Sardex: nuovi passi concreti per aiutare l’economia in tempi di Coronavirus

Sardex, la community delle PMI Italiane, con oltre 10.000 aderenti e 600.000 transazioni nel solo 2019, lancia l’iniziativa #IostoinSardex: sarà possibile l’accesso al Circuito immediato e senza costi per tre mesi, ottenendo da subito liquidità aggiuntiva e la possibilità di incontrare nuovi clienti e fornitori. Inoltre, piani di rientro congelati per tre mesi e l’abbonamento gratuito per i dipendenti dei neo iscritti. L’AD Marco De Guzzis: “Un contributo concreto, per sostenere da subito le PMI del Paese”.

Torniamo a parlare di Sardex, la moneta complementare che sta cambiando l’economia di molte regioni italiane. I lettori di Italia che Cambia conoscono bene questa realtà. Ne abbiamo parlato più volte e io ci ho persino scritto un libro. Parole come fiducia, credito, economia reale, amore, sono per la prima volta nella mia esperienza associate concretamente ad uno strumento misterioso e arido come il denaro. Certo tecnicamente non possiamo definire sardex denaro, ma camera di compensazione, circuito di credito/debito e così via, ma per approfondire vi rimando ai tanti articoli sul tema.

L’utilità del sardex, nelle sue varie varianti piemontesi, emiliane, venete ecc, diventa quanto mai lampante nei momenti di crisi. Mi sono quindi chiesto come si stessero muovendo in tempi di Coronavirus e ancora una volta le risposte sono state pienamente convincenti. È infatti appena stata lanciata l’iniziativa #IostoinSardex: in via straordinaria, i nuovi iscritti potranno accedere al Circuito gratuitamente iniziando da subito a scambiare beni e servizi nella rete e a godere di una linea di credito senza interessi, versando la quota di partecipazione solo fra tre mesi con dilazioni agevolate. Potranno, in forma del tutto gratuita, iscrivere alla rete i propri dipendenti, estendendo anche a loro i vantaggi della moneta complementare, e infine, potranno scegliere di attivare la linea di credito aggiuntiva Sardex – Efficio +, con tempi di rientro a tre mesi dall’attivazione: a fronte di una richiesta di crediti, i nuovi iscritti, così come le imprese già aderenti, inizieranno a pagare le rate, senza interessi, dopo 90 giorni dall’attivazione.

Un’opportunità per continuare ad investire grazie ad un cuscinetto temporale che nelle prossime settimane potrebbe giocare un ruolo importante: nella ripresa delle attività di migliaia di imprese, e nell’avvio di investimenti aziendali e progetti personali, circolo virtuoso che rimette in moto l’economia del Paese.

«Con #IostoinSardex – ha dichiarato Marco De Guzzis, Amministratore Delegato di Sardex – vogliamo consentire alle imprese di tutta Italia di accedere a credito e ricavi aggiuntivi che possano dare un contributo positivo nell’affrontare la crisi attuale. Supereremo questo momento di difficoltà, ma ora è fondamentale dare un sostegno fattivo a tutte quelle realtà aziendali e associative che hanno bisogno di superare la contingenza riducendo i danni» .

Nel Circuito gli aderenti hanno accesso a credito aggiuntivo senza pagare interessi, riducendo la necessità di disponibilità in euro senza rinunciare ad investire nella propria attività, far crescere progetti personali, far fronte alla liquidità di cassa e promuoversi in una rete di imprese dove collaborazione e fiducia del singolo si trasformano in ricavi e benefici per tutti. Per approfondire ho interpellato direttamente i fondatori di Sardex rivolgendo loro alcune domande.

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Cosa sta avvenendo in questi giorni presso i vostri circuiti?

C’è fermento, soprattutto comunicativo: nelle piattaforme del Circuito gli iscritti hanno trovato canali già pronti e aperti per condividere informazioni, trasmettere le comunicazioni di apertura e chiusura, trovare idee per supportarsi, istituire servizi temporanei per servire i propri clienti anche a distanza. Un rallentamento fisiologico delle transazioni è normale che ci stia stato, ma gli scambi continuano in modo grintoso, forse anche più che nel mondo euro. È una comunità economica che ha gli anticorpi giusti e che possiamo potenziare: è viva, ed è solo l’inizio.

In che modo Sardex (e figli) stanno sostenendo le aziende?

In questo difficile e inatteso momento, che ha investito la nostra quotidianità e modificato i nostri ritmi personali e quelli delle nostre attività d’impresa, il Circuito si conferma un alleato prezioso: una comunità unita nei valori e negli intenti, una rete che è sostegno vitale e che può supportare, fin da subito, il benessere delle nostre piccole e medie imprese, vero motore dell’economia locale e nazionale. Gli strumenti e le risorse che in questi anni il Circuito ha messo a disposizione di tutti gli aderenti non possono che confermarsi indispensabili in queste settimane di contrazione economica. Pensiamo solo al servizio broker: un customer care attivo che supporta gli scambi, in momenti come questi, avvicina le aziende, le mette in relazione, trova con loro soluzioni per mantenere vive le transazioni. Come gestore, ci sentiamo in dovere di potenziare tutti questi strumenti, a beneficio degli iscritti, dell’intera comunità Sardex e delle aziende che vorranno avvicinarsi al Circuito durante il periodo di emergenza. Lo faremo in modo fattivo, da subito, con l’iniziativa #iostoinsardex: accesso al network immediato e gratuito per chi si iscriverà al Circuito ora, con inizio di pagamento della quota di iscrizione tra tre mesi; adesione gratuita per i dipendenti delle PMI neo iscritte; piani di rientro sospesi per 90 giorni per tutte le linee di credito aggiuntive e senza interessi come Efficio+: le aziende ora hanno urgente necessità di mettere in pausa le spese, e continuare invece a far correre obiettivi e progetti.

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Voi state risentendo del blocco delle attività?

Come gestore ci siamo organizzati tempestivamente: abbiamo trasferito gli uffici nelle nostre case per tutelare staff e community, siamo operativi e con forza, ora più che mai. Lo smart working non è una novità per la gestione Sardex, lavoriamo da sempre distanti ma interconnessi e in sinergia con i Circuiti e le imprese di tutta Italia: in queste settimane lo facciamo con un’energia diversa, consapevoli di un contributo che sarà importante in particolar modo durante la ripresa. Anche gli appuntamenti commerciali non si fermano: ogni giorno il nostro staff è in videoconferenza con imprenditori del territorio che desiderano conoscere il Circuito e iscriversi. Non possiamo fermarci: prepariamo la strada per supportare le imprese anche e soprattutto quando l’emergenza sarà finita e l’economia dovrà circolare veloce, possibilmente più veloce dell’euro (e il sardex lo sa fare bene).

In Sardegna ci sono stati sinora pochissimi casi di coronavirus. Come vivete questa emergenza?
Con speranza e grande senso di responsabilità. Cittadini, istituzioni, personale ospedaliero, imprese e terzo settore stanno collaborando intensamente. Nell’apprensione generale, sta però succedendo qualcosa di importante, di bello, sull’isola come in tutta Italia. Stiamo riscoprendo un sistema di valori che fa rima con un concetto importante: la riscoperta di poter essere, ancora una volta, corpo collettivo.

Ci sono differenze, nei vostri Circuiti, su quanto sta avvenendo in Sardegna e in altre regioni come Veneto, Piemonte o Emilia?

Non ci sono differenze sostanziali, se non nei tempi anticipati in cui i Circuiti della Penisola hanno dovuto iniziare a far fronte all’emergenza: lì le difficoltà sono arrivate prima e con più intensità. Ogni Circuito regionale anche in questo frangente ha la sua specificità, ma strumenti e risorse a disposizione delle imprese iscritte sono gli stessi, e ovunque, in tutto lo Stivale, siamo attivi per rimettere in moto l’economia locale: sarà l’unico, benefico contagio da impresa a impresa che vogliamo con forza.

Per saperne di più leggi il libro Una moneta chiamata fiducia . Oltre il denaro. L’esperienza vincente di Sardex

Fonte: https://www.italiachecambia.org/2020/03/sardex-nuovi-passi-concreti-aiutare-economia-tempi-coronavirus/?utm_source=newsletter&utm_medium=email

Liberex: l’economia funziona anche senza denaro

Nato nel 2014 sul modello di Sardex, Liberex, il circuito di credito commerciale dell’Emilia Romagna, vuole facilitare le relazioni tra soggetti economici operanti sul territorio e fornire loro strumenti di pagamento e di credito paralleli e complementari al denaro. Un nuovo modo di ripensare l’economia locale, interconnessa e collaborativa. Un’economia solida, resiliente e capace di superare le crisi non è frutto solo di un sistema efficiente, ma anche – forse soprattutto – di una cultura innovativa e lungimirante. Per avere successo bisogna essere capaci di uscire dagli schemi e cambiare paradigma. Per esempio, immaginando un modello economico che funzioni anche senza denaro. Come il circuito Liberex.

Siamo con Paolo Piras, sardo di origine e bolognese di adozione, responsabile operativo di Liberex, il circuito di credito commerciale dell’Emilia-Romagna, nato nel 2014 come replica di Sardex, il primo circuito nato in Sardegna nel 2010. «Lo scopo dei circuiti di credito commerciale – spiega Paolo – è quello di fare in modo che tutte le PMI locali, gli artigiani, i liberi professionisti riescano a mettere a reddito quello che definiamo “potenziale inespresso delle imprese”».

Da un lato si crea una rete di imprese locali che condividono valori e obiettivi, dall’altro lato si fa in modo che esse riescano a finanziarsi reciprocamente a tasso zero. Come avviene questo? «Attraverso l’utilizzo di una piattaforma digitale che permette a tutti i partecipanti al circuito di scambiarsi dei servizi e utilizzare come metodo di pagamento non l’euro ma un’unità di conto interna al circuito che nel nostro caso definiamo Liberex».21314414_1032407693561171_4786932866602455479_n

PAPÀ SARDEX

Il progetto di Sardex nasce nel 2010 dall’idea di cinque ragazzi che tornati dagli studi universitari si sono trovati nel periodo in cui stava esplodendo la crisi economica la necessità da un lato di trovarsi un lavoro e dall’altro di provare a dare una risposta a quello che la crisi del credito stava generando nella loro terra. Quello che mancava era la liquidità, il mezzo di pagamento che consentiva gli scambi fra gli operatori economici.

«Sardex nasce per questo», spiega Paolo. «Permettere a chi opera nel territorio di scambiarsi beni e servizi senza utilizzare la moneta a corso legale, ma utilizzando un’altra unità di conto che viene riconosciuta e accettata da tutti i partecipanti al circuito». Dal 2010 al 214 Sardex cresce e si diffonde in Sardegna fino a coinvolgere più di 4000 imprese. Una volta validato il modello, decide di esportalo. Nascono così una serie di repliche territoriali a dimensione regionale, fra cui il Liberex. Nel 2014 Sardex decide di esportare il proprio modello fuori dall’isola e comincia a replicarlo in altre regioni. Comincia così a svilupparsi la rete dei circuiti di credito commerciale che attualmente ne conta 12 e coinvolge più di 9000 imprese, che hanno già transato più di 250 milioni di crediti, cioè sono riuscite movimentare più di 250 milioni di euro che senza l’utilizzo di questo strumento non si sarebbe riusciti a movimentare.13769612_784749744993635_4388507689756534371_n

Paolo Piras, responsabile operativo di Liberex

IN SVIZZERA ESISTE DA 80 ANNI!

Nel mondo esistono centinaia di esperienze simili a quella di Liberex, fondamentali per garantire un po’ di resilienza e resistenza al sistema economico. «Molti pensano che un circuito come il nostro sia un modello alternativo che deve abbattere il sistema, ma in realtà è complementare e sostiene il sistema nei momenti di crisi».

Proprio come successe in Svizzera nel 1934, quando un gruppo di imprenditori creò il VIR per fronteggiare un periodo di difficoltà. Come spiega Paolo, «questa realtà è attiva ancora oggi e con i numeri che fa l’economia svizzera continua a coinvolgere più di 50.000 imprese che, attraverso il VIR, transano qualcosa come lo 0,5% del PIL svizzero. Questo dimostra che, a prescindere dalla stagione economica o dalla crisi del credito, uno strumento come questo è utile e può essere utilizzato sempre e comunque perché fa bene all’impresa e fa bene all’economia».

CHI SONO GLI UTENTI?

«La composizione degli iscritti è molto varia», spiega Paolo. «I settori merceologici coinvolti sono decine, si va dal piccolo artigiano al libero professionista che si occupa di servizi per aziende, dal ristoratore all’azienda che produce film estensibili in plastica, dallo scatolificio all’albergo. Un’ampia gamma di servizi che garantiscono da un lato la possibilità di vendere e incontrare nuovi fornitori e nuovi clienti, dall’altro la spendibilità nel circuito degli iscritti. Per noi infatti è fondamentale che tutti possano utilizzare i loro crediti e far girare l’economia».

I feedback sono molto positivi. Ci vuole un po’ di gradualità all’inizio, bisogna prendere confidenza e fare un piccolo salto culturale. Però una volta presa confidenza e conosciuti gli altri iscritti, magari dopo aver partecipato a un meeting, si incominciano a sviluppare le attività, si comincia a transare e a lavorare bene insieme. Ci sono diversi casi di sinergie nate all’interno di Liberex. «Una che cito spesso è quella di due imprese e una libera professionista che si occupa di bandi europei, una tipografia e un’agenzia di comunicazione tecnica. Si sono conosciuti in Libere, hanno creato una loro piccola rete, hanno partecipato insieme a un bando per una appalto europeo e lo hanno vinto. Questo è uno dei tanti casi positivi che incontriamo ogni giorno».21314840_1033635723438368_2481771804166397113_n

UN PO’ DI NUMERI

A livello nazionale, la rete dei circuiti di credito commerciale conta 12 reti regionali e coinvolge più di 9000 imprese, che hanno già transato più di 250 milioni di crediti. Questo vuol dire che sono riuscite movimentare più di 250 milioni di euro che senza l’utilizzo di uno strumento come Liberex – o Sardex o Piemex o altri – non si sarebbe riusciti a movimentare.

Liberex oggi coinvolge più di 300 imprese in tutta la regione. Il grosso si trova nelle province di Bologna, Modena, Ferrara e Forlì-Cesena. «In questo momento prossimità – racconta Paolo – gli iscritti hanno già transato più di 3,5 milioni di crediti, equivalenti a più di 3,5 milioni di euro movimentati sul territorio, e questa cifra sta crescendo in maniera esponenziale. Infatti, 1,5 milioni sono stati generati solo nel 2017 e nel solo mese di ottobre il transato ha superato i 200.000 crediti».

COLLABORARE PER FAR CRESCERE IL CIRCUITO

Da inizio anno è attiva una partnership con Banca Etica. «Sulla scia di un accordo quadro nazionale, anche qui in Emilia-Romagna stiamo sviluppando sinergie e collaborazioni e – al di là di una condivisione valoriale e di un approccio diverso che hanno i correntisti di Banca Etica e gli iscritti al circuito Liberex – ci rendiamo conto di come l’utilizzo concreto dello strumento cominci a entrare nella quotidianità di chi ha una determinata visione dell’economia».

Un’altra collaborazione siglata da poco è quella con Confcooperative Emilia Romagna: «Abbiamo stretto una convenzione nel mese di novembre», ricorda Paolo. Nella terra della cooperazione è molto importante poter dialogare con questo comparto: «Per noi è di stimolo ma soprattutto è interessante come vede come un settore storico come questo possa accogliere al suo interno uno strumento innovativo, anche dirompente, ma che comunque ha una base comune in termini valoriali». Vedere come lo strumento Liberex verrà utilizzata all’interno del sistema di Confcooperative sarà senza dubbio molto interessante. La terza linea di collaborazione è quella che fa seguito a una manifestazione d’interesse promossa da Ervet, ente della regione Emilia-Romagna, che vuole sperimentare come lo strumento di una moneta complementare possa essere un acceleratore per favorire politiche di green economy da parte delle PMI locali. «Dopo che abbiamo risposto a questa chiamata stiamo sviluppando insieme a loro una sperimentazione che andrà a coinvolgere due aree principali del territorio, il comune di Valsamoggia e il comune di Forlì. Qui cercheremo di coinvolgere il maggior numero di imprese all’interno del circuito, ma anche di promuovere un diverso approccio culturale all’utilizzo di questo strumento, cercando di favorire la diffusione di buone pratiche e gli investimenti nella green economy utilizzando Liberex e il suo circuito come acceleratore».

 

Intervista: Francesco Bevilacqua
Riprese: Cristiano Bottone
Montaggio: Paolo Cignini

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2017/12/io-faccio-cosi-193-liberex-economia-funziona-anche-senza-denaro/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

 

Sardex: quando una moneta virtuale muove l’economia reale

Un circuito di credito commerciale che utilizza una moneta virtuale per incentivare lo scambio di beni e servizi fra aziende, favorire il mercato locale e stimolare il consumo critico. Nato nel 2007 da un’idea di un gruppo di ragazzi sardi, Sardex ha ottenuto negli anni un incredibile successo divenendo un modello replicato in altre regioni italiane e studiato nel mondo.

Ci sono storie che ti restano particolarmente nel cuore, storie che riassumono in modo emblematico i principi e i concetti che muovono quest’Italia che Cambia, storie che sono straordinarie per i risultati ottenuti eppure incredibilmente poco note ai più, storie che dimostrano come si possano concretamente cambiare le cose partendo dal basso, da un’idea, da un pizzico di follia, storie che ogni volta che la racconti ti emozioni come la prima volta e ogni volta che chiedi aggiornamenti rimani stupito dalle ulteriori evoluzioni ottenute, storie come quella di oggi, che è talmente bella e complessa che richiederà due video anziché uno per mostrarla e raccontarla. Tutto ha inizio nel 2010, quando cinque ragazzi sardi – di Serramanna – nessuno dei quali laureato in economia, decidono di mettersi in proprio ed avviare un progetto che avrebbe ottenuto un successo clamoroso nella loro isola prima e nel resto d’Italia (e del mondo?) dopo: creare, attivare, coordinare e gestire il circuito del Sardex.  A distanza di pochi anni questo “strumento” aggrega tremila imprese sarde, dà lavoro a sessanta persone, conta quattro sedi in Sardegna (Cagliari, Sassari, Nuoro e, ovviamente, Serramanna) e “sposta” un fatturato di circa cinquanta milioni di euro equivalenti: “quest’anno chiudiamo con un volume di operazione pari a 50 milioni di euro e a dicembre dovremmo festeggiare i primi 100 milioni – ci raccontano i protagonisti di questa iniziativa nel nostro nuovo incontro avuto a fine 2015 – la crescita è esponenziale. Per dare un’idea: il primo anno abbiamo transato 350 mila crediti, ora 350 mila crediti li facciamo in un giorno. Questo fa sì che la crescita non sia mai sommatoria, ma moltiplicatoria”.

Che cos’è il Sardex?

Facciamo un passo indietro. Che cos’è questo Sardex? È un circuito, una moneta complementare, uno strumento di “baratto multilaterale”, un accesso al credito, un incentivo a vincolare la ricchezza al territorio? Forse è tutto questo e molto altro ancora. Facciamolo raccontare a Gabriele Littera, Carlo Mancosu e Roberto Spano. “Il Sardex è un circuito con diversi partecipanti. La caratteristica principale è che i trasferimenti di denaro non avvengono come bonifici contanti o altro di tradizionale, ma come unità di conto che sono il credito sardex e che sono equiparati agli euro. Un credito Sardex equivale quindi ad un euro. Il funzionamento si basa sul presupposto che la mancanza di liquidità dovuta alla crisi finanziaria e più in generale alla scarsa circolazione degli euro nasconda un potenziale inespresso della nostra economia; noi, attraverso il servizio che mettiamo a favore degli iscritti, cerchiamo di trasformare questo potenziale in valore. Tutti gli iscritti hanno un conto on line, una carta, una linea di credito senza interessi, un servizio di area broker, un servizio di comunicazione interna al circuito e un servizio di assistenza tecnica. Questo permette alle imprese di vendere in questo mercato complementare quello che il mercato euro non ha accolto nella sua totalità e acquisire un credito spendibile in questo mercato per comprare prodotti e servizi necessari alla propria attività. Ad oggi, nel circuito, si può accedere a servizi provenienti da tutta la regione. In questo modo otteniamo un sistema di imprese complementari uno all’altra.

Il meccanismo con cui cresce il circuito è un meccanismo di crescita armonica. Deve esserci un equilibrio tra l’offerta e la domanda. La tendenza deve essere quella di portare a pareggio il bilancio. Non si può far entrare chiunque in qualsiasi momento. Non possiamo far entrare mille avvocati o mille idraulici. Ci sarebbe una concorrenza eccessiva. Così il circuito cresce in base ai bisogni del circuito stesso. Non eliminiamo comunque la concorrenza”.

Come funziona?

“Immaginiamo un azienda tipo, un ristorante. I tavoli non saranno pieni ogni sera o per pranzo, ci saranno tavoli vuoti, nonostante questo il ristoratore avrà dei costi. I costi fissi ci sono comunque. I tavoli vuoti sono perdite di profitto. Immaginiamo di mettere questi tavoli vuoti a disposizione di chi fa parte del circuito Sardex. Questi clienti pagheranno in Sardex, così il ristoratore potrà abbattere i costi delle materie prime e risparmiare liquidità. Per spiegare meglio come può funzionare questo strumento immaginiamo una triangolazione: immaginiamo che un trasportatore di una azienda del circuito Sardex si fermi a mangiare dal nostro ristoratore. Il trasportatore paga con per esempio cinquanta crediti Sardex. Il ristoratore, che avrebbe avuto quei tavoli vuoti, si trova quindi una “ricchezza aggiuntiva” che però deve spendere nello stesso circuito. Andrà quindi ad acquistare con questi cinquanta crediti il vino presso il fornitore di vini che fa parte del circuito anziché da un fornitore lontano. Il produttore di vini a sua volta si ritroverà con cinquanta crediti e magari deciderà di spenderli proprio presso il trasportatore di prima. E così si chiude il ciclo. I saldi in questo modo si azzerano, la moneta scompare ma la ricchezza prodotta attraverso questi scambi è rimasta”.12072630_496010243894335_289108124236593407_n

Uno scambio bilaterale, un atto di fiducia

“Spesso il lavoro che facciamo viene associata al baratto: ma questo è uno scambio bilaterale, in cui la reciprocità è data dalla volontà di ricavare il massimo dallo scambio; avviene qui e ora. Sardex è un sistema di credito, credito deriva da credere, quindi fiducia. Sardex è un atto di fiducia del singolo verso la comunità e viceversa; un sistema di mutuo credito. Le imprese attraverso al loro capacità produttiva inespressa, vendendo beni ad altre imprese che possono acquistarle prima di aver venduto, finanziano la rete e possono essere ricompensati dagli altri partecipanti della rete. Passiamo quindi dal paradigma del “do ut des”, al paradigma del “ti do cosicché tu possa dare agli altri”, e questa è la cosa più eccezionale”.

La storia

“L’idea nasce nel 2007, quando ci siamo interessati di moneta e credito, perché la moneta è l’unica fede riconosciuta in tutto il mondo, e lo strumento di manifestazione dell’economia. Nell’economia di mercato il denaro è lo strumento attraverso cui il consumatore sovrano esprime il proprio voto. La mercatocrazia non è una democrazia, capire come vengono distribuiti i soldi è diventato quindi fondamentale. Inoltre, si stavano manifestando i primi sintomi della crisi finanziaria e sapevamo quindi che presto sarebbe arrivata una diminuzione di liquidità e una stretta creditizia. Abbiamo così iniziato a studiare i modelli usati in passato per uscire da queste situazioni e ci siamo concentrati su due strumenti in particolare, il VIR: che nasce durante la crisi del ’29 ed è ancora in piedi nel 2007 e l’international credit union che nel 1944 propone la creazione di un sistema di compensazione tra nazioni, introducendo il trattamento simmetrico di debitori e creditori: per creare equilibrio, e quindi pace, è necessario che i creditori mettano in condizione il debitore di ripagare. E questo si può ottenere solo investendo sui debitori. Inserendo un tasso negativo, chi è in credito deve pagare per avere ripagato il debito, queste due spinte divergenti (dato che normalmente chi è in credito ha un premio) diventano convergenti e portano verso lo zero che non è più fine, ma strumento. Non ci siamo limitati però a studiare i punti di forza di questi strumenti, ma anche le loro falle. Vir, ad esempio, nel 1936 fu costretta ad assoggettarsi al sistema bancario, Sardex invece è un sistema che si basa ancora sulla fiducia. Il nostro obiettivo è semplice: cercare di fare in modo che la mancanza di liquidità non fermi il mercato reale; il denaro normalmente ci permette di veicolare beni, se questo viene meno bisogna trovare un altro sistema che rimetta in moto l’economia”.

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Serramanna e le origini del tutto

L’iniziativa di Sadex nasce a Serramanna semplicemente perché i soci fondatori erano tutti di qui! “Eravamo tutti amici che avevano deciso di trasformare una idea in una realtà di impresa. Non c’era un legame accademico, nessuno dei soci era laureato o masterizzato in materie economiche finanziare e creditizie, ma eravamo tutti appassionati di un tema in comune. Chi grazie alla capacità di leggere più lingue, chi capacità di analisi storiche e chi per altro siamo riusciti a non essere vittime di una formazione dogmatica, e siamo riusciti a ragionare con mente libera.
Non aver studiato economia ci ha permesso di essere liberi da preconcetti: quando raccontiamo quello che facciamo a chi vive nel mondo finanziario non troviamo abbastanza flessibilità per immaginare un mercato che funziona in modo diverso da quello tradizionale, dove è tutto indiscutibile”.

Le ricadute locali e la rete che si respira

Il Sardex si può spendere solo in Sardegna,in questo modo si sviluppa il mercato locale, si stimola il consumo critico, si favoriscono le iniziative locali che valorizzano beni e territorio. “Quasi tutti i partecipanti utilizzano il circuito anche nell’ottica di unirsi ad altri. Abbiamo un territorio di piccolissime imprese familiari che se dovessero guardare al semplice aspetto economico non dovrebbero comprare neanche da se stesse. Se dovessero guardare i costi, non comprerebbero tra loro. La logica del prezzo più basso è assurda, esclude una serie di valori aggiunti dati dalla relazione. Ogni singolo iscritto viene messo nella possibilità di monitorare quanto sfrutta le risorse del proprio territorio. I crediti abbattono la barriera: comprare a cento in crediti da un fornitore sardo, piuttosto che a novanta da un esterno ma in euro pone un grossa differenza. Quando gli imprenditori si trovano nella pratica scelgono di scegliere localmente. Questo sistema permette alle imprese di avere a fianco un servizio di assistenza che li aiuta a trovare i fornitori, posizionare i beni che il mercato euro non ti ha fatto collocare ecc… ogni impresa ha i suoi margini di miglioramento. Noi ci mettiamo al servizio e lo facciamo con accorgimenti che possono sembrare secondari ma non lo sono. Abbiamo deciso di rimanere sul territorio; per iscriversi devono venire qui, passare per una dimensione fisica, dobbiamo conoscere gli iscritti.
Organizziamo meeting, incontri, aperitivi, ogni iniziativa da nord a sud, da est a ovest, perché è importante condividere questi momenti. Stiamo cercando di costruire questa relazione con gli iscritti e fra di loro. Questa è garanzia di solidità e forza. Sono strette di mano tra due persone, basate sulla fiducia. È entrato nel DNA delle imprese, è uno strumento oggi molto importante nella loro gestione”.10312372573_c4550433fe_h

L’etica
“L’etica per Sardex è la base. Al di là di un codice etico che è riassunto di cosa facciamo, una delle determinanti del nostro comportamento per chi vuole far parte di Sardex è cercare di capire se c’è sintonia sui principi di base. Sono indiscutibili, è la base per il punto successivo. Tu puoi fare la stessa domanda ad ognuno di noi in momenti diversi e avrai sempre la stessa risposta. E’ importantissimo per l’economia oggi salvare il mercato dalla finanza, per questo l’etica è fondamentale.

 

I nostri principi:

-rispetto per le persone

-rispetto per la comunità

-concentrazione sul valore e non sulla sua rappresentazione

 

Tutto si può riassumere con il concetto di reciprocità che si aggancia al concetto di empatia e capacità di mettersi nei panni degli altri. Non tutti, quindi, possono iscriversi al nostro circuito. Chi partecipa alla filiera degli armamenti, per esempio, non può partecipare al nostro circuito”.

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I prossimi passi

Il successo di questo strumento è davvero straordinario. Ora altre otto regioni italiane stanno replicando questo modello e altre tre si preparano a partire. Sono arrivate anche richieste dall’estero, dalla commissione europea, dalla Banca Centrale dell’Equador.

“Pensavo all’inizio che avremmo creato un’azienda e ci saremmo dati un lavoro, ma non pensavo ad una cosa così grossa. Vedere che università come Yale studiano il modello in maniera operativa, collaborando con noi è veramente molto soddisfacente”.

Ci sono storie che ti restano particolarmente impresse, storie che cambiano più di altre il mondo, storie che è impossibile raccontare con un solo video, ma anche con un solo articolo. Ecco perché prossimamente, vi racconteremo la seconda parte di questa storia.

Buon cambiamento.

Il sito di Sardex

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2016/03/io-faccio-cosi-113-sardex-moneta-virtuale-muove-economia-reale/