Salone del Libro, Serge Latouche racconta i precursori della decrescita felice

Il filosofo francese a Torino per il lancio della nuova collana di Jaca Book dedicata ai precursori della decrescita

Fare mezz’ora di coda al Salone Internazionale del Libro di Torino per assistere a una conferenza sulla decrescita felice è un buon segno, ma la folla non stupisce se a parlare èSerge Latouche, universalmente riconosciuto come uno dei principali, se non il principale fautore della decrescita e del localismo. Il filosofo è arrivato a Torino nella giornata inaugurale del Salone Internazionale del Libro per presentare insieme a Giulio Marcon la nuova collana dedicata da Jaca Book alla decrescita. L’idea di Sante Bagnoli e Vera Minazzi è quella di evitare la consunzione di un termine che è stato abusato tanto a destra quanto a sinistra. Come? Andando alla radici della decrescita per scoprire che quest’idea è tutt’altro che innovativa e ha padri nobili. Con grande umiltà e onestà intellettuale, Serge Latouche allontana da sé qualsiasi “copyright” e spiega come l’idea alla base della sua filosofia sia tutt’altro che originale: i precursori della decrescita si chiamano Epicuro e Diogene, ma sono anche i taoisti e gli amerindi (il buen vivir degli Aymara è uguale in tutto per tutto alla nostra decrescita). A livello politico uno degli esponenti della decrescita è il presidente uruguaiano José “Pepe” Mujica. Precursori furono i socialisti pre-marxisti, William Maurice, il nostro Aurelio PecceiAlex Langer, ma anche personaggi universalmente noti come Lev Tolstoj Ghandi possono essere ascritti a questo filone di pensiero. Lo stesso Pier Paolo Pasolini con gli Scritti corsari e Tiziano Terzani, il romanziere Aldous Huxley. Per restare nel campo filosofico Zygmunt BaumanSlavoj ZizekMax HorkheimerWalter BenjaminTheodor Adorno hanno sfiorato, chi più chi meno, il tema della decrescita.

Al cospetto di questi giganti del pensiero Latouche sostiene che

i pensatori della crescita sono una piccola parentesi nella storia del pensiero dell’umanità. I grandi pensatori sono sempre stati molto duri contro il produttivismo.

A questa famiglia apparteneva anche Enrico Berlinguer, protagonista del saggio di Giulio Marcon. Il leader del Pci viene descritto come un uomo molto sobrio, del quale vanno evitati i “santini” come quelli fatti di recente in campo documentaristico, ma del quale non si può non sottolineare la lungimiranza di vedute. L’austerità di Berlinguer era agli antipodi rispetto a quella proposta da Angel Merkel: per il primo austerità significava ricorso all’intervento dello Stato e protezione dei beni comuni, per la Cancelliera è governo del mercato, precarizzazione, aumento dei consumi.

Ma, come conclude Latouche,

i popoli felici non consumano, sono quelli infelici a rifugiarsi nel consumo.

Latouche prende le distanze dalle accelerazioni del progresso:

Ivan Ilic diceva che possiamo salvarci solo grazie a un tecno-digiuno. Non dobbiamo diventare schiavi della nostra creazione, capovolgendo il rapporto tra soggetto e oggetto.

Latouche si è poi congedato con una riflessione:

Quando è stata scritta la dichiarazione dei diritti dell’uomo, avrebbero dovuto scrivere anche quella dei doveri. La libertà dell’uomo non può essere assoluta: l’umanità deve porsi dei limiti.Immagine14-620x345

Video e foto : Davide Mazzocco
Fonte: ecoblog.it

Giro d’Italia in 80 librerie: la letteratura pedala con Marcos y Marcos

È partita il 6 settembre e si concluderà nel luglio 2015 la staffetta ciclistica, culturale e ambientale che percorrerà le principali piste ciclabili d’ItaliaImmagine3-586x292

Un viaggio in bicicletta di quasi due anni per attraversare l’Italia promuovendo i valori della cultura e dell’ambiente, è questa la staffetta ciclistica Il Giro d’Italia in 80 librerie promossa dalla casa editrice Marcos y Marcos in collaborazione con In collaborazione con FIAB, Associazione Italiana Biblioteche, Associazione Librai Italiani, Associazione Italiana Editori, Società Dante Alighieri, Parchi Letterari d’Italia, Rossignoli, Salone del Libro di Torino. Non stupisce che una proposta culturale e ambientale del genere arrivi da un editore come Marcos y Marcos da sempre molto attento all’ambiente. Un esempio? Da tempo l’editore milanese ha una policy ambientale molto severa che impone, per esempio, a chi invia manoscritti per la valutazione, di non utilizzare pinzature metalliche o copertine plastificate per facilitare le operazioni di riciclaggio della carta. Se è vero che la verità sta nascosta nei dettagli, Marcos y Marcos in merito all’ambiente sembra fare le cose sul serio. Ed è così che nell’ambito del progetto Letteratura rinnovabile nasce questo inedito Giro d’Italia che vedrà pedalare scrittori, editori, giornalisti, attori, cantautori, celebrità della cultura, librai e bibliotecari, insieme a semplici appassionati di cultura, ambiente e bicicletta. Questa lunga “corsa a tappe” è partita da Forte dei Marmi per raggiungere Firenze dove si disputeranno, a partire da domenica prossima, i Campionati mondiali di ciclismo. Poi si ripartirà a maggio dal Salone del Libro di Torino per ridiscendere lo Stivale lungo le piste ciclabili (ma non solo) fino a Messina. A settembre – per tenersi in allenamento – il gruppo di pedalatori andrà da Bellinzona a Milano. Nel 2015 tutta la dorsale adriatica, in senso contrario rispetto all’anno precedente, dalla Puglia al Veneto. Anche i mezzi al seguito saranno alimentati da energie rinnovabili. Ogni tappa sarà caratterizzata da un evento ma la staffetta cercherà di toccare tutti i principali festival culturali: il Salone del Libro di Torino, il Caterraduno di Senigallia, il Festivaletteratura di Mantova, il Tocatì di Verona, il Festival della Mente di Sarzana, l’Isola delle Storie a Gavoi, in Sardegna, Una marina di libri a Palermo e il Babel di Bellinzona. Naturalmente librerie e biblioteche saranno l’anima dell’iniziativa che sarà aperta alla contaminazione delle arti con concerti, prime cinematografiche e teatrali.

Fonte:  Letteratura rinnovabile