E se un’isola della Scozia diventasse una Smart City?

Un politico scozzese lancia la proposta: prendere una piccola isola della Scozia, automatizzarla e trasformarla in una Smart City.http _media.ecoblog.it_1_1c9_isola-scozia-smart-city

Potrebbe portare investimenti internazionali e persino un bel po’ di turisti, sempre ben accetti in Scozia, l’idea del politico scozzese Ivan McKee. Questo membro del Parlamento della Scozia vorrebbe che il Governo scozzese trasformasse una intera isola del noto arcipelago del Regno Unito in una smart city sperimentale. Si tratterebbe, in pratica, di concentrare in una sola isola né troppo piccola né troppo grande tutte le tecnologie più futuristiche attuali e in fase di sviluppo: auto a guida autonoma, smart home connesse, trasporto pubblico su acqua automatizzato, realtà virtuale per permettere meeting aziendali senza vedersi e spostarsi fisicamente e persino un collare per cani e gatti che li tiene occupati mentre il padrone non è a casa. Tutto questo, spiega McKee, potrebbe portare vantaggi ambientali ed economici alla città o isola che verrebbe “smartizzata“. Di fatto, spiega il politico, attirerebbe moltissimi investimenti da parte delle aziende che sviluppano tecnologie di automazione e anche molti turisti che la vedrebbero come una “isola a tema“.

Tra le isole papabili per questa rivoluzione ci sarebbero Gigha, Skye, Bute, Holy Isle. Va ben capito, però, se sia veramente il caso di trasformare luoghi pressoché incontaminati in una smart city che, per quanto smart, è pur sempre una city…

Via: Sunday Herald
Foto: Unsplash

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Da Osram nuove lampade LED per la Smart City

Il produttore tedesco presenta nuovi lampioni stradali intelligenti, a risparmio energetico, che ti aiutano a parcheggiare.http _media.ecoblog.it_4_43f_osram_tuner4tronic-app_application

Rendere l’illuminazione pubblica smart è una buona strategia per abbassare l’impatto ambientale delle città. In quest’ottica, e con l’obbiettivo di coniugare sicurezza, efficienza e risparmio energetico, Osram ha presentato la sua nuova soluzione per l’illuminazione stradale: Streetlight 11.

Si tratta di lampioni stradali intelligenti, equipaggiati con lampade a LED a basso consumo di elettricità, connessi e con funzioni intelligenti. L’utilizzo della tecnologia LED per l’illuminazione ha due vantaggi principali: risparmio energetico (a parità di luce prodotta) e possibilità di orientare in modo preciso il flusso luminoso. Quest’ultima caratteristica limita l’inquinamento luminoso, che nelle nostre città causa problemi a insetti, pipistrelli e altri animali. Inoltre i lampioni Streetlight 11 di Osram sono dotati di connessione dati e videocamera, che punta verso la strada. Ciò le rende idonee come soluzioni di videosorveglianza pubblica, ma anche utili a realizzare parcheggi intelligenti. Questo perché, grazie a un software, la videocamera installata nel lampione può riconoscere se il parcheggio che sta illuminando è libero o meno e indirizzare una automobile connessa verso di esso. Facendo risparmiare al guidatore tempo e carburante, altrimenti spesi girando per l’isolato in cerca di un parcheggio libero. Secondo i calcoli di Osram ogni anno perdiamo mediamente 40 ore del nostro tempo in macchina a cercare parcheggio. Una settimana di lavoro e decine di litri di benzina o gasolio sprecati. In più, in un’ottica di smart city, i lampioni intelligenti di Osram sono monitorabili tramite l’app Tuner4TRONIC Field. Con questa applicazione si possono settare vari parametri, come l’intensità del flusso luminoso e gli orari di accensione e spegnimento delle lampade. Tuner4TRONIC Field, infine, è una soluzione universale utilizzabile anche con lampade di altri produttori (installando a monte della lampada un apposito driver).

Fonte: ecoblog.it

Alluvione Genova, che fine ha fatto il progetto Io Non rischio?

Appena il 2 ottobre, Genova con Torino e Milano ribadiva il suo impegno a presentarsi a Bruxelles e a Barcellona come città capofila nel progetto delle Smart City

Proprio ieri Francesco Oddone assessore genovese allo Sviluppo economico era a Bruxelles al Kick-off meeting Action Clusters su Smart City dove ha presentato i passi avanti fatti dalla città di Genova nell’ambito del progetto europeo CloudT. Ovvero potenziare la comunicazione con i cittadini attraverso internet e i devices elettronici, primi su tutti gli smartphone. Oddone presenterà il medesimo progetto, ma con qualche dato in più dal 18 al 20 novembre allo Smart City Expo World Congress di Barcellona. E sapete di quali dati in più disporrà? Dei risultati finali del test IoNonRischio, piattaforma sviluppata per l’Ufficio di Protezione civile e adottata dal Comune di Genova per coinvolgere i genovesi nella gestione delle emergenze. I risultati che derivano dalla consultazione on line saranno resi disponibili dal 13 ottobre al 15 ottobre 2014 nel corso del prossimo meeting Clout. Sarà quella l’occasione per tirare le somme su come e se ha funzionato il progetto IoNonRischio adottato dalla città di Genova per proteggere i cittadini proprio dagli eventi come le alluvioni.piogge-genova

A Genova si sa quanto piove e si conoscono bene i punti di forza e di debolezza del territorio e questi rappresentano i primi dati utili per organizzare un efficiente servizio di prevenzione dei disastri naturali. Peraltro si legge sul sito del Comune di Genova:

Anche il Comune di Genova aderisce alla campagna nazionale IO NON RISCHIO, adottandone l’identità visiva. Questa applicazione si aggiunge agli strumenti della campagna nazionale, offrendo contenuti e servizi pensati dal Comune di Genova per il proprio territorio. I volontari di protezione civile sono presenti in piazza a Genova durante le giornate della campagna nazionale per parlare con i propri concittadini di terremoto e alluvione.

Il Comune ha poi annullato la presenza dei volontari della Protezione civile per sabato e domenica 11 e 12 ottobre.

Questa la descrizione della APP:

IoNonRischio fornisce sia informazioni sulle norme comportamentali di autotutela in caso di emergenza, sia alcuni servizi real-time, quali esposizione dei dati delle centraline meteo del Comune di Genova, i contenuti dei pannelli a messaggio variabile dislocati sul territorio cittadino, le webcam del Mobility Point genovese, in più collegamenti al sito Arpal di previsioni Meteo e al Centro funzionale di Protezione Civile della Regione Liguria.

Inoltre l’applicazione offre la possibilità di navigare sulla mappatura delle aree potenzialmente allagabili pubblicate anche sul sito del Comune di Genova. Permette di visualizzare se l’utente si trova all’interno delle stesse o se un indirizzo da lui digitato corrisponde a quelli pubblicati on line e definiti come “Civici ricadenti nelle aree a rischio inondazione”.
Dall’applicazione è infine possibile collegarsi alle pagine social del Comune di Genova, facebook e twitter. IoNonRischio presenta in homepage l’informativa del Comune riguardante la connettività FreeWifiGenova, con pagine dedicate all’interno dell’applicazione.
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Marco Doria il sindaco di Genova, ha detto:

Noi ci muoviamo sulla base delle previsioni Arpal che non ci davano nessun picco di allerta. E in assenza di Allerta la nostra attenzione si è concentrata sulle scuole che ieri hanno potuto svolgere normalmente il loro orario scolastico. C’era stata anche una attenuazione della criticità. Poi, senza alcuna previsione che ce lo dicesse, abbiamo dovuto registrare un aumento repentino della perturbazione. Alle 21 e 25 abbiamo ricevuto la prima segnalazione per allagamento in via Adamoli. Dopo le 22 le segnalazioni erano insistenti e abbiamo capito che dovevamo intervenire. Alle 23.02 sui social media della protezione civile abbiamo mandato i primi messaggi per massima attenzione nella valle del Bisagno. Abbiamo deciso dopo mezzanotte di chiudere scuole e mercati per il giorno dopo.

Stamane l’avviso di Allerta 2, ovvero quello che invita alla maggiore cautela. Ma come ha avuto modo di ricordare il prof. Franco Ortolani a fare la differenza in queste circostanze è la prevenzione ossia il mettere in sicurezza la città e il territorio circostante anche con piccoli lavori di manutenzione ordinaria. Ma probabilmente a prevalere nella maggior parte delle amministrazioni (e non solo italiane) è la Shock economy, come la definisce Naomi Klein, ovvero l’economia fondata sui disastri che distribuisce una pioggia di soldi ai soliti noti.

Fonte: I dati delle immagini sono tratti dal Patto dei Sindaci SEAP

Bando Smart City, a Milano partono 14 progetti con 93 milioni di finanziamento

Smart City. Grazie a MIUR – Ministero Istruzione Università Ricerca – e Regione Lombardia, al via i finanziamenti per i 93 milioni di euro del bando “Smart City”. Sostenuti progetti innovativi su semplificazione amministrativa, mobilità, ambiente, energia e socialità. Intanto sono 200mila gli utenti e 370 le aree di connessione outdoor e indoor della rete pubblica internet Open Wi-fi380114

Milano procede verso le Smart City. Il Comune, insieme al MIUR – Ministero Istruzione Università e Ricerca – e la Regione Lombardia, ha dato il via a finanziamenti per 93 milioni di euro. Sono stati infatti firmati i contratti per 14 progetti. Hanno sigle o nomi futuristici come Swarm-Net, Urbe-Log, S[m2]Art, PSC Giustizia, Decision Theatre. E ancora: Spac3, Simulator, Opti-Log, CityWise Net, Scuola Smart Campus, Giocoso, ProActive, Ability, E-Waste. Sono i 14 progetti per Milano “Smart City” che hanno compiuto un importante passo avanti, con la firma dei contratti con gli enti capofila e l’assegnazione dei finanziamenti per oltre 93 milioni di euro da parte diMiur e Regione Lombardia.
Semplificazione, mobilità, ambiente, energia, sociale, sicurezza: questi gli interventi sperimentali per una città più sostenibile, interattiva, accessibile e inclusiva, spaziando dai nuovi servizi di e-government nel settore della giustizia civile alla gestione “intelligente” delle risorse idriche, da un sistema integrato di prodotti e tecnologie welfare a una piattaforma telematica per razionalizzare l’ultimo miglio del trasporto merci in ambito urbano, fino alla simulazione degli scenari più complessi a supporto delle decisioni amministrative.  Dagli impianti fotovoltaici nei campus universitari con l’obiettivo “nearly zero energy buildings” a una piattaforma per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione anche da smartpone e tablet. E ancora: dalle tecnologie Ict per la prevenzione e il monitoraggio in tempo reale dei rischi meteorologici e sismici, all’ottimizzazione energetica degli impianti di trattamento dei rifiuti anche attraverso i depuratori di San Rocco e Nosedo; da un’applicazione per il controllo e la gestione della logistica urbana a un “cestino intelligente” dotato di sensori per la raccolta, il riciclo, la tracciabilità dei rifiuti elettrici ed elettronici e il recupero dei metalli. Altri progetti, infine, sono destinati alla “protezione” e alla sicurezza del territorio, a favorire le relazioni sociali delle persone in città, a sostenere gli anziani affetti da malattie neurodegenerative, a sviluppare la comunicazione dei bambini in età prescolare. “Con la firma dei contratti e l’assegnazione definitiva delle risorse sui progetti finanziati dal MIUR – ha spiegato l’assessora alle Politiche del Lavoro, Sviluppo economico, Università, Ricerca e Smart City Cristina Tajani – abbiamo aggiunto un nuovo, importante tassello al percorso che abbiamo costruito negli ultimi tre anni per fare di Milano una metropoli sempre più ‘Smart’, ovvero moderna, innovativa, sostenibile e inclusiva. Inoltre, la collaborazione con Camera di Commercio, università, enti di ricerca e imprese ci ha permesso di attrarre a Milano investimenti ingenti e importanti con ricadute positive sull’intera città: si tratta di risorse che non pesano sul bilancio comunale e che potranno sviluppare valore e utilità pubblica con benefici concreti per tutti, cittadini e imprese”. Oltre i 14 progetti del bando Smart City, altri dieci progetti sono stati realizzati dall’Amministrazione comunale con proprie risorse e con i contributi della Camera di Commercio. Secondo i dati dell’ufficio studi della Camera di Commercio di Milano, a Milano il settore “Smart City” vale 128 miliardi di fatturato sui 460 nazionali e i settori maggiormente rappresentati sono l’high tech (49 miliardi su 122 nazionali), energia-rifiuti (45 miliardi su 180), commercio elettronico (700 milioni su 3,4 miliardi), design(2,6 miliardi su 4).  Va infine ricordato che al momento Milano ha il primato in Italia nell’offerta a cittadini e turisti del servizio wi-fi gratuito, nato nel 2012 con OpenWi-fi Milano, la rete di connessione per navigare gratuitamente e ad alta velocità. Oggi il servizio conta più di200 mila utenti (400 nuove registrazioni ogni giorno), oltre 2 milioni di accessi, 370 aree di connessione outdoor e indoor (di cui 300 postazioni all’aperto diffuse in tutta la città dal centro alla periferia e 70 hotspot nelle sedi comunali), per un totale di circa 600 access point.

Per ulteriori informazioni sui progetti “Smart City”, è disponibile il sito milanosmartcity.org.

Fonte: ecodallecitta.it

Smart City Weeks, la presentazione degli eventi di Torino

Sono state presentate venerdì 16 maggio presso l’Urban Center Metropolitano le Smart City Weeks, che nascono dalla cooperazione di tre città, Torino, Milano, Genova. A Torino gli appuntamenti (in allegato al fondo) si svolgeranno dal 30 maggio al 9 giugno379185

Workshop, mostre, festival, fiere e iniziative sportive, che coinvolgono associazioni, enti culturali, fondazioni e i due atenei cittadini. È questo il programma torinese di Smart City Weeks, la manifestazione dedicata al concetto di città intelligente, ovvero una città, per dirla con la parole del comune di Torino, in cui “la tecnologia, le reti energetiche, la comunicazione sono poste al servizio dell’ambiente urbano, della sostenibilità, del benessere dei cittadini”.
Smart City Weeks non è altro che l’evoluzione degli Smart City Days del 2013, e nasce dalla cooperazione di tre città, Torino, Milano, Genova, con il sostegno di Iren Spa. “Tre città che stanno affrontando la sfida della diffusione delle reti, delle nuove tecnologie ICT e della sostenibilità, – scrive Palazzo Civico – con l’obiettivo di realizzare un cambiamento culturale che renda i cittadini smart citizens”. Aprirà la strada Milano, con un programma di eventi nella settimana tra il 22 e il 30 maggio, mentre Genova chiuderà tra il 17 e il 20 giugno con l’evento TRANSFORMation Dialogue. In mezzo si colloca Torino, con una serie di iniziative in programma dal 30 maggio al 9 giugno.
Alla presentazione degli eventi torinesi, svoltasi giovedì 16 maggio nelle stanze dell’Urban Center Metropolitano in piazza Palazzo di Città, hanno preso parte l’assessore all’Ambiente del comune di Torino Enzo Lavolta, il direttore artistico della manifestazione Gaetano Capizzi e il presidente di Iren Energia Tom Dealessandri, che hanno illustrato le varie iniziative insieme ai promotori.

fonte: ecodallecittà.it

 

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Torino: approvato il masterplan Smart City

Frutto della collaborazione con 66 diverse istituzioni del territorio, il masterplan si compone di 45 punti sui temi della mobilità, dell’energia, dell’inclusione sociale, dell’ambiente, della qualità e degli stili di vita. Fassino: “Un’occasione per un salto di qualità nell’organizzazione della vita della nostra città”377772

Il Consiglio comunale ha approvato la delibera del masterplan “Torino Smart City”, denominato “Smile – Smart inclusion Life & Health and Energy”. Con la delibera, la Città assume gli assi strategici del masterplan “come linea di indirizzo e visione dello sviluppo di future progettualità a livello europeo, nazionale e regionale, legate ai temi della Smart city”.
Frutto della collaborazione con 66 diverse istituzioni del territorio, il masterplan si compone di 45 punti sui temi della mobilità, dell’energia, dell’inclusione sociale, dell’ambiente, della qualità e degli stili di vita. Le 45 azioni proposte rappresentano le potenzialità da sviluppare nei prossimi anni, proposte dalla Città e dagli altri enti locali coinvolti nel progetto. “Smile -ha sottolineato l’assessore Enzo Lavolta, che ha presentato la deliberazione- è la possibilità concreta di rendere operativi gli sforzi che l’intero sistema locale porta avanti nell’ambito dell’innovazione tecnologica e sociale attraverso l’accesso a importanti risorse ulteriori alle risorse pubbliche attualmente a disposizione dell’Amministrazione”.
“E’ un patrimonio straordinario che suscita interesse e aspettative tra gli operatori del mondo economico sociale e culturale della nostra città”, ha commentato Piero Fassino intervenendo in aula prima del voto. “I programmi smart cities – ha continuato il sindaco – sono l’occasione per un salto di qualità nell’organizzazione della vita della nostra città. Smart city è un modo diverso di pensare la città in tutte le sue dimensioni, non solo per il valore aggiunto in termini tecnologici, ma anche per la significativa valenza sociale”.  Nel 2013, grazie al progetto Smart city, sono stati attivati 14 progetti europei per un valore di 3,5 milioni di euro, attraverso il bando MIUR Sartcities and Communities sono partiti 11 progetti di giovani under 30 per 7 milioni di euro nella sezione dell’innovazione sociale oltre a 6 progetti di ricerca per 100 milioni. Da ricordare ancora il bando cluster tecnologici di cui è diventato capofila Torino Wireless.

Fonte. ecodallecittà

Anche Barcellona ha voglia di smart city

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Un sistema di certificazione univoco per le smart city, e insieme un organizzazione deputata alla sua gestione. Nei giorni scorsi gli amministratori della città di Barcellona, insieme ad altre trenta città, enti e università del mondo, alle aziende Gdf Suez e Cisco hanno sancito un accordo che lancia ufficialmente sulla scena il City Protocol. L’annuncio è stato dato a Barcellona in occasione di Smart City Expo World Congress. Il City Protocol definisce una metodologia per creare un modello di innovazione urbana. Ciò avviene attraverso l’indicazione di standard, l’integrazione delle diverse piattaforme, l’implementazione di soluzioni tecnologiche. Nel progetto di questa rete globale sono coinvolte l’industria, le agenzie di ricerca ed altri enti, una comunità aperta pronta a condividere competenze ed esperienze nei vari settori. l programma di City Protocol svilupperà specifici accordi condivisi, discussi ovviamente con i cittadini. A partire da tali intese, saranno prodotti progetti e politiche urbane approvati dal City Protocol, già testate in alcune città che possano essere utilizzati come esempio, oltre a raccomandazioni e riferimenti tecnologici per l’industria. A capo del CP ci sarà la City Protocol Society, un’organizzazione associativa di cui potranno diventare membri municipalità, aziende, enti di ricerca ed altri enti coinvolti nella trasformazione delle città. Il lancio sulla scena è fissato per aprile 2013. Bella iniziativa, diciamo noi, all’insegna della condivisione di conoscenze: perché l’unione – o meglio, la condivisione – fa la forza.

Fonte: tuttogreen

Torino e Barcellona, dalla crisi escono prima le smart cities. Intervista a Piero Fassino

Abbiamo incontrato Il Sindaco Fassino a Barcellona, dove era in visita per stringere i legami tra due città che stanno già lavorando insieme per ottenere finanziamenti europei da investire nell’efficientamento energetico e sulla mobilità sostenibile: si può scommettere sull’ambiente per uscire dalla crisi, sia economica che politica?

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“Due città che non stanno mai ferme sono destinate ad incontrarsi”: il Sindaco Piero Fassino ha raccontato l’evoluzione di Torino alla Llotja de Mar di Barcellona, davanti a una sala di giornalisti, aziende e impresari del turismo, incuriositi e sorpresi da questa città in cui, oltre ai gianduiotti, si inventa anche l’mp3 e l’acqua per gli astronauti, anche se nessuno lo sa. “E’ vero, siamo l’unica città in cui al posto di azienda si dice fabbrica: ma alla vocazione industriale si è aggiunto tanto altro, e Torino si trasforma ogni giorno di più. Proprio la scorsa settimana la Città si è aggiudicata180 milioni di euro con il bando Smart City per progetti che vanno dall’applicazione delle tecnologie digitali, al risparmio energetico, alla mobilità, alla sicurezza dei cittadini, e alla qualità della vita urbana”. E accanto alla cultura, alla musica, all’arte e alla gastronomia, è proprio sull’innovazione e sulla sostenibilità che Torino vuole puntare. Assieme a Barcellona, perché il lavoro da fare è enorme, e dalla collaborazione le due città hanno tutto da guadagnare.

Torino e Barcellona lavorano insieme: cosa c’è in cantiere?

Moltissimo. Stiamo cercando di acquisire importanti finanziamenti da progetti europei in campo ambientale e tecnologico, e per lavorare assieme abbiamo creato un’equipe di tecnici in condivisione, che mette a confronto i progetti delle due città e cerca di armonizzarli in modo da poter realizzare esperienze di progetti pilota comuni ad entrambe. I progetti sono finalizzati a ridurre il consumo energetico degli edifici, ad accrescere la qualità ambientale riducendo il tasso di CO2 e l’inquinamento… e ovviamente il teleriscaldamento: Torino è già oggi la città europea più teleriscaldata, ma puntiamo ad estendere la rete. E poi c’è la mobilità urbana, che va riorganizzata favorendo tutte le forme di spostamento a basso impatto ambientale, come il bike sharing e il car sharing – anche sul modello di Barcellona, da cui c’è da imparare. Puntiamo all’estensione della metropolitana, al rinnovamento della flotta dei bus con l’acquisto di mezzi elettrici e a basso impatto… E ancora: progetti di riqualificazione degli edifici, sia in funzione del risparmio energetico che della sicurezza.

Ma tutto questo come si combina con un bilancio comunale in rosso? Da una parte c’è una città che punta tutto sull’innovazione, ottenendo finanziamenti importanti. E dall’altra una città piena di debiti, annoverata nella lista dei comuni a rischio fallimento…

In realtà non c’è contraddizione: noi siamo un comune fortemente indebitato, è vero, ma non per lo sfondamento della spesa corrente. Ci siamo indebitati perché negli anni scorsi abbiamo investito moltissimo: nella metropolitana, nel passante ferroviario, nei Giochi Olimpici, nel teleriscaldamento, nel termovalorizzatore… è chiaro che tutto questo si traduce in un conto in rosso, ma che in realtà ha portato un incremento del patrimonio della città e un elevamento dei servizi che mettiamo a disposizione. E ora ovviamente siamo impegnati per rientrare nei conti e ripagarlo.

A proposito di conti in rosso, si parla sempre di più della possibilità di Transition Town, di decrescita felice e – su un altro fronte – di Green economy: si può scommettere sull’ambiente e sull’ecosostenibile per uscire dalla crisi? 
Io distinguerei: credo fermamente che dobbiamo puntare sulla green economy, sulle energie rinnovabili, e sui progetti delle smart cities. Ma tutto questo non va rappresentato come decrescita, ma al contrario come un alto livello, anche se basata su un modello di sviluppo diverso da come l’abbiamo inteso in passato. Non credo invece alle forme di decrescita che abbassano il livello di ricchezza della società e anche il reddito delle famiglie.

Una petizione on line su Change.org chiede a PD, SEL e Movimento Cinque Stelle di unirsi e dare il via, insieme, ad una legislatura sotto il segno dell’ecologia. E’ un’idea ingenua pensare che possa essere l’Ambiente il punto di incontro per uscire da questo caos politico? 

Non è ingenua, ma bisogna dirlo al Movimento 5 stelle che continua a dichiarare di non essere disponibile a convergere su nulla. Io mi auguro che cambino idea, anche perché i terreni comuni su cui costruire ci sono. L’ambiente è proprio uno di questi.

Fonte: eco dalle città

 

EVER: ladies in Mobility

Dove: Montecarlo, Grimaldi Forum di Monaco

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Nel contesto del salone sulla mobilità sostenibile e sui veicoli elettrici EVER si terrà il 29 marzo la conferenza «Ladies in Mobility» per informare le organizzazioni pubbliche e private sulla mobilità sostenibile nelle città intelligenti

Si chiama EVER ed è ormai da anni il salone sulla mobilità sostenibile e sui veicoli elettrici, un evento che sensibilizza il grande pubblico all’ecologia, nella cornice del Grimaldi Forum di Monaco. Nel contesto del salone EVER, a Montecarlo dal 27 al 30 marzo 2013 si terrà il 29 marzo «Ladies in Mobility» la conferenza dedicata alla mobilità dolce. Ladies in Mobility è una rete sviluppata dall’IMEDD che unisce Monaco e la Francia e vuole informare al meglio le organizzazioni pubbliche e private sulla mobilità sostenibile nelle nuove smart cities. Sono attesi dirigenti di organizzazioni pubbliche e private, di Monaco e della Francia e tutti coloro che vogliono informarsi su questi temi. Tra i partner dell’ iniziativa si contano la Fondation Prince Albert II de Monaco, la Direzione Turismo e Congressi di Monaco, l’ADEME, l’ADAAM, l’AVERE e Mobilité Durable.org.

Fonte:eco dalle città

 

Torino Smart City: 190 milioni di euro dal MIUR per 11 progetti intelligenti

La Città di Torino si è aggiudicata 183 milioni di euro per finanziare 11 progetti di ricerca e innovazione: sicurezza, inclusione sociale, scuola, smart e architettura sostenibile. Ecco i progetti vincitori

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Il progetto Torino Smart City ha ottenuto 190 milioni di euro dal ministero dell’Istruzione per progetti di innovazione. Di questi 183 milioni di euro arrivano dai fondi messi a disposizione dal ministero sviluppo di progetti di ricerca nati da partnership tra imprese, centri di ricerca, pubbliche amministrazioni attraverso il bando Smart City&Communities. I fondi finanzieranno 11 dei 14 progetti supportati dalla Città di Torino, che portano un contenuto di innovazione in ambiti quali la sicurezza, l’inclusione sociale, la scuola, le smart grids, l’architettura sostenibile, tanto per citarne alcuni.
Ma non solo. Parallelamente, il ministero aveva chiesto a giovani sotto i 30 anni –Bando Social Innovation – di proporre progetti territoriali di innovazione da realizzare in partnership con le città. Dieci dei 40 progetti presentati da Torino, sui circa 400 pervenuti al ministero (uno su dieci), sono stati finanziati, per un totale di 7 milioni di euro.
“Siamo molto orgogliosi del risultato ottenuto – ha detto Enzo Lavolta, assessore all’Innovazione, Sviluppo e Sostenibilità ambientale della Città di Torino – il sistema locale torinese dimostra di avere nell’ultimo anno ben lavorato e di aver posto basi solide per un efficace lavoro a sostegno del progetto Torino Smart City, da oggi questa città ha nuovi strumenti e risorse per perseguire l’ambizioso obiettivo di costruire il suo modello di città intelligente”. Anche il sindaco Piero Fassino ha voluto esprimere il suo compiacimento per il raggiungimento di “un risultato importante, che è frutto della capacità tutta torinese di costruire progetti attraverso un’azione corale. La condivisione di un obiettivo e di un progetto per la costruzione di una città intelligente tra imprese, ricercatori, poli universitari di prestigio e un tessuto di start up e piccole imprese creative – ha sottolineato – è il punto di forza della nostra città, che ci sarà di grande aiuto per la costruzione dei dossier di candidatura ai prossimi bandi europei”. Ecco i progetti vincitori:

14 milioni di euro per il progetto Decision Theatre
Simulare gli scenari più complessi prima di decidere. L’obiettivo è mettere a disposizione sistemi di supporto alle decisioni. Il sistema nasce dalla collaborazione tra Grande Selex, Sas, Siemens, Telecom, Politecnico di Torino e UNIBocconi.

16 milioni di euro per il progetto Oplon
L’obiettivo del progetto è migliorare la qualità della vita delle persone anziane (over 65) autosufficienti ma malate, al fine di ridurre il periodo di degenza in ospedale e consentendo quindi, attraverso l’utilizzo della tecnologia, di trascorrere più tempo possibile nella propria abitazione anziché in ospedali o luoghi di cura. Lo svilupperà una rete di otto; tra loro il Politecnico.

12,2 milioni per il progetto S[m2]art
Il progetto punta a creare un sistema composto da arredi urbani intelligenti e infrastrutture informatiche di gestione e
configurazione aperto. Piattaforma creata da Telecom insieme con Reply, Istituto Boella e Politecnico.

19,8 milioni per il progetto Scoc
Realizzata da Selex, insieme con (tra gli altri) il Politecnico nasce dalla necessità di realizzare un centro operativo di coordinamento, a livello comunale,per il monitoraggio del territorio, la sicurezza del cittadino e gestire situazioni di emergenza e crisi anche legate a rischi naturali. I temi su cui si svilupperà il progetto sono in particolare rischio idrogeologico e mobilità.

19,9 milioni per il progetto SmarTour
Un aereo senza pilota vola e fotografa tutto ciò che incontra sul suo cammino. Così permette di acquisire in tempo reale dati rivolti alla conoscenza, al controllo e al monitoraggio dell’ambiente naturale e delle città. Sviluppato da Selex come capofila e poi anche dal Politecnico di Torino.

12,2 milioni per il progetto Smart concrete
Realizzato come capofila dal Politecnico di Torino è un sistema per monitorare la stabilità e la sicurezza di edifici e infrastrutture. E in particolare il livello di conservazione e tenuta dei materiali di cui sono composte.

15,5 milioni per il progetto INSeT
Vuole dare vita a una connessione tra i sistemi di bigliettazione elettronica del trasporto pubblico (locale ed extraurbano) di diverse città «smart» italiane, i servizi dell’alta velocità ferroviaria ed altri servizi rivolti ai cittadini (musei, carte del cittadino, carte sanitarie). Sviluppato, tra gli altri, da Reply e Trenitalia.

14,8 milioni per il progetto S.IN.TE.S.I.
La capofila del progetto è  Smat, la società che gestisce la rete idrica di Torino e Provincia, ma dentro ci sono anche sia il
Politecnico che l’Università di Torino. L’obiettivo è progettare e sperimentare un sistema innovativo di gestione delle risorse idriche per migliorare standard di gestione e servizio reso all’utenza.

13,2 milioni per il progetto Marconi
Sviluppato in prima linea da General Motors e poi dal Politecnico di Torino per sperimentare tecnologie per la raccolta e l’integrazione da fonti diverse di dati sulla mobilità e sul traffico. Il sistema servirà sia a controllare la situazione del traffico che a definire e realizzare le scelte di pianificazione necessarie allo sviluppo della mobilità.

12 milioni per il progetto SIGMA
Vitrociset e altri (tra cui il Politecnico) svilupperanno un sistema all’insegna della building automation: automatizzazione di serramenti e dell’illuminazione, controllo della climatizzazione, videocomunicazione con un centro di supporto ed  assistenza, rilevazione della presenza di oggetti e persone.

20,2 milioni per il progetto  Cloud4eGov
Punta a ottenere un insieme di risultati innovativi di tipo tecnologico, scientifico, metodologico, applicativo che consentano alla pubblica amministrazione di eseguire una sperimentazione del Cloud Computing, tecnologia a supporto di processi, procedure e servizi di eGovernment.

13 milioni per il progetto Urbelog
Ha l’obiettivo di sviluppare e sperimentare una piattaforma telematica innovativa per la gestione della logistica merci di “ultimo miglio” in città, aggregando gli operatori della distribuzione, le pubbliche amministrazioni e le associazioni di categoria nella gestione della distribuzione delle merci fino alla consegna. Il capofila del progetto è Telecom e gli altri partner sono Iveco, Tnt, il Politecnico di Torino, Fit Consulting, Italdata e Tema, Selex Elsag, Università Luigi Bocconi e Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Fonte: eco dalle città