche il più conveniente dal punto di vista dell’efficienza economica per il contributo statale. La tabella 7.2 fornisce la valutazione dell’indicatore “efficienza economica” per lo strumento normativo “D.lg. 192/05 – Standard minimi di prestazione energetica degli edifici”.

Tabella 3 – Efficienza economica dello strumento normativo

tab3

Il valore riportato in tabella deriva da una valutazione di massima dell’extra-costo al 2011 imputabile agli standard più stringenti introdotti dalla normativa. L’andamento di tale indicatore a partire dal 2005 decresce costantemente nel tempo e si va ad allineare con il valore osservato per gli interventi di riqualificazione realizzati nell’ambito del meccanismo delle detrazioni fiscali del 55%. Gli standard stabiliscono i livelli minimi di efficienza energetica che i prodotti devono soddisfare. Essi rappresentano uno strumento chiave per influenzare le prestazioni energetiche degli edifici e delle apparecchiature. Secondo un’analisi condotta dall’Istituto Wuppertal37 questa misura risulta l’opzione preferita nella U.E. per superare le barriere all’efficienza.

37 (Bleischwitzet al., 2009)

Fonte: ENEA

7 Valutazione dell’efficacia e dell’efficienza economica dei principali strumenti nazionali per il miglioramento dell’efficienza energetica

 

In Italia, gli strumenti messi in campo per superare le barriere che impediscono o ritardano il miglioramento dell’efficienza energetica sono molteplici e di varia natura:

– RD & D: misure governative di investimento o agevolazione degli investimenti in ricerca tecnologica, sviluppo, dimostrazione, nonché le attività di distribuzione;

– formazione e sensibilizzazione: misure volte ad aumentare la conoscenza, la sensibilizzazione e la formazione tra i soggetti interessati o gli utenti;

– incentivi finanziari e sovvenzioni: misure che incoraggiano o stimolano determinate attività, comportamenti o investimenti utilizzando strumenti finanziari e fiscali;

– accordi volontari: misure che nascono dall’impegno volontario di agenzie governative o enti del settore, sulla base di accordi formali;

– permessi commerciabili: sistema di scambio di titoli di emissione di gas a effetto serra (Emissions Trading System, ETS), sistemi di titoli di efficienza energetica (certificati bianchi) derivanti da obblighi di risparmio energetico e sistemi di certificati verdi in base ad obblighi di produrre o acquistare energia di origine rinnovabile (in genere energia elettrica);

– strumenti normativi: questa categoria copre una vasta gamma di strumenti con cui un governo obbliga gli operatori ad adottare misure specifiche e/o a relazionare su informazioni specifiche.

In rapporto ai diversi strumenti utilizzati, è opportuno procedere ad una valutazione degli stessi sulla base di specifici indicatori quantitativi che consentano l’individuazione delle misure più efficaci ed efficienti. I principali strumenti di incentivazione e normativi attivati per il miglioramento dell’efficienza energetica sono stati analizzati al fine di valutarne l’efficacia in rapporto al raggiungimento dell’obiettivo di risparmio complessivo e di determinarne l’efficienza economica rispetto all’investimento totale e al contributo dello Stato. La valutazione ha riguardato le principali misure per l’efficienza energetica in vigore nel quinquennio 2007-2011. L’obiettivo è quello di rendere disponibili elementi utili per la valutazione dell’impatto delle politiche e misure energetiche in essere e per l’individuazione delle misure più efficaci ed efficienti.

7.1 Metodologia

Per la valutazione degli strumenti di miglioramento dell’efficienza energetica è stato utilizzato l’approccio bottom-up. I dati relativi ai risparmi energetici conseguiti sono stati desunti dall’attività di monitoraggio del PAEE, condotta da ENEA e riassunti nel precedente capitolo 6. Il quadro temporale e gli strumenti analizzati sono stati scelti tenendo conto della disponibilità dei dati necessari al processo di valutazione. La valutazione è stata effettuata per i seguenti strumenti:

a) recepimento della Direttiva 2002/91/CE e attuazione del D.Lgs. 192/05 con riferimento alla prescrizione di Standard minimi di prestazione energetica degli edifici;

b) riconoscimento delle detrazioni fiscali (55%) per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti;

c) meccanismo per il riconoscimento di titoli di efficienza energetica (o certificati bianchi) ai sensi dei DD.MM. 20/07/04;

d) misure di incentivazione al rinnovo ecosostenibile del parco autovetture ed autocarri fino a 3,5 tonnellate e applicazione del regolamento comunitario CE 443/200936.

 

36 http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2009:140:0063:008:it:PDF

 

A causa dell’esiguità del contributo al risparmio annuale e complessivo e della circostanza che la validità della misura è scaduta nel 2010, tra gli strumenti analizzati non si è tenuto conto della misura “Riconoscimento delle detrazioni fiscali (20%) per l’installazione di motori elettrici ad alta efficienza e di regolatori di frequenza (inverter)”. La valutazione è stata condotta sulla base dei due seguenti indicatori:

– l’efficacia, che quantifica l’effetto concreto di uno strumento di politica, e rappresenta la differenza tra la situazione raggiunta con l’attuazione di uno strumento e il caso di non intervento. Può fare riferimento alla differenza di consumo di energia in termini assoluti nel corso di un periodo di tempo più lungo di un anno oppure, ciò che è più utile, può essere normalizzata con valori annuali; può anche essere espressa in termini relativi (in % per anno);

– l’efficienza economica, che esprime il costo sostenuto per unità di energia risparmiata (ad esempio, euro per kWh risparmiato). L’indicatore può essere riferito all’investimento totale oppure all’entità del contributo pubblico.

7.2 Efficacia

L’efficacia dei singoli strumenti è stata valutata calcolando il contributo fornito da ciascuno di questi al conseguimento dell’obiettivo stabilito nel PAEE 2011 per l’anno 2016 (i.e. 126.540 GWh/anno). Il grafico di figura 7.1 mostra quindi l’efficacia espressa come rapporto tra il valore del risparmio energetico conseguito, nel periodo dal 2007 al 2011, con interventi promossi da ciascuna misura di miglioramento e  il valore dell’obiettivo di risparmio al 2016.

Figura 7.1: Efficacia delle misure espressa in %

7.1

Circa l’80% del risparmio totale conseguito è relativo ad interventi realizzati nell’ambito dei due strumenti: D.lgs. 192/05 (standard minimi di prestazione energetica degli edifici) e titoli di efficienza energetica, che hanno fornito un contributo di entità pari rispettivamente al 37 e 43% del totale.

Gli interventi che hanno maggiormente contribuito al raggiungimento dell’obiettivo sono stati: l’installazione di impianti di riscaldamento efficienti nel settore residenziale, l’adozione di standard minimi di prestazione energetica nel settore terziario, l’installazione di impianti di cogenerazione ad alto rendimento, di motori elettrici ad alta efficienza e l recuperi di calore nel settore industriale, il rinnovo eco-sostenibile del parco autoveicoli nel settore trasporti.

Fonte:ENEA

 

Emilia Romagna, nuovo fondo finanza agevolata per la green economy


cantiere1

 

A decorrere dal 28 marzo in Emilia Romagna si potranno presentare le domande di contributo per ottenere l’accesso al nuovo fondo rotativo regionale. I soggetti che potranno beneficiare del finanziamento agevolato, saranno sia le imprese che realizzano investimenti finalizzati alla riduzione del consumo energetico da fonti tradizionali sia le imprese che producono impianti e attrezzature innovative per la riduzione dei consumi energetici da fonti tradizionali e per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

A titolo puramente esemplificativo si elencano alcune tipologie di investimento:

  • a. miglioramento di efficienza energetica delle imprese;
  • b. sviluppo di fonti di energia rinnovabile;
  • c. sviluppo di reti intelligenti (smart grid);
  • d. creazione di reti condivise per la produzione e/o auto consumo di energia da fonti rinnovabili;
  • e. creazione di beni e servizi destinati a migliorare l’efficienza energetica ed allo sviluppo delle fonti rinnovabili.

Il Fondo interviene concedendo finanziamenti a tasso agevolato con provvista mista, derivante per il 40% dalle risorse pubbliche del Fondo (Por Fesr 2007-2013) e per il restante 60% da risorse messe a disposizione degli Istituti di credito convenzionati. I finanziamenti, nella forma tecnica di mutuo chirografario, possono avere la durata massima di 48 mesi, e importo ricompreso tra un minimo di 75 mila euro ad un massimo di 300 mila euro. Le agevolazioni saranno concesse in regime “de minimis” ai sensi del Regolamento CE n. 1998/2006.

Il Fondo è dotato di un plafond iniziale di risorse pari a 24 milioni di euro, di cui 9.5 milioni provenienti da risorse a valere sull’Asse 3 del Por Fesr 2007-2013 “Qualificazione energetico-ambientale e sviluppo sostenibile” (Attività III.1.3). Gestore del Fondo è l’RTI FONDO ENERGIA EMILIA ROMAGNA costituita tra i confidi regionali Unifidi Emilia Romagna e Fidindustria Emilia Romagna. Le domande possono essere presentate, in modalità on line, dalle ore 10.00 di giovedì 28 marzo 2013 alle ore 17.00 di lunedì 29 aprile 2013. Sono ammissibili le spese sostenute (data fattura) a partire dal 1° gennaio 2013. Per ulteriori informazioni, si prega di far riferimento ai link di cui sotto.

Fonte: EnergyManager.net

Per maggiori informazioni http://www.fondoenergia.eu/

 Regione Emilia Romagna. Fondo Energia 2013 

6.4 Sintesi dei risparmi conseguiti

 

I risparmi energetici conseguiti al 31.12.2011 e gli obiettivi indicativi nazionali proposti nel PAEE 2011 per il 2016 sono mostrati nella tabella 6.7. In particolare, la seconda colonna della tabella raccoglie i risparmi energetici complessivi al 31.12.2011. La quarta colonna, che riporta la percentuale dell’obiettivo 2016 conseguita al 31.12.2011, mette in evidenza la difficoltà di ottenere gli obiettivi prefissati nei settori terziario e trasporti e conseguentemente la necessità di introdurre nuove misure, in linea con quanto previsto, per il settore pubblico, dalla nuova Direttiva sull’efficienza energetica.

Tabella 6.7: Risparmio energetico annuale conseguito al 2011 e atteso al 2016

6.7

Anche le disposizioni contenute nei decreti “Conto energia termico” e “Certificati bianchi”, di recente emanazione, mirano in particolare al superamento delle suddette criticità.

Il grafico in figura 6.1 mostra che il 72,5% del risparmio annuale conseguito al 31.12.2011 è relativo ad interventi effettuati nel settore degli edifici (Residenziale+Terziario), mentre gli interventi realizzati nel settore Industria e in quello dei Trasporti rappresentano rispettivamente il 18% e il 9,6% del risparmio complessivo.

Figura 6.1: Risparmio energetico annuale conseguito al 31.12.2011 – Ripartizione per settore di intervento – %

6.1

fonte: ENEA

6.3 Certificati Bianchi

 

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Questo meccanismo, introdotto in Italia con i DD.MM. 20 luglio 200435, prevede che i distributori di energia elettrica e di gas naturale raggiungano annualmente determinati obblighi quantitativi di risparmio di energia primaria.

35 “Nuova individuazione degli obiettivi quantitativi per l’incremento dell’efficienza energetica negli usi finali di energia, ai sensi dell’art. 9, comma 1, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 e s.m.i.”

Per adempiere a questi obblighi e ottenere il risparmio energetico prefissato i distributori possono:

– attuare progetti a favore dei consumatori finali che migliorino l’efficienza energetica delle tecnologie installate o delle relative pratiche di utilizzo. I progetti possono essere realizzati direttamente, oppure tramite società controllate, o ancora attraverso società operanti nei settori dei servizi energetici (le cosiddette ESCo- Energy Services Companies),

– acquistare da terzi titoli di efficienza energetica” o “certificati bianchi” attestanti il conseguimento di risparmi energetici.

I risparmi energetici certificati conseguiti a livello nazionale sono riportati nella tabella 6.5.

Tabella 6.5: Risparmi energetici conseguiti da Certificati Bianchi al 31/12/2011- Italia

6.5

E’ stata inoltre effettuata anche la valutazione di massima dei risparmi ottenuti e per le macro aree-geografiche Nord- Ovest, Nord-Est, Centro, Sud, Isole (tabella 6.6)

Tabella 6.6: Risparmi energetici conseguiti da Certificati Bianchi al 31/12/2011 per macro-aree geografiche.

6.6

6.6a

La ripartizione per macro-aree geografiche delle attività sviluppate nell’ambito del meccanismo evidenzia un netto predominio delle regioni del centro-nord in termini di risultati quantitativi conseguiti (circa 80% del risparmio totale).

Immagine

Fonte:ENEA

6.2 Riconoscimento delle detrazioni fiscali (55%) per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti

riqualificazione energ

In vigore dal 1° gennaio 2007, si tratta di un incentivo consistente in una detrazione di imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) o delle società (IRES), stabilito in base alla Legge 27 dicembre 2006 n. 296 (Finanziaria 2007) e successive. La tabella 6.3 riporta il risparmio energetico conseguito a livello nazionale , per gli anni 2007-2011, ripartito per tipologia di intervento.

Tabella 6.3: Risparmi energetici conseguiti dal riconoscimento delle detrazioni fiscali (55%) Italia

6.3

E’ stata inoltre effettuata anche la valutazione di massima dei risparmi ottenuti per le macro-aree geografiche Nord- Ovest, Nord-Est, Centro, Sud, Isole (tabella 6.4)

Tabella 6.4: Risparmi energetici conseguiti dal riconoscimento delle detrazioni fiscali (55%) per macro-aree geografiche.

 6.4

6.4a

La ripartizione per macro-aree geografiche delle attività sviluppate nell’ambito del meccanismo evidenzia un netto predominio delle regioni del Nord con una quota del 78% del risparmio complessivo.

Immagine

Fonte:ENEA