Acqua, nuove regole per le tariffe ma gli aumenti in bolletta non si fermano

Legge di stabilità: nascono la tariffa sociale e nuove regole per i casi di morosità. E l’Autorità per l’energia vara il metodo tariffario idrico che prevede incrementi contenuti per le famiglie. Ma un’indagine di Cittadinanzattiva afferma che dal 2007 al 2012 l’aumento medio è stato del 33%. La città più cara è Firenze, con 509 euro l’anno377671

di Pietro Mezzi

Inizio d’anno scoppiettante per quanto riguarda le tariffe dell’acqua. Le novità arrivano dalla legge di Stabilità – in particolare dal collegato ambientale varato a metà novembre dal governo su proposta del ministro Andrea Orlando – e dall’Autorità per l’energia, che ha varato il nuovo metodo tariffario idrico, entrato in vigore il 1° gennaio scorso. Partiamo dalle novità sul fronte legislativo. Nella legge di Stabilità, infatti, è stato inserito il collegato ambientale proposto dal ministero dell’Ambiente, che introduce la cosiddetta “tariffa sociale” del servizio idrico integrato, grazie alla quale ci sarà un taglio alla bolletta per le famiglie a basso reddito, a cui verrà consentito l’accesso, a condizioni agevolate, alle quantità d’acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni fondamentali. La sostenibilità dell’intervento e la copertura dei relativi costi verrà garantita dalla previsione di un’apposita componente tariffaria in capo alle utenze non agevolate del servizio idrico. Nel decreto ministeriale si riconosce inoltre che l’applicazione delle tariffe basate sul principio della copertura dei costi, ha determinato sugli utenti un impatto economico rilevante, creando anche problemi di morosità. Il provvedimento del governo mira a regolamentare le modalità di gestione del fenomeno della morosità per limitarne l’insorgenza, assicurarne l’efficace contrasto, in modo che i costi non ricadano sugli utenti non morosi e per garantire un livello minimo di fornitura d’acqua anche alle utenze non in regola con i pagamenti. Intanto, dal 1° gennaio scorso è entrato in vigore il nuovo metodo tariffario idrico voluto dall’Autorità per l’energia. Lo scopo è chiaro: favorire costi sempre più efficienti e stimolare gli investimenti che riducano le perdite di rete e l’inquinamento ambientale. Sempre dal primo dell’anno è diventata operativa la direttiva sulla trasparenza delle bollette, per renderle più chiare e dare maggiori informazioni sui diritti dei consumatori, con l’obbligo ai gestori di pubblicare on-line la propria Carta dei servizi. Il nuovo metodo tariffario poggia su criteri innovativi, come la selettività e la responsabilizzazione dei gestori. Sono previsti infatti quattro diversi tipi di schemi tariffari rispetto ai quali il gestore del servizio idrico potrà individuare la soluzione più efficace secondo i propri obiettivi di sviluppo e delle peculiarità territoriali. Insomma, un inizio anno ricco di novità positive per gli utenti del servizio idrico. Alle buone notizie seguono, purtroppo, quelle meno buone. Nel 2013, la stessa Autorità ha approvato le tariffe di 486 gestioni idriche, in base al metodo tariffario provvisorio, che prevedono un incremento del valore delle bollette del 2,7% rispetto al 2012. Un incremento certo contenuto, che però va letto alla luce di altri dati, che sono quelli pubblicati dall’Osservatorio prezzi e tariffe di “Cittadinanzattiva”, associazione che si occupa di promuovere i diritti dei cittadini e dei consumatori. Dall’indagine – dal titolo “Il servizio idrico integrato”, pubblicata nel 2013 e che si riferisce alle tariffe applicate nel 2012 – in 106 capoluoghi di provincia si ricava che ilcosto medio annuo di una famiglia di tre persone (che consumano 192 mc. di acqua all’anno), è di 301 euro per il servizio idrico integrato (che comprende i costi di acquedotto, del canone di fognatura, di quello di depurazione e la quota fissa dell’ex nolo dei contatori). Un costo che è aumentato del 6,9% rispetto alla spesa sostenuta nel 2011 e del 33% rispetto a quella del 2007. I costi ovviamente variano da zona a zona. Si spende di più nelle regioni centrali del Paese (in media 412 euro l’anno) e, rispetto al 2011 e al 2007, i maggiori incrementi si sono registrati nell’area centrale(+9% sul 2011 e 47,1% sul 2007), poi in quella meridionale (+8,5% e +23,8%) e infine, con incrementi un poco più contenuti, in quella settentrionale (+5,2% e 32,1%). Dall’esame dei dati dell’indagine, emerge la differenza tariffaria tra le diverse regioni: in Toscana si pagano le tariffe più elevate (470 euro), seguono Marche (403), Umbria (392), Emilia-Romagna (388) e Puglia (366). La tariffa più bassa si paga in Molise (138).

Fonte: ecodallecittà

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World Water Day 2013 / L’impegno di Cap Holding

Nella Giornata mondiale dell’acqua la società milanese premia 55 comuni che hanno deciso di realizzare pozzi di prima falda per irrigare campi sportivi e aree verdi. Un modo intelligente di risparmiare una risorsa scarsa

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La società milanese del servizio idrico integrato, da poco unificata, per la Giornata Mondiale dell’Acqua premia i Comuni virtuosi che, attenti al risparmio idrico, hanno realizzato pozzi di prima falda. Risparmiare preziosa acqua potabile, ridurre i consumi, contenere i costi, alleggerire la bolletta idrica a vantaggio delle casse comunali e dell’ambiente: sono gli obiettivi del progetto “Diamo un calcio allo spreco!”, il titolo scelto dai tecnici dell’Ufficio bilancio idrico e geologia per il bando emesso nel 2011 dall’azienda, che finanzia la realizzazione di pozzi di prima falda per irrigare campi sportivi e aree verdi. In occasione del Wordl Water Day, il Gruppo CAP ha deciso di premiare i comuni che hanno aderito al progetto, dimostrandosi attenti all’utilizzo razionale delle risorse idriche e alla protezione delle falde. In particolare, in questo momento sono 14 i pozzi completati (Casarile, Cerro Maggiore, Cesate, Corbetta, Cuggiono, Lainate, Pantigliate, Parabiago, Pozzo d’Adda, Pogliano Milanese, Pozzuolo Martesana, Robecco sul Naviglio, Ozzero, Segrate), tutti in provincia di Milano; 14 i pozzi per i quali i cantieri sono aperti e i lavori in corso (Carugate, Cerro al Lambro, Cologno Monzese, Melegnano, Morimondo, Vizzolo Predabissi, San Giuliano Milanese, Sedriano, Assago, Bubbiano, Cassinetta di Lugagnano, Santo Stefano Ticino, Novate Milanese, Trezzano Rosa, sempre in provincia di Milano); 8 i cantieri di prossima apertura (Barlassina, Basiano, Besate, Casorezzo, Rozzano, San Giorgio su Legnano, Sesto San Giovanni, Trezzo sull’Adda); 19 i futuri interventi già programmati (Bernareggio, Besana in Brianza, Binasco, Bussero, Canegrate, Cesano Boscone, Cornate d’Adda, Grezzago, Lacchiarella, Legnano, Lentate sul Seveso, Liscate, Magnago, Melzo, Pregnana Milanese, Truccazzano, Usmate Velate, Vaprio d’Adda, Villa Cortese). I comuni vengono premiati oggi, alle 11, a Milano in via Mozert, 14, a Villa Necchi Campiglio, alla presenza degli amministratori di Cap Holding e di Amiacque. Partito nel 2011, il progetto ha riscosso un enorme successo tra le amministrazioni comunali. L’iniziativa dispone di un finanziamento di 2,5 milioni di euro, stanziati da Cap in accordo con la Provincia di Milano e l’Ato. Il progetto ha finalità anzitutto ambientali. Grazie a un pozzo di prima falda, infatti, si evita l’impiego di acqua di rete per gli usi non potabili, diminuendo lo sfruttamento delle risorse acquifere profonde. Non è necessario, del resto, il ricorso ad acqua potabile per l’irrigazione di campi da calcio e aree verdi. I pozzi sono realizzati tutti con lo stesso diametro, ma con profondità diverse in base alla distanza in cui si trova la prima falda. In tutti viene istallata una pompa che garantisce la portata massima di 15 litri al secondo. Al Comune l’innaffiamento di un campo da calcio costa dai 2.500 ai 4.000 euro all’anno, con la realizzazione di un pozzo di prima falda i costi vengono abbattuti a soli 133 euro, corrispondenti al canone annuo dovuto alla regione Lombardia, oltre ovviamente alle spese per l’energia elettrica.

Fonte: eco dalle città