Orto in condotta: un percorso lungo tre anni per seminare un futuro sostenibile

Pier Carlo Albertazzi, fiduciario Slow Food e responsabile del progetto “Orti in condotta” per la zona di Asti, illustra il progetto. Tre anni di scuola per formare insegnanti, genitori e bambini sulla teoria e la pratica che sta dietro l’attività più preziosa in assoluto: la produzione del cibo. Sono più di 500 gli Orti realizzati in diverse scuole d’Italia. Tutto ebbe inizo nel 2004, anno in cui il progetto Orto in Condotta prese avvio in Italia, diventando un vero e proprio strumento educativo. Un progetto firmato Slow Food, messo in atto sul modello del primo grande School Garden, pensato e ideato negli anni ’90 da Alice Waters (vice-presidente Slow Food Internazionale) in California, per sensibilizzare i giovani studenti su tematiche riguardanti l’alimentazione e l’ambiente. L’Orto in Condotta prevede percorsi formativi per insegnanti, per studenti e per i genitori, proprio al fine di fornire una formazione a 360°. Le scuole che partecipano al progetto sono parte di una grande Rete. Il percorso formativo ha durata triennale. La prima annualità prevede la preparazione delle attività nell’orto, gli insegnanti vengono formati attraverso lezioni pratiche e teoriche sull’orticoltura. La seconda annualità prevede attività pratiche con gli studenti, sia in classe, sia all’aperto. La terza annualità prevede un percorso sulla storia dell’alimentazione e sull’origine del gusto.orto-in-condotta-piemonte-astigiano-1512985692

Lo scopo del progetto Orto in Condotta è di utilizzare l’orticoltura come strumento didattico per conoscere il territorio con i suoi prodotti e le sue ricette. Tutte le scuole possono entrare nella rete dell’Orto in Condotta, basta chiedere informazioni alle mail: educazione@slowfood.it . Unico requisito: avere a disposizione un orto con particolari caratteristiche. In primis, l’orto deve essere coltivato, per tutta la durata del progetto, con coltivazioni biologica o biodinamica. È fondamentale, inoltre, che le varietà coltivate siano quelle tipiche del territorio regionale ed è vietata la coltivazione di prodotti geneticamente modificati. I prodotti che possono essere raccolti e consumati durante l’anno scolastico saranno privilegiati. Anche l’uso dell’acqua ha un ruolo didattico: viene infatti insegnato il rispetto della risorsa e l’importanza di un utilizzo il più possibile oculato. Abbiamo incontrato Pier Carlo Albertazzi, fiduciario Slow Food e responsabile del progetto per la zona di Asti, per capire meglio come funziona il progetto. “Io mi occupo, principalmente, del progetto attivato nella Scuola Primaria Rossignoli di Nizza Monferrato” ci specifica Pier Carlo, “il progetto ha preso avvio 10 anni fa. Abbiamo individuato un appezzamento di terra adiacente alla scuola e il Comune di Nizza ha provveduto all’allestimento. Così abbiamo iniziato ad insegnare l’ortocoltura ai bambini”.orto-in-condotta-piemonte-astigiano-1512985702

Una svolta significativa è giunta 3 anni fa, quando il signor Sandro, nonno ortolano, ha deciso di dedicarsi all’orto giornalmente e di mettere le sue competenze a disposizione della comunità facendo, così, crescere l’orto stesso e l’interesse per l’ortocultura. Sono 450 i piccoli studenti della scuola Rossignone che curano e coltivano, insieme a nonno Sandro, l’orto didattico. Ogni classe ha un compito specifico. Le prime e le seconde si occupano della semina, le terze delle piante officinali, le quarte dei fiori e le quinte degli alberi da frutta. Inoltre, l’orto è dotato di un’aula a cielo aperto. L’aula è stata realizzata con materiale di riciclo, proprio per sensibilizzare i bambini anche sul tema del rispetto ambientale.  Tanti fiori, ortaggi, piante aromatiche e alberi da frutto, sono la cornice perfetta per le tante attività che vengono sviluppate durante l’anno scolastico. “Abbiamo fatto il pane, le torte, la pasta”, ci spiega Pier Carlo, “si sviluppano tante esperienze anche in base alle coltivazioni. Per esempio, tutti gli anni l’11 novembre Slow Food festeggia la Festa degli Orti; l’anno scorso i bambini avevano coltivato i ceci, quindi, quest’anno, abbiamo deciso di celebrare la festa cucinando la farinata”.orto-in-condotta-piemonte-astigiano-1512985714

La prossima festa in vista è il Terra Madre Day, che si celebrerà l’11 dicembre. Un progetto globale che unisce comunità del cibo di 160 paesi che hanno deciso di incentivare una produzione alimentare basata sull’economia locale, sulle biodiversità, sulle conoscenze tradizionali e sul gusto. Favorendo, appunto, il buono, il pulito e il giusto.

Ogni anno, la scuola Rossignoni aderisce alla manifestazione organizzando una colazione a scuola. Quest’anno la colazione per il Terra Madre Day avrà come protagonisti il latte e la mela. La festa, “Mela bevo e mela mangio” prevede, inoltre, una degustazione con test di gradimento finale. Gli studenti della quinta saranno chiamati in causa per scegliere la mela preferita tra 4 tipologie diverse.

“Lo scopo primario”, ci spiega Pier Carlo, “è di mostrare ai bambini che le mele crescono sul melo e non sugli scaffali del supermercato”. Un modo genuino e divertente per collegare i bambini alla natura.

Fonte: http://piemonte.checambia.org/articolo/orto-in-condotta-piemonte-astigiano/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

Come seminare le rose: tutti segreti

Gli appassionati di rose non possono perdersi la lezione di Roberto Cavina noto selezionatore di rose da collezione che ci insegna passo dopo passo a selezionare, seminare le rose e metterle a dimora il tutto partendo dal seme. Una guida unica per veri appassionati!

I passaggi per seminare le rose e mettere a dimora le piantine non sono impossibili, basta un po’ di esperienza  tanta pazienza. Così Roberto Cavina del vivaio Le Rose di Nicola Cavina che di entrambe ne ha da regalare ci guida per mano dentro al suo mondo di selezionatore di rose, facendoci sognare un giorno di trovare anche noi la rosa più bella e profumata mai vista, il tutto partendo da un piccolo seme. Guarda tutto il video Come seminare le rose e scopri i segreti per la miglior selezione delle rose da collezione.

LA SCELTA DELLE CAPSULE

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La scelta dei cinorrodi migliori è fondamentale per aver una buona pianta

Per prima cosa bisogna sapere che questa operazione si fa tra novembre e gennaio, con il freddo. Bisogna scegliere il cinorrodo maturo e una volta presa va nominato, dunque per ogni cinorrodo sapremo i nome della pianta madre e non del padre ( ameno che non l’abbiate inseminato con le vostre mani).

L’APERTURA DEI CINORRODI

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Si aprono le capsule con delle forbici o con un coltello ben affilato3-300x225

Si aprono le capsule e si scelgono i semi più forti

Quindi con un coltello si tagliano i cinorrodi e si estraggono i semi prediligendo quelli più grossi e soprattutto pieni e duri e si mettono da parte. Scegliere i semi migliori assicura maggior opportunità di riuscita. Non tutti i semi attecchiranno, quindi è bene scegliere i più promettenti.

LA TERRA

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La terra deve essere leggera e ben drenata

Si prepara della terra leggera, mista terra e sassolini e torba assicurandosi che infondo al vaso ci siano molti sassi per assicurare un buon terreno drenato. Si bagna molto bene la terra in vaso e si aspetta che l’acqua esca fuori.

LA SEMINA DELLE ROSE TRA DICEMBRE E GENNAIO5-300x225

Sulla terra ben bagnata si poggiano i semi appena pressati e si lasciano stare così

Quindi in ogni vaso si metteranno i semi della stessa varietà ad una distanza di circa 5 centimetri uno dall’altro. Si poggeranno sul terreno facendo una leggera pressione e basta. Il vaso verrà poi chiuso dentro un sacchetto di cellophane trasparente e chiuso con un filo in modo che non entri e non esca nè aria ne l’umidità. Dunque il vaso si tiene in una serra luminosa da dicembre ad aprile senza mai aprire il sacchetto.

IN APRILE SI APRONO I SACCHETTI

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E’ giunto il momento di aprire i sacchetti e di scoprire se qualcosa è nato

Ad aprile si scoprono le nuove piante, si aprono i sacchetti, si fa attenzione a togliere le erbacce e si mettono i vasetti in un luogo luminoso bagnando le nuove nate con la regolarità con la quale bagnereste le rose adulte.

GIUGNO – LUGLIO: E’ TEMPO DI RINVASARE

Tra giugno e luglio le piantine si saranno ingrossate e avranno anche già dato i primi fiori. Quindi estrarre il pane di terra e le piante dal vaso, suddividerle delicatamente e rinvasatele una ad una in un vaso nuovo con terra universale leggera ben drenata da pomice o sassolini. Adesso non serve che aspettare che le nuove nate crescano e diano belle fioriture.

Tutte le info su Le rose di Nicola Cavina: lerosedinicolacavina.it

Fonte: stilenaturale.com

Giardinaggio terapeutico

Che il giardinaggio facesse bene al corpo e allo spirito lo immaginavo già, ora per fortuna lo riconosce anche la scienza. Secondo studi medici basati su diversi anni di osservazione, basta trascorrere 30 minuti al giorno occupandosi delle proprie piante o prendendosi cura dell’orto, per migliorare l’umore e alleviare lo stress, riducendo il livello di cortisolo che lo provoca. Essendo lo stress responsabile del 70% delle malattie, ridurlo previene la maggior parte delle malattie.Happy Gardens logo

Il giardinaggio nell’epoca moderna non è più solo un semplice hobby, ma un vero e proprio rimedio per far fronte allo stress, un’attività che coinvolge corpo e mente con notevoli benefici sulla salute. Per cominciare, imparare a prendersi cura di un altro organismo vivente come le piante implica prendersi una responsabilità e di conseguenza un aumento di fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità; inoltre vedere crescere i frutti del proprio lavoro è un’esperienza appagante.ortoterapia

Non si può trascurare poi che curare il giardino è un vero e proprio esercizio fisico. L’impegno nelle attività tipiche della cura del verde, come scavare, zappare, potare, rastrellare, annaffiare, seminare, travasare, strappare erbacce, implica movimenti che rafforzano i muscoli, che può far bruciare circa 350 calorie per le donne e circa 450 per gli uomini.1353061712680

In una società sempre più tecnologica e virtuale le persone dovrebbero dedicare più tempo a stretto contatto con la natura per sentirsi meglio fisicamente e non solo.9f9fa-625584_573968139294792_2083759476_n

Queste potenzialità curative del giardinaggio sono state oggetto di sperimentazione per la prima volta nei paesi anglosassoni, sia come attività in programmi di terapia e di riabilitazione di pazienti con disturbi fisici e psichici, che nella costruzione di giardini, o semplici aiuole per accelerarne la guarigione di malesseri di varia natura. Questo tipo di approccio viene sempre più spesso utilizzato in ospedali e in case di cura, in particolare, per i malati diversamente abili, che grazie alle attività nel verde stimolano i sensi del tatto, dell’udito, dell’olfatto e della vista, contribuendo a curare sia disabilità che semplici disagi come depressione e ansia.bigstock-Happy-Gardener-646601

Per gli anziani è un ottimo esercizio di coordinamento, di memoria e di elasticità mentale, che aiuta a rallentare l’invecchiamento. Anche per i bambini il contatto con la natura può farli crescere meglio, poiché gli insegna il rispetto, l’attesa e la pazienza, la cooperazione per l’ottenimento dei risultati.00b43-ortofrutta

La garden therapy e l’ortoterapia sono tra i metodi riabilitativi più innovativi degli ultimi anni.
Mentre in Italia queste scienze stanno muovendo solo ora i primi passi, negli Stati Uniti vengono praticate già da 40 anni. Oltreoceano l’ortoterapia è una facoltà Universitaria e si pratica in centri specializzati e in ospedali importanti come quello universitario di New York. Ma l’ortoterapia ha origini ben più vecchie. Nacque quasi per caso intorno al 1600 nei paesi anglosassoni, quando i poveri non potevano permettersi di pagare le cure ricevute e gli veniva chiesto in cambio di prendersi cura del giardino dell’ospedale. Con grande stupore dei medici, non solo il lavoro nel giardino non sembrava essere di peso ai malati, ma questi parevano guarire più in fretta rispetto ai pazienti più ricchi. Essendo un risultato difficile da spiegare dalla medicina del tempo, venne dimenticato o semplicemente giudicato poco importante, ma i pregi della cura del verde vennero riscoperti negli anni che seguirono la prima e la seconda guerra mondiale, quando diversi reduci di guerra, feriti riacquistarono capacità motorie, stabilità mentale e gioia di vivere, grazie ad una forma rieducativa molto simile all’odierna Ortoterapia.af12d-morefall2012007

Sono molte le ricerche che confermano i benefici di coltivare un giardino o un orto, tanto che anche la D.ssa Cristina Borghi, ha scritto il libro “Un giardino per stare bene”, in cui elenca le proprietà benefiche della Garden Therapy.giardino-stare-bene

La passione per il verde ha effetti benefici per tutti, sia che si coltivino pomodori o rose; il battito cardiaco rallenta, il respiro si regolarizza, la pressione si abbassa e soprattutto si sorride di più! E per chi non ha un giardino basteranno alcune cassette sul davanzale, un piccolo giardino in vaso sul balcone o una semplice aiuola condominiale!SB_0000_G0812-Happy-Gardening

Di Ilaria Benassi

Fonte: http://pianetablunews.wordpress.com/