I cambiamenti climatici aprono il passaggio a Nord Ovest

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Per chi fa affari lo scioglimento dei ghiacciai è una ghiotta opportunità di business, non solo perché offre l’opportunità di trivellare i giacimenti petroliferi di zone prima inavvicinabili, ma perché potrebbe creare una nuova rotta commerciale.

Stati Uniti, Canada, Russia, Danimarca e Paesi Scandinavi seguono con grande interesse l’evoluzione dello scioglimento dei ghiacciai artici e ora si ragiona anche sul passaggio a Nord Ovest, una via d’acqua naturale situata 3mila chilometri a nord del Circolo polare artico. Il riscaldamento globale sta sciogliendo progressivamente i ghiacciai del Mar Glaciale Artico e molti vedono in questa catastrofe ecologica il bicchiere mezzo pieno: quello di chi fa affari e di chi, sostanzialmente, risparmierebbe 4000 km di rotta rispetto alle attuali vie che passano per il Canale di Panama (o per tutti i canali che si stanno costruendo nella strettoia centroamericana). I primi attraversamenti sono avvenuti nell’estate 2000, ma l’innalzamento delle temperature nell’ultimo quindicennio lascia supporre che la rotta possa essere aperta per un periodo di tempo ancor più lungo, se non in via definitiva. Secondo i calcoli più pessimistici, se gli attuali trend climatici dovessero essere confermati, un quarto del traffico marittimo tra Asia ed Europa potrebbe passare dall’Artico canadese, una vera rivoluzione che ingolosisce gli armatori del commercio navale e spaventa gli ecologisti. Fra poco più di un mese, alla COP21 di Parigi si dovrà parlare anche di questo.

Fonte:  Askanews

 

Scioglimento ghiacciai: in Lombardia aumentano di numero, ma sono più piccoli

Negli ultimi cinquant’anni aumentato il numero, ma diminuita la superficie dei ghiacciai2-Ghiacciaio-dei-Forni-2012-586x581

Nell’ultimo mezzo secolo il numero dei ghiacciai lombardi è aumentato, ma la loro superficie si è ridotta del 23%. È questo il dato paradossale che emerge dal nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani realizzato dall’Università degli Studi di Milano e da Levissima, in collaborazione con EvK2Cnr e con il supporto del Comitato Glaciologico Italiano e il patrocinio del World Glacier Monitoring Service. Il nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani, avviato nel 2012 e che vedrà il compimento nel 2014, aggiorna i dati dei due precedenti catasti realizzati dal Comitato Glaciologico Italiano (CGI), rispettivamente nel 1959-1962 e nel 1982-1985. I primi dati disponibili riguardano la Lombardia, regione dove sono localizzati i più vasti ghiacciai nazionali, così come numerosi corpi glaciali di piccole e medie dimensioni.  L’elaborazione delle foto aree a grande scala – come quelle in apertura e in chiusura che mostrano lo stato del Ghiacciaio dei Forni nel 2012 e nel 1941 – messe a confronto con i dati dei catasti precedenti, registrano chiaramente l’evoluzione avvenuta in Lombardia negli ultimi 50 anni: il numero dei ghiacciai è aumentato, da 167 a209, a causa di numerose frammentazioni, ma la superficie totale si è ridotta del 23%, passando da 115 kmq, nel 1959-1962, agli 89 kmq attuali.

L’attuale fase di regresso glaciale che interessa la Lombardia, e più in generale tutte le catene montuose, presenta aspetti apparentemente contraddittori; infatti, le aree glaciali diminuiscono progressivamente, mentre il numero dei ghiacciai aumenta. Questo secondo fenomeno è facilmente spiegabile: a causa delle alte temperature e della conseguente fusione del ghiaccio, limitate zone rocciose emergono durante l’estate sulla superficie dei ghiacciai. Le rocce assorbono calore e lo ritrasmettono al ghiaccio circostante accelerandone la fusione. In poche settimane, la piccola roccia affiorante si allarga e può arrivare a spaccare letteralmente in due o più tronconi il ghiacciaio, che perde la propria lingua e si frammenta in settori separati,

spiega il Professor Claudio Smiraglia dell’Università degli Studi di Milano, a capo del progetto di ricerca, e referente del settore “Glaciologia” del Comitato EvK2Cnr. Ecco svelato l’arcano. Cambierà qualcosa quest’anno, con la primavera più nevosa e piovosa che si ricordi e con temperature che, a fine maggio, sono più consone all’inverno che alla primavera? Il lavoro di monitoraggio proseguirà nei prossimi mesi con un prezioso supporto in più: dopo la presentazione dello scorso aprile all’EGU o Meeting dell’European Geophysical Union, il catasto ha ricevuto il  patrocinio del World Glacier Monitoring Service, la struttura internazionale con sede a Zurigo che cura la raccolta e la divulgazione dei dati glaciologici a livello mondiale.1-Ghiacciaio-dei-Forni-1941-586x647

Fonte:  Comunicato stampa