Ue, acqua potabile: Nuove regole per la tutela della salute

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Ieri, è stata diramata una nota dalla Commissione Europea che annuncia la prossima adozione di nuove regole sul potenziamento delle operazioni di controllo idrico a livello comunitario. Inoltre, le disposizioni hanno l’obiettivo di rendere migliore l’accesso all’acqua potabile. La Commissione, almeno in linea teorica, si è anche impegnata a continuare un dialogo costruttivo con le parti interessate, al fine di migliorare la direttiva vigente e di implementare la trasparenza nel settore idrico. Il Commissario Ue per l’Ambiente, Karmenu Vella, ha dichiarato sul tema da Bruxelles: “Un’acqua potabile sicura e di qualità elevata è essenziale per la salute e il benessere pubblici, pertanto, è necessario garantire standard elevati in tutta l’Unione. Questo nuovo sistema di monitoraggio e controllo consente di ridurre le analisi inutili e concentrarsi sui controlli che contano davvero“.

L’emendamento approvato ieri intende fornire maggiore flessibilità agli Stati dell’Unione sulle modalità con cui controllare gli standard dell’acqua (in oltre 100.000 zone di approvvigionamento in Europa). Una flessibilità che dovrebbe essere garantita dal principio di “analisi dei rischi e punti critici di controllo” (HACCP), già utilizzato nell’ambito legislazione sull’igiene alimentare. I governi europei, dunque, avranno facoltà di scegliere i parametri con cui compiere il monitoraggio, in base ad una valutazione del rischio. Potranno poi anche estendere l’elenco delle sostanze da tenere sotto controllo in caso di problemi di salute pubblica. Gli Stati Ue hanno da oggi due anni per recepire le disposizioni della nuova normativa. La nuova legislazione, secondo quanto riportato dal comunicato, nasce come risposta concreta a Right2Water, “iniziativa dei cittadini europei” (la prima a mai essere giunta in porto). Ricordiamo che questo gruppo di comitati e organizzazioni si batte per una normativa che sancisca il diritto umano universale all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari.

 

Fonte: ecoblog.it

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Acqua pubblica, arriva il kit per i nuovi parlamentari

Gli attivisti del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua hanno organizzato un banchetto davanti a Palazzo Montecitorio per consegnare ai neo-eletti deputati un kit sull’acqua pubblica. Nell’occasione sono state raccolte le firme per l’ICE, l’Iniziativa dei Cittadini Europei per convincere Bruxelles ad adottare misure volte a garantire e fornire a tutti i cittadini, in misura sufficiente, acqua potabile e servizi igienico-sanitari.

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Sabato 16 marzo era il secondo giorno della nuova legislatura. Davanti a Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, fin dalla prima mattina c’era un banchetto ricoperto di bandiere blu. Dietro il banco, gli attivisti del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua consegnavano ai neo eletti parlamentari il kit dell’acqua e raccoglievano firme per l’iniziativa dei cittadini europei sull’acqua pubblica. Il kit aveva al suo interno una lettera, un opuscolo ed il testo della legge d’iniziativa popolare sull’acqua del 2007. Consegnandolo ai deputati che andavano al banchetto per ritirarlo gli attivisti chiedevano ufficialmente al nuovo parlamento di impegnarsi per la ripubblicizzazione dell’acqua nei primi cento giorni di legislatura. Questo il contenuto della lettera:

“Un nuovo Parlamento si è insediato in questi giorni dopo un voto che ha dato un segnale forte contro le politiche economiche tese alla mercificazione dei beni comuni. Lo stesso segnale c’è stato nel giugno 2011: 27 milioni di Sì per l’acqua bene comune. Da allora le manovre per aggirare quel voto hanno dimostrato una salda alleanza tra poteri economici forti e gran parte delle rappresentanze istituzionali. Ma in questi mesi si sta dimostrando possibile invertire la rotta che ha regalato ai privati i servizi pubblici e creato profitto sui beni comuni: nei comuni italiani in cui si sta avviando la ripubblicizzazione del servizio idrico così come in Europa, con l’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) per l’acqua pubblica che ha già superato il milione di firme. È possibile imboccare la strada della difesa dei beni comuni e questo è il momento di farlo! Per questo consegniamo a tutti parlamentari il ‘kit dell’acqua’: uno strumento attraverso il quale ripubblicizzare il servizio idrico in tutta Italia e rispettare la democrazia, applicando i risultati referendari del giugno 2011 e approvando la legge di iniziativa popolare sull’acqua depositata nel 2007. Perchè una volta di più si scrive acqua, si legge democrazia”.

La legge di iniziativa popolare cui si fa riferimento, presente all’interno del kit, è quella che venne consegnata nel 2007 al governo Prodi. Una sorta di bibbia per tutti gli attivisti dell’acqua. Il testo, intitolato “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico”, era stato dapprima discusso quindi approvato nell’assemblea organizzata dal Forum dei movimenti per l’acqua il 7 Ottobre 2006 a Firenze. Alla sua stesura contribuirono materialmente fra le settanta e le ottanta persone. Poi venne la raccolta firme: 406.626 cittadini firmarono affinché la proposta potesse essere presentata in parlamento. Infine la proposta di legge fu sottoposta al vaglio del Parlamento, dove fu assegnata alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati. E lì rimase. Né il governo Prodi, né il successivo governo Berlusconi l’hanno mai messa all’ordine del giorno per l’approvazione. Ma è da lì che bisogna ricominciare. Da quel testo partorito sei anni or sono che conteneva all’interno il seme del bellissimo movimento che avrebbe condotto alla vittoria dei referendum, testo che aveva come obiettivi la tutela della risorsa idrica e della sua qualità, la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato e la gestione dello stesso mediante strumenti di democrazia partecipativa. Il kit è stato consegnato ai parlamentari del Movimento cinque stelle, del Partito democratico e di Sinistra ecologia e libertà. Gli altri partiti non si sono presentati. Ai parlamentari è stato anche chiesto di firmare per l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) sull’acqua pubblica. L’ICE è una sorta di petizione ufficiale europea, uno strumento messo a disposizione dal Trattato di Lisbona ed entrato in vigore ad aprile 2012. Attraverso esso i cittadini comunitari possono proporre alla Commissione Europea un’iniziativa legislativa raccogliendo un milione di firme in almeno sette paesi dell’UE nell’arco di 12 mesi. Il milione di firme è già stato raggiunto, ma la raccolta continua: più saranno le firme consegnate a Bruxelles e maggiore sarà il peso politico dell’iniziativa. Attraverso l’ICE i movimenti per l’acqua di tutta l’Europa chiedono che l’Ue approvi – si legge sul sito http://www.acquabenecomune.org – “una normativa che sancisca il diritto umano universale all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, come riconosciuto dalle Nazioni Unite, e promuova l’erogazione di servizi idrici e igienico-sanitari in quanto servizi pubblici fondamentali per tutti. La legislazione dell’Unione europea deve imporre ai governi di garantire e fornire a tutti i cittadini, in misura sufficiente, acqua potabile e servizi igienico-sanitari”. Si può firmare l’ICE anche online a questo link. A livello europeo qualcosa inizia a muoversi e la politica nazionale – o almeno parte di essa – sembra finalmente disposta a dialogare con i movimenti. E anche a livello locale le cose non vanno male per i fautori dell’acqua pubblica. Napoli, Palermo e Torino hanno deciso di affidare le gestioni del servizio idrico a delle “aziende speciali”, togliendo così l’acqua dal mercato. Imperia, Vicenza, Pescara, Pistoia, Brescia e Varese sembrano procedere nella stessa direzione. Preoccupa invece, come nota Marco Bersani in un articolo, il silenzio sulla questione acqua che proviene da Milano e Genova, con le giunte Pisapia e Doria che avevano vinto le elezioni comunali cavalcando l’onda dei referendum (che si sarebbero svolti due sole settimane dopo), ma che una volta insediatesi non hanno fatto niente per mantenere le promesse fatte ai propri elettori.

Fonte. Il cambiamento