Bioedilizia, inaugurata la scuola materna più ecologica d’Italia a Firenze

La scuola materna Capuana è stata inaugurata a Firenze qualche giorno fa ed è la prima a essere stata costruita interamente nel rispetto degli standard della bioedilizia.

La bioedilizia entra a scuola, esattamente alla Capuana, una struttura prima demolita e che presentava amianto. E’ stata ricostruita la nuova Capuana secondo i criteri della bioedilizia e dunque con gli standard relativi sia al risparmio energetico sia alla salubrità degli ambienti. La scuola materna è dunque stata rifatta da zero e ospita 6 sezioni per 150 bambini per un costo complessivo di 2 milioni e 600 mila euro. Intorno il giardino ricco anche di alberi luogo dove i bambini potranno giocare e fare attività didattica nelle belle giornate.scuola-capuana-620x350

Il progetto è dell’ingegnere Michele Mazzoni, direttore dei servizi tecnici e gli architetti che lo hanno affiancato sono Agnese Balestri e Marilena Ferrara e i geometri Moreno Martini, Francesco Burrini e Mirko Drago. Tutti i materiali usati per la nuova scuola materna che fa parte dell’istituto comprensivo Gandhi sono naturali mentre la struttura è provvista di schermature solari usate per avere maggiore luce e calore in inverno e minor luce e calore in primavera /estate. Il riscaldamento è a pavimento con pannelli radianti e la centrale termica usa un sistema di condensazione a gas. Interessante anche la soluzione individuata per l’impianto idrico-sanitario che si avvale di un sistema per il recupero delle acque piovane mentre con la domotica si provvede al controllo in modalità telegestione dell’illuminazione di sicurezza. Una serie di pannelli fotovoltaici installati su una struttura in legno vicino il refettorio fornirà energia elettrica.

Ha detto Cristina Giachi assessora all’educazione al comune di Firenze:

Un edificio scolastico ecocompatibile è un punto d’arrivo e di partenza per un modo nuovo di vedere e vivere la scuola, un progetto per tutto il quartiere e per l’intera città, una nuova politica in grado di lasciare un segno, di incidere sul futuro senza comprometterlo, ma al contrario sviluppandolo e migliorandolo.

Fonte:  La Nazione, Nove Firenze, Comune di Firenze

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Parroco paga la retta ai bambini dell’asilo

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Un atto di generosità inaspettata, quello di un parroco bergamasco che ha dato 50 euro “a titolo personale” ai bambini della locale scuola materna, per aiutare le famiglie a pagare la retta dell’asilo. Un cifra che per alcuni può sembrare modica, ma che per altri può fare davvero la differenza. Per i genitori di un asilo di Bergamo, l’anno scolastico dei loro piccoli è iniziato con una bellissima sorpresa: hanno ricevuto dalla locale scuola materna una lettera che li informava che il pagamento della retta scolastica era stato ridotto di 50 euro. Il parroco, che per anni ha fatto il direttore di istituto locale, è stato trasferitosi ad un’altra parrocchia, ma prima di lasciare l’incarico ha deciso di aiutare in modo concreto i bimbi che hanno iniziato la scuola quest’anno. Ha versato di tasca propria 50 euro per ognuno di loro, chiedendo all’istituto di scalarli direttamente dalla retta annuale. Ma il suo gesto, seppur piccolo, è stato apprezzato dai genitori tanto che una mamma ha deciso di scrivere una lettera ad un giornale locale per segnalare il gesto di generosità del parroco e ringraziarlo pubblicamente a nome di tutti i genitori. Questa mamma, che si chiama Maddalena, racconta come sulla lettera che accompagnava la prima retta dell’asilo della figlia, era riportata “una discreta nota a margine, messa unicamente per spiegare alle famiglie la variazione della quota riportata: “il parroco e presidente, che ha lasciato l’incarico perché nominato in altra parrocchia, a titolo personale, ha versato alla scuola una quota di 50 euro per ogni bambinoper ammortizzare la retta di tutto il prossimo anno scolastico”.

Per Maddalena è stata “una singolare, inaspettata, buona notizia. Una di quelle piccole, minuscole notizie che non trovano quasi mai spazio tra le pagine della cronaca italiana, nemmeno a sgomitare, ma che da sole, un pezzetto per volta, per la loro assoluta, incondizionata, gratuita concretezza sono quelle che potrebbero anche rimettere in piedi un Paese”.

E continua: “questi piccoli gesti, non certo simbolici, sono tanto silenziosi quanto efficaci e andrebbero raccontati, tutti, sempre, anche se sono più difficili da scovare. Se sapessi di trovarli nelle mie rassegne mattutine, anche solo in una piccola rubrica dedicata, avrei pure un buon motivo in più per continuare a rimboccarmi le maniche e per andare a comprare i giornali. E tanti come me, ne sono sicura”.

Fonte: buonenotizie